martedì 25 febbraio 2014

A scuola da Darwin



Intanto, come al solito, mi scuso per l'assenza lunghissima. Ho cambiato città e residenza per l'ennesima volta, spostandomi a Milano. Ho anche cambiato lavoro, nel frattempo. Se qualcuno all'Nsa avesse tracciato i miei spostamenti negli ultimi dieci anni adesso avrei l'interpool alle calcagna, e non scherzo.

In ogni caso oggi voglio parlarvi di un argomento che tutti voi conoscono per esperienza diretta. La scuola.
Ieri discutevo su facebook con alcune persone riguardo gli scopi fondamentali della scuola, e cosa invece la scuola NON dovrebbe fare. Salta fuori che secondo qualcuno la scuola sbaglia, indovinate un po'? A dare i voti.

Perché i voti danneggierebbero il povero ego del bambino, riducendolo a pappetta e rovinandogli per sempre la vita, sopratutto alle elementari! Al massimo, se proprio bisogna dare i voti, beh, diamoli dalla fine delle superiori all'università, lì ci può stare.

Questo era quello che mi son sentito dire. Ovviamente, lungi da me pensare che il voto scolastico sia l'unico metro di giudizio di una persona, la cosa che non posso condividere è che si elimini completamente una forma di valutazione della competenza in nome della salvaguardia di un presunto "equilibrio psichico".

Quindi ho chiesto al tizio di spiegarmi come avrebbero fatto i nostri pargoli ad affrontare un mondo dove i cinesi mangiano algoritmi a colazione e ci stracciano ogni anno nei test.

"Ma infatti bisognerebbe eliminare il voto in tutto il mondo!"
è stata la risposta.

In pratica, mettiti una benda su un occhio, okay? Ora tu non vedi un cazzo e nessuno assume un fesso, ma attenzione che vi do la soluzione! Mettiamo una bella benda a tutti, così nessuno ci vede e chi assume deve prendere per forza un orbo.

Che alle mie orecchie suona un po' come: "sconfiggiamo la gravità con il potere della mente!". <
Perché vedi, caro amico credulone, ci sono delle regole nel mondo in cui viviamo. L'elettromagnetismo, le forze nucleari forte e debole, per esempio. E poi c'è lui.

Il nonno.
Darwin, un nonno un po' stronzo che mette i soldi per il gelato sul tetto di un palazzo e poi grida a tutti bambini: "e ora andatevelo a prendere stronzetti!".
E questo non può essere modificato in alcun modo. Si possono creare società che aiutano gli strati più deboli (e sono totalmente a favore). Si possono creare società dove i più ricchi vengano costretti con la forza a donare una buona percentuale del loro reddito in favore di quelli meno abbienti e sarò ancora d'accordo.
Ma non si possono convincere le persone a vivere tutte sullo stesso piano, perché è contrario alla natura umana e animale, tanto varrebbe chiedere ai bambini di essere delle pietre, uh?

Sarebbe interessante fare un esperimento, costruire due scuole, una dove il voto non esiste e viene magari sostituito da un "puoi fare meglio" e un altra dove il voto esiste. Chiaramente nella seconda gli insegnanti saranno comunque umani, stimoleranno gli alunni e metteranno in atto tutte quelle strategie utili a invogliare gli alunni allo studio e alla comprensione.

Poi dopo la fine del ciclo di studi mettiamo a confronto i risultati.

Scommetto che le due scuole, a parità di investimenti, avranno risultati molto diversi. Detto questo, sono sicuramente d'accordo che sia fondamentale anche una valutazione degli insegnanti.

Sentivo parlare due insegnanti riguardo le famose prove invalsi e già che c'ero ho fatto una domanda

Io:              "Eh, ma non sarebbe il caso di valutare anche le competenze degli insegnanti?"
Maestro:     "ma certo che no! Noi siamo già stati valutati quando abbiamo fatto il concorso!"

Io:               "Ma si potrebbe fare che i più bravi guadagnino di più!"


Maestro:     "Impossibile, ci pensi poi all'invidia che si creerebbe fra colleghi? Meglio lasciare tutto come sta"


Quindi il problema della scuola non è certo nel dare troppi voti, ma nel darne troppo pochi. Grazie a questo alle elementari non si può praticamente bocciare, perché i bambini, ODDIO! saranno traumatizzati!
Tutti a pensare a quelle che saranno le reazioni psicologiche nel breve periodo, nessuno che pensi a quali saranno i problemi tra dieci anni. 
Il bambino promosso alle elementari anche se non sa né leggere né scrivere verrà disintegrato alle scuole medie (e li si che sarà un trauma ripetere sei volte la prima media). E verrà bocciato proprio perché non ha imparato i concetti di base che avrebbe dovuto imparare, guarda un po', alle elementari.

Altro punto da toccare, quando si parla della scuola italiana sono sicuramente i programmi. Sono vecchi e decrepiti. Nessuno li tocca perché teme di creare un sollevamento popolare, o magari per evitare problemi con i precedenti ministri, o per rispetto dell'autorità. Fatto sta che dalla terza superiore siamo ancora ammorbati dalla lettura completa della divina commedia, che per carità, Dante è bravo, è stato un innovatore e un grandissimo linguista, ma è morto da 700 anni e la nostra lingua è decisamente cambiata, e mentre insegnamo per un anno intero ai nostri allievi i rudimenti del volgare, scopriamo che questi non capiscono l'italiano moderno. L'unico che servirà.

E purtroppo ve lo devo dire, Dante, cari miei, è un vero dito nel culo.

Latino, Greco e altre lingue putrefatte e morte le tengo ancora fuori dalla discussione perché la loro utilità è evidente. E a quelli che dicono con voce nasale che: "ma imparare una lingua come il greco serve per capire meglio la nostra lingua!"  rispondo che forse sarebbe il caso che le ore di latino venissero impiegate ad imparare l'Inglese, o, se proprio vogliamo essere arditi, il cinese.

E fatemi gli auguri di bentornato, bastardi.

Kurdt.


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