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giovedì 23 giugno 2022

Fanculo alle macchine (pure quelle elettriche).

 

 


  Non ho mai avuto una macchina in vita mia. Sono nato nel 1983,  l’idea di “età adulta” per la mia generazione è sempre stata quella di “dovete avere la macchina perché...

 

 libertà!”


Me lo hanno trapanato nel cervello sin da piccolo, che dovevo prendere la patente.


E per certi versi capisco di cosa parlassero, avere la macchina se non vivi in una città, significa riuscire a muoverti senza dover chiedere aiuto in giro, poter andare a lavorare senza dover fare i salti mortali. Avrei potuto prendere la patente, un paio di volte ci ho persino provato, comprato il libro e mi sono  iscritto alla scuola guida.


Questo non mi ha impedito di girare mezzo mondo e lavorare in tre continenti diversi.

Sono la prova vivente che si può vivere anche senza l’automobile, magari è appena appena più scomodo, ma se vivi in una città la verità è che gli unici problemi sono creati dalla mancanza di infrastrutture di trasporto pubblico.

E il trasporto pubblico non viene finanziato a dovere perché la gente prende poco i mezzi, preferendo utilizzare i mezzi privati.

E preferisce usare i mezzi privati perché prendere i mezzi pubblici è scomodo. 

I mezzi pubblici sono scomodi perché non vengono finanziati a dovere

Non vengono finanziati a dovere perché...

Avete capito. 

 

 




Un tizio che si incula da solo solo tramite un complicato sistema di leve e pulegge. Conosco un sacco di gente che non ama guidare ma è costretta a farlo perché altrimenti non arriverebbe al lavoro.

E li capisco, mica gliene faccio una colpa.


Ci sono quelli che poi sentono uomini solo quando hanno le mani sul volante e fare broooooom brooooom di fronte ad un semaforo. Ecco, quella categoria andrebbe presa e gettata nell’Etna. A volte li affianco in bici, mi guardano, li guardo, brooommm broooom, è ancora rosso, brooommm broooom aspetta che ci sono ancora dei cristiani che cercano di attraversare la strada imbecille.

Diventa verde e partono sgommando.

Novanta volte su cento li incontro al semaforo successivo. Gettateli Nell’Etna.

Ma queste direte voi, sono solo le tue uggie e i tuoi personalissimi problemi contro un mezzo di trasporto che invece è fantastico e non può assolutamente essere sostituito. E qui io m’incazzo. In Italia abbiamo 40.000.000 di macchine.


Quaranta milioni di macchine. Tenendo conto che ogni macchina occupa circa otto metri quadrati, parliamo di uno spazio occupato costantemente di più di sessanta milioni di metri quadrati solo in Italia.

Eh vabbé. Ci sono sessanta milioni di persone, è solo un metro quadrato a testa, chissenefrega, sempre a trovare il pelo nell’uovo.

Vabbé un cazzo.
Ci sono sessanta milioni di persone concentrate soprattutto dentro le città più grandi, dove le macchine sono una percentuale importante dello spazio. Ma se questo non vi bastasse, pensate a tutto lo spazio occupato alle infrastrutture che servono per le macchine.

Parcheggi, distributori, corsie in più.

MA non avrete certo bisogno che ve lo dica io, vi basterà, se vivete in una città, uscire di casa e guardarvi attorno. Lo spazio vitale per gli esseri umani è praticamente sparito, occupato da...

Macchine.

Macchine Cetto!
Macchine a perdita d’occhio!
Una distesa di macchine!
Chiù macchine pi tutti!


Cetto parlava di qualcosa che produceva subitanee erezioni. macchine, sicuramente. 





Macchine nei parcheggi, sopra i marciapiedi, macchine in doppia fila, lungo i viali, di fronte ai portoni.
Macchine in mezzo alla strada, dove per attraversare devi pregare Dio che qualcuno sia abbastanza umano da fermarsi. 

 

La maggior parte dello spazio in qualsiasi città sia dedicato alle macchine? Potete attraversare la strada solo in zone specialissime con le striscie, perché altrimenti vi mettono sotto.
Il vostro spazio? Un marciapiede largo di solito abbastanza da far passare due persone e ciao, con voi abbiamo finito, umani.

TUTTO LO SPAZIO È DEDICATO ALLE MACCHINE.

Che è una cosa incredibile. Il fatto che le città abbiano fatto diventare gli esseri umani dei cittadini di serie B è una cosa che non smette di sorprendermi.


Avete mai provato ad attraversare sulle striscie? (è una domanda del cazzo, se siete vivi da più di un giorno probabilmente avete già attraversato la strada).

Comunque. Sapete bene quanto me che attraversare sulle strisce in Italia richiede due cose:

1) Sperare che qualcuno si fermi e vi faccia passare.
1b) Sperare che quelli che arrivano dietro capiscano che state attraversando e non vi investano cercando di superare l’unico abbastanza gentile da fermarsi

2) A volte il coraggio di tuffarsi sfidando la morte. Perché voi non ve ne rendete conto, ma attraversare la strada è una delle cose più pericolose che farete in tutta la giornata.

Ma non ci devi rompere i coglioni, a noi piace la macchina broom broom, scansati che hai rotto, minimo sei un ciclista che rompe i coglioni e passa col rosso!

Che pure questa faccenda che i ciclisti sono un problema, deve finire.

Ah ah ah ah ah ah! Le bici sono più pericolose delle macchine!

Amico mio coglione, le bici sono “pericolose” perché le macchine sono dappertutto ed è praticamente impossibile evitarle. Persino se cerchi di andare sulle poche ciclabili presenti, spesso e volentieri troverai un simpaticissimo suv parcheggiato lì con le quattro frecce. E niente, appena togli fuori il martello per flagellarlo, ecco che spunta la simpatica signora che ti urla:

Oh ma che cazzo vuoi, era solo un attimino, dovevo entrare nel negozio cinque minuti!”

Ora immaginate se parcheggiassi la bicicletta in mezzo alla strada adducendo la stessa scusa. Sapete anche voi che fine farebbe lei. E che fine farei io, sgozzato da una squadra di camionisti dopo

E fanculo anche le auto elettriche e Elon Musk, per buona misura. Non sono chissà quanto meglio. Sono meglio certo, ma la soluzione non sono  macchine elettriche.  Anche le macchine elettriche hanno tutti i problemi di cui abbiamo parlato salvo i gas di scarico. E pure quelli, a seconda di come produci l’energia per ricaricarle.

L'unica vera soluzione sono meno macchine. E questo è un problema solo se vi piace prendere la macchina anche per andare a comprare il pane sotto casa.

Questo significa che io sia contro ogni tipo di veicolo? Ovviamente no, non sono stupido. Capisco che siano necessarie in molti casi.

Bobore Sanna, panettiere, nato a Cagliari ma residente a Lunamatrona, difficilmente riuscirà a fare il suo lavoro senza una macchina. E come lui buona parte della popolazione residente in Sardegna o altre regioni simili, salvo, ovviamente, quelli che abitano i grandi centri urbani, dove la creazione di mobilità sostenibile dovrebbe essere il primissimo obiettivo dei prossimi cinque anni.

Le auto serviranno ancora per i mezzi di sicurezza pubblica e per i disabili, si potrebbe immaginare una percentuale di macchine “condivise” dalla popolazione per i rari casi in cui sia assolutamente necessaria. Ma la verità è che sarebbe possibile con un investimento importante in infrastrutture, ridurre la mobilità privata di due terzi in nemmeno dieci anni. E vivere in città camminabili e belle tutto l'anno, dove l'effetto isola di calore non trasforma l'asfalto in un magma rovente. La differenza? Questa è una singola strada, ma si può fare ovunque.





Poi ci saranno un sacco di obiezioni e situazioni particolari a cui si può trovare rimedio, ma un pianeta con meno macchine e più trasporto pubblico è meglio. E la spiegazione è semplicissima




 

Kurdt.

giovedì 16 giugno 2011

Manifesto ecologista II parte

La prima parte del manifesto la trovate qui .

Per quanto le prospettive della gente varino in base all'epoca ed alle condizioni socio economiche, ben pochi sono quelli che considerano come facenti parte della loro sfera d'interesse cose che succederanno fra decine e decine di anni in posti “lontani”.

Il rapporto scritto dal “club di Roma” parla praticamente solo di questo, ovvero di gente che si preoccupa di quello che potrebbe (o dovrebbe) succedere al pianeta su cui viviamo tra decine e decine di anni, secoli addirittura.

La simulazione di pianeta terra venne fatta girare su di un computer per l'epoca all'avanguardia, e venne chiamata “terra 3”, i risultati della simulazione erano stupefacenti, praticamente se si considerava la crescita esponenziale dello sfruttamento delle risorse, le riserve conosciute di petrolio, gas, rame, ferro, e molte altre ancora, sarebbero andate incontro all'estinzione nel corso del secolo successivo, costringendo i propri pronipoti ad affrontare forse la più grande crisi che l'umanitá ricordi.

Chiaramente il Mit giá allora non era cosí stupido da non rendersi conto che c'erano da considerare decine e decine di variabili per provare, anche sommariamente a prevedere il futuro di un sistema complesso come il pianeta terra, così crearono diversi modelli che includevano queste variabili.

I modelli sono nove, e mentre in alcuni il sistema terra viene considerato “illimitato” ovvero con una possibilità di imput di risorse illlimitato, in altri si valuta la disponibilitá di risorse secondo due parametri di esaurimento.

  1. Crescita esponenziale e risorse stimate pari a quelle conosciute nel 1970
  2. Crescita esponenziale e risorse 5 volte piú abbondanti rispetto a quelle stimate nel 70.

Il non sorprendente risultato fu che, in caso di crescita esponenziale la durata delle risorse, per quanto quintuplicata rimane sorprendentemente bassa, rispetto a quella che sarebbe con una crescita lineare del consumo.

Su queste due possibili basi sono stati innestati poi i vari processi di feedback, ad esempio, un aumento della produzione veniva generalmente seguito da un aumento della popolazione, che portava (a meno di avanzamenti tecnologici) ad un aumento dell'inquinamento, e così dicendo.

Come vi avevo giá detto, il club di Roma creò nove scenari diversi, nei quali inserí diversi parametri, in alcuni imput infinito, in altri si inseriva la variabile tecnologica che eliminava il problema dell'inquinamento, in altri ancora esisteva una fonte di energia inesauribile.

Se volete trovare un riassunto più completo ed esaustivo, lo trovate da altre parti, se volete posso persino regalarvi la copia del libro, perchè sono molto ricco, anche se non sembra.

Spesso le argomentazioni del Club di Roma vengono accostate ad un certo “Malthus”, di solito aggiungendo che lo stesso era un fesso da competizione.

Ma cosa diceva Malthus?

Malthus sosteneva che la terra non poteva reggere una popolazione x senza incorrere per forza in una carestia, teorizzava che la terra avesse dei limiti di popolazione.

Fino a qui, niente di sbagliato, purtroppo per lui a scompigliare i piani arrivò la rivoluzione industriale, che incrementó di centinaia di volte la produttivitá di qualsiasi cosa, il Carbone prima, e il petrolio poi, fecero il resto, carburando, è proprio il caso di dirlo, l'incredibile crescita della popolazione durante il XIX secolo.

Quindi il nome di malthus viene collegato direttamente al termine “povero stronzo” solo per il fatto che lui avesse fatto una previsione basata sui dati precedenti alla rivoluzione industriale.

Ma l'idea di base non era sbagliata, la rivoluzione industriale ha solo spostato il raggiungimento dei limiti fisici del pianeta, ma una cosa del genere non puó succedere sempre,e in ogni caso non possiamo fare conto su un ipotetica futura rivoluzione tecnologica che rimetta le cose a posto, rivoluzioni simili sono sempre state poche e circostanziate, e spesso tra l'una e l'altra ci sono state guerre o carestie, a mettere le cose a posto, in assenza d'altro.

MA IL CLUB DI ROMA HA INDOVINATO LE PREVISIONI?

Come dicevo la maggior parte delle persone che hanno un opinione su questo libro, purtroppo, non l'hanno mai letto, altrimenti saprebbero che, più che sbagliarle, il club di Roma, pur con delle ovvie limitazioni, ha azzeccato molteplici previsioni.

La scarsitá di petrolio era stata già teorizzata, ed è esattamente questo il motivo per cui ci stiamo ritrovando a considerare accettabile un prezzo di 100-110 $ al barile.

La crisi che stiamo attraversando veniva piazzata, a seconda dello scenario in anni diversi, ma generalmente tutti cadevano nel primo quarto del XXI secolo, e ovviamente questa è un evidenza piuttosto impressionante.

Riguardo alla durata delle risorse minerali ci sarebbe invece da ridire, la velocitá di sfruttamento si è ridotta gradualmente nel corso del secolo, impedendo ad alcune fra le previsioni di esaurimento di avverarsi completamente (mentre con altre, come ad esempio, il mercurio, è andata esattamente come previsto).

Ora visto che siamo una razza maggiorenne, dovremmo imparare a badare a noi stessi, mettendo un limite allo sfruttamento delle risorse, almeno fino a quando non troviamo un sistema plausibile di far funzionare tutto il resto senza disintegrarci il futuro prossimo.

Questo non significa che la mia proposta sia di SMETTERE di usare le risorse, ma usarle consapevolmente, coscenti che non sono eterne, e che dovremmo provare a farle durare più a lungo possibile.

Non me ne frega un cazzo del Dodo, dello smilodonte o del ippocampo minore del serengheti, mi frega della razza umana, di cui faccio parte, volente o nolente, e non mi piace pensare che sia composta da stupidi incapaci di guardare oltre il proprio naso.

Nell'ultimo secolo abbiamo sviluppato gli strumenti che ci consentono di gettare uno sguardo sul nostro futuro, siamo l'unica razza capace di prevedere, a grandi linee, quello che “potrebbe” essere il proprio futuro, non è poco, se solo non fossimo così stronzi da ignorare queste previsioni. (*)

Quindi il mio manifesto ambientalista potrebbe essere riassunto in una sola frase:

“Salva un umano, sbudella un pinguino”

E questo non perchè io odi i pinguini, ma perchè amo gli umani.


Note :

    1. Ovviamente una previsione su un sistema così complesso come il pianeta terra non puó essere perfetta. Del resto non possiamo neppure a calcolare esattamente il flusso laminare del fumo di sigaretta in una stanza chiusa, ma questo non significa che senza entrare nel dettaglio, non si possa creare un modello credibile sul piano generale.
      Basti pensare al principio di indeterminazione di Heisenberg .
      In teoria non posso nemmeno conoscere la posizione esatta di un elettrone, al massimo quella piú “probabile” eppure questo non ha impedito a sir Newton di inventare un sistema abbastanza preciso per il calcolo del movimento degli astri, oppure al fatto che, pur non conoscendo perfettamente il sistema sole, sappiamo peró con certezza che esaurirá il suo carburante nucleare in un periodo approssimativo di 13 miliardi di anni e si trasformerá in una gigante rossa, ma non esploderá in supernova non avendo una massa sufficiente.
    2. Non amo eccessivamente gli esseri umani, sono stupidi e sembrano provare piacere a rendermi la vita difficile, mettendo a dura prova la mia pazienza, ma a parte i Gatti, sono i migliori esseri viventi che conosco.Non mi piacciono le cavallette, ne i vegani evangelisti, che secondo me dovrebbero provare a mangiare cavallette, cosí farei soffrire due cose che non mi piacciono in un colpo solo.
    3. L'altra sera ho messo una mosca nel microonde, cristo quanto sono resistenti quelle bestiaccie! Ci sono voluti almeno due minuti prima che gli si friggesse il cervello e smettesse di svolazzare a cazzo.
    4. Poi peró mi sono sentito in colpa, magari aveva una famiglia.

P.s. Se vi piacciono le stronzate che scrivo, cliccate su quel cazzo di bottone con scritto (+1) preferisco un commento, in ogni caso, ma se non avete niente da dirmi, almeno mi aiutate nelle mie manovre di conquista del mondo.


Kurdt.