mercoledì 7 maggio 2014

Nessuno mi può giudicare! (nemmeno l'Invalsi!)

Da quando ho cominciato a frequentare l'ambiente scolastico mi sono spesso ritrovato a discutere dell'utilità di quelle prove di competenza che si fanno in tutta Italia e vanno sotto il nome di Invalsi.

Per chi fosse stato in Molise* negli ultimi anni, l'INVALSI Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo sono dei test che vengono effettuati in tutte le scuole d'Italia a scadenza annuale, prove di matematica e Italiano, standardizzate per dare dei risultati il più possibile precisi, con obbiettivo la comprensione di un testo scritto, diagrammi, capacità logica. Se volete un esempio pratico, potete andare qui.

Ora, se siete andati a leggere avrete scoperto che sono prove ragionevoli, che possiamo condividere tutti. Far leggere ad un bambino un testo e chiedergli, di rispondere mettendo una crocetta (ommioddio!Una crocetta!) a domande sensate come :

Chi è il protagonista della favola Cappuccetto rosso?


a) Cappuccetto rosso

b) Dorian Gray
c) L'intestino del lupo
O magari l'interpretazione di un grafico con una serie di domande. Roba sensata insomma direte voi. E invece no. La scuola è in subbuglio, i cobas, stanchi di spruzzare latte in giro per le campagne, hanno deciso che queste prove sono sbagliate e che non sia mai vi venga l'idea di valutare i poveri bambini.

I bambini! Nessuno pensa ai bambini, cazzo.





Perché mi sembra lampante come tutte le categorie che si incazzano per queste prove lo facciano solo per il benessere dei bambini. insegnanti, dirigenti scolastici, sindacalisti della scuola e compagnia cantante, tutti solo per i bambini.
Come questo tizio che scrive sul fatto quotidiano un certo Alex Corlazzoli uno che per dire, non era riuscito a passare le prove preliminari del test di ammissione al ruolo dell'anno scorso.
In ogni caso il "maestro e giornalista" come si descrive, parla del test invalsi come se fosse stato spedito sulla terra da satana in persona, ma attenzione, non lo fa mica perché non vuole essere valutato, anzi! lui vuole essere valutato, e infatti scrive:

Certo, caro signor Invalsi (cattivo cattivo signor Invalsi!), io voglio essere valutato. Voglio che siano valutati gli insegnanti. Non ho paura. Ma vorrei che lei valutasse il mio lavoro non solo per come sanno leggere i miei bambini (prova fatta con cronometro alla mano, secondo le vostre indicazioni) ma sapendo che i miei ragazzi sanno la Costituzione (Io invece voglio che i miei alunni siano valutati perché conoscono le tre leggi della termodinamica, almeno  sono credibili)  a cui spero anche lei faccia riferimento; sanno chi sono Paolo Borsellino e Aldo Moro (Zovirax, protocol arum, sundaibladìsundai!); sanno cos’è il Parlamento Europeo e anche cosa sono la Camera e il Senato; sanno il significato della parola democrazia, non solo perché la sanno leggere ma perché la sanno applicare.(Si, lasciamo pure che dei bambini di quinta elementare si autogestiscano.Cosa vuol dire che sanno applicare la democrazia? Votano forse sul programma che devono fare? Votano per chi deve andare al bagno? )

Non so a voi, ma alle mie orecchie questa sfrincagliata di chiacchiere suonava molto come "i miei alunni sono bravi! Perché sono bravi? Ma perché lo decido io, chiaro! Sanno la costituzione!" E se sanno la costituzione, caro amico, riusciranno a passare agevolmente queste prove cattivissime di comprensione del testo. E se non ci riescono, ehi ehi ehi, allora forse la costituzione non gli servirà a granché. Se non riescono a capire un grafico e ad estrarre i dati che ci sono contenuti, la costituzione non gli servirà a nulla, perché non capiranno nemmeno il mondo che li circonda.

Ma chiaramente il nostro eroe non ha finito di lamentarsi delle prove invalsi e in un altro articolo, sempre per lo sfratto quotidiano, scrive:

"E’ prevista quest’anno una prova preliminare di lettura per i bambini di seconda. E’ una prova di velocità, che dev’essere fatta in due minuti: il manuale suggerisce persino di munirsi di un cronometro e specifica che “si può utilizzare quello di cui tutti i telefoni cellulari sono forniti” dimenticandosi che secondo i regolamenti delle scuole gli insegnanti non possono usare i cellulari.(Regolamenti! Che però vanno rispettati solo quando voglio io, altrimenti, r-i-v-o-l-u-z-i-o-n-e cazzo.)

Ve li immaginate i bambini che fanno a gara? Qualsiasi maestro sa che la fretta crea emozione, angoscia, confonde l’alunno, non lo mette nelle condizioni ottimali.(e torniamo a bomba con un vecchio classico) 



Ma andiamo avanti :
Ve li immaginate i bambini che fanno a gara? Qualsiasi maestro sa che la fretta crea emozione, angoscia, confonde l’alunno, non lo mette nelle condizioni ottimali.(Perché chiaramente, sono solo i suoi bambini ad essere angosciati, confusi, in condizioni non ottimali! Tutti gli altri invece sono calmi e pacati durante una prova).



E qui potete vedere chiaramente la fallacia logica che porta questa persona a scagliarsi contro questa prova. I bambini non riescono a dare il meglio durante una prova come l'invalsi! Non salta neppure in testa al nostro maestro e giornalista che tutti i bambini siano nella stessa condizione, e che forse il suo ruolo come insegnante sia quello di prepararli al meglio alla prova in modo che diano il meglio possibile.  

E questo modo di ragionare, nessuno mi può giudicare, non può portare a nient'altro che ad un sistema scolastico dove tutti fanno il cazzo che vogliono in nome dell'autonomia scolastica, invocata sempre quando c'è da difendere posizioni assurde, mai quando c'è da far quadrare i conti.

E i bambini? Se qualcuno volesse seriamente pensare a loro, non si preoccuperebbe del fatto che debbano affrontare una prova che potrà ommioddio! fargli provare emozioni di angoscia e paura, ne troveranno migliaia strada facendo, perché la vita, cari miei è un grosso dito nel culo. Questi bambini, verranno abbandonati, la fidanzata li lascerà, un caro amico ci lascerà le penne, si romperanno una gamba, e prima o poi, moriranno.

Perché


Perché la vita su questo pianeta è così, nel giro di giostra sono comprese anche un sacco di mazzate, e ogni tanto, quando capita, qualche carezza. E poi ancora mazzate. Per uscirne vivo e apprezzare anche le carezze, devi tenere la schiena abbastanza dritta da non piegarti alla prima mazzata, altrimenti l'unica cosa che farai sarà guardarti la punta delle dita e pensare: "oh, ma perché tutti ce l'hanno con me?" senza riuscire a tirar su la testa per vedere quello che, per una volta, invece che uno schiaffo, ti accarezza la guancia e asciuga il sudore. 

Perché, amici miei, la vita è una lotta, la gente muore, i genitori divorziano, ma il minimo che possiamo fare è mantenere il timone dritto, non arrenderci, accettarlo e sorridere con coraggio.

E se credete che eliminando uno stupido test allora vostro figlio sarà libero dalle frustrazioni, amici, lasciatevelo dire, siete delle belle teste di cazzo.








































Posta un commento