martedì 18 agosto 2015

Gli svizzeri, terroni di Germania

Anche gli Italiani, nel loro piccolo, s'incazzano. 


Sono appena tornato da un fine settimana a Ginevra, chiaramente è stata l'unica giornata di pioggia degli ultimi tre mesi. Ma immagino che non avrei potuto chiedere di meglio, l'ambiente naturale dei ginevrini in fondo è questo, pioggia, cioccolata, orologi a cucù e organizzazione meticolosa di qualsiasi cosa. O no? 



La risposta breve sarebbe: "No" La risposta lunga ve la darò nelle prossime diecimila parole. Sono partito con Cinziarella con un fantastico treno frecciarossa da Milano, ci ha messo tre ore e mezzo per arrivare a Ginevra. Il motivo principale è che prima di dirigersi dove avrebbe dovuto ha fatto una serie di giri attorno ad un tombino, un saltello e poi ha finalmente deciso che era il caso di andare dove avremmo voluto tutti andare. Il giro è stato più o meno così: 






Ecco. Una volta arrivati, raggiunto l'albergo, abbiamo avuto un primo assaggio della superlativa organizzazione svizzera, sulla mia carta di credito erano stati fatti due addebiti, per lo stesso numero di persone. Immagino credessero che, nati nella patria di padreppìo, anche noi fossimo liberamente moltiplicabili e sdoppiabili. Ma con altrettanta efficienza mi hanno riaccreditato il dovuto, facendomi pagare commissione e cambio, chiaramente.

Usciamo dall'hotel e, affamati come lupi ci infiliamo in un McDonalds svizzero, che come tutte le cose svizzere è caro come il fuoco, paghiamo 31 franchi (30 euri) per due menù, scopriamo che l'esclusivo panino "australian taste!" fa schifo al cazzo e manca di sale, ci ingozziamo di patatine e decidiamo di cercare cosa cazzo c'é a Ginevra, a parte il Cern, che di base è il motivo per cui siamo partiti.

Escludendo chiaramente il cioccolato. Awwwwww. Cioccolato.

Ecco, il primo posto da vedere è una roba chiamata: "isola di Rousseau". E io mi aspettavo un isola. Invece è una roba tipo una piazzetta di paese del sud Italia con un casino di piccioni e altre bestiacce, tutte intente a cavarsi gli occhi per la robaccia che gli tirano i turisti. Una roba così. E i piccioni non capiscono un cazzo di educazione infantile.

Alla fine Cinziarella cerca di mandarmi a cagare, ma sono più veloce e spengo il video in tempo.



Quindi passiamo per la via dei negozi, dove la mia donna decide di fermarsi ad ogni vetrina disponibile, mentre io bestemmio allegramente.  Voi non potete vederlo, ma i cartellini dei prezzi erano più lunghi dei nostri di almeno uno zero, con scarpe che costano almeno il triplo di quanto una persona sana di mente sarebbe disposta a spendere. Per un'utilitaria.



E ora cominciamo dalla roba forte. Entriamo nella cattedrale di Saint Pierre, che dovrebbe essere una delle attrazioni turistiche più grosse, che tipo sta al terzo o quarto posto nella classifica delle cose fighe da fare a Ginevra. Dentro alla cattedrale c'era un caldo pazzesco, che tipo la gente era così svestita che sembrava uno stripclub.

Con un museo sotterraneo che faceva schifo al cazzo e costava un sacco di soldi (come qualsiasi altra cosa). Soldi che chiaramente, non abbiamo pagato.





E il muro dei riformatori. In pratica la Gelmini la Giannini e Moratti scolpiti nella roccia. Attorno a loro un corteo di insegnanti #Noallabuonascuola #Asettembrespaccamotuttoh 
 L'atmosfera che si respira attorno e più pragmatica, così butto una bestemmia e continuiamo la scampagnata.




Dopo un'altro paio di chilometri di camminata, andiamo ad incontrare, finalmente, un po' di vera svizzeritudine. Qualcosa che veramente ti fa capire che razza di popolo incredibile siano.

 Questi lasciano una cassetta dei giornali aperta e con la possibilità per chiunque di prenderne uno. Tanto varrebbe che lasciassero casa aperta senza mandata di chiave e con un cartello all'ingresso tipo "benvenuti e prendete quello che vi pare".

Poco lontano dal contenitore dei giornali, una truppa di neri spacciava erba a giovani pulzelle svizzere.



Ed eccoci alla cosa meravigliosa di Ginevra, la cosa che dovrebbe far impallidire tutte le altre. IL SIMBOLO DELLA CITTA'. Ora voi dovete sapere che il simbolo di Ginevra è uno spruzzo d'acqua alto centoventi metri. Uno spruzzo d'acqua. 






Arriviamo, a bomba, alla cosa più importante del mio reportage di Ginevra. Ecco, so che non vi aspettate che qualcuno ve lo dica, ma tutte quelle storie che gli svizzeri sono puliti, non ci sono sigarette buttate per terra altrimenti ti arrestano e buttano via la chiave, ecco. Tutte cazzate. L'unica cosa che mancava erano i letti buttati dalla finestra. Ecco. Per dire. Guardate qua. Un sacchetto per terra. 



Ma non è finita. Addirittura una busta dell'immondizia abbandonata in pieno centro. Se succedono cose simili in centro, non posso immaginare cosa succederà nella periferia. Appena usciti dalla zona 2 sarà tipo Mad Max, con i Checkpoint e tutto il resto. Mah, sarà colpa degli immigrati Milanesi.



Dopo aver visto tutto questo, abbiamo deciso di agire, metterci in testa il nostro passamontagna anarcoide, e andare a fare guerriglia antisvizzera per le strade. Se questo video arriva nelle mani delle guardie siamo fregati.  Non fate caso alla conversazione fra me e Cinziarella, in realtà poi abbiamo dato fuoco a due o tre cassonetti.



Alla fine della giornata, abbiamo finalmente preso il tram per arrivare al Cern, abbiamo superato tre o quattro checkpoint con dei buzurri armati, strisciati in un tunnel sotterraneo, presentato i nostri passaporti falsi,  e cosa non ti scopro? Che il Cern la domenica è chiuso, come qualsiasi pizzeria. Peggio dei kebabbari oh. 

Che poi sono pure stupidi, la domenica la corrente costa meno, l'lhc minimo potrebbero farlo andare per altri due o tre cicli a novanta gradi. E con questo abbiamo sfatato anche il fatto che gli svizzeri siano dei buoni amministratori.
Ma possiamo dire di aver respirato l'aria carica di raggi gamma del luogo. L'emozione di camminare sopra ad un colossale accelleratore di particelle rimane impagabile. Ma la cosa migliore è stata essersi connessi là, dove tutto ha avuto inizio. 



Come tornare nell'utero.



E da Ginevra, è tutto.


Kurdt (E cinziarella).
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