domenica 19 febbraio 2017

Inside Out



Non ho scritto molto negli ultimi tempi. Vorrei dare la colpa al periodo storico, al governo, alla mafia russa. La verità è che la colpa è tutta del mio demone interiore. Ve lo presento volentieri, si chiama Poe, è il diavolo. Si, avete capito bene, non «un» diavolo, ma «IL» diavolo. Impressionante eh? Ogni tanto mi appare il diavolo e mi da consigli, chi ha bisogno di padreppio adesso? A volte Poe prende forma di corvo, ma insomma, fa un po' il cazzo che gli pare, in fondo è il diavolo mica l'arcangelo Michele.

Quando ero bambino mi capitava spesso di sognarlo, era quello che prendeva le decisioni difficili. Lo sognavo, lui mi insultava ricordandomi quali fosse la situazione, quella vera, non quella che mi piaceva immaginare da sveglio, poi come era arrivato spariva in una vampata di zolfo.

Non che facesse spesso le sue puntate eh, ma quando le faceva era incisivo.
So che sembra strano, ma era confortante. Confortante sapere di avere una parte di te che ti sveglia, casualmente proprio mentre dormi.Il problema è che Poe appare raramente, di solito quando sono al mio punto più basso. A quel punto, quando mi ritrovo all'angolino, sanguinante, all'ultima ripresa del match, pronto a gettare la spugna, arriva lui.

"Brutto coglione, adesso prendi quel cazzone e lo gonfi come un topo in decomposizione, hai capito" 

"Ma mi sta massacrando, non lo vedi? Io ci ho provato, ma quello picchia di brutto" 

"Solo perché tu glielo lasci fare, coglione, non vedi che manco porta i guanti? Togliteli pure tu, così siete pari. Vedi di non morire, perché la spugna non la getto. Nuota o muori amico" Non è certo un mollaccione Poe. Ma questa è l'essenza della vita, "nuota o muori, amico". Il confine tra te e gli altri è sanguinolento e sudato, non è tracciato con la polvere di fata.

Per uno come me, cresciuto in una casa senza porte, i confini sono sempre stati una cosa strana, innaturale. Eppure con il tempo, invecchiando, dopo una lunga serie di relazioni «senza confini» dove inevitabilmente finivo per erodere quei confini, per farli diventare delle linee sulla sabbia, finalmente ho capito. Capito che senza un limite netto tra quello che è accettabile e quello che no, vaffanculo, non te lo posso concedere, non esiste nessuna relazione.
Per chi vorrebbe far diventare la scrittura la propria vita, però, è una benedizione. Scrivere in fondo è spogliarsi, denudarsi di fronte a tutti, strappandosi le interiora e mostrandole in pubblico.

«Ah, guarda un po', anche lui ha una cistifellea»



«Però che brutti reni eh, non poteva farli venire un po' meglio? Il mio amico Franz ne ha tre»


E quindi è una lotta continua tra la creazione di limiti e la concessione di spazio all'interno di quei limiti. Una questione, se volete, di fiducia. Scommetto sulla fiducia, l'ho sempre fatto, ho sempre pensato che il mondo fosse pieno di persone positive, comprensive. E volete sapere la verità? Avevo ragione.

Novembre e Dicembre sono stati mesi di merda, l'inferno in terra, ma ci sono state persone che mi hanno reso questa passeggiata meno dolorosa. Una di loro è venuto giù dalla Svizzera a portarmi dei mobili per la casa. Altre mi hanno prima accompagnato in giro per Milano a trovare i vari pezzi che mancavano per rendere una casa completamente vuota in qualcosa di vivibile, poi spalleggiato quando la vita tentava di prendermi a calci nei coglioni. Sono stato ospitato a casa di una vecchia, carissima amica con un terremoto in corso. Dio benedica gli amici. Altri anche solo con un messaggio mi hanno fatto sentire meno solo. C'é chi mi è stato vicino quando portavo scatoloni per Milano. Chi mi è venuto a trovare a casa, quando ancora non era una casa. E la mia famiglia. Senza di loro probabilmente ora starei scrivendo questo sopra un pezzetto di carta sotto i navigli di Milano.

Nessuno di loro era obbligato a darmi una mano, nessuno mi doveva niente. Eppure mi sono stati vicini lo stesso.

A tutte queste persone va il mio ringraziamento, con la promessa che quando sarà il loro turno di finire impantanati da qualche parte, farò in modo di esserci. 



sabato 24 dicembre 2016

Fai la cosa giusta




Tanti anni fa, ero in terapia con uno strizzacervelli, avevo  25 anni. Più tempo passava più mi rendevo conto che la mia idea della «vita» era una stronzata. Avevo iniziato ad andarci perché la tizia con cui stavo era completamente pazza. Non è un'esagerazione, una disponibile ad accettare di farsi nascondere da degli spacciatori tunisini della droga nei tubi di casa, è pazza. Per non parlare del resto. Ho cambiato continente pur di starle lontano.

Comunque, all'epoca ero convinto che tutto fosse possibile, che grazie alla mia colossale intelligenza e sensibilità (anche queste da me fortemente sopravvalutate) avrei potuto riparare tutti i problemi, qualunque essi fossero. Riparare i problemi e averne persino un vantaggio.

La verità è che sistemare i problemi, gratis, è impossibile. Altrimenti non sarebbero problemi e qualcuno li avrebbe già risolti. La fame del mondo, per dire, sarebbe già risolta da tempo se solo decidessimo di donare tutti il 10% del nostro reddito ai più poveri. E beh, io per adesso non ho donato un cazzo, non so voi.

E insomma, con il tempo ho iniziato a vedere come le scelte perseguibili in una situazione non siano molte, guardando bene, si possono facilmente ridurre a due, tre opzioni al massimo.

Un esempio pratico.

Devi affittare una casa tramite un'agenzia. Gli agenti immmobiliari sono una spanna sotto gli stupratori seriali in quanto a coscienza morale, questo è noto a tutti. Il tizio cerca di convincerti che può farti un prezzo più basso se non pagate l'iva sulla transazione. E lo stesso vale per la maggior parte dei medici/dentisti/esseri umani del mondo.

Puoi scegliere di risparmiare 200 euro, far contento il leccaculo, danneggiare ulteriormente lo stato (tra parentesi, il tuo datore di lavoro) oppure, dirgli che no, l'Iva la dovete pagare, intristire l'avvoltoio, versare nelle casse dello stato qualche soldo in più e aumentare l'imponibile dell'agenzia di fresconi.

Non ci sono altre soluzioni. Scommetto i soldi che non ho che la maggior parte di voi sarebbe capace di distinguere, sulla carta, quale sia l'opzione «giusta». Quella che poi puoi raccontare in giro.

Ma... Chissà, magari ti ritrovi con il conto in rosso, hai speso 5000 euro per un trasloco inaspettato, la tredicesima non era come te l'aspettavi. O Dio solo sa quali altre ragioni ci sono per risparmiare 200 euro.

La cosa giusta, cari miei, è difficile. La cosa giusta spesso, ti danneggia, anche se migliora la vita a chi ti sta attorno.

E questa la differenza. Se decidi di farla lo stesso, poi il tuo conto in banca sarà ancora più merdoso e avrai problemi a mangiare decentemente per qualche tempo, non potrai fare regali a natale e magari le persone che ti circondano penseranno di te che sei un povero scemo.

Ma almeno quando ti guardi allo specchio potrai sorridere.

E quando dico che le opzioni si riducono, intendo che per alcuni le opzioni non esistono. E quando capisci che per te una cosa sarà sempre in un certo modo, l'unica cosa che puoi fare è prenderne atto. Anche se è dolorosa.

In fondo si tratta di pensare alle conseguenze delle proprie azioni, pesarle, quindi decidere quanta merda si sta buttando fuori. Cerco di scegliere sempre la cosa che riduca la quantità di merda che getto nel mondo, almeno senza ammazzarmi. Così credevo, almeno.

C'è questo bambino, è intelligente. Ha solo avuto la sfortuna di nascere in una famiglia del cazzo. Suo nonno è un pluriomicida al gabbio per sempre, il padre è al gabbio per droga, la madre non è una madre, e lo ha mollato a casa di una tizia che dalla sua è stata arrestata per aver dato asilo, qualche anno fa a parecchi chili di Cocaina e almeno tre pistole modificate.

Suo zio è morto in un'agguato, un'altro è in carcere.

Suo fratello maggiore vive ancora con la madre. L'anno scorso ha dirottato un autobus con una pistola giocattolo. Poi, probabilmente esaltato da questo successo, ha cercato di rapinare un bar, dove alcuni individi più furbi di lui lo hanno puntualmente preso a schiaffi. Aveva 10 anni.

Che scelta ha questo bambino? Nessuna. Nemmeno conosce le alternative, non le ha mai viste.

L'unica persona che può scegliere come agire in questa faccenda sono io e i miei colleghi. La neuropsichiatria infantile non sapeva nulla della situazione, quindi non faceva nulla. I servizi sociali sono allertati, ma ehi, non hanno voglia manco loro di prendere, se va bene, una fila di calci sui denti. Se va male, chissà.

E allora decidi di fare l'unica cosa che puoi fare, cercare di dare una possibilità di scelta a chi non la ha. E vai a parlare con la preside. La preside dice che farà partire un esposto al tribunale.
La sensazione immediata è quella di una manciata di cubetti di ghiaccio che ti s'infilano su per il culo. Se mi avessero accoltellato in quel momento non avrei perso una stilla di sangue.

Ma cosa potevi fare? Forse sarà comunque inutile. Forse l'unica conseguenza sarà venire odiato dalle persone sbagliate. Magari quel bambino non troverà l'imbocco di quel percorso che vorresti indicargli. Potresti addirittura peggiorare le cose. Quello che sai con certezza è che, se non si fa niente, il risultato sarà scontato e lui finirà a far compagnia a tutta la sua famiglia, al gabbio.

E allora la fai, la cosa giusta. E almeno per stavolta puoi ancora guardarti allo specchio senza sputarti in faccia.

Sperando che il rinculo della tua stronzaggine non sia così forte come te lo immagini.


Kurdt.

lunedì 5 dicembre 2016

Il passo dell' A-SI-NO


Governare gli italiani non è difficile, è... BUARGHARGHAAHHHH sono morto da anni e ancora mi rompete il cazzo! Ma io vi mangio il cervello, branco di coglioni! Andiamo Mike, vieni pure tu. 


Mi son svegliato stamane e sembrava quasi che fosse morto Fidel Castro. Inni alla democrazia, Renzi a casa, li mortacci del Pd! Evviva la repubblica abbasso il Re, viva il Fa diesis.

Mi sono affacciato alla finestra aspettandomi minimo una manifestazione con il sindaco condotto al patibolo in piazza della repubblica. Son rimasto fuori per mezz'ora, ho visto un cane bastardo passare e cagare di fronte al portone del condominio.

«Ah! Ti ho beccato bastardo!» Ho pensato.

 Ma della rivoluzione manco l'ombra. Al referendum ha vinto il no, okay, fantastico. Vi dico la verità, sono contento. La riforma non mi piaceva, rendeva troppo semplice ulteriori modifiche della costituzione, apriva la porta a ulteriori casini. E le cose buone che conteneva potevano essere scorporate da quelle pessime.

Se avessero fatto un referendum per l'abolizione del senato, quanti di voi avrebbero votato contro? Avrebbe vinto il si con il 95% dei voti. Quella l'avrebbero capita tutti, col cazzo che vogliamo mantenere un orda di parrucconi a scrocco.

E Renzi? Renzi è lo scemo del villaggio globale a cui è stato fatto credere di essere il più furbo. Intendiamoci, credo di aver visto governi peggiori del suo, ma lui in particolare sembrava convinto di essere più intelligente. Di non poter perdere.

E così ha deciso di legare il referendum alla propria carica.

  «Se vince il NO, mi dimetto da presidente del consiglio!» 

E si sa, gli italiani non si fanno scappare un occasione come questa per dare un calcio nel culo al potente di turno.

Berlusconi, che queste cose le sapeva, mai avrebbe detto una cosa del genere. Berlusconi furbo lo era davvero, guardate come sta facendo rientrare capitali dalla Cina. «Si si, certo, sono soldi dei cinesi che vogliono comprare il Milan! Hanno già versato la caparra di tre mensilità più la commissione di agenzia, fanno cento milioni al mese». E nessuno che dica niente. Perché il Berlusca sa bene come salvare le apparenze. Lui avrebbe trovato immediatamente qualcuno a cui dare la colpa della sconfitta.

«Bondi! Smettila di leccarmi le palle e vai ad immolarti per la causa. L'italia ti chiama. E mi raccomando, nel tuo momento di gloria ricorda al pubblico di chi è la colpa» 

«E di chi è la colpa, padrone?» 

«Tua ovviamente, imbecille. Ora vai o libero i dobermann» 

«Si padrone» 

Berlusconi si circondava di utili idioti attirati dalla sua ricchezza, dalle troie, dai lussi sfrenati e dal potere. Ma stava bene attento a tenere questi imbecilli lontani il più possibile dalle vere leve di comando,  che rimanevano saldamente nelle sue mani. Era amico di Putin dopotutto, non per caso.

Emilio Fede? Ma guardatelo, pur di vedere mezzo centimetro di topa avrebbe venduto la madre e la sorella. Quando Berlusconi ha capito di non aver più bisogno di lui visto che il vento politico era cambiato, lo ha defenestrato senza pensarci due volte.

«Fede? Troppo partigiano per i miei gusti. Meglio Mentana» 

E tante buone cose. Questo non significa che Berlusconi non avesse delle persone di fiducia che lo aiutavano nella gestione del potere. Nessuno potrebbe farlo, ma quelle persone non venivano mai messe in prima fila. In prima fila andava la carne da cannone. In prima fila andavano i Verdini e i Capezzone. Dietro, ben nascosti, i Previti, E I dell'Utri. O i Confalonieri.

Renzi invece ha commesso l'errore di mettersi pancia all'aria di fronte agli elettori, legando il proprio destino a quello del referendum. Son contento che l'abbia fatto, le proposte non mi piacevano ed è un bene che non sia passato. Ma se non si fosse esposto, potete scommettere che la marmaglia avrebbe votato sì con grande soddisfazione.

Dopotutto cosa può unire la Lega, Berlusconi e i Cinque stelle? Ecco, avete capito. La Boschi nuda.

Il vero problema sorge adesso, okay, ora abbiamo mantenuto la costituzione così com'era prima (anche se io la preferivo con l'articolo 18) e mò che facciamo? Abbiam fatto l'Italia, ma gli italiani non hanno voglia di fare un cazzo.

C'è un motivo per cui in questo paese dopo qualche decennio arriva sempre l'uomo forte, che prende a mazzate tutti e comanda a suon di calci nel culo. In questo paese arriva l'uomo forte perché tutti gli altri sono completamente incapaci di mettersi d'accordo.

«Con il NO ha vinto la democrazia!»

Perché, se avesse vinto il sì saremmo passati sotto Videla, immediatamente? Senza dimenticare che per il NO c'erano pure i post-fascisti-anti-negri-prima-gli-italiani. A difendere la costituzione antifascista. Fico.

I Cinque stelle (con cui pure ho qualche problema) hanno una loro versione dell'uomo forte in Grillo. Quando hanno provato a creare un direttorio hanno scoperto sorprendentemente di non essere capaci di mettersi d'accordo, quindi è toccato al «grande capo» scendere in campo.

E il prossimo che arriverà si troverà di fronte lo stesso problema.  Gli italiani non si possono governare, al massimo si possono intimidire per un periodo abbastanza lungo a fare certe cose. Non parlo di tutti gli italiani chiaramente, c'é una bella fetta percentuale che sarebbe capace di mettere da parte il proprio bieco interesse personale pur di arrivare a delle soluzioni che portino avanti la baracca. Quanti sono? Pochi.

Il prossimo che arriverà ci dirà che lo Spread è al 700% e dobbiamo vendere anche nostra nonna al banco dei pegni per comprare il pane. Il prossimo che arriverà ci dirà che se non modifichiamo pesantemente le nostre norme sul lavoro «il mercato del lavoro è bloccato! Dobbiamo liberare le energie del mercato! I bambini sopra i dieci anni devono poter lavorare e guadagnare!». E bum, le elementari verranno trasformate in un campo di prigionia che i gulag sembreranno un parco giochi.

Il prossimo che arriverà sarà uguale a Renzi, ma disposto a qualsiasi cosa pur di rompervi il culo.

Ah, se succedesse da qualche altra parte potete essere sicuri che i sindacati, quelli veri, scenderebbero in piazza e bloccherebbero tutto per almeno sei mesi. A quel punto si discuterebbe da una posizione di forza. Ma sapete quello che faranno i nostri vicini, i nostri colleghi?

Prima si lamenteranno al lavoro
Poi si lamenteranno a casa
Quindi sbraiteranno su Facebook. 

Infine non faranno un cazzo. «Perché nessuno fa niente?» Diranno, mentre si annusano l'ombelico.

Nessuno fa niente perché TU brutto coglione, non fai niente. Armatevi è partite è la quintessenza della mentalità italiana. Se vinciamo il mondiale siamo dei campioni, l'avevo detto io!. Se veniamo eliminato da Malta siete dei poveri stronzi che devono essere bruciati in Campo dei fiori.

Ecco perché quello che ha fatto Renzi può essere descritto solo in un modo. Il passo dell'asino. Il prossimo però tenterà di spaccarvi il culo con una spranga. Cercate di capire cosa volete, prima che la spranga si avvicini troppo al vostro posteriore.

P.s. scrivo per sollazzarvi completamente gratis da anni, fatemi un favore (che non vi costerà nulla) iscrivetevi alla Mail list che trovate in alto a sinistra (o in basso) in questo modo potrò inviarvi una mail settimanale per avvertirvi quando spunterà qualcosa di nuovo da queste parti. Niente spam, promesso. 
Kurdt

domenica 4 dicembre 2016

Bluebird


Parte I : Sotterranei
Parte II : Poe

E così abbiamo continuato a scendere in quel merdaio. Io e il mio corvo da compagnia siamo proprio una bella coppia. Mi stava appollaiato come un pappagallo al suo pirata preferito.

«Senti» Gli ho detto «Ma sei sicuro della direzione
«Non lo so, francamente non ci sono mai entrato, odio la concorrenza
«La concorrenza?» E devo aver avuto una faccia stupita, perché Poe mi ha guardato come se volesse cavarmi un occhio e sputarlo giù per le scale.
«Si, la concorrenza. Ma adesso smettila di fare domande del cazzo e continua a scandere, non vedi niente di strano

Effettivamente qualcosa di strano c'era. Le scale erano costruite all'interno di una grotta, non credo nemmeno le si potesse chiamare scale. Avevano più l'aspetto di rocce buttate a caso lungo un buco, eravamo costretti a saltare dall'una all'altra per evitare di romperci l'osso del collo.
«Ehi, ma tu non potresti scendere giù volando, invece di starmi appollaiato sulla spalla? Pesi parecchio, non ti hanno mai detto che forse è ora di mettersi a dieta
«Non rompere i coglioni, sono il tuo animale guida, fino a quando non dimagrisci tu, non dimagrisco manco io, chiaro, grassone? Anche se pare che qualcosa tu stia facendo»

«Mah, diciamo che non ho molta fame, negli ultimi tempi» Ho risposto
«Dieta del rancore, credo che la chiamino. Efficacissima per la pancia, meno per le coronarie.» Ha chiuso il discorso lui.

Più scendevamo a fondo, meno ci vedevo. Fino a quando non ci siamo ritrovati completamente al buio.

«Non si vede più un cazzo di niente. Tu vedi qualcosa Poe?»
«Non sono un pipistrello, imbecille. E comunque qualcosa si vede ancora, vedi quelle pietre più luminose? Sono ricordi. I tuoi ricordi. Seguili»


Mi sono avvicinato alla prima pietra.Era di un blu brillante. Come guardare dentro un lago, di notte. Sul fondo, qualcosa si agitava come una trota presa all'amo. L'immagine vaga di un bambino che viene sollevato dalla madre a fare l'aereo. Quel bambino ero io. Sembravo molto felice.

«Ehi corvaccio! Quello sono io!»

«Cazzo, sei un genio. E chi credevi che fosse? Nelson Mandela?»

Mi sono spostato poco più in là, mia madre mi regalava una macchinina radiocomandata, ero stato bocciato all'esame per saltare la prima elementare. Non sapevo scrivere in corsivo. Sempre odiato venire bocciato agli esami.

C'è mio padre che piange. Piange perché è morto suo fratello, solo una lacrima, non di più. Forse pensava che potessero essergli utili un giorno o l'altro, tutte quelle lacrime risparmiate. Fatto sta che non l'ho più visto farlo.

Mia sorellina che si butta tra i rovi per salvare dei gattini finiti lì chissà come. Quando ne è uscita fuori perdeva sangue anche dalle orecchie, ma aveva un sorriso degno degli oscar. Amavo mia sorella, pensavamo di andare a fare i Reporter per i documentari sugli animali, da grandi. Pensavamo di farlo assieme. Poi chissà che è successo.

Per quei gattini costruimmo sotto un cespuglio una piccola tana. Usammo i nostri vestiti, tanto erano così sporchi che nessuno ci avrebbe fatto caso. Poi iniziò a piovere e i gattini s'inzupparono tutti.Parevano dei calzini appena usciti dalla lavatrice.

Mio fratello che mi amava e mi considerava un Dio. Poi ha scoperto che sono un povero stronzo come tutti. Ma mi vuole ancora bene, per fortuna.

C'è il tizio che mi picchiava alle scuole medie, Yuri. Si è ammazzato finendo contro un albero, suo padre si era suicidato e suo fratello ha seguito l'esempio, facendosi un beverone di varechina. In fondo a me è andata meglio, poveracci.

«Quanti ricordi importanti si possono avere in una vita?» Chiedo al mio corvo domestico.

«Parecchi amico mio, parecchi. Poi arriva l'alzheimer e non ti ricordi più un cazzo. Quindi non preoccupartene troppo, spariscono tutti, prima o poi.»

«Sempre ottimista tu» 


Ci sono le montagne di Spoleto. Il bagno della cameretta dove ci fumavamo le canne alla faccia di tutti gli educatori del mondo. Che poi lo sapevano cosa facevamo, ma visto che eravamo simpatici non ci dicevano niente.

C'è un ospedale psichiatrico dove riesco a scappare grazie ad una partita a scacchi particolarmente fortunata. E Michele che mi viene a recuperare nel cuore della notte. Non te l'ho mai detto,
ma se non mi avessi recuperato tu, quella notte probabilmente mi sarei ammazzato, grazie.

E poi c'è una porta. La superficie è riflettente, non ha maniglia. In cima c'è un'iscrizione che recita:            

                                             «Entri solo chi ha qualcosa da lasciare»

E allora ho capito. Ho aperto la porta. Un laghetto verde smeraldo mi si stendeva di fronte. Dal piano di sopra una cascata ci ruzzolava dentro, facendo il rumore di una pisciata dentro una tazza per giganti. L'acqua però era pulita, cristallina.
 Leonard Cohen appoggiato ad una parete, con il cappello tirato giù fino agli occhi recitava una poesia.

«Amico, credevo che fossi morto» Dico io
«Prima o poi tocca a tutti» Dice lui, sorseggiando un bicchiere di vino rosso. Lo lascia a metà e continua a recitare.

«E ora fai quello che devi fare, lascia qualcosa e vattene. Questo posto non è fatto per rimanere. E fatto per passare» E così capisco. Mi avvicino al ciglio del laghetto. Dentro ci nuotano delle carpe rosse che mi fissano, boccheggiando. Ma non ho mangime per loro. Tolgo dalla tasca due fiaschette. Il liquido che c'é dentro è di colori diversi. Sono le lacrime del prima e del dopo. Quelle di prima sono di un azzurro chiarissimo, cristalline, quelle del dopo  sono blu, cupo. Le mescolo. Il colore che viene fuori è un azzurro scuro. Getto tutto nel lago,

Un anello per mani piccole, più piccole della misura sei.

Un acquamarina che si stacca e si ripara con la colla.

Un tetto di Amianto che ci ha salvato.

Butto il nome di un gatto. Involtino. Non è certo un nome da gatto.

Getto nell'acqua una voce che mi chiama «Zio!». E questa è stata difficile da buttare. Avrei voluto tenerla, ma pesava troppo, non si poteva.

Tolgo dalle tasche una manciata di parole. Si sono trasformate in sabbia. Butto anche quelle.

Infine m'infilo una mano nel petto, strappo fuori un pezzo di me. Ancora palpita. Ancora sanguina. Non avrei mai pensato di separarmene. Questo lo getto più lontano, non sia mai che trovi la via per tornare.


Poi mi giro e imbocco l'uscita. Cohen mi saluta con un cenno del cappello.

Salgo le scale al contrario, schivo tutti i ricordi, non voglio fare indigestione. Arrivo fino all'albero sotto cui la mia gatta mi aspetta, come al solito.

«Ciao, guarda chi ti è venuto a trovare. Dice di chiamarsi Hank» sbraita la gatta, indicandomi con la coda un tizio seduto sotto l'albero. Quello mi guarda con gli occhi semichiusi. Quindi mi chiama indicandomi di sedermi accanto a lui.

«Ragazzo, vieni qui siediti, devo darti una cosa»

Così mi siedo vicino a lui.

«Sei triste eh?»

«Già»


«Anche a me capitava. Ma non ci fare troppo caso, se fa male vuol dire che sei vivo. Piuttosto, ti ho portato un regalo»

«Che è?»

Il vecchio si guarda attorno per assicurarsi che nessuno lo veda, poi caccia fuori dalla giacca lurida di vino e sporcizia un pettirosso e me lo allunga. Lo copre con le mani per non farlo scappare, lo tiene con cura.

«Questo era mio, una volta. Prendilo tu. Mettilo al posto di quel pezzo che hai perso.»

Il pettirosso vola via dalle sue mani e mi s'infila nel petto. Continua a cinguettare. Non è male come sensazione.

«Ricordati di dargli da mangiare, altrimenti crepa eh»

«Certo, per chi mi hai preso»

«Per un coglione. Ragazzo, non te lo ripeterò più, quello è un animale raro, se lo perdi o muore non ne troverai un altro, okay?»

«Okay» Dico. Il vecchio si alza barcollando, da un calcio a Donna Carlotta che per tutta risposta gli morde uno stinco.

«Grazie Hank! E ehi, vecchio ubriacone! datti una regolata, hai quasi cento anni" Gli urlo mentre si allontana.

«Che male vuoi che faccia ormai. Non ringraziarmi troppo, pensa solo a tenerlo ben nascosto. La gente non sa che farsene di una mammoletta. Uh tieni lontano quel gatto di merda, o se lo mangia.»
«Ok»

«Quel tizio è proprio uno stronzo» Dice la gatta.

«Già. Ma mi ha fatto un bel regalo

"Già" Dice la gatta. E capisco che la giornata per oggi è finita.



sabato 26 novembre 2016

Sieg Heil, Donald Trump!


Una foto di D.Trump da giovane. Quando si faceva chiamare Camacho mi stava più simpatico.



Le elezioni Usa sono già avvenute, praticamente un mese fa, e visto la capacità di attenzione media della popolazione, molti non ricorderanno manco chi sia Donald Trump. Non ho scritto niente perché volevo prima vedere le reazioni scomposte del pubblico di facebook.
No, non è vero, ho aspettato un mese a scrivere perché dovevo riprendermi da una legnata terrificante che ho beccato in piena fronte, ma questa è un'altra storia.

Comunque, ha vinto Trump. Suona strano anche scriverlo. Ha vinto il tizio che proponeva muri a difesa dei confini con il paese vicino, manco fossimo la Cina nel secondo secolo A.c.
Ha vinto il tizio che è riuscito a collezionare una bancarotta dopo l'altra, prendendo imbarcate finanziarie, una dopo l'altra. Quello che ha i capelli arancioni e si vanta di afferrare le donne dalla fica. Tanto per inquadrare ancora meglio il personaggio, ha vinto quello che ha aperto un'università che non è un università. Una roba che assomiglia un po' alla scuola di ballo di Maccio, il passo dell'asino è uguale.
 



Solo che l'uomo che usciva la gente stavolta ha vinto. 
Come diavolo ha fatto a vincere?

Perché io sono sicuro che, se Pinotto, il mio amico Portiere del Canegrate F.c avesse partecipato alle elezioni, avrebbe vinto. Anche se non parla una parola d'inglese. Anche se quando apre la bocca rutta petardi all'aglio e peperoncino che Diosanto, levati. Ecco, avrebbe vinto. Gli sarebbe bastato dire: "Non sono Donald Trump".

L'indice di popolarità di Trump era praticamente il più basso della storia, nessun presidente era mai stato eletto con un disprezzo così diffuso tra gli elettori. Peccato avesse contro di se Hillary Clinton.  E quindi a Trump è bastato dire : "Non sono Hillary Clinton" per vincere le elezioni. Beh, non proprio, si è anche appellato ai peggiori istinti dell'umanità, al razzismo, al sessismo, al disprezzo del diverso e del più debole. Ma contro qualsiasi altro candidato con un briciolo di sale in zucca, avrebbe perso in maniera clamorosa. Aveva contro tutte le principali testate giornalistiche, fatta esclusione di Breitbart  e fox news. Lammerda.

Ha speso una frazione dei soldi messi in campo dalla Clinton, eppure, incredibilmente, ha vinto.

E no, non ha vinto perché la Clinton è una donna e lui è un uomo, come dicevo, si fosse presentata Antonella Sgozzacapretti, la famosa presentatrice della sagra dello zibibbo di Cantalupo (Pa) avrebbe vinto lei. Trump ha vinto perché la popolazione americana (e mondiale) e passata da un vago disinteresse per la politica, ad odiarla, ed infine a non capirla più. Questo è lo storico delle elezioni presidenziali negli ultimi 60 anni



42nd 1952 Dwight D. Eisenhower (Republican) – 442 Adlai Stevenson (Democratic) – 89
43rd 1956 Dwight D. Eisenhower (Republican) – 457 Adlai Stevenson (Democratic) – 73
44th 1960* John F. Kennedy* (Democratic) – 303 Richard Nixon (Republican) – 219
Harry F. Byrd (Democratic) – 15[37]
45th 1964 Lyndon B. Johnson (Democratic) – 486 Barry Goldwater (Republican) – 52
46th 1968* Richard Nixon* (Republican) – 301 Hubert Humphrey (Democratic) – 191
George C. Wallace (American Independent) – 46
47th 1972 Richard Nixon (Republican) – 520 George McGovern (Democratic) – 17
John G. Schmitz (American) – 0
John Hospers (Libertarian) – 1
48th 1976 Jimmy Carter (Democratic) – 297 Gerald Ford (Republican) – 240
49th 1980 Ronald Reagan (Republican) – 489 Jimmy Carter (Democratic) – 49
John B. Anderson (no party) – 0
Ed Clark (Libertarian) – 0
50th 1984 Ronald Reagan (Republican) – 525 Walter Mondale (Democratic) – 13
51st 1988 George H. W. Bush (Republican) – 426 Michael Dukakis (Democratic) – 111
52nd 1992* Bill Clinton* (Democratic) – 370 George H. W. Bush (Republican) – 168
Ross Perot (no party) – 0
53rd 1996* Bill Clinton* (Democratic) – 379 Bob Dole (Republican) – 159
Ross Perot (Reform) – 0
54th 2000*† George W. Bush* (Republican) – 271 Al Gore† (Democratic) – 266
Ralph Nader (Green) – 0
55th 2004 George W. Bush (Republican) – 286 John Kerry (Democratic) – 251
56th 2008 Barack Obama (Democratic) – 365 John McCain (Republican) – 173
57th 2012 Barack Obama (Democratic) – 332 Mitt Romney (Republican) – 206
58th 2016*† Donald Trump* (Republican) – 306 (preliminary) Hillary Clinton (Democratic) – 232 (preliminary)


     
  Sono passati da Eisenhover a Trump (Rep) e da Jfk alla Clinton per i Dem. Niente da dire, Jfk aveva i suoi difetti, il primo sicuramente la facilità con cui si faceva sparare in testa e abbassava i pantaloni, Eisenhover dal canto suo è responsabile della destabilizzazione dell'america latina, ma ricordiamoci che ha creato la Nasa, dato una sistemata al bilancio e continuato le politiche del New Deal patrocinate da Roosevelt. Come sono arrivati alla Clinton e a Trump? Se fossi stato americano avrei sicuramente votato quella donna, più per orrore dell'alternativa che per apprezzamento delle sue idee. Ma quando durante le primarie la scelta era tra Bernie Sanders e Hillary Clinton, e la persona a capo del Dnc era un'ex dipendente della Clinton qualche dubbio sarebbe venuto pure a me. Ma è quando Wikileaks ha tirato fuori le mail del Dnc (il partito democratico americano) che le cose si sono fatte veramente grigie. Durante le primarie il partito (che sarebbe dovuto essere imparziale) teneva costanti contatti con giornali e reti televisive per affondare Sanders (Caro New york Times, e io che ti credevo un giornale serio) mostrando addirittura diritto di veto sugli articoli. E quando è venuto fuori tutto il letamaio (Sanders aveva già perso le primarie) Debbie Wasserman Schultz è stata sostituita con Donna Brazile, nel tentativo di calmare la bufera. Peccato che la stessa avesse passato alcune domande alla Clinton prima di un dibattito alla Cnn (per cui la Brazile lavorava). Inaccettabile.

In pratica sono poche le cose che non sono state fatte per consentire alla Clinton di vincere le primarie, ho speso mesi a leggere qualche migliaio di Email, so che non è normale né sano, ma sono fatto così, se qualcosa m'incuriosisce, mi ci attacco come una zecca al cane.

E la Clinton ha vinto quelle primarie, mentendo spudoratamente su questioni importanti come il commercio, la sanità o i suoi legami con wall street. Lo ha fatto per allinearsi meglio con quello che i sondaggi dicevano la gente volesse, se i suoi discorsi a porte chiuse per Goldman Sachs non fossero stati pubblicati, probabilmente molti la crederebbero persino in buona fede. Una parte dell'elettorato ha punito questa attitudine non votandola. Attenzione, non votando per Trump, che li disgustava almeno nello stesso modo, ma rimanendo a casa evitando di validare, con il proprio voto, un comportamento considerato moralmente disgustoso.

In pratica è come quel gioco in cui due persone sono una di fronte all'altra, ci sono cento euro sul tavolo, uno dei due decide come dividere la somma, l'altro può solo decidere se accettare o no la divisione. In teoria una persona completamente razionale accetterà qualsiasi somma (anche 99 euro io, 1 tu) perché in fondo un euro in più è sempre meglio che niente. Ma visto che siamo esseri umani, tendiamo a punire qualcuno che sembra avere un comportamento egoista e disinteressato, così che impari la lezione per la prossima volta.

E con la prossima volta, intendo le elezioni del 2020. Sempre sperando che il pianeta non sia diventato una palla radioattiva, nel frattempo.