martedì 7 agosto 2012

I limiti delle risorse

Qualche giorno fa su Facebook mi sono imbattuto in una discussione piuttosto accesa che riguardava un libro, il famoso "Rapporto sui limiti dello sviluppo" di Donatella Meadows.

I toni erano aspramente critici, per chi non sapesse di cosa tratta quel libro, dirò semplicemente che è un rapporto redatto nel 1972 dal Mit, su commissione del "club di roma" .


  1. Se l'attuale tasso di crescita della popolazione, dell'industrializzazione, dell'inquinamento, della produzione di cibo e dello sfruttamento delle risorse continuerà inalterato, i limiti dello sviluppo su questo pianeta saranno raggiunti in un momento imprecisato entro i prossimi cento anni. Il risultato più probabile sarà un declino improvviso ed incontrollabile della popolazione e della capacità industriale.
  2. È possibile modificare i tassi di sviluppo e giungere ad una condizione di stabilità ecologica ed economica, sostenibile anche nel lontano futuro. Lo stato di equilibrio globale dovrebbe essere progettato in modo che le necessità di ciascuna persona sulla terra siano soddisfatte, e ciascuno abbia uguali opportunità di realizzare il proprio potenziale umano.


Il Mit utilizzò per queste previsioni una serie di parametri, ovvero Inquinamento, risorse, popolazione, cibo e produzione industriale, il modello risultante "base" è questo. 

Scenario base, esistono nove scenari, basati su differenti assunti.


Gli scenari sono basati su differenti assunti, modificandoli si ottengono diverse configurazioni delle curve a campana. Non ho intenzione di trattare approfonditamente quali siano questi scenari, se volete farlo, potete leggere il libro, oppure ancora, leggere wikipedia, che ne fa un discreto sunto.

Voglio invece dirigere la discussione su un campo più utile e praticabile, ovvero, il concetto di programmazione dell'uso delle risorse disponibili. 

Le risorse possono essere divise in due grandi categorie

1) Risorse non rinnovabili : Petrolio, combustibili fossili, metalli rari come Uranio e terre rare, sono NON rinnovabili, ovvero, una volta che sono finiti, sono finiti. 
2)Risorse rinnovabili : Il sole, il vento sono rinnovabili, ovvero non si esauriranno se non in tempi planetari (e tra cinque miliardi di anni, avremo ben altri problemi, se ancora esisteremo come specie) 

Ci sarebbe da aggiungere una terza categoria, ovvero quelle risorse che sono rinnovabili, ma se vengono sovrasfruttate, finiscono per sparire. Fanno parte della categoria il pesce e gli animali, per esempio. Un esempio classico di sovrasfrutamento sono i Bisonti americani, oppure le risorse ittiche, che vengono sovrasfruttate da metodi di pesca molto efficienti, ma privi di un adeguata programmazione.

Il rapporto sui limiti delle risorse è un primo tentativo di modellizzare in maniera più o meno precisa le conseguenze dell'oversfruttamento delle risorse. Ma senza dei casi di studio, il discorso sarebbe assolutamente campato per aria, prendiamo quindi ad esame una risorsa non rinnovabile molto famosa e molto utile :

                                             IL CASO DEL PETROLIO


Suppongo che tutti sappiano a grandi linee cosa s'intende con petrolio, ma credo che ben pochi sappiano bene come venga prodotto, e QUANTO ne viene prodotto. Iniziamo col dire che la qualità più pregiata di petrolio si chiama light Crude, ed è la più pregiata per la sua "purezza" e la facilità della lavorazione, Lo sfruttamento massiccio del petrolio come risorsa energetica ha reso il 900 un secolo ricco, e ha anche permesso l'aumento della popolazione fino ai livelli attuali, 
La produzione di petrolio era molto ridotta agli inizi, ma è aumentata quasi esponenzialmente, con un piccolo rallentamento durante la crisi energetica degli anni settanta, ma ancora più interessante è una cosa,le previsioni sulla durata della risorsa fatte da un geologo, M.k. Hubbert. 

Questa previsione è risalente al 52, ma possiamo dire che è abbastanza attuale.


Hubbert fece anche una previsione che riguardava la produzione di petrolio degli stati Uniti, una previsione perfettamente in linea con quello che poi fù la realtà. 



La curva verde indica l'efettiva produzione, le altre sono differenti previsioni basate su dati leggermente diversi, da notare che le previsioni sono state fatte vent'anni prima dell'effettivo declino della produzione Usa.

Ora sappiamo che il petrolio è in esaurimento, ce lo dimostrano due cose, la prima l'aumento del prezzo, una produzione non più in aumento da ormai cinque anni, e sopratutto la tendenza delle grandi compagnie ad andarlo a cercare in posti e tecnologie sempre più "difficili". 

Con posti difficili intendo giacimenti Off Shore, i poli, e l'utilizzo del fracking, che consiste nell'estrarre il petrolio dalle sabbie bituminose, frantumandole, con un mostruoso dispendio di acqua, con un rendimento molto più basso rispetto al petrolio liquido estratto dai pozzi convenzionali. 

La tecnologia può darci una mano?

La risposta è Ni. Perchè la tecnologia applicata alla produzione di petrolio può permetterci di sfruttare più in fretta i pozzi, consentendoci di avere una produzione ai livelli attuali per un tempo più lungo, ma questo si paga con una caduta della curva di produzione più ripida.

Facciamo un esempio, prendiamo un campo da calcio e seppelliamo delle monete preziose sotto terra, ad altezze diverse, seppelliamo diciamo 1000 monete. 
Poi diamo delle pale a dieci ragazzi e mandiamoli a cercarle, potremo notare come all'inizio la velocità di recupero delle monete sia elevata, Diciamo che in dieci giorni i ragazzi troveranno 500 monete, ok?

Ora il decimo giorno forniamo ai ragazzi dei metal detector, per aiutarli a trovare le monete, probabilmente troveranno le altre 500 monete in due giorni, esaurendo completamente la risorsa monete. Questo è ovviamente solo un esempio semplificato, ma applicabile alla realtà attuale.

Gli economisti 


Una delle critiche più usate quando si parla di questo argomento è : "l'età della pietra non è mica finita per mancanza di pietre".

Tralasciando la differenza di distribuzione e concentrazione della risorsa "pietre" e della risorsa "petrolio" (solo un economista potrebbe paragonarle), gli "economisti" partono da un assunto religioso :

                   "Il mercato risolverà tutto"

Si tratta di un affermazione priva di fondamento, ovviamente, il mercato non ha nessuna capacità di decisione propria, al "mercato" non interessa un cazzo di quanto petrolio ci sarà domani, quanto sarà utile, ne se converrebbe razionalizzarne la produzione, il mercato decide solo il prezzo della risorsa.

Che poi un aumento del prezzo faccia scendere la domanda è ovvio, lo abbiamo visto succedere, ma non mi pare che fino ad ora abbiamo avuto una qualche soluzione dai mercati. La verità è che le teorie economiche non tengono in considerazione la limitatezza delle risorse, per gli economisti un bene quando raggiunge un prezzo troppo alto, viene sostituito da uno migliore, a prezzo più basso, peccato che per alcune cose non ci siano attualmente risorse a prezzo più basso equivalenti.

Dire che la soluzione alla crisi del petrolio e delle risorse in generale arriverà dai mercati, equivale a grandi linee a dire :

              Se preghiamo intensamente Allah ci salverà 


Insomma gli economisti sono delle teste di cazzo, per chi non l'avesse capito.

Detto questo, passiamo all'estremo opposto dello spettro, ovvero : 

                 Gli ambientalisti sbroccotronici

Gli ambientalisti sono una piaga sociale che ormai, diciamolo, ha rotto il cazzo. Purtroppo sono anche la maggioranza. Sono quelli dei cani di Green Hill, quelli che vegan e bello, che la scienza è il male, che i pannelli fotovoltaici no, l'eolico no, il nucleare nemmeno, quelli che alla fin fine come dicevo, hanno rotto il cazzo e dovrebbero essere castrati.

L'ambientalismo è ok, dovremmo sempre ricordarci che viviamo su un pianeta che non possiamo permetterci di disintegrare, mentre lui potrebbe fare tranquillamente a meno di noi, questo però non significa tornare all'età della pietra, ma trovare delle soluzioni.

Tra queste soluzioni, una delle tante è utilizzare le risorse in maniera ragionevole, senza sperare in miglioramenti tecnologici (almeno fino a quando non si presentano davvero) e razionalizzare le risorse per farle durare il più possibile (sempre fino a quando non si trova un valido sostituto.)

Questo purtroppo non è qualcosa che possa essere fatto dai mercati, che si comportano grossomodo come un branco di locuste psicopatiche, fino a quando non esauriscono tutto il verde a disposizione, sia anche una maglietta.
Questo si fa con uno stato presente e capace di prendere a calci nel culo gli economisti e gli ambientalisti sbroc. 

Punto.

Kurdt.

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