mercoledì 8 marzo 2017

"fanculo i poveri" tax

Salvini appoggia la flat tax. Vi basta per capire che è una stronzata?

Oggi sono venuti fuori con la proposta di una «flat tax» cosa è una flat tax per le persone che vogliono portare la loro residenza in Italia. Cosa vuol dire? Significa che qualsiasi sia il tuo reddito, pagherai 100.000 euro di tasse. Sembra tanto, dopotutto 100.000 euro chi li ha mai visti? Sono i soldi che ho guadagnato negli ultimi dieci anni di lavoro e questi dovrebbero sborsarli tutti, in un colpo solo, ogni anno.

Con la differenza che io pago circa il 50% di quello che guadagno in tasse, un tizio che ha un reddito di 50.000.000 pagherebbe un terrificante 0,2%. In pratica pagherò, in percentuale trecento volte tanto il tizio. Rapportato al mio reddito significherebbe che pagherei ogni anno circa settanta euro di tasse, se venisse applicato quel tasso a me. Ma ovviamente, io non posso farlo, perché se questa «flat tax» venisse applicata all'intero sistema, crollerebbe in pochi mesi. Le strade sono costose da mantenere, gli ospedali e i medici devono essere pagati, la polizia, l'esercito, gli insegnanti e le scuole eccetera eccetera. 

 In pratica è un messaggio diretto dal governo ai poveracci. Ci stanno dicendo:

Signori e signore, ladies and herren: 

DI VOI NON CE NE FREGA UN CAZZO, TANTO NON POTETE MICA SCAPPARE.

Perché vedete, il riccone che si può permettere un Gulfstream privato, già ha qualche decina di commercialisti specializzati nella «tax optimization» che è un modo fico di dire «elusione fiscale». Che a sua volta era un modo fico di dire «evasione fiscale usando i buchi della normativa». Allora, al povero riccone, mica possiamo corrergli dietro e fargli arrivare una cartella dove lo minacciamo di arrestarlo/raderlo al suolo/fargli chiudere baracca se non paga, quindi, dopo aver tentato in maniera molto divertente di stanarlo, abbiamo deciso di arrenderci. Il nostro governo ha deciso che l'articolo della costituzione che recita : «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Ed aggiunge: Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.» 

Il sistema fiscale è progressivo, hai capito Clara? Ah si Tony, lo so bene. Ahahahahahahahahahah, fanculo, poveracci!


Tutti a parte il riccone che arriva dall'estero. E occhio, non c'é bisogno che il riccone sia straniero, potrebbe tranquillamente essere un italiano con residenza all'estero, o con doppia cittadinanza l'importante, quello che veramente è importante, è che sia ricco. Quindi toccherà riscrivere quella parte della costituzione, proprio quella parte che secondo me andava benone, suonerà più o meno così:

«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche, ma i poveri di più perché ci stanno sul cazzo»
Starete pensando che «Dai, esageri, in fondo questi portano soldi che altrimenti mica sarebbero arrivati!» 

E qui capisco che non avete afferrato. Il riccone sposterà la residenza in Italia, pagando una frazione ridicola di quello che avrebbe pagato, fino a quando il Lussemburgo non proporrà una tassa ultraflat di 20.000 euro. E il riccone, che tanto mica risiedeva in Italia perché amava la cultura, sposterà di nuovo tutto l'ambaradan. E possiamo continuare questo giochino fino a quando un ipotetico stato non decida di chiedere solo un obolo di 1 euro, perché dai, in fondo «Il riccone spenderà pure una parte dei suoi soldi dove risiede, capito? Ci guadagneremo tutti!» .
E così ci ritroveremmo con una struttura sociale ultrapiramidale dove pochissimi sono ricchissimi (diciamo l'1%?) alcuni se la passano bene (il 10%) e il resto della società sta crepando di fame. Non che sia qualcosa di innovativo nella storia dell'umanità, sia chiaro, basta pensare al medioevo! C'era il re, il principino, il conte, la corte... E i pezzenti che crepavano di fame. E cosa faceva il re per meritarsi tutto questo? Mah, generalmente un cazzo, era il Re. Dio lo aveva scelto per essere il RE voi potevate solo pulire la merda del suo cavallo, se vi andava molto bene, oppure crepare di fame.
Potevano anche chiamarla "Ci piacevano le pestilenze tax" che era uguale ma forse suonava peggio. 

E sono il primo a dire che i soldi dei contribuenti vadano spesi bene, che i «furbetti del cartellino» come sono stati soprannominati erroneamente, siano in realtà truffatori e criminali da punire con la prigione, che il pubblico vada considerato una risorsa comune che, se gestito bene, porta vantaggi a tutti. Ma la tragedia dei beni comuni è sempre la solita, qualcuno s'illude che imbrogliando il sistema (e ottenendone un momentaneo vantaggio) potrà scampare alla devastazione che consegue allo spolpamento del sistema stesso.

Quando ci ritroveremo con ospedali ancor più «razionalizzati», con la criminalità ancora più debordante, con le scuole che crollano, mi piacerebbe vi ricordaste di chi è la colpa. Perché la colpa è anche vostra. Nostra.  La colpa è anche vostra quando accettate di pagare di meno uno che non vi fa la fattura, vostra quando prendete due settimane di malattia per: «motivo a cazzo», vostra quando non v'impegnate per capire in che razza di casino ci stiamo infilando come società e come singoli e votate il primo stronzo che promette prebende e simsalabim economici. 
Vostra quando urlate contro i pezzenti che arrivano sui barconi

Vostra quando frignate che i barboni per strada se lo meritano sicuramente, altrimenti mica sarebbero lì


Guardate Trump. Ha vinto promettendo di proteggere la classe media e i lavoratori, insultando gli immigrati, assicurando che avrebbe fatto una lotta alla finanza che ha disintegrato quel poco di stato sociale che era rimasto negli u.s.a Ha riempito il suo governo di faccendieri e leccaculo, tutti al soldo di un interesse economico o dell'altro.

Non riderò di certo quando ci ritroveremo in braghe di tela, potete starne sicuri, ma almeno un «io lo sapevo, cazzo» dovrete aspettarvelo.