sabato 29 ottobre 2011

Sirco Marconcelli





                             Premete play, stronzi.

Nato a Cattolica, in Emila Romagna, il grande pilota Sorci Marconcelli è morto l'altro ieri, investito da Rossino Volli un altro grande pilota e suo amico.
C'era una volta” iniziano di solito le favole, e c'era una volta un ragazzo che si divertiva ad andare a cavallo. era velocea molto veloce, non lo fermava nessuno, era alto il ragazzo, molto alto, tanto che avevano dovuto cambiare le bardature a tutti i cavalli montati nella sua carriera di fantino.
Aveva cominciato a montare i pony già in tenera età, che ancora aveva dodici anni, e già li aveva dimostrato grandi doti che lo avevano portato a salire in breve tempo di categorie, spingendolo, ancora giovanissimo a sferzare cavalli di ben altra taglia.
Campione del mondo! Sei campione del mondo!”
Gli aveva gridato il padre quando finalmente dopo un anno di gare era riuscito a vincere il campionato di categoria dei cavalli d'acciaio alti due metri e cinquanta al garrese.
Si papà, si papà!”. Sorci era iperattivo, e aveva sempre avuto una criniera di capelli castani e maestosi,
Il papà si chiamava Lapo Marconcelli e lo aveva seguito dall'inizio, incoraggiandolo ad ogni caduta.
Una volta il piccolo Sorci s'era schiantato contro un palo, rimediando una gamba rotta e parecchi graffi su tutto il corpo
Non correrò più papà! Mi Fa male tutto!vara ma què, so tut rot!”
Vuoi veramente mollare adesso?”. Disse papà Lapo accarezzandogli la gamba ferita.
La vita è una burlona sai? mette alla prova i suoi preferiti, a volte, per vedere quanto desiderano veramente quello che fanno, ora di fronte a te ci sono due strade, puoi rialzarti e riprovare, oppure decidere di abbandonare e andare da un altra parte, ma sappilo da adesso, nulla è gratis.”
Cosa vuol dire papà?” E gli occhi del bambino s'erano fatti seri,.Anzi per correttezza dovremmo dire “L'occhio” perchè l'altro era completamente coperto dal cespuglio di capelli che cadevano in ogni dove come un rovo di rampicanti.
Vuol dire figliuolo che anche se deciderai di fare il medico, potrebbe succedere qualcosa che ti farà male”
Un medico non può cadere dal cavallo, però” Ribatte il ragazzo, un po' confuso dal discorso del suo vecchio.
No, pero' un medico può sbagliare e fare male ad un paziente, un operaio può cadere da un impalcatura, e un pittore.. beh un pittore può morire di fame”
Il bambino non rispose, scostò il ciuffo di capelli dal viso e guardò negli occhi il padre, rialzandosi.
Ho capito papà” E risalì in sella al suo destriero, che pure lui zoppicava un po'.
Il tempo era passato in fretta e Sorci Marconcelli dopo aver vinto il campionato di seconda categoria di Galoppo, era stato chiamato da una scuderia famosa, la Grissin che gli aveva offerto di diventare il loro fantino ufficiale nella massima categoria di(gp) Galoppo libero, dove solo i migliori fantini guidavano sulla pista i migliori cavalli. I più grandi e muscolosi.
Ne era entusiasta, il sogno di una vita era diventato realtà, sua madre, una donna grassottella paziente aveva preparato la piadeina civolla e salsecca per tutti, gli amici erano venuti giù dal bar del paese per festeggiarlo.
Pacche sulle spalle,risate e abbracci. Bicchieri di vino rosso venivano riempiti e svuotati, gli amici dello storico bar “VaccaBoia” con la scusa della festa si disfacevano come fogne, sparando brindisi su brindisi, come manco mitragliette partigiane sui colli della seconda guerra.
Lapo, seduto ad un angolo appoggiato alla balaustra sorrideva soddisfatto anche lui, non c'erano nuvole quel giorno, nessuna che si potesse vedere, almeno, anche il proprietario della scuderia “Grissin” era felice, non era facile trovare campioni del calibro di sirco, ma il suo fiuto non l'aveva mai tradito, sarebbe sicuramente diventato il primo vincitore del Gp.
Il Campionato di Gp stava per iniziare, a Sirco era stata affidato il cavallo da corsa più grande della scuderia, il destriero si chiamava “ Tromba Marina” , e nessuno era mai riuscito a domarlo , molti si erano avvicendati alla sua guida, ma ineluttabilmente si erano ritrovati sbattuti a terra, uno dopo l'altro, insieme ai loro sogni di gloria.
Ma Sirco era un lottatore, il primo giorno entro nella stalla, fece uscire tutti e chiuse la pesante porta di mogano con su incise in oro le iniziali “M&g”, squadrò da lontano il cavallo ancora rinchiuso nella sua gabbia, e si sedette su una panca accanto a lui.
Il cavallo sbuffava dalle gigantesche frogie, orientandogli contro un respiro puzzolente di fieno e umido come la foresta amazzonica. Sirco lo guardò e parlò.
Io non ho paura di te, sai? So già che non sei cattivo, e non voglio nemmeno domarti, se è questo quello che credi”
Il cavallo smise di sbuffare e abbassò la testa, portando i propri occhi neri, scuri come il carbone e profondi come galassie all'altezza della chioma riccioluta di Sirco.
Io so che hai paura. Anche io l'avevo, una volta. So che hai paura di cadere e spezzarti una zampa, e di conseguenza diventare una fettina alla brace, ecco perchè non vuoi farti montare da nessuno, e non permetti a nessuno di entrare nella tua gabbia senza morderlo. Hai paura, e ti rispetto."
Ma volevo dirti che io non tenterò di salirti in groppa, se tu non vuoi, non ti forzerò, so però che l'unica maniera per non avere più paura è affrontarla, e vincerla."
"So che anche tu odi stare tutto il tempo rinchiuso, prendendo staffilate di quando in quando solo perchè la gente non ti capisce. Pensa agli onori che avremo quando vinceremo il Gp! Nessuno oserà più toccarti, se non per accarezzarti, diverrai il cavallo più famoso del pianeta, e nessuno, nessuno, vorrà fare bistecche di te."
All'udire queste parole il cavallo sollevò la testona e si girò. Per un attimo Sirco temette che stesse per scalciarlo via, poi Tromba Marina si abbasso sulle ginocchia di fronte , e aspettò.
Sirco aprì la gabbia, camminando come su un tappeti di fieno e letame, e passo sul lato sinistro del cavallo, per non infastidirlo, lentamente avvicinò la mano al muso dell'animale, che non lo aveva mai perso di vista, e lo toccò.
Uscirono insieme e trionfanti dalla stalla, i fattori sgranavano gli occhi, le fattrici vestite di bianco si portavano le mani alla bocca, estasiate da quello strano incontro di capelli e cavalli.
Tromba marina manteneva comunque un caratteraccio, rifiutava orgogliosamente qualsiasi sella, Sirco aveva tentato a convincerlo per qualche tempo, ma alla fine aveva accettato la cosa come una parte dell'accordo fra uomo e cavallo, e s'era adattato a cavalcare a pelo, cosa che rendeva ancora più stretto e profondo il legame fra i due.
E arrivò il giorno del Gp-

Ogni scuderia aveva costruito nell'ippodromo una stalla smontabile, tutte a parte quella di Sirco, che era arrivato nell'ippodromo giusto dieci minuti prima dell'ora della partenza, in sella a Tromba Marina.
Quella notte aveva dormito con il cavallo, sdraiato ad un lato della stalla, appoggiando la testa sopra un cumulo di trucioli di legno, preparandosi alla sfida del giorno dopo.
Ce la faremo, vedrai, e non ti succederà niente, perchè io sono con te. Anzi! Io sono te, in qualche modo, sento quello che senti, vedo quello che vedi, e spero esattamente in quello che speri tu.”
Il traguardo vedo, e vedo noi che lo tagliamo, primi e solitari, in barba a tutti quei lord inglesi e i loro purosangue, io sono il miglior fantino, e tu il miglior cavallo, non temere”.
Al via stavano tutti i più famosi cavallerizzi del mondo, c'era il grande Corr Tant un fantino Norvegese alto due metri e mezzo, in cima al suo destriero Tutstort, che sudava per lo sforzo, c'era il grande Cavallo Vabenn, che a causa del suo caratteraccio era l'unico cavallo senza fantino, e c'era anche il più grande di tutti, il famosissimo Rossino Volli in sella al suo cavallo, Granducato.
Volli aveva vinto nove volte il gp, era riconosciuto come il migliore di tutti, ma aveva pochi amici, perchè chi sale molto in alto trova sempre poca compagnia.
Ma Volli era nato nella stessa contea di Sirco e s'erano incontrati per caso, ad un abbeveratoio mentre si concedevano una pausa dagli allenamenti e s'erano subito messi d'accordo per una corsa lungo i colli della contea, una corsa amichevole, che s'era conclusa a casa di Volli, come si diceva in quella contea, a tarallucci e vino.
Erano amici fuori dall'ippodromo pero', in pista era un altra storia, e quando si videro
alla partenza s'abbracciarono, ma i loro occhi promettevano battaglia e spallate, nessuno dei due avrebbe fatto sconti.
Al via c'era anche il più temuto di tutti i fantini, non certo il migliore, ma il più aggressivo e duro, si chiamava Piedra Ferrosa, ed era nato in Messico, e si raccontava in giro che avesse imparato a cavalcare sui Coyote prima di riuscire a rubare il suo primo cavallo. Attualmente stava fieramente eretto sopra il suo “Malnacido” un Anglo-Arabo-Bastardo nero nero nero.

Ma ovviamente non c'erano solo i più grandi, fantini di ogni nazione e ogni colore erano venuti a difendere l'onore della loro scuderia e cercare un posto al sole della gloria, Edmondo Colica a in sella a “Sudore Freddo” ; Maccatto Lateca originario il fantino collezionista, in sella a “Tutankamon” il cavallo più vecchio del gp, e c'era persino Matu Salemme il Fantino più vecchio del Circus con il suo “Mosè”, e tanti altri ancora.

Sulla linea del via, tutti affiancati, possiamo riconoscere Volli, Marconcelli e Piedrosa, già pronti a scannarsi, Piedrosa è noto per le sue tecniche a, pi limiti del regolamento, roverà anche oggi ad avvantaggiarsi in maniera illecita?

Ma attenzione, vediamo Marconcelli avvicinarsi al Piedrosa, forse stiamo per assistere ad una rissa in diretta signori! Rimanete collegati, non possiamo certo perderci uno spettacolo simile, qui su Italia Channel! ma.. ma.. Marconcelli allunga la mano a Piedrosa, vuole salutarlo! Non s'era mai vista una cosa del genere, Piedrosa è noto per non avere amici, e nessuno ha mai desiderato stringergli la mano per paura di qualche strano imbroglio architettato dal sudamericano.

Piedrosa restituisce la stretta di mano, beh, non avevo mai visto una cosa del genere in vent'anni di telecronache del Gp, ma è anche vero che nessuno era mai andato a stringere la mano al Piedrosa!.

Tutti i cavalli sono allineati sulla linea di partenza, sbuffano e pitano dalle frogie e sbattono gli zoccoli per terra, come tamburi di guerra, i fantini guardano avanti, le orecchie tese a sentire la pistolettata dello starter.
“Tre, due, uno..”


BANG!”

E repentino un mulinio di zampe, polvere e fantini si solleva  e nasconde alla vista tutto quanto.
Polvere, polvere e polvere.Aolo polvere circondava i nostri attori.Personaggi di quella che avrete intuito essere una tragedia.
Usciti dal polverone usciva lentamente al trotto il gruppo dei cavalieri tutti ma non  più niente si muoveva, nel tempo nulla si muoveva.
Al centro della pista un corpo, immobile, stava.
Il suo cavallo, docile, aspettava si rialzasse, leccandogli il volto misericordioso.
Il papà lapo era arrivato più veloce del lampo, accanto al corpo del figlio, steso come una coperta sul selciato.
Nessuno si muoveva dagli spalti.
Sirco immobile stava al centro della pista.
Gli spalti erano silenziosi. Ed in silenzio dovremmo stare anche noi.
La morte è uguale per tutti.


Kurdt.

lunedì 24 ottobre 2011

Bloggers II La blogfest

      INTRODUZIONE

“Ciao Riva del Garda,
sono molto contento e onorato di ricevere questo premio.”

Queste sono state le parole di Giuliano Pisapia subito dopo aver scoperto di essere il vincitore di un premio come miglior venditore di aria fritta.

Questo è invece il modo che hanno i nostri eroi di presentare se stessi, la BLOGFEST (La SBROCFEST d'ora in avanti) l'evidenziato è il mio commento:



L’evento che riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione.

Che riunisce tutto, capite TUTTO ciò che gravita attorno alla rete e qualsiasi forma sociale di comunicazione, siano essa i segnali di fumo o una comunicazione privata fra vostra sorella e vostra zia riguardo una cura per le emorroidi.  Categoria “I cazzi tuoi”.


Tra gli appuntamenti: conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi.
Un grande spazio di socializzazione all’aperto, ad ingresso gratuito, nel quale incontrarsi, conoscere i protagonisti della rete.
I protagonisti della rete!cazzo! Gli oscar della rete diomaiale! Andiamo tutti insieme a gettare fiori su questi grandi protagonisti, ve li farò conoscere questi “protagonisti”.


E ricordatevi del termine “protagonisti” perchè è ricorrente.

Ogni anno si svolgono due grandi conferenze al quale partecipano – e hanno partecipato – i più noti personaggi della blogosfera e del giornalismo.

Massimo Mantellini 

Massimo mantellini fra tutti è il più decente, anche se a volte è di una noia mortale, ma quantomeno ogni tanto riesce a far ballare i concetti e creare qualcosa di nuovo, l'unico che non getterei dalla torre.

Diletta strozzangeli (Nickname che gli ho dato io)

è incapace persino di scegliere un accostamento di colori che non faccia esplodere le pupille al lettore, immaginatevi voi il resto.Ascolta Tiziano Ferro oltretutto.


Scrive praticamente solo di cose che ha già letto in giro da qualche parte, nessuna analisi  complessa per dire, niente di niente, il vuoto pneumatico, ma non è finita qui, il vuoto pneumatico circondato da una comprensibilità scadente. A capo messi a caso, virgole gettate dalla finestra e tanto altro ancora.


 Uno che si fa chiamare "Funky professor in the web" e avrei già detto tutto, ma se volete tuffarvi anche voi nel fantastico nulla di questo "professore" cliccate pure sul link.
Non troverete in nessuna degli ultimi post alcunchè di interessante, solo una lunga serie di presenze e partecipazioni, date e ovviamente, la SBROCFEST, un professionista della presenza web, zero contenuti, ZERO.

Guardate il numero di commenti per capire concretamente il livello della conversazione  di questo "giornalista" e paragonatelo con gente come Uriel, poi sappiatemi dire.


Nel corso delle tre giornate, nelle piazze e nei luoghi più affascinanti di Riva del Garda, si susseguono una serie di BarCamp a tema: ogni camp è autogestito e ha il suo wiki di riferimento attraversi il quale potersi iscrivere, proporre il proprio speech da 15 minuti e conoscere tutto quello che accadrà durante ogni singolo BarCamp.




Questo potrebbe addirittura essere interessante, se i blog camp avessero argomenti interessanti, invece, guardate con cosa abbiamo a che fare : 

                                                                     FOOD CAMP

Discussioni sul cibo. Perchè c'è bisogno di riunirsi tutti assieme e parlare di braciole e costolette,  piuttosto che a mangiarle-
Come dicevo nel precedente post sull'argomento, i food blogger sono una delle categorie che disprezzo di più.


                                                                         Music Camp.

E qui l'idea sarebbe persino interessante, visto che in teoria si potrebbero andare a sentire persone  che suonano live , figata! Magari scopriamo il nuovo Hendrix!

E invece no. (Come direbbe elio)

Figata sarebbe, si, ma solo in teoria, visto che la lista di tutti quelli che suoneranno è questa, a giudicare dalla loro Wiki, due persone. 

DUE PERSONE CAZZO! considerando che il limite per suonare è di dieci minuti a persona, fanno venti minuti di musica live, wow, già mi vedo la scena, quindici persone ad ascoltare, due poveri stronzi attaccano il jack all'amplificatore, danno volume, esplode l'amplificatore. Applausi d'incoraggiamento del pubblico (sette persone) completamente coperti dall'ululato dell'amplificatore morente. Nel frattempo attaccano anche i microfoni, che per non essere da meno vanno in Larsen, allontanando tutti nell'arco di duecento metri.

I due si esibiscono a cappella di fronte a due superstiti, mentre tutti gli altri si allontanano verso lo stand di slow food che inizia a distribuire le porzioni di macrobiotico (15 grammi di Seitan a testa)in attesa che suonino i frontman della serata, i lavalava boys.
Ma non fermiamoci qui e continuiamo la nostra discesa nell'averno.

 Il resto della roba è merda ancora peggiore, e ho detto tutto.


Un kindergarten attrezzato, sorvegliato e gratuito per tutti i bambini che accompagneranno i loro genitori al festival.

Muahahahahahahahahahrararararararaaahahahahaahahah  cazzo che ridere! quasi mi piscio addosso dalle risate oh, a momenti  uè.

Questo è umorismo chic che cerca di far passare il messaggio :

"Noi siamo diversi, noi siamo alternativi, perchè qui sono i poppanti a trascinare i genitori, mica seghe ehi! figata alternativa nucleare wow" 


E invece no, signori, siete tali e quali agli altri, con l'aggravante di essere ancora più stupidi.

Le serata evento del sabato sera è dedicata, ogni anno, alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Blog Awards: i trofei che premiano i migliori e siti e blog della Rete italiana.



Di questo ne parlerò in seguito.

A seguire il DJ-Set sotto le stelle con la musica suonata da Fabio De Luca.
E poi ancora: aperitivi, degustazioni, concerti, giochi e momenti di cazzeggio organizzato e non.
Riva del Garda, completamente wi-fizzata grazie al “Progetto L.U.N.A.”, darà la possibilità a chiunque di connettersi o raccontare in tempo reale la manifestazione, condividendo foto e video dei momenti più significativi della BlogFest.


"Raccontare in tempo reale la manifestazione". Suona figo no?
Invece è una merdata galattica.

Per raccontare qualcosa, a meno che tu non decida di ripetere a pappagallo quello che si Dice/Fa/suona, hai bisogno di tempo per digerirlo, analizzarlo e comprenderlo, raccontare "in diretta" qualcosa è una fesseria figlia del "webbz 2.0".

Piuttosto installate delle cazzo di telecamere, che quegli scarti umani con la tastiera non mi servono a nulla, non ho tutto il tempo del mondo


Un blogger 2.0 si prepara a dare il suo punto di vista.
I partecipanti potranno prenotare il proprio soggiorno grazie alla Rivatour (www.rivatour.it) e a Garda Trentino (www.gardatrentino.it) che si occuperanno di accogliere tutti i partecipanti nelle strutture alberghiere, rispondendo ad ogni tipo di esigenza e con prezzi per tutte le tasche.

Pagate, merde.I più poveri invece vadano in tenda sulla spiaggia, così appena si alza la marea li affoga e abbiamo finalmente qualcosa d'interessante da raccontare.

BlogFest: una festa, una gita di classe della “rete”, un raduno, puro divertimento.
Una classe di Ritardati si, ma alternativi.


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Ehi, questa era solo una traduzione fatta alla ben'e meglio dalla loro lingua, lo sbroccolese, alla nostra, l'italiano, lingua a loro sconosciuta.

Ma in ogni caso era solo l'antipasto, andiamo avanti che vi porto il primo il secondo e il dolcetto.

            LA PORNFEST & I BOCCHINI DI MACCHIANERA


La forma del logo è inconfondibile, è evidentemente una nerchia pronta ad essere ciucciata.
Incipit


La cerimonia di premiazione della settima edizione dei “Macchianera Blog Awards”: migliori siti e blog scelti e votati dagli utenti della rete. Presentano: Andrea Delogu e Gianluca Neri.

Questa è la spettacolare introduzione di quello che è il cuore di tutta la sbrocfest, ovvero le PREMIAZIONI.

"Le premiazioni" dei "Protagonisti" con la p maiuscola, la p di :

                             PORCAMADONNA CHE MERDA.

E badate bene che la mia non è semplice invidia, non sto studiando da vincitore di blogawards,  sono semplicemente stupito.
 "Questi tizi hanno fatto una manifestazione per farsi i bocchini tra loro " mi dico.

E la verità è che si, sono proprio questo, una comunità di tizi che si è presa fottutamente sul serio, tanto da creare una competizione anche dove la competizione non dovrebbe esserci, ovvero nello scambio di informazioni ed idee.

Ma cosa fate, prima andate cianciando a vanvera che la rete e democrazia, che rende obsolete un sacco di pratiche del passato, che permette di entrare in contatto anche a gente che non si conosce, e poi siete pronti a tirare su una festa piena di SPONSOR discutibili, comportandovi come il primo sarcicciaro di smadonnate sul greppio (In provincia di Riccione) alla sagra della sopressata?.


La sagra della sopressata che è poi quello che vi tiene assieme in realtà, unendo sensibilità così diverse sotto lo stesso comune denominatore, ovvero, signori, lui.
                                       IL BOCCHINO

Un importante blogger satirica vota per i macchianera nella categoria "cucina".


Non starò nemmeno a criticare il vostro ridicolo sistema di voto, per il quale chiunque voti deve votare in tutte le vostre seicentododici categorie, dimostrando una conoscenza enciclopedica di tutti i blog dell'universo.

Non starò nemmeno a spiegarvi quanto sia stupido aspettarsi che una persona con una vita, un amante o financo un gatto, riesca a leggersi e farsi un idea su un numero così sterminato di siti, anzi, sapete che vi dico? che ho calcolato il tempo per votare "Coscientemente" in tutte le categorie.

29 categorie con 10 scelte possibili per categoria, fanno 290 blog da leggere.

Calcolando che per farsi un idea minima di come scrive qualcuno occorre leggere almeno un paio di pagine scritte dallo stesso, diciamo che occorreranno almeno 10-15 minuti a blog, per farsi un idea, dieci minuti moltiplicato per 290 fa esattamente 2900 minuti ovvero più di 48 ore solo per valutare tutti i blog. 

Ovviamente la maggior parte dei vostri visitatori se ne fotte e vota perfettamente a caso in 28 categorie, votando solo nella categoria che voleva.

Al massimo avete ottenuto che la gente "comune" votasse seguendo le indicazioni di voto dei blogger più grossi, quindi niente di diverso dal mondo reale, quando invece va male, (e va male) avete ottenuto una pioggia di voti dati completamente a cazzo, potevate mettere un branco di scimmiette con dei pulsanti, soluzione che vi si addice perfettamente.

"Un utente della blogosfera decide se dare il voto a "Anonimous o Agcom in base a complesse valutazioni metafisiche di carattere semantico.



Insomma sono arrivato alla fine di questi due post riguardo la blogosfera, e alcuni di voi, sopratutto se arrivate da Macchianera e dintorni, crederete che io sia uno livido di invidia e rabbioso, ebbene no, sono solo uno che s'è stancato di dover schivare i vostri blog, annidati in ogni dove, mi sono stancato della satira di spinoza, passata come la "vera satira alternativa", mi avete rotto i coglioni con berlusconi, cari i miei Metilparaben, mi avete rotto il cazzo cari i miei blog letterari delle mie due artistiche palle, mi avete scartavetrato le gonadi, voi scimmiette, che avete votato :

1)Il fatto quotidiano
2)Repubblica
3)Il corriere della sera

Come migliori testate online.
 Siete solo dei criceti, come direbbe I&I :

Alla blogfest dobbiamo andare! ma dobbiamo andare verso destra o verso sinistra?

Ah, per finire volevo dire un ultima cosa:


                                         A me di Simoncelli non mi frega un cazzo.

sabato 22 ottobre 2011

I BloggerS (Prima parte)


 AVVERTENZA AI NAVIGANTI, QUESTO È UN POST DI DIMENSIONI TITANICHE, SE IL VOSTRO CERVELLO HA UNA SOGLIA DELL'ATTENZIONE DA PESCE ROSSO, CAMBIATE BLOG, O ANDATE AFFANCULO. 


Ma un opzione non esclude l'altra.

Questo è il tipico lettore di blog.


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Blogger blogger blogger blogger blogger blogger

"I" bloggher. Senza articolo non ha senso.

Ogni mattina un blogger si sveglia, è sa che dovrà linkare più velocemente del suo vicino, se vorrà partecipare alla Blogfest.

Ogni mattina la grammatica e la letteratura, si svegliano nelle mani di un blogger. Morte.

Ed io ogni mattina mi sveglio, prendo un caffè senza caffeina, azzanno una tavoletta di cioccolato e mi siedo alla mia scrivania, troppo bassa anche per un sardo quale sono, e, bestemmiando per il mal di schiena, apro il mio Feed Reader.

Per chi è stato su marte negli ultimi dieci anni, un feed reader è una roba che ti permette di aggiornarti sulle cose che scrivono i tuoi blogger preferiti.
E ogni volta sono sempre più deluso.
Originariamente, il blog, come me lo immaginavo io, poteva essere veramente una forma di liberazione delle idee impubblicabili, delle soluzioni letterarie ardite, fantasticavo su pittori rivoluzionari e fotografi di grande talento sconosciuti alle masse che pubblicavano le loro foto su blog, blog gallerie di foto e quadri, racconti e libri pubblicati su blog, articoli e notizie dati dal basso.
Sognavo un mondo dove i tecnici davano piccole lezioni di Chimica, Biologia, Matematica, Grammatica, Fisica, e tutto il resto per la gente comune, che magari, pensavo, ha dovuto lavorare tutta la vita e non s'è potuta istruire, poveretta.
Immaginavo che tutti fossero interessati e curiosi.
Inutile dire che non è andata proprio così, che il mondo ha seguito una via diversa, parallela, ma diversa.
                I BLOG E FACEBOOK

I blog erano qualcosa d'innovativo dieci anni fa,  possiamo definirli la prima forma di Social Networking. All'epoca erano già nate le “Catene di blog” ovvero un sacco di blog avevano liste di decine e decine di altri blog, la tal cosa rendeva più semplice ritrovarsi, era insomma un vero e proprio social network ante litteram.

Ovviamente in un marasma simile la maggioranza della gente pubblicava quasi solamente i cazzi propri, quelli che scrivevano robe interessanti erano pochi e nascosti nel mucchio del letame, Google non aiutava granchè perchè indicizzava (ed indicizza) principalmente sulla base di “Quanti link ha questo qui?” senza fare nessuna distinzione qualitativa (come potrebbe del resto?)

Quindi una serata di navigazione era passata principalmente a scremare il letame dal miele, e il letame è sempre molto più abbondante del miele, in una misura di dieci parti di merda per una di miele (e questo solo perchè non navigo in zone appestate, li il rapporto diventa anche 100/1).

Ricette di cucina, gente convinta che la pisciata serale del suo gatto sia poetica, altri che aperta la finestra di casa vedono le nuvole e s'illuminano d'immenso, vomitando le prime quattro strofe che gli saltano in mente, pittori che dipingono come dei bambini autistici investiti da un tir.
Merda, insomma, Merda scremata.

Con l'impressionante successo di Facebook credevo che il fenomeno si sarebbe fermato, e che quelli che sentivano l'impellente bisogno di farmi sapere quanto bella era la loro nuova moto si sarebbero gettati a capofitto in questa nuova ondata, vedevo Facebook come un grande inceneritore d'immondizia, e in fondo non avevo torto, anzi. Per i blog dovrebbe esistere una forma di datazione
A.F e P.F per rimarcare adeguatamente l'evento.

Insomma l'ottanta per cento dei blog era sparito, ed io ero felice come una pasqua, perchè vedevo solo un sacco di letame in meno tra i piedi, ma..

Ma non era rimasto molto altro.

Si, ok, non c'era più letame, ma navigando si vedevano ancora le buste lasciate dai naviganti precedenti, carcasse di blog abbandonati a se stessi, mezze divorate dai motori di ricerca affamati tipo Altavista,. Catene di blog infinite, chilometriche, che iniziavano con blog di ceramisti vampiri e finivano con coltivatori di zucchine di straforo.

Un mare oramai inquinato che non dava più nessun frutto degno di nota.

IL MARE DEL WEB E LE ACQUE PROFONDE

Eppure, per quanto in superficie la situazione fosse sconfortante, nelle acque profonde qualcosa viveva ancora, un ridotto numero di blogger continuava una lotta dura senza paura.

Come dei pesci lanterna (foto) essi si muovevano nell'oscurità più assoluta, sopravvivendo solo di scarpe usate, buste di plastica e occasionalmente, cadaveri di redattori gettati in acqua dalle superpetroliere “Mondadori” e “Feltrinelli”

Ma erano pochi, pochissimi, e si narra che alcuni di loro ancora si nascondano sotto quest'insegna : 
.


                    LE CATENE DI SAN BLOGGER

Come mai i blog interessanti sono così pochi? Una risposta può essere che la gente per trovare qualcosa si affida a Google, e Google, notoriamente valuta molto il numero di link che arrivana da altri siti, questo ci porta ovviamente ad avere in cima ai risultati chi ha più link, quali fattori spingono a linkare un blog?

Ecco i fattori pesati (a mio insindacabile giudizio)

  1. Chi esiste da più tempo 20% (Fattore "Nonni della caserma")
  2. Chi pubblica contenuti molto interessanti 10% (Fattore "Ma chi?)
  3. Chi strilla forte di aver trovato la cura per il cancro attraverso l'omeopatia aliena 15%  (Fattore stupidità )
  4. Chi relinka a sua volta 50% (Fattore "succhia tu che succhio anch'io")
    5 Chi lo sa? 5%

I dati sono stati ottenuti tramite indagine Istat, non sono quindi passibili di errore, abbiamo anche dato un occhiata all'auditel per essere sicuri che la massa media della popolazione sia rimasta mediocre come al solito.

Il relink selvaggio insomma la fa da padrone, personalmente ho ricevuto decine di inviti di “scambio link” che avrebbero dovuto migliorare il “Ranking” del mio sito, piazzandolo meglio, manco fosse un cavallo all'ippodromo, un cavallo da drogare con link, al posto di anabolizzanti.

Ma questa gente che voleva scambiare link con me scriveva di merda, cose imbarazzanti, con cui non volevo avere nessun legame, di nessun tipo, così rifiutai tutte le offerte, anche se le visite al sito languivano, quale sarebbe stata l'alternativa?

L'alternativa sarebbe stata dire di si allo scambio link selvaggio e ritrovarsi con un sacco di traffico in più da Google e da quella cerchia di Relinkers, un sacco di visite che sarebbero arrivate seguendo però delle vie che non volevo, cazzo.
Non volevo che associassero il mio nome con dei sistemi per l'allungamento del pene, ne, peggio ancora, con certi blogger complottisti dei miei coglioni, o ancora con il marciume di destra o sinistra, volevo solo che conoscessero quello che scrivevo, e allora ho sfanculato tutti, come potete vedere dalla mia minuscola Blog Cosa a sinistra.
Più d'una volta ho visto gente linkarmi, aspettandosi un compenso da parte mia, come se il link fosse un “regalino” da ripagare :

Tò, ti ho fatta la CASSEUULA che ti piace tanto! Magnatela!”

Ah beh amico, allora eccoti una bella fettina di salmone affumicato, dopo la tua Cassuela ci sta proprio bene!”

PUBBLICITÀ (Il mio gatto si chiama Neruda, non so se ve l'ho detto e ama il salmone. )

Io ovviamente ho dato un occhiata a chi mi linkava, e se non mi diceva un cazzo di niente, allora ho lasciato proprio perdere, se invece m'interessava, mi sono fermato a commentare, ho linkato SOLO quando veramente consideravo chi scriveva un eccellente aiuto per decifrare una qualche sfaccettatura della realtà, a prescindere dal fatto che mi linkassero o no.

Mentre questi dopo aver aspettato un momento variabile (4-12 giorni) e visto che non restituivo il bocchino, delinkavano, credendo di farmi un dispetto, senza capire che stavano facendo un dispetto a se stessi, se non gli piaceva quello che scrivo, cazzo linki?

Sono stronzo, penserete, dopotutto che differenza fa linkare chi ti relinka?

La differenza, ed è una differenza sostanziale, è che relinkare selvaggiamente chiunque vi linki ha formato la blogosfera come oggi la conosciamo, dandogli la forma di una grande, grossa, torta di merda. (Foto)

Merda si, ma d'artista.
Quando uno arriva sul vostro blog e trova venticinquemila link, ne apre uno e scopre che il tizio linkato è un handicappato, ne apre un altro e trova un monco, poi un cerebroleso, cosa credete che pensi? Penserà che siete delle merde fuse, voi ed i vostri amici bloggers, ma siccome non riuscirà a trovare di meglio (visto che avete occupato tutto il cazzo di spazio disponibile con i vostri relink) sarà convinto che la blogosfera è solo una grossa torta di merda fusa, con voi come ciliegine .
Degli stronzi.

Ovviamente non parlo proprio con voi, parlo con quelli che vi stanno accanto, tu, oh lettore, non praticherai mai il relink selvaggio, tu selezionerai attentamente tutti i tuoi link, però, GUARDACASO, selezionerai praticamente solo gente che ti linka a sua volta.

La formula per capire se un blog fa schifo al cazzo è questa :

Se la quantità di siti che linkano a loro volta è superiore al 50% allora nel 90% dei casi si tratta di merda.

Oh siete inclusi? Come mi dispiace! pero', allora, dovreste smetterla di succhiarvi il cazzo a vicenda, oh no?

Anche perchè i vostri feedback del cazzo influenzerammo positivamente Google, che vedendo un sacco di gente finire su un sito del cazzo dai vostri link del cazzo, piazzerà alle prime posizioni un sito del cazzo, rendendo il tutto un truogolo indicibile.

LA COMPETENZA


Di cosa scriverò è la cosa che si chiede qualsiasi blogger, prima di iniziare a scrivere. La domanda sembra semplice, ma la realtà ci conferma che la maggior parte della popolazione non sa un cazzo di niente, quindi di cosa potrebbbero parlare?

Ma è ovvio, sciocchini, DI SE STESSI!

Ed inizieranno a parlare delle loro vacanze interessantissime, posteranno le foto interessantissime delle loro vacanze avventura a stormogiallo sul Groppone in provincia di Cosenza, e vi racconteranno di quando hanno incontrato la vecchietta che stava svenendo sul marciapiede, e poi, e poi basta che sta già diventando troppo interessante, e LORO non sono interessanti, sono solo pedanti e fastidiosi come mosche con la sifilide.

Dovrebbe scrivere solo chi ha la competenza per scrivere qualcosa, o almeno chi desidera provarci, non credo che qualcuno di questi tizi ritenga, in buona fede, di poter interessare a qualcun altro.

Per scrivere bisogna conoscere qualcosa, devi sapere almeno di cosa stai parlando, magari sei un tecnico di qualcosa, uno scienziato, allora parli di quello, oppure ti interessi a qualcosa di particolare, allora mi parlerai chessò, di letteratura fantascientifica degli anni 50, o magari sei una persona abituata a riflettere e collegare fatti e cose apparentemente distanti, ed allora scriverai qualcos'altro, l'importante è che tu non faccia parte di quella cerchia di blogger che scrive solo e solamente cose già sentite- (Nietzche parlava di questa gente paragonandola a dei cerini, che solo quando vengono sfregati contro qualcos'altro s'accendono.)
 Quella categoria è la peggior merda di tutte, e se siete blogger, probabilmente ne fate parte.

Io no, perchè ho scritto questo testo, ciò significa due cose
1) Quello che ho scritto è vero, questo automaticamente mi classifica come interessante e veritiero)
2) Quello che ho scritto è falso e allora beh, chi cazzo se ne fotte di quello che ho scritto? Tanto sono tutte stronzate!.
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La seconda parte del post tratterà due argomenti :
BLOGGER E BLOGFEST (Com'è) CON FOTO!

COME DOVREBBE ESSERE

domenica 16 ottobre 2011

Lettera aperta di un pirata agli editori.

La pirateria digitale è uno degli argomenti più discussi e più discutibili, me ne sono occupato in passato e ancora 
più in passato.

Fino ad ora s'era discusso, complice anche una totale mancanza di mercato E-book, solo di musica e video (games), escludendo dal discorso il libro, che ancora adesso, per molti è solo quello cartaceo, da annusare, da aprire, ed infine, da bruciare.

Proprio il mercato del libro invece, alla luce dell'accordo Amazon / Mondadori  (e relativa legge anti Amazon) , è diventato particolarmente  interessante.

Con l'accordo Amazon Mondadori ci si aspetta un invasione di libri nella nostra splendida lingua, un aumento degli E-reader e com'era ovvio aspettarsi, anche un aumento della pirateria.

Gli editori hanno tentato di rimanere allineati e coperti, nascondendo la testa sotto il cuscino e ripetendo la cantilena del :

"Ehhh ma il libro di carta! che lo annusi pure, ma vuoi mettere! e poi ti ci piscia il gatto, e diventa quasi un cimelio!

"Ehhh ma agli italiani piace avere una biblioteca tutta per loro e non avere spazio nemmeno per grattarsi il culo!"

Ed infine la madre di tutte le affermazioni stronze sull'editoria, e sopratutto, sugli editori :

"Noi usiamo ancora i metodi tradizionali dall' 800, nostro nonno Mondadori impaginava a mano e leccava le pagine una ad una, nostro padre pure, e noi non ci venderemo ad una sporca multinazionale come Amazon ma difenderemo il piccolo negozietto sottoporta, ah dite che è già fallito perchè abbiamo aperto un megastore Feltrinelli? Beh, che si fottano allora "

Poi hanno finalmente deciso di muoversi quando hanno visto di essere rimasti gli ultimi a difendere un modello di business oramai morto e sepolto, e anche allora hanno deciso di puntare tutti sulla strada del Drm intrusivo, strada già dimostratasi fallimentare con la musica ed i Videogames, con il caso limite di Ubisoft che  ha inserito in molti suoi giochi una protezione che richiede di stare connessi per tutto il tempo di gioco.


Ovviamente la protezione è stata smontata in quattro e quattr'otto da qualche simpatica crew del terzo mondo, così che adesso siamo al paradosso che i possessori del gioco originale hanno più rotture di coglioni rispetto ai pirati.

Ma torniamo ai libri.

Sono sempre stato un grandissimo aquirente di libri, ne ho comprati di tutti i colori e di tutti i tipi, già da piccolo avevo speso assieme a mia madre migliaia di euro in libri, tanto che ad un certo punto credevo che fosse l'unico modo di spendere soldi.

"Mamma mi compri quelle scarpe Nike, che i miei compagni le hanno  mi sento un bambino del terzo mondo ?"

"No figliuolo, costano troppo, non abbiamo centomila lire per un paio di scarpe"

"Ah ok, capisco, siamo in tanti a casa, dopotutto"

"Ehi! però guarda quell'enciclopedia dello spazio! che figata! me la compri?"

"E come no!  costa solo cinquecentomila lire!"

Fu così che la mia casa divenne un vero e proprio magazzino idi libri, libri, libri, libri e libri, allego un paio di foto per farvi capire cosa intendo, altrimenti potreste non credermi.

Libri

                                                  Più  Libri (Notare che sono in doppia fila)
Ancora di più
!

Notare l'enciclopedia del bricolage, della medicina, le opere complete di freud, l'enciclopedia degli animali,  l'enciclopedia dell'astronomia e quella DELLA CACCIA E PESCA

Sono ovunque! sbucano dai fottuti muri.

E potrei continuare! senza considerare tutti quelli che ho comprato nei miei viaggi e pellegrinaggi, che sono altre svariate centinaia. 

Ho calcolato che la mia famiglia ha aquistato la discreta quantità di 7-10.000 libri da quando esisto io, dando ad ogni libro un valore standard di soli*4 euro,  significa che abbiamo speso 40.000 euro in libri.

Quarantamila euro cazzo! mio padre si sarebbe potuto comprare il macchinone! avremmo potuto fare una casa più figa, viaggiare attorno al mondo quaranta volte!

E invece no, grazie a dio.abbiamo preso diecimila libri. diecimila.
Ora il mio dilemma è questo; quando avrò un e-reader (tra una settimana) perchè non dovrei scaricarmi tutti i libri che possiedo in edizione cartace per il mio Kindle? oh si, certo, è illegale, perchè ci sono delle edizioni che bla bla bla, e bisognerà  pur pagare il povero beduino che scannerizza a mano tutti i libri.


Lavorare da Mondadori nel settore E-books è meraviglioso, quanta tecnologia!.

Ma io ho già pagato la licenza di tutti quei cazzo di libri, di molti dei quali l'autore è già passato a miglior vita da parecchio,  quindi a chi cazzo dovrei lasciare i miei soldi per la seconda volta? ai suoi figliuoli, sperando che diventino scrittori anche loro? alla moglie che lo incornava spingendolo al suicidio? ai nipotini e bisnipoti? (l'attuale legge sul copyright copre fino a 70 anni dalla morte dell'autore)

Ma cosa cazzo me ne fotte di tutta questa gente? quello che sto pagando, e che ho pagato SALATISSIMAMENTE è solo e solamente il contenuto, vuoi farmi pagare di nuovo? aggiungici lavoro, ad esempio:

1Una nuova prefazione ,corposa e interessante. 
  ma non del figlio dell'autore, per favore, che sono sempre degli elogi funebri, e nemmeno di Fernanda Pivano, (che per chi non lo sapesse è stata campionessa mondiale di prefazioni per tutti gli anni 80 e 90).

2) Fatemi pagare meno i libri degli emergenti, ma fateli uscire. Non continuate a pubblicare queste stronzissime e noiosissime saghe di maghetti del cazzo solo perchè Harry Potter ha colpito cento milioni di cerebrolesi. Fatemeli pagare, due euro.
convincetemi che vale la pena darvi quei soldi, fatemi vedere che non siete solo una monolitica ed inutile organizzazione truffaldina.

3)Fate il vostro cazzo di lavoro, dovreste selezionare, filtrare, valutare e soppesare i nuovi autori, correggere gli errori, sciogliere le incongruenze, sbozzare il talento grezzo e offrirmelo bello e pulito, altrimenti cosa cazzo esistete a fare?

4) So benissimo che oramai vi eravate adagiati su questa situazione di immobilità catatonica, pubblichiamo merda / pubblicizziamo merda / vendiamo merda.
Lo potevate fare fino a quando non è arrivata l'informatica a darci una mano, adesso non avete più il monopolio della distribuzione, chiunque potrebbe fare come e meglio di voi, ed a costo zero, ecco perchè odiate gli Ebooks, sapete che nel momento in cui essi si diffonderanno, non ci sarà più tutto quello spazio per le vostre burocratiche ed elefantiache clientele, non potrete più dire : 

"Questo lo pubblichiamo perchè si, e voi dovete pagare" 

"Ma dovrete dire :

"Questo lo pubblichiamo perchè è valido, abbiamo letto migliaia di scritti, e cazzo, questo spacca il culo, non ci credete? leggete il primo capitolo! è gratis!"


Voi, cari i miei editori. Cari Mondadori, Thea, Feltrinelli, Baldini e Castoldi, e tu, carissimo Einaudi! Quanto vi ho amato! quanto ho apprezzato il vostro lavoro, che permetteva a me, umile lettore, di leggere opere che mai avrei potuto  altrimenti. Quante nottate! e quanti regali ho fatto!

Possibile che non possiate più permettervi degli editor decenti, dei correttori di bozze, delle persone che leggano i libri che vi mandano i novelli Balzac?
So, non fraintendetemi, che la maggior parte della roba che mandano è merda fusa, ma cristo, è il vostro lavoro è separare l'oro dall'ottone (e possibilmente anche lucidarlo).
Invece vedo che state sottopagando i traduttori, e pensando solo a fare più profitti possibile, cavalcando l'onda della prossima moda, siano essa i Vampiri gay, i maghi albionici o i libri di faraoni o ufo, qualsiasi cosa venda allora va bene, anche se si tratta di Licia Troisi, anche se fosse Moccia, VENDE? allora è perfetto, anche se è merda.

Vendete pure la merda, ma investite una parte, una piccola parte, per trovare il nuovo Heminghway.

Ricordo, una volta, ero piccolo piccolo, erano gli anni novanta, e mia zia conoscendomi bene mi consegnò un libro a natale.Era "Il mago" di Ursula K. Le Guin, un libro meraviglioso, che ancora mi fa drizzare i capelli da quanto l'ho amato, ed era nella vostra collana "Junior". Un libro splendido, profondo, pubblicato confidando neI VOSTRI LETTORI, confidando che dei ragazzi di dodici anni avrebbero capito, magari non tutto, ma qualcosa si, e sarebbe stato abbastanza.

E i vostri lettori capirono, e ve ne furono grati, alcuni come me, ancora adesso.

Eppure quando mi arriverà il kindle sappiate che  isserò la bandiera nera, ci disegnerò un teschio, e piraterò anch'io, come i peggiori scrocconi. Leggerò i libri che m'interessano, e solo se saranno validi li pagherò, altrimenti, a metà libro premerò il tasto cancella, e vi maledirò per avermi fatto perdere del tempo prezioso.

Non ho ancora finito.

Scaricherò anche le edizioni degli ebooks che possiedo in cartaceo, cercherò per onestà  le stesse edizioni; non capisco come mai non posso possederle anche in formato digitale. quale sarebbe il problema? ho già pagato!
So bene che secondo voi questo è un reato, e farà di me un criminale, ma per me è semplice autodifesa.

Alienarvi le simpatie di quelli come me, di quelli che vi hanno sostenuto e portato avanti in mezzo a milioni di persone che non leggono un cazzo, è una pessima idea, e rischiate di pagarla molto cara in questi tempi digitali.

Noi siamo il popolo dei 52 o + libri all'anno, siamo stati noi a pagare le mercedes dei vostri figli, dopotutto.

Con (I)Mutato affetto il vostro:

Pirata Kurdt



*Cifra ridicola per chiunque conosca l'editoria italiana, dove possono rifilarti un libro di un autore pessimo a cifre superiori ai dieci euro.

sabato 15 ottobre 2011

Babele II



Come avrete capito l'incapacitá di comunicare é uno dei problemi che considero centrale.

Per lunghi periodi sono esistite zone in cui una lingua comune univa decine di sottoculture diverse, basti pensare all'impero romano, al Celeste Impero, o piú recentemente, al Commonwealth britannico.
Clicca per ingrandire

Il latino è stato la lingua comune da Cartagine a Bisanzio, da Londra a Roma, essere cittadini romani era segno distintivo e positivo (Civis Romanus Sum) e tutti i cittadini parlavano la lingua ufficiale (con il greco, prevalente nei territori orientali).
I dialetti locali ovviamente non venivano esclusi, ma il latino rimaneva la lingua di tutte le transazioni commerciali, e permetteva ai membri dell'impero di interagire senza troppe difficoltá.

Quindi, come mai se un impero come quello romano ha avuto una durata cosí lunga, non esiste piú una lingua comune? Perchè la gente è tornata ai dialetti locali in luogo di una COMODA lingua comune?
L'impero romano dopo aver raggiunto un punto di massima espansione attorno all'anno 70 con la conquista delle provincie della britannia, inizió un processo di maturitá e decadimento.

Come un corpo vivo venne attaccato da invasori esterni i "Barbari" (166-476 invasioni barbariche). 
Unni Vigoti, Ostrogoti, popoli che in altri tempi sarebbero state ricacciate a calci nel culo da dove venivano, ma Roma non era piú quella di un tempo.
L'impero romano cadde, questo peró non significó che le tradizioni secolari impiantate dai romani siano sparite in poco tempo, Carlo Magno chiamó il suo impero "Sacro e Romano", e il latino rimase la lingua della chiesa e delle istituzioni "alte" per molto tempo.
Perchè allora non si parla piú latino?
Esistono sicuramente varie ragioni che hanno portato alla sparizione del latino come lingua, e queste ragioni valgono per tutte le lingue *.
Intanto dopo il crollo dell'impero si ridussero le occasioni di utilizzo del latino, gli interessi da nazionali divennero locali, il tessuto sociale si sfilacció, le provincie granaio perdetteró lo sbocco per i loro prodotti, e lo stesso accadde con tutte le altre provincie´"specializzate" in breve tempo il latino perdette la sua utilitá diventando una lingua "colta" che era conosciuta solo da una parte della struttura sociale, quella piú ricca (ancora adesso al liceo si studiano Latino e Greco, e i licei vengono considerati scuole "alte).
Il latino in questo momento non era ancora sparito dal background culturale delle classi contadine e meno agiate, ma si stava mescolando (piú di quanto giá non lo fosse) con le lingue ed i dialetti locali, dando origine ad ibridi che si allontanavano sempre di piú rispetto all'originale, rendendo piú complicato capirsi fra le varie provincie.
Questo è a grandi linee la situazione storica nella quale si trovava l'impero romano al tramonto, ma la vera ragione per cui il latino, lingua ricca e duttile, è sparito, è l'ignoranza.
Si, l'ignoranza.
Intanto per quanto il latino fosse codificato e possedesse delle regole precise, queste regole non erano conosciute dalla maggior parte della popolazione, che non aveva accesso ad un istruzione, quindi lentamente "Ego sum" si è trasformato in "Yeo sum" (magari attraverso successive dominazioni) che sono andate ad intaccare la tradizione linguistica orale (l'unica alla portata della maggioranza) fino a rendere il latino una lingua cadaverica e putrefatta, sopraffatta da lingue moderne ed innovative, la lingua dei rutti, ad esempio.

Quindi se l'educazione fosse stata universale si sarebbe riusciti a conservare una lingua comune?

Francamente non credo. Ogni generazione apporta dei cambiamenti alla propria lingua, cambi che per quanto "inutili" sono fisiologici, come l'uso della "K" al posto della Ch", modifiche piú utili a marcare la propria identitá generazionale che a sopperire ad una reale necessitá.

E ovviamente non è un fenomeno limitato solo all'italia, Spagna ed Inghilterra ne soffrono nella stessa maniera

Es:
"Tonite" "K tal" "K fai?",

E credo di poter generalizzare per tutte le lingue alfabetiche, mentre non ho idea di come si siano modificate nel tempo lingue ideografiche come il cinese, so che ci sono state delle variazioni nella maniera di dipingere l'ideogramma, ma forse sono state meno incisive (se qualcuno di voi ne sa di piú a riguardo, apra la bocca, saró felice di modificare).
Le modifiche che la nuova generazione apporta alla lingua si stratificano e dopo un periodo in cui vengono osteggiate dalla vecchia guardia, entrano nell'uso comune (Il pneumantico è un errore comunemente accettato, oramai anche la Crusca lo ammette).

Esistono enti come l'accademia della Crusca, dedicati alla preservazione della purezza della lingua,
ma possono fare poco anche loro. Cosa potrebbero fare del resto contro orde di adolescenti armati di cellulare? Certo, una soluzione potrebbe essere impedire di utilizzare Social network/Blog/Strumenti di comunicazione a chiunque non sia capace di parlare e scrivere correttamente la lingua, istituire un reato di "insulto alla lingua ufficiale" punibile con tre/sei anni di reclusione, ma altrimenti, la guerra è persa.

Dobbiamo rassegnarci ad un futuro dove skrivero' Kosi.

Poi dovrem rasgnarc ad un Futur dov si skriv Ksy.

E anche li ci saranno quelli che romperanno i coglioni, ricordandoví che dopo la y ci va l'apostrofo.

Ma tanto non li ascolterá nessuno.


Kurdty' 

mercoledì 12 ottobre 2011

Babele


La storia di babele è certamente nota a tutti qua dentro, Babele era una torre del cazzo eretta dagli esseri umani per raggiungere Dio (con la D maiuscola) .

Dio nella sua omnicosiva saggezza decise che gli esseri umani erano un problema, certo, non lo avrebbero mai raggiunto, principalmente per motivi di tempo, ma cazzo, due ceffoni se li meritavano lo stesso.

Oltre ovviamente a vedere un richiamo alla storia dei titani e Zeus, non vedete quale superbo stratega sia stato dio nel punire gli esseri umani DIVIDENDOLI?

Giulio Cesare gli fa una sega a Dio.

Insomma dio prese e di punto in bianco cancelló la lingua comune parlata all'epoca, costringendo tutta la popolazione mondiale dell'epoca (Il 4000 A,c. Poco dopo della creazione del mondo, secondo la bibbia) a fermare i lavori per incomprensioni interne fra i vari membri dell'equipe.

Giá m'immagino la scena :

“Uè monta su quell'impalcatura e passami due o tre chiodi, Noé!”

“What?”

“No non otto, due o tre ti ho detto, ma che sei diventato scemo?”

“I don't understand”

“Ma COME CAZZO PARLI DIOCANE! PASSAMI DUE O TRE CHIODI, MADONNA MAIALA!”


“Ehi! Don't scream at me, I KILL YOU!”

“Ma che chili e chili, straccio di coglione, DUE O TRE TI HO DETTO!”
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Ora ovviamente quello che sta scritto nella Bibbia vale quanto una pisciata sul muro, e chi crede a certe stronzate farebbe bene ad unirsi alla Flat Earth Society, eppure c'è qualcosa di vero in mezzo ad una marea nauseante di stronzate.

In principio, quando ancora la popolazione umana era confinata a pochi milioni di unitá, esisteva una protolingua comune che univa tutti noi sotto lo stesso vessillo.

Ma ci si ammazzava lo stesso perchè esistevano giá i dialetti.

In ogni caso mi sono chiesto:

“Perchè se prima si parlava una protolingua comune, adesso non ci capiamo manco per il cazzo?”

E la mia risposta è stata :

“Perchè questi stronzi non erano stati capaci di codificare la loro lingua decentemente ne, cosa ancora piú importante, descriverne le regole PER ISCRITTO.

Ora sapete certamente che tutte le lingue attualmente conosciute hanno avuto origini e radici precedentemente, Il latino è il padre comune di Francese, italiano, spagnolo, portoghese,rumeno ed ha influenzato pesantemente tantissime altre lingue, come ad esempio, il tedesco e l'inglese.

Ma perchè non si parla piú latino allora, e non ci si capisce tutti ?

Perchè l'ignoranza è molto piú antica di qualunque lingua.

Immaginate una cultura in cui solo l'1 percento sia scolarizzato, in cui nessuno sa scrivere ne conosce veramente le “regole” della lingua che parla, avete una lingua che avrá delle mutazioni molto forti giá in una generazione, perchè il 99% delle persone è una capra.

In una situazione del genere basta anche solo una vallata a creare una variante dialettale di una lingua, dategli un paio di generazioni ed avrete due popoli che non si capiscono, ad una vallata di distanza, non è un caso dopotutto che le nazioni vengano delimitate spesso da barriere naturali, le alpi ne sono solo un esempio, ma sono validi anche fiumi, o mari.

Adesso stiamo assistendo esattamente a questo fenomeno in sudamerica e U.s.a.
In sud america giá si parla uno spagnolo bastardizzato, con una serie di dialetti diversi a seconda della nazione, ma del resto neppure il Castillano è lo stesso di quello di Leon y Castilla, cosi come noi italiani non dialoghiamo piú nel dolce stil novo, se non ve ne foste accorti.

Presto (storicamente parlando) ogniuno di quei dialetti si evolverá in una lingua a se stante, come è stato per il latino a suo tempo, e in sudamerica nessuno capirá piú un cazzo di niente, almeno fino a quando un altro impero creerá un altro dominio incontrastato.

“Wow-”

Ora, c'è qualche imbecille che se la tira elogiando cose come: “La complessitá e la ricchezza delle lingue”, sottointendendo che avere molte lingue sia una cosa buona e giusta, addirittura desiderabile, beh, generalmente questi fessi di lingue ne parlano solo una, e non si rendono conto che le stesse cose che puoi dire in italiano le puoi dire anche in spagnolo, tali e quali.

Che differenza c'è a dire Vaffanculo o Vete a tomar por culo?

A me non fa alcuna differenza, posso usare un termine o l'altro a piacere.

Non fa alcuna differenza dire “It's raining cats and dogs” piuttosto che: “sta piovendo a catinelle”il concetto è lo stesso, che ora gli inglesi lo esprimano parlando così piuttosto che dicendo che piovono bambini arrosto cosa cazzo me ne frega ?
Sicuramente ci sono differenze tra una lingua e l'altra, e il ritmo dell'inglese è superiore a quello dello spagnolo, e la musicalità dell'italiano è migliore di quella del tedesco, che dal canto suo, ha una teutonica solidità strutturale che lo privilegia se devi parlare, ad esempio, di filosofia (non è un caso che praticamente tutti i grandi filosofi dell'ultimo secolo fossero tedeschi).
Ma volete mettere questi pseudo vantaggi con il gigantesco vantaggio di poter comunicare con chiunque? non c'è paragone, riuscire a comunicare in un idioma comune annullerebbe di colpo decenni di stupide lotte, non tutte e non immediatamente, ma sparirebbero buona parte delle problematiche nate dall'incomprensione, e rimarrebbero solo le problematiche serie, soldi, confini e rapimenti di donne, come ai vecchi tempi.
Questa è solo la prima parte, nella prossima vi dirò come si "dissolvono le lingue e come l'ignoranza sia la matrice comune della loro scomparsa, ma intanto scannatevi nei commenti per dirmi cosa ne pensate, branco di debosciati.
Kurdt.