sabato 5 marzo 2011

Scacco al Re

Due vecchietti sono seduti uno di fronte all'altro, tra loro un piccolo tavolino ed una scacchiera, con i pezzi bianchi e neri pronti a darsi battaglia, oramai giunti alla fase culminante del gioco.

Quando due buoni giocatori si affrontano, c'è sempre un momento in cui tutto sembra ancora in equilibrio, quando ancora non si è lanciato il primo attacco, mentre i giocatori si studiano, piazzando sul campo di battaglia le loro forze.
I nostri vecchietti stavano esattamente in quella fase, e si poteva dedurre dalle espressioni che non doveva essere una partita facile, per nessuno dei due.

Mario giocava con i neri, era pelato, ma con una folta barba nera, che torturava strappandosi pelucchi, per allentare la tensione. Gettava rapidamente lo sguardo sulla scacchiera, saltando da un pezzo all'altro controllando che tutte le sue truppe fossero esattamente dove lui desiderava.

Franco invece sembrava dei due il più anziano, con una lunga barba bianca e capelli lisci che coprivano in parte la faccia, lasciando trasparire però due occhi vispi e sorridenti.
 "Scacco" Disse Franco, sorridendo soddisfatto.
 "Mpf" Sbuffò mario, preoccupato. , La situazione era oramai compromessa, e lui non era mai stato bravo a perdere.

 Afferrò il re d'ebano, e lo distese, in segno di resa.
"Ma non credere che sia finita qui! quant'è vero iddio, un giorno conoscerò questo gioco così bene, in tutti i più piccoli dettagli, che nessuno! NESSUNO! potrà più battermi!" e si alzò, facendo cadere la sedia tanto era lo slancio,e afferrando alla svelta la sua tabacchiera accanto alla scacchiera.

Franco continuava a sorridere, era abituato a questa scena, che si ripeteva ad ogni sconfitta, ma stavolta si mise a fantasticare sulla possibilità che veramente qualcuno potesse arrivare a conoscere quel gioco alla perfezione, in modo da non poter essere mai più sconfitto.

Essere capaci di giocare la partita perfetta.

"Mah, certo che sarebbe proprio noioso, a quel punto" concluse, riflettendo tra se e se.

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Reykjavik, islanda 20**.

Ansa: Coglie di sorpresa tutti gli appassionati di scacchi, l'annuncio  dato stamane dal dottor Bishop, rettore della facoltà di matematica della capitale islandese:

"Oggi è un grande giorno per gli scacchi! abbiamo analizzato tutte le 10^43 posizioni possibili, sviluppando tutte le possibili combinazioni, ebbene, ora siamo orgogliosi di annunciare che la partita "perfetta" è stata ricreata, scoprendo così che il bianco, giocando perfettamente vince sempre, senza possibilità di  ripresa da parte del nero.

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Decine di appassionati di scacchi si sono presentati di fronte alla regia università di reykjavik con le loro scacchiere in mano, alla testa l'ex campione del mondo, Boris Spasskj, che spiega alla stampa presente le ragioni della protesta:

"I computer hanno ucciso gli scacchi,questa protesta è la resa dell'umanità alle macchine, bruceremo le nostre scacchiere qui di fronte, ed io, io...  non giocherò mai più, mai".

Al centro della piazza un rogo s'innalzava, alimentato da pedoni, dame, alfieri e  torri, illuminando tristi e smunte facce, che vedevano in quel rogo la fine di un arte, la nascita di una scienza.

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 Il dottor Bishop e il dottor RockCastle nel frattempo si trovavano al piano terra dell'università, nella biblioteca, il dottor B, premette un libro, la cui copertina recitava "B.Fisher le mie 60 migliori partite" ed una libreria scorse lateralmente, mostrando un passaggio segreto.

I due seguirono il passaggio fino ad arrivare ad una spaziosa stanza illuminata da una finestrona ovale sul tetto, che faceva entrare uno spiraglio di luce esattamente al centro della stanza, dove sopra un tavolino quadrato stava una splendida scacchiera d'ebano.

I due si sedettero, Bishop di fronte al nero, RockCastle, al bianco.

 "Abbiamo dovuto farlo" disse Bishop.
"Si, certo, ma hai pensato a quanta delusione abbiamo creato? a quante persone non giocheranno mai più?

"Abbiamo dovuto farlo, se ci pensi, sai che è stato giusto, annunciare di aver risolto il gioco...SENZA AVERLO RISOLTO.
 Impedirà che qualcun'altro ci provi, almeno nel breve termine"

"E così avremo un pò di tempo per le nostre partite, senza che nessuno ci disturbi con un inutile soluzione.."

E così continuarono la loro partita.





A volte l'ignoranza è un bene.


Kurdt