Con il lavoro che faccio, cambio spesso residenza, tant'è che la mia residenza legale, in questo momento, non è dove dovrei essere.
Ho sempre sofferto di questa malattia, sono sempre stato in posti dove non sarei dovuto essere, anche se poi, quando ci stavo per un pò, ci sarei potuto essere, anche a lungo.
Il problema in realtà è che credevo che viaggiare avrebbe dato una risposta ad alcune domande, prima fra tutte, imperante, l'eterno ed immutabile :
"CHI SEI?" *
Diciamoci la verità, tutti abbiamo cercato una risposta a questa domanda, alcuni di noi, ci hanno perso del tempo, alcuni non l'hanno capita, altri si sono ammazzati, altri hanno cambiato sesso, solo per capire che in fondo la si prende nel culo ugualmente.
Quando è toccato a me, ho deciso di partire, lontano da tutte le persone che mi conoscevano.
Credo che la nostra personalità venga plasmata anche da quella banda di individui che il destino ci ha radunato attorno, gente che per puro caso ci ha incontrato, e a cui siamo andati a genio, magari per motivi stupidi, magari perchè sapevamo recitare la divina commedia al contrario in un cimitero.
Volevo vedere com'era, e com'ero, dove nessuno mi conosceva.
Stare sempre nello stesso posto ha qualcosa in comune con l'avere una fidanzata, in entrambi i casi ti danno una struttura nella quale muoverti, e dei limiti, anche se nel caso della fidanzata i limiti si avvicinano paurosamente a quelli della tua resistenza biologica.
Ci diventi amico o nemico di una città, ogniuna a modo suo la puoi amare, e ogni posto può regalarti pezzi di te che nemmeno sospettavi potessero esistere, sepolti sotto vecchi amici, fidanzate storiche, alcool e lavori svilenti.
Quando cambi città, davanti a te si dispiegano nuovamente tutte le possibilità inespresse, tutti i "se", lasciati a marcire in qualche angolo vengono fuori e ti rompono i coglioni, facendo domande, chiedendo risposte. è come avere Marzullo nel cervello.
Quindi la grande domanda sulla verità, l'universo, e tutto il resto,*(1) continua a rimanere irrisolta, sai solo che tu puoi essere qualsiasi cosa, a seconda del posto, e che alcune caratteristiche rimangono fisse, ma non sai esattamente quali.
Sai questo perchè senti di essere la stessa persona di quando ti picchiavano dietro la lavagna, alle elementari, ma non hai elementi che ti riconducano precisamente a quella persona, che potrebbe essere anche tuo cugino, se non fosse che tuo cugino era quello che ti picchiava, dietro la lavagna, e quindi una parte già l'aveva nella scena.
Quindi ora sono tranquillo, in una camera d'albergo di un isola che non conosco, e che diventerà la mia casa per qualche mese, forse un anno.
Magari diventerò amico di qualcuno, e forse, se va di culo, m'innamorerò; tutto questo solo per perdere tutto di nuovo, quando cambierò isola, e sarà sempre un addio, mai un arrivederci.
Ma in fondo la vostra vita è diversa?
Quanti amici avete dimenticato, anche se vivono sotto casa, quante fidanzate vi hanno piantato,(anche se alcune,mosse a compassione, vi hanno fatto credere di essere stati voi, a mollarle) , e quante volte vi siete trovati soli, in camera vostra, o fuori, magari passeggiando, senza nessuno a cui raccontare l'ultimo abisso a cui era giunta la vostra stronzissima esistenza?
In fondo siamo la stessa cosa, come vedete.
Anche se io sono nella sopracitata camera d'albergo, a battere uno stupido pezzo per quei quattro stronzi che mi stanno leggendo, e che sono sempre i soliti quattro stronzi, eccheperò stanno diventando una delle cose più stabili della mia equilibristica esistenza, quei quattro poveri stronzi.
Che poi ho deciso di cambiare la domanda, non mi chiedo più, CHI SONO ?
Ma: "Dove sono?" e devo dire che come domanda mi soddisfa anche di più, perchè se la risposta è impossibile, la domanda è sbagliata.
(1)*42
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mercoledì 3 novembre 2010
mercoledì 29 settembre 2010
Dio
Dio non esiste.
Ma se esistesse avrebbe bisogno di un buon avvocato.
Dio io me lo vedo,seduto sulla prima spiaggia che aveva appena inventato, sdraiato all'ombra,ma,miracolosamente , senza niente che la proiettasse,( non aveva ancora inventato le palme).
Lo immagino pelato, dio.
Pelato e che si legge il giornale; la gazzetta dello sport.
Dio è grasso e scapolo,prima di fare il mondo come noi lo conosciamo, ha lavorato come impiegato in un azienda di elettrodomestici usati, ma non funzionava granchè, visto che li aveva usati solo lui, e non c'era nessuno che li comprasse.
All'epoca passava i suoi infiniti pomeriggi* a risolvere sudoku e cruciverba difficilissimi , giocava partite a scacchi che finivano sempre con una partita perfetta e una patta.
Si dilettava anche a giocare a chi piscia più lontano.
Ma anche li il risultato era scontato, lo schizzo faceva sempre il giro del mondo è lo colpiva sulla nuca,con la forza di un idrante.
Ma nemmeno questo passatempo lo liberava dalla noia che stava iniziando ad assalirlo-
"Ho bisogno di qualcosa di nuovo!" si disse, borbottando da solo, come un comune vecchio ubriacone pelato.
E mentre pensava questa cosa inciampò su una pietra, fece due piroette carpiate doppie e si schiantò al suolo, perdendo conoscienza.
Risvegliatosi dolorante, posò lo sguardo su due strani esseri che copulavano, completamente nudi, dinnanzi a lui.
"Ehi,ragazzi,basta,avete rotto i coglioni, basta, che sono geloso" disse dio,mentre l'uomo siringava il suo uccello in gola alla donna.
Ma loro sembravano non ascoltarlo, troppo presi dall'esplorare le altrui convessità.
"BASTA,IO VI HO FATTO, (anche se non mi ricordo come) E IO VI BRUCIO SEDUTA STANTE!"
Solo allora i due si girarono rivolgendogli un occhiata stupita, come se non avessero mai visto dio, prima.
"Oh,finalmente! adesso ristabilito l'ordine naturale delle cose volevo proprio farvi un bel disc.. "
Ma il limite della loro attenzione era pari a quello di un pesce rosso, cosi ricominciarono ad avvinghiarsi con ancora più lena di prima,con la differenza che stavolta lui la stava inculando.
Dio era basito,MAI qualcosa era andato storto nella sua carriera di essere supremo, tutto era stato fatto come si doveva:
gli atomi avevano il giusto numero di elettroni,
materia ed antimateria erano speculari(per quanto la seconda l'avesse ritirata quasi tutta per un difetto di fabbricazione)e pi equivaleva a 3.14.
Tutto rispondeva ad una logica prevedibile e sfavillante.
La sua.
Tutto a parte queste due buffe scimmiette sessuomani.
Tuttavia decise di lasciare vivere i due, e anzi, gli creo attorno una flora di animali e una fauna di piante,e viceversa.
Era così intento ad osservarli che un sacco di altre cose uscivano dalla sua testa senza che se ne accorgesse
Le nuvole, i gatti ,e il blues ,sono nati così, anche se in principio,c'erano gatti che suonavano blues sulle nuvole, ed era troppo strano anche per quella bizzarra epoca.
Ma poi le cose si aggiustarono naturalmente, per selezione naturale (e gravità), e di gatti blues sulle nuvole non se ne senti parlare mai più.
Ma dalla distrazione di dio era nato qualcos'altro oltre ai gatti suicidi.
Era nata l'invidia.
Dio s'era rotto i coglioni di vedere i nostri due eroi trombare e gozzovigliare senza sosta
Fù così che un giorno, per dispetto, invento le tre leggi della termodinamica.
-"Eh eh,non esiste più il pasto gratis" Sibilo il divino, creando un altro migliaio di esseri simili e sottomettendoli alle stesse leggi.
E fù così che il tizio dovette smettere di incaprettarsi la tizia 24/24 e fù costretto ad iniziare a zappare la terra sei giorni su sette.
E da li in poi si considerò fortunato se vedeva un pompino nel week end.
La tizia invece continuo a non lavorare,gozzovigliare ,e trombare tutti i giorni.
Da allora non è cambiato granchè, ne per le tizie ne per i tizi.
Ma se esistesse avrebbe bisogno di un buon avvocato.
Dio io me lo vedo,seduto sulla prima spiaggia che aveva appena inventato, sdraiato all'ombra,ma,miracolosamente , senza niente che la proiettasse,( non aveva ancora inventato le palme).
Lo immagino pelato, dio.
Pelato e che si legge il giornale; la gazzetta dello sport.
Dio è grasso e scapolo,prima di fare il mondo come noi lo conosciamo, ha lavorato come impiegato in un azienda di elettrodomestici usati, ma non funzionava granchè, visto che li aveva usati solo lui, e non c'era nessuno che li comprasse.
All'epoca passava i suoi infiniti pomeriggi* a risolvere sudoku e cruciverba difficilissimi , giocava partite a scacchi che finivano sempre con una partita perfetta e una patta.
Si dilettava anche a giocare a chi piscia più lontano.
Ma anche li il risultato era scontato, lo schizzo faceva sempre il giro del mondo è lo colpiva sulla nuca,con la forza di un idrante.
Ma nemmeno questo passatempo lo liberava dalla noia che stava iniziando ad assalirlo-
"Ho bisogno di qualcosa di nuovo!" si disse, borbottando da solo, come un comune vecchio ubriacone pelato.
E mentre pensava questa cosa inciampò su una pietra, fece due piroette carpiate doppie e si schiantò al suolo, perdendo conoscienza.
Risvegliatosi dolorante, posò lo sguardo su due strani esseri che copulavano, completamente nudi, dinnanzi a lui.
"Ehi,ragazzi,basta,avete rotto i coglioni, basta, che sono geloso" disse dio,mentre l'uomo siringava il suo uccello in gola alla donna.
Ma loro sembravano non ascoltarlo, troppo presi dall'esplorare le altrui convessità.
"BASTA,IO VI HO FATTO, (anche se non mi ricordo come) E IO VI BRUCIO SEDUTA STANTE!"
Solo allora i due si girarono rivolgendogli un occhiata stupita, come se non avessero mai visto dio, prima.
"Oh,finalmente! adesso ristabilito l'ordine naturale delle cose volevo proprio farvi un bel disc.. "
Ma il limite della loro attenzione era pari a quello di un pesce rosso, cosi ricominciarono ad avvinghiarsi con ancora più lena di prima,con la differenza che stavolta lui la stava inculando.
Dio era basito,MAI qualcosa era andato storto nella sua carriera di essere supremo, tutto era stato fatto come si doveva:
gli atomi avevano il giusto numero di elettroni,
materia ed antimateria erano speculari(per quanto la seconda l'avesse ritirata quasi tutta per un difetto di fabbricazione)e pi equivaleva a 3.14.
Tutto rispondeva ad una logica prevedibile e sfavillante.
La sua.
Tutto a parte queste due buffe scimmiette sessuomani.
Tuttavia decise di lasciare vivere i due, e anzi, gli creo attorno una flora di animali e una fauna di piante,e viceversa.
Era così intento ad osservarli che un sacco di altre cose uscivano dalla sua testa senza che se ne accorgesse
Le nuvole, i gatti ,e il blues ,sono nati così, anche se in principio,c'erano gatti che suonavano blues sulle nuvole, ed era troppo strano anche per quella bizzarra epoca.
Ma poi le cose si aggiustarono naturalmente, per selezione naturale (e gravità), e di gatti blues sulle nuvole non se ne senti parlare mai più.
Ma dalla distrazione di dio era nato qualcos'altro oltre ai gatti suicidi.
Era nata l'invidia.
Dio s'era rotto i coglioni di vedere i nostri due eroi trombare e gozzovigliare senza sosta
Fù così che un giorno, per dispetto, invento le tre leggi della termodinamica.
-"Eh eh,non esiste più il pasto gratis" Sibilo il divino, creando un altro migliaio di esseri simili e sottomettendoli alle stesse leggi.
E fù così che il tizio dovette smettere di incaprettarsi la tizia 24/24 e fù costretto ad iniziare a zappare la terra sei giorni su sette.
E da li in poi si considerò fortunato se vedeva un pompino nel week end.
La tizia invece continuo a non lavorare,gozzovigliare ,e trombare tutti i giorni.
Da allora non è cambiato granchè, ne per le tizie ne per i tizi.
mercoledì 28 luglio 2010
La tragedia dei commons di garrett harding,jevons e il comunismo.
NOTA: se volete conoscere la ragione per cui questo post sembra scritto durante un attacco di sitichezza,andate direttamete alla fine.
La tragedia dei commons è un testo del biologo Garrett Harding ottimamente tradotto per Oilcrash italia da Carpanix (qui)
(notate che ieri ho passato sei ore a tradurre lo stesso testo,scoprendo infine,che esisteva già una traduzione elegante )
Qualche post fa abbiamo parlato di scarsità di risorse e limiti dello sviluppo;una persona mi ha scritto dicendomi che sono un
Ovviamente il commento insultate è stato cassato senza pietà,ma pone comunque una domanda interessante,in mezzo a tante stronzate;ovvero,e se arrivasse all'improvviso una forma energetica infinita ed abbondante?
Realmente potremmo sognare un era dell'abbondanza?
Una possibile risposta ci arriva da due fonti diverse,una di esse è appunto l'articolo di Harding,la seconda invece è il paradosso di jevons.
L'articolo di Garrett in ogni caso spiega bene perchè lasciare il mondo nelle mani dell'ipotetica "Mano invisibile" NON è una buona idea.
In sintesi ogni individuo "razionale" in un mondo chiuso come il nostro,cerca di sfruttare i beni comuni (Aria,acqua,terre coltivabili,pesca,etc etc) in maniera da ottenerne il massimo vantaggio individuale.
Ovviamente facendo questo ottiene anche degli svantaggi, (Inquinamento,mutazioni genetiche dei pesci,buco dell'ozono) ma ovviamente questi svantaggi sono suddivisi tra tutti gli abitanti del pianeta e i vantaggi sono solo per lui.
Il problema arriva quando tutti i " giocatori razionali " arrivano alle stesse conclusioni,rendendo di fatto il vantaggio pari a zero e mettendo in crisi tutto il sistema.
E questa è anche la prima ragione per cui un sistema comunista non ha speranze di ottenere un bel niente.
A meno che non esista una forte entità statale a costringere gli individui a fare scelte intelligenti per l'intero sistema,ad esempio,fare un solo figlio.(In cina).
Il problema del sistema comunista è fondamentalmente di natura umana,non considera che se la proprietà privata non esiste,nessuno cercherà di proteggere le cose di tutti.
Ok puoi creare un ente predisposto a difenderle e mandarci l'esercito.
Ma alla fine ti scontrerai con la svogliatezza della gente,che non potendo migliorare la propria condizione,se ne sbatte di quella degli altri.
Per questo avvenne la svolta di Mao in cina insomma,mica per ridere.
Il paradosso di jevons invece afferma che all'aumentare del rendimento energetico di un sistema,non si otterrà una riduzione dell'uso del carburante (che quindi verrà sempre oversfruttato) ma un aumento di quelli che lo sfruttano,o della quantità sfruttata.
Per quanto non sia completamente d'accordo c'è da dire che fa figo dire ste cose.
(*)
E soprattutto fa figo dire ste cose dopo aver passato due giorni a tradurre in italiano l'articolo di Garrett,solo per scoprire che la faticaccia era già stata fatta,in maniera eccellente,da un altro povero stronzo.
E non solo sono anche rimasto chiuso mezz'ora in un ascensore modello bara per nani da giardino con la mia bicicletta.
La mezz'ora più bella della mia vita.
La tragedia dei commons è un testo del biologo Garrett Harding ottimamente tradotto per Oilcrash italia da Carpanix (qui)
(notate che ieri ho passato sei ore a tradurre lo stesso testo,scoprendo infine,che esisteva già una traduzione elegante )
Qualche post fa abbiamo parlato di scarsità di risorse e limiti dello sviluppo;una persona mi ha scritto dicendomi che sono un
"povero bastardo cazzaro" e che "lo sviluppo non si può fermare,sei rimasto al 1800,troveremo una nuova fonte di energia che sosterrà il nostro sistema economico",e "li finalmente potremo creare una società giusta!"
Ovviamente il commento insultate è stato cassato senza pietà,ma pone comunque una domanda interessante,in mezzo a tante stronzate;ovvero,e se arrivasse all'improvviso una forma energetica infinita ed abbondante?
Realmente potremmo sognare un era dell'abbondanza?
Una possibile risposta ci arriva da due fonti diverse,una di esse è appunto l'articolo di Harding,la seconda invece è il paradosso di jevons.
L'articolo di Garrett in ogni caso spiega bene perchè lasciare il mondo nelle mani dell'ipotetica "Mano invisibile" NON è una buona idea.
In sintesi ogni individuo "razionale" in un mondo chiuso come il nostro,cerca di sfruttare i beni comuni (Aria,acqua,terre coltivabili,pesca,etc etc) in maniera da ottenerne il massimo vantaggio individuale.
Ovviamente facendo questo ottiene anche degli svantaggi, (Inquinamento,mutazioni genetiche dei pesci,buco dell'ozono) ma ovviamente questi svantaggi sono suddivisi tra tutti gli abitanti del pianeta e i vantaggi sono solo per lui.
Il problema arriva quando tutti i " giocatori razionali " arrivano alle stesse conclusioni,rendendo di fatto il vantaggio pari a zero e mettendo in crisi tutto il sistema.
E questa è anche la prima ragione per cui un sistema comunista non ha speranze di ottenere un bel niente.
A meno che non esista una forte entità statale a costringere gli individui a fare scelte intelligenti per l'intero sistema,ad esempio,fare un solo figlio.(In cina).
Il problema del sistema comunista è fondamentalmente di natura umana,non considera che se la proprietà privata non esiste,nessuno cercherà di proteggere le cose di tutti.
Ok puoi creare un ente predisposto a difenderle e mandarci l'esercito.
Ma alla fine ti scontrerai con la svogliatezza della gente,che non potendo migliorare la propria condizione,se ne sbatte di quella degli altri.
Per questo avvenne la svolta di Mao in cina insomma,mica per ridere.
Il paradosso di jevons invece afferma che all'aumentare del rendimento energetico di un sistema,non si otterrà una riduzione dell'uso del carburante (che quindi verrà sempre oversfruttato) ma un aumento di quelli che lo sfruttano,o della quantità sfruttata.
Per quanto non sia completamente d'accordo c'è da dire che fa figo dire ste cose.
(*)
E soprattutto fa figo dire ste cose dopo aver passato due giorni a tradurre in italiano l'articolo di Garrett,solo per scoprire che la faticaccia era già stata fatta,in maniera eccellente,da un altro povero stronzo.
E non solo sono anche rimasto chiuso mezz'ora in un ascensore modello bara per nani da giardino con la mia bicicletta.
La mezz'ora più bella della mia vita.
martedì 25 maggio 2010
Vietato afflliggere cartelli
Camminavo,come al solito,in altre faccende affaccendato,ascoltando Ben harper .
Mi fermo davanti ad una perentoria scritta: "NON SI AFFLIGGONO CARTELLI".
All'inizio ho pensato ad un povero cartello seviziato da un vigile.
O crocifisso.
Insomma, afflitto
Poi giunge il primo satori,come un orgasmo,ho capito che si trattava di un errore ortografico;
"Eh eh che brav che son,che brav" pensavo tra me e me stesso,giubilando nel soppesare l'ignoranza del villico amanuense.
Ma più in fondo si celava qualcosa.
Non tutto tornava come doveva.
"vietato affliggere cartelli" è un cartello.
Secondo potentissimo satori.
L'autore del cartello non ci sarebbe mai arrivato.
Sono più intelligente di un affliggitore di cartelli.
La mia autostima è salva.
Mi fermo davanti ad una perentoria scritta: "NON SI AFFLIGGONO CARTELLI".
All'inizio ho pensato ad un povero cartello seviziato da un vigile.
O crocifisso.
Insomma, afflitto
Afflitto.
"Eh eh che brav che son,che brav" pensavo tra me e me stesso,giubilando nel soppesare l'ignoranza del villico amanuense.
Ma più in fondo si celava qualcosa.
Non tutto tornava come doveva.
"vietato affliggere cartelli" è un cartello.
Secondo potentissimo satori.
L'autore del cartello non ci sarebbe mai arrivato.
Sono più intelligente di un affliggitore di cartelli.
La mia autostima è salva.
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