venerdì 23 novembre 2012

Sulla produttività e altre cazzate




Oggi è stato firmato da alcuni sindacati e dalla confindustria un accordo che dovrebbe servire a rilanciare la "produttività" del sistema Italia, e allinearci con i concorrenti europei, consentendoci di superare la crisi e arrivare dritti dritti nel paese del bengodi.

Produttività.

Mi piace la parola “produttività”. Ha lo stesso suono di una fonderia che funziona a tutta potenza e sforna centinaia di listelli d'acciaio fumanti, o di un generatore che spruzza energia elettrica, di una città illuminata. Si, a me piace la produttività.

Ci sono due modi per aumentare la produttività, uno è quello di ridurre I costi operativi, di modo da aumentare la quantità di prodotto, ad esempio si riducono gli stipendi dei lavoratori dipendenti, si riduce la spesa per la mensa aziendale, si elimina la sicurezza, eccetera eccetera.

L'altro modo per aumentare la produttività è semplicemente aumentare l'efficienza del processo produttivo, ovvero, di solito, innovare, comprare nuovi macchinari che consumino meno energia e necessitino di meno personale, utilizzare una coda di produzione più rapida, pianificare meglio il magazzino, e tante altre cose che renderanno inferiori I costi di esercizio.

Efficienza. Anche questa parola mi piace, suona bene. Mi fa pensare alla differenza fra una casa ben coibentata, con doppie finestre e riscaldamento a pannelli radianti, e una casa piena di spifferi che ti congelano il culo.

Immaginate la casa coibentata che viene riscaldata con pochi Kw all'anno, invece la casa piena di spifferi viene riscaldata con dieci negri che pedalano sopra delle biciclette collegate a delle dinamo che fanno funzionare dei radiatori.

Chissà come mai, leggendo il testo dell'accordo mi viene in mente la faccia di Monti che dice, con voce nasale :
          “ Italiani, è ora di salire su quelle cazzo di biciclette, dobbiamo riscaldare il paese!”


L'accordo me lo sono letto, è scritto in maniera così stronza da essere interpretabile, l'unica interpretazione giusta è la mia, che ho ricevuto direttamente da san Montezemolo da Modena.

  1. Riduzione del cuneo fiscale sui salari fino a 40.000 euro : Le imprese pagano meno tasse
  2. Contrattazione di secondo livello : Le imprese potranno contrattare le condizioni direttamente
  3. con il lavoratore. Pensate che meraviglia, un tizio arriva alla fabbrica per cercare lavoro, e il datore di lavoro comincia “ehi, qui le condizioni sono queste, si lavora 16 ore al giorno, Il salario è la metà di quello del contratto sindacale, non ti va bene? Ho la fila di disoccupati fuori dalla porta”
    Ecco perchè la Cigl non ha firmato l'accordo, perchè semplicemente, non è un accordo, e solo un grosso palo nel culo dei lavoratori.
  4. Flessibilità degli orari : Scordatevi le quaranta ore, bentornati all'epoca pre rivoluzione industriale.
  5. L'aumento delle retribuzioni sarà collegato all'aumento della produttività : Suona benissimo, ma è una colossale stronzata, semplicemente il tizio che possiede la fabbrichetta farà in modo da non rinnovare le macchine, di modo da non aumentare la produttività e non dover aumentare lo stipendio dei dipendenti. Non ci credete? Guardatevi attorno.
  6. partecipazione dei lavoratori all’impresa : Bello come ora cerchino di far partecipare I lavoratori alle perdite d'impresa che si realizzano in un epoca poco propizia per investimenti e affini. Non ricordo niente del genere fino al 2006/2007, quando tutto andava a gonfie vele, uh?
  7. Avvicinare scuola e impresa : Cazzate messe li giusto per indorare la pillola, non se ne farà niente e l'università rimarrà quello che è, ovvero quasi inutile.

Vi stanno dicendo che dovete pedalare su quelle cazzo di biciclette, vi hanno messo il pantaloncino, a qualcuno hanno messo il casco, a qualcuno no, a te va il numero 12, a te il 18, ma quello che stanno facendo è farvi pedalare per più tempo possibile su quelle bici, mentre staranno seduti al calduccio.

Vi prendono per il culo, non lo capite?

Fare impresa in Italia è una stronzata, è un attività che non fa rischiare nulla. Apri un impresa, non investi una lira, fai venire gente che magari non pagherai perchè “c'è grossa grisi” e poi eventualmente, chiudi e dichiari bancarotta.

E poi ripeti lo stesso giochetto, perchè tanto non ti succede niente, non t'impedisce nessuno di rifarlo, e se scoprono che lo stai rifacendo di nascosto, non t'arrestano e sbattono in carcere.

Il rischio d'impresa in italia, sta tutto sulle vostre spalle. I vostri genitori lavoravano per qualcuno, potete stare ben sicuri che quel “qualcuno” ha scaricato su di loro lo stress e la tensione che porta con se il rischio di aprire un azienda.

Credete ancora che io esageri, “ma no, non sono tutti così, non sono così ignoranti gli imprenditori” dite voi.

E allora vi racconto una storia, così non potrete dire che non vi avevo avvertito. Poi potrete montare in sella tranquilli e coscienti di quello che vi aspetta

Il governo ha emesso un decreto, definito “decreto digitalia” che obbliga le scuole italiane a passare al digitale (e book) dall'anno scolastico 2013/2014 (dalle scuole medie in su). Un ottimo decreto.
Ringraziano gli studenti che dovranno portarsi dietro un solo oggetto, un lettore ebook (o tablet) invece di venti tonnellate di libri, risparmiandosi la scoliosi.

Oltretutto l'utilizzo di Ebook su ampia scala permette di pensare a scenari nei quali, per esempio, il Miur paga qualcuno per scrivere i libri di testo che verranno utilizzati in tutta italia, concedendoli poi con una licenza Creative Commons, con grande risparmio per il sistema tutto, l'eliminazione delle ristampe assassine che cambiano solo un commento e due foto, ma sono da ricomprare. Questo decreto cancella anche la peste dei professori universitari che vendono i loro libretti del cazzo facendoli pagare cifre spropositate e firmandoli per accertarsi che non fosse usato.

In parole povere questo è un decreto rivoluzionario e che AUMENTA LA COMPETITIVITA', di cui le aziende si riempiono tanto la bocca, perchè riduce i costi del sistema paese, aumenta l'accesso all'istruzione e fornisce mezzi migliori e più potenti agli studenti.

Ma qualcuno, guarda un po', si lamenta.
Una mano semidecomposta spunta dalla melma del sistema improduttivo italiano, ed è la mano di Felice Rossini, presidente della confederazione della filiera della carta e della grafica, che dice.

Il timore è che il decreto possa favorire la scomparsa dei libri tradizionali da scuole e università.”

Ma no! Sul serio? Un decreto scritto apposta! Sentite cosa dice la testa di cazzo. Sembra di sentire un allevatore di cavalli il giorno dell'apertura della stazione ferroviaria : 

La norma deve essere rivista perché mette in crisi tutti: gli insegnanti che devono essere messi in grado di passare al digitale, gli studenti che non possono studiare tutte le materie solo su supporto digitale e l'industria che non può sacrificare da domani aziende e lavoratori sull'altare di una digitalizzazione che dovrebbe essere proposta in modo più morbido e meno traumatico, abbiamo bisogno almeno di un altro anno per organizzarci e gestire l'integrazione "

Come se I monaci ai tempi di Gutemberg si fossero lamentati di perdere il lavoro.

Questi sono gli industriali italiani, e non crediate che stiano protestando perchè non vogliono licenziare I loro dipendenti, se potessero farebbero funzionare le loro fabbrichette del cazzo con una scimma che preme un pulsante, ma non hanno voglia di spendere una lira in innovazione ecco perchè si lamentano.

Questa è l'immondizia che tiene l'Italia ben ancorata al fondo di qualsiasi classifica della competitività, non I lavoratori, che pure loro hanno le loro belle colpe, non I sindacati, che pure loro andrebbero appesi per I coglioni (battaglie per le pause caffè?).

Questa gente di merda è quella che vuole vedervi lavorare sessanta ore al giorno, e se ne fotte se la tecnologia vi permetterebbe  di lavorare meno, dovete sudare per loro altrimenti non valete un cazzo.

Montate su quelle cazzo di biciclette, pedalare, stronzi.

P.s. : Il 25 dicembre parto per l'Australia con la mia ragazza, puppatevi la produttività, mentre  io mangerò carne di canguro. 

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