domenica 8 luglio 2018

Tanto va il nerd al lardo che ci lascia l'algoritmo


Ieri facebook mi ha avvisato che l'ultimo post che avevo scritto violava gli standard della community e quindi sarebbe stato rimosso dalla mia bacheca e da tutte quelle di coloro che l'avevano condiviso. Cose del genere mi erano capitate già in passato, per dire in passato avevo scritto un articolo utilizzando una foto che ritrae una bambina che scappa da un bombardamento in Vietnam, questa:


Evidentemente pedopornografia, guardate quanto è erotica questa foto.

Il post venne cancellato perché, appunto, in questa foto c'è una bambina nuda. Lasciatevelo dire, se una foto del genere provoca in voi una reazione diversa dal desiderio di prendere a calci nel culo quei soldati e offrire vestiti e un abbraccio a questi poveri bambini, siete imputriditi.

Ma Facebook non ragiona come un essere umano, vede un bambino nudo e pensa che la reazione "normale" sia quella di essere arrapati, così la blocca.

Facebook in definitiva, è un pericoloso psicopatico incapace di riconoscere il contesto. 
        

E insomma, ho scritto un articolo sui migranti morti scambiati per bambolotti, seguito da questa didascalia:


Ora, io ci provo a non usare i social, lo apro una volta alla settimana e tanto mi basta. Ma qui la stronzaggine sta cominciando a percolare dalla vita virtuale a quella reale, mi tocca mandarvi affanculo sia nella vita reale che in quella virtuale.

 Ecco, si, andatevene affanculo. E se dovete illudervi che quelli affogati siano bambolotti per mantenere una parvenza d'umanità, pensateci bene. E se vi sbagliaste? E se quelli fossero davvero bambini, come cazzo vi potreste guardare allo specchio domattina? Che poi, beh, sicuramente già avete qualche problema, imbruttiti come siete si vedrà, che state marcendo.


-This share goes against our Community Standards on hate speech-

E in un attimo il post è sparito dalla bacheca di un sacco di gente che l'aveva condiviso. Una scelta da persone è stata cancellata da un algoritmo, Un programma ha deciso cosa potevate e non potevate vedere.

Poi, eventualmente, se ti lamenti qualcuno controllerà e (forse) capirà di essersi sbagliato.

Oh si, Facebook non bloccherà mai un articolo che parla della ricetta degli spaghetti al marzapane di nonna Antonina, né il video di vostro nipote che vomita per la prima volta annaffiando il vaso di gerani, ma se siete umani, cazzo, non può bastarvi mangiare e figliare, per sentirvi vivi. Se siete umani avrete anche bisogno di lasciare l'intelligenza libera di spiegare le vele e ragionare su argomenti complessi, difficili, contraddittori e magari, sbagliare.

Ma nel mondo ideale di Facebook non c'è approfondimento intellettuale critico, aspra discussione, c'è solo una grande integrazione sotto il simbolo del Like e dello Share. E volete sapere una cosa? Siamo stati noi a permetterglielo. Fino a qualche anno fa esistevano centinaia di Blog, siti personali, cose che la gente faceva per esprimersi. Certo, la maggioranza scriveva degli spaghetti alla piastra di nonna Carmela. Ma almeno uno poteva cercarseli. Tutte quelle persone si sono spostate su facebook e lo inondano ogni giorno con foto di cibo, tette (sempre apprezzate) gatti (apprezzati anche loro, quasi quanto le tette). 
Ma cibo tette e gatti li posso trovare facilmente.

-Aprendo il frigo
-Ruotando la testa (in momenti di magra c'è youporn)
- Girando per il quartiere 

Facebook è un volemosse bene, ma solo se parliamo delle solite quattro cazzate, altrimenti ban. E chi è che decide cosa va bene e cosa no? Un algoritmo scritto a migliaia di chilometri, partendo da presupposti culturali completamente diversi dai nostri. Per dire, il linguaggio che incita all'odio noi quando l'abbiamo mai sentito? Se facebook fosse stato di Marcolino Zuccotti, per dire, probabilmente punirebbe duramente la bestemmia. Ma è angolosassone, quindi il problema è l'hate speech. E questo è il motivo per cui mi pago il dominio personale, voglio avere uno spazio personale dove posso dire un po' il cazzo che mi pare, quando mi pare e quanto mi pare.
E anche su questo versante, ci sono problemi. Google, un altra azienda Ameriggana ha il controllo su dove potete trovare il mio blog, non ci ho mai fatto troppo caso, ma a quanto pare da parecchi anni ha deciso d'indicizzarmi come "porno", il che significa che da google non mi arriva un cazzo di nessuno, i filtri di parecchi posti mi bloccano, i vicini mi guardano male.

l'unica parola chiave di questo mese è:
bella cugina con tette giganti in giardino

Un argomento che trovo interessante, ma che non ho mai trattato, soprattutto perché non ho una cugina con le tette giganti.

Così per uno che scrive articoli lunghi, spendendoci ore, l'unica cosa che rimane è il passaparola, come i carbonari. Perché nella società dell'integrazione, puoi scrivere quello che vuoi, ma non significa che ti sarà permesso farlo leggere. Tornate a lamentarvi della censura cinese la prossima volta, noi invece  libertè egalitè fraternitè. Ma vaffanculo va.

E sapete una cosa? Me ne fotto (Ehi google, ho scritto fotto). Me ne fotto perché quelli che rotolano fino a qui, per una ragione o per l'altra sono persone ancora capaci di leggere un testo di mille parole a botta senza svenire, che possono anche essere in disaccordo con me e mandarmi a cagare, ma lo fanno argomentando la loro posizione, permettendomi di rivalutare la mia.

E se qualcuno risponde che "Bisogna fare così perché ci sono la fake news, i filtri servono per tutelare quelli che ci abboccano!" rispondo che le fake news ci sono sempre state, le chiamavamo bufale-frottole-stronzate-minchiate-troiate (ehi Google, dico le parolacce) e il filtro che usavamo per schivarle si chiamava cervello.

 Il cervello ce lo danno ancora in dotazione, neuroni in mano, alla nascita. Ma in alcuni casi potrei sbagliarmi.


Kurdt.

Nota: Se vi piace quello che scrivo, condividetelo con i vostri amici, è l'unico modo per farlo leggere, visto che Google mi vede come il pelato di Pornhub (ehi Google, ho scritto Pornhub)

se proprio vi piace molto, allora potete fare una cosa ancora più rivoluzionaria (e leggere tutto quello che scrivo, compresi i libri) e iscrivervi alla pagina Patreon come hanno fatto altri intrepidi, che mi aiutano a sopravvivere. Ci cliccate sopra e mi offrite un caffé, io ve ne sarò grato, voi potrete leggervi tutto. 



lunedì 2 luglio 2018

Ama il tuo prossimo come te stesso (Ma se è negro affondagli il barcone)


 
Finto bambino Immigrato che simula un vero affogamento in mare.

Ieri sera sono andato al Gay Pride a Milano, figata, mi piace che queste persone si riuniscano per mostrare il dito medio, il culo, le tette, se non vi piace okay, potete anche non venirci.
Però una cosa mi ha lasciato un po' inquieto, sapete? Verso la fine, quando sul palco gli oratori strillavano "non si torna indietro" e cose simili, qualcuno ha detto "sapete quanti siamo? Duecentocinquantamila persone!" 
-urlo della folla in visibilio-.
Ho cercato di ricordare quando fosse stata l'ultima manifestazione a cui ho partecipato a cui avessero partecipato 250.000 persone, non me ne veniva in mente nessuna.
Manifestiamo sempre di più per i "nostri" diritti, sempre più per diritti "sociali" e sempre meno per faccende di soldi.Quelli ce li sfilano ogni giorno, in un modo o nell'altro. Giusto oggi la tariffa di Gas e luce è aumentata dell'8%. Ma tranquilli, l'inflazione è sotto controllo, il vostro smartphone costa sempre meno. Non ne cambiate dodici al giorno anche voi? 
Oh, che poi io sono a favore dei diritti civili, personalmente ci si dovrebbe poter sposare con qualsiasi essere vivente consenziente sulla faccia della terra, io personalmente sono una ragazza lesbica rinchiusa nel corpo di un uomo barbuto, quindi posso capire tutti. Mentre passeggiavo per il Pride, c'erano un sacco di persone che crepavano di fame,buttate a terra, mentre noi si passeggiava con la pancia piena e gli occhi orientati ad un colorato divenire.
Cazzo gliene frega ad uno che sta morendo di fame di potersi sposare, tanto lo sappiamo che i barboni mica l'affittano la chiesetta sulla collina, ci sono delle regole di decoro da rispettare.
Ci sono delle regole che dicono chiaramente che, se sei un pezzente, allora devi nasconderti e sparire. Perché quando sei povero sei un immigrato economico, non fai parte della grande famiglia di quelli che hanno qualcosa. E se non hai niente, beh, non puoi essere niente.
Non voglio tirar fuori minchiate sulla piramide di Maslow, ma la verità è che la prima cosa che ti serve è poter mangiare, un tetto sopra la testa, poi magari pensi a chiavare. 

 

E  puoi manifestare per entrambe le cose, puoi fare il Gay Pride e il giorno dopo preoccuparti per quelli che stanno peggio di te. Potresti. Il problema è che non lo fai. Il più grande successo delle classi dominanti (passatemi questa definizione) è stato dirottare l'attenzione su problemi che, in fondo, non li riguardano. Perché se guadagno venti milioni all'anno, sai cosa cazzo me ne frega di quello che ti scopi? M'importa di quanto vengo tassato.
Così in molti non capiscono che la Flat Tax è un crimine contro i poveri. Insomma, se riduci la tassazione a quelli che guadagnano parecchio, fammi capire dove li peschi i soldi per il tuo reddito di cittadinanza, eh, Giggì?
Ma è tutta colpa dei negri, lo so. Siamo noi il vero problema da queste parti, questi immigrati che vogliono entrare nel vostro paese, di cui siete cittadini per puro caso. Se per caso ve lo foste dimenticati, siete cittadini Italiani perché vostro padre era italiano, o vostra madre. Pensa che grande merito. Dovreste proprio esserne orgogliosi, ve la siete sudata. Mi raccomando, continuate a non farmi la fattura quando compro qualcosa, lamentandovi degli immigrati che fottono il sistema con i loro trentacinque euro.
O continuate a lamentarvi di questi cattivi immigrati che spacciano mentre squagliate un pezzetto di fumo cagato fuori da qualche Akmed a Malaga. Oh, lo so che non vedete la contraddizione, perché guardate solo il vostro minuscolo micragnoso orticello del cazzo, quello non va toccato, sono gli altri, quelli cattivi da punire. Voi cercate solo di sopravvivere, ecco perché non fate fattura.
E mica posso permettermi di mettere tutti in regola, altrimenti mi tocca chiudere
Questi immigrati che arrivano qui e non rispettano le regole, tornassero a casa loro
Con fattura 80, senza fattura 60. No, mica per ridurre il reddito imponibile, voglio solo farti un favore.
Questi clandestini ci costano troppo, poi questi soldi da dove li prendiamo?
Dai passami una cartina, che tiro su na bomba
E poi arrivano qui e cosa vuoi che facciano, eh? Sicuramente spacciano.
Ci facciamo sta vacanzina in Thailandia, cosa ne pensi? Ci son tutte quelle belle fighe, gli offri una cena e te le scopi sicuro.
E mica sanno come comportarsi con le donne, non hanno una cultura quelli lì
Che meraviglia di film, mi commuovo sempre quando vedo bambi, soprattutto quando la madre muore
Sti negri non potrebbero stare a casa loro e morire lì? Affondare i barconi a fucilate, ecco cosa bisognerebbe fare!
 L'apice dello schifo l'ho raggiunto ieri. Una foto con bambini affogati, affogati e tenuti in mano da due adulti che li guardano sconsolati.  Non è la prima volta che gli tocca quest'ingrato compito, se sono libici di bambini morti ne avranno visto centinaia negli ultimi anni, il paese è stato disintegrato negli ultimi dieci anni, anche per colpa nostra.
Peggio di questo ci dev'essere solo recuperare dei bambini morti e poi sentirti accusare di essere un attore al soldo di Soros. Peggio ancora, essere un bambino che crepa in mare e poi viene accusato di essere un bambolotto di plastica.

Pinocchietto bugiardo, tu non sei un bambino vero! Se fossi vero, non affogheresti, chi lascerebbe mai affogare un bambino? Un mostro, solo un mostro. E visto che io un mostro non sono, tu non sei un bambino.
Non commuovetevi, camerati! Quei bambini non sono bambini, sono bambolotti messi lì dai poteri forti! Non commuovetevi, ripeto, non commuovetevi!
 Voglio fare un esercizio. Voglio provare a capirvi.
Provo ad entrare nella vostra testa, non è facile, ma ci provo uguale. Okay, vedete quella foto e vedete che ci sono dei bambini.
Non possono essere dei bambini veri, quelli che muoiono in mare sono risorse boldriniane, quelli che prendono cinquanta euro al giorno per ciondolare di fronte ai supermercati ed importunare le brave persone come me, mica donne e bambini. No, decisamente non sono bambini. Non voglio che siano bambini. Vieni Giulio, giochiamo un pochino con le macchinine, dai, smettila di urlare che la mamma sta leggendo il giornale, papà arriva appena finisce il turno al lavoro, dai, non rompere le scatole.
Non sono bambini, sicuro, troppo rigidi per essere bambini, si vede che sono dei fotomontaggi, magari hanno assoldato Kubrick per riprendere la scena, aveva appena finito con Space X e le missioni apollo e i poteri forti lo hanno messo al lavoro sui migranti, del resto i soldi di Soros son proprio tanti. Kubrick lo hanno ibernato, lo scongelano all'occorrenza.
Vieni Giulio, che la mamma vuole farti due carezze sulla testa. Smettila di correre.
No, decisamente non possono essere bambini, se lo fossero sarebbero come Giulio, inaccettabile. Non sono bambini. Sono bambolotti. Si, ho deciso, bambolotti. Non sono esseri umani. Gli uomini sono dei mostri che vengono qui per stuprare e rubare, le donne sono maligne arpie che vogliono sbarcare e sgravare, sgravare e sbarcare, sulle nostre coste. Si, quelle hanno il colpo in canna, arrivano per fregare il posto all'asilo, ho visto le liste, quelle sono sempre in cima, tutti sti Mohammed, Zeyna, Samir, Abdul! Tutte risorse boldriniane. Tutti bambolotti.
Si, sono bambolotti.
Anche quelli che aspettano il turno per l'asilo, anche loro mica esistono davvero, sono solo dei nomi su un pezzo di carta. Risorse? Risorse un cazzo. Sono dei piccoli ladri pigolanti giunti sull'italico suolo per fregarci, noi mica possiamo andare a casa loro e fare il cazzo che ci pare, eh? E allora?
Ciao tesoro, bentornato, giocaci un po' tu con Giulio, oggi è un po' dispettoso, forse ha la febbre, dici che dovremmo portarlo in ospedale? Ho letto una notizia, una bambina ha avuto quella malattia, meningite si chiama? Eh, non vorrei, sai, poi siamo tornati dalle vacanze, l'Egitto mi è proprio piaciuto sai? A parte quando ti hanno chiesto di smettere di camminare con la birra per strada, ti ricordi? Sono proprio arretrati. E le donne poi, pipistrelli in spiaggia!
E poi mettono il velo. Risorse! Ma lo mettessero a casa loro il velo, che noi non li vogliamo mica. Dovrebbero portare rispetto per i nostri valori occidentali e cristiani. Che Maometto era malvagio, mica come il nostro Gesù. L'avrà mai detta Maometto una cosa bella come - Ama il tuo prossimo come te stesso?- Eh, Maometto non l'ha mai detta una cosa così, sono sicuro. -Lasciate che i bambini vengano a me- che meraviglia di frase, aspé che la condivido nel gruppo della parrocchia. Giù, ti sei lavato le mani? Dai sbrigati che mangiamo.
Facciamo la preghiera, su, dai amore, comincia tu. 


Dio, amante della vita,
che nutri gli uccelli del cielo
e vesti i gigli del campo,
ti benediciamo per tutte le creature
e per il cibo che stiamo per prendere;
e ti preghiamo di non permettere che ad alcuno
manchi il necessario alimento.
Per Cristo nostro Signore. 
Amen.


Kurdt

venerdì 8 giugno 2018

L'ultima lezione




Arrivi a scuola e guardi la lavagna. La lavagna, quando un insegnante arriva a scuola è vuota, se va bene i bidelli l'hanno pulita ed è nera come il fondo di un pozzo, la notte.

La luna, in quel pozzo, devi mettercela tu.

La guardo quella lavagna, l'ho riempita per anni, cercando di regalare quelle quattro cazzate che sapevo, oggi è più vuota del solito, domani non ci sarà nessuno a leggerla. Da domani sarà una lavagna solitaria, zoppa, una lavagna che non serve a nessuno.

Cosa posso scrivere su questa cazzo di lavagna morente, cosa posso darvi che vi aiuterà domani, quando non sarò più io quello che ci scriverà sopra?

Allora prendo il gesso, uno dei tanti mozziconi di gesso che teniamo da parte, ho cinque minuti prima che arrivino in classe, così comincio a scriverci su quella lavagna. L'avrei voluta rigare, graffiare con un coltello, che se ne ricordassero domani, di quel maestro pazzo che faceva tradurre frasi strambe.  




Guardate quella "Y" sta a significare che ci ho provato, okay, ma sono un coglione uguale. Però rafforza il concetto.


E poi la traduciamo assieme, bambini. No, Could non vuol dire Freddo, suona simile, ma non è la stessa cosa, per Dio, così mi fai perdere tutta la poesia, Cristo.

"Maestro, ma Pupils vuol dire pupille vero?"

"Si Valeria, certo, volevo dire - Mie care pupille- questa è una lettera aperta ai miei organi di senso"

"Maestro, ma che vuol dire Kiddos?"

"È slang, vuol dire ragazzini"

"Noi non siamo ragazzini, noi siamo ragazzi, Maestro"

"Calma e sangue cold Amira, ne riparliamo tra qualche anno, per adesso siete a malapena paperelle"

"MAAAESSTROOOO perché fai colazione con il pane a fette?"

"Okay, ragazzi, oramai la poesia è andata a farsi fottere, ora ci mettiamo giù e traduciamo come Cristo comanda"
Sarà anche l'ultima lezione, ma devi onorarla come fosse la prima, altrimenti che senso ha? Ci sono tante cose che ho fatto in vita mia, cose di cui magari non sono nemmeno tanto orgoglioso, lavori che ho fatto per non crepare di fame, ma questo, Dio mio, è un lavoro che ha senso. Un lavoro di cui, domani, quando mi guarderò alle spalle, non rimpiangerò nemmeno un istante, non so quanti siano così fortunati.
Perché poter offrire una speranza a dei bambini, è un grande onore. Entrare in classe e cercare di essere sempre il meglio di te stesso, perché quelli che hai davanti se lo meritano,  è bello.

E oggi è l'ultima lezione. Cazzo.

E domani cosa farete? Cosa farò io? Come faccio a sapere che sarà tutto a posto, che mangiate la mattina, che non vi picchiano, che non siete finiti in casini più grossi di voi, che non vi stanno incasinando la testa con stronzate da vecchi?

"Maestro, ce lo lasci il numero di telefono?" Sono tre anni che me lo chiedono, domani, bambini, ve lo lascio il mio numero di telefono, così se succede qualcosa mi chiamate, se vi serve una mano, mi chiamate, se siete soli e avete paura di qualcosa, me lo dite, non varrò molto, ma ci provo, prometto che vengo ad aiutarvi. Cazzo, vengo in bici vengo. Sui gomiti, vengo.

Perché sono e sarò il vostro maestro. E voi siete stati i miei alunni, sperò di avervi fatto fare quel passo in più, quel passetto che vi farà superare l'ostacolo.

Guardo la mia classe come si guarda il mare, un brusio che sale e scende, pupille che guardano in giro, temperini, passami la gomma che l'ho persa, PLOT-TWIST il quaderno è sparito, smettila di guardarmi che t'ammazzo. Guardo la mia classe e mi rendo conto che non sono pronto a lasciarli, non gli ho ancora dato tutto quello che potevo, cosa diavolo ho fatto in questi anni? E se non bastasse? E pensare che ho fatto il possibile non va bene, il possibile, da certe parti, non basta. Ma ci ho provato, davvero.

Noemi, una delle mie alunne, una bambina con le stimmate dell'intelligenza, una bimba meravigliosa, mi ha chiesto se le potessi fare un disegno,così l'ho fatto. Ci ho messo un paio d'ore,  era felicissima. Un collega mi ha chiesto.

"Perché non te lo tieni e lo incornici?" 



"Perché è un dono".

"Ma Dylan Thomas poi. Mica lo capisce."

"Oggi, forse no. Ma domani lo capirà. Ed è il domani quello che conta. Un giorno lo leggerà e capirà. È una fune tesa tra l'oggi e il domani. Adesso la tendo, un equilibrista, prima o poi, ci camminerà sopra. Il mio lavoro è crederci e tirare quella fune".






Kurdt.


P.S. Caro bambino del futuro, che magari leggerai tutto questo per caso, non lo so dove ti ha portato la marea, ma anche nella notte più nera, ricordati,  ricordati che non sei dai solo, che ce la puoi fare. E se non ce la fai, incazzati, lotta, stringi i denti. Io ci credo che ce la farai. E se davvero pensi di non farcela, chiamami. Magari in due ci riusciamo.










lunedì 4 giugno 2018

Storia di un povero stronzo





Di fronte a tutte le notizie che stanno riempendo l'internetto, governi che non sono governi, presidenti della Repubblica che fanno cose e vedono gente. Primi ministri che giurano due volte, per due stati diversi, c'è da rimanere confusi.

Oh, Savona mica ha capito cosa cazzo gli è caduto in testa, prima lo assumono, poi lo licenziano dicendogli:

"No guarda, la tua figura professionale c'interessa ancora, ma facciamo che da direttore generale diventi responsabile del marketing con l'Europa e non se ne parla più. Però non puoi minacciare di dar fuoco ai nostri clienti se non comprano i nostri cazzabubboli."

Salvini ministro degli interni, ne vogliamo parlare? E ne parleremo, ma in separata sede.

In questo momento, della situazione politica mondiale, non mi frega un cazzo. Per oggi mi prendo una pausa dall'universo. Perché oggi voglio annunciarvi, cari miei, che ho finito il mio secondo, fighissimo, libro.

Un libro di poche parole, 60.000.

Sessantamila parole sono un casino di parole, Se le leggete camminando, immaginando che camminiate un metro a parola,  minimo arrivate da Forlimpopoli a San Marino, se non v'investono prima.

In realtà ho scritto ventimila volte la frase:

                                  "Salame di Pere" 

 Mi piace il suono.

Ho messo il punto finale il 20 Aprile, tutto contento sono andato ad annunciare che la versione definitiva sarebbe arrivata in due settimane, perché, dai, quanto cazzo di tempo vuoi che ci voglia a correggere? Ci ho messo un mese e mezzo. E qualcuno si lamenta che Elon Musk buca le deadline.

Puppami la fava Elon, sono più bravo di te a cagare fuori dal vaso.

Quando ho iniziato a scriverlo, l'anno scorso, non avevo idea che sarebbe diventato un libro, volevo solo scrivere una storia, poi è diventata un ossessione. E ho iniziato a svegliarmi alle sei di mattina per scrivere. Oggi non l'ho fatto perché è domenica, così mi posso concedere il lusso di scrivere adesso, alle sei di pomeriggio.

Ma non sarei mai riuscito a finire questo lavoro se non si fossero verificate una serie di eventi piuttosto improbabili.

1) Mi è stata diagnosticata una malattia ra-ri-ssi-ma, la sorella ritardata del Lupus. Quando l'ho raccontato al Dr. House la sua reazione è stata "Okay, non è Lupus, non è mai Lupus. Certo che anche tu hai una bella sfiga amico, vuoi un po' di morfina?"


Il mio sistema immunitario ha deciso che IO sono un corpo estraneo e vuole farmi sloggiare, con le buone o con le cattive. La cosa divertente è che questa malattia peggiora con l'esposizione al sole, il che significa che, dopo aver vissuto all'equatore per un decennio, dovrei uscire tipo così:


L'outfit perfetto per l'uomo che non deve chiedere mai.







Ma io esco così e o'Sole mio, affanculo a te e a soreta.


Voi direte, il fatto che ti abbiano diagnosticato una roba potenzialmente mortale mica ti aiuta a scrivere. Cazzate. Ti mette il pepe al culo invece, il fatto che non sai quanto tempo hai ancora. Che poi, sia ben chiaro, camperò più di voi tutti messi assieme, quindi conservatevi le fregnacce. Tanto la vita è mortale per tutti, a parte mia nonna, che ha novantacinque anni e sale le scale a due a due fischiettando.

2)
Ci sono persone importanti nella mia vita. Non so per quanto passeggeranno con me in questo freak show, ma sono grato della loro presenza. Hanno letto sto libro e mi hanno insultato, trovandone i difetti. Non sono riuscito a correggerli tutti, ma abbiate pazienza, ho problemi a centrare il cesso quando piscio, figurati il resto.

3) C'erano persone che lo aspettavano. Da quando ho cominciato con Patreon, sapere che delle persone apprezzassero quello che facevo, mi ha spinto a continuare a buttarci quel mezzo litro di sangue in più, così se mi svegliavo stanco, quelle volte che pensi: "Cazzo, sono le sei, dormo altri cinque minuti"

Quelle volte, Poe il mio corvo da compagnia mi riportava subito sulla retta via:

"ehi, cazzone, quelli stanno aspettando, con pazienza. Se li deludi sei proprio un sacco di merda, non ci provare" E così sono riuscito a finirlo. Non solo a finirlo, ma anche a poter dire di esserne abbastanza orgoglioso.

4) Mi sono successe cose belle da quando ho iniziato a mantenere la mia vita in riga. E non sto dicendo certo che mi siano capitate solo cose belle, perché sarebbe una cazzata. Ma se hai uno scopo, scopi. Non era proprio così che volevo spiegarvi la faccenda, ci riprovo con il prossimo punto.

- Se hai uno scopo, qualunque cosa sia, le cose che ti capitano attorno assumono un altro significato ed un altra importanza. Questo ti permette di avere un grado di libertà diverso.  -La libertà è una forma di disciplina- cantava Giovanni Lindo prima di rincoglionirsi completamente in una baita di montagna, ma su questo aveva ragione. 

Se hai uno scopo, la maggior parte delle piccole beghe della giornata non ha alcun valore. E anche quelle più grandi, hanno un peso diverso.  Sei più libero, perché la tua vita gira attorno a qualcosa di diverso, così puoi lasciare più libertà anche alle persone che ti circondano, perché non dipendi da loro. E se non dipendi da nessuno, puoi amare di più. Ecco, non mi sento in credito di niente, non mi sento in debito di niente, mi sento solo grato di essere vivo, oggi.
E volevo condividere questa gratitudine con voi.


Da oggi in più comincio con un nuovo progetto, l'ho Intitolato

                      "TRANSUMANESIMO PER SCIMMIE UBRIACHE" 


 Parlerà di tutte le cose che m'interessano, AI, futuro, economia, Dio, i poveri, gli androidi, le balene australi e i croccanti Algida. Perché i croccanti Algida, quelli deliziosi con l'amarena, si sono estinti, manco fossero delle cose inutili come i panda. E il mio secondo scopo nella vita è farli tornare in auge.
Ma tornando all'immediato, questo nuovo libro ora è in cerca di editore, ma se lo volete leggere in anteprima, iscrivetevi a Patreon e unitevi alla comitiva di balordi. Basta cliccare sulla copertina, vi arriva un tagliagole serbo-croato direttamente a casa. In omaggio una batteria di pentole e una mountain bike senza freni.


E chi cazzo è sto Agus Emanuele? Boh, ma provate a leggere il cognome al contrario.

Kurdt.

venerdì 11 maggio 2018

Invalsi di qua Invalsi di là

Vedi, caro bambino, la tua situazione deriva dal tuo scarso impegno. Se volessi potresti diventare presidente degli stati uniti! Ah sei egiziano? Vabbé, magari presidente dell'Isis?


In questi giorni si è svolto il rito purificatore più diffuso nell'Italia moderna. Un test, svolto da circa un milione di bambini della primaria, quella che noi chiamavamo "scuola elementare". Questo test, chiamato invalsi  (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione)
occupa per tre mattine di fila gli studenti di seconda e quinta elementare. E a cosa serve sto invalsi, direte voi? Dovrebbe servire per capire quanto e come hanno imparato i bambini. Quest'anno sono state aggiunte anche delle domande extra, decisamente poco amate, a giudicare dalle reazioni della stampa.

E vi dico la verità, secondo me i test Invalsi sono fatti veramente bene. Non hanno niente di nozionistico, non si richiede che il bambino riesca a fare grandi calcoli, cose complicate tipo 718:15 per dire. Non si chiede nemmeno che ripeta a memoria una poesia di venticinque righe. Oggi abbiamo finito la parte di matematica e, con mia grande felicità, il calcolo più complesso che dovevano fare era 1,5 x 3 o qualcosa del genere, la domanda era questa (c'erano delle immagini, quindi vado a braccio) :

"Se hai due confezioni di detersivo, una che costa 6 Euro per 1,5 litri, un'altra che ne costa 3 per 0,5 litri, quale delle due ha il prezzo inferiore a parità di liquido? Spiega come sei arrivato alla risposta."

Semplice, lineare, comprensibile. Eppure volete sapere una cosa? La maggioranza degli alunni della mia classe, addestrati a ripetere operazioni noiose e inutili tipo 567x35 non ha capito cosa diavolo doveva fare con quei numeretti. Un altro problema un grafico e faceva delle domande sul grafico (altra cosa che a scuola non si fa quasi mai) e chiedeva informazioni tipo "in quale mese la concessionaria A e quella B hanno venduto lo stesso numero di auto?". Grafici, cose che in un mondo sempre più complesso servono parecchio. Sconosciuti.

In quella d'inglese c'erano delle domande piuttosto semplici (collegate a dei testi) e quattro prove d'ascolto, abbastanza ben calibrate dal mio punto di vista. Ho visto le prove della mia classe, a fronte di 3/4 prove quasi perfette, ci sono state parecchie prove nella media e un paio con moltissimi errori (guarda caso proprio di studenti italiani purosangue). Ma all'ascolto i miei sono addestrati, all'inizio dell'anno ho comprato una Usb a testa e ciclicamente le ho riempite con film e serie Tv in lingua originale (Stranger Things, Harry Potter, Cartoni Disney, eccetera eccetera eccetera). Ho usato duolingo con i miei alunni, ho cercato di fare tutta la lezione in inglese, senza grandi concessioni all'italico idioma e, cazzo, ha funzionato. Gli ho anche detto che ero sicuro che sarebbero riusciti se avessero voluto, ne ero convinto e adesso, so e ho le prove. Pasolini baciami il culo.

Eppure credo che l'invalsi debba essere eliminato.

Ma come, hai appena scritto che è utile, fatto bene, stimolante, adesso dici che dovrebbero eliminarlo? Già. Il problema principale è la percezione delle prove, che vengono vissute, in parte anche per colpa della stampa, come prove della capacità dei docenti, piuttosto che come un'analisi statistica da cui partire per risolvere dei problemi. Così i docenti, con il pensiero che verranno valutati, sono invogliati a, diciamo, intervenire per migliorare il risultato. Non importa che esistano dei sistemi per capire quando una cosa del genere è stata fatta ( all'invalsi hanno fior di statistici, dopotutto) viene fatto lo stesso, nella convinzione di aiutare gli alunni. Eppure se ci pensate un attimo, quello che stanno facendo quando aiutano gli alunni modificando una risposta, in realtà è un danno complessivo agli stessi.

Perché?


Perché sei il feedback dei dati dice "ah beh, queste prove sono state fatte molto bene da tutti gli alunni, pure da quelli delle zone più degradate della nazione, va tutto alla grandissima!" il risultato sarà l'inazione, nessuno penserà sia necessario fare qualcosa, tanto vanno benone. No?

E invece no, non vanno bene per un cazzo, perché se continuiamo di questo passo le prove le faranno direttamente gli insegnanti, con il risultato di far finire tutto a puttane, prove, scuola e, unica cosa che m'interessa, bambini.

In questo momento, l'invalsi dovrebbe avere la stessa funzione che hanno i nervi, trasportare informazioni dal corpo al cervello, in modo da consentire azioni correttive efficaci, ma immaginate di infilare le mani in una pentola d'acqua bollente e sentirla tiepida, nel frattempo le cellule delle vostre mani stanno assumendo un colore vicino a quello del bollito di manzo. Ve le lavate con calma, mica sentite dolore voi. E quando le tirate fuori avete le mani completamente ustionate.

La soluzione? La soluzione è costosa (cosa che non piace a nessuno) e poco pratica. Le prove andrebbero somministrate da degli ispettori ministeriali pagati e controllati direttamente dal ministero, in modo da evitare magheggi.

E quando finalmente si scoprirà che oh oh oh! Le scuole che ottengono i punteggi più bassi negli invalsi sono quelle che hanno bambini più poveri, che hanno pochi libri, poche risorse, non fanno viaggi, mangiano male, dormono male, hanno i genitori che perdono il lavoro e litigano tra loro per l'affitto, vanno via di casa, eccetera eccetera eccetera. A quel punto dovremo fare qualcosa di utile.

Fino a quando non si riconosce che il problema dell'insuccesso scolastico può essere ricondotto in buona parte alla povertà degli alunni (e alla qualità degli insegnanti) non andiamo da nessuna parte.

L'alternativa è continuare a guardarci l'ombelico.

Kurdt

P.s. In una scuola di frontiera di insegnanti di qualità ce ne sono parecchi, molti sono motivati, competenti, speranzosi. Quelli che resistono finiscono, dopo un numero diverso di anni, in burnout totale, fondono le bronzine, sbarellano.