giovedì 1 agosto 2013

Sergio Marpionne

E poi arriva Marchionne che viene fuori con roba tipo:

"ah beh, la Fiat s'è rotta il cazzo che in Italia non si può fare impresa come in tutto il resto dell'universo eh! Guardate in ammerrigga come fanno! Imparate da Detroit!" 

Che ad uno gli viene voglia di nascondersi sotto il tavolo e piangere, perché siamo proprio gentaglia indegna di ammeriggani e Canadesi noi. Indegni.



Allora la Fiat che s'è rotta il cazzo di fare macchine in Italia, perché la pressione fiscale è troppo alta, perché gli operai vogliono, guarda un po', essere tutelati e avere dei diritti, che fa, Fiat?

Minaccia di spostare gli stabilimenti della fiat fuori dall'Italia, dove finalmente Ahahahahahah! potrà fare impresa con comodo, mica come da noi.

Ma allora sarà vero, che è tutta colpa del nostro paese se Fiat va così male? Sono le nostre tasse che la rendono poco competitiva, i nostri operai che lavorano poco, i nostri sindacati troppo esigenti?
Sicuramente questo è quello che vi verrebbe detto da uno come Marchionne, uno che c'ha la vista lunga e preferisce gli Usa all'Italia.

Sapete dove si costruiscono auto negli Usa? Negli stati Uniti le auto vengono principalmente nella città di Detroit, nel Michigan, guarda caso giusto di fronte al Canada, paese natale di Marchionne. Detroit negli ultimi tredici anni ha perso il trenta percento della popolazione, trecentomila persone sono andate via perché non c'era ne lavoro ne soldi, la città ha dichiarato bancarotta.

Una città che ospitava le più grandi case costruttrici di auto degli Usa è fallita, dimostrando empiricamente che gli aiuti di stato che gli Usa hanno elargito a pioggia non servivano ad un cazzo, visto che la città ora come ora è ridotta così:



A Detroit potete comprarvi casa con poco. Quanto costa un piede di porco, esattamente? 


Se questi sono i modelli da seguire, Oh oh oh!, Marchionne, sono pronto a seguirti in capo al mondo.

Ma cosa ne dite se facciamo un po' di calcoli? Uno che dice che l'Italia non è il posto giusto per fare impresa, evidentemente ha fatto i calcoli.

Fiat ha ricevuto dal 1975 circa sette milardi e mezzo di euro di aiuti statali, senza considerare la cassa integrazione (a tutti gli effetti un aiuto statale) e altri tipi di finanziamenti indiretti, visto che la Fiat è il fornitore unico di mezzi per tutte le amministrazioni pubbliche, e potete starne certi, non è per la qualità dei suoi mezzi.

Stiamo parlando di circa 10 Miliardi di euro dal 1975 ad oggi, sono 38 anni, Fiat in Italia ha circa 70.000 persone che lavorano per lei.

Come dire che lo stato ha dato 142.000 euro per ogniuno dei dipendenti fiat, dal 1975 ad oggi.



E ora Marchionne, vienimi a parlare del costo del lavoro in Italia.

142.000 euro ad operaio significa che, visto che un operaio prende circa 1200 euro al mese, lo stato Italiano ha pagato quasi dodici anni di lavoro alla Fiat. 

Dodici anni di operai sovvenzionati dallo stato, e ora Marchionne, torna a discutere del costo del lavoro, figlio di puttana. La verità è che l'Ad Fiat, per quanto nato in Canada, non ha perso il vizio Italiano di guardare all'estero solo per le cose che gli fanno comodo, gli piacciono gli Stati Uniti, perché là si che hanno un' "etica del lavoro" non come voi scansafatiche italiani, che quando c'è la partita smettete di lavorare e andate in culo alla fabbrica.

Gli piace l'Ammerigga dove i sindacati non contano un cazzo, ma non perché questo sia conveniente per la società (Detroit docet) ma solo perché alla sua società conviene non avere nessuno in mezzo alle balle.

Gli piace il libberismo ma non dice un cazzo di niente quando l'azienda che guida becca miliardi dagli stati, perché: "sta facendo l'interesse del paese " (come se ad uno come lui importasse qualcosa).

In linea di massima a Marchionne, come a tutti gli Italiani di bassa risma piace poter dare la colpa agli altri, prendendosi tutti i meriti. Non vi dirà mai che Fiat esiste ancora solo perché lo stato Italiano, i miei genitori e i vostri hanno pagato un sacco di soldi, altrimenti la fabbrichetta degli Elkan sarebbe chiusa. 

Non gli piace, al nostro paffuto amministratore, neanche ricordare come altre fabbriche siano riuscite a creare valore anche pagando i propri dipendenti il doppio di quello che paga Fiat, sto parlando di Wolkswagen, se qualcuno avesse dubbi.
Ww paga i propri dipendenti il doppio, ha una rappresentanza sindacale fortissima, quasi una cogestione della fabbrica, eppure va come un treno.

Non gli piace sentirselo dire, a Marchionne, perché l'unica cosa che riesce ad immaginare lui per aumentare i profitti è spostare le fabbriche in Niger, dove gli operai lavorano per una cesta di riso e due pagnotte, mentre l'unico modo di tirare avanti in un mercato saturo come quello attuale, è innovare.

La Ww vuole montare i dispositivi anti tamponamenti anche sui modelli di piccola cilindrata, cosa fa la fiat invece? Rinnega auto elettriche, che in questo momento non fanno guadagnare (ma domani saranno IL mercato) per continuare a costruire scassoni che non compra più nessuno.

E minaccia di spostare la produzione via dall'Italia, a meno di non avere la fila di negri alle porte degli stabilimenti.

"Zi badrone, laboro laboro, no zindagado!Zguzi buana!" 

             Conclusioni? 

L'altro ieri hanno chiuso un call center a Palermo, ci lavoravano una quarantina di persone che venivano pagate due euro l'ora, senza contributi, senza un cazzo previdenza sociale, senza assicurazione sanitaria. Nulla.

Qualcuno evidentemente s'è rotto il cazzo e ha denunciato, la denuncia ha portato alla chiusura dell' "impresa" e qualcuno ha perso il lavoretto da due euro all'ora.
Bene, leggevo su Facebook qualcuno che accusava il tizio che ha denunciato di non aver pensato alle famiglie che campavano grazie a quei pochi soldi.

Ebbene, il call Center Fiat presto chiuderà, gli Elkan hanno scalato Rcs, con l'intenzione evidente di buttarsi sulla finanza, dimenticando il patto che dovrebbe legare le grandi aziende al territorio, non aspettatevi niente, non credete alle promesse di "fabbriche Italia" che dovrebbero aumentare la produzione e trasformarci nella nuova locomotiva d'europa.

Non credeteci, perché Fiat mollerà l'Italia appena possibile, sta cercando solo di raccattare gli ultimi soldi pubblici, poi venderà baracca e burattini e andrà fuori dai coglioni.

Finalmente dico io. Non ci mancherà così tanto un azienda che dopo aver ricevuto favori a destra e a manca in Italia, ha deciso di spostare la propria sede legale in Uk solo per pagare meno tasse. Non abbiamo certo bisogno di questa gente, abbiamo già i nostri problemi.

E ricordiamoci che Fiat è stata per anni l'unica produttrice di macchine in italia perché abbiamo reso impossibile la vita ad altri produttori, se Fiat si leva dai coglioni arriverà qualcun altro, e difficilmente sarà peggiore di fiat. (Vedere come si è comportata Audi all'acquisto di Ducati).

E cari Elkan, voglio proprio vedere chi vi finanzierà il prossimo giro di giostra, quando rimarrete (come al solito) senza liquidità, perché siete assolutamente incapaci come imprenditori.

In attesa di quel momento spero in una legge che punisca con dieci anni di carcere l'acquisto di una macchina Fiat.

Kurdt-

O come direbbe Johnny Cash:


So the very next day when I punched in
With my big lunchbox and with help from my friends
I left that day with a lunch box full of gears
Now, I never considered myself a thief
GM wouldn’t miss just one little piece
Especially if I strung it out over several years





P.s. Notare che io non ho nulla in contrario se un imprenditore riesce a far soldi, anzi. Mi girano i coglioni solo se un imprenditore che ha beccato soldi da tutti noi per cinquant'anni decide che adesso è ora di comprare un giornale italiano (corriere della sera) per cercare di ammorbidire l'opinione pubblica mentre si defila dal paese. Ma caro, mio, saremo stupidi quanto vuoi, ma quei 70.000 che mollerai a casa sapranno perfettamente chi li ha presi a calci nel culo, non sarà una prima pagina del Corriere a fargli cambiare idea.

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