sabato 30 agosto 2014

La riforma della scuola




Qualche giorno fa il primo ministro ha deciso che bisognava tirare fuori una riforma della scuola. L'ennesima riforma della scuola che si propone come obbiettivo quello di migliorare una situazione che effettivamente è vergognosa e indegna di un paese "industrializzato" (per ora).

Ma se poi andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i problemi della scuola, cosa troviamo? Andiamo per ordine di gravità, innanzitutto il problema principale è sicuramente la carenza di docenti preparati. La scuola italiana manca di figure che sappiano quello che stanno facendo. Prendiamo gli insegnanti d'inglese come metro di paragone (ma la questione vale per tutti).
Per le scuole elementari l'insegnante d'inglese dovrebbe, in linea teorica, possedere almeno un diploma Cambridge B2 o equivalente, che, per quanto abbastanza sottodimensionato, può comunque essere un punto di partenza (il b2 non è granché, rimane il fatto che potrebbe essere sufficiente a dare delle basi agli studenti). Ma, visto che c'è carenza d'insegnanti preparati, il ministero ha pensato bene di permettere l'insegnamento anche a quelle persone che, pur non avendo nessuna qualifica standard, avessero frequentato un corso di 150/500 ore tenuto da insegnanti qualificati, con un test finale fatto apposta per far passare tutti.

Immaginatevi quante pesone si sono ritrovate a frequentare questi corsi, solo per poter essere qualificati ad insegnare. Schiere di insegnanti che spesso e volentieri hanno frequentato i corsi senza nessun interesse, con, come unico obbiettivo, avere "il pezzo di carta" che gli avrebbe fatti salire in graduatoria.

L'anno scorso mi sono ritrovato a fare l'insegnante per un anno in una scuola disagiata del milanese, l'insegnamento della lingua era affidato a delle persone che, per quanto volenterose (eccellenti insegnanti ), non avrebbero saputo sostenere una conversazione basica, non avrebbero mai potuto insegnare niente di più delle solite quattro cazzate sull'ora, il tempo, i numeri. E

Le solite quattro cazzate che vengono insegnate, ogni volta, all'inizio di ogni ciclo, sia esso elementare, intermedio, o superiore.

"How are you?"

"Fine Thanks"

"What's the time"

"Blablabla o clock'"

"And what are you going to do tomorrow?"

"Tomorrow is friday, eleven o' clock" 


"Uh? Okay, what the hell are you going to do tomorrow at eleven? 

"I do not understand" 

"..." 

La riforma dice che bisogna potenziare lo studio dell'inglese e dell'informatica, bella cosa, sono vent'anni che rompono i coglioni con questa storia, e in linea di massima siamo tutti d'accordo, ma se non hai docenti preparati, come fai?

Il problema insomma, as usual, non è "cosa?" ma "come?". Porterò un altro esempio pratico, per rendere meglio l'idea. Sono state acquistati un sacco di robe chiamate  "Lim" ovvero "Lavagna Interattiva Multimediale" uno strumento eccellente che permette di preparare lezioni interattive, ebbene, sono usate pochissimo, da pochissimi insegnanti innovativi, mentre una parte sostanziale del corpo docente preferisce ancora la cara vecchia (e noiosa, di solito) lezione frontale. Ora, l'anno scorso sono riuscito ad usarla poco anche io, ne avevamo una sola per tutta la scuola, e le chiavi erano affidate ad un insegnante, fatto sta che per trovare quell'insegnante, prendere le chiavi, sperare che fosse libera (e di solito, lo era) facevi prima a preparare una lezione interessante per i fatti tuoi, pagando, ovviamente tutto il materiale di tasca tua.

E puoi fare anche dei corsi d'aggiornamento obbligatori per l'uso della lavagna elettronica, se un tizio di cinquant'anni non vuole imparare ad usarla perché secondo lui è meglio il buon libro di carta, quello non imparerà nulla, nemmeno ad accenderla.

Anche se suppongo che questo sia un problema senza tempo.

"Salve Maestro Shagalith, hai visto la nuova riforma della scuola? D'ora in poi basta tavole di bronzo! D'ora in avanti nelle nostre Zigurat ci saranno solamente grandi papiri, ma ci pensa ai vantaggi? Pesano meno, possiamo lasciarli portare ai nostri ragazzi a casa,  così mentre aiutano il padre a costruire il proprio giardino pensile possano studiare la nascita di Ishtar!" 

"Caro Hammurabi, io credo che tu stia sottovalutando l'utilità delle nostre care vecchie tavole di bronzo! Ora, io non dico di tornare alla pittura rupestre, anche se aveva il suo fascino, però non puoi negare che le tavole di bronzo sono indistruttibili! E poi l'odore dello scalpello appena forgiato e insostituibile" 

"Ma Shagalith, risparmieremmo 20 tonnellate di bronzo per ziguratt, ci pensi? Con tutto quel  bronzo possiamo costruire almeno altre venti ziguratt!"

"Hammurabi, tu parli di politica, non hai l'esperienza che serve nell'insegnamento, se l'avessi capiresti che il bronzo è insostituibile. Potremmo tuttavia utilizzare questo, uhm, papiro? Come sistema economico per pulire il culo dei bambini, dopotutto la sabbia è scomoda." 


Ecco.  Il 62% degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, gente che aveva almeno 30 anni quando internet ha cominciato a muovere i primi passi. Gente che spesso, non ha più voglia d'insegnare, e insegue la pensione come una chimera.

Guardate la tabella.
Internet cosa? Io insegno la costituente ai miei alunni! C'ero! 



Niente da dire, ovviamente contro le persone che hanno una certa età, ne contro il fatto che l'esperienza sia importante, in particolare in una materia tanto complessa come l'insegnamento, ma possibile che la maggioranza dei docenti sia così anziana?

Con una percentuale di under 30 ridicola dello 0.27%? Ventisette ogni diecimila! 

Ora che abbiamo visto un secondo quali sono i problemi della scuola italiana (età degli insegnanti, scarsa preparazione, pochi fondi, paghe terribili, precarietà estrema) passiamo a vedere quali sarebbero le soluzioni meravigliose ideate dal governo.

1) Stabilizzazione di una parte dei precari che attendono, come caprette, in graduatoria da vent'anni. 

E qui iniziano i problemi. Come fai a decidere chi stabilizzare? L'intuito direbbe che devi decidere secondo il principio della preparazione e del merito, per dire crei un sistema standardizzato di valutazione, controlli:

a) L'insegnante (e questo è relativamente facile)

b) I risultati dell'insegnante. Valutandone la capacità di miglioramento della classe, ovvero, tutte le classi fanno un test all'inizio dell'anno, standardizzato (simil invalsi/Pisa) e poi lo ripetono a metà anno e alla fine. E si valuta il delta di miglioramento della classe nei confronti di se stessa. Gli insegnanti migliori vengono pagati di più. Quelli peggiori, di meno.

Questo approccio porta due vantaggi evidenti, intanto si elimina il lavorificio storico dell'Italia, quelli che veramente avevano il sacro fuoco dell'insegnamento dentro, possono ottenerne anche un vantaggio economico, quelli che passavano il tempo a leggere il giornare, vengono pagati meno, e chissà che non decidano di levarsi dai coglioni, e gli studenti godranno di una preparazione migliore.

Sappiamo tutti che il vero problema poi sarebbe far capire alla massa di persone in paziente attesa in graduatoria (400.000 persone!) che questa è l'unica soluzione ragionevole. Nessuno di quelli scarsi accetterebbe mai di venir allontanato dal gruppone, non importa che non conosca la sua materia o addirittura non parli correttamente la lingua Italiana, le distinzioni di merito sono inaccettabili per natura.

Non sia mai che un domani ci ritrovassimo con un sistema che funziona, e caccia fuori a calci in culo quelli pessimi, invece che quelli bravi. E invece cosa fa il ministero? Taaa-daaaan! Presenta una bozza di riforma dove, a sorpresa...

(continua nella prossima puntata, non temete!) Nel frattempo guardate questo grafico che illustra le nostre fantastiche competenze nell'ambito scientifico. Ocse-Pisa. 











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