domenica 5 aprile 2020

Prove generali di global warming




Immagino che la cosa più semplice che potrei fare sarebbe cianciare di Coronavirus, come pare stiano facendo tutti, e ottenere l'attenzione della gente. Ma non ci penso nemmeno a scrivere qualcosa sul Coronavirus. Non direttamente almeno.

Perché tutta sta faccenda del virus ha messo in luce una serie di problemi con la risposta della società ad eventi catastrofici, che mi fanno raddrizzare i capelli in testa.

Tanto per cominciare, si risponde ad un problema solo e solamente quando ti arriva nel cortile di casa. Non quando ti telefona per dirti che sta arrivando, non quando ti suona il campanello, si presta l'orecchio solo quando sta seduto nel giardino di casa. E si fa qualcosa solamente quando si è seduto in salotto.

Certo, potremmo essere messi peggio, potremmo, per dire, essere gli Stati Uniti, dove il problema ha sgozzato il cane, ha spento le sigarette sul divano e poi, per finire, si è accomodato in camera da letto e gli ha trombato la moglie. E la reazione più forte che hanno è portargli un dessert.


"Come va signor problema, si è piazzato in maniera abbastanza confortevole? Ha bisogno di più vaselina? Oh, ma certo, non si preoccupi, dia pure fuoco al Ficus Benjamin, dopotutto me l'aveva solo regalato il nonno, pace all'anima sua"

Sapere che ci sono degli idioti assoluti però, non dovrebbe rallegrarci, così come se vieni bocciato ad un esame, non devi essere contento se hanno bocciato un sacco d'altra gente, o addirittura, qualcuno manco s'è presentato.

La situazione in Cina l'abbiamo vista tutti, i giornali ne hanno parlato, la televisione ne ha parlato, tutti, cazzo, ne hanno parlato. E comunque non ci siamo attivati a fare un cazzo, come se non ci riguardasse, come se, in un economia globalizzata dove tutti vanno ovunque, non ci aspettassimo che il problema (TM) non sarebbe mai arrivato da noi.

"Ma si, in fondo quelli lo sappiamo come sono, dai, mangiano i topi vivi! Non vorrete mica paragonare la nostra ITALICA capacità con quella dei cinesi? Dai, che quando loro inventavano la polvere pirica noi ancora stavamo dando la caccia alle marmotte con le pudenda ignud... Cioé davamo la caccia a Giulio Cesare quando, all'improvviso, Mao Zedong... "

Un sacco di parole, quando volevi solo dire: " CINA MERDA!"


Ma quell'atteggiamento da "a noi non potrebbe capitare mai, perché siamo migliori, seppur senza nessun dato obiettivo per basare questa opinione ampiamente diffusa tra di NOI" non è servito ad un cazzo quando il Veneto, proprio la regione del leghista che odiava i mangiatori di topi comunisti è stata colpita più duramente, assieme alla Lombardia. Eppure i Veneti non mi pare mangino topi vivi.


E ciliegina sulla torta, da dove sono arrivati gli aiuti più tempestivi? Sono arrivati da Cuba, gente che esporta medici come gli Stati Uniti esportano carestia e guerra, che hanno fatto qualcosa (sempre meglio di niente) per migliorare la situazione. Cazzo, quei cubani comunisti schifosi che, però, quando ci mandano i medici durante una pandemia, ci piacciono anche se mangiano i bambini. Che, oh, avete notato che quando si vuole denigrare un intero gruppo sociale, lo si descrive come mangiatore di topi/bambini/merda/cani? Sembrano dieci anni fa, ma fa sempre piacere ricordare Zaia, il governatore del Veneto, che diceva, parafrasando:

"Noi mica siamo come i cinesi oh! Noi mica mangiamo i topi vivi, abbiamo anche il bidet, volevo puntualizzarlo, ecco perché non avremo mai un ruolo in questa pandemia"E poi Vo' Euganeo, la zona rossa, le zone rosse, LE ZONE ROSSE GIGANTI! con i treni di profughi che scappano dal Nord per tornare a casa,e, per finire, l'Italia rossa, quarantena totale. E comunque questo non è un'articolo che parla della pandemia, ne parlano già tutti, volevo solo usarlo come volano per esporre il modo in cui pensiamo quando siamo dieci centimetri sopra il livello dell'acqua, quando ancora manteniamo la testa fuori dal pelo dell'acqua. E come, improvvisamente, quando l'acqua sale anche di poco, cambiamo immediatamente idea.

E proprio a questo proposito, vi ricordate della Grecia? Ecco, poco dopo la crisi del 2008 la Grecia si era ritrovata affondata nel debito, incasinata dura, con una percentuale di debito sul prodotto interno che raggiungeva il 140% poco prima del "salvataggio".

Così ad un certo punto è arrivata l'Europa, ritta sul suo cavallo bianco, Troika, ed ha lanciato sui poveri greci un sacco di soldi, per salvarli dalla fame. Ed è così che la Grecia si è salvata, grazie all'Europa, non dimenticatelo" 


Oh, è così che viene raccontata la faccenda nei circoli di quelli che contano. Lo so, perché ne ho scritto in tempi non sospetti. Ci hanno raccontato che i Greci rifiutavano qualsiasi accordo sensato, che l'unica soluzione era imporre una durissima "austerity" e che no, nessuna alternativa era possibile. Le previsioni all'inizio, erano queste.

Vedete? Se riduciamo la popolazione alla fame, entro il 2020 avremo un debito sotto il 150% o così dicevano.

E questo senza dimenticare il costo sociale di un piano simile, anche accettando le previsioni che, come vedremo, sono stronzate, cosa dovremmo fare se scoprissimo che, anche con queste misure, il debito, invece che diminuire, è aumentato?

Guardate che poi questo è ancora la fine del 2018. 181% vanno alla grande.

Un successo, ve lo dico io. L'operazione è stata un successo. Il paziente è morto, ma tanto era un paziente del sud Europa, chissenefrega, in fondo.

E sarebbe ancora accettabile se, diciamo, la Troika fosse stata mossa dall'onesta volontà di aiutare il paese che stava annegando. Se l'eurogruppo avesse agito con l'onesta intenzione di salvare la Grecia, l'errore nella previsione sarebbe stato, se non accettabile, quantomeno comprensibile.

Ma adesso, dopo che Diem25 ha rilasciato gli audio delle riunioni dell'eurogruppo, sappiamo che anche questo non è vero. Lo sapevano perfettamente che nessuna nazione sarebbe mai potuta uscire dalla trappola di un debito al 150%, qualsiasi cosa avesse fatto la Grecia a quel punto, non avrebbe avuto nessun impatto sul futuro. L'unico motivo per agire così era il tentativo di salvare le banche che avevano irresponsabilmente prestato soldi alla Grecia, cercando di ottenerne grassi vantaggi.

Oh, ma se sono le banche a rischiare, allora il concetto di "moral hazard" non esiste più. Loro non le puniamo mica, solo gli esseri umani in carne ed ossa devono soffrire, non le istituzioni finanziarie, quelle tocca salvarle. 

E così ci ritroviamo nel 2020 ad affrontare una nuova crisi, come ciclicamente accade. Stavolta non per colpa di qualcuno in particolare, non perché si è speso a cazzo, no. C'è una pandemia. E cosa sta succedendo in Europa?

"Questi europei del sud che non sanno spendere i soldi vogliono che il loro debito venga spalmato su tutti quanti! Ah! I nostri valori protestanti! Come osano? Ah, ma stavolta si salvassero da soli" Quello che non è chiaro ai nostri amici del nord-Europa è che, se L'Italia e la Spagna finiscono in bancarotta, la Francia non ride e, probabilmente, finisce in bancarotta pure lei. E se anche, miracolosamente, la Germania riuscisse a sopravvivere allo shock economico, spiegatemi voi dove andrebbero a finire gli export tedeschi, senza più un mercato. 

E se qualcuno ci stesse pensando, no, se l'Italia stesse sull'orlo del fallimento, non ci sarebbe bailout che tenga, l'Italia dichiarerebbe bancarotta ed uscirebbe dall'Euro, fine della discussione. Con tutta la sofferenza del caso, ma l'alternativa, quella Greca, non mi pare sia molto meglio.


Cari negroterronidi, mi dispiace per la vostra situazione, ma sappiate che francamente, a noi, fregancazzo.
L'Europa, in questo momento sta discutendo sull'emissione di bond comuni per rispondere alla crisi. La demarcazione fra le fazioni è netta, con Germania, Austria, Olanda e Finlandia, dalla parte di quelli che spingono perché chi è già indebitato (ricordiamocelo, nel 2008 c'è stata un'altra crisi colossale) mentre i terroni d'Europa, Italia, Spagna, Grecia, in qualche modo, la Francia, che spingono per una qualche forma di debito comune motivato dalla risposta alla depressione che arriva galoppante.

E l'Europa, questa entità non eletta, indecisa, disfunzionale, cosa propone? Il Mes.

Il mes, che ricordiamolo, ha funzionato tanto bene con la Grecia, motivo per cui adesso la Grecia sta sicuramente meglio di come stava nel 2015. Ah no?

La Grecia avrebbe fatto bene ad uscire dall'unione dopo il voto del Referendum. Ma purtroppo la pressione esercitata su uno stato che somma meno di dieci milioni di persone, con le casse sfasciate e con prospettive per il futuro ben fosche, era veramente troppa, e alla fine il governo di Syriza capitolò, condannando se stesso ad una sicura sconfitta elettorale, e il paese, ad una catena di debito insolubile che si protrarrà, a questo punto, fino a quando non dichiarerà bancarotta. Perché, che lo si voglia ammettere o no, la Grecia è in bancarotta dal 2010. Si è fatto finta che potesse recuperare, in modo miracoloso, far crescere la produzione più di quanto crescesse il debito e gli interessi sullo stesso, ma dove ci ha portato?

La Grecia è fallita e se lo avessimo ammesso prima, ci troveremmo, adesso, in una situazione molto migliore per rispondere ad una crisi che farà collassare il bilancio di parecchi paesi.

Dal mio modesto punto di vista, ci sono due possibili esiti di questa, ennesima, crisi. Ed un infinità di variazioni sul tema.


1) Si fa l'Europa. Davvero. Si istituisce una forma di debito comune, si modificano le istituzioni europee per renderle democratiche, con un vero "governo europeo" e un vero voto europeo che non assomiglia  all'inutile parlamento europeo. Un esercito europeo. Si riporta la produzione in Europa, visto che tenerla in Cina per far contenti quelli che vogliono schiavi a basso costo, non ha funzionato tanto bene.

Si discute. Si litiga. E alla fine si trova un accordo.



2) L'Europa sparisce e i singoli paesi seguono in ordine sparso quello che sta succedendo in Ungheria. Chiusura delle frontiere, sfiducia, tutti contro tutti.


Nel secondo caso, senza giri di parole, siamo fottuti. Il global warming se ne fotte delle istituzioni finanziarie, del quantitative easing, di chi ha i numeri migliori e il debito più basso. Il global warming ci spazza via, e già non è che siamo messi bene. La quantità di problemi che si presenta in contemporanea è impossibile da controllare per qualsiasi stato.

Nel primo caso c'è speranza. Un piano Marshall per convertire tutta la produzione per raggiungere l'emissione 0 entro il 2030 è possibile, se cooperiamo. Siamo su questo pianeta assieme, moriremo assieme, se non facciamo niente. Gli olandesi che fanno tanto gli splendidi con il loro micragnoso paradiso fiscale, saranno i primi ad affondare, possono costruire tutte le dighe che vogliono. Farebbero meglio a rendersene conto.

Questo disastro può diventare l'inizio di una cooperazione europea vera, in preparazione di una crisi cento volte più grande e molto più difficile da gestire. Oppure, il primo rintocco della campana a morto per l'umanità.



Kurdt.

mercoledì 4 settembre 2019

Global warming is here to stay






Ho scritto questo articolo per Patreon, ovvero il posto dove la gente mi offre un caffé o una birra per la roba che scrivo. Lo pubblico (parzialmente) anche qui, per una buona causa, tutti i caffé che  mi offrirete questo mese verranno raddoppiati (a mie spese) e rigirati stretto giro di posta al fondo di protezione per la foresta amazzonica.
L'articolo completo, un mostro di 46.000 caratteri, che mi ha preso circa due mesi di lavoro, lo trovate solo su Patreon, questo è un estratto, come si dice.


Questo sito si chiama "Ambiente, arte, balordaggine" per un motivo. Quando inizialmente ho scoperto, alla fine dei ruggenti anni 90' che avremmo potuto avere qualche problema con l'effetto serra, mi sono preoccupato, ma non molto.

Dopotutto, mi sono detto, se lo sappiamo già, significa che abbiamo tempo per risolverlo, la tecnologia è dalla nostra parte e, anche se i politicanti sono dei bastardi, mica vorranno disintegrare il pianeta. Ci vivono anche loro, su questa terra.

Mi sbagliavo alla grandissima. sono passati vent'anni, i politicanti non hanno fatto un cazzo, salvo mettere un po' di rossetto al maiale e appendergli una targhetta con scritto: "Il Global warming è risolto ". E la propaganda ha funzionato alla grande, quello che all'inizio non era un argomento controverso, lo è diventato, con schieramenti netti. Nel frattempo, l'effetto che faceva la propaganda su di me, è stato sempre più evidente.



Che avevo pensato di usare lei come maialino, ma poi la battuta veniva sessista, così ho deciso di insultarla solo per il fatto che è sudamericana, la loro lobby è decisamente più abbordabile. Come tutte le argentine, del resto. 

Se la propaganda non è riuscita a convincermi, né a farmi smettere di documentarmi sull'argomento, sicuramente è riuscita a farmi odiare il termine "global warming". Appena lo sentivo un fiotto di vomito mi usciva, con una pressione di 125 bar, dagli occhi. Perché sapere che c'è un problema simile e, nello stesso tempo, sapere di essere praticamente impotente, è peggio che non sapere un cazzo.

Beate le teste di cazzo, a loro verranno aperte le porte del paradiso. Diciamo.

Oh, ci sono stati un sacco d'incontri, tentativi di patti, avvicinamenti, discussioni, litigate, minacce. La comunità scientifica è diventata praticamente un blocco unico a difesa del lavoro fatto sul global warming, adesso, tra i climatologi, praticamente nessuno dubita della solidità del lavoro scientifico svolto, eppure, non è cambiato un cazzo, molti media presentano la faccenda come una discussione tra due parti avverse, ricordandoci che "ehi, ci sono anche persone che non sono d'accordo!



                                             Persona che non è d'accordo. 

E certamente ci sono personalità, anche serie che hanno dei dubbi, ma la verità è che sono

1) Non climatologi (spesso sono fisici, ancora più spesso, vecchi come il cucco.)

2) Sono pochi. Ah lo so, a questa obiezione si risponde sempre con la mossa Galileo-Einstein

"Se ANChE GaliLLEo lo avrebbe pensato cosi come a te, allora crederessimo ancora che il cielo è al cientro dell'universo, e non avremmo il gps!"

Questa linea di pensiero, apparentemente "astuta" viene descritta come il "Gambetto di Galileo" facendo riferimento agli scacchi

"Se la maggioranza ti prende in giro per le tue idee, allora hai ragione"

Peccato che dimentichino il Rasoio di Occam, che in questa versione, gli affetta il culo. E ve lo faccio raccontare direttamente da Galileo





in pratica si sacrifica il vero Galileo, per trasformarlo in una sorta di Eroe hollywoodiano solo contro tutti. Dimenticandosi che, lo stesso Galileo, si ergeva sulle spalle dei giganti,

Nel 1597, Keplero fece avere a Galileo una copia del suo Mistero Cosmico  e questi ne accusò ricevuta 'giro di posta'. Dopo avere confessato di  non aver fatto ancora a tempo a leggere compiutamente e con la dovuta  attenzione il testo, Galileo promette di farlo ben presto:


"con  tanto maggior piacere in quanto io ho adottato da molti anni la dottrina  di Copernico, il cui punto di vista mi permette di spiegare numerosi  fenomeni naturali, che rimangono inesplicabili se interpretati secondo  le teorie correnti".

Keplero rispose con grande rapidità, ricambiando le espressioni di stima, commiste, tuttavia, a un certo stupore per la prudenza galileiana:

 "Avrei  preferito che, con la vostra alta intelligenza, voi aveste assunto  un'altra posizione. Con il vostro abile riserbo, voi avete sottolineato,  con l'esempio, l'atteggiamento di ritirarsi davanti all'ignoranza del  mondo, e di non provocare alla leggera, il furore dei dottori ignoranti.  Ma considerato che ai nostri tempi, Copernico e, dopo di lui, una folla  di dotti matematici, hanno dato inizio a questa impresa immensa, in  guisa che il moto della Terra non è più una novità, sarebbe meglio  spingere, mediante sforzi comuni, verso la sua meta, questo grande carro  che si è già messo in moto".
In pratica Keplero stava sgridando Galileo per essere titubante, lento, nello spingere con più forza una teoria dietro la quale una folla di dotti matematici stava già lavorando.

In sintesi, Galileo, non era solo, c'era con lui, quella che oggi definiremmo: " La comunità scientifica".
E con questo, spero che l'argomento "Galileo" esca definitivamente dal canone ufficiale degli attacchi alla scienza climatica. Quelli che, senza capire niente di climatologia la sviliscono, sono come i popolani del 1600' che insultavano il povero Galileo, non hanno niente da spartire con lui.Ma lasciatemi aggiungere un pezzo, quello finale. Sapete di cosa si lamentava, Galileo? Della censura. Cosa comprensibile, visto che tutti gli scritti, almeno nei paesi ultracattolici tipo l'Italia e la Spagna, dovevano passare per le armate di pinzillaccheri papali, che non erano dei pari di Galileo, ma solo dei fastidiosi burocrati.Le idee contrarie al global warming vengono censurate dai burocrati? No, assolutamente, chiunque può scrivere qualsiasi cosa contro la teoria del global warming, nessuno si vedrà il sito cancellato, a prescindere dalla quantità di puttanate che scriva. Quelli che devono fare fatica per pubblicare, di solito, sono quelli che vogliono dimostrare e sostenere la teoria che esista una correlazione tra attività umana e riscaldamento globale. E fanno fatica, perché devono venire valutati, secondo criteri rigorosamente scientifici, dai loro pari, altri scienziati.

Gli stessi pari che sostenevano la teoria eliocentrica ai tempi di Galileo.

L'articolo continua su Patreon. Cliccate sopra l'immagine e offrite un caffé o un panino al pianeta, lui ve ne ha offerti già parecchi.

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domenica 4 agosto 2019

Riga, con la F

Sono andato a farmi un giro in Svezia, a Stoccolma, so cosa penserete, ci sei andato per questo:



E invece no, io ci sono andato per questo:
Ci sono andato per il fresco, non per farmi rapire dagli alieni.

Non che sia spiacevole vedere tutte ste bionde slavate, ma francamente, l'italico pilu è meglio. E su questo torneremo più tardi. Ci sono andato perché soffro orrendamente il caldo e il mio sistema immunitario si comporta all'incirca come un computer del 1990, quando fa troppo caldo si spegne. E visto che non avevo voglia di un'altro incontro con S.Antonio, ho deciso di farmi un giretto scandinavo con un mio amico,  lo slavo. Il nomignolo è legato alla somiglianza con uno che potrebbe rubarvi la bicicletta, la macchina, e se gli gira, pure la cugina.

Qui gli avevo chiesto di sorridere. "Eh, ho sorriso" mi ha detto poi. 

Lo slavo, che in verità si chiama Andrea, è una persona eccezionalmente buona, che non farebbe male ad una mosca se lasciato indisturbato, ma grazie a questa apparenza ostile, quando giriamo assieme viene veniamo costantemente fermati dalla polizia. E già io vengo vessato dalle forze dell'ordine molto più spesso di quanto mi piacerebbe, soprattutto per la carnagione non esattamente ariana, quando sono con lui sembra di girare con Escobar Milosevic.


Per esempio:
(macchina della polizia ci affianca per strada, guardando intensamente dentro la nostra golf a carbone del 1936)
Slavo: Oh, vedi che ora ci fermano, sicuro
Kurdt: "Macché, non abbiamo fatto niente, la macchina è in ordine, perché dovrebbero fer..." (SIRENA ACCESA DIETRO DI NOI)
Slavo: "Che t'avevo detto, eh? Lo sapevo. Quello ci guardava come se guidassi con la minchia in mano"
Kurdt: Siamo ottimisti, controlleranno la patente e ci manderanno via, dai (Accosta)
Agente (parlando con lo slavo, torcia in mano alle 11 del mattino) La macchina è sua? Documenti prego. Ci hanno tenuto per mezz'ora fermi solo perché non potevano credere che non fossimo presenti in qualche lista legata al terrorismo internazionale.

Quando ti ferma la polizia non so voi, ma io vedo sempre tutta la mia vita passarmi davanti, con tutte le cose che ho fatto e che non dovevo fare, come se loro sapessero.
Agente: Lei ha rubato diecimila lire dalla borsa di sua madre nel 1991 signor Kurdt, è furto, lo sa? Sono minimo minimo dieci anni senza condizionale. Quella povera donna si fidava di lei! Non si vergogna? Eh?
kurdt: Chiedo clemenza, vostro onore, ma avevo una buona ragione, dovevo impressionare Glabria, la moretta della terza C, sa, quelle lo guardano se al polso hai un "Cazio" preso dai marocchini o uno "swatch" fluo comprato in gioielleria. E poi non era un furto, come la mette giù pesante, diciamo che era un prestito a lunga scadenza"
Agente: Mhh... lo ha mai restituito, questo prestito? 
kurdt: (srotolando un papello di quindici metri): No. Al momento devo a mia madre, considerando gli interessi composti, la modica cifra di quindici milioni settecentosedici mila e dieci euro. Prometto che domattina le mando un vaglia postale con i dieci euro.  

 Ma torniamo alla Svezia. Intanto per arrivare in Svezia, bisogna prenotare un aereo, il nostro faceva scalo a Riga. Tanto per cominciare bene, abbiamo perso la coincidenza per Stoccolma, avevamo dieci minuti tra un aereo e l'altro, saremmo riusciti a prenderlo solo aprendo gli scivoli d'emergenza e correndo sulla pista. Cosa che avremmo anche fatto, se le assistenti di volo lettoni non ci avessero placcato.
A proposito, da qualche parte ho letto che ogni tanto qualcuno prova a viaggiare aggrappato  alle ruoto dell'aereo, non centra molto, ma ci stavo pensando per il mio prossimo viaggio.
Così siamo stati costretti a rimanere a Riga per un po' di tempo in più, cosa che non ci è dispiaciuta per niente, visto che, a quanto pare, Riga inizia, in realtà, con la F. Oh, se non mi fossi guardato allo specchio al mattino avrei pensato di essere diventato, improvvisamente, Brad Pitt. A Riga ti guardano come il mio gatto guarda il passerotto che passeggia davanti alla finestra. Ti senti come un Mac Donalds alla conferenza annuale dei ciccioni, ti senti come l'unico pacchetto di orsetti gommosi all'asilo, un bicchiere d'acqua nel deserto dei Tartari. Ti senti, in pratica, come si sente Jonny Deep nei suoi giorni peggiori.
Slavo: Oh, ma qui ci guardano tutte, è successo qualcosa? Dici che il profumo ai feromoni funziona? Se è così ne compro una damigiana.
Kurdt: No, non siamo diventati improvvisamente bellissimi, semplicemente qui funziona così 
 Slavo: Eh, però fa impressione eh, se non ci sei abituato capita che ti monti anche la testa. O come direbbe Cetto:




Se vai a controllare bene, scopri che i poveri Lettoni maschi sono stati spazzati via durante la seconda guerra mondiale prima, e nei Gulag sovietici, poi. Tutto si spiega, adesso, non eravamo diventati belli, era, come direbbe un economista, solo una questione di domanda-offerta. Queste, temendo che scoppi un'altra guerra mondiale, tengono gli occhi aperti sulla situazione internazionale.
Manco il tempo di bearci per la nostra nuova condizione di adoni, che abbiamo dovuto prendere l'aereo. E dopo un ora di viaggio, arrivati in scandinavia, la prima sorpresa.
La gente non ti guarda in faccia nemmeno a morire, mai. Ma non sei solo tu, nemmeno tra loro, si guardano in faccia. Se gli rivolgi la parola per qualche ragione, ti rispondono, veloci, efficienti, scoglionatissimi.
"Si, ora te l'ho detto, è il mio lavoro dirtelo, ma non credere di potermi rompere i coglioni per questo" Atteggiamento che apprezzo, in genere. 
 Lo Slavo ha prenotato l'albergo, sapevo che non lo avrebbe dovuto fare lui. La stanza che ha scelto… Come descriverla? Uno sgabuzzino per le scope. Dieci metri quadri, nessuna finestra. Cristo, son convinto che le prigioni Svedesi almeno una finestra, ce l'hanno.
Per dire, questa è una prigione svedese.
E questa è stata la prima sorpresa, uno s'immagina la Svezia come una sterminata spianata di foreste, non due letti uno sopra l'altro. E faceva caldo la dentro, gli svedesi, bontà loro, hanno un'idea d'estate che a Cagliari è descritto come un caldo inverno, così hanno costruito le case per tenere il caldo, dentro.
Ma c'erano trenta gradi, il nostro sistema di climatizzazione era un ventilatore. Che non potevi attaccare perché c'era una sola presa al muro, scacco matto, italiani.
Vabbé, negro, checcazzocenefrega mi ha detto lo slavo, tanto noi usciamo e vediamo quello che c'è da vedere, torniamo qui dentro solo per dormire, cagare e lavarci. E sul lavarci, insomma. 



Scherzavo. Questa è la stanza della prigione di Sollentuna, in Svezia. La prima è la stanza dove ci siamo ficcati noi. Forse ci saremmo dovuti fare arrestare, dopotutto.

Abbiamo camminato 140 km in sei giorni. Non so se vi rendete conto di quanto sono cento-quaranta-chilometri, ma per metterla in prospettiva è la stessa distanza che separa Milano da Parma o Torino. Come andare da Palermo a Licata a piedi!
 O se siete più intellettuali, è come camminare da Cambridge ad Oxford e poi farsi venti chilometri aggiuntivi leggendo un libro e saltellando. Non so perché qualcuno dovrebbe pensare di farlo, ma visto che l'idea era quella di vedere tutto il vedibile e mangiare tutto il mangiabile, lo abbiamo fatto. In questo modo non dovete farlo voi.

Questa invece è la foto più brutta che son riuscito a fare del panorama. 



E abbiamo deciso di applicare una strategia fenomenale per vedere tutto il possibile. Ogni mattina ci siamo svegliati, abbiamo mezz'ora di esercizi nella palestra all'aperto vicino al tugurio che chiamano "connect hotel" e siamo partiti.
Come potete vedere, abbiamo seguito un percorso logico e razionale.

Non credereste alle cose che si possono vedere quando la tua meta è ignota, praticamente incappi in un sacco di robe che sono anche nelle guide, solo che non sai esattamente quando, ne cosa sono, così siamo arrivati di fronte al palazzo del governo, un luogo maestoso e bellissimo, solo perché dovevamo assolutamente pisciare. 
E dopo i primi 10-15 km, abbiamo realizzato che c'era qualcosa che non andava come doveva anche in giro per strada.
Oh kurdt, ma siamo diventati brutti sull'aereo per Stoccolma? Perché non so se te ne sei accorto, qui ci schifano tutte. Anzi, tutti, maschi inclusi.Dici che è perché siamo vestiti come degli zingari? Credevo che i pantaloncini verde fosforescente fossero tornati di moda.

 
Mi ha apostrofato gentilmente lo slavo, dandosi una sistemata ai capelli.
Non credo, sarà una tua impressione, ti pare che questi non ti guardano in faccia? Sei tu che fraintendi. Ho detto io, accarezzandomi la crapa pelata, ma non potevo negare che, fino a quel momento, non avevo incrociato nemmeno uno sguardo, né maschile né femminile.
Magari sono fatti così, fino a quando non gli rivolgi la parola, questi non ti calcolano! Deve essere così, proviamo a rivolgergli la parola noi:



-Hi, sorry can I ask you the… Hey, dove scappi, svedese? Ehi! Ma non ti vogliamo rubare il portafoglio, porca troia, siamo bravi ragazzi! La mia fedina penale adesso è pulita!
(passante fugge verso l'orizzonte, passaggio ai 200 mt in 19.40 secondi, Bragagna è in visibilio)
Slavo, forse hai ragione, siamo diventati brutti in aereo.  Così, oramai banditi dalla società civilissima svedese, siamo andati a nasconderci in un parco, come i goblin, dove abbiamo mangiato una ciotola d'insalatona COOP, che, anche in Svezia, sei tu, ma più costoso.


Che voi non lo sapete, ma alla coop svedese, non vendono acqua naturale. Perché puoi bere letteralmente ovunque ed è più buona.

Abbiamo mangiato insalatone coop per cinque giorni filati, potevi costruirti l'insalata come preferivi, così ci mettevamo tutto il pesce possibile e nascondevamo il misfatto con un sottile strato d'insalata, per non suscitare sguardi sprezzanti dai cassieri. Cassieri che, nel frattempo, pensavano bene a buttarcela nello sgnaus caricandoci sullo scontrino il doppio delle cose che prendevamo.
E tant'è per la specchiata onestà dei Joahnsonn. Magari erano cassieri immigrati, chi lo sa.Abbiamo anche provato la tipica cucina svedese, che consiste soprattutto di polpette, pane azzimo e patate, che ti vengono fatte pagare come se le avesse arrotondate Ferran Adrià in persona. Ma i camerieri erano incredibilmente gentili, ci hanno persino chiesto "come va?" quando siamo entrati. Poi abbiamo capito il perché, dopo aver pagato 56 euro otto polpette e due patate, volevano la mancia. Il "come va?" era un extra fuori carta. Si presentano con il pos (tutti usano il pos da quelle parti, anche i carretti degli hamburger alla sera. A Milano, la sera, i carretti degli hamburger accettano come forma di pagamento solo l'oro e i favori sessuali)

Cameriere: Ciao, volevo spiegarvi una cosa, da queste parti abbiamo questa usanza, che si lascia una mancia se siete soddisfatti del servizio, vedi, potete aggiungerla voi, poi premete il pulsante e puff! I soldi arrivano a noi.

Slavo: Oh, senti un po', biondino, ringrazia che ho da fare in Italia e non posso perdere troppo tempo a prenderti a calci nel culo, altrimenti ti farei testare la sanità eccezionale che vantate di avere.

Cameriere: Eh?

Kurdt: Niente mancia amico, siamo poveri. Ci dispiace avervi fatto sprecare un "come va?" per niente.

I parchi però sono bellissimi, la natura è ovunque sul serio, incontri Dio in posti come quelli, soprattutto se ci sono 27 gradi mentre a Milano, a quanto raccontava il meteo, le temperature sono oramai a:
OH BUONDIO-ACCOGLI-LA-MIA-ANIMA-MA FAI IN FRETTA, PRIMA CHE SI SCIOLGA.


E in uno di questi parchi, ho letto un libro, la Macchia Umana di Philip Roth. Ora sarà per l'innata capacità dei Neanderthal di collegare cose apparentemente distanti, ma quel libro, in quel posto, in quel momento, sembrava la cosa logica e giusta. Forse persino l'unica cosa che potessi leggere. Ma di questo e della mia teoria Sved  danes Sarda sull'amore, vi racconterò a brevissimo, tipo, un paio di giorni, sempre su questo canale.

Kurdt.

P.s. Invece per chi mi legge su Patreon, l'articolo sul caldo pazzesco global warming, lo pubblico entro domani.

domenica 21 luglio 2019

Ri-flessioni


Questo è un piccolo passo per l'umanità ma un grande... ma statte zitto, cazzone, che i russi già avevano mandato in orbita cani e porci, satelliti e pure sonde, chiccazzo ti credi di essere?


Non essere in debito, non essere in credito se dovessi descrivere il paradiso, quello sarebbe. Non dovere niente a nessuno, non dover ricevere niente da nessuno.

Qualche tempo fa, stavo camminando diretto a casa, pioveva a dirotto, ero solo. Avrei dovuto camminare ancora per almeno un'ora, con la garanzia di arrivare completamente zuppo d'acqua, in quel momento, ero felice.

Ero felice perché finalmente, alla veneranda età di trentasei anni, avevo scoperto cosa si prova a stare in pace. Trentasei anni sono un sacco di tempo, ci sono 432 mesi in trentasei anni. Circa tredicimila giorni. Tredicimila giorni sono un casino di giorni, un fottio di giorni.

Erano trecentomila ore che passeggiavo per questo pianeta, ma c'era voluta proprio quell'ora lì, non un'altra, quella, per farmi capire un concetto  semplice, un concetto che i bambini afferrano a cinque anni.
Io ci sono arrivato con un modico ritardo di 15 milioni di minuti. Che non so se vi rendete conto di quanto tempo siano, ma è un macello di tempo.

Ho sempre avuto bisogno di parecchio tempo per prepararmi, io. Per esempio ho imparato ad allacciarmi le scarpe in quinta elementare, per dire. Ma quando ho imparato, oh, non conosco nessuno che le allacci bene come le allaccio io, vi faccio un nodo che ti serve la motosega per scioglierlo.

E l'alfabeto, mica l'ho imparato, come tutti, in prima elementare. L'ho imparato in prima superiore, quando mi serviva, dovevo cercare dal vocabolario di latino e la mia strategia di aprire pagine a cazzo fino a quando non trovavo la parola giusta, non pagava. E manco potevo imparare tutto il dizionario a memoria, purtroppo.

E così mi è toccato imparare l'alfabeto.

Un po' nello stesso modo, per forza, ho dovuto imparare cosa significa "fiducia".
In questi giorni c'è l'umbria jazz a Perugia, che per chi non lo conoscesse può essere riassunto così, una secchiata di gente si sversa in città per due settimane, di cui, secondo la mia personalissima statistica, solo il dieci percento per la musica, il resto per mostrare a tutti la nuova collezione primavera estate 2019-2020. C'è così tanta gente che alla sera sembriamo un branco di pinguini sul Larsen B.


 
Ciao, che per caso sai dove fanno il concerto di Denzel Washington Jr? 


 E ti tocca nuotarci in questo mare di persone, io sono tranquillo fino a quando le persone sono sotto le cinque, nella mia testa gira lo script:

"Se questi adesso si girano e mi saltano addosso, più o meno sopravvivo"
Quando sono di più:

"Sei in Vietnam, tra poco bombarderanno con l'agente orange e tu sei, caro mio, lontano dalla buca dove ti rintani. Ah, quel rumore che senti non sono le cicale ma un elicottero Apache che ti trasformerà in uno scolapasta. "

Mi muovo in mezzo a questa umanità come un gatto, cercando di prevederne le intenzioni,  impossibile, visto che gli umani cambiano direzione ogni dieci secondi. Ti sfiorano e ti toccano, senza farci caso. Ed è così che fanno quelli normali, s'infilano tranquillamente in mezzo a tutta quella calca, fiduciosi che non succederà niente, riescono persino a ricavarne qualcosa.  

"A me la gente mi energizza"
Che alle mie orecchie suona come

"A me la benzina mi rinfresca". Omettono che usano un generatore collegato ad un condizionatore da 35 Kw. Grazie al cazzo che ti rinfresca.

Io invece vivo così:




No ma tranquillo.

 Eppure quest anno, per quanto certe cose siano andate male in maniera catastrofica, conto le benedizioni, che disastri ne vedrò ancora molti, spero. E conto le volte che sono stato aiutato a rialzarmi da persone che non potevano guadagnarci nulla, conto le volte che ho ricevuto una carezza o un bacio, le volte che mi hanno salutato per strada e toh, pure le volte che m'hanno insultato.

Perché, fanculo, sono vivo. Vivo. Ed è così tanto quello che ho ricevuto che lo restituisco, quando posso, perché altrimenti a che cazzo serve respirare? A parte ad aumentare la montagna di anidride carbonica che emettiamo, dico.

Non sono manco credente, mi sono classificato in prima posizione nella speciale classifica "più grandi bestemmiatori italiani dal 1849 ad oggi" edita dal NewYorkTimes grazie ad un imprecazione eccezionale della durata di 87 minuti. Un esecuzione stupefacente, eseguita con un unico, colossale, rutto.

E proprio quando credevo di aver messo in chiaro come stavano le cose, ecco che mi passa la voglia di bestemmiare. Un giorno, praticamente, ho smesso. Cosa che non mi capita in altri campi, non mi sono mai svegliato senza aver voglia di fumare una sigaretta, per esempio. E invece toh, non avevo più voglia di bestemmiare. Strano. Che ancora, se sbatto il mignolo sul letto butto giù tanti di quei crocifissi che romani, scansatevi, dilettanti, ma non è più un piacevole intercalare tra un avverbio e l'altro.  E per quanto io non sia credente e, per chi si preoccupa, non lo sarò mai, mi sono ricordato una frase che m'era piaciuta particolarmente, di non ricordo più quale santo, riferita a come affrontare il turbine di merda che la vita ti butta addosso:

Dammi la forza di cambiare ciò che posso cambiare la pazienza di accettare quello che non posso cambiare e la saggezza per berci sopra una bella birra.
O almeno così me lo ricordo io. Spero ve la stiate cavando bene.

Kurdt.

Nota: Sto scrivendo un altro articolo monstre sull'attuale situazione climatica (disastrosa) che troverete su Patreon a breve.














 








 

martedì 2 luglio 2019

Eulogia del non sapere un cazzo

Un triangolo? Cosa vorrà dirci? Cosa significa? Gli illuminati? Il grande piano per la conquista del mondo? Qualcosa di profondo? No.


E anche quest'annata scolastica è finita. Faccio il conto degli eventi, un fuoco di S.Antonio, due caduti in battaglia e tre concorsi. Sono ancora vivo.

Per molti, il momento di tirare le somme arriva a Dicembre, verso Natale, per me, arriva a Luglio. E qualcosa l'ho imparata anche quest'anno.
Ho imparato che, nella migliore delle ipotesi, so poco, nella peggiore, niente. Ed è un pensiero piacevole. Oh si, certo, potrei passare la giornata a discutere con gente a caso su internet, litigando per sostenere posizioni di cui conosco poco, eppure non credo che sia il modo migliore d'impiegare la mia vita.
Quindi, in pratica ho imparato che so pochissimo del mondo, dell'universo, tutto quanto. So poco persino di me stesso, cosa che in qualche modo, sospettavo. No non sono diventato gay, per chi se lo chiedesse, ma ho avuto modo di vedere quanto la mia visione del mondo sia filtrato attraverso una lente che distorce tutto quanto.
Ecchepalle direte, dacci qualcosa di utile.
Okay, vi do qualcosa di utile. Manco voi sapete un cazzo.
Il vostro vicino rompipalle? Non sa un cazzo. 
Il fisico delle particelle che lavora al LHC e passa le sue giornate discutendo di adroni, fotini, fotoni e supersimmetria?
Nemmeno Einstein sapeva un cazzo.

Beckett? Un cazzo pure lui, a parte qualcosa sui ravanelli.

Freud? Qui sarete d'accordo, non sapeva un sega.

E Bach in fondo, manco lui sapeva un cazzo,

Beethoveen era sordo, i maligni direbbero non solo da anziano.
Io non so un cazzo. Sul serio. E mi solleva, il pensiero.
"Come possa essere una cosa sollevante lo sai solo tu" già vi vedo pronti a dire. Ma pensateci, ci hanno detto per tutta la vita che dovevamo eccellere e raggiungere le massime vette, che la nostra felicità sarebbe stata legata a quello che saremmo riusciti a fare, la competizione come ragione di vita, il successo come ultimo altare da pregare.
Da bambino, cresciuto in una casa piena di libri, pensavo che avrei potuto raggiungere una conoscenza perfetta di tutto se solo mi ci fossi messo d'impegno. E vi assicuro che ci ho provato, dai 5 ai 15 anni ho letto almeno un libro al giorno, di tutto, dai libri di ricette a quelli di filosofia, passando per l'astronomia, i tarocchi, la storia, le leggende, tutto. Ad una certa ho capito che non sarei mai riuscito ad imparare qualsiasi cosa, che forse il mondo era più grande di quello che avrei potuto infilare nella mia testa.
All'epoca fu stupefacente, ma insomma, puoi sempre imparare perfettamente qualcosa no? Se decido di imparare tutto quello che posso su, per esempio, la grammatica latina, ne avrò una conoscenza perfetta.

Intanto povero te se hai scelto una via del genere per essere felice, in seconda battuta, no, non avrai mai una conoscenza perfetta nemmeno di questo minuscolo brandello di sapere che penzola dalle carni della storia. Puoi saperne parecchio, ma una conoscenza perfetta? pffff. Ci sono termini che sono stati divorati dai secoli, usi e modi di dire che non conosci e non conoscerai mai, dopotutto non hai mai sentito due latini che parlavano la loro lingua, sono morti parecchio tempo fa. E anche se li avessi sentiti, avresti dovuto sentirli tutti per avere la certezza di sapere tutto.
Immaginate di essere una formica che gironzola per il pianeta, ha il suo formicaio, partecipa ai raid contro i vicini e, in generale, se la cava alla grande, cibo e tutto. Un giorno zampetta di fronte al mio computer. Ci può camminare sopra, dentro, sotto, attorno, senza capire a cosa diavolo serva. Senza neppure chiederselo. Se per caso stesse passeggiando sopra il dissipatore quando accendo il pc, verrebbe centrifugata, ma sono i rischi del mestiere, quando sei una formica.
La formica è stupida per non sapere che cos'è un personal computer? Non credo proprio. La formica è abbastanza intelligente per quello che deve fare, né più né meno. Deve fare la formica e lo fa benissimo. Siamo noi a considerarla stupida, perché non apprezza Neruda (a proposito, anche lui, in fondo, non capiva un cazzo).

E che in questa paradossale classifica dell'intelligenza ci guardiamo sempre alle spalle, trovando un sacco di roba che consideriamo più stupida di noi. Eppure non siamo capaci di debellare il virus dell'Hiv che, lasciatemelo ribadire, dovrebbe essere ben più stupido della nostra povera formica.

E davanti a noi, che c'è?
"Niente, non possiamo vedere niente, ce ne accorgeremmo se ci fosse qualcosa!"
Beh, il virus dell'Hiv non ha ben capito cosa succede nel mondo colossale dei centimetri e dei metri, non può manco immaginarci (servirebbe un sistema nervoso, quindi manco quello può fare) eppure prospera alla grande. E potete scommetterci, se potesse farlo non penserebbe mica di fare qualcosa di male, vuole solo sopravvivere, come noi. Fa un po' schifo, ma è così.
E che diavolo abbiamo "davanti"? ammesso che vogliamo mantenere questa classifica dell'intelligenza. Cosa impedisce che ci siano dei sistemi più grandi e complessi di noi che non solo non vediamo, ma non potremmo neppure capire se gli incontrassimo, magari confondendoli con qualcosa di diverso, di naturale?
Sospetto infatti che per la formica noi siamo soltanto un ostacolo da superare/evitare per raggiungere più velocemente il cibo. Cosa impedisce che ci sia qualcosa del genere, con una comprensione dell'universo e della realtà migliaia di ordini di grandezza superiore alla nostra?
Niente, secondo me. Oh, poi siamo veramente il pinnacolo dell'intelligenza e vaffanculo, ma mi sembra quantomeno strano. Un po' come quelli che fino all'altro ieri credevano che il sole girasse attorno alla terra. O quelli che credevano che l'uomo fosse l'unico essere capace di utilizzare il linguaggio per comunicare.

Sospetto, ma sono troppo scemo per saperlo con certezza, che esistano talmente tante cose che sono superiori alla mia capacità di comprensione, quante ce ne sono che invece posso "comprendere". Diciamo che applico il "principio di mediocrità" all'intelligenza.

E vi dico la verità, questo pensiero mi tranquillizza. Sapete che razza di peso sarebbe essere un membro della razza più intelligente dell'universo? Cazzo, minimo devo inventare un dispositivo per il teletrasporto, altroché. Se invece sono un povero stronzo normale, di una razza normale, posso preoccuparmi d'altro, tipo salvare il pianeta dal GLOBAL WARMING o trovare una teoria unificata delle forze sopravvivere. Volevo dire sopravvivere vostro onore. Con questo non significa che sia diventato meno curioso, che non esistano delle connessioni logiche e che non sia raggiungibile qualcosa che definiamo come "conoscenza". Vuol dire solo che, visto che le probabilità di dire cazzate sono altissime, tocca prenderci un po' meno seriamente, tanto prima o poi crepiamo uguale.

A proposito, per chi si fosse preoccupato, Spiacente di deludervi, ma la notizia della mia morte è grossolanamente esagerata.
Kurdt.