mercoledì 28 luglio 2010

La tragedia dei commons di garrett harding,jevons e il comunismo.

 NOTA: se volete conoscere la ragione per cui questo post sembra scritto durante un attacco di sitichezza,andate direttamete alla fine.


La tragedia dei commons è un testo del biologo Garrett Harding ottimamente tradotto per Oilcrash italia da Carpanix (qui)
(notate che ieri ho passato sei ore a tradurre lo stesso testo,scoprendo infine,che    esisteva già una traduzione elegante )


Qualche post fa abbiamo parlato di scarsità di risorse e limiti dello sviluppo;una persona mi ha scritto dicendomi che sono un 

"povero bastardo cazzaro" e che "lo sviluppo non si può fermare,sei rimasto al 1800,troveremo una nuova fonte di energia che sosterrà il nostro sistema economico",e "li finalmente potremo creare una società giusta!"


Ovviamente il commento insultate è stato cassato senza pietà,ma pone comunque una domanda interessante,in mezzo a tante stronzate;ovvero,e se arrivasse all'improvviso una forma energetica infinita ed abbondante?

Realmente potremmo sognare un era dell'abbondanza?
Una possibile risposta ci arriva da due fonti diverse,una di esse è appunto l'articolo di Harding,la seconda invece è il paradosso di jevons.

L'articolo di Garrett in ogni caso spiega bene perchè lasciare il mondo nelle mani dell'ipotetica "Mano invisibile" NON è una buona idea.


In sintesi ogni individuo "razionale" in un mondo chiuso come il nostro,cerca di sfruttare i beni comuni (Aria,acqua,terre coltivabili,pesca,etc etc) in maniera da ottenerne il massimo vantaggio individuale.


Ovviamente facendo questo ottiene anche degli svantaggi, (Inquinamento,mutazioni genetiche dei pesci,buco dell'ozono) ma ovviamente questi svantaggi sono suddivisi tra tutti gli abitanti del pianeta e i vantaggi sono solo per lui.


Il problema arriva quando tutti i " giocatori razionali " arrivano alle stesse conclusioni,rendendo di fatto il vantaggio pari a zero e mettendo in crisi tutto il sistema.

E questa è anche la prima ragione per cui un sistema comunista non ha speranze di ottenere un bel niente.
A meno che non esista una forte entità statale a costringere gli individui a fare scelte intelligenti per l'intero sistema,ad esempio,fare un solo figlio.(In cina).
Il problema del sistema comunista è fondamentalmente di natura umana,non considera che se la proprietà privata non esiste,nessuno cercherà di proteggere le cose di tutti.
Ok puoi creare un ente predisposto a difenderle e mandarci l'esercito.
Ma alla fine ti scontrerai con la svogliatezza della gente,che non potendo migliorare la propria condizione,se ne sbatte di quella degli altri.


Per questo avvenne la svolta di Mao in cina insomma,mica per ridere.
Il paradosso di jevons invece afferma che all'aumentare del rendimento energetico di un sistema,non si otterrà una riduzione dell'uso del carburante (che quindi verrà sempre oversfruttato) ma un aumento di quelli che lo sfruttano,o della quantità sfruttata.



Per quanto non sia completamente d'accordo c'è da dire che fa figo dire ste cose.

  (*)
E soprattutto fa figo dire ste cose dopo aver passato due giorni a tradurre in italiano l'articolo di Garrett,solo per scoprire che la faticaccia era già stata fatta,in maniera eccellente,da un altro povero stronzo.

E non solo  sono anche rimasto chiuso mezz'ora in un ascensore modello bara per nani da giardino con la mia bicicletta.


La mezz'ora più bella della mia vita.






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