domenica 17 maggio 2015

2015 odissea nella scuola

E poi al loro compito in classe cazziano l'alunno appena gira la testa.


Ho un ricordo indelebile della prima volta che sono entrato a scuola come insegnante. Il vicepreside mi accoglie nel suo ufficio, chiude le serrande, si siede di fronte a me, mi da uno schiaffo e dice:

"La prima regola del club della scuola è che non si parla del club della scuola."

«E la seconda?» Chiedo ingenuamente.


La seconda è che gli insegnanti sono tutti bravissimi, non importa quello che pensano gli altri. Non importa che non sappiano contare fino a dieci.
Tu dovrai sempre aiutare un collega in difficoltà.

«Anche se sbaglia?»
E anche se fosse? I colleghi che sbagliano diventano meno colleghi? Testa di cazzo!" E paff, un altro sganassone.

Noi lottiamo per un bene maggiore, amico mio. Lottiamo per conquistare il mondo.
Lo guardo stupito per tanta audacia, c'era della visione, in tutto questo.

«E come farete a conquistare il mondo?»

«A colpi di ricorsi dell' Anief» Dice lui, guardando fuori dalla finestra e sorridendo al paesaggio.

«Le serrande sono chiuse, imbecille» Gli dico.

Lui continua imperterrito a guardare.
 Il mondo della scuola è un pantano terrificante, decine di governi lo hanno usato solo per mungere voti. Per ottenerli hanno tentato di far contenti tutti, fregandosene di quello che si lasciavano alle spalle. Risultato? Una scuola che sfornava eccellenza ora è ridotta ad essere a malapena mediocre.

Non ho partecipato allo sciopero di qualche giorno fa, l'unico in tutta la scuola, perché penso che la scuola com'è adesso faccia schifo e debba essere modificata profondamente, anche al rischio di scontentare molti. La scuola deve tornare ad essere un luogo di cultura. Non un lavorificio per incapaci.

Molti di voi si staranno chiedendo come mai gli insegnanti siano in fibrillazione per questa riforma, visto che ci son state altre riforme e nessuno s'è mosso così tanto.

 Bene, tenterò di spiegarvelo in parole semplici.

Il primo problema è legato alla chiusura di una grande lista chiamata Gae (graduatoria ad esaurimento) dove sono stipati in paziente attesa centinaia di migliaia di docenti in attesa di avere il ruolo. Cosa succede? Se chiudono la lista, assumendo la prima parte di quelli in attesa, gli altri potranno entrare solo tramite concorso. E dal mio punto di vista questo è un errore, quelli che sono in graduatoria dopo aver passato un concorso, dovrebbero poter essere assunti.
Per gli altri, concorso.

(Concorso? Ahhhhh! Il male! Come osano!)
Il secondo problema sono le ferie e l'alternanza scuola lavoro. Molti docenti si sono abituati ad avere l'estate completamente libera e non vedono di buon occhio i corsi di aggiornamento. Altri sarebbero d'accordo nel modificare la data delle ferie (assieme a tutto il calendario scolastico). Se ne dovrebbe discutere.

Il terzo (e fondamentale) punto, riguarda la valutazione dell'operato dei docenti. Per il governo sarebbe un compito del dirigente che potrebbe valutare i singoli insegnanti e decidere di eventuali «premi produttività». Sono in disaccordo anche su questo. Il preside dovrebbe fare il preside, la valutazione, sacrosanta, dovrebbe venire da enti certificatori esterni.

Dove sono i vecchi osservatori del ministero? Una volta erano parecchi e potevano comparire in classe in ogni momento.

Si può anche usare l'Invalsi (altra bestia nera dei docenti) come strumento di valutazione dei docenti. Come? Si prende una classe che mantenga lo stesso insegnante per tutti e cinque gli anni, si somministrano i test tre volte all'anno, per cinque anni, quindi si va a vedere la modificazione delle competenze della classe nei 5 anni.

Se la classe è migliorata (rispetto a se stessa) in percentuale sufficiente, allora il docente ha fatto un buon lavoro, in caso contrario, no.Così si evita anche di paragonare scuole «ricche» a scuole «povere», si paragonano gli studenti a se stessi.
E posso assicurarvi già da subito che la maggior parte dei docenti sarà contrario ad una cosa del genere, del resto la data dello sciopero non è stata mica scelta a casa. L'hanno scelta per boicottare l'Invalsi.

Ma non crediate che sarebbe diverso con un metodo diverso di valutazione eh. Gli insegnanti (molti) semplicemente non vogliono essere valutati da nessuno. Tutti bravi. Tutti, nessuno escluso. Tutti meritevoli di plauso e lodi, anzi, più soldi!

Giusto ieri ho assistito ad una scena da brividi. Una collega cercava di convincere una bambina che una linea retta (lato di un quadrato, unità di lunghezza) fosse un metro quadrato. La bambina, grazie a Dio, sapeva di cosa stava parlando e ribatteva che il metro quadrato è un' unità di superficie, quindi non poteva essere quella retta. Alla fine dmeritevoliella lezione sono andato a dire alla bimba che «ehi, avevi ragione, il metro quadrato è quello che dicevi tu»  per evitare di farla crescere completamente rincoglionita.

Un altro spiegava ai bambini che nello spazio : «Non esistono i colori, perché il colore non si propaga nello spazio, ma viene creato solo nell'atmosfera»

Parafrasando Alien: «Nello spazio nessuno può sentirti disegnare»

Secondo un'altra l'imperativo di dire è... DICI-TU.

Ripetete con me: «Dici, TU!»


Tutti bravi eh, ma se venissero valutati sulle competenze (senza parlare della didattica) verrebbero bocciati a grappoli e non staremmo perdendo granché. Anche per colpa loro la figura del docente è stata svilita così tanto negli anni.

Ancora, rimane un punto importante da discutere. Gli insegnanti di sostegno. Fino ad ora il sostegno è stato visto come un insegnante tuttofare.

Prendilo, spostalo, fagli fare una supplenza qua, dagli un autistico, fai una piroetta, ora un ipercinetico, quindi un Adhd e chiudiamo in bellezza, aiuta un dislessico.


Il governo, nella persona di Faraoni, ha detto che gli insegnanti di sostegno dovrebbero avere un percorso diverso rispetto agli insegnanti curricolari e non dovrebbe essere permesso il passaggio tra le due categorie.

PERFETTAMENTE D'ACCORDO. Per com'è ora il sostegno viene visto solo come «trampolino di lancio» per arrivare alla cattedra di classe, gli handicappati in fondo, sono un fine, mica uno scopo. E lo dico dopo aver appena passato la selezione per il Tfa di sostegno (173 ammessi su 1022 iscritti)

Insegnare sostegno è una vocazione, ed è vero che non dovrebbe essere permesso ottenere la cattedra in sostegno e poi fare il salto sul posto comune. Troppo facile così, amico.
Poi è stato proposto di far specializzare ulteriormente l'insegnante di sostegno a seconda del tipo di deficit sul quale andrà ad operare.

Avremmo, in questo modo, un insegnante che lavora con gli autistici
preparato su quel deficit particolare e uno che lavora con gli Adhd che sa come comportarsi. Vi sembra così sbagliato? Personalmente mi sembra perfetto, dopotutto la professionalità significa maggiore specializzazione.

E maggiore specializzazione significa maggiori stipendi. Non era quello che volevate?
Perché è vero che in Australia gli insegnanti prendono 75.000$ l'anno, ma è anche vero che sono di un livello incomparabile rispetto alla maggior parte dei nostri.

 Insomma, possiamo lamentarci, il Ddl sicuramente deve essere migliorato, il preside non deve poter chiamare le persone che preferisce, i concorsi devono essere fatti bene ed i posti devono essere disponibili e non solo immaginari.

Ma non possiamo continuare così. Pena la scomparsa del paese dall'elenco dei paesi sviluppati. E smettiamola di lamentarci, se non ci sta bene PROPONIAMO NOI metodi per cambiare la scuola in meglio. Metodi che risolvano i seguenti problemi.

1)Preparazione dei docenti
2) Costo della scuola
3) Troppi precari

E no, assumere tutti a caso, non è una soluzione.



Kurdt

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