giovedì 18 novembre 2010

Letteratura argentina e la conquista del deserto (872-1896) Jens Andermann / Birkbeck College

Non credevo di riuscirci in tempo, trattandosi di una traduzione complessa, avevo una settimana, e traducendo in tutti i momenti liberi, ce l'ho fatta, anche se un pò provato, sono soddisfatto.

La prima parte della traduzione e la seconda si trovano rispettivamente qui:

                                                            I & II                                                                               

Ora credo di dover aggiungere un paio di righe per esporre il mio punto di vista riguardo quella che potremmo chiamare "L'epopea del west" degli argentini, intanto dobbiamo marcare le differenze con quella inglese.

L'epopea Argentina è un epopea triste, che non dimentica l'essere umano, è un epopea sanguinolenta, ma profondamente umana, che anche in tutto il suo orrore tende a non ricoprire il tutto con una patina "epica" come poi successe al "west" nordamericano, che ci ha consegnato una serie di eroi indiani da copertina, che sembravano quasi avere la stessa dignità dei vincitori.

In argentina, questo non è successo, i vinti sono al tappeto, sconfitti, e i loro teschi vengono piazzati in un museo, dove loro, quasi ad aggiungere un umiliazione ulteriore, vengono piazzati come guardiani.

Ma rimangono esseri umani, tristi sconfitti, morti magari, ma esseri umani.

A differenza dei patinati indiani made in usa. 



Il soldato di prima linea entra nell'esercito per due motivi:  viene agganciato (suppongo che intenda arruolati con l'inganno di false promesse, Hooked, nell originale) o condannati a servire le armi.In un caso o nell'altro, vede scadere i tempi senza che nessuno, governo o superiori, siano interessati a rilasciarlo.[...] Le riserve ed il picchetto, le randellate con il bastone, tutto ha contribuito ad innalzare l'urlo di vendetta nel suo cuore Hidalgo, che attende la battaglia per soddisfare la sua vendetta. Ma il giorno della battaglia arriva, la bandiera bianca e blu s'innalza sopra il fumo del combattimento,  e il soldato dimentica la sua rabbia e la  vendetta. [...] Il soldato ha nuovamente rimpiazzato l'uomo: La voce dei padri fondatori gli parla più forte di qualsiasi altra senzazione.(Gutiérrez 1896: 281-282)


Expedición al Río Negro, abril de 1879; Pozzo, Antonio

Qui, quindi, ecco il terrore e la violenza piuttosto che la retribuzione monetaria - e le storie iperboliche ed i miti, il realismo magico che questa violenza assoluta mette in circolazione - ha successo nel costruire un egemonia la cui riproduzione dipende dalla distruzione di una subalternità esterna, un atto che sostiene la finzione del possedere una parte del "Io" nazionale, una posizione in cui uno, non solo riceve, ma anche da la morte, a qualcun altro.
Non dobbiamo dimenticare, certamente, che, se la violenza sofferta all'interno di un esercito che d'accordo con  Ébélot, "Aveva il peggior sistema di reclutamento possibile" (Ébélot 1876-1879: 102),viene reinvestita su "nemici esterni" in un surplus di economia del terrore apparentemente priva di scambio di beni materiali, è inoltre la riproduzione spettrale di quest ultima, violenza etnicizzata presente nella cultura creola stessa:"  "Le punizioni corporali erano frequenti e condotte con odioso puntiglio , continua  -Ébélot  Uomini mansueti e ufficiali, le applicavano a sangue freddo. ." (Ébélot 1876-79: 104)


Interior de la mayoría del Regimiento no 3 de Caballería, sres. Daza, Morosini y Solicier, cirujano de la brigada; Pozzo, Antonio

  Sembra esserci, quindi, più che una sola direzione di mimesi e mimica, una che ci indirizza verso le fotografie degli "Amici indiani" posando dentro uniformi sovradimensionate da ufficiali, pronti ad infliggere alle tribù vicine il tipo di benevolente, civilizzante trattamento a cui loro stessi erano stati sottoposti da soavi comandanti della spedizione nel deserto;ma quegli stessi soavi comandanti, arrivati alla frontiera, dimostrano un carattere più feroce, e iniziano a parlare lingue violente, che, come 
Ébélot ricorda disperatamente, a noi e a loro, non arrivano dalla "civiltà" ma da qualche altra parte-
Perchè, potremmo  chiedere insieme al confuso francese, questo rifiuto di fare prigionieri, questa inflazionaria  economia del massacro e del terrore, in un deserto, un posto dove le risorse umane sono così poche? 
Non era vero, dopotutto, che l'ordine era di "ripopolare?"

Libertà 

(Purtroppo questa parte è corrotta, quindi non ho potuto tradurla)

...Stavo bruciando dal desiderio di iniziare le mie esplorazioni ;ritornare alla vita del deserto, alla vita di vagabondaggi.
 Adesso, mentre scrivo queste righe, un mondo di ricordi mi passa per la testa, non dimenticherò mai l'incomparabile bellezza del sole del sud, o quelle notti di luna piena dentro una tenda, nella selvaggia patagonia. Mi piacerebbe andare a vivere come un nomade per un lungo periodo,  andare a dormire avvolto in una coperta di pelli,scalare alte montagne, e saltare i torrenti..(Lista 1879: 33)

Ma sicuramente per Lista  proprio come per Ébélot, l'unica maniera di rendere pratico il il nomadismo di evasione (Cazzo è, una nuova forma di evasione, altro che le nostre Nd Kurdt)consiste esattamente nel diventare un agente degli stessi poteri disciplinari che da cui la vita di frontiera aveva momentaneamente  allontanato:Mentre l'ingegnere militare stava scavando trincee e disegnando città-prigione sulla superficie del deserto, l'antropologo entrava in quello spazio di diversità, alloggiando nelle tende dei selvaggi e misurando le loro terre e i loro corpi (per quanto sia corretto dire che  Lista, a differenza dei suoi contemporanei come Zeballos o il più famoso  Francisco P. Moreno, padre fondatore dell'antropologia argentina era meno interessato nelle misure antropometriche quanto  nelle pratiche sociali dei Tehuelches e degli  Onas).Nello stesso modo degli eroi coloniali di   Joseph Conrad (ed un paio d'anni più tardi quelli di  Horacio Quiroga), evadere temporaneamente il potere coercitivo della modernità capitalista, per lista diviene possibile  solo al prezzo di contribuire all'estensione di quel potere.La libertà e la gioia provate in questo spazio oltre le frontiere della civiltà, questo momentaneo e festoso sentimento di completezza  durante il quale,attraverso gli occhi dell'avventuriero possiamo intravedere un mondo intonso, e allo stesso tempo l'inizio trionfante della (commodification? suppongo che intenda common- modification, I commons sono i beni comuni, perciò il passaggio dal comune al proprietario NdT). 

Lo sguardo fisso che contempla la pura e intoccata bellezza degli "spettacoli naturali del sud, è già un calcolo del loro valore come terreni di proprietà.
Al capo opposto del linguaggio letterario, nel tredicesimo canto del "El gaucho Martín Fierro -" la prima  parte dell'opera epica-Grottesca  diJosé Hernández scritta nel 1872-,  troviamo la più radicale articolazione della visione imperiale del romanzo.

Gauchos; Witcomb, Alejandro S.

Anche se,come è ben noto
Hernández pubblicò una seconda parte del poema nel 1879, , La vuelta de Martín Fierro (Il ritorno di martin fierro) nella quale fa ritornare il suo eroe dal deserto come le divisioni del presidente,  Roca,dopo avere imposto "l'ordine e la giustizia" e vendicato il disonore delle donne bianche finite in mano ai crudeli selvaggi, è verso la fine della prima parte che il potenziale rivoluzionario della frontiera come espressione spaziale dell'inversione di un ordine sociale diviene manifesta.
Ed è ancora qui, che la direzione delle annessioni di spazi e gli avanzamenti del sistema legale e dei valori viene finalmente invertito, invertito nel senso di diserzione culturale,   (La fuga di  Martín Fierro  e dei suoi compagni,fino all' attraversamento dei confini da parte del sergente Cruz andatosi a trasferire presso gli indiani): 

"Avremo sicurezza, / perchè qui non'l'abbiamo" (Allá habrá seguridá, / ya que aquí no la tenemos); Non avremo bisogno di lavori, / giacchè li si vive da signori" (Allá no hay que trabajar, / vive uno como un señor). Se crediamo agli editoriali contemporanei di  Hernández sul El Río de la Plata,  dove attacca la politica territoriale di  Sarmiento´e denuncia (inteso come "rende nota" Ndt) la diserzione di massa dei coloni alla frontiera per spostarsi con gli indiani,  una conversione culturale che era un opzione reale prima del 1880,probabilmente perchè non era poi una vera e propria conversione, dopotutto, comparata con quella che un ancora embrionale stato liberale richiedeva dalla Buenos Aires. E' questa competizione di un alternativa sostenibile e reale, piuttosto che le romanticizzate, estetiche esperienze di viaggio degli avventurieri borghesi, contro cui  lo stato deve slanciare il suo potenziale completo di terrore e violenza. 
Ed è Ébélot, una volta ancora, che registra , con un linguaggio in cui risuona la tentazione per questa opzione che lui può percepire solo vagamente, con la potenza ed il magnetismo di questa sfida:  once again, who registers, in a language resonant with the temptation of an option he can only faintly sense, the power and the magnetism of this challenge:
Questa vita libera e selvaggia, deve avere il suo fascino. Non solo bambini allevati in questi luoghi fino al punto da non poterli più abbandonare; ma persino uomini adulti,  che dopo averli provati, non vogliono cambiarli per nient'altro.Sono degli audaci cowboy (chaps significa "gambali" immagino che sia metaforico, o almeno sperondT) che rifiutano ogni attaccamenti, amanti dell'aria libera e dei cieli aperti.[...] Tre vecchi amici di  Catriel del periodo in cui viveva  tra gli argentini, tre fratelli che possedevano terra e soldi vicino ad Azul, non resistettero alla tentazione di condividere le avventure dei loro vecchi compagni di bevute e di caccia. giorno si lasciarono dietro i loro agnilli, presero i migliori cavalli, e attraversarono la frontiera dopo mille avversità, per guadagnare il deserto..(Ébélot 1876-79: 149-50)
Dove continua  Ébélot, gli indiani preparano loro "matrimoni fastosi" coscienti che "i legami familiari sono  il vero mezzo per trattenerli permanentemente tra loro" (Ébélot 1876-79: 150) In altre parole, la sua storia conferma tutto quello che la prima parte di  Martín Fierro  aveva previsto,come la speranza per un futuro migliore, nel deserto, e quello che la seconda parte, durante l'anno della campagna nel deserto, tenterà di rifiutare e demonizzare.
Tramite  Foucault potremmo rileggere questa competizione per la fedeltà culturale  dei coloni di frontiera, in termini di biopolitica antagonistica degli accampamenti, uno dei due basato sulla logica del  compadrazgo, dei padrini e delle alleanze di sangue, l'altra sulla selezione razziale e il controllo permanente e scrupoloso delle persone,dei loro desideri, delle loro unioni e dei loro disaccordi, attraverso schemi di valori che sono direttamente collegati con le condizioni utilitaristiche del mercato.

In ogni caso, se il discorso sulla moderna  biopotenza ,d'accordo con focault, piuttosto che mostrare uno spettacolo di morte che rende manifesta la dominanza del potere sovrano, divide e  risistema la vita in una griglia classificatoria, a seconda del valore e dell'utilità, (Foucault 1977: 174)  alla frontiera gli attributi del potere sovrano continuano a  porre se stessi in cima al "continuum di apparati" disciplinare'.
Per "far morire" e " Lasciar vivere"  gli usi di una sovranità coloniale che non è mai riuscita a imporsi nella   Plata basin,infine ritornano con la sconcertante eugenetica genocida dello stato positivista: "potrebbe essere necessario- così   Luis Jorge Fontana, segretario del governo di  Chaco,he quegli indiani cessino di essere nomadi,  raccomanda nel 1881- that these indios ceased to be nomads, every particular unit staying in one and the same spot." (Fontana 1881: 95)

 
Explorers in the Chaco; Witcomb, Alejandro S.


Alla piantagione di frontiera di
Chaco, piuttosto che per mezzo della deportazione e l'annichilimento come alla frontiera sud di  cattle,  la "campagna" riguarda la creazione di un economia schiava attraverso il cambiamento forzoso delle abitudini e modi di vivere degli indigeni, in entrambi i casi, comunque, la conquista è sistematicamente puntata all 'aggiustamento" delle etnie secondo le richieste del mercato e dello stato. 

RITORNI

Dopo soli due anni dalla spedizione di roca nel Rio Negro, le pianure si presentano come un immenso deposito di resti umani, strani dibattiti morali vengono uditi in queste distese di morte:,
Mio caro luogotenente,ho risposto, mettendo un piede nella staffa, cosi come  la civiltà ha avuto bisogno di te per perseguitare e piegare la loro razza e conquistare le loro terre,, Cosi la scienza ha bisogno che io porti i crani degli indiani nei musei e nei laboratori. I barbari sono maledetti, e nemmeno i resti dei loro morti, rimarranno nel deserto.(Zeballos 1881: 181)
Estanislao Zeballosthe Argentine Geographical InstituteEstanislao Zeballos , founding director of Estanislao Zeballos , founding director of , in his Viaje al país de los araucanosthe battlefields of the past years and monthsEstanislao Zeballos , founding director of , in his Viaje al país de los araucanos (1881) returns to

 
Sección antropológica, sala 1 (lámina 7); Moreno, Francisco Pascasio


La collezzione di Zeballos´ formerà il cuore del museo dell' anatomia americana di  La Plata potendo contare su "un centinaio di crani indiani, antichi e moderni, molti dei quali erano capi famosi" a quanto il direttore del museo e il sostenitore di Zeballo il naturalista  Francisco P. Moreno scrive entusiasticamente nel  1891. Per sorvegliarli l'hotel assunse guardie indiane, che erano state prese prigioniere durante la stessa campagna che aveva ucciso alcuni loro parenti ora nelle teche, (e come questi, alcuni di loro erano "capi famosi"). L'antropologia argentina è nata qui,come una scienza del saccheggio, un esperimento secolare che conferma il potere assoluto sopra la vita e la morte che la nuova elite positivista si è appena auto attribuita (e quindi l'omicidio e la dissezioni degli "indiani" non sono contrari ma complementari, alla legislazione secolare, all'educazione laicista ed al matrimonio civile: entrambe sono pratiche disciplinari e discorsive dello stesso stato progressivo ed autoritario.che applica la sua macchina archiviante ai cadaveri e ai corpi della popolazione.
Scavando nei cimiteri indiani Zeballos  not only non solo mantiene, in faccia agli scandalizzati e atterriti servi indigeni e  meticci, l'impassibile e divertito spirito dello scienziato dilettante,  ma persino appunta questo contrasto nei suoi testi, enfatizzando la sua posizione di eroe modernizzante in mezzo a superstiziosi, per quanto non ancora impotenti, selvaggi:
L'indiano Carriqueo The indio Carriqueo era notevole.Mi guardava da lontano, con i suoi occhi di tigre, proteggendo i suoi congiunti feriti. Parlò rapidamente nel suo linguaggio, quasi piangendo, mi puntava un dito contro, e sembrava disperato di non avere la sua lancia per aggiungere il mio cadavere a quello dei suoi fratelli; ; E all'improvviso, abbassando il tono di voce mi supplicò, la sua voce affogando in un singhiozzo costante.capii ogni piccolo particolare, ma finsi di non aver capito nulla(Dovrei essere neutrale, ma questo Zeballos è una merda NdKurdt).(Zeballos 1881: 243)
Nel chiasma finale, l'atteggiamento di sicurezza dello stato positivista e dei suoi servi e divulgatori, viene sommarizzato: l'intera conoscenza-potere è dalla loro parte, mentre l'altro ignora persino la loro conoscenza   .

 
Anatomía indígena; unknown


Un momento di trionfo, certamente , in cui è nato uno sguardo fisiologico che verrà a breve applicato a barboni e malati, anarchici, omosessuali travestiti e in poche parole, a tutto il bestiario della città
della belle époque che rimpiazzera e riscriverà quello del deserto
Questo non è un dettaglio secondario della colpa, che verso la fine del 1880  dovrebbe ritornare proprio nella figura dell'indiano o servo meticcio. 


Questo è il caso, appunto, di Pampa, ragazza schiava il cui lungo monologo interiore  apre la novella "Quilito" di Ocanto , pubblicata a parigi nel 1891, che culmina nel ricordo traumatico della deportazione degl'indiani al loro arrivo a  La Boca, quando la sua famiglia venne separata da lei per sempre. I limiti dell'empatia umanitaria di Ocantio sono li stessi della fisiologia positivista in generale, :La prima immagine della novella è " la testa mostruosa" di pampa , e i deportati indiani verranno paragonati  ad "un branco di maiali condotti al mercato".Dopo che Pampa si addormenta, alla fine del primo capitolo della novella, la Bildungsroman (Romanzo di formazione, dal tedesco, romanzo di formazione può essere, ad esempio, piccole donne NdKurdt) di  Quilito,l'erede impoverito della casata patrizia che serve, spiega la continua e disturbante presenza della ragazza indiana, sempre o al lavoro, o ricevendo punizioni,sempre ai margini della scena narrata. Quando lei finalmente parla per la seconda volta, verso la fine della storia, la sua cupa figura      incarna la ragione che successivamente spingerà il giovane maestro al suicidio. :
Lui prese il suo braccio e la spinse verso la porta, lei resistette, guardando il giovane con i suoi strani occhi:"Niño non ama pampa" disse lentamente con la sua stramba pronuncia Pampa molto triste... l'ultima notte ha sognato sua madre morire! Cristiano la uccide con il suo grande coltello..."Volevo morire anch'io! Povera ragazza!,con le sue mani terribilmente sfugurate dai geloni, si fregava gli occhi emettendo il suono pietoso dei bambini che stanno per piangere, ; Quilito si dispiaque e le accarezzo i capelli sporchi, sempre resistenti alla disciplina del pettine: non piangere, stupida, quello che hai sognato è una grande bugia,tutti i sogni lo sono, ascolta quello che ti dico, tua madre è sana, sta bene,e un giorno verrà a trovarti. (Ocantos 1891: 119-20)

 
Madre india con niños; Witcomb, Alejandro S.


Anche questa scena è un chiasma,poche pagine più tardi  Quilito sarà morto, dopo aver affidato alla serva indiana il suo vecchio padre indifeso e la zia.La ragazza schiava che sogna immagini di deportazioni violente e massacri, prevale finalmente sul giovane e promettente oligarca, prendendone il posto nella cura dei parenti anziani.Ovviament questa fine ha delle implicazioni d'inversione storica che sarebbero stati impossibili da mettere in scena con altri sopravvissuti della frontiera come il il Gaucho, e non solo perchè quest'ultimo mancasse delle capacità per questi compiti domestici, come accudire gli anziani e i malati. Piuttosto, vorrei invece suggerire che, mentre nella letteratura seguente il  punto di riferimento dell'1880 , le invocazioni del aucho equi , proprio questo ordine, è rimasto orfano di un futuro, d il suo mondo tradizionale ritornano quasi ritualmente, quasi a dimostrare (o richiamare) la vitalità di un ordine creolo e patriarcale,qui proprio questo ordine diviene orfano del futuro,sul ciglio della fine e di una morte solitaria in compagnia di una "mostruosa" schiava indiana , che è essa stessa la personificazione della colpa anzichè del comfort .Importante comunque, menzionare la dimensione politica della novella di  
Ocantos´in quanto parte di un numero di lavori scritti attorno al 1890 e spiegando in vari modi il collasso economico che prese piede proprio in quell'anno:la figura dell'indiano, in questo contesto, diventa utile per denunciare gli effetti della speculazione del mercato, ma, allo stesso tempo, per fare il punto sulla disfunzionalità del processo di modernizzazione laddove continuano ad esistere "reliquie arcaiche" di un "preistorico" passato. Questa è la ragione per cui il testo di Ocantos´ non considera nemmeno remotamente la ritirata nostalgica nella campagna ad un tempo precedente le fratture  e contraddizioni della modernità, una soluzione immaginaria che era stata già proclamata da  alcuni precursori  criollismo da-fine-del-mondo: l'invocazione degli indiani non conduce verso l'identità ma  verso la differenza. 
I ciò che presto diventerà un motivo fisso della cultura e della letteratura argentina, un accusa del carattere incompleto ed imperfetto della modernità  alla  periferia  , piuttosto che una rivendicazione del deserto.
Evocare il Gaucho significa rimpiangere la sua "sparizione"  e ricomporre un immaginario , collettivo, passato creolo; evocare gli indiani significa rimpiangerne la scomparsa, a dispetto di tutte le "campagne del deserto" ',   Al cuore della nazione che non potrà mai essere moderna, e non sarà mai "una nazione".



Bibliografia
  

Barros, Alvaro. 1872. Fronteras y territorios federales de las Pampas del Sur. Buenos Aires, Hachette, 1957.
Barros, Alvaro. 1877. La guerra contra los indios, Buenos Aires: Imprenta y Librerías de Mayo.
Ebélot, Alfredo. 1876-79. Frontera Sur, Recuerdos y relatos de la Campaña del Desierto. Buenos Aires: G. Kraft, 1968
Fontana, Luis Jorge. 1881. El Gran Chaco. Buenos Aires: Solar-Hachette, 1977.
Gutiérrez, Eduardo. 1896. Croquis y siluetas militares, Escenas contemporáneas de nuestros campamentos, Buenos Aires: N. Tommasi.
Hernández, José . 1872, 1879. El gaucho Martín Fierro - La vuelta de Martín Fierro. Madrid: Aguilar, 1976.
Holmberg, Eduardo L. 1889. "Nuestra tierra á vuelo de pájaro", Boletín del Instituto Geográfico Argentino 10, 7: 174-183.
Lista, Ramón. 1879. Viaje al país de los tehuelches, Exploraciones en la Patagonia Austral, Buenos Aires, Imprenta de Martín Biedma.
Lista, Ramón. 1880. Mis esploraciones y descubrimientos en la Patagonia, 1877-1880, Buenos Aires, Martín Biedma.
Moreno, Francisco P. 1879. Viaje a la Patagonia austral, Buenos Aires, El Elefante Blanco, 1997.
Moreno, Francisco P. 1891. "El Museo de La Plata. Rápida ojeada sobre su fundación y desarrollo", Revista del Museo de La Plata 1 (1890/91): 28-55.
Ocantos, Carlos María. 1891. Quilito, París, Garnier.
Zeballos, Estanislao. 1880. "La última jornada en el avance de la frontera", Boletín del Instituto Geográfico Argentino 1, 3: 183-191.
Zeballos, Estanislao S. 1881. Viaje al país de los araucanos, Buenos Aires, Jacobo Peuse
Zeballos, Estanislao S. 1884. Callvucurá y la dinastía de los Piedra. Buenos Aires, CEAL, 1993.
Posta un commento