venerdì 9 settembre 2016

Il calcio. Etica, etnica e Pathos



La vita è un gioco. Un gioco a somma zero dove sei costretto a partecipare, le regole non ti sono state spiegate da nessuno e sopratutto, non puoi vincere. E se avete dubbi, fatevi un giretto nel cimitero più vicino.
Il massimo che possiamo fare è perdere mantenendo una certa dignità, un amor proprio che ci servirà per guardarci allo specchio e sorridere, mestamente, la prossima volta che lo prenderemo nel culo.

La vita è una lunga, interminabile sequenza di calci nel culo. Non a caso la prima cosa che si aspettano tu faccia è metterti a piangere. Vogliono ti abitui all'idea. Pochi minuti prima stai in un posto comodo, caldo, dove cercherai di tornare per tutta la vita.  Ricevi cibo e tutto il resto senza doverti muovere, sei felicissimo. E poi?
Ti sbattono fuori al freddo, staccano il tubo che ti ha dato comodamente da mangiare per nove mesi e ti prendono a schiaffi fino a quando non sputi quel poco liquido amniotico rimasto nei polmoni e ti metti a strillare.
Che a pensarci il Paradiso perduto di Milton è solo una revisione del dramma della nascita. La libertà te la devi guadagnare, figlio di puttana. Meglio comandare nella culla che servire nell'utero! Tipo.

E pensandoci ancora più a fondo, assomiglia in maniera terrificante al modo di agire della pay-tv. Sky per nove mesi di offre tuttiIcazzoDiPacchettiCheTiPare facendoti pagare SuperoffertaSpeciale e poi, alla scadenza dei fatidici 9-12 mesi, ti sventra con gli arretrati e la clausola pagaPagaPaga, ormai sei agganciato fratello, non sperare di cavartela a buon mercato.

In generale diciamocelo , la vita è una bella gatta da pelare, sempre meglio dell'alternativa disponibile, sia chiaro. Mai pensato che gettarsi da un ponte fosse un'alternativa piacevole, ma la vita, è dura. Qualche anno fa, mentre lavoravo in Spagna, morì un mio carissimo amico, Alessio. Aveva un tumore, c'era poco da fare, non potevo manco andare al funerale perché stavo a 3000 chilometri di distanza e dovevo lavorare per sopravvivere. Se sei povero non puoi manco andare ai funerali, ci avevate mai pensato?. Il giorno dopo un cliente dell'albergo mi chiese cosa fosse successo e poi disse: "La vida es como una polla, es corta, pero cuando se pone dura, parece tan larga!" e c'era vera saggezza in quelle parole.

Tutti abbiamo avuto la nostra dose di fregature. La vita manifesta la sua vera natura in modi peculiari, forse tuo padre è pazzo e minaccia di uccidere te e tutti i tuoi fratelli. Oppure è una brava persona, ma è morta in un incidente stradale, o di tumore.Chissà come mai le teste di cazzo non muoiono mai, Adriano olivetti, per dire, è crepato a 59 anni, De Benedettis campa ancora.
O magari ti hanno adottato. La maggior parte di noi è povera o ignorante o sfigata. A volte tutt'e tre le cose assieme.
C'é questa povera bastarda nata nel paese dove sono cresciuto io, che è stata stuprata dal padre per tutta l'infanzia fino all'adolescenza, a sedici anni era incinta, nessuno sapeva di chi, ma insomma, bastava fare due più il padre.
La famiglia, sorprendentemente, era povera, erano costretti a cagare in un buco nel pavimento. La ragazzina, che chiameremo "povera sfigata bastarda" per non ledere il suo diritto alla privacy, era anche ritardata, una manna dal cielo, in questo caso.

Cosa c'entra il calcio? pensate voi. Cosa vuole comunicarci questa faccia di merda?

Vedete, il calcio e la vita sono, a guardarli bene, esattamente la stessa cosa. Ma certo non sto parlando del calcio del Barcellona, dei campioni  che festeggiano un anno il campionato e quello successivo la Champions League, quelli che entrano in campo e si preoccupano di avere i capelli ben oliati, che poi le televisioni e gli sponsor chi li sente.
Il calcio, per me è il Cagliari che partecipa all'edizione 1993-1994 della coppa Uefa, batte facendo affidamento unicamente ad una colossale dose di cuore e coglioni tutte le avversarie fino alla semifinale. Anche la Juventus viene battuta, nei quarti, 1-0 a Cagliari e 2-1 a Torino. Anche i ricchi piangono, sucate Agnelli.

 In semifinale, becchiamo l'Inter. C'è da dire che ci credevamo. Giochiamo la prima a Cagliari, una partita da crampi allo stomaco, non riuscivo a stare seduto per la tensione. Vinciamo 3-2. A questo punto, ci credevamo sul serio, abbiamo battuto la Juve, magari possiamo farcela davvero, anche se siamo brutti. Brutti e pure poveri.

3-0 al ritorno e tanti saluti da quel figlio di puttana di Dennis  Bergkamp. Quella sera piansi.
Non perché una partita vinta avrebbe cambiato la mia vita, piansi perché avevo capito la lezione. Se sei brutto e povero, non sperarci troppo.

E la vera magia del calcio è proprio questa. La magia è il Frosinone che arriva in serie A, non ci rimane a lungo, ma i sogni non possono mai durare troppo, La magia è Fabian O'neill che dimostra di essere un campione e poi sparisce, alcolizzato e solo a coltivare un campo in Uruguay.
Il calcio è l'Atletico Madrid che arriva due volte in finale di Champions e perde, entrambe le volte contro gli odiati cugini del Real Madrid. I cugini ricchi, quelli che non vi somigliano.

Tifo per una squadra che lotta, lascia l'anima sul campo, perde. Perché mi ricorda quello che devo fare ogni giorno, So di non essere Messi, non vinco sempre e quando perdo non posso minacciare di lasciare la nazionale. Quando perdo, cosa che accade piuttosto spesso, raccolgo i cocci e ricomincio a pedalare. Ecco, per me il il calcio è anche Superga.  E okay, potete anche tifare Juventus, magari vivete a Sassari, per dire, tifatela pure. Sono sicuro però che il grande Torino aveva più tifosi della Juventus, ai tempi. Molti hanno smesso di tifare Toro nei tristi anni dopo Superga, io avrei iniziato a tifarlo allora, quando ne aveva più bisogno. Vincerete pure qualche coppa, ma del calcio non avete capito un cazzo di niente. Avete a malapena grattato la superficie, vi piace vincere, come a tutti, ma non imparerete niente, quando la vostra squadra per una ragione o per l'altra inizierà a perdere, l'abbandonerete. L'unica ragione per cui l'avete scelta è che volevate rivedervi in una squadra che vince, volevate vincere anche voi, un pochetto, prima di tornare al vostro lavoro da cinque euro all'ora.

Continuate pure a sognare di vincere, guardatevi la vostra squadra da duecento gol a stagione, io preferisco i poveri stronzi che si salvano all'ultimo secondo, finiscono in b, falliscono, alla fine della fiera quando mi guardo allo specchio, sono come loro.

E sogno che la mia vita sia una semifinale di coppa Uefa persa all'ultimo momento.

Kurdt.


Some people believe football is a matter of life and death. I'm very disappointed with that attitude. I can assure you it is much, much more important than that (Bill Shankly)