venerdì 15 ottobre 2010

Le avventure del barone kurdt

Stavo sorvolando la francia da ore ormai.

Il mio quadrimotore jet non sembrava a dare segni di cedimento, ma mentre passavo sopra le fiandre lo spocchiometro continuava ad andare fuori scala.
Ed erano ancora addormentati, i bastardi.

La mia era una missione suicida, avrei dovuto raggiungere Lille e li sganciare il mio carico di morte addosso ai topi francesi addormentati.

Il mio odio era giustificato.

Un commando francese aveva trucidato mia moglie e mia figlia, torturandole per ore, mia moglie era stata seviziata con una bottiglia di moet Chandon, mia figlia era morta in fretta, per fortuna, soffocata da un roquefort del 74.

Non potrò mai dimenticare il momento in cui aperta la porta, mi trovai di fronte a tanto strazio:

"NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!" Gridai, mentre una sapiente carrellata dall'alto riprendeva la scena del massacro.

 Ed ora ero in volo verso la mia vendetta, gli avrei fatto vedere cosa significava mettersi contro il più grande esportatore di formaggi italiano.

Il jet veleggiava sereno e silenzioso nella notte francofona, ogni tanto le mie cuffie si riempivano dei gridolini isterici che i piloti autoctoni sono soliti emettere a mò di comunicazione.
"Ohhhh jean paul ! UIUIUIUIUIUI!"

I miei rudimenti di francese mi permettevano di capire il succo della discussione, un parrucchiere era morto con le sue forbici negli occhi ed un pettine nel culo.

"Cause naturali" Dissero gli inquirenti.

Ma non avevo tempo da perdere in chiacchere, ero oramai arrivato sopra il mio obbiettivo.
Stava albeggiando, ridussi la velocità al 20%, scoperchiai il pulsante rosso, pregustando l'esito del mio gesto. Lo titillavo come solo un pastore una tetta di vacca, pregustando il lattoso sapore della rivincità.

E infine lo premetti, e niente può spiegare la totale distruzione che mi si dispiegò di fronte agli occhi; distruzione di cui ero l'autore.

2000 forme di grana padano crollarono da un altezza di  5000 metri, sventrando i tetti, riempendo i tavoli da colazione, colpendo ignari ometti seduti sul cesso, e provocando il caos in quella terra cresciuta a base di formaggi morbidi e, diciamola tutta, pure un pò andati a male.

Subito era partita la contraerea, un paio di colpi colpirono la carlinga, facendola vibrare e torcersi, ma era fatta per assorbire i tappi di champagne, e resistette.

"Fzzz Fzzzzz Aquila storpia a base, Aquila storpia a base, MISSIONE COMPIUTA, MISSIONE COMPIUTA"

"Bravissima aquila, la prossima volta ci penseranno bene, prima di mettersi contro il nostro consorzio"

Il buon nome del D.o.p. era stato  protetto.
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