mercoledì 21 settembre 2011

Eroi




Gli eroi sono quelli che sbudellano il nemico, di solito.

Se invece vengono sbudellati sono un pó meno eroi, se poi non hanno previamente sbudellato anche loro qualche decina di stronzi, non sono eroi per niente, ma solo poveri stronzi.
Achille ha schiantato i denti a centinaia di sconosciuti troiani, solo perchè la moglie di un gelosissimo re (Menelao) aveva deciso di scoparsi (A causa di un maleficio di venere, ricordiamolo) un altro tizio Paride .

Quanto valeva la vita di quei troiani? Nulla, erano solo delle stupide comparse nella grandiosa tragedia che incombeva su una decina di individui famosi dell'epoca.

E così nella seconda guerra mondiale tutti si ricordano solo di Himmler, Hitler, Stalin di quell'alcolizzato di Churchill, e forse dell'imperatore giapponese, Hirohito, l'individuo piú inutile che la storia ricordi.

Tutta gente che non era stata toccata dalla guerra, se non alla fine, e con effetti mortali solo per Hitler.

Poi quelli un pò piú addentro a queste cose ricorderanno ancora un altro centinaio di nomi , ma nessuno ricorda i nomi di quelli che invece sono schiattati controvoglia e senza nessuna opzione.

Io preferisco le storie di questi piccoli, insignificanti attori, rispetto alla magneficienza della linea gotica, preferisco la storia del privato cittadino a quella del pubblico ufficiale.

Ad esempio oggi nella barca dove lavoro, un vecchietto inglese con il cappello da marinaio (uno molto fantasioso) mi ha raccontato una storia .

Durante i bombardamenti tedeschi, a Londra, la gente scappava nei rifugi, (lui ha usato la parola “underground” immagino che intendesse proprio la metropolitana) ma sua nonna, a quanto pare, si rifiutava di seguirli, diceva

Se devo morire, lo faró nella mia propria casa”

Suonó l'allarme e tutta la famiglia scappó nel rifugio, solo la nonna rimase seduta nel sottoscala,
continuando a cucire. invitandoli ad andare senza di lei.

Finito l'allarme la famiglia torno a casa, trovando solo un cumulo di macerie, l'intero quartiere era stato distrutto da un V-1 tedesco.

Nonna!” “Nonna!” iniziarono a gridare tutti, in una bolgia di urla e strepiti.

Poi la videro, ancora seduta nel sottoscala, impolverata, ma ancora intenta a cucire, come quando l'avevano lasciata.

Ecco, per me quella nonna ad Achille gli spacca il culo.

Achille era stato immerso da bambino in una pozione che rendeva invulnerabili, ma per immergerlo la sua nutrice lo reggeva per un tallone, che non era stato benedetto dalla sostanza miracolosa, (cosa che gli sará fatale, alla lunga).

Facile essere coraggiosi, se sei Achille, hai il 99% che non ti succeda un cazzo, ma provate ad essere la nonna.
Chi è che ha le palle?

Il generale che circondato dalla sua guardia ordina l'attacco mi lascia indifferente, il povero cristo che deve uscire dalla trincea è non ha scampo mi commuove, la tragedia sta li, nel non poter scegliere niente, nel dover morire, non suicida con tua moglie, o avvelenato, ma dissanguato da una raffica di mitra arrivato da chissá dove, e lasciato a morire sul terreno, da solo.

Eccola la tragedia.

I grandi autori della storia, quelli veri, non sono descritti nei libri. Siamo esseri limitati, a cui sfuggono le sfumature, ci impressionano i grandi rigurgiti del novecento, i gulag, le battaglie campali, le decisioni importanti.

Un soldato che crepa fa ridere i polli, manco una statistica ci puoi tirar fuori.

Per me gli eroi, quelli veri, siete voi, piccoli stronzi coraggiosi, che lavorate ogni giorno in posti di merda, insultati ogni giorno da inutili caporaletti.
 

Gli eroi siete voi, quando scoprite che la vostra ragazza si scopa il vostro migliore amico,voi che avete divorziato e dovete pagare gli alimenti, e magari avete solo uno stipendio da operaio.
Siete ancora voi, quando da piccoli vi picchiavano, tornavate a casa e ve le dava anche vostro padre "perchè bisogna essere forti". 
Siete eroi quando regalate un pó del poco che avete ad un altro, che ha ancora meno , e che come voi lotta per non affondare, siete eroi se state da soli a piangere qualcuno che amavate, ma la settimana prossima dovete tornare al lavoro, che il mondo non si ferma.

Siete voi, i miei eroi.

Buonanotte.

Kurdt.

lunedì 19 settembre 2011

Scrittori


Gli scrittori, questi (s)conosciuti.
Tutti abbiamo in mente una nostra idea piú o meno precisa di quello che è, o dovrebbe essere uno “scrittore”.
Come per tutte le cose, esistono categorie anche nella classe degli scrittori.

Gli scrittori Narcisisti: Per illustrare meglio il concetto di scrittore narcisista porteró un esempio reale, questo tizio autore di un libro intitolato “ il pianto della matita”.

Questo tizio ha scritto un libro, che gli è stato pubblicato da una casa editrice di quelle che aprono la settimana prossima e chiudono a Natale, se va bene.

Lui, che chiameremo, amichevolmente “fesso” ha a casa un sacco di copie del suo libro, il pianto della matita, e lo regala alle ragazze, puntualizzando attentamente di averlo scritto lui, e che quindi questo fa di lui uno scrittore “vero”. Povero stronzo, però fa bene a fare cosí, le femmine non sanno leggere, quelle poche che sanno farlo sono generalmente lesbiche, guardate Virginia Woolf, ad esempio, ma sicuramente le colpisce vedere il nome di questo fesso sulla prima pagina di un pezzo di cartone.
Il titolo, “Il pianto della matita” è anch'esso una autoesaltazione narcisistica, il tizio si vanta di scrivere solo usando una matita (pensate che stupido, scrivere a matita è piú lento che scrivere con la tastiera, mentre lui scrive una sola pagina, perdendo la metá delle buone idee che gli sono venute in mente, un suo collega ha finito il capitolo, al computer).

Dopo avere perso ore del suo tempo con questa stronzata di scrivere a matita, il fesso prende il temperato delle matite e lo mette dentro un contenitore, un bel contenitore con scritto “il pianto della matita”, mostrandolo ai fessi che lo vanno a trovare, tutto contento.

Ora rendetevi conto che il titolo del libro non ha niente a che vedere con il contenuto, e ditemi se non vi sembra la cosa piú egocentrica e schifosamente autoreferenziale della terra.

Di che cazzo parla il libro, diomerda, eh? A cosa cazzo credeva servisse il titolo, questo ritardato?


Gli scrittori presunti (coby)
Della schiera degli scrittori presunti fanno parte tutti quelli che hanno scritto due righe, due, e pretendono che le loro stronzatelle siano consideate opere d'arte al pari della cappella del Bernini (La nota cappella del gigantesco cazzo del Bernini).

A natale sono andato a letto con questa tizia e il suo fidanzato, un manage a trois, e insomma, dopo che mi rimetto le mutande arriva lei, una nana bionda, con un foglietto in mano scribacchiato a penna con una calligrafia da bambina delle elementari, me lo allunga dicendo :

“Cosa ne pensi?”

“Ma di che? Di questo pezzo di carta con su scritte due righe?”

“Si, è l'inizio del mio romanzo”

Dovetti combattere l'impulso di scoppiargli a ridere in faccia, c'era scritto qualcosa tipo : “La dura vita di **** ****** ve la racconto io, che sono ***** ***** in persona .

“Eh … wow, meraviglioso! Sei geniale, un incipit degno di Dostoevskij”
“Dostochè? Che vuol dire? ”

“Niente di cui ti devi preoccupare tesoro, nella vita non ti sevirá mai saperlo, in ogni caso, bello l'incipit, ma non vedo il romanzo”

“Il romanzo lo devo scrivere, ti va di aiutarmi?”

“Intendi chiedermi se voglio scrivere il romanzo al posto tuo mentre mi succhi l'uccello?”

Gli scrittori morti di fame: Sono la stragrande maggioranza, sopratutto se fanno anche parte della categoria dei “puri”.

Lo scrittore morto di fame, generalmente è mantenuto dalla madre, e vive una vita triste autoesiliato nella propria cameretta d'infanzia, tra un poster di spiderman e qualche centinaio di libri, a volte non è nemmeno un cattivo scrittore, a furia di leggere ha imparato la tecnica ed è capace di discreti voli pindarici, che a volte mancano di sostanza, come se fossero scritti sullo zucchero filato.

Il secondo tipo dei morti di fame è degno di nota, ed include quasi tutti i migliori, si parla di gente che ha fatto lavori di merda malpagati per sopravvivere, e nel frattempo ha anche scritto qualche migliaio di pagine degne di essere lette.

 Sono una specie che si riproduce solo in cattività, è raro trovarli in coppia, ancora di più in branco, la maggior parte degli avvistamenti avvengono in prossimità del bar sport, accoppiamenti fra scrittori morti di fame sono rari, in quanto la scarsità della popolazione, e il carattere refrattario al contatto umano, rendono questo evento altamente improbabile.




Gli scrittori pubblicati
Questa sottocategoria di "scrittori" è caratterizzata dall' evento "pubblicazione",  un scrittore pubblicato aquisisce immediatamente dei superpoteri, correlati al nome della casa editrice, porterò un paio di esempi :

Mondadori :Lo scrittore pubblicato da Mondadori può camminare sull'acqua, trasformare il vino in gazosa della Coop,ma sopratutto evocare i quattro editor dell'apocalisse, : TranciaBozza, SpezzaVersione, Sbudellautore e il temutissimo Correggione.

FELTRINELLI: 
Sono i più fighi in assoluto, se ti ha pubblicato feltrinelli hai come optional tre bagasce polacche di gran lusso (o bagasci) e una seicento nuova di zecca (non puoi dare troppo nell'occhio, sei uno scrittore, dopotutto)-


Casa editrice a pagamento: 
Non perderò tempo a spiegarvi perchè penso che uno che paga per fare un lavoro sia un completo idiota.


Gli scrittori depressi :
   Quasi tutti, a giorni alterni.
Gli scrittori “Puri”
La categoria più inutile di scrittori sono quelli che non hanno mai fatto un cazzo a parte scrivere, scrivere e scrivere.

Potrebbe sembrare strano, dopotutto, per scrivere bisogna solo scrivere molto, avere la tecnica, i tempi giusti, capire quando usare un aggettivo e quando no e tutte ste cose.

Ma questi tizi non hanno mai fatto un lavoro serio, non si sono mai sporcati le mani, creano versioni alternative di libri che hanno letto, senza aver mai vissuto quello di cui scrivono, l'argomento più interessante che trattano è la vacanza al mare con gli amici . 

Però scritta bene.

Quel pederasta di Pasolini ad esempio, è perfetto.
                                                                    I “poeti”

Blake, P,essoa, Neruda, Kavafkis, Buckowski, Ginsberg, Ferlinghetti, Rimbaud, Whitman e pochi altri contemporanei.

                                                                   Gli altri
La maggior parte delle persone quando inizia a scrivere, scrive poesie, credendo che sia FACILE scrivere poesie, cazzo ci vuole? metti due parole così, fai una rima con cuore, una con dolore, e via che già hai finito e ti senti un pò Pavese anche tu.

Siamo inondati di poeti, circondati e assaliti dalla logorrea di questi inutili fessi che non hanno niente da raccontare e lo fanno troppo in fretta.

La poesia è meravigliosa, ma i poeti?Dove li bruciamo i poeti?


                                                              I buoni scrittori.
I buoni scrittori sono di solito dei morti di fame, pazzi e disadattati, ma ATTENZIONE! non fatevi confondere! non tutti i disadattati morti di fame sono dei buoni scrittori, la tecnica non la regalano con il detersivo, e senza tecnica non c'è scrittore.
Se poi a questo aggiungiamo che moltissimi imbecilli tentano di farsi passare per grandi scrittori, simulando schizofrenia e vita spericolata, ed eccoci ad avere l'equivalente letterario di quel.. di quel coso lì, quel tizio con la faccia da schiaffi, cazzo. Com'è che si chiama? 


                Immaginatelo con una penna in mano.
la morte non è un opzione così sgradevole, dopotutto, no? 
                                       la sua intendo.

      E adesso sentite un po' cosa dice un grande scrittore a riguardo, così, tanto per capire la differenza.



                                                                      Ci manchi, Rino.

venerdì 16 settembre 2011

No panic





                        Premi PLAY



Il mozzicone nel posacenere mezza fumato, sono le quattro e mezza del mattino e non riesco a prendere sonno.

 Fame d'aria, respiro affannoso, mi gira la testa.

"Possibile schiattare adesso?"  penso, mentre un ondata di calore mi investe, come una coperta, dalla testa ai piedi.

"Un infarto a ventotto anni è improbabile, dopotutto sono uno sportivo, non bevo granchè, e fumo pochissimo"
Un altro rush mi investe, farfalle nello stomaco si agitano, formiche sulle mani e sui piedi, il cervello inizia a girare per il verso sbagliato.

Mi alzo dal divano, inizio a camminare verso la porta, esco fuori, spero che l'aria mi faccia bene.

"E poi sarebbe una bella figura di merda, magari non ho niente". E rientro in casa.

Mi siedo sul letto, nella posizione del loto, intono "l'Ohm" sperando che una qualche divinità orientale venga a salvarmi ammanicata nel suo Kimono bianco.

"Ohm... Ohmm.. OHM... OHM... ohm, padme mani, ohm.. 
                     
                     "OHM"


Brividi di freddo, mani sudate, dolore al piede sinistro.

"Non funziona " Mi alzo, afferro il cellulare. "Non si sa mai" mi dico " giusto in casi estremi"
Mi stendo sul letto, sono rigido come una tavola da surf, e sto surfando nelle mie peggiori paure, sono a casa da solo, nessuno a cui raccontare quello che mi sta succedendo.

Digito il 112  sul telefono, ma non chiamo.
"Per adesso no, magari c'è gente che sta peggio di me, anche se non immagino come sia possibile."

La mano mi fa più male, il piede è intorpidito, mi sento come se un demone obeso avesse schiacciato il suo grasso culo sul mio petto.

"Sto sicuramente morendo, chissà che merda c'era in quel mozzicone. Devo chiamare l'ambulanza, sono le cinque di mattina, magari manco rispondono"

TUUUU- TUUUUUUUUUU
TUUUU-TUUUUUUUUUU
TUUUU-TUUUUUUUUUU
TUUUU-TUUUUUUUUUU
TUUUU-TUUUUUUUUUU
TUUUU-TUUUUUUUUUU

"Hola, con quien quiere hablar, policia, bomberos o servicio hospitalero?"
"Hola, quiero Hablar con todos, me muero"
"Come si chiama signore?"
"Mi chiamo Kurdt, e sto morendo"
"bene,attenda un attimo che la passo con il medico" (Sto morendo cazzo, mandami subito l'ambulanza, diocane, cosa vuoi che aspetti? )
...
...
...
"Salve signor kurdt, quali sono i suoi sintomi?"
"Salve dottore, i miei sintomi sono che sto morendo. Mi gira la testa, mi sudano le mani, mi fa male il petto, mi fa male lo stomaco"

"Bene, dove vive?"
"Bene un cazzo, vivo in Calle spruzzonia 18 "
"Le mandiamo subito un ambulanza sig kurdt, in dieci minuti e li"
"Grazie, state salvando un futuro scrittore, la società tutta ve ne sarà grata"
"Click"


Mi alzo, esco dall'appartamento e vado fuori dal complesso, mi siedo su un grandino, mi sento svenire.

"MuoiomuoioMuoioMuoioMuoioMuoioMuoioMuoioMuoioMuoioMuoio"

5 minuti.

"Pronto? salve, sono quello di prima"
"Quello che stava morendo?"
"Si, quando cazzo arriva l'ambulanza? vi ricordo che sto lasciandoci le penne"
"Non si preoccupi, stiamo arrivando, cinque minuti, abbiamo anche un altro che sta svenendo"
"Click"


"Merda, morire qui, alle cinque di mattina, aspettando un ambulanza, proprio da stronzi.
E se poi mi trovano svenuto per terra mi soccorreranno? e se mi confondono per un ubriaco e mi lasciano a marcire sul selciato?"

10 Minuti

"Pronto, sono quello di prima e prima ancora, avevate detto dieci minuti in tutto, già sono passati 15 e ancora non vedo l'ambulanza, se sopravvivo vi denuncio all'autorità competente, pezzi di merda"

"Sig Kurdt, così non ci aiuta, la prego di stare calmo"

Arriva l'ambulanza

"Lei è il sig kurdt"
"Si"
"Salga pure, ce la fa da solo?"
"Più o meno"

L'ambulanza finalmente parte.
"Non accendete la sirena?"
"No, tanto non c'è nessuno, a quest'ora" Mi dice l'infermiera, mentre mi allaccia la cintura.
 "Ah, sig kurdt, ha con se i documenti di riconoscimento? il dottore li chiederà"
"Non ho niente, ho tutto a casa"
"Allora dobbiamo tornare indietro"
"Ma vafanculoAvoiDiomerdoso"

Prendo i documenti, risalgo sull'ambulanza, incazzato come una iena.
Arriviamo all'ospedale.

La prego, si sieda, ora la faccio parlare con il dottore.

"Salve sig kurdt, sono il dottore"E il dottore ha la faccia di Byron Moreno
"Dottore, sto avendo un infarto, ho tutti i sintomi, braccia, gambe, petto, testa e tutto il resto"
"Eh, ma vedo che parla ancora"
"Si ma non parlo bene, sbaglio i congiuntivi, credo che dovresse tenerlo in considerazione per un anamnesi corretta"
"Ora le facciamo un bel elettrocardiogramma, su, si stenda" Mi dice
"Perchè? così inizio ad abituarmi? perchè non le sabbiature a questo punto?"

Mi stendo, mi fanno l'elettrocoso, il dottore mi stacca le pompette dal petto, mi ausculta e dice qualcosa con quella sua faccia da spacciatore sudamericano.

"Sig kurdt, Usted està solo agitato, no se preoccupe"
"Sicuro? non è che come ritorno a casa poi schiatto d'infarto?"
"No senor kurdt, no se preocupe, e mangi questa" e mi porge una caramella di Xanax che ingurgito, sentendomi già più rilassato.
"Quindi lei dice che non ho un cazzo e che è tutta opera della mia testa? "
"Esatto"
"Oddio, e pensare che credevo di morire"
"Oh no, non si preoccupi, non è in pericolo, ora torni a casa e dorma un po'"
"Grazie dottore, mi ha salvato la vita"
"Ah, sig kurdt, prenda anche questa" e mi porge un aspirina
"Ma l'aspirina non è un fluidificante del sangue che si da agli infartuati?"
"Si"

" CAZZO FA, MI PRENDE PER IL CULO?"







Kurdt

giovedì 15 settembre 2011

Amici miei

AMICI MIEI.
Ho avuto molti amici.

Avevo iniziato la prima stesura di questo testo scrivendo : "Non ho avuto molti amici". Poi, contandoli, mi sono reso conto di essere uno stupido. Pochi sono stati fortunati come me.

Partendo dai 14 anni ho avuto generalmente meno di un amico all'anno.

Pio, Michele, Simone, Alessio, Calogero, Piero, Raffaele e Peppe. 

E Davide.

Ogniuna di queste persone, che per voi è solo un nome su una pagina web, per me  è un universo e una finestra sul mondo.

Dovete sapere che sono stato per molto tempo solo.

Nato in un paese di millecinquecento anime nel cuore della Sardegna, trasportato come una valigia per tre o quattro paesini del cazzo identici da due genitori poco attenti, non avevo avuto altro che libri, urla e terrore. Terreno fertile per la follia.

Ai 14 partii dal paese per andare a vivere a Spoleto, nel convitto Inpdap, ci sarei rimasto cinque anni, quel posto mi ha salvato la vita, l'ha resa accettabile, e a tratti, meravigliosa .

Tutti quei nomi che vedete scritti la, sono nomi di persone vere, conosciute in posti diversi, a volte in diverse nazioni, tutte persone a cui ho dato in mano un coltello, confidando che non mi avrebbero
mai ferito.

Ed ho avuto sempre ragione, a parte con Davide.
Ma francamente, questa è un altra storia, e sono anche cazzi miei .

L'amicizia è una cosa seria in un mondo in cui nasci solo.

Nasci, ti prendono e ti staccano dalla tua fonte di cibo, se sei fortunato abbastanza sopravvivi a duecentosedici malattie diverse, scarlattina, tetano febbre gialla, rabbia, morbillo e Orecchioni.

Se sei ancora piú fortunato resisti a cadute che stroncherebbero uno stuntman professionista, a pallonate in faccia, pugni, calci, terremoti, maremoti, guerre e carestie, e finalmente diventi qualcosa che assomiglia vagamente ad un essere umano adulto.

E sei libero.

E  sei solo.

E conosci persone sole come te, con cui rifletti sul mistero di questa breve permanenza e condividi una parte di quello che sei, e tutto quello che hai.

Con un buon amico sei come appena nato. Sorpreso e con la guardia abbassata, e questo non significa che tu sia debole, anzi.
Un amico ti stima per cose che non capisci, vede in te virtú che non conosci, e ti vuole bene per questo.

Ma un amico non ha mai pena di te (al massimo ha compassione, nel senso letterale, di soffrire insieme) ma, non dimenticarlo mai, l'amicizia non è gratuita.

Non devi mai umiliarti di fronte ad un amico, perchè non è quello che vuole, lui sente di essere un `pò anche te, e qualsiasi umiliazione ferirebbe anche lui, non lasciarti mai mettere i piedi in testa, nemmeno dal tuo migliore amico.

Vi regaleró una piccola storia per ogni nome.

Pio : Un tizio alto due metri, fu il primo amico che ebbi, ci conoscemmo in convitto, diventammo subito compagni (che bella parola, compagni).

Stavamo partecipando ad un torneo di scacchi per cui ci eravamo preparati giocando ogni giorno decine di partite uno contro l'altro, lui era stato sbattuto fuori al primo turno per un errore stronzo, io avevo continuato fino ad arrivare alla finale.

Ero terrorizzato dalla possibilitá di fare un errore stronzo come il suo,gli dissi :

"Pio, tu che oramai sei stato sbattuto fuori e non hai un cazzo da fare, siediti accanto a me alle mie partite e se vedi che sono in una situazione di pericolo, dammi un calcio da sotto il tavolo."

"Non ti preoccupare" mi disse.

Fu cosí che durante tutte le partite che feci ricevetti calci a ripetizione, perchè in una partita di scacchi, quasi tutte le posizioni sono pericolose, ma mi tenne sveglio a furia di zampate, e in qualche modo, mi fece vincere quel torneo.

La finale era contro Davide. 

Michele : l'unico dei miei amici ad essere normale, ora è un eccellente informatico, una persona squisita e gentilissima, una delle poche che conosco veramente capace di nascondere un segreto. 
 Se promette di stare zitto, lo fará.Costi quel che costi.

Lo imparai a mie spese a sedici anni.La mia ragazza dell'epoca mi racconto di essere uscita anche con quello che doveva essere il mio "migliore amico" dell'epoca, Davide.

Quando parlai con Michele scoprii che Davide si era confidato con lui, ammettendo il maltolto, lui disse solo :

"Non potevo dirti niente, mi ha fatto promettere prima di dirlo"

Apprezzai molto questa sua dote, significava che qualsiasi cosa gli avessi detto sarebbe morta li, e sparita per sempre, e cosí è stato.

Calogero : Diventammo amici perchè condivideva la stessa camera di Pio, aveva la R moscia e scriveva poesie, passione che divenne anche la mia in tempi molto brevi, e con gran piacere.

Eravamo considerati gli psicopatici del convitto dove lavoravo, ci avevano classificato come : Froci/Drogati/ Incapaci/ Stupidi/ Pseudo alternativi, e tutto assieme poi!

Passai una fantastica estate a Londra con lui,.prendemmo un trip a Piccadilly, avevamo 17 anni, il mondo non sarebbe stato piú lo stesso da allora.

Molto piú colorato, of course.
Purtroppo ci siamo persi per strada dopo l'universitá, lui era diventato una sorta di stregone che applicava i libri di quel fesso di Castaneda alla vita reale, l'ultima volta che ci siamo sentiti è adata cosí:

"Non so piú chi sei, quindi tanto vale che smettiamo di sentirci anche virtualmente"

"Io sono la stessa persona che conoscevi prima, almeno in parte"

"Io invece no"

"Bon"

Non ci vediamo da sette anni.

Simone : Anche con lui ci conoscemmo nel convitto, a Spoleto, io avevo appena lasciato la zoccolona che mi aveva cornificato con l'ex migliore amico, divenimmo amici per caso.

E lo siamo rimasti fino ad ora.

Eravamo capaci di prendere in giro qualsiasi cosa e qualsiasi persona, generalmente ci odiavano, perchè non capivano cosa cazzo trovassimo di divertente in quel funerale.

Una volta, durante l'ultimo anno di convitto il direttore aveva scoperto che tutta la camera si era assentata da scuola per un periodo variabile dai tre giorni (simone) ai dieci (dsavide) al mese (io)

"Bene, alessio, a te ti capisco, tre giorni, in un mese, sono comprensibili, poi punto il dito verso Davide e disse : " a te Davide, giá ti capisco meno, dieci giorni sono tanti"

Infine guardó verso di me e disse, con voce stupita : " A te invece, Kurdt, non ti capisco per niente"

E Simone scoppio a ridere, insieme a tutti gli altri.

Rimane ancora probabilmente la persona con cui sono riuscito a legare piú profondamente di tutte, e piú a lungo.


Alessio : Lo spacciatore di nutelline del convitto, le accumulava dentro una gigantesca scatola, racattandole in giro alla colazione, per poi venderle a prezzi strepitosi al mercato nero delle camerette, le vittime erano generalmente in preda alla fame chimica, avrebbero sborsato qualsiasi cifra.

Questa è una storia un pó triste.

Scoprirono che aveva un tumore quando aveva solo 21 anni, 

 Ed era la persona più orgogliosa che abbia mai incrociato, anche con i suoi amici non dismetteva mai la sua natura di sardo, di nuorese.

Poi sono partito da Perugia per dirigermi in Egitto, per iniziare una nuova avventura, con la promessa che ci saremmo rivisti presto, abbracciandoci, perchè ci volevamo bene.

Ci sentivamo spesso su Msn, un giorno gli dissi che stavo male, che mi mancavano tutti loro, che cazzo, vivere in giro per il mondo è bello, ma loro, i miei amici, che mi conoscevano per davvero, non li trovavo da nessuna parte, e soffrivo.

"Sta tranquillo, non c'è problema sai? sei forte abbastanza, poi quando ci vediamo ne parliamo di persona" 

E cazzo, non ci siamo più visti.

L'anno scorso,  a Febbraio, rientro dalla discoteca mezzo ubriaco è leggo un messaggio di mia sorella su Facebook, cristo, su Facebook: 

"Manu, Alessio è morto" 

Come sua madre, anche lui, di tumore. 

Piansi, quella notte, come non ho  mai pianto, e quella notte una parte di me è morta con lui.

Non voleva farsi vedere sofferente, non da me, non da noi. 

 Piero:Ed eccoci a Pisa, all'università. 

Piero è calabrese, ci ammazzavamo di canne ogni santo giorno, viaggiavamo spesso senza biglietto, salivamo sui treni, schivando il controllore, e scendendo se ci acchiappava.


Una volta arrivammo a Roma dopo aver bevuto una cassa di birra ed una bottiglia di anice in due, lui si fermò a li a casa di una ragazza che consceva, io continuai la mia folle corsa fino a spoleto, salendo su un eurostar, il cui biglietto aveva comprato lui, scollettando alla stazione.

Avevamo fatto amicizia con dei barboni a pisa, e passavamo buona parte del tempo con loro, sotto i portici.

Dormivamo ovunque, a qualunque temperatura, avevamo una casa, ma non importava, l'avventura era fuori.

Una mattina, alla stazione di Prato, ci addormentammo sotto una macchina obliteratrice, ci sveglio una vecchia di merda che doveva prendere il treno. 

"Tlick tlick"

"Ehi, vecchia di merda, non puoi prenderlo dopo, il treno?"

"Barboni di merda".

Raffaele: Con Raffaele ci conoscemmo in Egitto, lavoravamo insieme, e uscivamo insieme, fù l'unico con cui legai veramente in quel posto dimenticato da Dio.

Salimmo su un autobus, ad Hurgada:

"Three Pound" Disse l'autista

"Uè, but why three for us and 1 for all the others?"

"Cause you are not sadiki from egypt"

"And so? give us back two pound, we are not stupids"

"Allahahahahahahalllaalllaaalalalalalalalalala" Disse lui

"Vaffanculo dicemmo noi"

Ci sedemmo nelle file di dietro, e Raffaele si mise a PISCIARE DENTRO L'AUTOBUS, per vendetta-

 Il rivoletto di piscio raggiunse lentamente la testa dell'autobus, scendemmo correndo, seguiti dallo sguardo allibito di decine di egiziani, troppo stupiti per inseguirci, mentre ci perdevamo nei vicoli della medina.

Peppe : Quando Raffaele venne alle canarie per cercare lavoro si portò dietro un altro barbone come lui.
Si chiamava Giuseppe,avrei poi scoperto, e legge questo blog, quindi non posso fare troppe smancerie.

Un tizio con una "Capa tanta" con cui ho parlato di qualsiasi cosa trovando sempre una sponda adatta, una persona, nel vero senso della parola.

Una volta, tipo due settimane fa,mentre sto per uscire dall'hotel dove lavoro, mi telefona :

"Manu, porta un pò di carta, che mi sto cagando addosso"

"Ok"

Esco dall'hotel, e mentre torniamo a casa mi dice : "Non ce la posso fare, devo cagare adesso"

E si mette a cagare, IN PIEDI AD un angolo della strada, tirando fuori uno spruzzo  di merda a pressione che manco nei film quando aprono l'idrante.

Subito dopo passano tre ragazze che immagino abbiano visto la scena, e cambiato strada.

Ecco, come sono, i miei amici.

E non gli cambierei per niente al mondo.

Ah dimenticavo, Davide.

Davide.

Ma questa è un altra storia, e ve la racconterò un altra volta.



 

sabato 3 settembre 2011

Il mercato nero delle cose


Aspetti di base del mercato Nero.

Certamente possiamo di paragonare il mercato della droga con quello “ufficiale” dei normalissimi beni di consumo.

Iniziamo con le analogie tra il mercato “nero” e quello legale.

Innanzitutto entrambe trattano di beni tangibili e fisici, non puoi vendere futures sulla produzione di
marijuana.

Entrambi i mercati sono soggetti alle leggi della domanda e dell'offerta, per quanto il mercato nero sia soggetto a fluttuazioni di valore molto piú elevate, dovute ad un buon numero di ragioni, non ultimo, una retata della polizia, maggiori controlli alle frontiere o sui mezzi di trasporto a lunga distanza.

Tutte queste possibili “complicazioni” vengono generalmente caricate sul cliente finale, sia che si tratti di armi, sia che si tratta di droga, esattamente come capita per tutto il resto le armi e la droga arrivano nel vostro paese saltando tutte le pratiche burocratiche, non pagano l'iva, eppure sono comunque soggette ad una miriade di sovratasse, che state pagando direttamente, quando vi accendete uno spinello, pagandolo 10 euro al grammo (Se vi va bene), quando per la stessa cifra, in marocco viene venduto all'etto.

Un ricarico del 10.000%, non male vero? Ma non crediate che sia tutta colpa degli spacciatori cattivi se il prezzo al consumo risulta cosí alto.

E adesso vi mostreró perchè:

Schema di un organizzazione illegale.


Un organizzazione dedita alla vendita di droga o armi dovrá necessariamente contare su una componente fondamentale.

I clienti :

Alla base di qualsiasi economia di scala troviamo ovviamente i consumatori, disposti a pagare cifre anche parecchio alte pur di avere tra le mani qualcosa di proibito.

Utilizzeró come base un associazione dedita al traffico di Marijuana, le conclusioni comunque sia, sono mediamente valide per qualsiasi .

Chi aquista derivati della Cannabis generalmente non puó essere considerato “dipendente” in senso stretto, non rischiando nessuna crisi d'astinenza, i prezzi generalmente “bassi” della sostanza (paragonati ad altri “best seller” del settore, Eroina e Cocaina) portano ad ottenere un consumatore che fuma per piacere, poco propenso a creare quel rapporto quasi materno Spacciatore- Tossico che contraddistingue altre dipendenze.

Sono alla base della piramide e in alcuni paesi (Inghilterra ad esempio) sono disposti a pagare cifre scandalose per un pezzo di fumo decente.

Lo spacciatore di strada

Lo spaccino di strada è l'ultima ruota del carro della serie di passaggi che porta la roba a casa vostra, o quasi.

Lo spacciatore è un pó come il vostro medico di base, lo chiamate e passa direttamente a casa a portarvi tutte le medicine di cui avete bisogno. Spesso lo spacciatore è solo l'evoluzione del tossico comune che ha deciso di farsi pagare il vizio da altri poveri diavoli, muove quantitá irrisorie (cento, duecento grammi, al massimo mezzo chilo) e si accolla la maggior parte dei rischi legati all'attivitá.

Esistono due tipi di spaccini di base, quello “stupido” e quello “intelligente”.

Uno dei due cercherá di massimizzare i guadagni nel breve periodo, offrendo la propria merce a chicchessia, senza valutare il grado di rischio caso per caso, fatto che generalmente conduce all'arresto, per quanto le pene previste per questo genere di reato siano in molti paesi, “pene minori” (inferiori ai tre anni di reclusione).

Lo spacciatore “intelligente” invece creerà una rete di contatti amichevoli che passeranno di tanto in tanto a casa sua, inventerá una neolingua dove “Mozambico” significa “sotto casa tua”, riuscendo ad insospettire la polizia e farsi dare dieci anni per traffico internazionale.

Col Mozambico.


The Middle Man

Parliamo di un tizio capace di muovere a piacere quantitá di alcuni chili di Hashisc, spesso ha giá un contatto “over the top” dall'altra parte, che gli garantisce arrivi frequenti e comodi.

Il middle Man è proprio questo, un tizio che fa da tramite fra varie esigenze, quella del “Corriere” che vuole liberarsi piú in fretta possibile della merce, e quella dello spaccino di strada, che vuole averla al prezzo piú basso possibile.

Potremmo paragonarlo ad un Magazzino, non fa nient'altro che aquistare e vendere all'ingrosso, rifornendo i piccoli negozianti.

Niente di diverso dalla vecchia cara economia, signori.

Il piccione viaggiatore:

Con piccione viaggiatore (o corriere) s'intende comunemente quella persona (o gruppo) che si premurano di trasportare droga o armi da un posto all'altro, vengono pagati molto bene ma non conservano per loro niente di tutta la merce che arriva, venendo pagati solo per quello che fanno, ovvero trasportare.

Sono piccioni ben pagati quelli che conservano licenze particolari, come piloti di aerei e grossi Yacht, persone amiche di amici nelle dogane arabe, piú bucate d'un colabrodo.

I piccioni sono anche la parte piú debole di tutta la struttura, non avendo nessun legame di amicizia con gli altri componenti, generalmente parla al primo ceffone, va tenuto all'oscuro di tutto, per quanto possibile.

Ricordate, il miglior piccione è un piccione inconsapevole. O morto.

Il produttore :

La fabbrica da cui parte tutto, nel caso dell'Hashish le principali regioni produttrici sono sicuramente il Marocco e il sud est asiatico, mentre tutto il sud america e i paesi arabi sono piú concentrati sulle lucrative Eroina e Cocaina.

Il produttore produce droga nell'ordine delle tonnellate a prezzi irrisori, la stessa merce varrá sui vari mercati europei cifre dieci volte maggiori, come minimo.

Il produttore possiede ovviamente la componente principale del traffico, purtroppo ha un grosso problema,  non sa come trasportarlo in giro, e non sa come venderlo nelle piazze dove vale di piú, come ad esempio gli Usa (Dove è anche piú pericoloso venderlo, è l'unico paese dove uno spacciatore puó essere messo a morte.)

Il produttore ha bisogno di contatti.

Ed ecco che arriva, a questo punto, il nostro golden boy, che chiameremo :

DIO.

Dio ha i soldi, ha i piccioni, e sopratutto ha i contatti per smerciare tutto al dettaglio, lo chiamo Dio per una ragione, spesso si tratta di persone assolutamente insospettabili. Molto spesso in cima alla scala sociale, in posizioni molto molto remunerative, alcuni di loro sono politici, altri attori famosi e artisti, altri ancora (e sono i migliori) sono arrivati in cima con astuzia, lentamente aggiungendo contatti ad i contatti, in un attivitá di "public relations" finalmente utile.

Spesso affittano grosse barche senza destare sospetti (se affittate uno yacht voi, aspettatevi una visita della costiera appena entrate/uscite da acque internazionali. Visita nella quale controlleranno anche le vostre mutande).

Molti sono riusciti a sfruttare questa strategia di controlli delle imbarcazioni effettuati della Dea e delle varie agenzie antidroga, contro di loro.

Mi spiego meglio, se voi affittate una grossa barca e non siete noto per avere mai posseduto molti soldi, l'agenzia governativa antidroga verrá avvertita, ma se le barche affittate sono due, e se la polizia aveva giá subodorato la puzza lasciata dai vostri uomini, beh, potete stare certi che controlleranno QUELLA barca, lasciando completamente perdere l'altra, affittata da un riccone, che magari avrebbe potuto destare qualche sospetto per il tempismo, ma certamente non quanto voi, poveri stronzi pezzenti che affittano una barca da 100.000 euro a settimana.

Sono furbi, o molto fortunati, la seconda è la cosa che dicono di loro gli ex colleghi invidiosi.

 E quanto detto vale per qualunque merce.


Kurdt.


martedì 30 agosto 2011


La parte migliore della mia giornata è sempre stata la sera.

Quando cala la notte niente di veramente brutto puó accadere, gli animali tacciono in campagna, la notte, nessuno esce, puoi passeggiare per delle ore senza incontrare nessuno, qualche gatto, al massimo.

Le cose terribili della mia vita sono accadute quasi tutte al mattino, da bambino aprivo gli occhi terrorizzato, i miei genitori partivano presto per andare a lavorare, a volte gridavano, a volte no, in ogni caso avevo imparato a riconoscere il rumore particolare che facevano i jeans di mio padre, ancora adesso, vent'anni dopo, saprei riconoscerli tra mille.

La paura fa strani scherzi.


 Alla sera posso finalmente rilassarmi, cosciente che il mondo in genere di notte sta fermo, e la razza
umana smette di consumare una quantitá irragionevolmente alta di ossigeno.


Ricordo che quando facevo psicoterapia avevo costretto il mio strizzacervelli a puntare le sedute alle nove di sera :

“ Signor Kurdt, come le sembra l'idea di spostare le nostre sedute al mattino, quando s'è svegliato da poco ed é pieno d'energia?”

“No, mi spiace, non si puó dottore, mi spiace”

“Come mai signor Kurdt?”

“Dottore, la mattina  non ho la forza di alzare le braccia. Apro gli occhi e so che dovró trattare con decine di teste di cazzo, sono teso, ho le difese alte come un porcospino.
Del resto non puó biasimarmi, il mondo è composto di teste di cazzo”

“Mhhh”

Il mio strizzacervelli non era come quelli dei film, che ti prendono la mano e sono cosí incredibilmente gentili, e cercano di farti contento, perchè, dopotutto, gli stai dando cinquanta euro all'ora.

Ma per spaccare la testa ad uno stronzo come me ci voleva qualcosa di duro, non puoi usare un grissino, per sfondare una corazza.

“Signor Kurdt, si sta per caso compatendo?”

“Beh no, peró dovrebbe essere d'accordo almeno con la mia insofferenza per la razza umana”

“Sig Kurdt, lei fa parte della razza umana”

“Solo incidentalmente”

“Vuole spaccare il capello in due per dimostrare di essere una vittima?”

“Io non sono una vittima”

“E allora perchè si comporta da tale, comportandosi come quella categoria che lei afferma d'odiare tanto, come si diceva? ah si,  "democristiano". Ricorda vero quello che mi ha detto sui democristiani vero?

“Certo i democristiani sono la merda espulsa dall' intestino della storia”

“Allora cosa decide di fare?”

“Le sedute alla sera, peró prometto che la pago in anticipo”

Fu cosí che il mio sventracervelli fu costretto a venire ogni venerdí sera a Perugia, da Spoleto, per un solo cliente incapace di essere umano alla mattina.

Cos'ha di bello il mattino lo sapete solo voi
. Il mattino chiede tutto e non da nulla, regala solo decine di facce da cazzo da incontrare, tanti occhi da guardare, sfuggenti, noiosi, senza niente da dire che scavalchi la noia, e gran facce da cazzo sciolte su scheletri ridicoli, e mani, Cristo, Mani.

Le loro mani sono una delle cose più disgustose, alcuni te la stringono come se dovessero strappartela via,  o sono sudati come lottatori di sumo e ti passano una sorta d'anguilla, o ancora, e sono i peggiori, non te la porgono, perchè stai invadendo il loro spazio vitale.

Il mattino ha l'oro in bocca”

“A nanna con le galline e sveglia col gallo”

“Chi tardi arriva male alloggia” (Arrivi tardi se ti svegli tardi)

Alla sera ci arrivavo sempre stanco morto, ma finalmente libero dal lavoro, dall'universitá, da tutto, e potevo finalmente abbassare le paratie e lasciarmi andare ai miei vagheggiamenti, che ormai il mio strizza condivideva con me.

Gli piaceva il Jazz.

Ricordo che amava quella roba , Paolo Fresu, Coltrane, Sonny Rollins, e un sacco  d'altro .

C'era al centro della stanza una sedia, comodissima, fatta a mó di cesto di Vimini, con un immenso cuscino che fungeva anche da schienale, messa esattamente dopo la porta, di fronte alla cattedra dello strizza.

Raccontavo cose terribilmente private, da quella poltroncina. Cose che non avevo mai raccontato neppure a me stesso.
Quella sedia era il mio ponte di comando, da cui cercavo di seguire il filo di decine di sogni tenuti assieme da un pelo d'immaginazione, pochi fatti, e molte, molte parole.

Parole serali.

Mai avrei potuto spogliarmi di tutto alla mattina.
In che stato avrei affrontato il resto della giornata? Come avrei comunicato con gli alti esseri umani, con negli occhi certi abissi ?

Mi sarei buttato dalla finestra piuttosto che presentarmi al mondo in un tale, friabile stato.

Alla sera possono capitare un sacco di cose interessanti, puoi Ubriacarti, scopare, farti fregare e parlare a lume di candela, puoi guardare le stelle.

Puó anche essere che alla notte ti prendano a calci nel culo fino a farti crescere le emorroidi sui denti, ma che vuoi farci amico? Io scopo e tu prendi legnate, tutto è bilanciato, non capisci? Non vedi che il mistero insondabile della mia scopata rimane assomiglia al mistero del tuo linciaggio, solo meno doloroso.


La notte restituisce al mondo il suo naturale mistero, si tratti di sbattersi una zoccoletta o raggranellare ceffoni in giro.

Cazzo come fai a non capirlo?

Ah, dici che adesso l'hai capito? Peccato ci siano volute le bastonate per farti entrare il concetto in quella pesante testa di cazzo.

Le cose nascoste fanno paura ed incuriosiscono, io alla sera sogno il mondo diverso da come me lo ricordavo, invece al mattino lo riconosco per quello che tecnicamente è :

Una merda.