mercoledì 23 aprile 2014

Ridetegli in faccia

Adriano Olivetti

A quanto pare è entrato in vigore lo spesometro, uno strumento che l'agenzia delle entrate potrà usare per incrociare i dati delle spese (o almeno alcune spese) con la dichiarazione dei redditi.

In pratica se spendete più di 3600 euro per qualcosa, allora dovete dichiararlo al fisco, che controllerà se avete la possibilità materiale di fare quell'acquisto e non state trafficando soldi non dichiarati. Ora capisco benissimo che in un paese come l'Italia, dove siamo stati abituati per decenni a fare il cazzo che volevamo, il limite di 3600 euro sembri una cosa strana, e so benissimo che moltissime persone lavorano in nero e potrebbero avere qualche problema a comprarsi la macchina, mentre i "datori di lavoro" sicuramente troveranno il modo di farla passare come "macchina aziendale" o Dio solo sa cos'altro potrebbero inventarsi pur di non pagare mai una lira.

Almeno quando la mannaia del fisco calerà sui poveri diavoli, spero che questi poveri diavoli abbiano l'intelligenza di avvertire il fisco che è il proprio datore di lavoro a pagarli in nero, non è che scelgano loro.  Perché l'unico modo per fermare la piaga del lavoro nero in Italia è punire quelli che lo sfruttano, non quelli che sono costretti a farsi assumere per sopravvivere.

Eppure ci sono persone convinte che il lavoro nero faccia bene al paese, gente come questo tizio qui, secondo cui se si ferma il lavoro nero, si ferma l'Italia. Queste opinioni fanno il paio con quelli che dicono che beh, mettere un limite agli stagisti che si possono tenere in azienda è una cosa che va "contro la ripresa e limita le potenzialità dell'Italia". Peccato che alle mie orecchie opinioni come questa suonino esattamente come quelle di un sudista americano che strillava:

"Senza questi negri che lavorano gratis per noi come faremo eh!? Come diavolo faremo?!"
La realtà è che una regolamentazione vera del lavoro farebbe bene a tutti quanti, perché se è vero che ci sono persone che "fanno il nero" e comunque stanno praticamente alla fame perché hanno una partita iva finta con cui fanno un lavoro dipendente, ma il problema non sono loro con la loro partita iva, il problema è che non dovrebbero fare un lavoro dipendente. E potete scommetterci le vostre palle contro un pacchetto di fonzies, quei poveracci sarebbero molto più contenti se venissero assunti da qualcuno per fare lo stesso lavoro, con diritti, doveri e tutto il resto.

Ma a quanto pare non si può perché altrimenti il paese si ferma.
Sapete che vi dico? A queste condizioni, okay, vaffanculo, che il paese si fermi pure, chi cazzo se ne frega? Tanto a prenderla nel culo sono sempre i soliti, che fanno tutto il lavoro e come se non fosse abbastanza, vengono anche considerati responsabili dell'andare avanti o no del paese.

Ma non sarà responsabilità dell'imprenditore far funzionare la sua impresa senza dover assumere degli schiavi stagisti gratuiti perché altrimenti come può comprarsi l'Audi nuova? E non sto dicendo che tutti gli imprenditori siano uguali, anzi, ma ho la brutta sensazione che gli ultimi "imprenditori" italiani, quelli che facevano marciare l'Italia per davvero, non si sarebbero mai permessi di assumere stagisti, ce lo vedete uno come Adriano Olivetti ad assumere schiavi? Uno che scriveva :

La fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l'uomo, non l'uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza"

E ancora:

Abbiamo portato in tutti i paesi della comunità le nostre armi segrete: i libri, i corsi culturali, l'assistenza tecnica nel campo della agricoltura. In fabbrica si tengono continuamente concerti, mostre, dibattiti. La biblioteca ha decine di migliaia di volumi e riviste di tutto il mondo. Alla Olivetti lavorano intellettuali, scrittori, artisti, alcuni con ruoli di vertice. La cultura qui ha molto valore.

Adriano Olivetti, uno che quando parlava di se stesso diceva:

Percorsi rapidamente, in virtù del privilegio di essere il figlio del principale, una carriera che altri, sebbene più dotati di me, non avrebbero mai percorsa. Imparai i pericoli degli avanzamenti troppo rapidi, l'assurdo delle posizioni provenienti dall'alto.

Ho sottolineato in nero qualcosa che nessuno degli attuali "capitani d'azienda" direbbe mai di se stesso. Non ricordo nessuno di loro dire pubblicamente che non sono adatti alla posizione che trovano, o che la detengono solo grazie al cognome che portano. E Adriano Olivetti aveva portato la Olivetti a diventare un colosso. E dopo di lui si sono succeduti incapaci, fino ad arrivare a quel mago della finanza di Carlo De Benedetti che la Olivetti, con grande premura, l'ha disintegrata completamente.

E De Benedetti non ha nessun problema a far lavorare stagisti non pagati per Repubblica, per esempio.

Ma De Benedetti è di "sinistra", mapperò di quella sinistra che guarda con occhio furbo ai mercati, prima che ai lavoratori. Uno come Olivetti guardava prima ai lavoratori e poi ai mercati. E guardate i risultati.

Non sto cercando di dire che trattando bene i lavoratori si ottengano migliori risultati sul mercato, ma sicuramente avere un sacco di stagisti che lavorano aggratis non migliorerà la vostra azienda, le persone che lavorano gratis lavorano male e se possono vi mandano a cagare più in fretta che possono.

Ecco perché, in assenza di un presidente illuminato, spero che la tecnologia ci venga in soccorso. Non oggi magari, ma tra vent'anni, un calcolatore super potente da centomilionidimiliardi di exaflops al nanosecondo che troverà la soluzione ai problemi principali del mondo, e, potete scommetterci, la ignoreremo.

Perché ad alcuni piace sentirsi dire quello che vogliono sentirsi dire, non importa che sia completamente falso. Ad alcuni piace sentirsi dire che l'Italia ha il mercato del lavoro meno fluido d'Europa, quando la gente lavora gratis e senza nessuna tutela.

Ad alcuni piace sentirsi dire che costringere tutti a pagare le tasse affonderà l'economia e ci ridurrà in miseria, perché l'egoismo del singolo beneficerà tutti quanti, per qualche strana ragione. E Greed is Good!

Insomma, mi raccomando, quando arrivano da voi e vi dicono che non possono assumervi perché sapete, l'azienda comunque non riuscirebbe a pagarvi lo stipendio, sputategli in faccia e ditegli di farselo lui, da solo, il suo lavoro del cazzo, che nel vostro tempo libero fate quello che vi pare. Altro che lavorare gratis. Pff.

La sensazione che provo quando mi raccontano cose simili è circa la stessa di quando un genitore venne da me ad avvertirmi che il figlio non poteva venire alla gita di fine anno perché ehi, trenta euro sono troppi soldi. E me lo diceva da dentro una Mercedes.

E così, se vi offrono lavoro gratis, ridetegli in faccia.
Se vi chiedono di pagare per pubblicare qualcosa, ridetegli in faccia.
Se vi dicono che l'economia Italiana dipende dai vostri sacrifici, ditegli che avete già dato.

Ma sopratutto, se cercano di ammorbarvi con la storia che le imprese non hanno nessun dovere nei confronti della società, ridetegli in faccia.

E pensate ad Adriano Olivetti.