lunedì 18 febbraio 2013

Australian Diaries I

Se volete venire qui, mandatemi cento euro, che il lavoro ve lo trovo io, garantito! Per 200 vi trovo pure casa.



Alcuni di voi sapranno che sono partito da Milano per affrontare un viaggio di due giorni, venti ore di aereo, hostess, alberghi arabi, tre continenti e via, arrivare a Melbourne.

Che a una persona normale ci pare poco, basta partire e prendere l'aereo, e poi patarampampum, arrivi.

E invece NO. Partiti da milano alle 21:00, il nostro aereo dimostra subito di avere un pessimo gusto , avvertendoci che “Dling dlong! Vogliamo informare I signori passeggeri che stiamo viaggiando verso Dubai in compagnia del Milan F.c.” Che quando il capitano l'ha detto volevo veramente andare li e appizzarci una testata sul grugno a Balotelli, che la settimana dopo giocavamo contro di loro, e volevo avvantaggiare Cellino.

Comunque, superiamo in volata la Grecia (oh, si vedevano I greci in lontananza, magri magri eh!) e oltrepassiamo il Golfo persico, per arrivare infine a Dubai. Quando ci siamo avvicinati c'erano così tante luci che sono rimasto stupito il pilota non abbia cercato di atterrare su un centro commerciale.

Atterrati a Dubai cerchiamo di uscire dall'areoporto e raggiungere il nostro albergo, veniamo controllati da un fesso col turbante che ci indica una fotocamera alle sue spalle e dice “luck in dà camerah plìs” ci fa una foto e ci lascia liberi di uscire. Una tizia che affermava di lavorare per Emirates ci lascia un altro paio d'ore a marinare per bene in un angolo, fino a quando non ci fanno salire su un autobus scassatissimo che ci porta al nostro hotel.

Arriviamo e cerchiamo di dormire un paio d'ore, ma senza successo, poi decidiamo di andare a vedere Dubai, in attesa del nostro volo per Melbourne, che parte alle 3:00 della mattina successiva.

Il centro di Dubai, signori, è una MERDA GALATTICA, praticamente un gigantesco e costosissimo centro commerciale, senza nient'altro. Torniamo in albergo per prepararci alla ripartenza, paghiamo quindici euro per due ore di internet e ullallalleroh ull allah! SKYPE NON FUNZIONA a DUBAI, perchè mica si possono lasciare troppe libertà a questa gente, non sia mai che vogliano telefonare all'estero a dire che il governo è una merda.

Ma vabbè, insomma, che ci volete fare, prendere a calci nel culo i cittadini a Dubai è tradizione, e con le tradizioni non si discute.
Prendiamo l'altro aereo e finalmente ci lasciamo dietro il deserto di merda, attraversiamo l'India, e quando passiamo sopra a Bombay un gruppetto di bambini ci circonda in volo tentando di venderci magliette di Shiva e santini con impressa una mucca, rifiutiamo e andiamo avanti. Atterriamo in Malesia, uno scalo di cui nessuno ci aveva avvisato, e visitiamo l'aereoporto di Kuala Lumpur, dove ci incanalano come una mandria di mucche verso la nostra porta, ci fanno fare l'ennesimo controllo sicurezza, e io mi perdo la mia cintura di pelle, regalo di mio padre (Scusa babbo, prometto che te ne porto una di coccodrillo per farmi perdonare, tra cinque o sei anni).

Riparti e praticamente sono tre giorni che non dormi, considerando anche la notte di meditazione trascendentale passata a Milano prima del fatidico giorno, le hostess si avvicinano e tu vedi la Madonna folgorante di Lourdes con un vassoio in mano che ti chiede, con voce angelica “du Iù uant sam uòtà?” e sotto di te si stende un oceano infinito e tu speri che l'acqua che intendano non sia proprio quella là.

Attorno alla sedicesima ora d'aereo, uno steward ti porta qualcosa da mangiare e alla tua domanda “quando atterreremo?” Risponde

: “Tra un paio d'ore, si spera”, e quel “si spera” ti ha raggelato I coglioni all'ennesima potenza.

Alla fine comunque s'è atterrato a Melbourne, e della terribile dogana australiana che doveva controllarci anche il buco del culo non s'è vista proprio l'ombra, una scoglionatissima impiegata ci ha timbrato il passaporto guardandoci malissimo e poi via, a sperderci nell'immensità dell'emisfero sbagliato.


Kurdt.

P.s. : Una chicca ve la devo proprio raccontare. Dovete sapere che al vostro arrivo in Australia ci sono dei formulari da compilare con delle domande, tipo “porta cibo in Australia?” “porta più di 10.000 dollari?” e roba così. All'arrivo in areoporto ci sono in varie lingue, cinese, inglese, spagnolo, e chiaramente, Italiano. Eppure, guarda un po', l'unico formulario esaurito era quello nella nostra lingua, perchè noi du spick inglìsc verì uell!
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