domenica 26 febbraio 2012

The underdog Part V


Visto che l'ultima volta sono stato costretto ad offrirvi un po' meno del solito, oggi per rimediare ve ne offro un bel pò di più, regalandovi tutta la conferenza stampa di preparazione all'incontro.
Ci avviciniamo al momento clou, e la tensione si fa palpabile nell'incontro fra i due antagonisti. Da lontano possiamo quasi intravedere il ring dove si concluderà tutto.

Come sempre, la musica la offro io.

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L'hotel Baobab era diventato famoso per essere stato costruito completamente in legno.
In legno le stanze, in legno il tetto, in legno anche le piscine. l'incubo definitivo per un pompiere.

Marco e Bernard erano arrivati in anticipo, passarono i controlli di rito e si diressero verso la sala stampa che si trovava nella hall dell'hotel, al secondo piano.

Un ruggito si diffuse per il corridoio -GROOOAAAAARRRR- , Marco si fermò di scatto e disse : “Checcazzo era questo? Non mi dirai che quel ritardato di Murray s'è portato dietro un leone da passeggio o qualcosa del genere, vero?” Bernard sbadigliando indicò un altoparlante piazzato in alto nella congiunzione fra la parete e il tetto : “è stato quel coso là serve per impressionare i turisti.
E i vecchietti con le coronarie fragili come te. Non avere paura vecchio, se arriva un leone vero ci penso io” .
Marco non sembrava affatto rassicurato e continuava a camminare spedito, le braccia parallele ai fianchi e le mani strette a pugno. Bernie lo aveva buttato giù dal letto ad un orario barbaro e non aveva ancora avuto il tempo di mangiare qualcosa.
“Sta tranquillo , vedrai che andrà tutto come previsto; e se proprio va tutto in merda, dovremo solo scappare, facciamo le valigie e andiamo in Groellandia, o in Lapponia, dove non ci conosce nessuno” Disse bernard.
Marco non rise : “Eh, se ci scoprono è la fine, siamo fottuti, rovinati! finiamo in mezzo ad una strada, i bambini ci sputeranno addosso, sarà peggio che essere un ebreo in egitto” Bernard rise dell'elenco di catastrofi : “ Cazzate vecchio, tu hai sempre la tua palestra e un sacco di soldi sotto il cuscino, io mi metterei ad allenare giovani talenti. Se ci sei riuscito tu ci può riuscire chiunque”.
Marco pareva concentrato su tutte le possibli disgrazie che potevano derivare dal loro piano, Bernard invece sembrava estasiato della situazione, come un bambino che ha combinato una marachella all'insaputa dei genitori, e che sta aspettando di vederne i risultati.

Alla fine del corridoio si arrivava alla sala stampa, le sedie erano già sistemate in lunghe file a partire dal palco da cui avrebbero parlato i due pugili. Al centro del palco stava la bilancia per il controllo del peso e due piccoli pulpiti di legno da cui lui e Gene avrebbero ricevuto il fuoco di fila delle domande.
In prima fila, come gli aveva consigliato la sera prima stava Mike, era in anticipo come concordato.
Era vestito in maniera impeccabile e reggeva in mano un registratore.Mentre gli passarono accanto
Mike gli fece l'occhiolino, con un espressione da scienziato pazzo che lo fece preoccupare. Sarebbe veramente riuscito ad essere credibile o si sarebbe fatto beccare?
Mike era sempre stato una testa calda sin da quando si conoscevano, in quel momento gli ritornò alla memoria la volta in cui diede fuoco ad un banco della classe. L'insegnante gli aveva chiesto di ripulirlo dagli scarabocchi, gli aveva dato dell'alcool e uno straccetto, lui per tutta risposta aveva inzuppato il banco e l'aveva acceso, scatenando l'isteria della professoressa e le risate della classe. Quella bravata gli era costata una settimana di sospensione dal St. James, questa sarebbe potuta essere molto più cara.

La sala stampa era anch'essa costruita completamente in legno, il tetto era di fuscelli intrecciati che formavano un cono che risaliva fino a raggiungere il centro, dove una luce molto potente simulava l'effetto del sole, doveva assomigliare ad una capanna, nell'idea dell'architetto. Assomigliava
invece all'idea che un architetto ha di una capanna, pensò Bernard.

“Guarda chi sta arrivando Bernie, parlando di disgrazie” Disse Marco, facendo cenno con il capo in direzione dell'entrata.
Erano Murray, Gene e la loro coorte ; Murray precedeva di un paio di passi, Gene stava giusto in mezzo, e un paio di gorilla neri come il carbone chiudevano la carovana.

Salirono gli scalini che portavano sul palco e presero posto sul tavolo. I tavoli erano situati giusto dietro i due pulpiti, in maniera da formare una V rovesciata e poter essere tenuti sempre d'occhio dai giornalisti presenti. Erano piazzati uno di fronte all'altro e avevano cinque posti ciascuno, con i nomi in bella vista.
“sbruffoni di merda”Sbottò Marco “Che bisogno hai di portarti le guardie ad una conferenza stampa? Sei un cazzo di pugile maledizione, dovresti essere tu la tua guardia del corpo!” Bernard non lo stava ascoltando, era entrato in modalità combattimento appena aveva visto il suo bersaglio, e lo andava fissando in attesa che l'altro se ne rendesse conto.

Gene infine incrociò il suo sguardo. Gli occhi di Gene, piccoli e azzurri, lo puntavano come un lupo punta un cervo prima di azzannarlo. Ma Bernard non era certo indifeso. Sillabò muto, senza emettere aria, una sola parola :

“V-A-F-F-A-N-C-U-L-O”.

Lo fece lentamente, scandendo attentamente ogni lettera, così che il suo avversario potesse leggergli le labbra con comodo , Gene invece che arrabbiarsi RISE. Inaspettatamente, platealmente, facendo voltare tutta la troupe di giornalisti verso di lui, a vedere cosa fosse successo. Non era comune sentir ridere quell'uomo. La sua risata arrivava come un eco oscuro risalito da chissà quale caverna.
La folla di scribacchini che fino a quel momento si era preoccupata di prendere posto e scambiare convenevoli con i colleghi arrivati da tutto lo stato, improvvisamente taceva, dando ancora più risalto a quella risata. Come una merda di cane risalta sulla neve bianca. Poi la risata si spense come era arrivata, all'improvviso, lasciando la sala nel silenzio.
Bernard prese posto sul tavolo di fronte a quello di Gene, senza smettere di guardarlo.
La sfida era già cominciata, l'atmosfera era elettrica e tutti i presenti se n'erano resi conto, nessuno parlava.

Fu Bob Yale, il moderatore della conferenza a spezzare l'incantesimo, prendendo il microfono e annunciando con una voce da cantante gospel :
“Well well well! Vedo che i nostri due galletti da combattimento hanno già iniziato a beccarsi! Non so voi, ma io sono e-le-ttri-zza-to da questa sfida! Una sfida fra uno dei pugili dalla carriera più lunga nella storia degli Usa, Bernard Hopkins e l'attuale campione del mondo, l'imbattuto Gene Paul, forse il più grande picchiatore che abbia mai calcato il nostro palcoscenico.” Yale si guardò attorno per accertarsi di aver conquistato l'attenzione della platea; c'era riuscito alla perfezione, tutti gli sguardi erano ormai rivolti verso di lui. Solo quelli di Bernard e Gene Paul erano ancora incastrati l'uno nell'altro.

“Se fossi un commentatore di Teatro direi che due grandi ballerini non possono dare origine ad altro che ad un opera eccezionale, ma signori, sapete una cosa? Non sono un fottuto commentatore di Opera, e questi due bestioni seduti là non sono due cazzo di ballerini ma due macchine assassine, due mitragliatrici di pugni, due panzer pronti a darsele di santa ragione sul quadrato solo per il vostro piacere! Quindi prima di cominciare, vi prego di concedere un applauso ai nostri due campioni!”disse, e si sposto di lato, per permettere all'applauso di travolgere i due seduti. L'applauso arrivo abbondante come una grandinata di proiettili, anche i giornalisti aspettavano quel combattimento da mesi, alcuni battevano i piedi per terra, altri, sopratutto dal fondo della sala, urlavano, si senti persino un “Hopkins merda!” e un “Gene frocio!” Poi la situazione tornò a viaggiare sulle rotaie che Bob Yale aveva preparato con cura.
Bob Yale era riconosciuto come il miglior commentatore sportivo della storia della boxe, era stato la voce di tutti i più grandi incontri degli ultimi quindici anni e un tempo era stato anche un modesto pugile. Prese nuovamente la parola : “ Bene, ora che abbiamo completato le presentazioni, vediamo di espletare le formalità del peso per passare prima possibile alle vostre domande. Il primo a Pesarsi sarà Bernard Hopkins” Bernard si alzò e andò alla bilancia. Non aveva mai avuto problemi con il peso, di solito era addirittura un chilo sotto quello richiesto, così che non si tolse neppure le scarpe e salì sulla bilancia.
“ Settantanove chili e trecento grammi ” strillò l'addetto. Bernard tornò al suo posto e fu la volta
di Gene paul. “settantotto chili e seicento grammi” strillò l'addetto, mentre Gene si rivestiva.
Era più alto di lui di quasi una decina di centimetri, cosa che rendeva il suo allungo temibile.

“E ora finalmente posso darvi in pasto ai leoni ragazzi” disse Yale ai due pugili. “Sarà una serie di tre domande al massimo, si comincia con Gene Paul.
Gene e Bernard andarono al loro posto sui due pulpiti da cui avrebbero risposto alle domande.
Di fronte a loro si stendeva un mare di mani sollevate.
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Il primo fu un giornalista della Abc Sports :
“Signor Hopkins” disse “gira voce che lei abbandonerà la boxe dopo questo combattimento, è una voce veritiera? E cosa ha in programma di fare dopo? Bernard sorrise e rispose :
“Si, è così, vorrei andarmene da campione del mondo, non so cosa farò dopo, forse comprerò una fattoria e mi darò all'allevamento di galline polli e maiali”
“Quindi da per scontata la sua vittoria?” il giornalista stava cercando di punzecchiarlo, erano tutti uguali dopotutto, per loro era solo un gallo da combattimento. Ma era troppo esperto per cadere nel tranello, sarebbe stato lui a dirigere le danze.
“Non posso perdere contro un incapace simile, ho vinto quella corona tre volte di fila, e l'ho difesa decine di volte, se volete la mia opinione, è una vergogna che stia in mano ad un incapace come quello ”. indicò Gene Paul con un movimento della mano, come se stesse gettando della spazzatura nel cestino.
“Grazie signor Hopkins” disse il giornalista.
“Ok ragazzi, il prossimo”disse Bob Yale. Prese la parola un giornalista con la faccia da gambero e l'accento del sud. era Nick Malone, lo conosceva per averlo incontrato decine di volte a decine di conferenze diverse. Sapeva di non andargli troppo a genio, pare avesse scommesso un sacco di volte contro di lui e avesse generalmente perso.
“Sig Hopkins, spero che la mia domanda non sia considerata impudente. Non teme di essere troppo vecchio per questo combattimento?”
Malone era un figlio di puttana, ma la domanda non lo coglieva di sorpresa :

“Hey Malone, prima di accettare il combattimento ne ho parlato con mio nonno noventenne, per chiedergli un consiglio, beh sai che mi ha detto?” Bernard si mise le labbra tra i denti come fossero una dentiera e risucchio le guancie verso l'interno della bocca : “ Mi ha detto – se n-n-on lo prendi a calci nel culo t-t-t-tu, Bernard, toccherà a-a- me farlo! Diventerò c-ca-campione del mondo io cazzo -”. La folla di giornalisti era scoppiata a ridere, Bernard guardò in direzione di Gene, per vedere come l'aveva presa. Lo stava guardando dall'inizio della conferenza, il suo sguardo era passato dal “ti spacco la faccia” al “ti uccido dopo averti spellato e bruciato le palle con metallo bollente” passando per “ti strappo il cuore e te lo infilo nel culo” . Al momento la sua incazzatura era fuori scala. Non aveva nessun senso dell'humor.

“Ok, il prossimo” disse Yale, ridacchiando divertito.

“Sig. Hopkins? Ma lei è sicuro di poter sconfiggere suo nonno?” Disse Malone senza dare ascolto a Yale. Era l'unico che non aveva riso, si credeva una sorta di mastino del giornalismo, e stava tentando di metterlo all'angolo.
“Non credo amico, mio nonno è un duro. ma Gene Paul non ha speranze contro di me, posso organizzargli un combattimento contro mia sorella al massimo ” Gli piaceva questa conferenza stampa.
Malone modellò le labbra in un espressione di disgusto, scribacchio qualcosa e finalmente decise di fargli una domanda sensata : “Teme l'allungo di Malone?” “Io non temo l'allungo di nessuno, sapete qual'è l'unica cosa che temo? Temo che quella gallinaccia laggiù scappi la sera del combattimento e mi lasci solo sul palco, ma non vi preoccupate, ho un repertorio di barzellette che vi piacerà sicuramente.” Nuove risate scossero la hall, Gene Paul era rosso di rabbia. -Ottimo- pensò Bernard.

“Sig. Hopkins, sa che la danno quindici a uno?” Chiese Arthur Jonhson del New of the blood La più influente rivista di pugilato della west coast.
“Arthur, dovresti essere contento, hai l'opportunità di guadagnare un sacco di soldi senza alzare neppure un dito, non fartela scappare! Non hai idea di quanta gente si mangerà il cappello giovedì notte. E sai una cosa? Il mio allenatore s'è giocato 100.000 cucuzze su di me, sai perchè? Perchè sa che spaccherò la faccia a quel fantasma ” Dietro di lui era appeso il cartellone pubblicitario dell'incontro. Diceva :
Il fantasma contro L'esecutore.
Il fantasma”. Quel nomignolo s'adattava perfettamente alla figura alta e bianchiccia di Gene.
Seguirono un altro paio di domande, tutte poco interessanti. In fondo quando dei giornalisti fanno delle domande in una conferenza come quella stanno solo chiedendo “riuscirai a rompergli il naso?” tutto il resto era solo circo, una parte di quel circo di cui lui aveva deciso di far parte.
“Benissimo Bernard, credo che abbiamo finito” disse Yale : “è ora di lasciare la parola al tuo avversario, scommetto che avrà parole d'amore per te” scherzò.

“Ok, la prima domanda va al signor Wozniak della associated Press” disse Yale
Mr Gene, volevo chiederle cosa pensa di quello che ha detto Hopkins. Crede di poter vincere e mantenere immacolato il suo record di vittorie? Crede di essere il favorito?” Gene Paul non aspettava altro, la sua faccia si ruppe in mille rigagnoli di rabbia, come se una qualche diga interiore si fosse finalmente rotta e avesse permesso l'affluire copioso di sangue tossico al cervello.

“SE LO BATTO? IO NON LO BATTO! IO LO AMMAZZO! GLI STRAPPO IL CUORE CON LE MANI NUDE E POI GLI CAVO GLI OCCHI! GLI SVITO IL CRANIO E POI GLI PISCIO IN BOCCA, CAPITO? Urlava, le vene del collo erano grossi serpenti tesi che s'infilavano nel cranio, solo per pompare nuova rabbia e nuove grida.
E qual'è la sua strategia per sconfiggere nonno Hopkins?” Disse il giornalista, per mantenere l'atmosfera giocosa che aveva retto fino a quel momento, purtroppo non aveva fatto i conti con il pessimo umore di Gene :
Tu, razza di coglione dovresti stare zitto. Quelli come te dovrebbero stare nei campi di concentramento a farsi contare le costole, figlio di puttana, non credere che dimenticherò la tua faccia, ce l'ho qui, stampata in testa, aspetta solo che ti becchi fuori e vedrai come...”.
Yale intervenne a fermare il fiume d'insulti : “Ok ok, sig. Wozniak, grazie per le sue domande. Ora è il turno di.. oh beh, è il tuo turno. si tu, in prima fila vestito di grigio, con il braccio alzato, vestito
con un gessato grigio. Come ti chiami e per che giornale lavori?”
“ Mi chiamo Albert Gore, lavoro per lo-York Times- ”Rispose il giornalista seduto in prima fila. Era Mike finalmente. La fortuna girava dalla loro parte.
“Bene, ma fai attenzione a quello che dici, oggi il nostro Gene è piuttosto suscettibile” Disse Yale ascigandosi il sudore che creava fiumi che brillavano sotto i potenti riflettori.
“E tu Gene, per favore, stai calmo, avrai tempo sul ring per sfogarti” Gene assentì e la parola passo a “Abert Gore”.

“Signor Gene, dicono i maligni che lei abbia tentato di evitare fino all'ultimo il combattimento con Hopkins. Si dice che il suo manager “lou rey” Murray avrebbe preferito di gran lunga “sugar Samson” come avversario, e che siate stati costretti ad accettare Hopkins all'ultimo momento a causa della sconfitta di Samson, è vero?
-Bravo Mike- esultò interiormente Bernard –Sei perfetto -

“sono tutte cazzate” disse Gene, tentando di trattenersi per non esplodere nuovamente : “ e lo dimostrerò sul ring giovedì, spaccando la faccia di quella scimmia. Non esiste che una scimmia scesa poche settimane fa dall'albero di banane possa battermi”. Bernard poteva leggergli in faccia la lotta fra la voglia di insultare anche Mike e quello di apparire come “l'uomo bianco civilizzato” di fronte a tutti quei giornalisti, Bernard lo aveva già umiliato abbastanza con la dialettica, stava tentando di recuperare terreno.
“Oh com'è coraggioso” disse Mike con un aria da professionista scafato così credibile che nessuno dei presenti avrebbe mai potuto pensare che solo il giorno prima avesse venduto cipolle e pomodori all'angolo con la fifth Avenue.

“Bene Gene, in quanti round lo butterà giù allora? Fai come Alì e dicci quanto ci vorrà! Quanti round ci metti a batterlo eh Gene?”
Era una trappola, ma Gene era troppo arrabbiato per accorgersene, sorrise invece come se gli fosse stato fatto un complimento e disse : “ Quattro round e lo mando al tappeto, ci potete scommettere tutti i soldi che avete, e pure la pensione” e mostrò a Bernard il dorso della mano con le quattro dita tese a schernirlo.
Era suo. Riflettè bernard, senza dare peso al gesto, era il momento di colpire duro.
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“Ehi Gene!Ehi! Gene tu non riusciresti a durare cinque round sul mio stesso ring nemmeno se ti reggessero in piedi. Scommetto che non sei capace di reggere cinque round nemmeno a letto con tua moglie, povera donna” Gli urlò bernard dal su parlatoio, provocando un altra esplosione di risa convulse tra la folla.
Il viso di Gene passò dal bianco cadaverico al rosso lampone, uscì dal pulpito e si lanciò su di lui, travolgendo Yale e facendolo cadere giù dal palco gambe all'aria.

Bernard uscì dalla gabbia di legno e si mise in guardia preparandosi allo scontro, Gene gli stava addosso. Per un attimo si ersero l'uno di fronte all'altro senza muoversi, come se il tempo si fosse fermato.

Fu Gene a partire, sferrò un calcio all'altezza del ginocchio, Bernard lo schivò facilmente facendo un passetto indietro, gene continuo con una serie di pugni di poco fuori misura, che Bernard schivava con la testa, tenendosi ben lontano dal sinistro. Non aveva paura, ma era saggio non rischiare di incassare un pugno a mani nude una settimana prima dell'incontro.

Continuò ad indietreggiare schivando i pugni che arrivavano fino ad arrivare al bordo del palco, al prossimo assalto avrebbe dovuto saltare. Gene non gliene lasciò il tempo e si scagliò di peso contro di lui, in una posa plastica che ricordava molto da vicino superman. Un superman morto da qualche giorno.
Bernard si scostò sulla sinistra e afferrò il braccio, strattonandolo per farlo cadere di sotto, poi con una mezza torsione del busto invertì i ruoli e mise Gene sul bordo,lo spinse di sotto. Gene gli si aggrappo alla camicia, trascinandolo a terra.

Finirono avvinghiati di sotto, rotolando. Gene gli morse la mano con cui gli stringeva il collo, Bernard urlò per il dolore e dalla mano inizio a scorrere copioso il sangue, sistemò un sinistro preciso alla mascella, costringendolo a portarsi le mani alla faccia per difenderla, non riuscì a metterci la forza che voleva, ma fu sufficiente a liberarsi dalla presa. Scivolò ad un lato, tenendosi la mano ferita e rimettendosi in piedi, pronto a continuare.

Murray e Marco arrivarono in quel preciso momento, ogniuno a difendere il proprio pugile e nel caso di Marco, anche il proprio migliore amico, mentre nel caso di Murray, solo a difendere un ottimo investimento.

“Cosa cazzo fai idiota!” Gridò Murray a Bernard, indicando il suo pugile “Hai paura dell'incontro e vuoi colpirlo adesso alla sprovvista, eh pezzo di merda?” Bernard gli indicò la mano sanguinante e il dito medio. “Fottiti Murray, ha cominciato lui, non rifiuto mai un invito simile”
Gene si era rialzato sembrava contento di quello che era successo, e molto più rilassato : “cinque round duri sul ring, bastardo. vedrai come ti combino! ti raccoglieranno a pezzi per lo Hudson”

Era stata eretta un muro di cinta umano per dividerli, Bob Yale era risalito sul palco,sul quale ormai stava da solo, la giacca bianca era sgualcita e sporca per la caduta, aveva perso gli occhiali e gridava nel suo microfono, inviperito-
: “ Bene ragazzi, la messa è finita, andate in pace fuori dalle palle! Ah se becco quel Albert Gore, giuro che gli faccio mangiare il suo taccuino di merda!” gettò a terra il microfono e si rivolse alla security, un gruppo di ragazzi che dovevano pesare ad occhio e croce un centinaio di chili a testa, che già erano occupati a tenere distanti Bernard e Gene. “Portate fuori i due campioni grazie

Uno degli scimmioni appoggio una mano sulla schiena di Bernard, invitandolo a seguirlo, solo per toglierla dopo aver incrociato il suo sguardo tagliente, “toglimi quella mano di dosso, ritardato, non ho bisogno di essere accompagnato all'uscita da quando ho cinque anni, levatevi dal cazzo”.

I gorilla quindi si limitarono a circondare lui e Marco come fossero il presidente degli stati uniti e il suo vice e si diressero verso la porta, uno confidò in un orecchio a Bernard : “ben fatto signor Hopkins, dia una lezione a quello sbruffone giovedì”
e gli battè una mano sulla spalla.
Con la coda dell'occhio Marco Vide Mike uscire con tutta calma dalla porta principale, nessuno si era accorto di niente, a parte forse il vero inviato dello York Times, ma anche lui era stato troppo occupato a preparare il suo pezzo per pensare a chi fosse quel collega che non aveva mai visto prima in sede.

Fuori dall'hotel Marco e Bernard si sedettero sul marciapiede di fronte, si diedero il cinque e scoppiarono a ridere fino alle lacrime : “Ben fatto Ragazzo mio! Ben fatto! Abbiamo mezza vittoria in tasca. Adesso sta tutto nelle mani di dio” Disse Marco. “Sarebbe a dire nelle mie no?” Rispose bernard, indicandosi sollevando entrambi i pollici all'altezza degli immensi pettorali e sollevando un sopracciglio interrogativo.
Marco ricominciò a ridere : “Sei proprio un idiota” sghignazzò-

CONTINUA 

PART VI
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Kurdt Agus

11 commenti:

  1. Bello bello.

    Dai, che vojo er sangue! :)

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    1. Adesso arriva, adesso arriva. Purtroppo sto lavorando veramente giorno e notte, purtroppo ho accettato ( dopo essermi ripromesse che MAI PIU! lo avrei fatto, di lavorare in animazione fino al 24 Marzo. Questo significa che sto dedicando al racconto TUTTO il pochissimo tempo libero che ho, ma prometto che lo finirò, e prometto che vi piacerà-

      Kurdt.

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  2. Ottima musica.

    E gran bella conferenza!
    La rissa tra Bernie e Gene m'è proprio piaciuta!

    ps: una cosa, quando Yale da il via alle domande dice "si comincia con Gene Paul" e poi però le domande vengono rivolte a Bernie. Può darsi che tu abbia invertito qualcosa o ho capito male io?

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    1. Vero, domattina correggo tutto. Grazie.

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  3. Risposte
    1. Domani notte la avrai.

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    2. Sei una sòla...
      Vabbé, finora ne é valsa la pena di aspettare il nuovo capitolo, é dagli X-Men di Claremont che non sto così a rota...
      Non é che hai messo su un giro di scommesse clandestine sull'incontro per il titolo e stai facendo alzare la posta?

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    3. No, scusa, c'é qualche problema con la datazione dei commenti, il mio é di Martedì 1, il tuo di Martedì 4...
      In ogni caso : DAI CAZZO!

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    4. No amico, solo ho ricominciato a combattere anch'io,in più lavoro circa undici ore al giorno.

      Posso dire di stare accumulando materiale per la storia. ^^

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    5. Però prometto su quanto ho di più caro ( ovvero le mie palle) che ne varrà la pena di aspettare.

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  4. Fighissimo, divertente.

    Beh, come ti promisi nella prima parte del racconto, ecco qua una roba vergata da me. E' solo l'incipit, ma mi piacerebbe sentire il parere (e i moccoli, se necessario) di un altro...

    https://annexiarebel.wordpress.com/2012/03/04/841/

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Di un pò quel cazzo che ti pare. Ma ricordati che ti osservo.