sabato 10 novembre 2018

My name is Giobbe

Io, fino a due settimane fa.



Sono mancato per due mesi, vi racconto cosa mi è capitato, perché è interessante. Non mi lamento spesso, ma questa volta, direi che è
Ai primi di settembre ho avuto l'occasione di conoscere da vicino un santo. Un santo vero, non un padreppio qualsiasi. Un santo, con l'aureola e tutto, uno che se proprio dovessimo discutere di gerarchie, starebbe abbastanza in alto.

Non un CristianoRonaldo, ma sicuramente un Cannavaro, o  un Materazzi. Uno che non vorreste incontrare la sera tardi, mentre tornate al conforto della vostra casa.

"Ciao Kurdt sono qui per ringraziarti di tutti gli epiteti amichevoli che hai diffuso sul conto della mia cricca negli ultimi vent'anni".  L'ho guardato attentamente. "Non lo conosco mica sto tizio qui" ho pensato, ma la cicatrice che scendeva dalla guancia sinistra fino allo zigomo destro, mi suggeriva di prestare attenzione. Molta attenzione.

"Mhhh, con chi ho il piacere di parlare? No perché di gente ne ho fatta incazzare tanta, non potete aspettarvi che mi ricordi proprio proprio tutti tutti."

Di solito queste battute fanno effetto, ma la faccia del tizio era calma come un neonato che si dedica alla poppata. Poi ha sollevato il labbro e ha detto:

"Senti, sai quanto ci hai rotto i coglioni? Non passa giorno che tu non ci abbia dato fastidio. E sai, a noi la gente che da fastidio, proprio non piace. Proprio no, per niente." Ha detto lo sconosciuto, sbattendosi i jeans con il palmo della mano. Le zaffate di polvere sembravano brillare. Ora che ci facevo caso, sembrava brillare anche capigliatura del tizio. Una specie di anello giallo gli circondava la testa, diciamo.

"Senti, stronzo, sono Antonio. Sant'Antonio, per la precisione. E ho un messaggio da parte di tutta la volta celeste" ha continuato, quello che avevo appena scoperto essere un vero pezzo grosso.

"Ehi amico, sai quanto me ne frega dei tuoi titoli? Sei solo uno che cito quando sbatto il mignolo quando mi alzo per pisciare, la sera" E con questa credevo di averlo messo al tappeto.

"Ah, sempre con questo fare sbruffone, come dicono quegli imbecilli miscredenti anglosassoni? Bigger than life! Eh, ma mò ti faccio vedere io. Hai sempre avuto una certa protezione da parte delle alte sfere, diciamo, ma con l'ultimo rosario, hai proprio esagerato." Poi non ricordo più niente, a parte il dolore, tanto dolore, per molto tempo.

Il fuoco di S.Antonio
lo chiamano, in pratica è il Remake della varicella con gli stessi personaggi ma autori diversi. A fine Agosto è cominciato, sembrava una lussazione alla spalla o qualcosa del genere, poi sono venute le bolle, e per finire, sono finito bloccato in casa, con un dolore che, ne ho passate parecchie in vita mia, ma una cosa del genere, mai provata. 

Dopo due settimane di dolore, ho guardato in alto e ho chiesto, vi giuro che ero serissimo:

"Dio, facciamo così, tu ti prendi due mignoli, mi togli sto dolore" Nessuna risposta. Allora ho insistito, magari non aveva capito bene.

"Devo ammettere che sai come trattare, allora faccio una seconda proposta, mignoli più nessuna bestemmia per un anno" che per me è una proposta colossale.

Dal cielo una grossa nuvola prende la forma di un dito medio, dall'armadio parte "sweet child of mine" a tutto volume e una voce baritonale mi esplode in testa. 


"Vai a farti fottere"
Se ho mai sentito un no, era quello.

Dopo tre settimane in cui ho dormito tre ore per notte, svegliandomi costantemente, ho deciso che dovevo fare qualcosa, ho scandagliato l'internetto con potenziali soluzioni al mio problema, visto che gli antidolorifici non facevano effetto e cosa ho scoperto? Che gigetto54 suggeriva l'uso di una pomata alla capsaicina. Per chi non lo sapesse, la capsaicina è quella molecola che rende piccanti i peperoncini.

Chissà cosa cazzo mi girava in testa per pensare di spalmarmi un habanero su una pelle già disintegrata, il dolore può farti fare cose stupide. Comunque sono partito per la farmacia a comprare una crema, ho trovato questa:



Revulsivo. Revulsivo!

Treccani: 

 
revulsivo (o rivulsivo) agg. e s. m. [der. del lat. revellĕre «strappare», part. pass. revulsus; v. revulsione]. – In medicina, azione r., l’azione di un agente chimico o fisico la cui applicazione sulla cute integra provoca irritazione locale; come s. m., l’agente chimico stesso, che si dice r. rubefacente e r. vescicante, secondo che produca semplice arrossamento o bolle cutanee.
 
E la mia cute non era integra. Ho spalmato la crema tutto contento, sperando che avrebbe avuto un qualche effetto magico, dopo tre minuti stavo ululando di dolore. E non in senso metaforico, mi sono dovuto tuffare sotto la doccia cercando di levarmi quella roba di dosso, ma quella crema del cazzo è una resina, dovevo grattarla via per toglierla. E non veniva via.

Ho passato il pomeriggio a ridere dal dolore, non credevo che potesse succedere, eppure ho scoperto che oltre una certa fascia di sofferenza, che sta tra "mannaggiattuttiisantidelparadiso" e "morte" c'è questo strano fenomeno che ti fa morire dal ridere.

"Ahahahahahahahahhaahah cazzo che ridere, mi sono amputato una mano con una motosega, hahahahahahaahah" tipo.

Un amica mi ha detto che "Dio mi ama, e che il dolore sono lettere d'amore mandate a me per farmi più vicino a suo figlio, abbi fede!". Così ho scritto una lettera a Dio.

"Caro Dio, ti prego di smetterla di inviarmi le tue lettere d'amore, non sono apprezzate, se insisti dovrò far intervenire la forza pubblica. Cordiali saluti, sempre tuo: Giobbe".

Quello sembrava aver capito, i dolori hanno cominciato a diventare meno orribili, così ho pensato che sarei potuto, in qualche modo tornare a scuola, visto che stare ai domiciliari cominciava ad essere pesante anche per uno come me. Domenica pomeriggio mi ritrovo senza niente da mangiare, dentro gli orari di visita fiscale. Ho fame. Esco venti minuti, ti pare che proprio i quei venti minuti, gli unici venti minuti in cui sono uscito durante un mese e mezzo, passi il medico?

Beh, è passato. Grazie, Dio.

Mi sono rotto un dente mangiando il kebab comprato quel pomeriggio. Non chiedetemi come si fa a rompersi un dente mangiando un kebab, non lo so.





Mia zia è morta, ictus, prendi il volo e torna a casa per partecipare al funerale, riprendi il volo e torna a Milano.

Quando le formiche hanno invaso casa mi sono ricordato di questa scena.



E altro è successo, di cui non mi va di parlare qui, perché sono sostanzialmente fatti miei ancora più personali, ma sono sulla stesso livello di queste cose qui sopra.


Comunque, volevo solo dirvi che sono vivo, e sono tornato. Malandato, ma combattivo, le divinità possono mandarmi quello che vogliono, non mi piegheranno. O mi ammazzano, o niente.

E per concludere, Sant'Antonio, mavaffanculo.

Kurdt.















giovedì 16 agosto 2018

Italiani popolo di Ct immunologi e ingegnieri edili




L'Italia sta cadendo a pezzi e la cosa di cui si discuteva fino a ieri sono stati i venditori di cocco in spiaggia e la pioggia a ferragosto. Poi crolla un ponte e improvvisamente, ecco che l'attenzione di tutti viene catapultata verso le infrastrutture.

Da oggi, siamo tutti esperti di ingegneria dei materiali. Tutti, nessuno escluso, ieri pomeriggio erano a conoscenza dei problemi che piagavano il ponte Morandi, tutti sapevano, tutti avrebbero previsto, tutti.

Io no. Io non sapevo un cazzo di niente e ancora adesso, non so cosa diavolo sia successo né perché un ponte sia crollato. Ma a quanto pare, tutti gli altri, lo sapevano. Questo è strano, perché se io avessi avuto una certezza di questo tipo, sarei andato di fronte all'autostrada e avrei bloccato il traffico, inchiodando in mezzo al traffico e strillando come una scimmia se necessario.

Questo mi porta a pensare che in fondo, nessuno sapeva davvero cosa sarebbe successo, o magari, sapeva che qualcosa sarebbe successo, ma non sapeva quando e questa è la cosa più probabile.

Perché non credo che ci siano degli individui tanto mostruosi da lasciare che un'autostrada crolli solo per fare qualche soldo in più.

Per dire sarebbe come se un azienda che vende latte in polvere cercasse di impedire alle neo-mamme di allattare i loro bambini direttamente alla fonte, privandoli del piacere di succhiare una tetta. Magari andando contro le raccomandazioni dell'organizzazione mondiale per la sanità. Impossibile.

O come se un azienda che vende petrolio negasse l'impatto della Co2 sul global warming anche dopo averne verificato, tramite i propri scienziati, la veridicità della minaccia.

O ancora, sarebbe come se un macellaio prendesse dei vecchi tranci di carne marcilenti, li tritasse con un 70% di carne fresca e poi vendesse tutto come "chianina di prima scelta". Poi, dopo aver visto che nessuno si lamentava, rimescolasse il tutto con altri tranci di carne putrida, senza mai cambiare l'etichetta. Fino a quando i suoi clienti hanno iniziato a morire come mosche.

Impossibile, conosco gli esseri umani, non lo farebbero mai. E soprattutto quando si parla di tragedie di queste dimensioni, non è possibile che una compagnia etica come Autostrade Spa avesse capito che il ponte era a rischio crollo e non facesse niente. Perché se lo avesse saputo avrebbe fatto qualcosa! Mica sono scemi, adesso gli toccherà difendersi dall'accusa di disastro colposo, con possibilità di multe faraoniche.

No, nessuna compagnia lo farebbe mai. Non volontariamente almeno.

Il problema è che negli anni si è dimenticata completamente l'importanza della visione a lungo termine delle cose, privilegiando l'oggi, l'immediato, la trimestrale, dimenticandosi dei risultati a lungo termine delle proprie azioni. Quelli vengono dopo. Subito dopo il crollo, la prima cosa che ho sentito è stata: "Il crollo è avvenuto perché un fulmine ha colpito il ponte!". Questa cosa mi ha fatto riflettere un po', non sulla possibilità che sia realistica eh, un ponte non crolla certo per un fulmine, altrimenti ne dovrebbero crollare a decine, ogni giorno, ma sul sottostante processo psicologico.

Un fulmine ha colpito il ponte ---- Il ponte è crollato ------ Il fulmine ha fatto crollare il ponte.

Un gatto nero ha attraversato la strada ---- Il nonno ha avuto un infarto --- Il gatto nero ha provocato l'infarto del nonno 

Che è un processo mentale che non si sarebbe attivato in altre circostanze, per esempio:

Un camion verde stava attraversando il ponte --- Il ponte è crollato --- I camion verdi fanno crollare i ponti.
Non sarebbe successo perché tutti capiamo che il colore di un camion non può essere responsabile per il crollo di un ponte. Possiamo anche non capire come funzionano i colori, come viene riflessa la lunghezza d'onda, ma capiamo che non modifica la materia in quel modo.

Eppure ci viene più facile vedere il singolo evento come il "responsabile" di un altro evento, invece che un processo. E così spesso i "malati mentali" lo sono diventati perché qualcuno gli ha messo un acido nella birra, la ragazza ti ha lasciato perché "non rifacevi mai il letto" (E non perché la tradivi, per esempio) e l'autismo di mio figlio è colpa dei vaccini che ci costringono a fare.

Un colpevole, in fretta, troviamo un colpevole. Se non troviamo subito un colpevole potremmo dover concludere che è colpa nostra, almeno in parte, questo è inaccettabile, nella terra dei paraculi.

E a pensarci bene, non ci si poteva fare proprio niente, era imprevedibile. Anche quelli che avevano in gestione quel tratto lo dicono :


In relazione al crollo di parte del viadotto Polcevera sull’A10, Autostrade per l’Italia comunica che sulla struttura - risalente agli anni ‘60 - erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. 
I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. 
Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi. 

Cazzi vostri che l'avete affidata a noi fino al 2042 verrebbe da aggiungere.
Atlantia, la Spa che controlla Autostrade Spa, ha perso un sacco di soldi in un paio di giorni, sono prontissimi a dare la colpa a chiunque, pur di non prendersi la responsabilità di un tratto autostradale che avevano in concessione.

Questo però non significa che possiamo dimenticarci dello stato di diritto e montare le ghigliottine in piazza, cazzo. Non posso aprire facebook e leggere una fiumana di gente che sbraita contro Benetton, perché queste faccende cadranno nel dimenticatoio nel momento stesso in cui la gente avrà smesso di sbraitare. Ed è a questo che serve l'educazione. L'educazione serve a comprendere la realtà che vi circonda e ad agire di conseguenza. Se Autostrade Spa è responsabile di questo disastro, cosa che non è assolutamente da escludere, c'è bisogno di gente che capisca quello che succede e, nel tempo, faccia pressione perché l'inchiesta venga seguita e non sia inquinata da colossali interessi economici.
Perché pochi se lo ricordano, ma dopo le ghigliottine in piazza, arrivano Napoleone ( i francesi erano più bravi con queste cose, noi possiamo aspettarci al massimo Brancaleone) ed infine la restaurazione. 

La divisione dei poteri, l'abbiamo per una ragione, evitare che qualcuno possa decidere tutto da solo, perché non ne ha il diritto e non ne avrà il potere. E non possiamo deciderlo sommariamente, dobbiamo provarlo.

"Eh! Ma tanto hanno un fiume di avvocati, quelli. Passeranno dieci anni e tutto finirà in prescrizione. E magari trasportano tutti i soldi da qualche parte e rimaniamo con un palmo di naso!"
Che è un giusto problema. In quel caso va modificata la legge, non piegata e asservita al proprio interesse, quando più ci piace. Perché la legge potrebbe essere piegata e asservita contro di voi.

Pensateci quando inneggiate ad un colpo di mano di Salvini&Co, la prossima volta.

Kurdt

lunedì 30 luglio 2018

Ryanair fa schifo



Ryanair *Fixed





Sono tornato  in Italia venerdì mattina da Rodi. Splendida isola, bella vacanza. Ah, saremmo dovuti ritornare mercoledì, ma Ryanair ha deciso che, visto che l'isola era tanto bella, il clima così buono, il mare azzurro, potevamo anche stare due giorni in più.

 "Andiamo, il gate è il numero 15, sbrigati, sai com'è RyanAir, se arrivi in ritardo ti chiudono il gate e poi ci tocca tornarcene in Italia a nuoto"

"Mancano ancora due ore alla chiusura del gate, tranquilla"

"Col cazzo son tranquilla, il mese scorso hanno mollato me e tutte le amiche della sposa a terra perché avevamo fatto cinque minuti di ritardo, Malaga l'ho vista solo in cartolina. Quindi, meglio due ore prima che un giorno in più a Rodi."

Così ci mettiamo in fila per i controlli sicurezza. L'addetto al controllo dei biglietti ci ha guardato con commiserazione e ci ha lasciato passare. Avrei presto capito il perché di quello sguardo, per il momento ero solo felice, tutto stava andando alla perfezione, la vacanza era stata una botta di salute, ero riuscito a dimenticarmi delle rotture di coglioni per una settimana. Tornavo in patria pronto ad incrociare le lame con satanasso in persona, fosse stato necessario.

Non avevo previsto tutto.

"Dici che ci fanno passare con tutta quella roba che hai in valigia?"

" potrebbero considerare la scacchiera in metallo un arma contundente?"

"Non credo. Però la lattina di borlotti greci  è da annoverare tra gli esplosivi."

"Solo dopo l'ingestione però"


Passaggio sicurezza,  superato. Sullo schermo il volo FR4992 viene dato in orario, gate numero 15. Ci buttiamo a sedere per terra, attaccando il telefono ad una presa dell'aeroporto, ogni tanto mi alzo per controllare che il gate non cambi, nessun problema. Mancano 20 minuti all'imbarco, sul monitor del gate appare brevemente la scritta:

"Bergamo"

"E tu che ti preoccupavi per lo sciopero di RyanAir, hai visto? Lo sapevo che saremmo partiti!" Mi dice Valentina tutta contenta. Anche io, malgrado il mio scarso ottimismo comincio a pensare che forse saremmo riusciti a salvare capra e cavoli.

Quindi l'orrenda scoperta, preannunciata dall'accumularsi di persone con fattezze teutoniche in fila al
nostro gate. corro al monitor per assicurarmi che l'imbarco fosse imminente e cosa vedo? :
RyanAir ovviamente non ha avvisato in anticipo manco per il cazzo. Surprise!

 


Maporcaputtana troia di quella vacca mignotta stronza puttana di Eva. Mannaggia la zoccola fracicata delle compagnie aeree, soprattutto quelle della maledetta troia puttana schifosa disgustosa laida irlandese terra di scoreggie merdose. 

Mentre tornavo camminando al gate, ho ritrovato la calma elencando minuziosamente tutte le divinità che conoscevo accoppiandole con tutti gli animali Eucarioti che mi venivano in mente, dalla A di "Afide" alla Z di "Zibellino"

Valentina aspettava con la valigia in mano e lo zano in spalla.

"Beh, allora?" Mi ha chiesto.
"Non parte"
"Come non parte? Smettila con le stronzate, dobbiamo cambiare gate? Dai, sul serio, mica sono venuta qui per guardarmi l'aeroporto eh "
"No Vale, davvero, c'è poco da fare, siamo a terra, non parte, i piloti hanno scioperato quindi l'aereo non parte, siamo fermi"
Si fida così poco di me che ho dovuto trascinarla fino al tabellone e mostrarglielo.

"Ma non ti preoccupare, devono comunque portarci a casa, in qualche modo. E trovarci un posto dove dormire. Ehi, devono anche darci da mangiare e da bere, dopotutto potrebbe non essere così male" Le dico. Ma sentivo il forcone rovente insinuarsi tra le mie chiappe.

A quel punto siamo scoppiati a ridere.

"Alla fine non ci va poi così male, domani non abbiamo niente d'importante da fare in fondo. Dai, che magari troviamo anche il tempo per farci un altro bagno a mare" 

Così abbiamo cominciato a cercare il desk di RyanAir dove chiedere al personale di terra cosa diavolo avremmo dovuto fare. Una cortesissima Hostess di una compagnia greca mi ha accompagnato. Ed ecco la prima scoperta, il Desk di RyanAir è un ufficio condiviso da  altre sedici compagnie. Comunque mi avvicino e chiedo, cortesemente, cosa diavolo dovevamo fare.

"Buonasera, il nostro volo è stato cancellato, siamo bloccati qui a Rodi,  in quale albergo ci mandate a dormire? E per i panini, cortesemente, evitate le melanzane, sa, sono allergico. Magari muoio. Un cliente morto non è un buon cliente. E immaginate la pessima pubblicità che ne verrebbe fuori?

 -Passeggero Ryanair muore a Rodi per una Mussaka di troppo- 

No, suona male, evitate le melanzane. E già che ci siete, anche la tzatziki, ne abbiamo mangiata a vagonate, oramai non riesco più a distinguere quello che esce dal mio corpo da quello che entra"

"Ah vi hanno cancellato il volo? Che sorpresa. Beh, noi non possiamo fare niente, dovete sentire online, noi non possiamo aiutarvi"

"Come non potete fare niente? Su, non credo che evitare di mettermi le melanzane in un panino sia una cosa così difficile, soprattutto se pensate all'esito opposto, la mia dipartita da questo pianeta."

"Forse non mi sono spiegata, non possiamo trovarvi una sistemazione per dormire, la politica di RyanAir è di venire contattati solo online."


"Eh, ma è un ora che cerco di contattarli via internet, attraverso quello che chiamano Live Chat, ma non c'è modo di parlare con nessuno, appare costantemente la finestra:


" - I nostri operatori sono occupati, attenda cortesemente due ere geologiche -"

"Eh, caro mio, non possiamo fare niente, ci pagano per fare altre cose"

"Tipo?"
Ho chiesto io, chiedendomi ingenuamente quali cose fossero più importanti dei propri clienti.

"Altre cose, non sono autorizzata a discuterne con lei. Senta, sa cosa deve fare? Prenoti un altro volo e torni a casa per i fatti suoi, conservi lo scontrino che RyanAir le rimborserà le spese, anche quelle del cibo eh, tranquillo" Dopo aver detto così la simpatica signora ha guardato verso i colleghi e ha fatto  così.



Il detective che vive dentro la mia testa a questo punto ha avuto il sospetto che mi stesse prendendo in giro.

"Quindi signora, mi sta dicendo che dobbiamo accamparci in aeroporto e non possiamo fare niente, malgrado la legislazione EU sui diritti dei passeggeri dica chiaramente che dovete trovarci un posto dove dormire e un aereo per tornare a casa? Questo è quello che mi sta dicendo?"

"Le sto dicendo che la nostra compagnia ha una politica che consente il contatto solo online o telefonicamente"

Ah benone, mi dia questo numero di telefono allora, così almeno provo a chiamarli, non sia mai rispondano"

La simpatica signora, adatta al servizio clienti quanto io lo sono all'addestramento delle scimmie da riporto, scribacchia il numero su un pezzo di carta





"Con tanti carissimi saluti"










Perché rispondono, vero?"  Ho detto io. Lei ha risposto così:



Anche io a quel punto ho capito che eravamo nella merda fino al collo. Merda Irlandese.

Si erano fatte le nove di sera, ma non perdevo la speranza, avevo un numero di telefono da chiamare, così ho provato a chiamarlo. Era spento. Avete presente quando provate a fare una chiamata e non squilla? Ecco. Dopo il tentativo numero 73 ho capito che non avrebbero mai risposto. Non perché volevano evitare di rispondere, poverini, né perché avessero deciso volontariamente di bloccare tutte le telefonate in arrivo, terrorizzati dal pericolo di dover aiutare centomila persone. Ci ho pensato a fondo ed ho capito che la colpa era tutta delle compagnie aeree tradizionali.Avevano mandato un battaglione di terroristi murini ad impedire che la buona RyaAir accudisse i propri adorati clienti come voleva sicuramente fare.

Ed ecco a voi Lufthansa Von Rat il malefico rosicchiatore di cavi

Rimaneva, come ultima possibilità, il servizio "Live Chat" di RyanAir. Erano già due ore che provavo a contattarlo, ma continuava ad apparirmi la schermata con scritto

"Tutti i nostri operatori sono occupati, attaccati al cazzo". Io sono testardo, quindi ho continuato a provare, quando è apparsa un'altra scritta:

"I nostri operatori sono momentaneamente occupati, il suo tempo di attesa è di 110 minuti"

Voi non ci crederete, ma ho deciso di aspettare, con la tigna che mi si arrampicava lungo il collo come un orango isterico. Ho aspettato. Ho aspettato un ora, la scritta diceva che mancavano solo 90 minuti al mio turno. 

A casa mia un'ora dura 60 Minuti. 110 - 60 = 70
Forse in Irlanda il tempo scorre in maniera diversa rispetto al resto d'Europa? RyanAir curva il tempo come un buco nero?





Questo è il servizio clienti di RyanAir. La quantità di bestemmie e insulti/Minuto che arrivano è così alto da provocare la formazione di plasma incandescente, quel piccolo puntino a sinistra siete voi con il vostro telefono in mano.

Ho fatto qualche calcolo, scoprendo che la materia che ha portato alla formazione del buco nero è all'incirca questa:
  • Biglietti di gratta e vinci  15%
  • Ferie di Hostess e piloti modificate a cazzo di cane 45%
  • Boeing 737  19%
  • Bambini in lacrime sul sedile giusto dietro il vostro 10%
  • Canzoncine sparate all'arrivo, per festeggiare un atterraggio nei limiti della pista 13%
  • Ma soprattutto, O'Leary, il capo della compagnia. Sta al centro del buco nero, cibandosi  della disperazione dei clienti 38%
Si, il totale è superiore al 100% ma come vi spiegavo, da RyanAir le cose funzionano in maniera singolare.

Comunque. Per effetto di questa curvatura temporale, il servizio clienti di RyanAir percepisce lo scorrere del tempo in maniera diversa rispetto a voi umani, il loro tempo scorre più lentamente del vostro.

Alla fine, quando mancavano solo 15 minuti al mio agognato turno (Ed erano passate quasi tre ore), si è impantanato tutto, il sito si è ricaricato cambiando nuovamente la scritta:

"Nessun operatore disponibile, ci scusiamo blablabla blabla bla" 

 Così, oramai vicini alla mezzanotte, abbiamo capito che nessuno ci avrebbe aiutati, almeno per quella sera e abbiamo preparato un letto composto da:


  • Telo Mare / Coperta termica
  • Valigia Rigida / Cuscino
  • Stormo di zanzare assatanate / Servizio d'intrattenimento a bordo

Ci siamo svegliati alle sei di mattina con una quantità di stress addosso livello:

sopravvissuto all'uragano Katrina.
Il braccio sopra il quale mi ero addormentato non riceveva ossigeno da qualche ora, per farlo riprendere ho dovuto sbatterlo ripetutamente contro una delle colonne, in questo modo ho evitato l'amputazione.

Così abbiamo fatto colazione e come prima cosa ho cercato di contattare il servizio clienti, con la loro live chat del cazzo. Al decimo tentativo, dopo 55 minuti di attesa, verso l'una di pomeriggio, finalmente hanno risposto. Per fortuna ho fatto gli screenshot alla conversazione, perché vi assicuro che merita  di essere letta:






 Oh che meraviglia! Ho pensato, sentendomi come un maratoneta che finalmente vede avvicinarsi la bandierina del quarantaduesimo chilometro, mi fanno un cambio volo e mi rimandano a casa. Sono proprio fortunato. Ah ah ah. Che culo.


Ma capisco subito che la mia speranza è malriposta. La gentile signorina mi dice che insomma, il cambio volo dovrei farlo io, in aeroporto. Oppure da un altro aeroporto. Peccato che siamo su un' isola, altri aeroporti non ce ne sono.


NON TROVO. A beh, se non trovi tu, siamo a posto. Manca un pezzettino dove mi chiede se ci sono aeroporti vicini . Come no, pieno di aeroporti vicini ad un'isola.

" Quindi cosa diavolo dovrei fare, bloccato su un' isola che non conosco, senza possibilità di tornare a casa?"
       




Mi propone un volo da Salonicco. Salonicco è in Macedonia, un'altra nazione. Credo che l'idea della simpatica signorina per riportarci in Italia fosse questa:



 Così le ho spiegato che no, non riuscivo ad arrivare a Salonicco, così ecco la prossima non-soluzione di Ryan-Air. Prendi un aereo che sta praticamente decollando., che ti portiamo a Pisa.



Prendi un volo per Pisa che parte tra 15 minuti. Ma certo, come avevo fatto a non pensarci prima?


                 ( Immagino una cosa del genere.



Forza Valentina, allacciami le scarpe che partiamo. Dobbiamo aggrapparci al motore di destra che quello di sinistra è già al completo.


A questo punto le cose si fanno interessanti. La signorina cerca di incolpare me per le carenze della compagnia. Erano 20 ore che cercavo di contattarli, dopo aver parlato più volte con il personale di terra e cercando di chiamare il loro servizio clienti che non rispondeva. Ma è colpa mia che, insomma, potevo muovermi prima, adesso è tardi.

Non vorrei essere malizioso, ma ho l'impressione che sia fatto tutto in modo da impedirti di contattarli e poi, dopo, accusarti di essere tu in ritardo. Provate a girare per la pagina di RyanAir, è pieno di esperienze simili.



E la chiusura della conversazione è meravigliosa. Ironicamente ho suggerito che avrei dovuto contattare l'ambasciata, la gentile signorina è d'accordo, mica possono farci niente loro, se hanno cancellato il 70% dei voli. E suggerisce un volo per Berlino. Ora non so se avete presente dove cazzo è Berlino, ma ve lo mostro io.



Ma sì,  in fondo fare due passi aiuta la circolazione. Il Cammino di Santiago è più corto.

Insomma ti possiamo portare a Berlino, poi da lì te la devi cavare da solo però, eh, che mica possiamo fare tutto noi. Mostra un po' d'indipendenza, che cazzo.


Quindi la chat si è disconnessa, ho provato a riconnettermi, ma il contatore è ripartito tipo a 65 minuti (Ryanair time), anche questo una semplice casualità. Così mi sono rassegnato e ho prenotato un volo con Aegean Airlines, compagnia che consiglio vivamente, se non altro perché i suoi voli partono. Sono arrivato a casa il 27 Luglio, con due giorni di ritardo e 500 euro in meno tra spese all'aeroporto e nuovi biglietti.


Ma potete stare sicuri che sarò come un gatto attaccato ai coglioni di questi incapaci, intanto con questo articolo, poi con l'apertura di un sito dove documentare costantemente le stronzate che fanno ad ogni passo (l'anno scorso hanno cancellato migliaia di voli perché non avevano previsto le vacanze del personale). Questi non sono capaci di organizzare le vacanze del personale, figuratevi il resto.

Quello che chiedo a voi, amici, è di condividere questo articolo, passarlo nei gruppi di viaggio, condividerlo alla morte, io ci ho messo due giorni e me ne assumo la responsabilità, voi dovete farlo arrivare più lontano possibile, facciamo in modo che a RyanAir fischino le orecchie. Ogni persona che deciderà di non volare con RyanAir leggendo questo articolo sarà una medaglia.

Se poi volete fare qualcosa di più, andate ad offrirmi un caffé in alto a destra, ed iscrivetevi alla mia pagina Facebook.





giovedì 19 luglio 2018

Chicco, dove c'è un casino




Salve buon uomo, se ha cinque minuti volevo parlarle della Chicco.


 Avrete visto tutti la pubblicità della Chicco, quella che propone di risolvere tutti i problemi dell'Italia con una soluzione semplice e piacevole. Trombando.Se si fossero fermati così, ci sarei anche potuto stare. Il problema è che vogliono che trombiamo con il fine di procreare, mica per altro.

Perché la soluzione ai nostri problemi è sfornare una camionata di bambini, non trovate?

Tutti i miei amici che hanno avuto la fortuna di figliare mi dicono sempre così, che il problema dell'Italia è la natalità troppo bassa.

"Bisognerebbe fare più figli, dimostreremmo al mondo che siamo ancora una grande nazione. E vinceremmo il mondiale, mio figlio l'ho fatto per questo, per vincere il mondiale. Vieni Roberto Carlos Conti Riva Meazza, è pronto in tavola"

"Ma non sono un po' troppi cognomi per un solo bambino?"
Gli ho detto..

"Macché, fosse stato per me avrei aggiunto anche Baggio e Totti, ma non entravano nella casella,  mi è toccato scrivere tutto in minuscolo, altrimenti dovevo toglier via uno tra Riva e Meazza. E tu, quando dai il tuo contributo all'italico orgoglio? Non vorrai che passino altri vent'anni senza una coppa, eh? Dovrebbero fare una legge, dovrebbero."

"E per cosa?"

"Per renderlo illegale. Non fare figli dico. Almeno due a testa. Se ne fai di meno, ti tocca pagare cento euro al mese, così impari."

"Mi sembra giusto, corro subito a figliare, non sia mai passi un decreto legislativo che mi becchi in fallo, se capisci cosa intendo"


Comunque. La Chicco propone come panacea di tutti i mali, fare figli. Ora, io non voglio figli, non penso che sia una cosa negativa in generale, ma solo nel mio caso particolare. Già ho difficoltà a sopportarmi da solo, figuriamoci avere un nano che ruzzola per casa e urla, vomita, si caga addosso e non è capace di comunicare in una lingua intellegibile.

"Uahhhhhhhh, ahhhhhhhhh, uehhhhhhhh, arghhhhhhh"

"Cosa diavolo sta dicendo?"

"Ha fame"

"Uahhhhhhhh, ahhhhhhhhh, uehhhhhhhh, arghhhhhhh"

"Che vuole adesso?"

"Ha sonno"

"Ma come fai a saperlo? Magari vuole discutere della radiazione del raggio di Schwarzschild e di come entrare in un buco nero evitando la spaghettificazione. Che ne sai?"

"Gli unici spaghetti che gli interessano sono quelli al sugo, te lo assicuro. Cuore di mamma non sbaglia"

"Sarà. La mia idea però era migliore.
Comunque, tornando alla Chicco. Questi vogliono che facciate un sacco di bambini, migliaia, milioni, trilioni! Ci pensate a quanto costa un passeggino chicco? Circa cento euro, ve lo dico io, ho appena controllato su Amazon, per un modello piuttosto triste, con le rotelline così piccole che il vostro piccolo mostro sentirà ogni piccolo sussulto dell'asfalto. Se invece volete quello con i freni in carboceramica e l'alettone posteriore, allora preparatevi a mollare almeno duecento euro.

Quindi se voi fate due trilioni di figli e, diciamo, chicco vende un trilione di passeggini, ecco che hanno guadagnato 100 trilioni di euro, nel caso peggiore. Potrebbero comprarsi gli Stati Uniti e ripagare il debito pubblico Europeo una decina di volte.

E quanto cagherebbero questi poveri bambini? Parecchio, ve lo dico io. Un bambino di un anno produce almeno un etto di liquame al giorno. Due trilioni di bambini producono 200.000.000.000 di kg di merda al giorno. In un anno sono 7,3^13 kg di liquame. Per farvi capire meglio, il peso di 1,403.846 Titanic pieni di merda.
Arriva un bastimento carico carico di...Avete capito
Duecentomila Empire State building fatti integralmente, di feci.

28.500 piramidi di Cheope AL GIORNO.  Di merda, chiaramente.
Il colore più o meno è quello, dai.







Questi satanici bambini della generazione Chicco potrebbero letteralmente sommergere Italia, Francia e Germania sotto uno strato di centi metri di diarrea. Lì si che l'economia sarebbe un problema, altro che i mondiali.  Per non parlare del piscio. Il rio delle amazzoni sarebbe un rivoletto.

E si, ho fatto i calcoli. Ma ovviamente nessuno dei geniali pubblicitari della Chicco ha pensato alle conseguenze che avrebbe il realizzarsi del loro sogno. Francia Germania e Italia, sepolte da uno tsunami verdognolo-marrone. E nessun pannolino abbastanza grande per salvarci. C'è da dire che Artsana, l'azienda proprietaria del marchio Chicco, produce pure quelli, siamo in una botte di ferro.

E so bene che parlare di trilioni di bambini è un esagerazione, che non intendevano in senso letterale, che volevano far parlare di loro e tutto il resto. Per questo io rispondo con un'altra esagerazione. Da oggi in poi, se pensate alla pubblicità della chicco, non dovete pensare ad un passeggino, dovete pensare ad uno tsunami di merda, perché quello sarebbe l'effetto della loro esagerazione.

Ah, se proprio volete saperlo, Artsana produce anche i preservativi Control. Che a me sembra un conflitto d'interessi, loro hanno il culo parato comunque vada, pensateci quando dovete scegliere la marca di preservativi a cui affidare la vostra post-adolescenza.

Kurdt.


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domenica 8 luglio 2018

Tanto va il nerd al lardo che ci lascia l'algoritmo


Ieri facebook mi ha avvisato che l'ultimo post che avevo scritto violava gli standard della community e quindi sarebbe stato rimosso dalla mia bacheca e da tutte quelle di coloro che l'avevano condiviso. Cose del genere mi erano capitate già in passato, per dire in passato avevo scritto un articolo utilizzando una foto che ritrae una bambina che scappa da un bombardamento in Vietnam, questa:


Evidentemente pedopornografia, guardate quanto è erotica questa foto.

Il post venne cancellato perché, appunto, in questa foto c'è una bambina nuda. Lasciatevelo dire, se una foto del genere provoca in voi una reazione diversa dal desiderio di prendere a calci nel culo quei soldati e offrire vestiti e un abbraccio a questi poveri bambini, siete imputriditi.

Ma Facebook non ragiona come un essere umano, vede un bambino nudo e pensa che la reazione "normale" sia quella di essere arrapati, così la blocca.

Facebook in definitiva, è un pericoloso psicopatico incapace di riconoscere il contesto. 
        

E insomma, ho scritto un articolo sui migranti morti scambiati per bambolotti, seguito da questa didascalia:


Ora, io ci provo a non usare i social, lo apro una volta alla settimana e tanto mi basta. Ma qui la stronzaggine sta cominciando a percolare dalla vita virtuale a quella reale, mi tocca mandarvi affanculo sia nella vita reale che in quella virtuale.

 Ecco, si, andatevene affanculo. E se dovete illudervi che quelli affogati siano bambolotti per mantenere una parvenza d'umanità, pensateci bene. E se vi sbagliaste? E se quelli fossero davvero bambini, come cazzo vi potreste guardare allo specchio domattina? Che poi, beh, sicuramente già avete qualche problema, imbruttiti come siete si vedrà, che state marcendo.


-This share goes against our Community Standards on hate speech-

E in un attimo il post è sparito dalla bacheca di un sacco di gente che l'aveva condiviso. Una scelta da persone è stata cancellata da un algoritmo, Un programma ha deciso cosa potevate e non potevate vedere.

Poi, eventualmente, se ti lamenti qualcuno controllerà e (forse) capirà di essersi sbagliato.

Oh si, Facebook non bloccherà mai un articolo che parla della ricetta degli spaghetti al marzapane di nonna Antonina, né il video di vostro nipote che vomita per la prima volta annaffiando il vaso di gerani, ma se siete umani, cazzo, non può bastarvi mangiare e figliare, per sentirvi vivi. Se siete umani avrete anche bisogno di lasciare l'intelligenza libera di spiegare le vele e ragionare su argomenti complessi, difficili, contraddittori e magari, sbagliare.

Ma nel mondo ideale di Facebook non c'è approfondimento intellettuale critico, aspra discussione, c'è solo una grande integrazione sotto il simbolo del Like e dello Share. E volete sapere una cosa? Siamo stati noi a permetterglielo. Fino a qualche anno fa esistevano centinaia di Blog, siti personali, cose che la gente faceva per esprimersi. Certo, la maggioranza scriveva degli spaghetti alla piastra di nonna Carmela. Ma almeno uno poteva cercarseli. Tutte quelle persone si sono spostate su facebook e lo inondano ogni giorno con foto di cibo, tette (sempre apprezzate) gatti (apprezzati anche loro, quasi quanto le tette). 
Ma cibo tette e gatti li posso trovare facilmente.

-Aprendo il frigo
-Ruotando la testa (in momenti di magra c'è youporn)
- Girando per il quartiere 

Facebook è un volemosse bene, ma solo se parliamo delle solite quattro cazzate, altrimenti ban. E chi è che decide cosa va bene e cosa no? Un algoritmo scritto a migliaia di chilometri, partendo da presupposti culturali completamente diversi dai nostri. Per dire, il linguaggio che incita all'odio noi quando l'abbiamo mai sentito? Se facebook fosse stato di Marcolino Zuccotti, per dire, probabilmente punirebbe duramente la bestemmia. Ma è angolosassone, quindi il problema è l'hate speech. E questo è il motivo per cui mi pago il dominio personale, voglio avere uno spazio personale dove posso dire un po' il cazzo che mi pare, quando mi pare e quanto mi pare.
E anche su questo versante, ci sono problemi. Google, un altra azienda Ameriggana ha il controllo su dove potete trovare il mio blog, non ci ho mai fatto troppo caso, ma a quanto pare da parecchi anni ha deciso d'indicizzarmi come "porno", il che significa che da google non mi arriva un cazzo di nessuno, i filtri di parecchi posti mi bloccano, i vicini mi guardano male.

l'unica parola chiave di questo mese è:
bella cugina con tette giganti in giardino

Un argomento che trovo interessante, ma che non ho mai trattato, soprattutto perché non ho una cugina con le tette giganti.

Così per uno che scrive articoli lunghi, spendendoci ore, l'unica cosa che rimane è il passaparola, come i carbonari. Perché nella società dell'integrazione, puoi scrivere quello che vuoi, ma non significa che ti sarà permesso farlo leggere. Tornate a lamentarvi della censura cinese la prossima volta, noi invece  libertè egalitè fraternitè. Ma vaffanculo va.

E sapete una cosa? Me ne fotto (Ehi google, ho scritto fotto). Me ne fotto perché quelli che rotolano fino a qui, per una ragione o per l'altra sono persone ancora capaci di leggere un testo di mille parole a botta senza svenire, che possono anche essere in disaccordo con me e mandarmi a cagare, ma lo fanno argomentando la loro posizione, permettendomi di rivalutare la mia.

E se qualcuno risponde che "Bisogna fare così perché ci sono la fake news, i filtri servono per tutelare quelli che ci abboccano!" rispondo che le fake news ci sono sempre state, le chiamavamo bufale-frottole-stronzate-minchiate-troiate (ehi Google, dico le parolacce) e il filtro che usavamo per schivarle si chiamava cervello.

 Il cervello ce lo danno ancora in dotazione, neuroni in mano, alla nascita. Ma in alcuni casi potrei sbagliarmi.


Kurdt.

Nota: Se vi piace quello che scrivo, condividetelo con i vostri amici, è l'unico modo per farlo leggere, visto che Google mi vede come il pelato di Pornhub (ehi Google, ho scritto Pornhub)

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