domenica 31 luglio 2011

La banalità della follia




E ditemi che "My funny valentine" non mette quel pizzico di melanconia.


Io sono folle.

Anche voi.

Solo che siamo folli alla stessa maniera, siamo folli noiosi.

Possiamo descrivere un orchestra come un gran numero di pazzi che si sono messi d'accordo.

Quando uno è matto, generalmente i segni sono evidenti ai più, eppure sono convinto che se potessi esportare qui ed ora un cittadino romano del 100Dc, quello lo considereste matto, voi.

Mentre per i suoi concittadini e contemporanei quello era un buon cittadino, checchè ne dica il senatore Lucio.

Insomma sappiamo che la follia è legata agli usi del tempo e al contesto, per quanto disturbi come la schizofrenia siano stati riconosciuti nelle varie epoche, e chiamati con nomi diversi, "Dementia Praecox","mania", "follia" o "possessione demoniaca".

Sappiamo anche che alcuni comportamenti abituali da una parte, sono considerati follia da un altra, basti pensare a come vi guarderebbe vostra sorella se di punto in bianco vi mangiaste il cane, o come vi guarda il vostro collega indiano mentre azzannate una fettina di vitello alla mensa aziendale.

Quindi siamo d'accordo che la follia è l'incapacità di mediare tra ambiente e bisogni?

No.


 Non è vero un cazzo, o almeno è incompleto, e ora, se avete la gentilezza di seguirmi nei miei parapendii logici sarete certamente d'accordo con me.

Il fatto è che l'unica differenza che vedo tra i matti e i sani è che i matti dicono esattamente quello che pensano, "brutto stronzo" al tuo capo quante volte l'hai detto? Mai? mica sei matto tu.

E quante volte hai pensato di urlare in piazza alla gente che erano solo delle merde? Mai? Ecchemmica siamo scemi qua.

La follia  è non sapere mediare con l'ambiente, ma il problema è che i matti parlano troppo, se fossero un pelino furbi, quanto me almeno, semplicemente non direbbero di vedere verdi dragoni sul muro di casa, ma bensì giocherebbero in borsa.

E non mi dite che giocare in borsa sia più intelligente che girare in tondo attorno ad un palo e gridare "Orcamadonna" ad ogni giro.

La follia è solo rendere pubblico ciò che è privato.

Una volta finiì all'ospedale di pisa, intossicato da molteplici cose, mi aveva portato la polizia, mi mollarono li urlante, la mattina dopo mi svegliai in un letto d'ospedale bianchissimo.

Mi volevano internare per una settimana, dicendo che ero pazzo, Tso di una settimana, sembrava essere la condanna, terribile.

Si narra che durante i Tso gli psichiatri abusino fisicamente e sessualmente dei loro pazienti, io avevo già adocchiato la psicologa tettona.

La psicologa tettona che tralaltro era la mia ultima opportunità per uscire indenne da li, una sua parola e le porte mi si sarebbero aperte.
Vado a chiedere agli infermieri come parlare con la psicologa, stavano intenti a giocare a schacchi:

Io: "Scusate ragazzi, come posso parlare con la psicologa?"

Infermiere I : "E perchè vorresti parlare con la psicologa?"

Io: "Per dirle che non sono pazzo"

Infermiere II : " E certo, non sei pazzo, tutti lo stesso dite, ma il tso te lo puppi lo stesso."

Io : "..."


Rimasi li a guardarli giocare per una mezz'oretta, fino a quando uno dei due venne sconfitto, allora m'inserii :

"Posso fare una partita? solo una"

Infermiere I " Ecchè i matti mò giocano pure a scacchi? Evvai, siediti, ti do tre pedoni di vantaggio"

Io:  " Non mi serve nessun vantaggio"

Infermiere II: "E sentilo li Kasparov! Vediamo un po' che sa fare, boia deh"

Iniziammo a giocare e spaccai il culo al tizio, che povero lui non poteva sapere che sono un giocatore di scacchi affamato.
Spacco il culo con slancio anche al secondo, i due si guardano, pensano che forse matto matto non sono, e mi permettono di parlare con la psicologa, che mi lascia libero.

Gli scacchi in questo caso sono stati solo una "lingua", con la quale ho comunicato agl' infermieri che non ero pazzo, se loro avessero  voluto comunque considerarmi pazzo, avrebbero dovuto anche accettare la ferita derivata al proprio ego di un pazzo che li spacca a scacchi,  gioco che viene definito "intelligente" per eccellenza.

Voglio dire, sono l'unico che a casa parla da solo con gli oggetti, balla, canta sotto la doccia?

Perchè cazzo, se solo fischietto per strada già mi guardano male.


Se siamo seri diciamo che la pazzia è l'incapacita di raccontare al mondo perchè fate quello che fate.
Noi siamo considerati sani solo perchè siamo capiti dal resto della gente che ci circonda, che pensa e agisce come noi, da qui anche il senso di estraniamento che si prova a stare in mezzo a gente di cultura ed usi diversi dai nostri.


Quindi il pazzo siete anche voi, cazzo, e non solo i poveri stronzi che parlano da soli per strada, anche voi siete pazzi, ma siete bravi a nascondervi.


Così bravi che a volte non vi prendono mai, e passate una bella vita media, con emozioni sostenute e dolori calcolati.


Bella vita di merda.


                                                                     Kurdt


La schizofrenia colpisce in media più frequentemente soggetti nella tarda adolescenza e nella prima fase dell'età adulta, ma alcune forme colpiscono prevalentemente persone adulte o di mezza età. I sintomi si manifestano generalmente prima negli uomini che nelle donne, anche se vi sono anche qui specifiche casistiche di incidenza femminile, ad esempio la schizofrenia catatonica "post-partum".
Il decorso della schizofrenia è considerato dalla maggior parte degli studiosi tendenzialmente cronico, con l'alternanza di periodi di acuzie e di remissione dei sintomi. Solo in rari casi è stata osservata la scomparsa dei sintomi; la frequenza e la durata delle esacerbazioni acute successive al primo episodio non sono prevedibili. Le situazioni di stress o l’abuso di sostanze possono causare la riacutizzazione (Linszen, 1994). I sintomi che precedono la riacutizzazione includono: disforia, isolamento, disturbi del sonno, ansia, idee di riferimento (Herz, 1985). Va pur detto che in molti casi la cronicità della malattia è solo presunta, essendo basata su dati clinici ed epidemiologici parziali. In assenza di una periodica catamnesi, i casi di guarigione sfuggono all’osservazione.
Decorso favorevole, remissioni più frequenti e prognosi migliore sono più probabili negli esordi acuti e floridi; scadenti capacità intellettive e livello socio-ambientale basso, sono elementi prognostici sfavorevoli; ogni qualsivoglia elemento deficitario significa decorso sfavorevole, remissioni meno probabili e prognosi peggiore.
  • La maggior parte dei soggetti che sviluppano il Disturbo perdono il posto di lavoro, oppure interrompono gli studi e riducono al minimo i contatti sociali
  • I soggetti che sviluppano il Disturbo provano livelli molto alti di sofferenza
  • Il 10% circa di loro si suicida
  • Il 75% circa di coloro che sviluppano il Disturbo viene preso in carico in maniera pressoché definitiva dai Servizi Psichiatrici nel giro di pochi anni dopo l’esordio
Inoltre il decorso della malattia è influenzato dalla scarsa flessibilità delle risposte terapeutiche e dalla ardua integrazione relazionale e sociale in conseguenza dello stigma. Le associazioni ideiche di alcune persone sono diverse dall’ordinario, tendono alla ‘divergenza’, alla estensione interpretativa e fantastica, piuttosto che alla convergenza del pensiero logico ‘adulto’, ma sono potenzialmente generatrici di espressioni creative. Queste funzioni mentali ‘speciali’, in situazioni esistenziali ad alto livello di stress e di spiacevolezza affettiva, favoriscono l’insorgenza della malattia. Esse richiederebbero risposte ‘straordinarie’ come la sperimentazione guidata di nuovi orizzonti ‘operativi’ piuttosto che la chiusura di porte e finestre