martedì 8 gennaio 2019

Il futuro dei senza futuro


Cantava Elio: "Carooo duee-milaaaaa, quanto-tempo-è-già-passato-da-quell'anno-zero" e a me il 2000 sembrava una cosa lontana, mancavano dieci giorni a capodanno.


Vi aspettavate automobili volanti? C'è uber. Volevate lavorare meno perché con i robot si lavorerà meno? C'è una lettera di licenziamento pronta per voi, che Wcx 1080 Ultron" non mangia, non caga e non chiede aumenti.

 
Duemila-e-diciannove. Un enormità per me, che nel 2000 già temevo di essere arrivato alla fine della corsa, di aver fuso le bronzine, consumato tutte le piste e via discorrendo con metafore del cazzo. Con sorpresa sono ancora vivo e abbastanza vegeto da riflettere sul futuro.
Non il mio di futuro eh, quello è noioso, sopravvivero anche al 2019, beccherò la febbre e avrò qualche sfiga, qualche gioia clamorosa e un sacco di riempitivi. Dell'argomento ve ne importerà quanto a me importa delle gazzelle di Thompson.
E della gazzella di Thompson m'importa nà sega.
Ma il destino del mondo, quello si che m'interessa, mi affascina in particolare quel gioco di tribù che si affrontano con bandiere colorate e slogan. Se siete di sinistra, per davvero (quindi, persone prima, oggetti, poi) sarete disperati. E anche se siete di destra (regole, prima, il resto, poi) vale lo stesso, non troverete un solo politico che si comporti davvero come promette. Perché? La politica è morta, è passata da essere " La regina " ad essere una cortigiana portaborse.
Ad un certo punto Berlusconi ha deciso di levare la mano che teneva infilata su per il culo di Craxi, per mettersi in proprio.
Più o meno a quel punto è nata la leggenda del "governo-fabbrica" guidato da un leader che capisse il
business.
Dobbiamo proprio esserci rincoglioniti per credere ad una cosa simile, il governo come un business. E cosa produrrebbe esattamente il governo?
Se il governo produce "servizi" ma non "profitti" allora poteva rimanere come prima, che differenza fa? Se invece produce "profitti" (per chi poi?) dovete spiegarmi dove vanno a finire quei profitti. Tornano nelle casse dello stato per produrre nuovi servizi?
Anni fa stavo discutendo con un amico sul conflitto magistratura-Berlusconi. A quei tempi ero ancora naive abbastanza da credere che fosse una lotta per difendere la legalità e le regole. Il mio amico mi disse:
"La legge non centra niente, si tratta solo di un conflitto tra poteri, le regole non hanno nessuna importanza, quando Berlusconi non avrà più tutto quel potere, la magistratura lo lascerà perdere"
Non ci volevo credere, ma aveva ragione, dopo che Berlusconi è stato amichevolmente "accompagnato all'uscita" i processi che lo riguardano hanno improvvisamente perso d'interesse (se credete che da tutta la faccenda di Ruby venga fuori qualcosa, ho una fantastica scalinata da vendervi, a Roma).

Così trovo ridicolo scannarci tra di noi per chi è "di destra" e chi "è di sinistra" mentre dovremmo discutere di cosa fare per non rimanere con il culo per terra.
Il "governo" stesso è un sistema per ridurre il conflitto tra classi sociali. E sì, esistono ancora le classi sociali, se non ci credete è perché siete troppo poveri per accorgervene. Siete circondati da gente che più o meno ha le stesse risorse che avete voi, ve ne accorgerete guardando ad una mappa del valore degli immobili in città, credete che il costo dipenda dalla posizione in rapporto ai servizi?

Manco per il cazzo. Il costo dipende da "
Chi sono i tuoi vicini". E "Chi sono i tuoi vicini" influenza la qualità dei servizi erogati, le scuole sono migliori nelle zone ricche. E l'argomento lo conosco bene, perché lo vivo.
  • I ricchi (benestanti?) vivono in zone più belle. La bellezza influenza i bambini, fa differenza uscire di casa e vedersi un bel palazzo invece che un casermone formicaio.
  • Nelle scuole ricche c'è la carta igenica, il sapone, le lavagne interattive. Nelle scuole povere il pc lo devi portare tu.
  • Nelle scuole ricche gli insegnanti precari sono di meno. Perché lavorare con i poveri è più difficile, lo vedo ogni santo giorno. E qui temo che dovrò uscire un attimo dal discorso generale per spiegarmi, altrimenti qualche idiota potrebbe pensare che ritengo i poveri "malvagi".

    Visto che le scuole accolgono i bambini che vivono in zona (
    quello che comunemente si chiama "bacino" d'utenza) gli alunni che arrivano in una scuola come la mia sono spesso immigrati arrivati da poco (Solo nella mia classe quest'anno sono 6 su 18) e devi portare quei bambini ad un livello di conoscenza della lingua sufficiente. I bambini che arrivano nelle scuole povere sono figli di genitori poveri, cibo peggiore, sviluppo cerebrale peggiore. O credete che mangiare male non abbia nessun influenza su quello che succede? Ah, sapete qual è il miglior predittore di successo lavorativo/economico? Il QI? No. La nazionalità? No. Il miglior predittore del successo economico è "Quanti soldi avevano i tuoi genitori" (usate sci-hub per leggerlo) . E visto che sei immerso in un ambiente povero, spesso sarai povero anche tu, intelligente o no. Alla faccia delle uguali opportunità.

    "
    Ehi tu, tizio che non ha una gamba, senti, adesso ti metto a correre i cento metri, chi vince guadagna 10.000 euro. Non ti preoccupare, le regole sono le stesse per tutti, quando lo starter spara, tu parti, quello che taglia per primo la linea del traguardo vince, okay? Ah, gli altri partecipanti hanno entrambe le gambe, ma non ti preoccupare, il resto delle regole è lo stesso". 
    Bravo bimbo, sei saltato su una mina, ma non temere, hai tutto quello che serve per diventare un calciatore di successo. Nella prossima reincarnazione.

  • Un povero non può permettersi di sbagliare, se rimane indietro non ci saranno corsi di recupero, insegnanti privati, opportunità "in più". Ci saranno cazziatoni, lamentele, prese in giro. Se va bene qualche buon insegnante.
  • Un povero, cari miei, non viaggia. "Eh! Ma ho visto uno che usciva dal  quartiere con un paio di Nike nuove! Quelle scarpe costano 100 euro!" Certo, brutto idiota, peccato che una vacanza costi dieci volte tanto.
  • Spesso i genitori dei poveri sono ignoranti loro stessi, gente che non conosce il valore della cultura e non può passarlo ai figli. Sono nato povero, figlio più grande di quattro sorelle e un fratello. Ho potuto viaggiare perché lavoravo nei paesi dove andavo, potevo farlo perché nel frattempo avevo imparato l'inglese e lo spagnolo, altrimenti sarei rimasto incastrato. E potevo perché, anche se povero non ero così povero. 
     
  • I poveri hanno difficoltà a capire chi li sta fregando, perché sono in molti a provarci. Non è un caso che i contratti di fornitura del gas, della luce, della telefonia siano sempre più lunghi. Visto che non puoi capirli, t'inculo. E se ti lamenti ho legalmente ragione. Perché anche il sistema giudiziario è tarato per buttarla nel culo a quelli che hanno meno. Ah, se non ci credete, provate a chiedervi come mai la pena per uno che ruba la corrente usando un magnete viene considerata Furto Aggravato (Pena dai due ai sei anni) mentre per corruzione di pubblico ufficiale (un reato con conseguenze molto più gravi) la pena va da uno a sei anni. E per corruzione in carcere non ci va praticamente nessuno, se la pena è sotto i tre anni, c'è la condizionale, se è più alta c'è sempre qualche indulto. Se manco c'è l'indulto, allora ecco che arriva la prescrizione. Il ricco che ha sottratto un milione di euro dalla cosa pubblica, indirettamente, viene punito con una bella pacca sulla spalla, quando viene scoperto, il poveraccio che fotte la corrente (sicuro, una cosa da non fare) viene sbattuto in prigione, il ladro criminale. E gli avvocati? Se fregavi la corrente sicuramente avrai un sacco di soldi da spendere in avvocati, sicuro. Non è un caso che la giurisdizione sia particolarmente gentile verso i corrotti, nessun parlamentare o dirigente d'azienda penserebbe mai di fottere la corrente, gli basta fare l'allaccio, magari con i soldi che ha fottuto alla pubblica amministrazione. Mentre se fa ottenere un appalto ad una compagnia per qualcosa tipo il "people mover" a Bologna, beh la cosa è diversa. Per la corruzione in Italia in carcere non ci va nessuno


Che non significa che i poveri siano stupidi, manco per il cazzo. I poveri affrontano il mondo a livello hardcore, sopravvivono quelli svegli, quelli tenaci.

Se hai ricevuto un eredità sufficiente a comprare dieci case, puoi sbagliare senza finire sotto un ponte. E ancora hai abbastanza risorse, anche cognitive, da riprovarci. E riprovarci ancora.
Un povero, se è sveglio, prima di muovere qualcosa sulla scacchiera deve valutare molto attentamente se le probabilità di riuscita sono alte. Ve lo spiego con un esempio, così ci capiamo.
Immaginate di avere mille euro. Arriva un passante e vi dice "Senti, facciamo un gioco, lanciamo un dado con sei facce, se esce un numero da uno a tre, mi dai i tuoi mille euro, se esce da quattro a sei, te ne do 1500 io". Sapete che con quei mille euro dovete mangiare e pagare l'affitto, questo significa che perderli vi farebbe finire senza casa e senza cibo per un mese. Giocate?
Giochereste se avesse 10.000 euro? Probabilmente si.
Se avete dieci milioni di euro, potete fare lo stesso gioco, ad un livello diverso. Potete accettare rischi diversi: "Se esce da 1 a 3 tu mi dai 1000 euro, se vinco io te ne do 1001" Potete farlo perché, ripetendo lo stesso gioco un numero sufficiente di volte, andate sicuramente in guadagno. Noi questo ragionamento non possiamo farlo, perché siamo sempre ad un paio di stipendi dal finire sotto un ponte. 
 O se preferite il Monopoly, se fate cominciare la partita con un giocatore che possiede il 90% delle risorse, poi credete di poter vincere? No? Cazzi vostri, funziona così. E pensare che il Monopoly è stato inventato proprio per insegnare quanto negativo fosse il concetto stesso di concentrazione della ricchezza. Con sublime ironia l'idea è stata rubata alla creatrice originale dalla Parker Brothers. Così va il mondo, se non sei ricco.
Essere poveri fa incazzare. L'incazzatura finisce da qualche parte, spesso contro poveri cristi ancora più poveri. Il fenomeno non mi piace, ma esiste, e posso capire meglio l'operaio preoccupato che un immigrato gli levi il lavoro di quanto non capisco il panico perché il Dow Jones è sceso di 900 punti.
E così abbiamo l'ondata d'incazzatura che serpeggia per il pianeta, giusto qualche giorno fa Jar Bolsonaro è diventato ufficialmente presidente del Brasile, il suo avversario principale Lula De Silva, ex presidente del brasile (e sicuramente il miglior presidente mai avuto dal Brasile, secondo qualsiasi metrica) è stato fermato nella corsa alla presidenza da un inchiesta "Operação Lava Jato" capitanata dal giudice Sèrgio Fernando Moro, che indovinate un po', subito dopo le elezioni è stato chiamato da Jar Jar Bolsonaro per fare il ministro della giustizia. La corte suprema ha rifiutato la richiesta della difesa di libertà fino a che l'imputato non fosse dichiarato colpevole, l'habeas Corpus? Chi se ne fotte, dobbiamo sbatterlo in prigione, altrimenti vince le elezioni. L'accusa è di, sentite un po', corruzione passiva. In Brasile! Un paese che in quanto a corruzione è l'unico che può tenerci testa. Corruzione passiva, con un accusatore che ha cambiato versione (prima senza mai citare Lula) un sacco di volte, ricevendo per questo una riduzione della pena da 23 a 3 anni. Da mettersi le mani nei capelli.
17 persone condannate dopo il secondo grado sono rimaste in libertà (mentre Lula no, lui andava arrestato! Così ha deciso la corte suprema! Ma solo lui).
E mica è l'unico stronzo in circolazione, Jar Bolsonaro eh, ce ne sono altri che sono pronti a combattere sotto la bandiera del:
"Ricchi di tutto il mondo, unitevi" 

 
L'estate scorsa, uno dei miei parchi preferiti ha deciso di chiudere proprio all'inizio dell'estate. Qualche poeta ha deciso di rispondere con questo Haiku.

Arriva l'estate 
E il parco è chiuso
Grazie,
Merde
 
Comunque.


Sempre rimanendo in sudamerica, guardiamo in Argentina, dove un discendente di Italiani sta risollevando l'economia distrutta da anni di socialismo Kircheniano. Scherzo eh, l'economia Argentina sta affondando, tutti gli indicatori tanto cari agli economisti sono peggiorati, l'inflazione è peggiorata, il numero di posti di lavoro è diminuito, quello delle aziende, pure, mentre il valore del peso in rapporto a tutte le altre valute è crollato. Fino a dover chiedere al fondo monetario internazionale un prestito colossale di 50.000 milioni di dollari. E per gli argentini che ancora ricordano cosa sia significato l'intervento dell'Fmi a casa loro nel 2001, è un disastro. Il prestito nei confronti del fondo è stato ripagato nel 2005. E ora si ricomincia, altro giro, altra corsa signori! Venghino, venghino.
Oh, l'Fmi fa schifo al cazzo, non mi viene in mente un singolo paese "aiutato" da loro che si sia ripreso per davvero. Sul serio, nessuno. Sarà che partono da presupposti folli (riducete il costo del lavoro! Diventate competitivi! Rispetto a chi dite? Rispetto al mondo!) E di conseguenza i risultati sono sempre una merda.
E Trump. Okay, c'è poco da dire su Trump, è un idiota,  ciò che viene fuori dalla sua bocca è una stronzata, non aiuta il fatto che anche le poche volte che decide qualcosa di utile, come ritirare le truppe americane da Siria e Afghanistan, la "sinistra americana" (che da altre parti sarebbe una destra moderata) s'incazza.

Perché?

perché lo fa lui! Ritirare le truppe non piace alla Boeing e ai contractors che fanno pagare al governo cifre esorbitanti per mantenere decine di migliaia di poveracci (
perché i soldati questo sono, dei poveracci pagati per ammazzare altri poveracci) in giro per il medioriente ad ammazzare altri pezzenti.E quando hanno proposto di fare un controllo sulle spese del pentagono (per la prima volta nella storia!) hanno scoperto che gli sprechi erano mostruosi. 
E no, non hanno eletto Trump perché sono misogini e la Clinton è una donna. Hanno eletto Trump perché si sono rotti i coglioni di avere una guerra perenne in corso, un sistema sanitario dove se ti viene un tumore devi dichiarare bancarotta o, se vuoi studiare e diventare, per esempio, un dottore, ti tocca accumulare debito per vent'anni.
E così, quello che ti dice che l'immigrato che vuole venire negli U.S.A va tenuto fuori con un bel muro è un campione del popolo. Certo, non rispetterà nessuna delle promesse fatte in campagna elettorale, ma se ci fosse stato un candidato veramente di sinistra, tipo, per dire, Bernie Sanders (a cui le primarie sono state letteralmente fregate da sotto il naso) avrebbero votato lui.
Sull'Italia non dico nulla, che tanto la situazione la conoscete.
E se andate a dare un occhiata anche a nazioni insospettabili fino a poco fa, vedrete che la destra-ultradestra sta ottenendo successi sorprendenti ovunque. Ma ha gioco facile, la sinistra non esiste più, quella che oggi chiamiamo sinistra non è nient'altro che un paravento per interessi economici lontanissimi da quelli dei lavoratori. Un Renzi, negli anni 80 sarebbe stato considerato un democristiano, di sinistra un cazzo.
E così Alternative fur deutschland, per intenderci, i nazisti, quelli veri, hanno preso il 13% nel 2017.
In Francia Le Pen ha perso solo perché i francesi, bontà loro, un fascista proprio non lo vogliono votare. Ma al prossimo giro andrà diversamente, Macron sta facendo le stesse cose che facevano quelli prima di lui, proteggere gli interessi di quelli che hanno più soldi. E poi si sorprendono che la gente s'incazza, in maniera casuale, caotica, sicuro. Ma s'incazza. E quello spazio politico che si è creato verrà occupato da qualcuno, potrebbe essere Le Pen, potrebbe essere Melanchòn. Ma qualcuno ci s'infilerà, potete scommetterci.
Perché l'ondata di razzismo, qualunquismo, stronzismo, chiamatelo come vi pare e piace, ha una sola origine precisa. Ed è il fatto che a fronte di una produttività aumentata clamorosamente dagli anni 80' ad oggi, e dopo infinite promesse tutte simili:
"Dovete diventare più flessibili, potrete cambiare lavoro quando vi pare e piace, provateci, è divertente!" E tu li a provarci, ad essere flessibile, appena ti chini te la buttano nel culo.
"L'Europa è una cosa buona, solo non la capite abbastanza bene!"
Se non la capisce una persona, okay, probabilmente avete ragione. Se non la capiscono in cento, avete ragione. Se non la capisce metà della popolazione europea, allora forse c'è qualcosa che non va. Non è possibile che siano incazzati un po' dappertutto e gli unici che son contenti son quelli che fanno un sacco di soldi eh.

Forse il problema sono, appunto, quelli che fanno un sacco di soldi. Ora, non voglio certo appoggiare la violenza, ma se Macron, tanto per fare un nome, decide di fare una legge che taglia 25miliardi di euro a chi le risorse le ha, per tagliare i servizi a chi non ha un cazzo, allora non sorprendetevi se la reazione è quella di prendervi a calci nel culo. E mi dispiace anche per i poveri poliziotti (che hanno mostrato una professionalità eccezionale!) stanno difendendo interessi non loro (anche a loro verranno tagliate le risorse).










Perché avete rotto i coglioni.

Kurdt.

domenica 30 dicembre 2018

Gorilla Gorilla Gorilla







Sono nato in una casa che assomiglia più ad una libreria che ad una vera casa. Per dire, magari non funzionava il riscaldamento, ma c'erano (e ci sono) migliaia di libri. Non sparo numeri a caso, una volta provai a contarli, da bambino. Arrivato a 5000 mi ero rotto i coglioni, ma credo che il numero totale sia vicino ai 10.000 Che immaginando un prezzo medio di copertina di 15.000 lire, ci porta ad una spesa totale di circa 150.000.000 di lire. Ma niente tetto, miei cari, ci servirà di più quella bellissima opera omnia di C.G.Jung.

I libri si sono accumulati negli anni, ricordo il commesso viaggiatore che arrivava con il camioncino pieno di libri, si fermava sempre a casa nostra, sicuro che ne avrebbe venduti un fottio, senza fare troppa fatica.

Sono 500.000 lire, mi è rimasto un tomo di "Leggende di Haiti" lascio?

Quando qualcuno di noi tornava a casa da un viaggio, ne portava sempre una decina, mollati lì, tipo cimitero dei libri, dall'enciclopedia della psicologia, libri di astronomia, astrologia, dinamica dei fluidi, letteratura spagnola, cucina giapponese. Non c'era un argomento indegno di essere acquistato, se era scritto, qualcuno aveva pagato per farlo, quindi valeva la pena conoscerlo.

Ci ho messo un po' a capire che non tutto quello che era scritto meritava anche di essere letto, ma fino ai 10 anni circa, l'unico criterio che conoscevo per leggere qualcosa era "toglilo dalla libreria e cerca di capire cosa significa quello che sta scritto dentro, se non lo capisci perché sei troppo scemo adesso, appoggialo e prendi altro. Prima o poi lo capirai".
Ancora adesso non abbiamo il riscaldamento. A Gennaio a casa mia, quando va bene, ci sono 10 gradi. E d'estate, quando va bene, lasci la tua immagine impressa sulle lenzuola, tipo sacra sindone.

Per quanto riguarda i libri, ho capito solo dopo quanto fortunato fossi ad avere quella quantità di conoscenza liberamente disponibile. Entravo a casa d'altri e mi sembrava sempre strano che avessero così pochi libri. Al massimo c'era un'enciclopedia, ricoperta di polvere, infilata in una libreria. Intonsa, mai usata. A cosa serve sapere che il gorilla di pianura occidentale si classifica come:

gorilla gorilla gorilla ?


Il mio nome è GORILLA. Gorilla Gorilla.
Se lo ripetete un sacco di volte non vuol dire più niente. Gorilla gorilla gorilla gorilla, gorilla gorilla gorilla gorilla. Provateci. La parola "Gorilla" in fondo non significa un cazzo. Potevano chiamarlo "Nutria" ed era la stessa cosa. E poi suona come Godzilla.

Ve lo dico io a cosa serve. Fa un sacco ridere. Come uno che si chiami "Mario Maria Mauro" non vuol dire un cazzo, ma fa ridere. Vedete un po' voi cosa ci potete fare con questa informazione.

E passiamo all'argomento principale di questo articolo, che non è, sorprendentemente, il gorilla. L'argomento è la conoscenza. Sapere qualcosa significa avere potere, poterla descrivere. In fondo quello che ci distingue dagli Scimpanzè (Homo troglodytes) è il fatto che riusciamo a comunicare dei concetti, allenadoci per un obiettivo comune.

E comunicare quei concetti, condividerli, ci ha permesso di diventare migliori, conquistare il pianeta, sconfiggere specie che, soprattutto in quanto a forza bruta, ci prendevano a calci nel culo.

Come, tanto per dire, il gorilla.

Gorilla gorilla gorilla gorilla gorilla
Ok, scusatemi, non riesco a farcela. Comunque, oggi noi siamo sette miliardi e mezzo, mentre i gorilla sono circa 300.000 . Non ti servono più a molto quei pettorali eh, gorilla? Donne, pensateci quando scegliete un partner. State facendo una scelta che impatterà sul futuro della vostra specie. E la capacità di rompere un tavolo a testate non vi sarà molto d'aiuto.
Comunque, la capacità di comunicare concetti importanti è la cosa che distingue la specie umana da tutte le altre, almeno per quanto ne sappiamo. Questo non significa che i maiali siano intrinsecamente più stupidi di noi, ma a parti invertite sono sicuro che sarebbero le nostre le braciole a rosolare nel forno. Non so se avete mai visto un maiale alle prese con una gallina che malauguratamente finisce nella sua gabbia. Abbiamo affinato questa capacità nei secoli, quello che chiamiamo "metodo scientifico" non è nient'altro che un mezzo per comunicare nella maniera più precisa e facilmente riproducibile possibile concetti che hanno valore.
E così pensereste che quei concetti siano facilmente disponibili, ci abbiamo fondato una civiltà sopra! Col cazzo. Procurarsi una ricerca scientifica se non si è a propria volta un ricercatore è più complicato del comprare una dose di ketamina.

E il risultato? Lo vediamo in presa diretta. Non per buttarla in politica, ma sono l'unico a rimpiagere gente tipo Andreotti? Bacia pure chi cazzo ti pare, Giulio. Insomma, più diventiamo stupidi, più eleggiamo gente stupida che capisce ancor meno di noi quello che sta capitando, portandoci a diventare ancora più stupidi e via discorrendo, di corsa verso l'estinzione.

Per fortuna in Kazakistan stanno provando a salvare il mondo. Sul serio, una Kazaka chiamata Alexandra Elbakyan sta cercando di rendere liberamente fruibile a tutti la scienza.



Va bene, la smetto con questa stronzata dei gorilla.

Comunque, se volete sentire tutta la storia, ci ho scritto un articolo che trovate sul mio sito Patreon, come regalo di Natale  qui

Premi l'immaginetta, che ti faccio vedere la mia collezione di farfalle
 
Kurdt






martedì 18 dicembre 2018

Cantico dei prigionieri



La vita è un cazzo in culo. Fai e disfai, passi il tuo tempo a programmare, organizzare, poi arriva un Bolsonaro e ti ritrovi a volar giù da un hercules C-130. Questo se sei fortunato. Per un periodo avevo fantasticato di scappare in Brasile, se proprio mi fosse andata male la carriera da buffone, l'evoluzione politica attuale suggerisce cautela.
Non che io sia mai stato tanto bravo con la cautela, ma col tempo, a furia di calci nel culo, impari.
Ma non è di me che volevo parlarvi oggi.
Il periodo che avvicina alle feste è quello durante il quale più gente si ammazza, lo sapevate? Beh, è falso, la gente si ammazza soprattutto in primavera. Ci si spara in testa, si salta dal balcone, oppure   ci s'ingozza di cocktail deliziosi all'acido muriatico o soda caustica, a seconda dei gusti. Non è il mio caso, il mio nemico è l'estate, non l'inverno, ma posso capire chi soffre, in qualsiasi stagione dell'anno.
A febbraio di quest anno, il giorno delle elezioni, sono uscito di casa per andare a votare, riflettendo se fosse meglio un boccale di merda (i cinque stelle) o un tuffo nel letame (il Pd) o magari, come alternativa, amputarmi una mano (potere al popolo). Non avevo ancora deciso, così per schiarirmi le idee sono andato a prendere un caffé al bar dei cinesi, dove mi son messo a chiacchierare con un ragazzo che stava lì, non lo conoscevo, ma lo capivo. Sapete quella storia che il simile attira il simile? Una cosa del genere.
Chiacchieriamo un po' e capisco che è un buon diavolo, stiamo dalla stessa parte della barricata, poveri, come tanti, ma non ancora incattiviti. Essere poveri può portarti ad odiare tutti quelli che incontri, soprattutto se sono di colore diverso, se gli piace un attrezzo sessuale diverso da quello che la storia vuole debba piacere loro, o perché hanno avuto più fortuna di te.
Mirko Chiari, si chiama quel ragazzo. Quella mattina mi ha raccontato di un progetto su cui lavorava al carcere di Bollate. Una roba per aumentare le probabilità di reinserimento degli ex detenuti. Cosa farà mai direte voi, uncinetto? Costruiscono i lego? Riparano auto?
Mirko e la sua cricca insegnano il pugilato ai detenuti.
Cazzo, il pugilato ai detenuti. Quelli sicuramente poi lo usano per menare le guardie, che idea del cazzo, penseranno quelli di voi con il quoziente intellettivo di una zucchina.
Grande idea invece. Certo, potrebbero anche insegnargli la meditazione, ma temo che un corso di quel tipo avrebbe un tasso d'iscrizione inferiore.
Il pugilato è un ballo, due tizi danzano ad un ritmo battuto dai guantoni. 
 Tump-tump-----Tu-tump 
E per ballarlo, si deve essere per forza in due. C'è relazione nel pugilato, non si può restare indifferenti a qualcuno che ti prende a pugni. E se te lo insegnano come si deve, impari che quello che ti sta davanti è  un povero diavolo come te, che, sorpresa, ha più cose in comune con te di qualsiasi startlette della televisione. Quello l'ha presa nel culo dalla vita come l'hai presa tu. Come l'abbiamo presa tutti, in fondo.
E così Mirko Chiari e Bruno Meloni si spendono per insegnare a delle persone finite faccia a terra, come rialzarsi.
E ce ne vuole. Non ci guadagni mica niente ad aiutare qualcuno che nel futuro prossimo starà ancora chiuso in carcere. Noi esseri umani abbiamo questo strano modo di fare, spesso aiutiamo chi non ha nessun bisogno d'aiuto. 
Avete visto quanto la gente è ossequiosa verso uno che gira in Ferrari? Ho beccato un vigile fare una multa ad una ferrari Maranello parcheggiata storta, per metà in mezzo alla strada, esattamente sopra la scritta "disabili". Si guardava attorno, sperando di trovare il proprietario, mica la voleva fare quella multa, come l'avrebbe pagata il poveretto? Alla fine, dopo una decina di minuti si è arreso all'evidenza, ha fatto la multa. Poi sono passato io e gli ho rigato tutta la fiancata. Poveraccio.
Fosse stata una fiat Multipla ne avrebbero lasciate due di multe, una per l'infrazione, l'altra per la bruttezza del mezzo.
Ma ad aiutare i poveri non ci guadagni niente, ma salvi il mondo. Quando quelle persone usciranno di prigione, ed usciranno, le incontrerete per strada. Passeggeranno di fronte a voi tra i mercatini di natale.Dietro di voi, quando tornate a casa la sera. Berrete un caffé assieme. E potete ringraziare gente come Mirko e Bruno per aver provato a tirar fuori il meglio da questi esseri umani.
Certo, sarebbe più comodo continuare a prenderli a calci, quei criminali. Quei mostri. Chiuderli in una cella e buttare la chiave, che muoiano di fame, tanto che c'importa, noi mica facciamo cose cattive.
Sempre pronti ad impiccare il ladro di mele, ma quando devono denunciare il loro capo che evade mezzo milione di euro, shhhhh, che magari ci perdo qualcosa. Senso della giustizia ad orologeria.Giustizia col rolex.
Io personalmente preferisco sempre picchiare in alto, contro quello più grosso. Magari le prendo, ma vuoi mettere la soddisfazione?
E allora, questa pagina la dedico a Mirko, a Bruno, e a tutte le persone che combattono la loro battaglia giornaliera in questa pozza di merda che è il pianeta, senza perdere l'umanità. La dedico anche a chi dirige il Carcere di Bollate, per non aver messo loro i bastoni tra le ruote. 
A quelli che soffrono per amore, ma non affondano
A quelli che piangono di notte prima di addormentarsi.
A quelli che hanno perso la casa
A quelli che non hanno famiglia
che non s'arrendono
Che continuano a sperarci, anche contro tutte le possibilità
Che stringono i denti
Che perdono, spesso, ma quando vincono...
A quelli che non hanno i soldi per pagare l'affitto
A quelli che vorrebbero essere amati
Non mollate, non è ancora finita. Quindi stringete i denti e lottate, c'è bisogno di voi.


Kurdt.

sabato 10 novembre 2018

My name is Giobbe

Io, fino a due settimane fa.



Sono mancato per due mesi, vi racconto cosa mi è capitato, perché è interessante. Non mi lamento spesso, ma questa volta, direi che è
Ai primi di settembre ho avuto l'occasione di conoscere da vicino un santo. Un santo vero, non un padreppio qualsiasi. Un santo, con l'aureola e tutto, uno che se proprio dovessimo discutere di gerarchie, starebbe abbastanza in alto.

Non un CristianoRonaldo, ma sicuramente un Cannavaro, o  un Materazzi. Uno che non vorreste incontrare la sera tardi, mentre tornate al conforto della vostra casa.

"Ciao Kurdt sono qui per ringraziarti di tutti gli epiteti amichevoli che hai diffuso sul conto della mia cricca negli ultimi vent'anni".  L'ho guardato attentamente. "Non lo conosco mica sto tizio qui" ho pensato, ma la cicatrice che scendeva dalla guancia sinistra fino allo zigomo destro, mi suggeriva di prestare attenzione. Molta attenzione.

"Mhhh, con chi ho il piacere di parlare? No perché di gente ne ho fatta incazzare tanta, non potete aspettarvi che mi ricordi proprio proprio tutti tutti."

Di solito queste battute fanno effetto, ma la faccia del tizio era calma come un neonato che si dedica alla poppata. Poi ha sollevato il labbro e ha detto:

"Senti, sai quanto ci hai rotto i coglioni? Non passa giorno che tu non ci abbia dato fastidio. E sai, a noi la gente che da fastidio, proprio non piace. Proprio no, per niente." Ha detto lo sconosciuto, sbattendosi i jeans con il palmo della mano. Le zaffate di polvere sembravano brillare. Ora che ci facevo caso, sembrava brillare anche capigliatura del tizio. Una specie di anello giallo gli circondava la testa, diciamo.

"Senti, stronzo, sono Antonio. Sant'Antonio, per la precisione. E ho un messaggio da parte di tutta la volta celeste" ha continuato, quello che avevo appena scoperto essere un vero pezzo grosso.

"Ehi amico, sai quanto me ne frega dei tuoi titoli? Sei solo uno che cito quando sbatto il mignolo quando mi alzo per pisciare, la sera" E con questa credevo di averlo messo al tappeto.

"Ah, sempre con questo fare sbruffone, come dicono quegli imbecilli miscredenti anglosassoni? Bigger than life! Eh, ma mò ti faccio vedere io. Hai sempre avuto una certa protezione da parte delle alte sfere, diciamo, ma con l'ultimo rosario, hai proprio esagerato." Poi non ricordo più niente, a parte il dolore, tanto dolore, per molto tempo.

Il fuoco di S.Antonio
lo chiamano, in pratica è il Remake della varicella con gli stessi personaggi ma autori diversi. A fine Agosto è cominciato, sembrava una lussazione alla spalla o qualcosa del genere, poi sono venute le bolle, e per finire, sono finito bloccato in casa, con un dolore che, ne ho passate parecchie in vita mia, ma una cosa del genere, mai provata. 

Dopo due settimane di dolore, ho guardato in alto e ho chiesto, vi giuro che ero serissimo:

"Dio, facciamo così, tu ti prendi due mignoli, mi togli sto dolore" Nessuna risposta. Allora ho insistito, magari non aveva capito bene.

"Devo ammettere che sai come trattare, allora faccio una seconda proposta, mignoli più nessuna bestemmia per un anno" che per me è una proposta colossale.

Dal cielo una grossa nuvola prende la forma di un dito medio, dall'armadio parte "sweet child of mine" a tutto volume e una voce baritonale mi esplode in testa. 


"Vai a farti fottere"
Se ho mai sentito un no, era quello.

Dopo tre settimane in cui ho dormito tre ore per notte, svegliandomi costantemente, ho deciso che dovevo fare qualcosa, ho scandagliato l'internetto con potenziali soluzioni al mio problema, visto che gli antidolorifici non facevano effetto e cosa ho scoperto? Che gigetto54 suggeriva l'uso di una pomata alla capsaicina. Per chi non lo sapesse, la capsaicina è quella molecola che rende piccanti i peperoncini.

Chissà cosa cazzo mi girava in testa per pensare di spalmarmi un habanero su una pelle già disintegrata, il dolore può farti fare cose stupide. Comunque sono partito per la farmacia a comprare una crema, ho trovato questa:



Revulsivo. Revulsivo!

Treccani: 

 
revulsivo (o rivulsivo) agg. e s. m. [der. del lat. revellĕre «strappare», part. pass. revulsus; v. revulsione]. – In medicina, azione r., l’azione di un agente chimico o fisico la cui applicazione sulla cute integra provoca irritazione locale; come s. m., l’agente chimico stesso, che si dice r. rubefacente e r. vescicante, secondo che produca semplice arrossamento o bolle cutanee.
 
E la mia cute non era integra. Ho spalmato la crema tutto contento, sperando che avrebbe avuto un qualche effetto magico, dopo tre minuti stavo ululando di dolore. E non in senso metaforico, mi sono dovuto tuffare sotto la doccia cercando di levarmi quella roba di dosso, ma quella crema del cazzo è una resina, dovevo grattarla via per toglierla. E non veniva via.

Ho passato il pomeriggio a ridere dal dolore, non credevo che potesse succedere, eppure ho scoperto che oltre una certa fascia di sofferenza, che sta tra "mannaggiattuttiisantidelparadiso" e "morte" c'è questo strano fenomeno che ti fa morire dal ridere.

"Ahahahahahahahahhaahah cazzo che ridere, mi sono amputato una mano con una motosega, hahahahahahaahah" tipo.

Un amica mi ha detto che "Dio mi ama, e che il dolore sono lettere d'amore mandate a me per farmi più vicino a suo figlio, abbi fede!". Così ho scritto una lettera a Dio.

"Caro Dio, ti prego di smetterla di inviarmi le tue lettere d'amore, non sono apprezzate, se insisti dovrò far intervenire la forza pubblica. Cordiali saluti, sempre tuo: Giobbe".

Quello sembrava aver capito, i dolori hanno cominciato a diventare meno orribili, così ho pensato che sarei potuto, in qualche modo tornare a scuola, visto che stare ai domiciliari cominciava ad essere pesante anche per uno come me. Domenica pomeriggio mi ritrovo senza niente da mangiare, dentro gli orari di visita fiscale. Ho fame. Esco venti minuti, ti pare che proprio i quei venti minuti, gli unici venti minuti in cui sono uscito durante un mese e mezzo, passi il medico?

Beh, è passato. Grazie, Dio.

Mi sono rotto un dente mangiando il kebab comprato quel pomeriggio. Non chiedetemi come si fa a rompersi un dente mangiando un kebab, non lo so.





Mia zia è morta, ictus, prendi il volo e torna a casa per partecipare al funerale, riprendi il volo e torna a Milano.

Quando le formiche hanno invaso casa mi sono ricordato di questa scena.



E altro è successo, di cui non mi va di parlare qui, perché sono sostanzialmente fatti miei ancora più personali, ma sono sulla stesso livello di queste cose qui sopra.


Comunque, volevo solo dirvi che sono vivo, e sono tornato. Malandato, ma combattivo, le divinità possono mandarmi quello che vogliono, non mi piegheranno. O mi ammazzano, o niente.

E per concludere, Sant'Antonio, mavaffanculo.

Kurdt.















giovedì 16 agosto 2018

Italiani popolo di Ct immunologi e ingegnieri edili




L'Italia sta cadendo a pezzi e la cosa di cui si discuteva fino a ieri sono stati i venditori di cocco in spiaggia e la pioggia a ferragosto. Poi crolla un ponte e improvvisamente, ecco che l'attenzione di tutti viene catapultata verso le infrastrutture.

Da oggi, siamo tutti esperti di ingegneria dei materiali. Tutti, nessuno escluso, ieri pomeriggio erano a conoscenza dei problemi che piagavano il ponte Morandi, tutti sapevano, tutti avrebbero previsto, tutti.

Io no. Io non sapevo un cazzo di niente e ancora adesso, non so cosa diavolo sia successo né perché un ponte sia crollato. Ma a quanto pare, tutti gli altri, lo sapevano. Questo è strano, perché se io avessi avuto una certezza di questo tipo, sarei andato di fronte all'autostrada e avrei bloccato il traffico, inchiodando in mezzo al traffico e strillando come una scimmia se necessario.

Questo mi porta a pensare che in fondo, nessuno sapeva davvero cosa sarebbe successo, o magari, sapeva che qualcosa sarebbe successo, ma non sapeva quando e questa è la cosa più probabile.

Perché non credo che ci siano degli individui tanto mostruosi da lasciare che un'autostrada crolli solo per fare qualche soldo in più.

Per dire sarebbe come se un azienda che vende latte in polvere cercasse di impedire alle neo-mamme di allattare i loro bambini direttamente alla fonte, privandoli del piacere di succhiare una tetta. Magari andando contro le raccomandazioni dell'organizzazione mondiale per la sanità. Impossibile.

O come se un azienda che vende petrolio negasse l'impatto della Co2 sul global warming anche dopo averne verificato, tramite i propri scienziati, la veridicità della minaccia.

O ancora, sarebbe come se un macellaio prendesse dei vecchi tranci di carne marcilenti, li tritasse con un 70% di carne fresca e poi vendesse tutto come "chianina di prima scelta". Poi, dopo aver visto che nessuno si lamentava, rimescolasse il tutto con altri tranci di carne putrida, senza mai cambiare l'etichetta. Fino a quando i suoi clienti hanno iniziato a morire come mosche.

Impossibile, conosco gli esseri umani, non lo farebbero mai. E soprattutto quando si parla di tragedie di queste dimensioni, non è possibile che una compagnia etica come Autostrade Spa avesse capito che il ponte era a rischio crollo e non facesse niente. Perché se lo avesse saputo avrebbe fatto qualcosa! Mica sono scemi, adesso gli toccherà difendersi dall'accusa di disastro colposo, con possibilità di multe faraoniche.

No, nessuna compagnia lo farebbe mai. Non volontariamente almeno.

Il problema è che negli anni si è dimenticata completamente l'importanza della visione a lungo termine delle cose, privilegiando l'oggi, l'immediato, la trimestrale, dimenticandosi dei risultati a lungo termine delle proprie azioni. Quelli vengono dopo. Subito dopo il crollo, la prima cosa che ho sentito è stata: "Il crollo è avvenuto perché un fulmine ha colpito il ponte!". Questa cosa mi ha fatto riflettere un po', non sulla possibilità che sia realistica eh, un ponte non crolla certo per un fulmine, altrimenti ne dovrebbero crollare a decine, ogni giorno, ma sul sottostante processo psicologico.

Un fulmine ha colpito il ponte ---- Il ponte è crollato ------ Il fulmine ha fatto crollare il ponte.

Un gatto nero ha attraversato la strada ---- Il nonno ha avuto un infarto --- Il gatto nero ha provocato l'infarto del nonno 

Che è un processo mentale che non si sarebbe attivato in altre circostanze, per esempio:

Un camion verde stava attraversando il ponte --- Il ponte è crollato --- I camion verdi fanno crollare i ponti.
Non sarebbe successo perché tutti capiamo che il colore di un camion non può essere responsabile per il crollo di un ponte. Possiamo anche non capire come funzionano i colori, come viene riflessa la lunghezza d'onda, ma capiamo che non modifica la materia in quel modo.

Eppure ci viene più facile vedere il singolo evento come il "responsabile" di un altro evento, invece che un processo. E così spesso i "malati mentali" lo sono diventati perché qualcuno gli ha messo un acido nella birra, la ragazza ti ha lasciato perché "non rifacevi mai il letto" (E non perché la tradivi, per esempio) e l'autismo di mio figlio è colpa dei vaccini che ci costringono a fare.

Un colpevole, in fretta, troviamo un colpevole. Se non troviamo subito un colpevole potremmo dover concludere che è colpa nostra, almeno in parte, questo è inaccettabile, nella terra dei paraculi.

E a pensarci bene, non ci si poteva fare proprio niente, era imprevedibile. Anche quelli che avevano in gestione quel tratto lo dicono :


In relazione al crollo di parte del viadotto Polcevera sull’A10, Autostrade per l’Italia comunica che sulla struttura - risalente agli anni ‘60 - erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. 
I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova. 
Le cause del crollo saranno oggetto di approfondita analisi non appena sarà possibile accedere in sicurezza ai luoghi. 

Cazzi vostri che l'avete affidata a noi fino al 2042 verrebbe da aggiungere.
Atlantia, la Spa che controlla Autostrade Spa, ha perso un sacco di soldi in un paio di giorni, sono prontissimi a dare la colpa a chiunque, pur di non prendersi la responsabilità di un tratto autostradale che avevano in concessione.

Questo però non significa che possiamo dimenticarci dello stato di diritto e montare le ghigliottine in piazza, cazzo. Non posso aprire facebook e leggere una fiumana di gente che sbraita contro Benetton, perché queste faccende cadranno nel dimenticatoio nel momento stesso in cui la gente avrà smesso di sbraitare. Ed è a questo che serve l'educazione. L'educazione serve a comprendere la realtà che vi circonda e ad agire di conseguenza. Se Autostrade Spa è responsabile di questo disastro, cosa che non è assolutamente da escludere, c'è bisogno di gente che capisca quello che succede e, nel tempo, faccia pressione perché l'inchiesta venga seguita e non sia inquinata da colossali interessi economici.
Perché pochi se lo ricordano, ma dopo le ghigliottine in piazza, arrivano Napoleone ( i francesi erano più bravi con queste cose, noi possiamo aspettarci al massimo Brancaleone) ed infine la restaurazione. 

La divisione dei poteri, l'abbiamo per una ragione, evitare che qualcuno possa decidere tutto da solo, perché non ne ha il diritto e non ne avrà il potere. E non possiamo deciderlo sommariamente, dobbiamo provarlo.

"Eh! Ma tanto hanno un fiume di avvocati, quelli. Passeranno dieci anni e tutto finirà in prescrizione. E magari trasportano tutti i soldi da qualche parte e rimaniamo con un palmo di naso!"
Che è un giusto problema. In quel caso va modificata la legge, non piegata e asservita al proprio interesse, quando più ci piace. Perché la legge potrebbe essere piegata e asservita contro di voi.

Pensateci quando inneggiate ad un colpo di mano di Salvini&Co, la prossima volta.

Kurdt