lunedì 14 giugno 2021

Funivie nutella e dinosauri

 

     "Ma si Clara, non ti preoccupare, al tiggì hanno detto che non dovevamo preoccuparci mica"

 (vignetta brutalmente rubata a ZeroCalcare che se vuole può insultarmi, ma è gratis anche l'articolo e poi, oh, era la più bella vignetta con i dinosauri che ho trovato)

 

E anche stavolta, parliamo di qualcosa che non è più al centro del casino mediatico, sostituito prontamente dalla povera ragazza morta dopo il vaccino con AstraZeneca (o come piace chiamarlo adesso Vaxzevria) dagli europei di calcio (schierereste Belotti in queste condizioni?!) o l'estate che sta diventando davvero calda.

Ma il mio cervello è lento e rumina sulle cose, una caratteristica che lo rende quasi inutile quando le decisioni da prendere sono immediate, ma che produce risposte interessanti quando gli si da tempo di digerire. Le informazioni di base le conoscerete tutti, una funivia, quella dello stresa-Mottarone che aveva riaperto per la stagione estiva, apparentemente c'era qualche problema che si sarebbe dovuto risolvere e, invece che bloccare l'impianto e verificare il problema (cosa che avrebbe ridotto gli incassi) si è deciso di togliere i freni che bloccavano la funivia in caso di eventi inattesi. Un po' come se il pilota dell'aereo Ryanair su cui state salendo decidesse di disattivare il "ground proximty warning" (pull up! GROUND! PULL UP!) 

 


 "Ehi, dici che dovremmo preoccuparci? Io sono sicuro che non siamo vicini al terreno, quindi perché non blocchiamo l'allarme così non ci rompe le palle mentre ci avviciniamo all'aeroporto?"

Vi sembrerà un esempio assurdo, ma è successo un sacco di volte e non è nemmeno l'esempio più incredibile di violazione di una regola fatta per salvaguardare gli esseri umani da loro stessi nel campo aeronautico. Ci sono aerei caduti perché il pilota ha deciso di far giocare i figli con i comandi ( incidente Aeroflot 593 ) o perché i piloti avevano deciso di pregare invece che controllare quanto carburante andasse caricato (Tuninter 1153)

Ma forse la cosa che più si avvicina all'incidente dello Stresa, fatte le dovute proporzioni, è stato il disastro combinato da Boeing con i 737Max che per un difetto di progettazione gravissimo cedevano all'aeroplano il controllo dell'angolo d'attacco, basando questa decisione sui dati di un solo sensore perché tanto, cosa vuoi che succeda? E no, non c'è bisogno di dire niente ai piloti, tanto, come abbiamo detto, cosa vuoi che succeda?

Succede che due aerei, nuovissimi, con centinaia di persone (non nuovissime, ma difficilmente costruibili in serie) si schiantano a terra senza che nessuno possa farci niente. Senza che nessuno, nella cabina di pilotaggio capisse cosa diavolo stesse succedendo.

E questo "Perché tanto cosa vuoi che capiti?" Lo abbiamo sentito un sacco di volte. E poi, ohibò, succede. In questo caso pare che uno degli indagati, il caposervizio della funivia abbia ammesso di aver tolto i freni d'emergenza perché altrimenti sarebbe stato necessario bloccare tutto.
E chiaramente è partita la campagna per additare il mostro e dimenticarsi definitivamente del problema. Ah beh dai, quello deve farsi cent'anni di prigione! Anzi! Se ci fosse la possibilità dovremmo appenderlo all'albero più alto!

L'argomento dell'albero più alto ritorna spesso in queste vicende, ma quello che mi preme sottolineare è che, nella vostra vita lavorativa, probabilmente, avrete visto fare (o persino fatto) cose che potenzialmente, se le cose fossero andate orrendamente male, avrebbero provocato la morte di qualcuno.

Quest'anno due insegnanti sono state processate per aver mandato in bagno un alunno senza accompagnarlo, il bimbo purtroppo ha preso una sedia, l'ha portata sulla rampa delle scale (probabilmente voleva guardare di sotto, dove stavano salendo altre classi) ed è scivolato per tre piani di scale. Una tragedia terrificante. La colpa è delle insegnanti? Della commessa al piano? Del dirigente della scuola?

A volte ho mandato anche io un bambino in bagno senza poterlo seguire, perché avrei lasciato la classe scoperta. E poteva facilmente succedere qualcosa. Ho accompagnato gli alunni in gita, e Dio solo sa quante volte un bambino ha rischiato la vita facendo una cosa che, ad occhio adulto era pura follia.

Per dire, un alunno chiede di andare in bagno. No problem, vai pure. Per scrupolo pochi secondi dopo esco dalla classe per vedere se effettivamente stava andando in bagno e lo trovo in corridoio ad armeggiare con due graffette e la presa di corrente.

Ovviamente questi sono esempi diversi, direte voi, tu mica potevi aspettarti che il bambino decidesse di provare l'ebrezza dell'alta tensione. No, ma per la legge, sono responsabile, in tutto e per tutto, fino a quando il bambino non viene preso in carico dai genitori all'uscita.

Eh, ma dietro il disastro della funivia c'è la malvagità di persone che volevano solo fare più soldi.

E su questo sono d'accordo. Il problema della sicurezza sorge sempre quando gli incentivi sono disaccoppiati con la sicurezza stessa. Voglio dire che chi gestisce un impresa, un'attività o qualsiasi altra cosa, ha come unico "incentivo" il profitto, sopra ogni altra cosa. Se poi per farlo deve togliere i freni della funivia, gettare milioni di tonnellate di rifiuti tossici in giro per tutto il nord Italia, eludere più tasse possibile, chissenemporta.

Tanto cosa vuoi che succeda?

Succede sempre qualcosa, manica di idioti. Succede sempre qualcosa perché ogni azione che facciamo non è limitata al nostro micragnoso circondario, ogni cosa che facciamo ha un impatto più o meno grande su tutto quello che ci circonda e azioni di portata maggiore hanno conseguenze ancora maggiori.

Voglio dire che il dildo radioattivo che hai seppellito l'altro giorno potresti ritrovartelo nel deretano proprio tu. La funivia era stata utilizzata per trasportare anche familiari dei responsabili, solo per caso non erano lì sopra quando è caduta.

Ma se l'unico incentivo tangibile è quanto guadagnerò da una decisione, tutte le conseguenze possibili svaniscono, perché magari è vero che se sverso fanghi tossici in giro per la valle magari, tra trent'anni, qualcuno (mia nipote?!) si beccherà un tumore terribile e morirà tra atroci sofferenze (ah quanto pagherei per evitare tutto questo!) però i soldi in più li becco sicuramente, il resto è mascherato dietro un velo di ignoranza che purtroppo non posso attraversare. Non posso attraversarlo per la stessa ragione per cui non sono capace, in quanto essere umano, di controllarmi quando vedo un barattolone di nutella. DEVO MANGIARNE UN SACCO.


Ciao, sono la tua futura panza, ti scrivo dal futuro. Un futuro in cui peserai 0,1 kg in più grazie a questa abbuffata. A non t'importa niente?

Perché il mio cervello non è tarato per valutare le conseguenze a lungo termine. Nessuno dei nostri cervelli è tarato per farlo, dobbiamo imparare a farlo e utilizzare una parte del nostro cervello, il lobo frontale, evolutosi relativamente tardi nella storia della nostra specie.


"Non mangiare la nutella, io te lo dico, sono la tua cosc... il tuo LOBO FRONTALE! Ingrasserai! Nessuno vorrà più vederti perché puzzerai di lardo irrancidito! I tuoi piedi cadranno a causa della glicemia troppo alta! Non avrai più un'erezione fino a quando non morirai, senza gambe e braccia, come un John Fante qualsiasi!"

Il mio lobo frontale non stai mai zitto, per la cronaca. A fargli da contraltare però c'è una parte del cervello molto più antica, l'archipallium o, come è meglio conosciuto, il cervello rettile.




Se immaginiamo il cervello come una cipolla, le zone più interne sono quelle che si sono evolute prima, e quindi, che lo vogliamo o no, sono anche quelle che hanno una potenza pazzesca. Provate a controllare la fame, il sonno, o la paura di cadere dal sedicesimo piano, se non ci credete.

Ecco perché dire semplicemente "dovrebbero rispettare le regole perché è giusto così" mi trova eticamente d'accordo, ma funziona malissimo. Se esiste un incentivo immediato e tangibile a comportarsi male, potete scommetterci che una fetta importante della popolazione non sarà capace di resistergli.

I nostri avi, quando dovevano scegliere se divorare tutto il miele che avevano trovato subito o conservare un po' per il giorno successivo, non avevano la certezza di poterlo mangiare, perché c'era il simpatico leopardo che già aveva fatto fuori la zia, il babbo e la sorella, che li adocchiava da giorni. Un bambino di quattro anni ragiona esattamente nello stesso modo e lo consideriamo ancora rinstupidito.

Eppure spesso, molto spesso, troppo spesso, quando qualcuno fa qualcosa di "furbo" per guadagnare di più, viene guardato non, come si dovrebbe, con malcelato disgusto, come si guarda un bambino di quattro anni che s'ingozza di Goleador alla frutta per toglierle a tutti gli altri, ma come uno sveglio, che se la sa cavare.

E con il tempo sono sempre più convinto che, se vogliamo che le regole vengano rispettate di più e meglio, non dobbiamo solo punire chi non le rispetta, ma anche premiare chi le rispetta.   

(Nota: Nel bel mezzo di questo ragionamento è intervenuta prepotentemente la mia corteccia urlandomi in faccia : "Ah, ma aspetta, quindi stai proponendo il social credit score cinese come modello da imitare?". E no, non voglio imitare un sistema che spinge verso un rispetto cieco delle regole, sono convinto esista un equilibrio da qualche parte, ma avrò bisogno di tempo per capire dove diavolo sia. Così lascio il pensiero a metà e lascio una parte del lavoro di digestione a te, caro lettore. Si proprio a te.)

  
Ritornando a noi, comunque. Non penso che una società possa prosperare basando le proprie azioni solo sul valore monetario e sul ritorno economico di un'azione. Se non voglio una società sociopatica, almeno. E se non voglio una società sociopatica, avrò bisogno che i suoi membri comprendano la vasta rete di interazioni che legano le sue varie componenti. L'alternativa è un posto dove tutti cercano di fottersi a vicenda, le assicurazioni, i medici, le banche, gli insegnanti. Tutti che cercano di guadagnare il più possibile, unico obiettivo, guadagnare tanto.


Per rendere l'idea facciamo questo esempio. Sarà un esempio strano, ma tanto se state leggendo siete gente strana pure voi. Ecco, immaginate se, 66.000.000 di anni fa, una compagnia turistica di Triceratopi che ha come core-business quello di portare dinosauri nello Yucatan, avesse scoperto che un meteorite gigantesco si dirigeva proprio lì, dove loro avevano contato di far partire la fenomenale stagione turistica del 66.500.000 A.C.
 

Lo immagino l'A.D. della dinosaur travels S.P.A. che parla con i suoi direttori.

"Sentite, non possiamo mica raccontare in giro questa storia. Chi ci crederebbe? Già non ci credo io! E poi sono milioni di anni che non succede niente in quel posto, che volete che succeda? E poi abbiamo già ricevuto le prenotazioni, quindi, acqua in bocca e tanti saluti al secchio.


"Ah quelli? Tranquilli, sono solo i nuovissimi fuochi d'artificio che, noi, della Dinosaur's travel abbiamo preparato per far partire col botto la stagione"

E se credete che una cosa del genere non possa succedere a noi, perché siamo più svegli di un erbivoro tricornuto, ricordatevi che la Exxonn Mobile sapeva benone quali saranno gli effetti e le cause del riscaldamento globale già dagli anni 70' , ma ha saggiamente deciso di tacere la cosa per non perdere soldi.

Ma sì dai, gli esseri umani si adatteranno, come hanno sempre fatto.

Tanto, cosa vuoi che succeda?

mercoledì 26 maggio 2021

Di Israeli e palestini

 


Un commento sull'argomento è d'obbligo, visto gli eventi, non m'illudo certo che possa cambiare qualcosa, visto che apparentemente niente è cambiato negli ultimi settant'anni, figuriamoci se quattro righe scritte male, potrebbero mai farlo.

Comunque, ieri sera (la sera di quando ho cominciato a scrivere l'articolo n.d. Kurdt) c'era propaganda Live, una trasmissione che, nel melmoso panorama televisivo italiano, circondata da grandi fratelli, isole dei famosi, ballando con le stalle, è appetibile quanto Shania Twain accanto ad un orso marsicano incazzato.

La trasmissione è andata come doveva andare, prima hanno fatto parlare Marco Damilano, uno borghese già dal cognome, che in dieci minuti di pippotto ha concentrato tutta l'inutilità dell'attuale sinistra italiana. Ha detto che bisogna guardare la faccenda da tutti i lati, prima di esprimere la propria opinione, perché altrimenti si rischia di dire cazzate. "La riduzione ad uno" l'ha chiamata.

E magari sono anche d'accordo. Ma poi la tua opinione devi darla. E no, il nostro simpatico marpione è partito con un preambolo sull'anno della pandemia, Capitol hill, per poi arrivare alla guerra tra israeliani e palestinesi.

Il quattordici maggio 1948 è nato lo stato palestinese, lì comincia questo scontro, e la parte araba di Gerusalemme passa ad Israele, poi ci sono tipo degli assembramenti e poi l'escalation con i razzi di nuovo conio lanciati da Hamas, che bucano il sistema di difesa israeliano, e poi c'è il bombardamento Israeliano su Gaza.

Così. Perché partire dal 1948, saltando poi tutto quello che c'è in mezzo, rivolte, Sabra e chatila, accordi di Oslo, autobombe, attentati, risoluzioni delle nazioni unite, tutto, per arrivare alla situazione attuale, è proprio la riduzione ad uno di cui parlava prima.  


Evitando attentamente di citare il fatto, importante, che durante il mese del Ramadan un Nethanyau incapace di creare un governo ha colto l'occasione per aumentare la tensione, spedendo la polizia fin dentro la moschea di Al-Aqsa sacra per i mussulmani, a sparare granate stordenti. Oppure cacciando di casa palestinesi con la ragione che "ehi, un tribunale di Israele (che ricordiamolo, su quella zona non avrebbe nessun diritto di legiferare) ha deciso che vi dovete levare dal cazzo.

Oppure, per Dio, qualunque sia quello in cui credete, ricordare che per la legislazione Israeliana esiste la possibilità di reclamare case che appartenevano in passato ad ebrei ma la stessa cosa non vale per i palestinesi.

Nethanyau sapeva benissimo cosa sarebbe successo, ed era esattamente quello che desiderava succedesse. Hamas, che fa lo stesso giochino dalla parte Palestinese (Siamo noi contro di loro! Spazziamoli via e riprendiamoci la nostra terra!) ha cominciato a sparare razzi.

Niente di tutto questo è entrato nel commento, perché avrebbe richiesto un po' troppa riflessione. E poi sarebbe diventato complicato. Per dire, io non sono religioso, ma cosa faremmo noi cristiani e cattolici se un gruppo di musulmani occupasse militarmente il vaticano, entrasse a San Pietro e cominciasse a lanciare granate stordenti?

O in una pagoda

O in un tempio buddista

O in una sinagoga

Staremmo dichiarando guerra, ecco cosa staremmo facendo.

Ma in tutta questa faccenda, dopo trent'anni che leggo di accordi, proposte, risoluzioni dell'onu e compagnia danzante, una delle cose che più mi fa incazzare è che, a parti invertite, le regole cambiano. Per dire, io penso che "iron dome" il sistema di difesa missilistica Israeliano, sia una splendida cosa. Qualsiasi cosa che evita vittime tra i civili mi sembra un'ottima idea, sono sicuro che gli amici israeliani saranno d'accordo con me.

Ma se per caso dico che mi piacerebbe lo avessero anche i palestinesi, allora scoppia un putiferio. Perché no? Dopotutto è un sistema di difesa, che male ci sarebbe?

"Eh ma..."

Eh ma il cazzo, sarebbe bello è basta. Se hai dubbi su questa cosa, sei una merda, fine del discorso.

"Ma noi lo utilizziamo per intercettare i razzi dei terroristi! Loro per bombardare i civili innocenti!"  E se credete a queste fregnacce, ho un Duomo da vendervi, citofonate e mettetevi in fila.

Damilano insiste. Israele è uno stato pluralista! La comunità internazionale da decenni lo ripete, due popoli due stati!

Bene. La soluzione "due popoli due stati" è una stronzata. Impossibile, nessuno ci crede più da almeno trent'anni. Sapete perché si continua a blaterare sull'argomento? Perché permette di non fare assolutamente niente. Gli stati uniti, gli unici che avrebbero la possibilità di fare qualche pressione, non vogliono fare niente. La comunità internazionale è riconosciuta da Israele quando gli fa comodo, non può fare niente. 

Poi hanno dato la parola a Michele Serra, che almeno ha ammesso di essere Vile, evitando di prendere posizione, però è così tranchant con le sue amache. Ha trovato persino il tempo di raccontare il suo libro dove narra l'incontro tra un uomo ed un cane. In pratica zanna bianca se l'avesse scritto Enrico Letta.

"Eh, il libro, sembra noioso, ma fidati che è gagliardo" ha detto il Serra.

L'uso del termine gagliardo mi fa arrizzare i peli sul collo.

Ma come direbbe Nethanyau, torniamo a bomba sull'argomento.

La mia opinione è che, in un conflitto come questo, la parte più forte deve mostrare moderazione e cercare una soluzione. E lo deve fare perché è l'unico che può imporre delle condizioni, avendo dalla sua la forza per imporli. Possono anche raccontarmi che no, non si può fare perché ci sono delle ragioni politiche,  ma ci sono sempre delle ragioni politiche.C'erano ragioni politiche anche per l'invasione del Vietnam, o per l'haparteid in sudafrica eh.

Ah, un'altra notizia che non tutti conoscono, Nelson Mandela, il santino del volemose bene! Fino al 2008 era nella lista dei terroristi per gli USA. Poi i media lo hanno fagocitato, trasformando tutta la storia del sudafrica in una favoletta per bambini stupidi, ma Nelson Mandela, quello vero, non era per il volemose bene. Sono quasi sicuro che i Damilano all'epoca considerasse Mandela uno da cui dissociarsi.

Si dirà che : "Hamas vuole spazzare via Israele dalla cartina geografica e se lo propone come obiettivo!" A questa affermazione (che, notate bene non è una risposta, non più di quando un bambino urla "ma è lui che ha cominciato/mi ha fatto male")

Israele (per fortuna) dalla cartina geografica non lo toglierà mai nessuno, e nessuno dovrebbe (e se avete dubbi sulla faccenda, beh, spiegatemi un po' come risolvere un torto con un torto) una soluzione al conflitto in corso va comunque trovata.

E deve essere quello più forte a muoversi in maniera decisa verso delle concessioni che sono politicamente svantaggiose.

"ah ma non è vero, Israele prova da sempre a fare la pace con i palestinesi! Solo un amico dei terroristi/antiebreo/antisionista non lo vedrebbe"

Ho vissuto in Nord Africa per un bel pezzo, mi sono fatto lunghe liti quando spuntava l'argomento "israele" e la cosa divertente è che diventava difficile spiegare che ero dalla parte dei palestinesi ma non contro gli israeliani in quanto popolo.

La stessa identica cosa mi è capitata parlando con amici ebrei, che una volta capito che non consideravo "illegittimo" lo stato d'Israele e volevo che i civili avessero una vita felice, si stupivano che considerassi la deriva fascista dello stato d'Israele, disgustosa.

Ma come la deriva fascista! Israele è uno stato inclusivo e democratico!"

Nel 2018 è stata pubblicata una legge fondamentale dello stato d'Israele (che non avendo una costituzione utilizza queste leggi fondamentali) che dice:

Legge fondamentale: Israele come stato-nazione del popolo ebraico

1 - Principi di base

A. La terra di Israele è la patria storica del popolo ebraico , in cui è stato stabilito lo Stato di Israele .

B. Lo Stato di Israele è la patria nazionale del popolo ebraico, in cui adempie al suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all'autodeterminazione.

C. Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello Stato di Israele è unico per il popolo ebraico.

Ci sono altri 10 punti, che aggiungo per completezza nel link.

Ma prendendo il primo punto, vorrei confrontarlo con la dichiarazione d'indipendenza di Israele del 1948, che suona diversa:

Lo Stato d’Israele sarà aperto per l’immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace, come predetto dai profeti d’Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

E stiamo parlando di un momento storico, il 1948, durante il quale c'erano ottime ragioni per essere poco ragionevoli da parte degli ebrei.

Vi immaginate la costituzione italiana dove si dica: "Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello stato Italiano è unico per il popolo cattolico"? A me una costituzione simile farebbe ribrezzo. Soprattutto tenendo conto che, in Israele, il 20% circa della popolazione è di religione non ebraica, una legge del genere apre la porta a qualsiasi tipo di discriminazione.

Se nella dichiarazione d'indipendenza si parla di "abitanti" quindi, generalizzando,cittadini dello stato, in questa legge (che ribadisco, è una legge fondamentale, non può essere modificata se non da un'altra legge fondamentale) si dice che Israele è stato solo degli Ebrei, tutti gli altri, possono andarsene. Insomma, se domani un governo decidesse che,dai, possono votare tutti, ma il voto degli ebrei vale doppio, sarebbe perfettamente in linea con questa legge.

Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo ebraico.

Ma anche nei seguenti punti la legge contiene dei punti discutibili. L'arabo passa da "lingua ufficiale" a lingua con status speciale. Ma secondo me chiarisce molto meglio lo spirito della legge, l'affermazione di

In un'intervista con Haaretz, il ministro del turismo Yariv Levin , che ha supervisionato l'approvazione della legge, ha affermato che "Attraverso la legge, possiamo impedire il ricongiungimento familiare non solo per motivi di sicurezza, ma anche motivati ​​a mantenere il carattere del paese come la patria nazionale del popolo ebraico ". Ha anche insistito per rifiutare l'inclusione dell'uguaglianza nella legislazione per evitare di minare la legge del rimpatrio.

In pratica dice, chiaramente, che questa legge è fatta in modo da rendere legale la discriminazione. E non so voi, un sistema legale dove un'etnia/religione gode di uno status superiore e un'altra di uno status inferiore per me è la ricetta perfetta per il disastro. Basta fare un piccolo esperimento,sostituire al termine ebreo quello di un'altra etnia e vedere come suona.

Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo han (etnia più grande del mondo, volgarmente, cinesi).

Diremmo che non è democratico, non è pluralista o inclusivo. Se capiamo questo, capiamo anche perché l'idea che Israele stia rapidamente scivolando verso una deriva antidemocratica e fascista non ha niente di sorprendente. E usare la parola haparteid per uno stato che crea letteralmente leggi per una sola parte della popolazione, cari miei, si chiama dare pane al pane e vino al vino.

E quindi, d'ora in avanti, almeno per me, la situazione tra Israeliani e palestinesi va trattata come un problema di Haparteid, un solo stato, due etnie, sottoposte alle stesse regole. L'alternativa è un solo stato con una grande prigione a cielo aperto.

Magari a qualcuno va bene così.


domenica 21 febbraio 2021

Draghi

 


Il drago è una creatura mitologica nota per la capacità d'accumulare tesori e difenderli con ostinazione. 

 

Appena è arrivato l'annuncio che Draghi sarebbe stato incaricato di formare un nuovo governo, le grida di giubilo e gaudio sono arrivate fino all'iperuranio. A capirlo il perché poi, manco stessimo parlando di Pertini.  Mario Draghi, che ha fatto, Mario Draghi, per il paese?

Su Reddit, che per chi non lo sapesse è un luogo dove i radical chic italici accorrono a nugoli per ammazzarsi di seghe a vicenda, ho fatto fatica a trovare un commento critico, qualcuno che riflettesse sul perché Mario Draghi, ma soprattutto perché adesso.

Come mai proprio ora, piuttosto che, per dire, all'inizio della pandemia? Dopotutto se c'è un momento in cui è necessario avere gente competente al comando, tendo a pensare che sia proprio durante una pandemia. Ma invece no, durante la pandemia stavamo benone con quello che c'era, cinque stelle e PD. Non c'è molto da spartirsi durante una pandemia, fatto salvo per le accuse di cattiva gestione della stessa. E così, guarda un po', il nostro simpatico Renzi decide di far scoppiare la crisi di governo proprio quando tocca spendere soldi.

Beh, fino a quando si tratta di gestire la peggior crisi dal dopoguerra, allora okay, siete abbastanza capaci, ma adesso tocca parlare di cose serie, parliamo di soldi adesso, levatevi un po' dai coglioni, forza.

E attenzione che non sto dicendo che il governo Conte fosse questa meraviglia del creato, ma siamo sicuri che questi siano meglio?

Eh! Ma come! Sono tecnici!

Questa cosa che "sono tecnici" mi ha sempre fatto girare i coglioni, mi ricorda molto da vicino una conversazione fatta riguardo un'altra parola, che avrete sentito tutti: "algoritmi".

Negli stati uniti si utilizzano, in alcuni casi, dei software per decidere cose importantissime, come per esempio se concedere o no la libertà condizionata, spesso utilizzando software non controllato e con risultati che, cosavelodicoaffare fanno acqua da tutte le parti. La conversazione, prima di tante altre, è andata più o meno così:

"Ehi, non mi pare proprio una buona idea utilizzare l'intelligenza artificiale per decidere chi deve rimanere in carcere e chi no."

"Eh, ma perché no? Dopotutto è un sistema efficiente che fa risparmiare tempo e soldi al sistema, oppure credi che ci sarebbero risultati migliori se utilizzassero delle persone?"

"Si, penso che se si utilizzassero delle persone avremmo risultati migliori, del resto il nostro, di hardware, ci ha impiegato milioni di anni per sviluppare quella cosa strana che chiamiamo compassione"

"Ah ah ah ah! Compassione! Cosa ce ne facciamo della compassione! Abbiamo bisogno di giustizia! E per la giustizia, caro mio, non c'è niente di meglio di un algoritmo, così che i risultati siano equi ed uguali per tutti."

"Ma se addestro un' intelligenza artificiale con un dataset fallato (per dire, uso foto di persone di colore per addestrarla) otterrò un' intelligenza artificiale razzista."

La tecnica ci da il modo più efficiente di fare qualcosa, ma la vera domanda è sempre la stessa: " perché dovremmo farlo?" E la tecnica, intesa come un modo di ottenere un certo risultato, parte dal presupposto che siamo tutti d'accordo su quello che vogliamo ottenere. Perché i nazisti erano tecnicamente preparatissimi, sono riusciti a tirar su un sistema efficientissimo per ammazzare omosessuali, comunisti, ebrei, zingari, erano quindi, tecnici preparatissimi. Eppure sono pronto a scommettere che nessuno di voi li riconoscerebbe come un esperienza da ripetere. 

Ecco perché l'annuncio di Draghi a presidente del consiglio non mi riempie di gioia. Draghi è un ottimo tecnico, sempre che tu parta dai suoi presupposti su come andrebbe gestito il mondo, presupposti che dirigeranno l'azione politica del suo governo. Non si scappa da questo, qualsiasi azione che impatti un' altra persona è un'azione sociale e, quindi, politica.

E quali sono questi presupposti quindi?

I presupposti di Mario Draghi e della sua squadra di governo, sono sostanzialmente gli stessi e possono essere riassunti in pochi punti:

1) La crescita economica è sempre un bene.

In un'intervista con il Wall Street Journal Draghi stesso affermò che la prima cosa che guardava, appena sveglio, era il mercato finanziario. Che uno magari prima prende il caffé.

2) Lo spazio d'intervento del governo deve essere limitato e concentrato solo su infrastrutture e investimenti tutto il resto deve essere privatizzato, per quanto possibile. La regolamentazione deve essere ridotta al minimo.

Anche questo, ribattuto in parole ed azioni, in più occasioni. Basti ricordare che Draghi nel 92' era direttore generale del tesoro e appoggiò completamente il processo di privatizzazione di molte industrie statali. Durante un' intervista del 2001 si espresse così :

" Le privatizzazioni sono state il risultato più significativo conseguito durante questi dieci anni. Qual è stata la più importante?

«Credo sia quella che ancora dobbiamo fare. Se non fossimo stati animati da questo spirito le privatizzazioni non le avremmo mai fatte. Dieci anni fa il gruppo Iri era quello più importante. E oggi non c’ è più. Nelle classifiche dell’ Ocse l’ Italia è al primo posto per valore delle aziende cedute al mercato».

Nota di colore, le privatizzazioni che avrebbero dovuto ridurre i costi per i cittadini (il privato è migliore e la competizione abbatte i prezzi) li fecero invece aumentare. La corte dei conti nel rapporto su "Risultati e obiettivi delle operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche" , non certo il gruppetto socialista del Giambellino si espresse così:

"Le privatizzazioni in Italia hanno avuto l'effetto di aumentare le tariffe, che risultano notevolmente più elevate di quelle richieste agli utenti di altri Paesi europei."

Quindi abbiamo privatizzato più di tutti gli altri, ma le nostre tariffe sono più alte.

3) I cittadini devono adattarsi e diventare competitivi, acquisendo nuove competenze per sopravvivere nel mercato.

La scelta del ministro dell'istruzione, Patrizio Bianchi è diretta proprio in questa direzione. Bianchi è un economista che s'interessa anche di educazione e, principalmente, la vede come uno strumento per "rimanere al passo" con il resto del mondo nel mezzo della rivoluzione digitale in cui ci stiamo barcamenando. Una scuola quindi, come preparazione al mondo e al lavoro. E per certi versi potrei anche essere d'accordo con questa impronta.

Quindi se siamo d'accordo che crescere è sempre un bene, allora saremo d'accordo con buona parte delle azioni del governo Draghi, ma se come penso io, non è tanto importante crescere quanto perché crescere? E soprattutto: "Come crescere?" allora potremmo avere un problema.

Crescere!

 

Una delle scelte che mi ha preoccupato di più a questo riguardo è la scelta del ministro addetto alla "transizione ecologica". Per la prima volta quello che una volta si chiamava "ministero per l'ambiente" ha a disposizione dei fondi, chi mettete al comando del ministero? Mettete qualcuno che magari capisca bene la scienza del clima, abbia passato la vita a studiare le rinnovabili e l'implementazione delle stesse? Macché, ci mettiamo invece Roberto Cingolani, un fisico che, bontà sua, ritiene che uno dei modi migliori per creare energia a basso impatto ambientale sia utilizzare il gas naturale. Anche qui non lo dico io, lo dice lo stesso Cingolani intervistato dall'Eni:

Quali sono le possibilità tecnologiche innovative e sostenibili?"

"Abbiamo l’idroelettrico che è bellissimo, però non basta per tutti; il carbone e simili sono molto inquinanti; sul nucleare abbiamo visto che ci sono diversi veti di varia natura; l’eolico ha limiti di ingombro, ha problemi se c’è vento o no, non si può mettere ovunque e, come il fotovoltaico, non è immune da impatto ambientale (a lungo andare si riempirebbe il pianeta di silicio e metallo). In questo momento il gas è uno dei mali minori: nel medio e lungo termine la risorsa più sostenibile"

E sul fatto che il Gas sia uno dei mali minori, possiamo farci una grassa risata. Perché è vero che quando il metano viene bruciato produce meno Co2 del carbone e di altri combustibili fossili, ma lo stesso metano libero in atmosfera è un gas serra 80 volte più potente della stessa Co2.

Ma tanto lo bruciamo!

Ci proviamo, nel frattempo la quantità di metano presente in atmosfera è largamente sottostimata e, per quanto il metano resti in atmosfera per un periodo minore dell'anidride carbonica, non ha senso considerarlo "verde". Se utilizziamo misure realistiche sulle perdite di gas in atmosfera tra estrazione/trasporto/uso il metano è, in pratica, equivalente a tutti gli altri combustibili fossili, carbone incluso. Eppure il nostro Cingolani sostiene che nel medio periodo sia una mitigazione del problema. Chiaramente cita il fatto che eolico e solare abbiano problemi di intermittenza (che potrebbero essere combattuti da un investimento paneuropeo di creazione di una smartGrid, l'utilizzo dell'idroelettrico come una sorta di "batteria" e con oddio si, il nucleare e il gas a fornire una base di carico) senza citare nessuno dei problemi del gas metano.

Chiaramente parliamo di una persona intelligente, che vede il problema e pensa a delle soluzioni, ma è costretto da una delle regole di governo (Crescere!) a limitare l'orizzonte degli interventi auspicabili e praticabili. Ma quello che vorrei dire lo ha espresso meglio di me Fedro, duemila anni fa:



"C'era una volta una volpe che scavava con tanta fatica un buco nel suolo per farsi la sua bella tana.

L'animale si inoltrava sempre più sotto terra attraverso dei cunicoli profondi quando d'un tratto arrivò ad una grotta dove c'era un drago che stava di guardia ad un immenso tesoro nascosto. Non appena la volpe vide il drago, per prima cosa si scusò di essere entrata senza bussare, poi, dopo aver sottolineato che per lei tutto quell'oro non significasse nulla, chiese al drago quali proficui vantaggi ne traesse da quel suo lavoro di guardiano al punto da rinunciare al piacere del sonno. Insomma, voleva sapere se egli fosse ben ripagato della sua vita vissuta completamente al buio.

"Non ricevo nessuna ricompensa - disse il drago con fare avvilito - questo è un ordine che mi è stato impartito da Giove in persona e io devo ubbidire". "Vuoi dire che di tutto questo ben di Dio tu non puoi toccare nulla né per te né per nessun altro?" Chiese la volpe. Il drago rispose: "Questo è ciò che il fato ha deciso per me".

A quelle parole del drago la volpe concluse: "Non arrabbiarti se ti parlo schiettamente e con il cuore in mano, ma chi come te vive in questo modo dev'essere certamente nato sotto una cattiva stella. Dal momento che anche tu un dì dovrai partire per quel luogo dove altri prima di te sono andati, perché miseramente ti tormenti, cieco ad ogni verità? Sì, sto dicendo a te, spilorcio, che sarai la felicità dei tuoi eredi futuri. A te che sottrai l'incenso agli dei e privi te stesso del cibo. Tu, che sei triste al suono della lira, sofferente quando senti i suoni gioiosi del flauto, dolorante nell'udire il costo del cibo. A te che pur di aggiungere un altro centesimo al tuo patrimonio, offendi gli dei con i tuoi spergiuri. A te che tagli la spesa del tuo funerale affinché Libitina (antica dea protettrice dei becchini) non abbia profitto della tua morte".


Kurdt

domenica 5 aprile 2020

Prove generali di global warming




Immagino che la cosa più semplice che potrei fare sarebbe cianciare di Coronavirus, come pare stiano facendo tutti, e ottenere l'attenzione della gente. Ma non ci penso nemmeno a scrivere qualcosa sul Coronavirus. Non direttamente almeno.

Perché tutta sta faccenda del virus ha messo in luce una serie di problemi con la risposta della società ad eventi catastrofici, che mi fanno raddrizzare i capelli in testa.

Tanto per cominciare, si risponde ad un problema solo e solamente quando ti arriva nel cortile di casa. Non quando ti telefona per dirti che sta arrivando, non quando ti suona il campanello, si presta l'orecchio solo quando sta seduto nel giardino di casa. E si fa qualcosa solamente quando si è seduto in salotto.

Certo, potremmo essere messi peggio, potremmo, per dire, essere gli Stati Uniti, dove il problema ha sgozzato il cane, ha spento le sigarette sul divano e poi, per finire, si è accomodato in camera da letto e gli ha trombato la moglie. E la reazione più forte che hanno è portargli un dessert.


"Come va signor problema, si è piazzato in maniera abbastanza confortevole? Ha bisogno di più vaselina? Oh, ma certo, non si preoccupi, dia pure fuoco al Ficus Benjamin, dopotutto me l'aveva solo regalato il nonno, pace all'anima sua"

Sapere che ci sono degli idioti assoluti però, non dovrebbe rallegrarci, così come se vieni bocciato ad un esame, non devi essere contento se hanno bocciato un sacco d'altra gente, o addirittura, qualcuno manco s'è presentato.

La situazione in Cina l'abbiamo vista tutti, i giornali ne hanno parlato, la televisione ne ha parlato, tutti, cazzo, ne hanno parlato. E comunque non ci siamo attivati a fare un cazzo, come se non ci riguardasse, come se, in un economia globalizzata dove tutti vanno ovunque, non ci aspettassimo che il problema (TM) non sarebbe mai arrivato da noi.

"Ma si, in fondo quelli lo sappiamo come sono, dai, mangiano i topi vivi! Non vorrete mica paragonare la nostra ITALICA capacità con quella dei cinesi? Dai, che quando loro inventavano la polvere pirica noi ancora stavamo dando la caccia alle marmotte con le pudenda ignud... Cioé davamo la caccia a Giulio Cesare quando, all'improvviso, Mao Zedong... "

Un sacco di parole, quando volevi solo dire: " CINA MERDA!"


Ma quell'atteggiamento da "a noi non potrebbe capitare mai, perché siamo migliori, seppur senza nessun dato obiettivo per basare questa opinione ampiamente diffusa tra di NOI" non è servito ad un cazzo quando il Veneto, proprio la regione del leghista che odiava i mangiatori di topi comunisti è stata colpita più duramente, assieme alla Lombardia. Eppure i Veneti non mi pare mangino topi vivi.


E ciliegina sulla torta, da dove sono arrivati gli aiuti più tempestivi? Sono arrivati da Cuba, gente che esporta medici come gli Stati Uniti esportano carestia e guerra, che hanno fatto qualcosa (sempre meglio di niente) per migliorare la situazione. Cazzo, quei cubani comunisti schifosi che, però, quando ci mandano i medici durante una pandemia, ci piacciono anche se mangiano i bambini. Che, oh, avete notato che quando si vuole denigrare un intero gruppo sociale, lo si descrive come mangiatore di topi/bambini/merda/cani? Sembrano dieci anni fa, ma fa sempre piacere ricordare Zaia, il governatore del Veneto, che diceva, parafrasando:

"Noi mica siamo come i cinesi oh! Noi mica mangiamo i topi vivi, abbiamo anche il bidet, volevo puntualizzarlo, ecco perché non avremo mai un ruolo in questa pandemia"E poi Vo' Euganeo, la zona rossa, le zone rosse, LE ZONE ROSSE GIGANTI! con i treni di profughi che scappano dal Nord per tornare a casa,e, per finire, l'Italia rossa, quarantena totale. E comunque questo non è un'articolo che parla della pandemia, ne parlano già tutti, volevo solo usarlo come volano per esporre il modo in cui pensiamo quando siamo dieci centimetri sopra il livello dell'acqua, quando ancora manteniamo la testa fuori dal pelo dell'acqua. E come, improvvisamente, quando l'acqua sale anche di poco, cambiamo immediatamente idea.

E proprio a questo proposito, vi ricordate della Grecia? Ecco, poco dopo la crisi del 2008 la Grecia si era ritrovata affondata nel debito, incasinata dura, con una percentuale di debito sul prodotto interno che raggiungeva il 140% poco prima del "salvataggio".

Così ad un certo punto è arrivata l'Europa, ritta sul suo cavallo bianco, Troika, ed ha lanciato sui poveri greci un sacco di soldi, per salvarli dalla fame. Ed è così che la Grecia si è salvata, grazie all'Europa, non dimenticatelo" 


Oh, è così che viene raccontata la faccenda nei circoli di quelli che contano. Lo so, perché ne ho scritto in tempi non sospetti. Ci hanno raccontato che i Greci rifiutavano qualsiasi accordo sensato, che l'unica soluzione era imporre una durissima "austerity" e che no, nessuna alternativa era possibile. Le previsioni all'inizio, erano queste.

Vedete? Se riduciamo la popolazione alla fame, entro il 2020 avremo un debito sotto il 150% o così dicevano.

E questo senza dimenticare il costo sociale di un piano simile, anche accettando le previsioni che, come vedremo, sono stronzate, cosa dovremmo fare se scoprissimo che, anche con queste misure, il debito, invece che diminuire, è aumentato?

Guardate che poi questo è ancora la fine del 2018. 181% vanno alla grande.

Un successo, ve lo dico io. L'operazione è stata un successo. Il paziente è morto, ma tanto era un paziente del sud Europa, chissenefrega, in fondo.

E sarebbe ancora accettabile se, diciamo, la Troika fosse stata mossa dall'onesta volontà di aiutare il paese che stava annegando. Se l'eurogruppo avesse agito con l'onesta intenzione di salvare la Grecia, l'errore nella previsione sarebbe stato, se non accettabile, quantomeno comprensibile.

Ma adesso, dopo che Diem25 ha rilasciato gli audio delle riunioni dell'eurogruppo, sappiamo che anche questo non è vero. Lo sapevano perfettamente che nessuna nazione sarebbe mai potuta uscire dalla trappola di un debito al 150%, qualsiasi cosa avesse fatto la Grecia a quel punto, non avrebbe avuto nessun impatto sul futuro. L'unico motivo per agire così era il tentativo di salvare le banche che avevano irresponsabilmente prestato soldi alla Grecia, cercando di ottenerne grassi vantaggi.

Oh, ma se sono le banche a rischiare, allora il concetto di "moral hazard" non esiste più. Loro non le puniamo mica, solo gli esseri umani in carne ed ossa devono soffrire, non le istituzioni finanziarie, quelle tocca salvarle. 

E così ci ritroviamo nel 2020 ad affrontare una nuova crisi, come ciclicamente accade. Stavolta non per colpa di qualcuno in particolare, non perché si è speso a cazzo, no. C'è una pandemia. E cosa sta succedendo in Europa?

"Questi europei del sud che non sanno spendere i soldi vogliono che il loro debito venga spalmato su tutti quanti! Ah! I nostri valori protestanti! Come osano? Ah, ma stavolta si salvassero da soli" Quello che non è chiaro ai nostri amici del nord-Europa è che, se L'Italia e la Spagna finiscono in bancarotta, la Francia non ride e, probabilmente, finisce in bancarotta pure lei. E se anche, miracolosamente, la Germania riuscisse a sopravvivere allo shock economico, spiegatemi voi dove andrebbero a finire gli export tedeschi, senza più un mercato. 

E se qualcuno ci stesse pensando, no, se l'Italia stesse sull'orlo del fallimento, non ci sarebbe bailout che tenga, l'Italia dichiarerebbe bancarotta ed uscirebbe dall'Euro, fine della discussione. Con tutta la sofferenza del caso, ma l'alternativa, quella Greca, non mi pare sia molto meglio.


Cari negroterronidi, mi dispiace per la vostra situazione, ma sappiate che francamente, a noi, fregancazzo.
L'Europa, in questo momento sta discutendo sull'emissione di bond comuni per rispondere alla crisi. La demarcazione fra le fazioni è netta, con Germania, Austria, Olanda e Finlandia, dalla parte di quelli che spingono perché chi è già indebitato (ricordiamocelo, nel 2008 c'è stata un'altra crisi colossale) mentre i terroni d'Europa, Italia, Spagna, Grecia, in qualche modo, la Francia, che spingono per una qualche forma di debito comune motivato dalla risposta alla depressione che arriva galoppante.

E l'Europa, questa entità non eletta, indecisa, disfunzionale, cosa propone? Il Mes.

Il mes, che ricordiamolo, ha funzionato tanto bene con la Grecia, motivo per cui adesso la Grecia sta sicuramente meglio di come stava nel 2015. Ah no?

La Grecia avrebbe fatto bene ad uscire dall'unione dopo il voto del Referendum. Ma purtroppo la pressione esercitata su uno stato che somma meno di dieci milioni di persone, con le casse sfasciate e con prospettive per il futuro ben fosche, era veramente troppa, e alla fine il governo di Syriza capitolò, condannando se stesso ad una sicura sconfitta elettorale, e il paese, ad una catena di debito insolubile che si protrarrà, a questo punto, fino a quando non dichiarerà bancarotta. Perché, che lo si voglia ammettere o no, la Grecia è in bancarotta dal 2010. Si è fatto finta che potesse recuperare, in modo miracoloso, far crescere la produzione più di quanto crescesse il debito e gli interessi sullo stesso, ma dove ci ha portato?

La Grecia è fallita e se lo avessimo ammesso prima, ci troveremmo, adesso, in una situazione molto migliore per rispondere ad una crisi che farà collassare il bilancio di parecchi paesi.

Dal mio modesto punto di vista, ci sono due possibili esiti di questa, ennesima, crisi. Ed un infinità di variazioni sul tema.


1) Si fa l'Europa. Davvero. Si istituisce una forma di debito comune, si modificano le istituzioni europee per renderle democratiche, con un vero "governo europeo" e un vero voto europeo che non assomiglia  all'inutile parlamento europeo. Un esercito europeo. Si riporta la produzione in Europa, visto che tenerla in Cina per far contenti quelli che vogliono schiavi a basso costo, non ha funzionato tanto bene.

Si discute. Si litiga. E alla fine si trova un accordo.



2) L'Europa sparisce e i singoli paesi seguono in ordine sparso quello che sta succedendo in Ungheria. Chiusura delle frontiere, sfiducia, tutti contro tutti.


Nel secondo caso, senza giri di parole, siamo fottuti. Il global warming se ne fotte delle istituzioni finanziarie, del quantitative easing, di chi ha i numeri migliori e il debito più basso. Il global warming ci spazza via, e già non è che siamo messi bene. La quantità di problemi che si presenta in contemporanea è impossibile da controllare per qualsiasi stato.

Nel primo caso c'è speranza. Un piano Marshall per convertire tutta la produzione per raggiungere l'emissione 0 entro il 2030 è possibile, se cooperiamo. Siamo su questo pianeta assieme, moriremo assieme, se non facciamo niente. Gli olandesi che fanno tanto gli splendidi con il loro micragnoso paradiso fiscale, saranno i primi ad affondare, possono costruire tutte le dighe che vogliono. Farebbero meglio a rendersene conto.

Questo disastro può diventare l'inizio di una cooperazione europea vera, in preparazione di una crisi cento volte più grande e molto più difficile da gestire. Oppure, il primo rintocco della campana a morto per l'umanità.



Kurdt.

mercoledì 4 settembre 2019

Global warming is here to stay






Ho scritto questo articolo per Patreon, ovvero il posto dove la gente mi offre un caffé o una birra per la roba che scrivo. Lo pubblico (parzialmente) anche qui, per una buona causa, tutti i caffé che  mi offrirete questo mese verranno raddoppiati (a mie spese) e rigirati stretto giro di posta al fondo di protezione per la foresta amazzonica.
L'articolo completo, un mostro di 46.000 caratteri, che mi ha preso circa due mesi di lavoro, lo trovate solo su Patreon, questo è un estratto, come si dice.


Questo sito si chiama "Ambiente, arte, balordaggine" per un motivo. Quando inizialmente ho scoperto, alla fine dei ruggenti anni 90' che avremmo potuto avere qualche problema con l'effetto serra, mi sono preoccupato, ma non molto.

Dopotutto, mi sono detto, se lo sappiamo già, significa che abbiamo tempo per risolverlo, la tecnologia è dalla nostra parte e, anche se i politicanti sono dei bastardi, mica vorranno disintegrare il pianeta. Ci vivono anche loro, su questa terra.

Mi sbagliavo alla grandissima. sono passati vent'anni, i politicanti non hanno fatto un cazzo, salvo mettere un po' di rossetto al maiale e appendergli una targhetta con scritto: "Il Global warming è risolto ". E la propaganda ha funzionato alla grande, quello che all'inizio non era un argomento controverso, lo è diventato, con schieramenti netti. Nel frattempo, l'effetto che faceva la propaganda su di me, è stato sempre più evidente.



Che avevo pensato di usare lei come maialino, ma poi la battuta veniva sessista, così ho deciso di insultarla solo per il fatto che è sudamericana, la loro lobby è decisamente più abbordabile. Come tutte le argentine, del resto. 

Se la propaganda non è riuscita a convincermi, né a farmi smettere di documentarmi sull'argomento, sicuramente è riuscita a farmi odiare il termine "global warming". Appena lo sentivo un fiotto di vomito mi usciva, con una pressione di 125 bar, dagli occhi. Perché sapere che c'è un problema simile e, nello stesso tempo, sapere di essere praticamente impotente, è peggio che non sapere un cazzo.

Beate le teste di cazzo, a loro verranno aperte le porte del paradiso. Diciamo.

Oh, ci sono stati un sacco d'incontri, tentativi di patti, avvicinamenti, discussioni, litigate, minacce. La comunità scientifica è diventata praticamente un blocco unico a difesa del lavoro fatto sul global warming, adesso, tra i climatologi, praticamente nessuno dubita della solidità del lavoro scientifico svolto, eppure, non è cambiato un cazzo, molti media presentano la faccenda come una discussione tra due parti avverse, ricordandoci che "ehi, ci sono anche persone che non sono d'accordo!



                                             Persona che non è d'accordo. 

E certamente ci sono personalità, anche serie che hanno dei dubbi, ma la verità è che sono

1) Non climatologi (spesso sono fisici, ancora più spesso, vecchi come il cucco.)

2) Sono pochi. Ah lo so, a questa obiezione si risponde sempre con la mossa Galileo-Einstein

"Se ANChE GaliLLEo lo avrebbe pensato cosi come a te, allora crederessimo ancora che il cielo è al cientro dell'universo, e non avremmo il gps!"

Questa linea di pensiero, apparentemente "astuta" viene descritta come il "Gambetto di Galileo" facendo riferimento agli scacchi

"Se la maggioranza ti prende in giro per le tue idee, allora hai ragione"

Peccato che dimentichino il Rasoio di Occam, che in questa versione, gli affetta il culo. E ve lo faccio raccontare direttamente da Galileo





in pratica si sacrifica il vero Galileo, per trasformarlo in una sorta di Eroe hollywoodiano solo contro tutti. Dimenticandosi che, lo stesso Galileo, si ergeva sulle spalle dei giganti,

Nel 1597, Keplero fece avere a Galileo una copia del suo Mistero Cosmico  e questi ne accusò ricevuta 'giro di posta'. Dopo avere confessato di  non aver fatto ancora a tempo a leggere compiutamente e con la dovuta  attenzione il testo, Galileo promette di farlo ben presto:


"con  tanto maggior piacere in quanto io ho adottato da molti anni la dottrina  di Copernico, il cui punto di vista mi permette di spiegare numerosi  fenomeni naturali, che rimangono inesplicabili se interpretati secondo  le teorie correnti".

Keplero rispose con grande rapidità, ricambiando le espressioni di stima, commiste, tuttavia, a un certo stupore per la prudenza galileiana:

 "Avrei  preferito che, con la vostra alta intelligenza, voi aveste assunto  un'altra posizione. Con il vostro abile riserbo, voi avete sottolineato,  con l'esempio, l'atteggiamento di ritirarsi davanti all'ignoranza del  mondo, e di non provocare alla leggera, il furore dei dottori ignoranti.  Ma considerato che ai nostri tempi, Copernico e, dopo di lui, una folla  di dotti matematici, hanno dato inizio a questa impresa immensa, in  guisa che il moto della Terra non è più una novità, sarebbe meglio  spingere, mediante sforzi comuni, verso la sua meta, questo grande carro  che si è già messo in moto".
In pratica Keplero stava sgridando Galileo per essere titubante, lento, nello spingere con più forza una teoria dietro la quale una folla di dotti matematici stava già lavorando.

In sintesi, Galileo, non era solo, c'era con lui, quella che oggi definiremmo: " La comunità scientifica".
E con questo, spero che l'argomento "Galileo" esca definitivamente dal canone ufficiale degli attacchi alla scienza climatica. Quelli che, senza capire niente di climatologia la sviliscono, sono come i popolani del 1600' che insultavano il povero Galileo, non hanno niente da spartire con lui.Ma lasciatemi aggiungere un pezzo, quello finale. Sapete di cosa si lamentava, Galileo? Della censura. Cosa comprensibile, visto che tutti gli scritti, almeno nei paesi ultracattolici tipo l'Italia e la Spagna, dovevano passare per le armate di pinzillaccheri papali, che non erano dei pari di Galileo, ma solo dei fastidiosi burocrati.Le idee contrarie al global warming vengono censurate dai burocrati? No, assolutamente, chiunque può scrivere qualsiasi cosa contro la teoria del global warming, nessuno si vedrà il sito cancellato, a prescindere dalla quantità di puttanate che scriva. Quelli che devono fare fatica per pubblicare, di solito, sono quelli che vogliono dimostrare e sostenere la teoria che esista una correlazione tra attività umana e riscaldamento globale. E fanno fatica, perché devono venire valutati, secondo criteri rigorosamente scientifici, dai loro pari, altri scienziati.

Gli stessi pari che sostenevano la teoria eliocentrica ai tempi di Galileo.

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