domenica 5 febbraio 2012

The underdog


 Cari lettori, questo è un racconto che pubblicherò a puntate cercando di pubblicarne due spezzoni alla settimana fino a quando non finirò, suggerimenti e critiche sono ben accetti, anzi, apprezzati. Considerate che è una prima stesura e mancano, ovviamente tutte le finezze, se incontrate errori o qualcosa che credete stoni, o suoni male, ditemelo, lo correggerò.
Grazie ragazzi.



                                               Poi dicono che la chitarra classica è noiosa.


“Fai colazione con noi stamattina?” Disse la donna appoggiando la tazza fumante sul tavolo.
“Appena torno tesoro, appena torno” disse l'uomo infilandosi felpa e guanti, poi apri la porta ed uscì correndo nella fredda mattinata d'aprile.

L'uomo si chiama Hopkins ed è nero come il carbone e largo come un armadio. Corre per le strade di new york tutte le mattine almeno  un ora e mezzo quando ancora il sole non ha fatto capolino fra i palazzi e i grattacieli, e le macchine non hanno ancora invaso le strade trasformandole in camere a gas a cielo aperto.

A momenti corre, a momenti rallenta e lancia una serie di diretti e di jab fendendo l'aria, si abbassa e schiva, colpisce di nuovo, ricomincia a correre.

Sulla via del ritorno si ferma sempre di fronte ad un negozio di frutta e verdura all'angolo tra la st mary school e la fifth avenue.

L'inferriata della porta è semichiusa, un uomo sta portando dentro delle cassette di cocomeri, trasportandole a spalla.
“Ciao Bernard, come va l'allenamento stamattina? E gia che ci sei puoi darmi una mano con quelle cassette? Lo sai che sono vecchio” salutò il negoziante.
“Mike, non sei vecchio, abbiamo fatto le scuole assieme cazzo” disse Hopkins afferrando una cassetta di pomodori
“Si ma tu sei immortale, io invece invecchio insieme a questo rudere di negozio” Disse mike, iniziando a sistemare i cocomeri per la vendita. “e senti un po' , com'è che si chiama quello sfortunato che ti troverai davanti la settimana prossima? ” “Si chiama paul, e non è un poveretto mike, picchia come un fabbro ed è il campione del mondo in carica, stavolta lo sfidante sono io” disse Hopkins appoggiando la cassetta di pomodori su un malandato espositore di legno .

“Mah, poveretto lui che non ti conosce. in ogni caso cosa posso darti vecchio mio?”
“Dammi un casco di banane mike, e non chiamarmi vecchio cazzo, e vieni a vedere la conferenza stampa dopodomani”
“Ok vecchio, tieni le banane, e niente soldi, promettimi però che una di quelle finisce dritta nel culo di quel Paul”
“Tranquillo Mike, gli romperò tutti i denti, per riconoscerlo dovranno fargli la prova del dna” Hopkins abbraccio il vecchio amico, afferro la busta che gli porgeva e ricominciò a correre, perdendosi come un ombra nell'oscurità.

Marta aveva già fatto colazione e stava sdraiata sul divano ascoltando il telegiornale del mattino.

“Le nostre truppe al fronte sono state impegnate oggi in una dura battaglia contro i talebani al confine con l'iraq, il conteggio dei morti è 400 a 1 per noi, e ora il messaggio del presidente ai soldati impegnati al fronte .” diceva l'anchor man della Cnn , con uno squittio da topo-
Marta si porta la mano alla bocca e sbadiglia. “Sempre le stesse notizie cazzo”. E fece per alzarsi dal divano e spegnere la televisione.

“E passiamo ora allo sport” A udire questo Marta si sedette nuovamente e alzò il volume quasi al massimo : Tutto il mondo del pugilato è in trepidante attesa dello scontro fra lo sfidante Bernie Hopkins e il campione della categoria mediomassimi Gene Paul. Abbiamo intervistato Paul ieri sera, ecco qui l'intervista.

Sullo schermo un giornalista stava in piedi di fronte ad un uomo slavato e magro. Il giornalista gli arriva a malapena alla spalla,
“Salve signor Paul, tra una settimana si terrà l'incontro per la difesa del suo titolo mondiale, ci dia la sua opinione sul risultato" disse il giornalista allungandogli il microfono sotto il naso, schiacciato da centinaia di cazzotti.
.
Paulik afferrò il microfono e urlò : “ Vincerò cazzo, ci puoi giurare amico, sono venuto fino a qui per prendere Hopkins a calci nel culo, e non la smetterò fino a quando non lo vedrò sbattere i denti per terra, quel vecchio di merda”
“Eppure si dice in giro che il suo manager, Lou Rey, abbia cercato fino all'ultimo momento di evitare Hopkins come sfidante, pare che gli preferisse “zucchero” Samson, cosa risponde a queste voci di corridoio, è vero che ha paura di affrontare Hopkins?"

La porta della casa si aprì con un clangore e Hopkins entrò, rivoletti di sudore scendevano lungo la fronte.

“Io a quel tizio gli spacco il culo, capito?” Paul aveva afferrato il microfono e stava urlando di fronte alla telecamera con il viso contratto e gli occhi da triglia spalancati : “Hopkins cagherà topi morti sul ring, non riuscirà neppure a vedermi i figlio di puttana, gli gonfierò gli occhi così tanto che dovranno strappargli via le sopracciglia per non lasciarlo cieco, e EHI HOPKINS, LO SO CHE MI STAI GUARDANDO CAZZO, RICORDATI CHE TI SPACCO IL CULO, NEGRO DI MERDA!”

“Mr Paul, non può parlare così in televisione, per favore, mi restituisca il microfono, la prego”

“Sai dove te lo puoi infilare il microfono eh? Ora te lo faccio vedere dove te lo devi mettere il microfono , e tu spegni quella telecamera di merda”

“Ehi signor Paul, lasci la telecamera! e tu raccogli quella telecamera, ehi ehi! fermate quel pazzo!”
L'ultima immagine riprendeva il piede di  Gene Paul che si avvicinava allo schermo, dopodichè solo statica.
“BBzzzz”
"ci scusiamo per l'inconveniente, le trasmissioni riprenderanno appena possibile" stava scritto sullo schermo

Marta ruppe il silenzi.
“Quello sembra proprio cattivo tesoro, riuscirai a batterlo?”
“Cazzo se ci riuscirò Marta, quelli come lui sono i più facili, can che abbaia non morde, ricordatelo.” disse
Bernard aggrottando le sopracciglia “Già” rispose Marta abbassando lo sguardo.
“Ehi, e poi ricordi quando ho combattuto contro Hackman eh? Lo davano favorito tre contro uno, favorito, arrivavo come underdog e al terzo round gli ho aperto un solco in quella grassa faccia di merda, ancora adesso non lo ha dimenticato ” disse Hopkins.
“Avevi venticinque anni allora Bernard, ora ne hai venti in più,”
“Smettila di dire cazzate Marta, piuttosto è passato l'italiano a chiamarmi?”  “Mark dici? No, non è passato, da queste parti non lo vedo da una settimana ”
“Si chiama Marco, non mark, è italiano, i suoi genitori venivano da un posto con un nome strano, tipo "Falconara Marittima" e lui ne è orgoglioso, anche se non parla più italiano di me" 
"Si si, ok, comunque di qua non è passato nessun grassone Italiano a cercarti prova a passare in palestra magari lo trovi li" Hopkins prese la rampa di scale che portava in camera sua e dal piano di sopra rispose 
: " mi cambio e vado". "Ma non fai colazione Bernie?" "appena torno tesoro, appena torno"
                                      
                                   "The underdog Gym "


Questa scritta capeggiava sopra una porta in legno che portava appeso un cartello con scritto “8:00 – 22:00”, Bernard l'afferrò e spinse con forza, i cardini erano vecchi e il legno era deformato, diede un calcio alla base della porta, aprendola di botto.

La palestra era piccola e illuminata,di base era solo una grande stanza quadrata che comprendeva due file di sacchi, corde appese alle pareti, ed una palla francese ad un angolo. Sul muro di fronte a lui erano appesi un paio di punching ball.
Una lampada più potente delle altre scendeva dal soffitto ad illuminare il quadrato del ring. Un uomo stava fumando seduto all'angolo del ring .
“Marco,vecchio pezzo di merda, non si fuma in palestra , me l'hai insegnato tu, grassone bastardo” 
"Hey Bernie, proprio te aspettavo sai? sono rimasto qua tutta la notte a pensare". Marco spense la sigaretta in un posacenere pieno di mozziconi e continuò :" fa freddo qui la notte, ma evidentemente il freddo fa bene al cervello, perchè ho capito come puio prendere a calci nel culo Gene Paul, garantito".
Hopkins arrivò sotto il ring all'angolo dove stava seduto Marco, si aggrappò ad una corda e salì.
"Ora sembro io il secondo e tu il pugile,  cazzo sai che ti dico? secondo me dovresti combattere tu contro Gene Paul, "disse  Bernard e sorrise, pensando all'idea del suo grasso secondo a ballonzolare sul ring.
"Smettila di dire stronzate e mettiti i guantoni, apri quelle gigantesche orecchie da negro che ti ritrovi che ora ti spiego come non farti massacrare da quel bastardo" 

                               Continua. .  -------------- - Part II





8 commenti:

  1. "Marco,vecchio pezzo di merda, non si fuma in palestra , me l'hai insegnato tu, grassone bastardo".

    Non può essere, ti sbagli: io in palestra c'ho sempre fumato :)
    Aspetto sviluppi prima di dare un giudizio definitivo e complessivo. Per ora l'inizio c'è, ma ancora non so dove vuoi andare a parare. Resto in attesa.

    Maroc

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    1. Però su pezzo di merda grassone non hai detto nulla ^^

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  2. Non male, Kurdt, non male! :)
    Due cose che a mio avviso, stonano:

    Hopkins viene chiamato Bernard dal suo amico fruttivendolo e Bernie dal giornalista; non è più probabile il contrario? Ovvero che l'amico usi un diminutivo ed il giornalista il suo nome completo?

    Poi Hopkins torna a casa ma non fa colazione. Lui torna a casa e dopo qualche battuta se ne va in palestra. Questo nonostante lui avesse detto che, al ritorno, l'avrebbe fatta.

    Per il resto, figo! Son curioso di sapere come si può spaccare il culo al Signor Paulik...

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    1. Grazie topo, hai ragione sui entrambe le cose, ora penso a come cambiare il tutto per dargli un senso migliore, danke. :)

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    2. Prego, Kurdt!
      Piuttosto, una domanda OT: ma hai tolto la whitelist? Ora i commenti devono riessere moderati.

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    3. Non ho tolto la witelist, ho solo tolto Disqus perchè mi stava dando più problemi che vantaggi, e non credo ci siano wite/black list sulla moderazione di Blogger, quindi mi tocca moderarli tutti, piccolo fastidio anche per quelli buoni, come te, che sono la maggioranza.

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  3. Qualche appunto:
    "L'uomo si chiama Hopkins, ed"

    , + congiunzione, meglio evitarli.

    Poi qualche venialità come refusi, accenti e apostrofi mancanti ma non li dico che poi sembro uno stronzo pignolo.

    " un uomo sta PORTANDO dentro delle cassette di cocomeri, PORTANDOLE a spalla"

    ripetizione

    mmm i dialoghi... forse andrebbero un pelino ritmati, spezzati.

    "perdendosi come un ombra nell'oscurità della notte"

    ma non era l'alba?

    "diceva l'anchor man della Bbc, con una voce da"

    da...? E poi se siamo a NY non sarebbe più plausibile che guardino la CNN? (opinione opinabilissima, eh)

    E direi nient'altro da segnalare. Magari si può caratterizzare meglio, descrivere la situazione del quartiere (anche se in realtà la merda si è spostata dal Bronx vero Harlem e cittadine dell'hinterland newyorkese) ma questa è solo una forma grezza, l'hai detto, quindi ok. Un piccolo dubbio: se Hopkins è una specie di animale a quanto ho capito, perché l'avversario è "magro e slavato"? Sai, le categorie di peso...

    Promette bene, poi a me le storie sul pugilato mi son sempre piaciute, tempo fa ne scrissi una breve.
    Vediamo come si evolve la trama, sono curioso.

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    1. Ok, ho corretto un paio delle cose che mi hai segnalato, grazie. Purtroppo è una forma grezza, vi sto trattando un po' come beta tester.
      Dopotutto è gratis ;)

      Paul è magro è slavato pur stando nella stessa categoria di peso perchè è più alto, Hopkins è "largo come un armadio" non è alto. Personalmente mi sono trovato più di una volta a combattere con gente "magra e slavata" nella mia stessa categoria (superwelter) solo che erano più alti di me e con un eccellente allungo.

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Di un pò quel cazzo che ti pare. Ma ricordati che ti osservo.