domenica 19 marzo 2023

LibertéEgalitéBombacarté

 


Evviva i francesi. Non mi sentirete spesso parlare bene dei cugini mangiarane*, questo è uno di quei momenti. Perché i francesi sono come er cavaliere nero della favola.  

 Nun je devi rompè er cazzo. 

Per quelli che non s’interessassero di politica, riassumo così la situazione, Macron sbava dietro una riforma delle pensioni da anni, ha cercato di farla passare in più occasioni, beccando ogni volta clamorose porte in faccia da tutti, consapevoli che i voti non sarebbero mai bastati in parlamento. 

E cosa si fa quando non si hanno i voti per fare qualcosa, in una democrazia? Ovviamente si lascia perd...

Si utilizza un articolo della costituzione francese, il 49, engagement de responsabilité, alla sottoparte 3,   che permette di  passare una legge senza il parlamento. Una di quelle cose da democrazia matura, quasi marcia. Sul serio, esiste davvero, e l’unica cosa che può fare l’opposizione è presentare un vote de censure,  praticamente il nostro “voto di fiducia” che ha poche speranze di passare, visto che fa sciogliere le camere, crollare il governo e indire nuove elezioni. E come da noi, anche i parlamentari francesi ci tengono, alla poltrona. 

Questa non è stata la prima scelta dell’esecutivo, sono anni che si parla di questa riforma e l’ultima spinta per farla passare ha provocato un’immediata alzata di scudi da parte di tutti i sindacati che hanno dichiarato uno sciopero ad oltranza, riempendo Parigi di immondizia, tra le altre amenità. Perché se scioperano i banchieri in Irlanda, sticazzi, ma se scioperano quelli che raccolgono la spazzatura, preoccupatevi. A New York lo sanno perfettamente. 

Capendo che, anche questa volta l'avrebbero presa in saccoccia non sarebbero riusciti a fare passare la riforma, hanno deciso di giocare la mano più sporca possibile.  Elisabeth Bourne, il primo ministro,


Ha una faccia che a malapena contiene la malvagità che le zampetta sotto. Un incrocio tra una ranoplà e Satana.

 Non a caso un ingegnere con Master in business administration, ha deciso di fottersene della “democrazia” e visto che loro sanno senza dubbio cosa sia meglio per la popolazione, l’Europa, IL MONDO! Possono fottersene della democrazia e far passare qualsiasi legge gli pare in base all’uzzo del momento.  Ed è veramente così? Voglio dire è veramente necessario alzare l’età pensionabile perché altrimenti... 

“Non ci saranno più soldi per le pensioni e fallirà tutto il sistema! I francesi invecchiano troppo e non  muoiono mai in tempo!”  

Oppure è una grandissima stronzata fatta per buttarla nel lo sgnaus alla popolazione, come al solito, ma trovando la scusa tecnocratica? Sarete sicuramente sorpresi dalla mia risposta. 

Quando si parla del problema delle pensioni, si dice spesso che se non facessimo così non potremmo pagare le pensioni a quelli che verranno dopo, cosa che è vera, se non si considera l’impressionante aumento di produttività di tutte le economie avanzate negli ultimi cinquant’anni. Si, anche quella italiana.  Perché se guardate la produttività nel 1970 e la comparate ad oggi, è evidente che siamo molto più produttivi di allora, sicuramente la qualità della vita dei lavoratori sarà migliorata nello stesso modo. 

Sir Mainard Keynes in un articolo scritto nel 1930 intitolato “economic possibilities for our grandchildren” (possibilità economiche per i nostri nipoti) diceva: 

“...Three-hour shifts or a fifteen-hour week may put off the problem for a great while. For three hours a day is quite enough to satisfy the old Adam in most of us!...”

Turni di tre ore o una settimana lavorativa di quindici elimineranno il problema per la gran parte. Tre ore al giorno sono sufficienti per soddisfare il vecchio Adamo in ognuno di noi!” 

Il problema di cui Keynes stava parlando? Il fatto che avremmo voluto comunque fare qualcosa, con tutta quella produttività in più, altrimenti ci saremmo annoiati! E la nostra natura di esseri umani (Adamo) richiedeva di essere soddisfatta in qualche modo.

Sarebbe rimasto sorpreso nel vedere che le condizioni dei lavoratori nel 2023 sono per molti versi, identiche a quelle del 1930. Questa è evidentemente un esagerazione, ma, nel 1930 un lavoratore Inglese lavorava 45 ore alla settimana, le quaranta ore, non sembrano questo grande miglioramento, no? 

Quelle risorse si sono accumulate da qualche parte, lontano dai lavoratori. Che hanno semplicemente continuato a lavorare come prima. 

“Ma se non aumentiamo l’età pensionabile i giovani di oggi non avranno mai una pensione!”  Come se la risposta al problema “dove prendiamo le risorse per premiare quelli che mandano attivamente avanti la società” potesse solo essere “facendoli lavorare ancora di più” e non, come sarebbe logico, riducendo la quantità di risorse che arriva alla parte meno produttiva, in cima alla piramide

L’assurdità della posizione di Macron&Co diventa evidente quando si pensa che, nel futuro, la quantità di lavoro svolta grazie a intelligenze artificiali di vario tipo e robots, potrà solamente aumentare, togliendo lavoro ad un sacco di gente.  Per la maggior parte, i problemi comuni verranno risolti da un AI addestrata a fare le cose più banali. Questo varrà per tutti gli ambiti, anche per quelli medici e legali. Ci saranno ancora lavori per gente senza competenze specializzate in settori di nicchia? Certo,  ma non contate su quelli, per la vostra pensione. Anche le persone che attualmente si vedono baciate dalla dea Stem, perché fanno un lavoro ben pagato da, diciamo, programmatori in Python, verranno per la gran parte sostituiti.  

Se credete che questo sia impossibile, vi racconto una storia. Siamo nel 2002, a Spoleto, stavo per diplomarmi e ai primi di Giugno passavo un pomeriggio a discutere con un amico del futuro: 

Calogero: “Tu credi davvero che prima o poi ci siano dei computer che capiscono quello che dici? Che possono risponderti?” 

Kurdt: “Si, sono convinto che entro i prossimi vent’anni avremo un computer che capirà quello che dici e ti risponderà, probabilmente collegato ad internet. E farai molta fatica a distinguerlo da una risposta umana” 

Calogero: “Impossibile, ci posso scommettere la mia futura casa” 

Kurdt: “Ok, ci vediamo tra vent’anni” 

E così, viste come stanno andando le cose adesso dovrei essere proprietario di una casa a Campobello di Licata, anche se non ci conto tantissimo. Le prospettive per il futuro sono incredibilmente grame. Perché la maggior parte delle cose che fanno gli esseri umani, anche in mestieri molto specializzati, come quello giuridico, o medico, sono ripetitive. 

Io faccio l’insegnante, per il settanta percento del tempo potrei essere sostituito da una macchina che ripete “siediti”. Sul serio, non succederà domani, ma succederà. Quei lavori non torneranno. E a quel punto, cosa risponderemo alla domanda: 

“Chi pagherà le pensioni!!??” 

Le pensioni, cari miei, non sono solo una cassa dove uno mette i soldi e se li ritrova quando è vecchio. Le pensioni sono il modo che la società in cui si vive ti dimostra che non sei inutile, che la tua vita ha significato anche da vecchio, che con il tuo lavoro e impegno hai aiutato ad arrivare fino a dove si è arrivati.  Le pensioni sono una dimostrazione pratica di solidarietà. Ed è per questo che ridurre tutta la faccenda a : “Nessuno pensa ai bambini!!? Non avranno mai la pensione!!” è ingenuo e stupido. 

Se le leve del potere vengono lasciate a ricchi e potenti, una società diventa velocemente un merdaio simile agli Stati tipo il North Carolina, dove puoi essere licenziato senza motivo, non hai nessuna tutela sindacale, se perdi il lavoro e ti ammali sei fottuto. Questo è il sogno bagnato di chi le risorse le possiede. 

E se siete per l’aumento dell’età pensionabile in Francia, o in Italia, chiedo, siete sicuri di stare facendo i vostri, di interessi? Perché non sono stati certo i miliardari a vincere i diritti di cui in questo momento, godete.  E se avete paura che finiscano i soldi per le pensioni, cominciate a pensare in maniera diversa. Quei soldi vanno trovati, non continuando a frugare nelle tasche di lavoratori che DA QUARANT’ANNI MANDANO AVANTI LA BARACCA. 

Magari è ora di chiedere qualcosa indietro a quelli che più hanno guadagnato dalla faccenda. 

Ecco perché quando vedo le immagini delle rivolte in Francia, l’unica cosa che penso è: 

Dovremmo farlo pure noi. 


*Che poi le rane sono pure buone.

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