lunedì 5 gennaio 2015

2015

L'idea principale dietro alle ideologie neoliberiste è che perseguendo l'interesse del singolo si otterrà automaticamente anche un miglioramento della società tutta grazie ad una mano invisibile.

Un po' come dire che rendendo più facile il licenziamento le aziende dovranno assumere di più.

La cosa bella è che abbiamo cominciato a credere a tutte queste stronzate che ci vengono propinate giornalmente, dimostrando che effettivamente, una cazzata ripetuta un milione di volte diventa realtà a tutti gli effetti.

Che siamo arrivati dove siamo, non è una novità, la cosa interessante è invece «come diavolo abbiamo fatto a finirci?» 
La mia personale risposta è che abbiamo cominciato a crederci perché tutte queste ideologie solleticano il nostro egoismo, perché quando sentiamo qualcuno parlare di una «flat tax» sono pochi quelli che pensano ai beni comuni che dovranno essere sacrificati, la maggioranza pensa solamente che gli rimarranno in tasca più soldi.

Certo, non potrà più operarsi nel malaugurato caso gli venisse un tumore però ehi, potrà finalmente permettersi quella splendida Alfa Romeo.

Siamo diventati sempre più soli. Noi, la razza che si autodefinisce sociale abbiamo completamente dimenticato sentimenti come la tolleranza, il rispetto, l'umana comprensione. E se non ci credete andate a dare un occhiata a quello che viene scritto su facebook, fiumi di letame su qualsiasi argomento, se qualcuno propone un'idea diversa dalla propria, il nemico.

Facebook stesso, non ha avuto successo perché ha permesso alla gente di entrare in contatto, ha avuto successo perché ha rappresentato un metodo semplice per proiettare il proprio ego più lontano possibile.

Tutti possono dire la propria con facebook, ma nessuno ha voglia di ascoltare quella degli altri. Ecco perché ha successo. La cosa divertente è che, a farci caso, si trovano dissonanze cognitive assolutamente spassose, come quelli che in questi giorni si lamentano delle due poveracce rapite in Siria, insultandole.

«Lasciatele in mano agli inculacapre, così imparano ste stronze» 
«Amiche del Kalashnikov» 
«Puttane filoislamiche» 

Nessuno disposto a considerare la possibilità che queste due abbiano fatto un clamoroso (e probabilmente fatale) errore di valutazione. Sono d'accordo che non si debba pagare un riscatto,  quei soldi andrebbero sicuramente a finire in nuove armi e nuovi morti tra la popolazione locale (e quindi, salvando due vite, se ne perderebbero decine o centinaia). Ma arrivare ad insultare la vittima è indice di un popolo di mentecatti.

Senza considerare poi che molti di quelli che le insultano invece utilizza un metro totalmente diverso nel caso dei due militari sotto processo in India.

«liberate i Maro, Now!» 
«Orgoglio dell'esercito italiano» 
«Indiano di merda»

Seguendo la stessa logica vedo «giovani»  essere felici per la perdita di diritti dei «vecchi» anche se non guadagneranno niente da questa faccenda. Un po' come se mi rallegrassi che qualcuno ha raschiato l'auto nuova del mio vicino.
Non ho guadagnato niente, però adesso la sua auto è brutta quanto la mia. Il problema è che nessuno pensa più in termini sistemici, tutti guardano al loro piccolo pulcioso orticello e si lamentano non appena quello viene toccato, con questa logica sono nati venticinque sindacati diversi, quattrocento sigle per la scuola, ventidue sindacati di polizia, quattrocento contratti diversi.

Poi è arrivato il Jobs act che ha unificato tutto quanto, rendendoli tutti ugualmente inutili, il lavoro trasformato definitivamente in una commodity, il lavoratore licenziabile e intercambiabile come solo nei miei sogni più cupi.

E ancora nessuno se ne preoccupa perché in fondo, mica tocca noi. Per ora.

Gli statali se ne fottono perché, a  quanto pare, non riguarderà loro. I sindacati se ne sono fottuti per vent'anni, gli unici che si preoccupano sono quelli che verranno licenziati, solo nel momento in cui lo saranno, non prima. Perché prima, insomma, chi se ne frega se licenziano il vicino? Mi stava sul cazzo.

Che bello il liberismo! ti permette di avere un Iphone 6 con contratto mensile ma non ti permette di studiare perché costa troppo, lasciamo stare far studiare tuo figlio. Abbiamo fatto proprio un affare ad abbracciare un modello di sviluppo che ci considera delle pedine inutili.

La sinistra antagonista che si è dimostrata essere un concentrato di coglioni a pressione ha sicuramente fatto la sua parte, presentando ad ogni elezione una selezione dei più stupidi individui a disposizione.

Ma la responsabilità più grossa è stata nostra, della nostra passione per quello che è «mio e solo mio» e dal terrificante, ributtante rifiuto di condividere quello che è «mio».
Perché sicuramente sarà un piacere vivere in un paese dove si possono acquistare gli Iphone 6 con un contratto, ma francamente preferirei un paese dove educazione e sanità rimangono libere e funzionanti, dove non si cerca di fotterti ad ogni stormir di fronde.

E non sto parlando certo di comunismo Vs Capitalismo ma di capitalismo razionale Vs Any Rand&Co. 

Sto parlando di individualismo sfrenato, tipico dei bambini in fasce contrapposto al desiderio di collaborare per un vantaggio comune tipico dell'intelligenza.

Una battaglia che, purtroppo in Italia è stata già combattuta e ha già un vincitore. Vi do un suggerimento, la mano invisibile ci sta facendo un fisting.

Oggi è pure morto Pino Daniele, vaffanculo.




Kurdt
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