lunedì 6 giugno 2016

Il mondo della scuola for Dummies




E anche  un altro anno è andato, qui tra gli insegnanti della scuola primaria. Giusto una settimana fa mi son ritrovato a fare il tanto agognato "concorsone" che prometteva di dar lavoro a parecchia gente, quelli più "meritevoli" dicevano.

Perché dovete sapere che nel mondo della scuola tutto funziona con una logica ben consolidata, di cui tutti avete fatto esperienza una volta o l'altra. Il mondo della scuola è una grande, interminabile, eterna, fila. I nuovi insegnanti arrivano e si mettono in fila, in attesa che il bancone dei posti di ruolo li chiami e possano anche loro entrare di diritto nel fantasmagorico mondo dell'istruzione.






"Andiam, andiam, andiam ad insegnar!"

"Salve, aspetto il ruolo da vent'anni, ne avete un po' anche per me?"
 
"Certo signora, sono tre etti di ruolo, lascio? Se vuole abbiamo anche un Tfa che è una meraviglia, appena bandito"

Questa grande fila si chiama, in gergo tecnico GAE ovvero Graduatoria Ad Esaurimento, in pratica appunto, la gente si mette in fila fino a quando non arriva alla fine, di solito dopo quindici anni, oppure muore. Ma chiaramente non è finita qui, perché sarebbe stato troppo semplice! disfunzionale, ma semplice.
Purtroppo decine di ministri dell'istruzione diversi hanno dato origine a riforme della scuola sempre più complesse che si appoggiavano a riforme incasinate, che a loro volta erano state concepite sulla tazza del cesso da una scimmia ubriaca (parlo di te, Gentile).

Quindi ogni ministro ha deciso che bisognava fare i concorsi per selezionare il personale adatto a lavorare nella scuola, evviva la meritocrazia! quindi sono state create altre graduatorie, chiamate GDM, o graduatorie di merito. Lo stato, in teoria, dovrebbe perscare un po' dalla GAE e un po' dalla GDM per sopperire alla carenza annuale di docenti che Muoiono, cambiano lavoro o vanno fuori di testa.

Anche se a dirla tutta, principalmente muoiono.

Ah, non ho citato il fatto che vengano licenziati perché è un eventualità così improbabile che i bookmakers danno più probabile il Carpi campione d'Italia.

E insomma, capite che è un bel casino ma, come in tutte le storie, non è finita qui. Per entrare nella Gae ci sono una serie di caratteristiche molto specifiche che devono essere soddisfatte. In pratica devi essere nato entro un certo anno, altrimenti te la prendi nel culo e finisci in un altro girone dei dannati, questa volta chiamato GDI, graduatorie d'istituto. In parole povere, i precari, quelli che da vent'anni mandano avanti la scuola italiana, cambiando sede ogni anno.


Ci sono ancora altri, quelli proprio sfigati sfigati, che si trovano in una fascia ancora più infima,  la lega Pro della scuola, si chiama terza fascia, ci vanno a finire solo quelli così sfigati da essere nati troppo tardi. O come dice il Miur:
- La III FASCIA comprende i docenti non abilitati in possesso del titolo di studio valido per l'accesso all'insegnamento
Che poi non è ben chiaro come una persona non abilitata possa essere in possesso di un titolo di studio valido per l'accesso all'insegnamento, ma non fateci caso, il bipensiero è una dote essenziale per chiunque voglia guidare il ministero della verità.
La situazione è così incasinata che gli insegnanti non ci capiscono un cazzo, il ministero non ci capisce un cazzo, nemmeno la magistratura ci capisce un cazzo. Nei corridoi delle scuole, sapete qual è l'argomento più in voga? I ricorsi. Si proprio così, quasi tutti gli insegnanti che non sono abbastanza fortunati da galleggiare in cima a questa grande montagna di letame, si trascinano tra un ricorso all'altro, una volta con l'anief, un'altra con la Cgil, oppure da soli, con un avvocato di fiducia. E i giudici? I giudici danno ragione una volta ad uno, una volta all'altro, senza apparente soluzione di continuità; due persone con situazioni identiche potrebbero ricevere sentenze opposte.

Fatta questa premessa, necessaria per capire quale sia la situazione, devo puntualizzare che a scuola troverete moltissimi docenti preparati e desiderosi di fare il loro mestiere, affiancati spesso da incompetenti e svogliati figli di puttana che aspettano solo la fine del mese per sputtanarsi lo stipendio in scatolette di tonno e cibo per gatti (non che sia un grande stipendio dopotutto, ma se sei un imbecille è il massimo a cui puoi aspirare).

Ricordo, per dire, una compagna di classe che era così stupida da non riuscire a capire due righe del libro di storia. Così stupida da non capire come mai i vaccini siano necessari in un ambiente come la scuola. Così stupida che durante l'ora d'italiano avrebbe avuto bisogno di un traduttore.

Ecco, questa tizia ha un posto di ruolo in una scuola del centro Italia di cui non farò il nome. In compenso una mia collega con due lauree, competente, specializzata fino all'esaurimento, milita in terza fascia. Un po' come se il selezionatore della nazionale convocasse vostro cugino Nino u' muratori, lasciando a casa Buffon, perché dai, il povero muratore ormai ha cinquant'anni, quando gli ricapita di giocare un europeo?

E volete saperne un'altra? Il concorso, quello che avrebbe dovuto stabilizzare tutti quelli bravi non è che sia stato proprio fatto a regola d'arte eh. Vi racconto cosa è successo a me, così capite.

Ho fatto il concorso in Bicocca, qui a Milano, assieme ad altre mille persone. La prova era "computer based" quindi tutti i computer erano connessi "live" con il Cineca (che adesso ha come capo David Vannozzi, che d'informatica ne capisce meno di me ed è imputato per truffa e falso in atto pubblico, chi meglio di lui?).

Ci mettiamo tranquillamente in fila fuori dall'edificio, fino a quando ci fanno entrare e abbandonare i nostri pochi possedimenti, inclusi cellulari, cartucciere per copiare e mutande all'entrata.  Presentato il documento, il pagamento del bonifico e la certificazione di assenza di carichi pendenti (capito Vannozzi?) e ci sediamo di fronte al monitor. Subito ci avvertono che avremmo cominciato con 50 minuti di ritardo, tanto per gradire.
Sei domande a risposta aperta e dieci d'inglese a crocette, attività da proporre ad una classe, niente di trascendentale se non fosse che non è facile rispondere il 150 minuti a domande tipo:

"Continuità verticale. Esporre riferimenti teorici e legislativi. Indicare una attività da compiere alla fine della quinta"
Domanda che da sola richiederebbe un'ora per rispondere in maniera approfondita. Ma vabbé, continuo a scrivere, quindici minuti a domanda, mi tengo sul vago per evitare di sforare con il tempo, dopo due ore e qualcosa avevo quasi finito, ero all'ultima domanda quando...

LA LUCE VA VIA E TUTTI  I COMPUTER SI SPENGONO


                                                                Dio tassista

Ma non essendo io una persona civile ho afferrato lo schermo e ho battuto il record di ingiurie al secondo contro tutte le divinità conosciute, presenti, passate e future. Quindi la luce e tornata. Non per vantarmi, ma credo che si siano spaventati.

La luce è tornata dicevo, i pc sono stati accesi nuovamente e i commissari pagati 2Euro/h sono riusciti a recuperarne il 90% grazie a preghiere in sanscrito e a me, che in un'angolo spiegavo nel dettaglio a Dio cosa sarebbe successo se non avesse fatto ricomparire il mio elaborato sullo schermo.

E per quelli che non hanno recuperato la prova, direte voi? I commissari sono stati chiari: "dovete rifare tutto dall'inizio, altrimenti siete fuori da concorso e vi attaccate al cazzo". Che magari hanno usato qualche parafrasi, ma il senso era quello. 

Ho risposto all'ultima domanda del cazzo, mi sono alzato e sono andato via, lasciando ancora dentro la sala quattro o cinque cristiani che combattevano contro il pc per cercare di fargli risputare il compito. Qualcuna piangeva, ma in fondo è la vita belli, io avevo finito.

E se non avete capito un cazzo di tutta sta faccenda, benvenuti nel mondo della scuola, dove nessuno ci capisce un cazzo da mezzo secolo.






venerdì 3 giugno 2016

Il vaccino per la stupidità

"La curiosità uccise il gatto"
Inno all'ignoranza 


Henry Hicks: "Dottor Jenner, non credo che le convenga parlare della sua scoperta"

Jenner: "E perché no? Le mungitrici non s'infettano con il vaiolo, abbiamo provato che funziona! Sarebbe una scoperta degna del nobel, se lo avessero già inventato!"

  
Henry Hicks: "No amico mio, il problema è che la gente si è abituata ad ammalarsi di vaiolo, tutti hanno qualcuno che c'é morto, un cugino, lo zio, la mamma. Credi che sia così facile dirgli che sarebbero potuti sopravvivere se solo avessero avuto la fortuna di nascere dieci anni più tardi?"

Jenner : "Beh, almeno sapranno che i loro figli e i loro nipoti non si ammaleranno, non pensi che sarebbero sollevati?"

Henry Hicks: "Ah, caro amico, capisco che le tue intenzioni siano buone, non sai quanto lo vorrei. Ma la gente non ama il cambiamento, si abitua alla propria condizione e la considera normale. Qualsiasi cambiamento nel passato è una minaccia, il vaccino per il Vaiolo è appunto, una minaccia, prima di accettarlo devo capirlo, come faccio a sapere che non mi vogliono ammazzare? Io e te, lo sappiamo, capiamo, almeno in parte, come funziona, ma vallo a spiegare al popolo, che a malapena sa leggere"

Jenner: "Forse hai ragione, ma credo comunque che valga la pena provarci. Pensaci, milioni di persone potrebbero venire salvate, magari all'inizio saranno contrarie e titubanti, ma aspetta e vedrai, quando la gente comincerà a non ammalarsi più, correranno a vaccinarsi, nessuno vuole morire, dopotutto."

Henry Hicks
"E sia. Pubblichiamo pure la ricerca, ma non aspettarti dei ringraziamenti, ci copriranno di merda, vedrai"

Jenner: "E noi gli salveremo la vita"

Henry Hicks
: "Mi sembra uno scambio equo"


Così venne accolto il vaccino, accusandolo di provocare malattie terribili. Ad aggiungere ironia alla situazione c'é il fatto che ho recuperato l'immagine da un sito che fa propaganda contro i vaccini. Stranamente il Vaiolo è stato debellato, mentre gli antivaccinisti sono sopravvissuti.



Pare che alla Johannes Gutenberg University siano riusciti a trovare un modo per trattare i tumori in maniera efficace. In pratica prelevano l'Rna dalle cellule tumorali e poi ne rilasciano una parte verso i linfonodi, in modo da attivare una potente risposta immunitaria, che spinge le cellule T ad aggredire le cellule tumorali da cui è stato estratto l'Rna. Un sistema splendido, elegante, persino poco costoso.

I primi trial clinici su topi e alcuni esseri umani colpiti da tumori allo stadio avanzato hanno avuto risultati positivi, questo potrebbe avere conseguenze epocali per la scienza medica e per la nostra stessa vita, tenendo conto che il cancro è la causa di morte più importante per le persone sotto i 50 anni (poi arrivano i problemi cardiocircolatori).

Sembrerebbe splendido, non fosse che una percentuale della popolazione, che non sa cosa sia l'Rna né cosa siano i linfociti è contraria.
Immagino che le reazioni saranno isteriche. E non dubitatene, la stupidità ha dimostrato di essere un fattore dominante nella nostra specie. Strilleranno più o meno così:

"I linfociti! Sapete cosa sono? Ecco! Non lo sapete! Ebbene ne siete letteralmente infestati, le case farmaceutiche non vogliono dirvelo, ma nel vostro corpo ce ne sono miliardi. Con questo sistema controllano il vostro corpo, facendovi credere che siano utili. Ebbene, la verità è che se non ci fossero questi linfociti, le malattie non esisterebbero, perché sono loro i responsabili, il corpo è in equilibrio perfetto fin dalla nascita, avete mai sentito parlare di un bambino che si ammala perché non ha abbastanza cellule T? Se lo avete sentito è perché volevano imbrogliarvi! Guardate come sono brutte.

Comprereste mai un auto usata da uno così? No eh!? Eppure lasciate che girovaghino nel vostro corpo senza controllo!
Ma noi, ricercatori qualificati della Youtube university, abbiamo scoperto l'imbroglio, e abbiamo anche la soluzione per eliminare il problema alla radice. Dovete solo prendere questa bevanda speciale che vi libererà finalmente dalla tirannia delle cellule T (nome in codice di queste piccole mostruosità). Si chiama Radithor, e la falsa scienza medica lo ha nascosto per quasi un secolo, ma noi siamo riusciti a trovarlo per voi.

Alla modica cifra di 90 euro a bottiglia, avete la soluzione a tutti i vostri problemi, dalla A di Alopecia alla Z di Zoofilia. Cura anche i figli omosessualidi. Radithor, metti una tigre nel motore.

Vi assicuriamo che già dopo le prime bottigliette vi sentirete meglio, non come la chemio, o peggio, la radioterapia che vi faranno esplodere i testicoli e crescere un naso dietro la testa. E quando vi sarete finalmente liberati dei linfociti, vi forniremo noi una comoda campana di vetro dove vivere per tutta la vostra (breve) vita, ma non preoccupatevi, it's a feature, not a bug, tra vent'anni ci ringrazierete. Li ringrazierete, certo. Dalla vostra tomba di piombo, perché sarete così radioattivi che i vostri stronzi potranno essere usati come lampadine.

E la cosa più divertente di questa faccenda è che hanno strillato per decenni che la ricerca era inutile, in fondo se fosse stata utile avrebbero trovato una cura contro il cancro. Se non l'hanno trovata evidentemente il problema è che le case farmaceutiche non vogliono che venga scoperta, dopotutto guadagnano troppo.

Guadagnano troppo dai farmaci per curare il cancro per trovare una cura per il cancro.


E se quest'argomentazione vi fa ridere, sappiate che questa gente è attorno a voi, come voi, solo più stupida. E contro la stupidità, purtroppo, non esiste nessun vaccino.

Kurdt


venerdì 4 marzo 2016

L'etica dei delfini



Molti di voi si chiederanno, ma cosa diavolo ci fanno in un solo titolo delfini ed etica? Quei bastardi sono noti per organizzare stupri di gruppo!

Come tutti i miei lettori sanno molto bene, non sono mai stato particolarmente tenero con i vegatariani e affini, spesso ho avuto da discutere con derive estremiste dell'ideologia vegan, difendendo la ricerca scientifica contro tutti quelli che discutevano l'utilità e la necessità della sperimentazione animale.

Ma questo blog si chiama, in fondo, ambiente, arte e balordaggine, segno che in qualche modo l'ambiente e la sua protezione mi sono sempre state molto a cuore. E parlando di ambiente, una grossa parte di quello che compone la cosiddetta biosfera, tralasciando noi, è composta da animali. Animali di cui conosciamo molto poco, interpretandone i comportamenti in maniera naive, dando per scontato che qualsiasi cosa facciano loro sia guidata da istinti e pulsioni completamente genetiche e quindi, quello che fa un delfino sia poco lontano da quello che fa un moscerino della frutta.

Anche solo guardando alle persone che conosco, spesso mi trovo a rivalutare la funzione del moscerino della frutta all'interno dell'ecosistema. Dovessi riassumere quello che fanno gli esseri umani nella loro vita direi che:
Nasciamo
Ci accoppiamo

 Ci accoppiamo ( di botte)
crepiamo

In mezzo a queste attività dovremmo trovare la particolarità che ci rende assolutamente superiori a qualsiasi specie sul pianeta terra.

Usiamo oggetti. Esistono altre specie animali che lo fanno, pensate ai polpi, sono capaci di aprire bottiglie, molti molluschi utilizzano pietre e altri oggetti per costruirsi una "casa" e come ci poniamo noi di fronte a questa cosa? In generale, li friggiamo.

Curiamo la nostra prole. Vero. Ma anche gli elefanti lo fanno,  le strutture familiari degli elefanti sono paragonabili a quelle dei calabresi e dei puglesi, eppure a pugliesi e calabresi non estraiamo i denti per costruire collanine da rivendere nei mercatini del napoletano.

Creiamo arte: E qui stiamo parlando di qualcosa che è molto vicino al sacro, già il fatto che l'arte venga "creata" e non: "costruita" ci dà una chiara indicazione di quello di cui parliamo. Esistono specie animali che possiedono capacità artistiche? Sono molte le storie che riguardano scimpanzé e delfini che creano "quadri" (per non parlare dei soliti elefanti). Eppure, anche tenendo in considerazione che la nostra idea di arte (considerata come capacità di rappresentare qualcosa utilizzando qualcos'altro) è molto diversa dalla "loro" se non altro perché mancano di pollice opponibile e possiedono una struttura fisica differente, diventa difficile negare che possiedano delle doti artistiche.

Vi voglio raccontare una storia a riguardo, l'ho letta su questo libro, "Beyond words", l'autrice Carla Safina è un' etologa e racconta di questo piccolo delfino, di nome Dolly, che, osservando il proprio "addestratore" fumare sulla finestrella dell'acquario (avete presente quegli acquari in cui siete immersi?), torna dalla madre, fa una poppata, quindi torna dall'addestratore e simula, usando il latte, una bella fumata. Il delfino, nella sua infinita saggezza non fumerebbe mai una sigaretta, eppure ha trovato un modo per simulare il gesto di "fumare" e lo ha comunicato al suo addestratore.

Sorprendente, eh? 

Per essere più chiari, immagino che la maggior parte di noi la pensi circa in questo modo, per quanto riguarda l'intelligenza.


http://waitbutwhy.com/2015/01/artificial-intelligence-revolution-1.html
Grazie a WaitButWhy per l'immagine.




Mentre io penso che, francamente, la distribuzione dell'intelligenza sia molto più simile a questa:
















E quello che voglio dire in particolare è che non considero gli esseri umani più stupidi degli altri animali (a parte, chiaramente, i gatti) ma che lo spazio che ci separa dai nostri progenitori più prossimi sia molto inferiore a quello che ci piacerebbe. L'intelligenza è una caratteristica che si è evoluta nei miliardi di anni in cui la vita ha brulicato sulla superficie del nostro pianeta. La maggior parte dei comportamenti ha dei progenitori molto prossimi.

Eppure sono convinto che anche quelli che non sono d'accordo con me, non mangerebbero mai un bambino (a parte i marxisti leninisti) ma si riempirebbero tranquillamente la pancia con un arrosto di balena. O di maiale. Sapevate che i maiali possono avere orgasmi che durano quaranta minuti? Quando l'ho saputo l'invidia è stata tanta che ho dovuto aprire una confezione famiglia di Bacon. Non sei più così contento, eh maiale?

E parlando di etica e morale, che supponiamo siano le cose che ci differenziano profondamente dagli animali, tralasciando il fatto che il 99,9% di noi non saprebbe distinguere le due cose (e al restante 0,1% non frega un cazzo della distinzione). Immaginatevi che domattina un robot colossale arrivato da un altro pianeta atterri di fronte a casa vostra, ammazzi vostra nonna con una bastonata, decapiti i vostri figli con un' alabarda spaziale, quindi prenda voi e vostra moglie e vi rinchiuda in una casa chiusa ermeticamente con una flebo per alimentarvi direttamente nello stomaco. Ovviamente non lo considerereste un comportamento etico, giusto?

E immaginatevi di discutere con questa versione stronza di Mazinga.


Voi: "Ehi, ferrovecchio! Hai ucciso mia nonna, dilaniato i miei figli, e mi tieni incatenato in una casa con una flebo che mi spara Joylent direttamente nello stomaco, non t'importa proprio niente della mia sofferenza?!"


Mazinga S: " No"

Voi: "E perché lo fai, oh stronzissimo rottame? Ne hai bisogno per sopravvivere? "


Mazinga S: " No, potrei sopravvivere ugualmente, ma così mi diverto di più"
Che poi è la motivazione che do io quando spiego che il bacon è una parte essenziale della mia dieta, e che mai e poi mai potrebbe essere sostituita da soli carboidrati e integratori.

Ora, per amor di discussione, facciamo finta che mazinga sia incredibilmente intelligente, accettereste il suo comportamento come eticamente accettabile? La risposta è sicuramente No. Eppure una presunta maggiore capacità intellettuale, un maggiore merito è la scusa socialmente accettata per tutte le disuguaglianze che fronteggiamo quotidianamente. I poveri sono poveri perché non hanno studiato abbastanza, non hanno imparato le necessarie skill lavorative, non hanno trovato la loro nicchia, quindi è corretto, è giusto che vengano marginalizzati. Pensate ai barboni, quelli che ai lati delle strade tengono cartelli con su scritte robe tipo: "ho fame, ho bisogno di mangiare" quanto ci interessa che siano dei coaguli di malattie mentali e fisiche da fare invidia a un cane randagio. E i rifugiati economici che arrivano da ogni parte del mondo? Basta andare in una qualunque sede della lega Nord per vedere come l'etica applicata a queste persone sia ben poco distante rispetto a quella del nostro distruttore interspaziale.

Sono solo dei negri puzzolenti, sarebbero dovuti rimanere a casa loro, a combattere contro il regime, se proprio volevano la libertà.

Salvo poi incensare i nostri ricercatori scappati all'estero perché non volevano morire di fame in patria.
Non sto dicendo che tutti quanti la vedano in questo modo, personalmente mi disgusta una visione simile della società, ma potete in tutta onestà dire che non è un modo di pensare oscenamente diffuso?

E facciamo un ulteriore passo avanti. Immaginatevi che le macchine intelligenti non arrivino da Vega, ma vengano invece create da noi. Potreste far parte di quella percentuale di persone che ritiene impossibile che una macchina possa raggiungere la coscienza, e su questo dissentiremmo, ma sempre per amor di discussione, seguitemi per questa strada.

La strategia più utilizzata nella ricerca e nell'evoluzione dell'Ai (intelligenza artificiale) è il cosiddetto deep learning, in pratica si espone una rete neurale a degli stimoli, immagini, suoni, fino a quando questa rete neurale non è capace di distinguere autonomamente quello che è il risultato che volevate ottenere.  Lo usate ogni giorno, pensate a Google! Una parte dell'algoritmo di ricerca si chiama RankBrain  e risponde alle vostre "ricerche" in maniera praticamente autonoma, Ibm ha inventato un sistema di deep learning chiamato Watson,  capace di preparare ricette, valutare possibili terapie mediche, analizzare dati destrutturati di qualsiasi tipo, ricercare patterns, trovare risposte dove noi vedremmo solo domande.

E la cosa che i due sistemi (e i tanti altri che stanno venendo sviluppati) è che non esiste un modo di prevedere in maniera affidabile quale sarà la "risposta" alla "domanda" che gli viene fatto. In maniera molto simile al modo in cui, puoi educare un bambino offrendogli tutti i migliori strumenti, offrendogli tutto il supporto possibile, ma non potrai mai essere sicuro che a vent'anni questo non inizi a drogarsi e scappi con la vicina di casa peruviana.

Sono anche convinto che, dato un tempo sufficientemente lungo, le macchine raggiungeranno e sorpasseranno le nostre capacità cognitive, a quel punto dobbiamo solo sperare di averle "educate" bene, perché non vorrete mica che il vostro pc decida che siete una minaccia alla sua sopravvivenza e attivi il frullatore laser dirigendolo verso il vostro molliccio ventre a base carbonio.

Ma per evitare una situazione simile, avremo bisogno di concetti nuovi, sopratutto avremo bisogno di una nuova etica. Possibilmente una che non includa fra le cose accettabili, di uccidere un'altro essere senziente solo perché, in fondo, possiamo farlo senza che ci succeda niente di male.
E se credete che una capra sia così diversa da un essere umano, provate a guardare un video di Donald Trump.



sabato 19 dicembre 2015

Cervelli rubati all'agricoltura




Non scrivo da parecchio, non ho tempo. E con «non ho tempo» intendo che anche l'unico giorno «libero» che ho dal lavoro, lavoro fino a tardi. Ma è un periodo momentaneo della mia vita, che mi permetterà di avere più tempo per scrivere durante gli altri quarant'anni che mi rimangono.

Non aver tempo per scrivere mi lascia però, un sacco di tempo per ascoltare quello che succede attorno a me.

Proprio oggi ho scoperto che il piano di contenimento della Xylella fastidiosa, un infestante probabilmente responsabile della sindrome da dissecamento che sta falcidiando gli uliveti pugliesi, è stato bloccato da un giudice.
Cioè, il giudice sarebbe stato ben felice di bloccare il batterio con un ingiunzione, magari spedendo la polizia ad arrestarlo alle quattro di mattina, ma poi non aveva gabbie abbastanza piccole dove infilarlo.

Allora, pensa che ci ripensa, il nostro giudice che fa? Decide che visto che non possiamo arrestare il responsabile, dobbiamo arrestare quello più vicino al responsabile. Che in questo caso si tratti di fitopatologi che studiano il modo per evitare che tutti gli uliveti d'Italia ed Europa vengano invasi e disintegrati, poco importa. Erano nel posto sbagliato, il giorno sbagliato. Quindi colpevoli.

Oltretutto manco si capiva bene cosa stessero studiando, e se io, GIUDICE MAXIMO, PADRONE DEL DESTINO DI MOLTI non riesco a capire cosa faccia qualcuno, beh, allora è sbagliata e dobbiamo sbatterlo in carcere. Chi? Il tizio che la capisce e osa mettere in dubbio la mia conoscenza assoluta e totale del mondo.

La solita abitudine umana di fregarsene di quello che dicono gli esperti scientifici di qualche campo, se la propria opinione va in direzione opposta.

La chiamano stupidità.

Che in piccole quantità, con poche persone, porta all'omeopatia, a gente che vuole curarsi la broncopolmonite con palline di zucchero e magari muore o ammazza sé stessa o il proprio figlio, mentre quando viene presa in grandi quantità, da molte persone da luogo ad eventi come, per esempio, sette religiose che aspettano l'arrivo di un messia che salverà tutti dal male con l'uso di un'alabarda spaziale immersa nel sangue di 72 vergini. Per dire.

Se invece la stupidità viene elargita con magnanimità estrema, sin dalla più tenera età, alla maggior parte della popolazione, si ha come risultato il rincoglionimento di un popolo intero.

Cosa succede ad un popolo completamente rincoglionito? Un sacco di cose: 

1) Si permette a chiunque di aprire bocca e ragliare un opinione, anche se non ha nessuna competenza ( o interesse) nel campo. Questo produce gli «opinionisti» che sono nient'altro che le peggiori teste di cazzo che abbiano mai messo piede sul pianeta.

2) Dopodiché si creano le condizioni per cui, tutte le opinioni valgono esattamente uguale, motivo per cui diventerà sempre più frequente sentire un fisico delle particelle discutere con un agricoltore con la quinta elementare del perché l'Lhc non distruggerà il mondo. E visto che tanto le opinioni valgono uguale, il tizio con la quinta elementare vince il dibattito, perché ehi, parla la lingua della gente.

3) Quando oramai le opinioni sono diventate un blob unico, senza che i fatti possano mettersi in mezzo, cominciate a dare addosso ai pochi pazzoidi rimasti che cercano di attenersi ancora ai fatti dimostrabili.

Date la colpa a loro. Dopotutto, sono o no quelli più vicini al problema? Dicono che lo stanno studiando per risolverlo? E chi ci crede! Mi pare evidente che il terremoto dell'Irpinia sia colpa sua.

4) Una volta che il problema si ripresenta, anche se il povero scienziato è stato arrestato, avete due possibilità. Potete dare la colpa al governo, questo funziona sempre, in ogni stagione. Oppure potete ancora dare la colpa al povero scemo che sta marcendo in carcere, dovete solo dire che quello che succede ora è la conseguenza di quello che è stato fatto prima, anche se «prima» sono dieci anni. Tanto nessuno, tantomeno voi, capisce più la vera origine del problema, al massimo verranno fuori i guaritori Vodoo, voi non rischiate niente, tranquilli.


Ecco. Dovete fare così se volete ridurre un paese sull'orlo del baratro. 


martedì 15 settembre 2015

L'Italia è una repubblica fondata sul rancore

 
L'Italia è una Repubblica fondata sul rancore. Art 0 della Repubblica.

Qualche giorno fa è stato l'anniversario della morte di Marta Russo. Se andando in giro fermi una persona a caso, e le chiedi chi fosse, le risposte sono le più varie.

«Pugile Italiano»

«Modella»

«Rivoluzionaria Cecena»


Sono una minoranza quelli che si ricordano, in generale tutti ultratrentenni. Ma prova a chiedere chi fosse Giovanni Scattone. Di Scattone se ne ricordano ancora tutti. Perché uno che ammazza una studentessa così, non si può dimenticare.

Scattone, dopo aver finito di scontare la pena, ha ricominciato a fare l'unica cosa che sapeva fare, insegnare a degli studenti. Certo, non più in un aula universitaria alla Sapienza, in un'aula cadente delle superiori, ma tant'è, a quanto pare a lui piace.

Si è sposato, in questi anni, ovviamente con una convinta sostenitrice della sua innocenza.

«E a Marta non ci pensa nessuno? Lei non si è potuta sposare!» Dicono alcuni. Dicono i suoi studenti invece, e con alcuni ho avuto anche la fortuna di parlare, che sia un eccellente insegnante, paziente, volenteroso. Magari un po' preoccupato, questo si. Preoccupato di dover avere a che fare con i coretti dei genitori all'uscita. A quanto pare c'é sempre un drappello di cittadini volenterosi che vuole tentare di mandarlo via, allontanarlo, cancellarlo dalla memoria.

«Se ha ucciso una studentessa una volta, perché non potrebbe rifarlo?» Dicono alcuni. Fatto sta che Scattone ha vinto una cattedra, grazie al concorso del 2012. Ha vinto per modo di dire, è stato più bravo di quasi tutti gli altri, è arrivato decimo. Decimo su tutti i partecipanti laziali. Quindi, almeno sulle competenze, dovremmo evitare di parlare.

«Ma ha ucciso una studentessa» Continuano le voci fuori dalla finestra.

Insomma Scattone si è guadagnato una cattedra nella scuola italiana, ma la settimana prima dell'inizio della scuola, come al solito, qualche anima pia si è lamentata.

«quello è lo demonio! Ammazzastudentesse! Non nel mio vicinato!» E così, Giovanni Scattone si è ritrovato, ancora, per l'ennesima volta, coperto d'insulti.

«Come si permette d'insegnare, non ha morale? Quell'uomo non ha proprio una coscienza! L'insegnante è un mestiere importante».

Insegnanti che sono
importanti fino a Giugno, poi si trasformano improvvisamente in scansafatiche, tutti.
E allora Scattone, che se solo avesse pubblicato un romanzo giallo con l'omicidio di una giovane studentessa avrebbe sbancato il botteghino, si ritrova a patire la fame senza lavoro.

Perché, il crudele omicida, capace di mantenere il silenzio per vent'anni, ha rifiutato la cattedra perché non si sente tranquillo.

Un crudele assassino freddo e calcolatore a giorni alterni. Che magari riesce a far finta di niente dopo aver ammazzato una studentessa, ma gli sguardi di un paio di alunni? O peggio, dei genitori? Guai.

E vi racconto un'altra storia. Avevo appena iniziato l'università a Pisa, quando mi arriva una chiamata:

«Pronto? Buongiorno, siamo la squadra anticrimine di Spoleto, volevamo comunicarle che lei deve presentarsi per il processo per aggressione e lesioni gravi ai danni di XXX xxxxx, in data 19 settembre, a Spoleto»

«...?»

«Se non si presenterà verrà condannato in contumacia»

«Ah»

Chiudo la chiamata e rimango di sasso. Mi devo trovare un avvocato. La prima cosa che faccio, è cercare di ricordare dove diavolo ero nella data in cui secondo l'accusa avrei aggredito il poveraccio (avrei scoperto successivamente, un vecchietto sopravvissuto ad un tumore alla gola, con l'apparecchietto alla gola). Non ero neppure nella città dove mi accusavano di essere. Potevo dimostrarlo? Avevo un testimone, Simone, ma era un mio amico, l'avrebbero accettato? Avete idea di quanto sia difficile ricordare dove cazzo eri tre mesi prima?

Ricordo di essermi rivolto ad un avvocato di Spoleto, pagato un sacco di soldi, preparato le carte e via. Provo a contattare il vecchio perché almeno mi guardasse in faccia e dicesse : «Si, sei stato tu a menarmi!» ma il vecchio evidentemente aveva paura che lo menassi, e rifiutò.

Non aggiungo quello che era il mio stato d'animo all'epoca, la vita a vent'anni è già un casino, se poi ci aggiungi un processo potenzialmente disastroso, diventa tutto peggiore.

Alla prima udienza, prima di entrare, il vecchino, evidentemente confortato dalla presenza di numerosi poliziotti, accetta d'incontrarmi.
Mi guarda in faccia, vedo che è dubbioso, ci pensa bene. Gli si legge in faccia che non gli andava di dover fare la figura dello scemo, riconoscere che non era colpa mia, che aveva accusato un innocente. Eppure, per fortuna, il vecchio aveva riconosciuto che non ero io, quello che lo aveva pestato a sangue.

(Piccolo particolare, nella denuncia si parlava di «numerosi piercing al volto» chi mi conosce sa che non ho mai avuto un piercing).

Sono stato comunque costretto a pagare le mie spese legali, perché a quanto pare il vecchino, un po' stronzo lo era lo stesso, e avrebbe continuato con la denuncia pur sapendo di accusare un innocente, se avesse pure dovuto pagare le spese.

Quest'anno, a maggio, una pattuglia della polizia mi ferma mentre vado ad un'assemblea d'istituto, mi controlla i documenti, poi mi chiede:

«Precedenti?»

«No»

«Ha mai litigato con qualcuno?»


Sapevo dove volevano andare a parare.

«La denuncia è stata ritirata, ero innocente»

«Eh, ma a noi rimane tutto sa!»
Ora, io penso che i poliziotti dovrebbero pulirmi le scarpe ogni volta che m'incontrano, non fare battutine, ma questa è l'Italia. Immaginate se il vecchino avesse deciso che in fondo, dai, assomigliavo abbastanza a quello che lo aveva menato, sarebbe andata in maniera molto diversa.

«Scattone omicida bastardo» E immaginate, anche voi, immaginate se veramente, come da lui sempre sostenuto, fosse innocente.

Immaginate se, dopo un processo che non ha un movente, senza arma del delitto, con testimoni minacciati per confessare, fosse innocente.
La vera domanda che dovreste farvi è:

"E se fosse davvero innocente?" A questo si, non ci pensa mai nessuno.