domenica 23 luglio 2017

E adesso vaccinateci tutti!

Science, bitch!


Nel decreto Lorenzin sui vaccini, pare che sia presente un comma che obbliga i docenti a vaccinarsi. Non ci avevo fatto caso fino a quando la mia bacheca è stata invasa da commenti di docenti incazzati contro la terribile lesa maestà. Quelle stesse persone che si lamentano della loro condizione, che danno addosso allo stato, che parlano di "libertà d'insegnamento" e cose simili. Ecco, quelle persone sostenevano che rendere i vaccini obbligatori per i docenti fosse una cosa orribile, che non si può fare, bisogna essere liberi.

Altri docenti (di cui grazie a Dio facevano parte i miei contatti) rispondevano per le rime a questa ondata montante.

Di solito cerco di mantenermi calmo quando discuto, perché non voglio mettermi a litigare con gente che, alla fine della storia, avrà mantenuto la stessa opinione. Posso discutere quando vedo la possibilità di imparare qualcosa, ma cercando di ricordarmi quante volte ho cambiato idea di fronte a delle evidenze credibili. In questo caso purtroppo è impossibile, perché sono direttamente chiamato in causa.

Volete sapere perché la scuola italiana ha problemi? Perché gli insegnanti non vogliono vaccinarsi. E se non vedete il nesso, ve lo spiego io. Il vaccino è una delle pratiche mediche più sicure, più studiate e più efficaci che la storia ricordi, se la gioca con gli antibiotici per numero di vite salvate, come si può essere contro i vaccini? Intanto partiamo dal concetto di:

"Metodo scientifico" una collega, discutendo con me ha scritto, parlando della non sicurezza dei vaccini e dell'impossibilità di dimostrazione dell'immunità di gregge :

il metodo scientifico è opposto ai "se" e ai "potrebbe" il processo dei fatti attraverso il metodo scientifico fornisce prove inconfutabili, cosa che in questo caso, come in altri in medicina, non è possibile.

Ecco, questa è il più grande insulto che si possa fare alla scienza. Significa confondere la scienza con una fede. Molte persone hanno questa convinzione, la scienza è sempre corretta, la scienza non sbaglia,  è sempre o bianco o nero. La scienza come risposta ad ogni domanda, la scienza ridotta a questo: 


E grazie per tutto il pesce. Ah no, quello era un altra storia. 
La scienza è un lumicino acceso nelle tenebre, un metodo che utilizziamo per non inciampare troppo spesso nel buio, non il sole che tutto illumina, ma un lumicino che ci permette di fendere la coltre d'ignoranza nella quale siamo nati e cresciuti. Come una persona al buio in una stanza, andiamo a tentoni, tocchiamo quello che ci circonda e costruiamo una mappa mentale, magari tocco una sedia, potrei scambiarla per un bastone a seconda di dove tocco, potrei credere che un armadio sia un blocco di legno chiuso, fino a quando non trovo le ante. E anche una volta aperto l'armadio, capire cosa c'è dentro sarà complicato, cosa diavolo sono quelle cose morbide? Cotone? Lino? Fuori dalla casa farà freddo? Quindi magari siamo in inverno!

Ecco, la scienza è l'arte di farsi domande, sapendo una sola cosa, con certezza, che la maggior parte delle congetture che farò sarà completamente sbagliata e di molti altri errori non mi renderò neppure conto. La scienza è l'arte di sbagliare, sbagliare spesso, sbagliare meglio. Ma quando ci azzecchi, beh, allora è festa grande.

Se possiamo collegarci ad un satellite oggi, lo dobbiamo alla colossale serie di errori compiuti da milioni di persone, scienziati o no, chiamateli come vi pare, che si sono passate la staffetta. Eratostene, Newton, Von Neumann, Turing, Einstein, Fermi, e chissà quanti altri, spesso sconosciuti, si sono dati il cambio. La scienza è la grande spinta collettiva che porta avanti la nostra società non come un singolo, ma come un grande gruppo. Ecco perché la ricerca di base non è brevettabile. Perché è di tutti, per tutti. Solo io lo trovo meraviglioso?

E vedere dei docenti dare addosso ai vaccini senza controllare quali siano le fonti affidabili, delle persone che, come prima cosa, devono insegnare a farsi domande e cercare delle risposte, mi ha fatto cadere le braccia. Scusate, volevo dire i coglioni. Mi ha fatto cadere i coglioni.
Dovete sapere che in una classe delle elementari può capitare che un bambino di nove anni ti corregga, veda un tuo errore e te lo faccia notare. 


"Maestro, lì ci va l'apostrofo"  

Un docente può reagire in due modi diversi

1) Controllare se l'apostrofo manca davvero, fare i complimenti al bambino e correggere.

2) NON controllare se l'apostrofo è al posto giusto e redarguire il bambino per aver discusso la sua scelta. La scelta di un adulto maggiorenne e quindi, più corretto.

Valuto la bravura degli insegnanti con questo metodo. Ho avuto modo di vedere scene allucinanti, insegnanti che cercavano di convincere alunni che un metro quadrato fosse una retta lunga un metro, rifiutando qualsiasi opinione contraria (almeno fino a quando non sono stato io, non un bambino, a sottolineare l'errore) e altri che invece, correggevano l'errore e andavano avanti, insegnando che l'errore è una componente essenziale della vita, una cosa che, non solo succede, ma è comune ed essenziale per migliorare.

Occhio però, qualcuno potrebbe dire "Si, allora dobbiamo poter essere in grado di discutere le scelte dei medici se non siamo d'accordo!" certo che possiamo, ma dobbiamo comunque conoscere la scienza pregressa, non posso aspettarmi di correggere un fisico senza conoscere nemmeno Archimede, chiaro? Il bambino può correggermi perché ha imparato le regole grammaticali da applicare, non perché se le inventa.

Il rapporto docente alunno è momentaneo. Arriverà un giorno in cui i miei alunni potranno insegnarmi qualcosa nel loro campo d'esperienza, perché avranno imparato (e sbagliato tantissimo) in un piccolo ambito, e io potrò beneficiare di tutti i loro errori messi insieme.

Ecco, la scienza è mettere a disposizione della società gli errori che ho accumulato in una vita.

E quando un insegnante va contro i vaccini, senza nessuna competenza di medicina, mi chiedo: "Come può questa persona essere così arrogante, buttare nel cesso tutta l'esperienza, i tentativi, i fallimenti fatti da esperti in quel campo di cui lui non sa nulla, o quasi?" Quando vengono da noi i genitori, spesso ci lamentiamo che vogliano discutere le tecniche didattiche senza conoscerne le basi. Eppure vogliamo discutere di epidemiologia senza conoscere la differenza fra antìgeni e virus inattivati.

Alla fine, mi hanno bannato dalla pagina, una pagina che tiene assieme circa 20.000 insegnanti. Diciamo che circa la metà sono su posizioni vicine agli antivax. Immaginate che ogni insegnante entra in contatto con 20 bambini e rispettivi genitori. No, non mi preoccupa che possa contagiarli, non con dei batteri almeno. stiamo parlando di 10K x 20 Persone raggiunte (Si, sto considerando un solo genitore, per tenere le stime al ribasso, molti genitori hanno figli in classi diverse). Stiamo sempre parlando di 200.000 persone che potenzialmente potrebbero, chissà, chiedere un consiglio ad una persona che immaginano "di cultura". E no, magari non lo chiederebbero al medico perché "il medico ci guadagna, chiediamolo al maestro".

Mi capita di ascoltare dei docenti di sostegno discutere dei "danni da vaccino" in aula docenti. E lo fanno sostenendosi l'un l'altro. Adesso immaginate una madre o un padre che devono sentirsi dire da queste qui che, la responsabilità dell'autismo del figlio è di un vaccino che potevano, potenzialmente, evitare. Non di un errore genetico, contro il quale puoi fare ben poco, ma di un vaccino.

Le conseguenze possono essere terribili. Una mamma spaventata potrebbe non vaccinare il figlio, il bambino ha delle conseguenze gravi, la madre si sente in colpa e accusa chi? La scuola. Ma non accusa l'insegnante che l'ha consigliata eh, accusa TUTTA la scuola, sui giornali vengono fuori interviste con insegnanti no-vax e in un batter d'occhio è colpa anche mia.

E sono pochissimi quelli che sarebbero capaci di dire: "Occhio ragazzi, che non tutti i docenti sono così scemi" e quei pochi sono già dalla nostra parte in ogni caso. Mi rivolgo ai colleghi, in particolare a quelli che sono ancora convintissimi novax. Capisco che non ci sia modo che mi crediate, adesso, pensate che io sia uno che non ha capito una sega e vuole confondere anche voi con le sue fregnacce, ma per favore, pensateci prima di parlare con dei genitori di queste cose. Pensateci bene e abbiate l'umiltà di accettare che non conoscete l'argomento, io farò lo stesso e consiglierò di parlarne con il proprio medico, così siamo tutti contenti.

E se proprio non riuscite a contenervi, visto che vi piace così tanto l'argomento, iscrivetevi a medicina, con le vostre competenze poi, siete già a metà strada.
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