venerdì 13 settembre 2013

Il tuttologo

Scrivere è descrivere. Scrivo meno sul blog, per una ragione, credo di essermi reso conto che tutto quello che puoi scrivere, tutte le argomentazioni che puoi dare, saranno completamente inutili contro un piccione. E con un piccione non intendo solo una persona stupida, ma proprio quell'animale con le ali, che tuba e colora i nostri meravigliosi e progressivi edifici di guano.

Sono tornato in Italia, a Bologna esattamente, dopo aver passato molti anni tra Africa Europa e Australia, sono tornato, e beh, non è che sia cambiato molto. La gente è la stessa di prima, si lamenta di tutto perché non ha voglia di fare un cazzo. In Italia i fascisti son fascisti non perché vogliano ottenere il potere e utilizzarlo per sé, diventando ricchi potenti, ma sono così pigri da volere che qualcun' altro lo faccia per poi tirarli in barca, dopo che la rivoluzione è fatta.



Voglio dire, sono fascisti un po' d'accatto, rimaneggiati sempliciotti, che magari vanno a fare la manifestazione contro la Kyenge e gli tirano le banane. Vedete voi quanto possono essere pericolose queste persone. Sono stati coinvolti in una rissa molti più amici miei fuori dal bar che membri di Casa Pound, o come cazzo si chiamano.

Insomma dicevo che l'Italia (e gli italiani) non sono cambiati per niente, li sento, ovunque vado, lamentarsi della situazione, "perché stiamo andando a rotoli eh!" e dire che beh: "gli italiani dovrebbero fare qualcosa!" parlando degli italiani come di una categoria di cui LUI non fa parte. L'individuo in questione può essere avvistato facilmente fuori da qualsiasi bar, prima o dopo il bianchino del mattino, in giro per la strada mentre sbraita contro il fascista/comunista/anarcoide colpevole di tutto, o contro il politico, contro, comunque, qualcuno. Colpevole di non fare le cose come dovrebbe.

L'ho chiamato "effetto Bearzot" quando Bearzot convocò Paolo Rossi nella comitiva che avrebbe dovuto giocarsi la coppa del mondo in Spagna, la stampa (e la maggior parte degli italiani) insultò tutti i parenti dell'allenatore fino alla settima generazione, tutti a giudicare e a dire "ah ma si fa così, povero stronzo!" poi Bearzot vinse il mondiale e la mise nel culo a tutti gli italiani, che in un nanosecondo salirono sul carro del vincitore, gridando :

"te l'avevo detto io che Rossi era un campione!"


E su internet non è che sia diverso, è pieno di gente che crede di saperla molto più lunga degli altri.  Una categoria in particolare, che merita attenzione, sono i tuttologi, ovvero quelli che, qualsiasi cosa succeda, hanno una loro idea. Non si sa come facciano a sapere tutto su qualsiasi cosa, ma loro, dalla caduta del governo del Nicaragua alle flautulenze del vostro vicino di casa, sanno tutto. E lo sanno meglio di voi, anche se voi, di lavoro, fate proprio quello di cui stanno parlando.



 I tuttologi sanno già tutto, e s'incazzano pure se per caso, il mondo dovesse osare dargli torto. A volte capita che facciano previsioni, magari dicono, ma giusto per dire eh! Che l'unione Europea verrà disintegrata in qualche mese di tempo, ma poi non succede un cazzo, e allora cambia idea, dicendo che in realtà, no, non è l'Europa che esploderà, o almeno non adesso. Poi, ancora non succede un cazzo, allora no, dai, si era scherzato, avevate capito male voi, stronzi.

Il problema del tuttologo, non è solo quello di voler assolutamente avere un opinione su tutto, dall'economia alla vendita di piante ornamentali, il vero problema del tuttologo è il fatto che si ritenga infallibile, e anche quando sbaglia, non dica mai cose tipo:

"Ehi, vi ricordate quando avevo detto che l'Italia per uscire dalla crisi sarebbe dovuta uscire dalla comunità europea e fondare un gruppo di potenze mediterranee con i paesi del nordafrica e poi, appena uscita dall'euro, cominciare una svalutazione selvaggia per ridurre il valore del debito? Eh, avevo detto una cazzata colossale, ma poi ci ho pensato meglio, e mi sono reso conto di aver detto una corbelleria , ora lo ammetto, okay?


Ma il blogger tuttologo/infallibile non racconterà mai una roba del genere, perché se ammettesse di poter avere torto marcio, ogni tanto, perderebbe buona parte degli adoranti leccapiedi che si è costruito nel tempo.



Queste persone, adoranti, tendono a dar ragione al tuttologo/infallibile anche di fronte all'evidenza dell'errore, affascinate da tanta sagacia e intelligenza, fino a quando il tuttologo non parla di qualcosa che anche loro conoscono molto bene, al che lo fanno notare al tuttologo che gli prende per il culo e lo banna, perché hanno osato mettere in dubbio la sua parola.

Il tuttologo può anche mentire, se vuole, per aumentare quest'aurea di saggezza e miracolo che lo adorna, se magari, per quello che racconta, fosse più comodo raccontare di avere una laurea in matematica invece che in informatica, per esempio, potete star certi che il nostro tuttologo lo farebbe, perché darebbe autorevolezza a quello che dice, e per il tuttologo, l'autorità è tutto. Quindi vi racconterà di essere questo, ma anche quest'altro, esperto di neurologia e fisica, ma anche di climatologia ed economia, informatica, sociologia, pedagogia e religioni, lingue e qualsiasi altra cazzata.

E il pubblico del tuttologo? Sono tutti scemi? Penserete voi, che la gente che da retta ad un tipo simile sia ben stupida. La verità è che il nostro tuttologo ha grandi capacità affabulatorie, e potrebbe far credere che una melanzana non sia una melanzana, ma un ufo caduto dallo spazio nel piatto preparato da zia Carmela, ma il meccanismo che utilizza per fare proseliti è sopratutto l'Italianissima voglia di un capetto.

Un capetto per pensare al posto loro. Uno che ha la risposta a tutto, oppure che, garantito al limone, possa trovarla in un batter di ciglia. Fa sentir meglio pensare che, anche in mezzo a tutto questo casino, ci sia qualcuno che c'ha capito qualcosa, mentre noi, poveri stronzi. Fa piacere, ma è falso.


E arriva anche il giorno che il tuttologo insulta tutti gli Italiani, colpevoli, a suo dire, di essere vigliacchi (perché il tuttologo è anche un grande condottiero in battaglia, sia chiaro!) che dovrebbero finalmente rivoltarsi contro i propri datori di lavoro che cercano di fotterli, e contro i politici, e la polizia, per riprendersi i diritti che sono stati tolti. Per certi versi dice anche cose condivisibili, insomma, se ti danno un calcio in bocca, prova a reagire, al massimo te ne danno un altro, ma almeno hai provato a fare qualcosa, no?

Peccato che il tuttologo sia emigrato all'estero. Ma per il tuttologo la coerenza non è un valore. E insomma, diciamocelo, il tuttologo è un po' coglione.

Qualche volta sono stato tentato anche io d'intraprendere la carriera, ma poi, grazie a Dio, mi son fermato.


Kurdt.

 P.s. Il tuttologo è anche tettologo.
Posta un commento