sabato 16 dicembre 2017

E se poi, per dire, muori?

Questo sono io


Una delle cose che non capisco della gente è quanto si preoccupino dei soldi. Io dei soldi, in linea di massima, me ne sbatto il cazzo. Sono una cosa che ho e perdo, mi servono, li uso. Ma discutere di soldi, tra amici poi?

C'è questa ragazza, lavora con me, sono tre mesi che non la pagano, allora quando usciamo da scuola assieme, le offro il pranzo. Dopo che l'ho fatto per un paio di volte, forse ha pensato lo facessi per scoparla, ha cominciato a comportarsi in modo strano. Mica le offro il pranzo perché penso di scoparmela, le offro il pranzo perché so che ha un figlio, so che le bollette costano, so che la vita è dura, soprattutto quando non ti pagano.

Ecco perché m'incazzo quando si fanno questioni di soldi. Se ci trovassimo nel deserto e dovessi portarti in braccio fino ad una cazzo di oasi, lo farei, mica mi fermerei a pensare: "ehi, ma questo figlio di puttana puó restituirmi il favore? No? Dopotutto mica è tanto probabile ritrovarmi un'altra volta perso nel deserto.

Crepa sotterrato nella sabbia, merdoso!"


E se tu fossi in bolletta, ti ospiterei, chi se ne fotte se quei soldi non li hai. Se mi preoccupo perché non ti voglio in casa mia, significa che non sei un amico. Se comincio a ragionare sugli interessi, su quanto puoi darmi indietro, allora questi non sono ragionamenti da umani, sono ragionamenti da macchine. Ma una macchina mica lo sa, che prima o poi deve crepare. Una macchina, mica lo capisce, che la realtá è una stronzata che prima o poi ci giochiamo, chi per il cancro, chi sotto una macchina, chi perché gli scoppia un embolo nel cranio.

Eppure ci comportiamo come se i nostri debiti fossero eterni, la nostra memoria, perfetta, la nostra vita, infinita.

Rilassatevi, stronzi, tanto prima o poi crepiamo tutti. Cerchiamo di renderci il viaggio meno spiacevole di quello che è. Offritevi una birra, scopate, insultatevi. Ma smettetela di misurare tutto con i soldi, perché quando quelli finiranno (e finiranno) non avrete uno sportello bancario su cui piangere.

Fatto questo preambolo, parliamo, appunto, di cose serie.

Sono anni che scrivo su questo sito, non vi ho mai rotto il cazzo con la pubblicità o altre cose da stronzi, non ho mai cercato di vendervi niente, vi ho solo dato un flusso costante di roba da leggere, di solito buona, senza chiedervi una sega in cambio. Pensateci, 500 articoli, delle dimensioni medie di 4 pagine, fanno 2000 pagine. Sono quattro libri scritti e regalati. Uno ve l'ho regalato per davvero.

E da oggi ho deciso che scriverò in cambio di qualcosa. Non lo faccio perché voglio i soldi, ma perché quando si fa qualcosa gratis, la gente non ne percepisce più il valore, dopotutto è gratis, sicuramente deve essere robaccia. Ma lasciate che l'oste vi dica quanto è buono il vino, per una volta.

Quello che scrivo non è robaccia. Sono bravo. Non grandioso, non ancora almeno, ma sono bravo. E avete 500 articoli da leggere per decidere se vi piace come scrivo.

Ho aperto un account Patreon, dove metterò, a puntate, il romanzo che sto scrivendo. Ah, non sapevate che stavo scrivendo un romanzo? Bene, ora lo sapete, s'intitola:

                                                   "Storie di un povero stronzo"


E ne sto preparando un altro che invece parla di roba che potrebbe interessare chi s'interessa di transumanesimo e intelligenza artificiale. Il titolo è tutto un programma.

                                              "Transumanesimo per scimmie ubriache"
Inizialmente il titolo doveva essere "Transumanesimo for dummies" ma ho pensato che fosse troppo sobrio.

Insomma metterò lì le cose più importanti che scrivo, inclusi gli articoli. E non lo faccio per cupidigia, ci sono sette anni di scrittura gratuita pronti a dimostrarlo. Lo faccio perché penso che quello che faccio abbia un valore, e voglio dimostrarlo.

Ah, con l'accesso a Patreon avrete anche la versione riveduta e corretta del racconto "The underdog" (63 pagine di racconto) che altrimenti trovate su Amazon a questo indirizzo.
Un caffè al mese. E avrete uno scrittore al vostro servizio, natale e festivi inclusi. Pensateci.

E dopo che ci avrete pensato abbastanza, tipo quattro secondi, offritemi sto caffè. C'è chi ho incontrato di persona e mi ha offerto una cena. Chi birra a profusione, chi una piada. Ma non posso incontrarvi tutti di persona, quindi se volete sdebitarvi di anni di letture, fatemi felice e sostenetemi, non avete idea di quanto sia importante per me, questa cosa. Non ve ne pentirete.



Questo sono io quando qualcuno crede in quello che faccio. Sono meglio eh?


Kurdt.

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