domenica 7 novembre 2010

Drink!

Ho scritto un post per :



DRINK!

Drink! il primo blog videoludico che quando torna a casa ubriaco la sera è già tanto se torna a casa.

mercoledì 3 novembre 2010

lone runner

Con il lavoro che faccio, cambio spesso residenza, tant'è che la mia residenza legale, in questo momento, non è dove dovrei essere.

Ho sempre sofferto di questa malattia, sono sempre stato in posti dove non sarei dovuto essere, anche se poi, quando ci stavo per un pò, ci sarei potuto essere, anche a lungo.

Il problema in realtà è che credevo che viaggiare avrebbe dato una risposta ad alcune domande, prima fra tutte, imperante, l'eterno ed immutabile :


                                                              "CHI SEI?" *

Diciamoci la verità, tutti abbiamo cercato una risposta a questa domanda, alcuni di noi, ci hanno perso del tempo, alcuni non l'hanno capita, altri si sono ammazzati, altri hanno cambiato sesso, solo per capire che in fondo la si prende nel culo ugualmente.

Quando è toccato a me, ho deciso di partire, lontano da tutte le persone che mi conoscevano.

Credo che la nostra personalità venga plasmata anche da quella banda di individui che il destino ci ha radunato attorno, gente che per puro caso ci ha incontrato, e a cui siamo andati a genio, magari per motivi stupidi, magari perchè sapevamo recitare la divina commedia al contrario in un cimitero.

Volevo vedere com'era, e com'ero, dove nessuno mi conosceva.

Stare sempre nello stesso posto ha qualcosa in comune con l'avere una fidanzata, in entrambi i casi ti danno una struttura nella quale muoverti, e dei limiti, anche se nel caso della fidanzata i limiti si avvicinano paurosamente a quelli della tua resistenza biologica.

Ci diventi amico o nemico di una città,  ogniuna a modo suo la puoi amare, e ogni posto può regalarti pezzi di te che nemmeno sospettavi potessero esistere, sepolti sotto vecchi amici, fidanzate storiche, alcool e lavori svilenti.

Quando cambi città, davanti a te si dispiegano nuovamente tutte le possibilità inespresse, tutti i "se", lasciati a marcire in qualche angolo vengono fuori e ti rompono i coglioni, facendo domande, chiedendo risposte. è come avere Marzullo nel cervello.

 Quindi la grande domanda sulla verità, l'universo, e tutto il resto,*(1) continua a rimanere irrisolta, sai solo che tu puoi essere qualsiasi cosa, a seconda del posto, e che alcune caratteristiche  rimangono fisse, ma non sai esattamente quali.

Sai questo perchè senti di essere la stessa persona di quando ti picchiavano dietro la lavagna, alle elementari, ma non hai elementi che ti riconducano precisamente a quella persona, che potrebbe essere anche tuo cugino, se non fosse che tuo cugino era quello che ti picchiava, dietro la lavagna, e quindi una parte già l'aveva nella scena.

Quindi ora sono tranquillo, in una camera d'albergo di un isola che non conosco, e che diventerà la mia casa per qualche mese, forse un anno.

Magari diventerò amico di qualcuno, e forse, se va di culo, m'innamorerò;  tutto questo solo per perdere tutto di nuovo, quando cambierò isola, e sarà sempre un addio, mai un arrivederci.

Ma in fondo la vostra vita è diversa?

Quanti amici avete dimenticato, anche se vivono sotto casa, quante fidanzate vi hanno piantato,(anche se alcune,mosse a compassione, vi hanno fatto credere di essere stati voi, a mollarle) , e quante volte vi siete trovati soli, in camera vostra, o fuori, magari passeggiando, senza nessuno a cui raccontare l'ultimo abisso a cui era giunta la vostra stronzissima esistenza?

In fondo siamo la stessa cosa, come vedete.

 Anche se io sono nella sopracitata camera d'albergo, a battere uno stupido pezzo per quei quattro stronzi che mi stanno leggendo, e che sono sempre i soliti quattro stronzi, eccheperò stanno diventando una delle cose più stabili della mia equilibristica esistenza, quei quattro poveri stronzi.

Che poi ho deciso di cambiare la domanda, non mi chiedo più, CHI SONO ?

Ma: "Dove sono?" e devo dire che come domanda mi soddisfa anche di più, perchè se la risposta è impossibile, la domanda è sbagliata.







(1)*42

sabato 30 ottobre 2010

Radio bestemmia 102.5

Teneva in cantina un puccioso orso bianco,il menù riservato all'orso era ciò che di meglio si può immaginare.

Primo: Lasagne di pinguino alla cacciatora,otto strati, sedici pinguini, 200 chili di carne.

Foche monache in salmì,uccise con il metodo naturale della frollatura a freddo.

Oppure con l'alternativo lancio nel frullatore acrobatico.


Lo hanno catturato ad una cena vegetariana, mentre inaugurava un locale bioetnico.

"La colpa non è mia, è stato l'orso". Sono state le prime parole dell'orso in preda ad un evidente crisi d'identità.

Conviveva con questo segreto da molti anni oramai, di giorno cittadino modello, tutto cene probiotiche e inaugurazioni di case famiglia per prostitute stuprate da ricchi ex presidenti del consiglio, e la sera, massacratore di piccole bestie pelose ed indifese.

 Sua figlia, Luciana Feroce In Battaglia, moglie di Franco pacifico in feroce, ha dichiarato sorseggiando un mojito:

"Non ha stuprato lui quella foca", "è tutto un complotto politico contro di noi."


E anche per stasera  è tutto, da radio bestemmia  102.5, la radio che dice le cose come stanno!,
e non perdetevi la prossima puntata, dove parleremo del massacro di dodici balenottere spiaggiate uccise a colpi di Coniglietti bianchi e orsetti lavatori.

venerdì 29 ottobre 2010

Stefano Mattei Racconto inedito

 Pubblico un racconto inedito del mio amico e sodale Mattei stefano (1972-1834) Noto principalmente per aver testato per la prima volta la macchina del tempo.

E averla inchiodata per sempre.


L' Uomo Sul Divano: Quando smise di uscire

A cosa stai pensando?

“Penso che dare l'acqua alle azalee sia necessario, in quanto la mia azalea senza questo necessario liquido morirebbe, ma che fondamentalmente la popolazione nazionale alla quale comunico questa notizia tramite un social network può tranquillamente sbattersene delle mie azalee, nonostante siano nobili piante”.



L'Uomo Sul Divano stava sul divano. Come una delle certezze della vita.
Tipo le piramidi che stanno al loro posto a fare le piramidi.
Indossava la sua divisa d'ordinanza, un eterno pigiama bianco a scacchi sporco di molliche di saccottini al cacao. Tra una puntata di Star Trek e un' altra, tra una canna e un' altra nella stanza buia e satura dell'odore di erba, guardava distratto una pubblicità in televisione, quando sentì il solito trillo mettersi in mezzo tra il ronzio del computer e le musichette allegre dei jingle pubblicitari. Apparve una scritta sullo schermo.

SalicePiangente83: Are you in??

TheDude: Yesse. Ci sono fisicamente, ma oggi non ci sto tanto con la testa.. forse ho fumato troppo..hahhaha.. continuo a sentire in testa la canzoncina della pubblicità del Kinder Cereali.. :)

SalicePiangente83: Quale?

TheDude: daiiiii.. come fai a non conoscerla? Quella della famiglia che si sveglia già pimpante e bellissima come se avessero bevuto latte più al posto del cappuccino. Poi mangiano le merendine e tutti come con una seconda pippata cominciano a zompare come grilli. Il padre va al lavoro volando e i figli corrono a scuola battendo il record mondiale delle tremila siepi. Però la canzone è fica:
“Con i cinque cerali di kinder colazione più.. puoi partire alla grande anche tuuuuu”

SalicePiangente83: carina.. ma è da molto che non si vede..

The Dude: Non per me.. io ho tutte le pubblicità degli anni 80 registrate e me le vedo sempre insieme al mio Star Trek..

SalicePiangente83: Cioè vuoi dire che hai registrato le pubblicità degli anni 80' e le metti apposta come pubblicità in mezzo alle puntate di Star Trek?

TheDude: Certo, non solo! Ogni tanto esce fuori anche l'intervallo, quello con la canzoncina e le pecore..ahahahhaha.. te lo ricordi?

SalicePiangente83: Tu non sei normale!

TheDude: Che cosa significa essere normale? Normale è quello che noi decidiamo che lo sia..

SalicePiangente83: Sei sempre il solito.. queste perle di saggezza insieme a tante cazzate.. beh.. non puoi dire che uno che non esce mai di casa e se ne sta tutto il giorno al computer, o a vedere star trek e campa vendendo alle persone frasi da mettere come status sui social network ..tanto “normale” non è..perlomeno rispetto al resto della popolazione mondiale..

TheDude: Beh forse hai ragione.. hahaha.. ma io non ho mai voluto essere come gli altri lo sai.. ormai mi consci..

SalicePiangente83: si..ed è anche questo che trovo interessante.. beh anche io non sono poi così diversa .. altrimenti non starei tutto questo tempo a parlare con te..hehehe.. senti.. una cosa che in tutto questo tempo non ti ho mai chiesto.. perché non mi sono mai permessa.. ma ormai siamo amici..credo.. perché non esci mai di casa e ti fai portare tutto da quella ragazza.. come si chiama?

TheDude: Antonella. Una ragazza molto gentile..e che ha anche..

SalicePiangente83: ..Si.. lo so lo so.. Antonella belle tettine.. dai invece di prenderla in giro come sempre e di fare commenti da porco pedofilo.. raccontami perché non esci mai di casa..

TheDude: Lo sai che con lei gioco..

SalicePiangente83: siiiii..lo so.. daiiii racconta.......

TheDude: Era un giorno come un altro e stavo in un centro commerciale a comprare i calzettoni a scacchi. Sai che io porto solo calzettoni di lana a scacchi no? Beh, era una di quelle giornate fredde di novembre e non era successo niente di strano, ma è come se mi è saltata una molla. Ricordi la storia del quadro di Novecento, quello di Baricco sul quale ci ha fatto pure il film Tornatore?.. Non si sa perché, ma un certo punto una quadro decide di staccarsi dal chiodo. Beh a me è successa una stronzata simile.. In quel centro commerciale, in mezzo alle signore che guardavano quei vestiti di poco prezzo, tra le canzoncine sceme in filodiffusione, non so come mi è venuto in mente una cosa tremenda, che mi ha sconvolto.. ho pensato che mai e dico mai Snoopy riuscirà ad abbattere il perfido Barone Rosso... cazzo.. e questo è terribile.. da quel momento ho deciso che non valeva la pena uscire.. poi fuori avevo sempre freddo.. sto meglio a casa..al caldo..

SalicePiangente83: Cioè Snoopy il cane.. quello delle vignette?

TheDude: Esattamente..

SalicePiangente83: Beh non so se possa essere la verità, ma da te mi aspetto di tutto..!

TheDude: Importa quale sia la verità?

SalicePiangente83: No.. importa che è una bella storia..anche se significa stare tutta la vita su un divano..

TheDude: grazie.. almeno faccio qualcosa di originale.. cioè niente.. assolutamente niente.. a fare qualcosa sono tutti bravi.. ma a non fare nulla è molto difficile..  forse non uscire mai è l'unica cosa che mi rimane.. una cosa mia, preziosa..

SalicePiangente83: si forse è più bello non uscire.. e parlare con te..

TheDude: Grazie.. vuoi essere il mio Woodstock?.. hahaha.. detto così sembra cretino.. sembra che parlo del concerto..

SalicePiangente83: Ti riferisci a Woodstock l'amico pennuto di Snoopy? ahahahah.. certamente, sono molto lieta di esserlo!..ti scriverò le lettere dal campeggio delle aquile allora..ahahah

TheDude: Grazie.. ahhaha.. vado a dormire che sono stanco di non fare un cazzo per oggi..ahahah.. mi faccio prestare la coperta da Linus.. notte mia Woodstock..

SalicePiangente83: Notte Snoopy

mercoledì 27 ottobre 2010

De utilitate copyright et De amenitates piratorum

Sono due giorni che combatto in un famoso sito italiano che tratta di informatica contro un branco di imbecilli.

Esistono degli argomenti che fanno spuntare fuori gli imbecilli, è più forte di loro, come tanti cagnolini di Pavlov, iniziano a sbavare al suono di una campanella.

In questo caso la campanella è stata la parola "COPYRIGHT" che è seconda solo a : "LINUX" per attirare fessi.

Intanto devo spiegarvi che secondo me, il lavoro intellettuale è da considerarsi un vero e proprio lavoro, alla stregua dello scalpellino, richiede fatica e tempo per dare qualche frutto, e come scrisse S. king:

"Per diventare un buon scrittore bisogna scrivere per 4 ore al giorno almeno"

A me sembra giusto che questo ipotetico artista riceva un compenso per quello che fa, si può discutere sulla lunghezza del copyright e sul modo di pagare qualcosa, ma non sul concetto di base che il lavoro debba essere pagato.

Avevo già scritto in parte come la pensavo sulla pirateria qui , ma volevo ampliare il concetto.

Mi sono saltati addosso in massa quando ho detto che era equo un copyright di 20 anni dal momento della prima edizione e  con un prezzo ridotto al 10-20% di quello attuale, ma, ho aggiunto che con questa politica non ci si poteva più lamentare dei Drm, con un copyright a 20 anni , tutti i libri scritto prima del 1990 sarebbero già free,cazzo.

Un utente coglione cercava di sostenere che, una volta che veniva pubblicato qualcosa, era giusto non pagarlo e copiarlo a ripetizione, senza comprare mai NIENTE di niente, nemmeno con prezzi ridotti all'osso ed un copyright quasi inesistente.

Ecco, questa categoria di persone sono da bruciare sul rogo, visto che sono delle patetiche zecche del cazzo, capaci solo di arraffare quanto più possibile, come cavallette, perchè io capisco il regazzino o quello che manco lavora, che non hanno i soldi materiali per comprare un cazzo, ma se ti metto nelle condizioni ideali per smettere di piratare, cazzo, abbi l'intelligenza di smetterla, porco dio.

Perchè la morte del mercato, è un danno per gli utenti, che poi siamo noi/ voi /essi /elli.

Detto questo sappiate che sono riuscito a trovare un nuovo contratto, e quindi posso rimanere a crogiolarmi al sole delle canarie, anche se devo ammettere che un pò l'italia mi manca, diocan.

Kurdt

martedì 19 ottobre 2010

Traduzione di Psicosi delle 4:48 Sarah Kane I parte.

Dopo parecchie ricerche in lungo e in largo, non trovando una traduzione in Pdf del testo teatrale di sarah Kane,Psicosi delle 4:48,ho deciso di farne una io, partendo dal testo originale inglese che potete trovare qua.

Non è stata una traduzione facile, la Kane utilizza ampiamente slang di ogni tipo, e parole che non esistono sul dizionario inglese, riprese da parole tedesche, quindi scusate alcune imprecisioni nella traduzione, dovute anche alla mia personale noncuranza.

Detto questo, probabilmente molti di voi non conosceranno l'autrice, che  possiamo descrivere come l'autrice più rock degli ultimi 30 anni, così rock che si è ammazzata a 28 anni, pochi mesi dopo aver finito di comporre quest'opera, che è a tutti gli effetti un manifesto poetico.

E un epitaffio.


Non troverete nient'altro che dolore e follia  senza risate, in queste pagine, quindi se cercate quelle, girate alla larga, non è pane per i vostri dentini.

Io volevo per una volta, omaggiare la parola "ARTE" che capeggia la in alto nel blog.

Come accompagnamento musicale ho scelto per voi un pezzo del caro vecchio Paolo Fresu "passalento"



O Somewere over the rainbow di Keith jarrett, a voi la scelta.



SARAH KANE 4.48 PSYCHOSIS


"4.48 Psychosis" Venne inscenato per la prima volta al Royal Court Jerwood thetre , il 23 giugno 2000 .
Il cast era il seguente:


Daniel Evans
Jo McInnes
Madeline Potter
Diretto da: James Macdonald
Disegnato da: Jeremy Herbert
Luci: Nigel J Edwards
Suono: by Paul Arditti

(Un silenzio molto lungo.)

– Ma tu hai amici.

(Un lungo silenzio.)

Tu hai molti amici.

Cosa gli offri per farti sostenere così ?

(Un lungo silenzio.)

Cosa gli offri?

(Silenzio.)

                               -------------------------------------------------

Una coscienza solida risiede in un offuscata sala da pranzo vicina al soffitto di una mente il cui pavimento si deforma come Dieci mila scarafaggi   quando entra un raggio di luce, ed in un istante  tutte quelle anime fossero una sola cosa e gli scarafaggi conoscessero una verità che nessuno  pronuncia mai.

 Ho passato una notte in cui tutto mi è stato rivelato.
Come posso parlare di nuovo?

L'ermafrodita marcia che si fidò solo di se stessa trova la stanza brulicante e prega di non svegliarsi mai dall'incubo.

Erano tutti li
fino all'ultimo
E conoscevano il mio nome
Come se fossi scivolata come uno scarafaggo sugli schienali delle loro sedie.

Ricorda la luce e fidati di lei

Un istante di chiarezza prima della notte eterna

Non lasciarmi dimenticare

                          ---------------------------------------------------------------

Sono triste
Sento che non c'è speranza nel futuro e le cose non possono migliorare
Sono annoiata e insoddisfatta di tutto
Sono un completo fallimento
Sono colpevole, sto venendo punita
Vorrei uccidermi
 Ero capace di piangere,ora sono oltre le lacrime
Ho perso interesse negli altri
Non posso prendere decisioni
Non posso mangiare
Ne dormire
Ne pensare
Non posso superare la mia solitudine, la mia paura , il  mio disgusto
Sono grassa
Non so scrivere
Non so amare
Mio fratello sta morendo,il mio amante sta morendo, Li sto uccidendo entrambi
Sono alla carica verso la mia morte
Sono terrorizzata dalle medicine
Non posso fare l'amore
Non posso scopare
Non posso stare sola
Non posso stare con gli altri
I miei fianchi sono troppo larghi
I miei genitali mi disgustano

Alle 4.48
Quando la depressione viene a farmi visita
mi potrei impiccare
al suono del respiro del mio amante

Non voglio morire
Sono diventata così depressa per il fatto di essere mortale che ho deciso di suicidarmi.


Non voglio vivere
Sono gelosa del mio amante addormentato e ricopro la sua  incoscienza indotta
Quando si sveglierà invidierà la mia notte senza sonno  di pensieri e discorsi disconnessi.
Mi sono rassegnata alla morte quest'anno
Qualcuno la chiamerà autoindulgenza
(Sono fortunati a non conoscere la verità)
Qualcuno conoscerà la semplice esistenza del dolore
Questa sta diventando la mia normalità.

                    --------------------------------------------

                                             100
                                                                          91
                         84
                                                                                                                                  81
                                                                            72
                                         69
                                                                                                                   58
                                                             44
                                       37                                                        38
                                                                               42
       21                                              28
                                                                                                                                       12
                                   7

Non è stato a lungo,Non era a lungo, Io non ero li a lungo.Ma bevendo caffè amaro nero, Ho catturato l'odore di medicinali in una nuvola  di tabacco atavico,e qualcosa mi tocca ancora in quel posto, e una ferita di due anni fa si apre come un cadavere e una vergogna seppellita da tempo ruggisce il suo orrendo orrore decomposto.



Una stanza di facce inespressive osserva blandamente il mio dolore, così privo d'intenzione dev'essere il male.
 Dott Questo e Dottor quello e il dott "Cos'è quello" che sta passando e deve aver pensato di fare una puntata per stuzzicare.

Bruciando in un rovente tunnel di sbigottimento, la mia umiliazione è completa,mentre tremo senza ragione e balbetto, senza aver niente da dire riguardo la mia "malattia" , che in ogni modo riguarda solo il fatto che nulla è importante, visto che tanto morirò.

E sono incagliata da quella calma voce psichiatrica che mi dice che esiste una realtà obbiettiva in cui il mio corpo e la mia mente sono una cosa sola.
Ma io non sono qui, e non ci sono mai stata, dott Questo prende appunti e dott Quello si sforza in un simpatico mormorio.
Osservandomi, giudicandomi, annusando l'aroma di fallimento debilitante che sgorga dalla mia pelle,la mia graffiante disperazione  e il panico debilitante , mentre mi apro terrorizzata al mondo, chiedendomi perchè tutti mi sorridono e mi guardano, consci della mia vergogna.

Vergogna Vergogna VERGOGNA

Affoga nella tua fottuta vergogna.
 Dottori imperscrutabili , dottori sensibili, dottori-fuga, dottori che penseresti si scopino i pazienti, se non ti venisse dimostrato il contrario, fate la stessa domanda, mi mettete parole in bocca, offrite cure chimiche per angoscie congenite,e vi coprite il culo a vicenda fino a quando non mi viene voglia di urlarvi addosso
, l'unico dottore che mi ha mai toccato volontariamente, guardato negli occhi, che ha riso alle mie battute patibolari pronunciate con voce cavernosa,che mi ha preso in giro quando .mi sono rasata la testa, che mentiva, dicendo che era felice di vedermi. Ti ho creduto, ti ho amato,  non è perderti che mi addolora,quanto le tue fottute stronzate mascherate da annotazioni mediche.

La tua verità, le tue bugie, non le mie.
E mentre io ti credevo diverso,mentre credevo che forse avevi provato anche tu quell'angoscia che mi era parso guizzarti sul viso trattenendola dall'eruttare, tu stavi solo parandoti il culo.Come ogni altra stupida fichetta mortale .

Per la mia mente, questo è tradimento, e la mia mente è il soggetto di questi frammenti sfasati.
Niente può spegnere la mia rabbia.

Niente può farmi ritrovare la fede.

Questo è un mondo in cui io non desidero vivere.

                       -------------------------------------------------------

– Hai mai avuto dei progetti?
– Farmi un overdose,tagliarmi le vene, e impiccarmi.
– Tutte queste cose insieme?
– Non potrebbe essere malinterpretato come una richiesta d'aiuto.
(Silenzio.)
– Non funzionerebbe.
– Certo che funzionerebbe.
– Non funzionerebbe.Inizieresti ad addormentarti per l'overdose e non avresti abbastanza energia per tagliarti le vene.
(Silenzio.)
–Starei su una sedia con un laccio attorno al collo.
(Silenzio.)
– Se stessi da sola credi che potresti farti del male?
– Ho paura di si.
– Potrebbe esserti d'aiuto?
– Si.La paura mi tiene lontana dalle rotaie dei treni. Prego solo dio che la morte sia la fottuta fine. Mi sento come avessi ottant'anni.Sono stanca di vivere e la mia mente vuole morire.
– Questa è una metafora, non la realtà.
– E' una similitudine.
– Non è la realtà.
– Non è una metafora, è una similitudine,ma anche se fosse,una delle condizioni di definizione della metafora    è  che è reale.
-(Un lungo silenzio.)
– Non hai ottant'anni.
-(Silenzio.)
-Li hai?

(Silenzio.)
li hai?
(Silenzio.)
E' così?
(Un lungo silenzio.)
– Disprezzi tutte le persone infelici o sono particolare?
– Non ti disprezzo, non è colpa tua. Sei malata.
– Non credo proprio.
– No?
– No.Sono depressa.La depressione è rabbia. I'm depressed. Depression is anger.E' questione di cos'hai fatto, chi era li, e chi stai incolpando.
– E chi stai incolpando?
–Me stessa.
    ----------------------------------------------------------
Il corpo e l'anima non possono mai fondersi
Ho bisogno di diventare quello che sono già e ringhierò a questa incongruenza che mi ha spedito all'inferno, la speranza eterna non può sorreggermi.
Affogherò nella disforia.

Nel nero e freddo stagno del mio io.
L'abisso della mia mente immateriale.
Come posso ritornare alla forma,
ora che il mio pensiero materiale se n'è andato?
Non è una vita che possa sopportare.
Mi ameranno per quello che mi distrugge.
La spada nei miei sogni
La polvere dei miei pensieri
La malattia che si riproduce nelle pieghe della mia mente.
                            ------------------------------------------------
 Ogni complimento si porta via un pezzo della mia anima
Un cavallo espressionista
Nel mezzo di due pazzi
Non sanno nulla.-
Io ho sempre girato libera
resistendo su una linea di cleptomani letterari
(Una tradizione onorata nel tempo)
Il furto è l'atto sacro
su una contorta via all'espressione

Un attacco d'urla denota l'impellente collasso nervoso
Solo una parola sulla pagina ed ecco il dramma.
Io scrivo per il morto
Per il mai nato
Dopo le 4:48 non dovrei più parlare
Ho raggiunto la fine della  desolata e ripugnante favola di un giudizio internato in una carcassa aliena, deformato dallo spirito maligno della maggioranza morale.
Sono stata morta per molto tempo
tornata alle radici
Canto senza speranza al confine
--------------------------------------------------------

RSVP ASAP

-----------------------------------------------------
A volte mi rigiro e sento il tuo odore e non posso muovermi, non posso cazzo andare avanti senza esprimere questa terribile fottuta schifosa brama che provo per te.E non posso credere di sentire questo per te e che tu non provi niente.Non senti niente?
(Silenzio)


Ed esco alle sei di mattina iniziando la tua ricerca. Se ho sognato un messaggio su una strada, o un pub, o una stazione, io vado li.E ti aspetto.
(Silenzio.)
 Sai, mi sento proprio manipolata
(Silenzio.)
Non ho mai avuto problemi a dare alla gente quello che voleva. Ma nessuno è stato capace di fare lo stesso per me.Nessuno mi tocca,nessuno mi si avvicina. Ma adesso tu mi hai toccato da qualche parte fottutamente in profondità.Non posso credere di non poter fare lo stesso con te.Perchè non posso trovarti.
(Silenzio.)
A chi assomiglia?
E come la riconoscerò quando la vedrò?
Lei morirà,lei morirà, lei morirà e basta.
(Silenzio.)
Credi che sia possibile per una persona nascere nel corpo sbagliato?
(Silenzio.)
Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo per rifiutarmi non essendo mai li, vaffanculo per farmi sentire una merda, vaffanculo per dissanguarmi di vita e d'amore, vaffanculo a mio padre per avermi distrutto la vita, e vaffanculo a mia madre, per non averlo lasciato, ma più di tutti, vaffanculo dio, che mi costringe ad amare una persona che non esiste.

VAFFANCULO VAFFANCULO VAFFANCULO.

-----------------------------------------------------------------

 Oh cara, cos'è successo al tuo braccio?

-L'ho tagliato

 Questo è un modo molto immatura di attirare l'attenzione, ti ha dato sollievo?

-No

Ha abbassato la tensione?

– No.


– Ti ha dato sollievo?
(Silenzio.)
Non ti ha dato sollievo?
– No.
– Non capisco perchè lo hai fatto.
– Allora chiedilo.
– Ha ridotto la tensione?
(Un lungo silenzio.)
Posso guardare?

– No.
– Mi piacerebbe dare un occhiata, per vedere se è infetto.
– No.
(Silenzio.)
– Ho pensato che avresti potuto farlo. Molti lo fanno. Riduce la tensione.
– Lo hai mai fatto?
– ...
– No. Troppo fottutamente sana e sensibile . Non so dove lo hai letto, ma non riduce la tensione.
(Silenzio.)
Perchè non mi chiedi perchè?
Perchè mi sono tagliata il braccio?
– Ti piacerebbe dirmelo?
– Si.
-
Allora dimmelo.
------------------Continua -------------------------------------------

venerdì 15 ottobre 2010

Le avventure del barone kurdt

Stavo sorvolando la francia da ore ormai.

Il mio quadrimotore jet non sembrava a dare segni di cedimento, ma mentre passavo sopra le fiandre lo spocchiometro continuava ad andare fuori scala.
Ed erano ancora addormentati, i bastardi.

La mia era una missione suicida, avrei dovuto raggiungere Lille e li sganciare il mio carico di morte addosso ai topi francesi addormentati.

Il mio odio era giustificato.

Un commando francese aveva trucidato mia moglie e mia figlia, torturandole per ore, mia moglie era stata seviziata con una bottiglia di moet Chandon, mia figlia era morta in fretta, per fortuna, soffocata da un roquefort del 74.

Non potrò mai dimenticare il momento in cui aperta la porta, mi trovai di fronte a tanto strazio:

"NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!" Gridai, mentre una sapiente carrellata dall'alto riprendeva la scena del massacro.

 Ed ora ero in volo verso la mia vendetta, gli avrei fatto vedere cosa significava mettersi contro il più grande esportatore di formaggi italiano.

Il jet veleggiava sereno e silenzioso nella notte francofona, ogni tanto le mie cuffie si riempivano dei gridolini isterici che i piloti autoctoni sono soliti emettere a mò di comunicazione.
"Ohhhh jean paul ! UIUIUIUIUIUI!"

I miei rudimenti di francese mi permettevano di capire il succo della discussione, un parrucchiere era morto con le sue forbici negli occhi ed un pettine nel culo.

"Cause naturali" Dissero gli inquirenti.

Ma non avevo tempo da perdere in chiacchere, ero oramai arrivato sopra il mio obbiettivo.
Stava albeggiando, ridussi la velocità al 20%, scoperchiai il pulsante rosso, pregustando l'esito del mio gesto. Lo titillavo come solo un pastore una tetta di vacca, pregustando il lattoso sapore della rivincità.

E infine lo premetti, e niente può spiegare la totale distruzione che mi si dispiegò di fronte agli occhi; distruzione di cui ero l'autore.

2000 forme di grana padano crollarono da un altezza di  5000 metri, sventrando i tetti, riempendo i tavoli da colazione, colpendo ignari ometti seduti sul cesso, e provocando il caos in quella terra cresciuta a base di formaggi morbidi e, diciamola tutta, pure un pò andati a male.

Subito era partita la contraerea, un paio di colpi colpirono la carlinga, facendola vibrare e torcersi, ma era fatta per assorbire i tappi di champagne, e resistette.

"Fzzz Fzzzzz Aquila storpia a base, Aquila storpia a base, MISSIONE COMPIUTA, MISSIONE COMPIUTA"

"Bravissima aquila, la prossima volta ci penseranno bene, prima di mettersi contro il nostro consorzio"

Il buon nome del D.o.p. era stato  protetto.

martedì 12 ottobre 2010

Stilettate IV La creazione




                                Il mondo venne effettivamente creato in 7 giorni,ma non consecutivi.