sabato 26 novembre 2016

Sieg Heil, Donald Trump!


Una foto di D.Trump da giovane. Quando si faceva chiamare Camacho mi stava più simpatico.



Le elezioni Usa sono già avvenute, praticamente un mese fa, e visto la capacità di attenzione media della popolazione, molti non ricorderanno manco chi sia Donald Trump. Non ho scritto niente perché volevo prima vedere le reazioni scomposte del pubblico di facebook.
No, non è vero, ho aspettato un mese a scrivere perché dovevo riprendermi da una legnata terrificante che ho beccato in piena fronte, ma questa è un'altra storia.

Comunque, ha vinto Trump. Suona strano anche scriverlo. Ha vinto il tizio che proponeva muri a difesa dei confini con il paese vicino, manco fossimo la Cina nel secondo secolo A.c.
Ha vinto il tizio che è riuscito a collezionare una bancarotta dopo l'altra, prendendo imbarcate finanziarie, una dopo l'altra. Quello che ha i capelli arancioni e si vanta di afferrare le donne dalla fica. Tanto per inquadrare ancora meglio il personaggio, ha vinto quello che ha aperto un'università che non è un università. Una roba che assomiglia un po' alla scuola di ballo di Maccio, il passo dell'asino è uguale.
 



Solo che l'uomo che usciva la gente stavolta ha vinto. 
Come diavolo ha fatto a vincere?

Perché io sono sicuro che, se Pinotto, il mio amico Portiere del Canegrate F.c avesse partecipato alle elezioni, avrebbe vinto. Anche se non parla una parola d'inglese. Anche se quando apre la bocca rutta petardi all'aglio e peperoncino che Diosanto, levati. Ecco, avrebbe vinto. Gli sarebbe bastato dire: "Non sono Donald Trump".

L'indice di popolarità di Trump era praticamente il più basso della storia, nessun presidente era mai stato eletto con un disprezzo così diffuso tra gli elettori. Peccato avesse contro di se Hillary Clinton.  E quindi a Trump è bastato dire : "Non sono Hillary Clinton" per vincere le elezioni. Beh, non proprio, si è anche appellato ai peggiori istinti dell'umanità, al razzismo, al sessismo, al disprezzo del diverso e del più debole. Ma contro qualsiasi altro candidato con un briciolo di sale in zucca, avrebbe perso in maniera clamorosa. Aveva contro tutte le principali testate giornalistiche, fatta esclusione di Breitbart  e fox news. Lammerda.

Ha speso una frazione dei soldi messi in campo dalla Clinton, eppure, incredibilmente, ha vinto.

E no, non ha vinto perché la Clinton è una donna e lui è un uomo, come dicevo, si fosse presentata Antonella Sgozzacapretti, la famosa presentatrice della sagra dello zibibbo di Cantalupo (Pa) avrebbe vinto lei. Trump ha vinto perché la popolazione americana (e mondiale) e passata da un vago disinteresse per la politica, ad odiarla, ed infine a non capirla più. Questo è lo storico delle elezioni presidenziali negli ultimi 60 anni



42nd 1952 Dwight D. Eisenhower (Republican) – 442 Adlai Stevenson (Democratic) – 89
43rd 1956 Dwight D. Eisenhower (Republican) – 457 Adlai Stevenson (Democratic) – 73
44th 1960* John F. Kennedy* (Democratic) – 303 Richard Nixon (Republican) – 219
Harry F. Byrd (Democratic) – 15[37]
45th 1964 Lyndon B. Johnson (Democratic) – 486 Barry Goldwater (Republican) – 52
46th 1968* Richard Nixon* (Republican) – 301 Hubert Humphrey (Democratic) – 191
George C. Wallace (American Independent) – 46
47th 1972 Richard Nixon (Republican) – 520 George McGovern (Democratic) – 17
John G. Schmitz (American) – 0
John Hospers (Libertarian) – 1
48th 1976 Jimmy Carter (Democratic) – 297 Gerald Ford (Republican) – 240
49th 1980 Ronald Reagan (Republican) – 489 Jimmy Carter (Democratic) – 49
John B. Anderson (no party) – 0
Ed Clark (Libertarian) – 0
50th 1984 Ronald Reagan (Republican) – 525 Walter Mondale (Democratic) – 13
51st 1988 George H. W. Bush (Republican) – 426 Michael Dukakis (Democratic) – 111
52nd 1992* Bill Clinton* (Democratic) – 370 George H. W. Bush (Republican) – 168
Ross Perot (no party) – 0
53rd 1996* Bill Clinton* (Democratic) – 379 Bob Dole (Republican) – 159
Ross Perot (Reform) – 0
54th 2000*† George W. Bush* (Republican) – 271 Al Gore† (Democratic) – 266
Ralph Nader (Green) – 0
55th 2004 George W. Bush (Republican) – 286 John Kerry (Democratic) – 251
56th 2008 Barack Obama (Democratic) – 365 John McCain (Republican) – 173
57th 2012 Barack Obama (Democratic) – 332 Mitt Romney (Republican) – 206
58th 2016*† Donald Trump* (Republican) – 306 (preliminary) Hillary Clinton (Democratic) – 232 (preliminary)


     
  Sono passati da Eisenhover a Trump (Rep) e da Jfk alla Clinton per i Dem. Niente da dire, Jfk aveva i suoi difetti, il primo sicuramente la facilità con cui si faceva sparare in testa e abbassava i pantaloni, Eisenhover dal canto suo è responsabile della destabilizzazione dell'america latina, ma ricordiamoci che ha creato la Nasa, dato una sistemata al bilancio e continuato le politiche del New Deal patrocinate da Roosevelt. Come sono arrivati alla Clinton e a Trump? Se fossi stato americano avrei sicuramente votato quella donna, più per orrore dell'alternativa che per apprezzamento delle sue idee. Ma quando durante le primarie la scelta era tra Bernie Sanders e Hillary Clinton, e la persona a capo del Dnc era un'ex dipendente della Clinton qualche dubbio sarebbe venuto pure a me. Ma è quando Wikileaks ha tirato fuori le mail del Dnc (il partito democratico americano) che le cose si sono fatte veramente grigie. Durante le primarie il partito (che sarebbe dovuto essere imparziale) teneva costanti contatti con giornali e reti televisive per affondare Sanders (Caro New york Times, e io che ti credevo un giornale serio) mostrando addirittura diritto di veto sugli articoli. E quando è venuto fuori tutto il letamaio (Sanders aveva già perso le primarie) Debbie Wasserman Schultz è stata sostituita con Donna Brazile, nel tentativo di calmare la bufera. Peccato che la stessa avesse passato alcune domande alla Clinton prima di un dibattito alla Cnn (per cui la Brazile lavorava). Inaccettabile.

In pratica sono poche le cose che non sono state fatte per consentire alla Clinton di vincere le primarie, ho speso mesi a leggere qualche migliaio di Email, so che non è normale né sano, ma sono fatto così, se qualcosa m'incuriosisce, mi ci attacco come una zecca al cane.

E la Clinton ha vinto quelle primarie, mentendo spudoratamente su questioni importanti come il commercio, la sanità o i suoi legami con wall street. Lo ha fatto per allinearsi meglio con quello che i sondaggi dicevano la gente volesse, se i suoi discorsi a porte chiuse per Goldman Sachs non fossero stati pubblicati, probabilmente molti la crederebbero persino in buona fede. Una parte dell'elettorato ha punito questa attitudine non votandola. Attenzione, non votando per Trump, che li disgustava almeno nello stesso modo, ma rimanendo a casa evitando di validare, con il proprio voto, un comportamento considerato moralmente disgustoso.

In pratica è come quel gioco in cui due persone sono una di fronte all'altra, ci sono cento euro sul tavolo, uno dei due decide come dividere la somma, l'altro può solo decidere se accettare o no la divisione. In teoria una persona completamente razionale accetterà qualsiasi somma (anche 99 euro io, 1 tu) perché in fondo un euro in più è sempre meglio che niente. Ma visto che siamo esseri umani, tendiamo a punire qualcuno che sembra avere un comportamento egoista e disinteressato, così che impari la lezione per la prossima volta.

E con la prossima volta, intendo le elezioni del 2020. Sempre sperando che il pianeta non sia diventato una palla radioattiva, nel frattempo.
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