Visto che l'ultima volta sono stato costretto ad offrirvi un po' meno del solito, oggi per rimediare ve ne offro un bel pò di più, regalandovi tutta la conferenza stampa di preparazione all'incontro.
Ci avviciniamo al momento clou, e la tensione si fa palpabile nell'incontro fra i due antagonisti. Da lontano possiamo quasi intravedere il ring dove si concluderà tutto.
Ci avviciniamo al momento clou, e la tensione si fa palpabile nell'incontro fra i due antagonisti. Da lontano possiamo quasi intravedere il ring dove si concluderà tutto.
Come sempre, la musica la offro io.
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L'hotel Baobab era diventato famoso per essere stato costruito
completamente in legno.
In legno le stanze, in legno il tetto, in legno anche le piscine.
l'incubo definitivo per un pompiere.
Marco e Bernard erano arrivati in anticipo, passarono i controlli di
rito e si diressero verso la sala stampa che si trovava nella hall
dell'hotel, al secondo piano.
Un ruggito si diffuse per il corridoio -GROOOAAAAARRRR- , Marco si
fermò di scatto e disse : “Checcazzo era questo? Non mi dirai che
quel ritardato di Murray s'è portato dietro un leone da passeggio o
qualcosa del genere, vero?” Bernard sbadigliando indicò un
altoparlante piazzato in alto nella congiunzione fra la parete e il
tetto : “è stato quel coso là serve per impressionare i turisti.
E i vecchietti con le coronarie fragili come te. Non avere paura
vecchio, se arriva un leone vero ci penso io” .
Marco non sembrava affatto rassicurato e continuava a camminare
spedito, le braccia parallele ai fianchi e le mani strette a pugno.
Bernie lo aveva buttato giù dal letto ad un orario barbaro e non
aveva ancora avuto il tempo di mangiare qualcosa.
“Sta tranquillo , vedrai che andrà tutto come previsto; e se
proprio va tutto in merda, dovremo solo scappare, facciamo le valigie
e andiamo in Groellandia, o in Lapponia, dove non ci conosce nessuno”
Disse bernard.
Marco non rise : “Eh, se ci scoprono è la fine, siamo fottuti,
rovinati! finiamo in mezzo ad una strada, i bambini ci sputeranno
addosso, sarà peggio che essere un ebreo in egitto” Bernard rise
dell'elenco di catastrofi : “ Cazzate vecchio, tu hai sempre la
tua palestra e un sacco di soldi sotto il cuscino, io mi metterei ad
allenare giovani talenti. Se ci sei riuscito tu ci può riuscire
chiunque”.
Marco pareva concentrato su tutte le possibli disgrazie che potevano
derivare dal loro piano, Bernard invece sembrava estasiato della
situazione, come un bambino che ha combinato una marachella
all'insaputa dei genitori, e che sta aspettando di vederne i
risultati.
Alla fine del corridoio si arrivava alla sala stampa, le sedie erano
già sistemate in lunghe file a partire dal palco da cui avrebbero
parlato i due pugili. Al centro del palco stava la bilancia per il
controllo del peso e due piccoli pulpiti di legno da cui lui e Gene
avrebbero ricevuto il fuoco di fila delle domande.
In prima fila, come gli aveva consigliato la sera prima stava Mike,
era in anticipo come concordato.
Era vestito in maniera impeccabile e reggeva in mano un
registratore.Mentre gli passarono accanto
Mike gli fece l'occhiolino, con un espressione da scienziato pazzo
che lo fece preoccupare. Sarebbe veramente riuscito ad essere
credibile o si sarebbe fatto beccare?
Mike era sempre stato una testa calda sin da quando si conoscevano,
in quel momento gli ritornò alla memoria la volta in cui diede fuoco
ad un banco della classe. L'insegnante gli aveva chiesto di ripulirlo
dagli scarabocchi, gli aveva dato dell'alcool e uno straccetto, lui
per tutta risposta aveva inzuppato il banco e l'aveva acceso,
scatenando l'isteria della professoressa e le risate della classe.
Quella bravata gli era costata una settimana di sospensione dal St.
James, questa sarebbe potuta essere molto più cara.
La sala stampa era anch'essa costruita completamente in legno, il
tetto era di fuscelli intrecciati che formavano un cono che risaliva
fino a raggiungere il centro, dove una luce molto potente simulava
l'effetto del sole, doveva assomigliare ad una capanna, nell'idea
dell'architetto. Assomigliava
invece all'idea che un architetto ha di una capanna, pensò Bernard.
“Guarda chi sta arrivando Bernie, parlando di disgrazie” Disse
Marco, facendo cenno con il capo in direzione dell'entrata.
Erano Murray, Gene e la loro coorte ; Murray precedeva di un paio di
passi, Gene stava giusto in mezzo, e un paio di gorilla neri come il
carbone chiudevano la carovana.
Salirono gli scalini che portavano sul palco e presero posto sul tavolo. I tavoli erano situati giusto dietro i due pulpiti, in maniera da formare una V rovesciata e poter essere tenuti sempre d'occhio dai giornalisti presenti. Erano piazzati uno di fronte all'altro e avevano cinque posti ciascuno, con i nomi in bella vista.
“sbruffoni di merda”Sbottò Marco “Che bisogno hai di portarti
le guardie ad una conferenza stampa? Sei un cazzo di pugile
maledizione, dovresti essere tu la tua guardia del
corpo!” Bernard non lo stava ascoltando, era entrato in modalità
combattimento appena aveva visto il suo bersaglio, e lo andava
fissando in attesa che l'altro se ne rendesse conto.
Gene infine incrociò il suo sguardo. Gli occhi di Gene, piccoli e
azzurri, lo puntavano come un lupo punta un cervo prima di
azzannarlo. Ma Bernard non era certo indifeso. Sillabò muto, senza
emettere aria, una sola parola :
“V-A-F-F-A-N-C-U-L-O”.
Lo fece lentamente, scandendo attentamente ogni lettera, così che
il suo avversario potesse leggergli le labbra con comodo , Gene
invece che arrabbiarsi RISE. Inaspettatamente, platealmente, facendo
voltare tutta la troupe di giornalisti verso di lui, a vedere cosa
fosse successo. Non era comune sentir ridere quell'uomo. La sua
risata arrivava come un eco oscuro risalito da chissà quale caverna.
La folla di scribacchini che fino a quel momento si era preoccupata di prendere posto e scambiare convenevoli con i colleghi arrivati da tutto lo stato, improvvisamente taceva, dando ancora più risalto a quella risata. Come una merda di cane risalta sulla neve bianca. Poi la risata si spense come era arrivata, all'improvviso, lasciando la sala nel silenzio.
La folla di scribacchini che fino a quel momento si era preoccupata di prendere posto e scambiare convenevoli con i colleghi arrivati da tutto lo stato, improvvisamente taceva, dando ancora più risalto a quella risata. Come una merda di cane risalta sulla neve bianca. Poi la risata si spense come era arrivata, all'improvviso, lasciando la sala nel silenzio.
Bernard prese posto sul tavolo di fronte a quello di Gene, senza
smettere di guardarlo.
La sfida era già cominciata, l'atmosfera era elettrica e tutti i
presenti se n'erano resi conto, nessuno parlava.
Fu Bob Yale, il moderatore della conferenza a spezzare l'incantesimo, prendendo il microfono e annunciando con una voce da cantante gospel :
Fu Bob Yale, il moderatore della conferenza a spezzare l'incantesimo, prendendo il microfono e annunciando con una voce da cantante gospel :
“Well well well! Vedo che i nostri due galletti da combattimento
hanno già iniziato a beccarsi! Non so voi, ma io sono
e-le-ttri-zza-to da questa sfida! Una sfida fra uno dei
pugili dalla carriera più lunga nella storia degli Usa, Bernard
Hopkins e l'attuale campione del mondo, l'imbattuto Gene Paul, forse
il più grande picchiatore che abbia mai calcato il nostro
palcoscenico.” Yale si guardò attorno per accertarsi di aver
conquistato l'attenzione della platea; c'era riuscito alla
perfezione, tutti gli sguardi erano ormai rivolti verso di lui. Solo
quelli di Bernard e Gene Paul erano ancora incastrati l'uno
nell'altro.
“Se fossi un commentatore di Teatro direi che due grandi ballerini
non possono dare origine ad altro che ad un opera eccezionale, ma
signori, sapete una cosa? Non sono un fottuto commentatore di Opera,
e questi due bestioni seduti là non sono due cazzo di ballerini ma
due macchine assassine, due mitragliatrici di pugni, due panzer
pronti a darsele di santa ragione sul quadrato solo per il vostro
piacere! Quindi prima di cominciare, vi prego di concedere un
applauso ai nostri due campioni!”disse, e si sposto di lato, per
permettere all'applauso di travolgere i due seduti. L'applauso arrivo
abbondante come una grandinata di proiettili, anche i giornalisti
aspettavano quel combattimento da mesi, alcuni battevano i piedi per
terra, altri, sopratutto dal fondo della sala, urlavano, si senti
persino un “Hopkins merda!” e un “Gene frocio!” Poi la
situazione tornò a viaggiare sulle rotaie che Bob Yale aveva
preparato con cura.
Bob Yale era riconosciuto come il miglior commentatore sportivo
della storia della boxe, era stato la voce di tutti i più grandi
incontri degli ultimi quindici anni e un tempo era stato anche un
modesto pugile. Prese nuovamente la parola : “ Bene, ora che
abbiamo completato le presentazioni, vediamo di espletare le
formalità del peso per passare prima possibile alle vostre domande.
Il primo a Pesarsi sarà Bernard Hopkins” Bernard si alzò e andò
alla bilancia. Non aveva mai avuto problemi con il peso, di solito
era addirittura un chilo sotto quello richiesto, così che non si
tolse neppure le scarpe e salì sulla bilancia.
“ Settantanove chili e trecento grammi ” strillò l'addetto.
Bernard tornò al suo posto e fu la volta
di Gene paul. “settantotto chili e seicento grammi” strillò
l'addetto, mentre Gene si rivestiva.
Era più alto di lui di quasi una decina di centimetri, cosa
che rendeva il suo allungo temibile.
“E ora finalmente posso darvi in pasto ai leoni ragazzi” disse Yale ai due pugili. “Sarà una serie di tre domande al massimo, si comincia con Gene Paul.
“E ora finalmente posso darvi in pasto ai leoni ragazzi” disse Yale ai due pugili. “Sarà una serie di tre domande al massimo, si comincia con Gene Paul.
Gene e Bernard andarono al loro posto sui due pulpiti da cui
avrebbero risposto alle domande.
Di fronte a loro si stendeva un mare di mani sollevate.
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Il primo fu un giornalista della Abc Sports :
“Signor Hopkins” disse “gira voce che lei abbandonerà la boxe
dopo questo combattimento, è una voce veritiera? E cosa ha in
programma di fare dopo? Bernard sorrise e rispose :
“Si, è così, vorrei andarmene da campione del mondo, non so cosa
farò dopo, forse comprerò una fattoria e mi darò all'allevamento
di galline polli e maiali”
“Quindi da per scontata la sua vittoria?” il giornalista stava
cercando di punzecchiarlo, erano tutti uguali dopotutto, per loro era
solo un gallo da combattimento. Ma era troppo esperto per cadere nel
tranello, sarebbe stato lui a dirigere le danze.
“Non posso perdere contro un incapace simile, ho vinto quella
corona tre volte di fila, e l'ho difesa decine di volte, se volete la
mia opinione, è una vergogna che stia in mano ad un incapace come
quello ”. indicò Gene Paul con un movimento della mano, come se
stesse gettando della spazzatura nel cestino.
“Grazie signor Hopkins” disse il giornalista.
“Ok ragazzi, il prossimo”disse Bob Yale. Prese la parola un
giornalista con la faccia da gambero e l'accento del sud. era Nick
Malone, lo conosceva per averlo incontrato decine di volte a decine
di conferenze diverse. Sapeva di non andargli troppo a genio, pare
avesse scommesso un sacco di volte contro di lui e avesse
generalmente perso.
“Sig Hopkins, spero che la mia domanda non sia considerata
impudente. Non teme di essere troppo vecchio per questo
combattimento?”
Malone era un figlio di puttana, ma la domanda non lo coglieva di
sorpresa :
“Hey Malone, prima di accettare il combattimento ne ho parlato con
mio nonno noventenne, per chiedergli un consiglio, beh sai che mi ha
detto?” Bernard si mise le labbra tra i denti come fossero una
dentiera e risucchio le guancie verso l'interno della bocca : “
Mi ha detto – se n-n-on lo prendi a calci nel culo t-t-t-tu,
Bernard, toccherà a-a- me farlo! Diventerò c-ca-campione del mondo
io cazzo -”. La folla di giornalisti era scoppiata a ridere,
Bernard guardò in direzione di Gene, per vedere come l'aveva presa.
Lo stava guardando dall'inizio della conferenza, il suo sguardo era
passato dal “ti spacco la faccia” al “ti uccido dopo averti
spellato e bruciato le palle con metallo bollente” passando per “ti
strappo il cuore e te lo infilo nel culo” . Al momento la sua
incazzatura era fuori scala. Non aveva nessun senso dell'humor.
“Ok, il prossimo” disse Yale, ridacchiando divertito.
“Ok, il prossimo” disse Yale, ridacchiando divertito.
“Sig. Hopkins? Ma lei è sicuro di poter sconfiggere suo nonno?”
Disse Malone senza dare ascolto a Yale. Era l'unico che non aveva
riso, si credeva una sorta di mastino del giornalismo, e stava
tentando di metterlo all'angolo.
“Non credo amico, mio nonno è un duro. ma Gene Paul non ha
speranze contro di me, posso organizzargli un combattimento contro
mia sorella al massimo ” Gli piaceva questa conferenza stampa.
Malone modellò le labbra in un espressione di disgusto, scribacchio
qualcosa e finalmente decise di fargli una domanda sensata : “Teme
l'allungo di Malone?” “Io non temo l'allungo di nessuno, sapete
qual'è l'unica cosa che temo? Temo che quella gallinaccia laggiù
scappi la sera del combattimento e mi lasci solo sul palco, ma non vi
preoccupate, ho un repertorio di barzellette che vi piacerà
sicuramente.” Nuove risate scossero la hall, Gene Paul era rosso di
rabbia. -Ottimo- pensò Bernard.
“Sig. Hopkins, sa che la danno quindici a uno?” Chiese Arthur
Jonhson del New of the blood La più influente rivista di pugilato
della west coast.
“Arthur, dovresti essere contento, hai l'opportunità di guadagnare
un sacco di soldi senza alzare neppure un dito, non fartela scappare!
Non hai idea di quanta gente si mangerà il cappello giovedì notte.
E sai una cosa? Il mio allenatore s'è giocato 100.000 cucuzze su di
me, sai perchè? Perchè sa che spaccherò la faccia a
quel fantasma ” Dietro di lui era appeso il cartellone
pubblicitario dell'incontro. Diceva :
Il
fantasma contro L'esecutore.
“Il
fantasma”. Quel
nomignolo s'adattava perfettamente alla figura alta e bianchiccia di
Gene.
Seguirono un altro paio di domande, tutte poco interessanti. In fondo
quando dei giornalisti fanno delle domande in una conferenza come
quella stanno solo chiedendo “riuscirai a rompergli il naso?”
tutto il resto era solo circo, una parte di quel circo di cui lui
aveva deciso di far parte.
“Benissimo Bernard, credo che abbiamo finito” disse Yale : “è
ora di lasciare la parola al tuo avversario, scommetto che avrà
parole d'amore per te” scherzò.
“Ok, la prima domanda va al signor Wozniak della associated Press”
disse Yale
“Mr
Gene, volevo chiederle cosa pensa di quello che ha detto Hopkins.
Crede di poter vincere e mantenere immacolato il suo record di
vittorie? Crede di essere il favorito?” Gene Paul non aspettava
altro, la sua faccia si ruppe in mille rigagnoli di rabbia, come se
una qualche diga interiore si fosse finalmente rotta e avesse
permesso l'affluire copioso di sangue tossico al cervello.
“SE LO BATTO? IO NON LO BATTO! IO LO AMMAZZO! GLI STRAPPO IL CUORE
CON LE MANI NUDE E POI GLI CAVO GLI OCCHI! GLI SVITO IL CRANIO E POI
GLI PISCIO IN BOCCA, CAPITO? Urlava, le vene del collo erano grossi
serpenti tesi che s'infilavano nel cranio, solo per pompare nuova
rabbia e nuove grida.
“E
qual'è la sua strategia per sconfiggere nonno Hopkins?” Disse il
giornalista, per mantenere l'atmosfera giocosa che aveva retto fino a
quel momento, purtroppo non aveva fatto i conti con il pessimo umore
di Gene :
“Tu,
razza di coglione dovresti stare zitto. Quelli come te dovrebbero
stare nei campi di concentramento a farsi contare le costole, figlio
di puttana, non credere che dimenticherò la tua faccia, ce l'ho qui,
stampata in testa, aspetta solo che ti becchi fuori e vedrai
come...”.
Yale intervenne a fermare il fiume d'insulti : “Ok ok, sig.
Wozniak, grazie per le sue domande. Ora è il turno di.. oh beh, è
il tuo turno. si tu, in prima fila vestito di grigio, con il braccio
alzato, vestito
con un gessato grigio. Come ti chiami e per che giornale lavori?”
“ Mi chiamo Albert Gore, lavoro per lo-York Times- ”Rispose il
giornalista seduto in prima fila. Era Mike finalmente. La fortuna
girava dalla loro parte.
“Bene, ma fai attenzione a quello che dici, oggi il nostro Gene è
piuttosto suscettibile” Disse Yale ascigandosi il sudore che creava
fiumi che brillavano sotto i potenti riflettori.
“E tu Gene, per favore, stai calmo, avrai tempo sul ring per
sfogarti” Gene assentì e la parola passo a “Abert Gore”.
“Signor Gene, dicono i maligni che lei abbia tentato di evitare
fino all'ultimo il combattimento con Hopkins. Si dice che il suo
manager “lou rey” Murray avrebbe preferito di gran lunga “sugar
Samson” come avversario, e che siate stati costretti ad accettare
Hopkins all'ultimo momento a causa della sconfitta di Samson, è
vero?
-Bravo Mike- esultò interiormente Bernard –Sei perfetto -
“sono tutte cazzate” disse Gene, tentando di trattenersi per non
esplodere nuovamente : “ e lo dimostrerò sul ring giovedì,
spaccando la faccia di quella scimmia. Non esiste che una scimmia
scesa poche settimane fa dall'albero di banane possa battermi”.
Bernard poteva leggergli in faccia la lotta fra la voglia di
insultare anche Mike e quello di apparire come “l'uomo bianco
civilizzato” di fronte a tutti quei giornalisti, Bernard lo aveva
già umiliato abbastanza con la dialettica, stava tentando di
recuperare terreno.
“Oh com'è coraggioso” disse Mike con un aria da professionista
scafato così credibile che nessuno dei presenti avrebbe mai potuto
pensare che solo il giorno prima avesse venduto cipolle e pomodori
all'angolo con la fifth Avenue.
“Bene Gene, in quanti round lo butterà giù allora? Fai come Alì
e dicci quanto ci vorrà! Quanti round ci metti a batterlo eh Gene?”
Era una trappola, ma Gene era troppo arrabbiato per accorgersene,
sorrise invece come se gli fosse stato fatto un complimento e disse :
“ Quattro round e lo mando al tappeto, ci potete scommettere tutti
i soldi che avete, e pure la pensione” e mostrò a Bernard il
dorso della mano con le quattro dita tese a schernirlo.
Era suo. Riflettè bernard, senza dare peso al gesto, era il momento
di colpire duro.
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“Ehi Gene!Ehi! Gene tu non riusciresti a durare cinque round sul
mio stesso ring nemmeno se ti reggessero in piedi. Scommetto che non
sei capace di reggere cinque round nemmeno a letto con tua moglie,
povera donna” Gli urlò bernard dal su parlatoio, provocando un
altra esplosione di risa convulse tra la folla.
Il viso di Gene passò dal bianco cadaverico al rosso lampone, uscì dal pulpito e si lanciò su di lui, travolgendo Yale e facendolo cadere giù dal palco gambe all'aria.
Bernard uscì dalla gabbia di legno e si mise in guardia preparandosi allo scontro, Gene gli stava addosso. Per un attimo si ersero l'uno di fronte all'altro senza muoversi, come se il tempo si fosse fermato.
Il viso di Gene passò dal bianco cadaverico al rosso lampone, uscì dal pulpito e si lanciò su di lui, travolgendo Yale e facendolo cadere giù dal palco gambe all'aria.
Bernard uscì dalla gabbia di legno e si mise in guardia preparandosi allo scontro, Gene gli stava addosso. Per un attimo si ersero l'uno di fronte all'altro senza muoversi, come se il tempo si fosse fermato.
Fu Gene a partire, sferrò un calcio all'altezza del ginocchio, Bernard lo schivò facilmente facendo un passetto indietro, gene continuo con una serie di pugni di poco fuori misura, che Bernard schivava con la testa, tenendosi ben lontano dal sinistro. Non aveva paura, ma era saggio non rischiare di incassare un pugno a mani nude una settimana prima dell'incontro.
Continuò ad indietreggiare schivando i pugni che arrivavano fino ad
arrivare al bordo del palco, al prossimo assalto avrebbe dovuto
saltare. Gene non gliene lasciò il tempo e si scagliò di peso
contro di lui, in una posa plastica che ricordava molto da vicino
superman. Un superman morto da qualche giorno.
Bernard si scostò sulla sinistra e afferrò il braccio,
strattonandolo per farlo cadere di sotto, poi con una mezza torsione
del busto invertì i ruoli e mise Gene sul bordo,lo spinse di sotto.
Gene gli si aggrappo alla camicia, trascinandolo a terra.
Finirono avvinghiati di sotto, rotolando. Gene gli morse la mano con
cui gli stringeva il collo, Bernard urlò per il dolore e dalla mano
inizio a scorrere copioso il sangue, sistemò un sinistro preciso
alla mascella, costringendolo a portarsi le mani alla faccia per
difenderla, non riuscì a metterci la forza che voleva, ma fu
sufficiente a liberarsi dalla presa. Scivolò ad un lato, tenendosi
la mano ferita e rimettendosi in piedi, pronto a continuare.
Murray e Marco arrivarono in quel preciso momento, ogniuno a difendere il proprio pugile e nel caso di Marco, anche il proprio migliore amico, mentre nel caso di Murray, solo a difendere un ottimo investimento.
Murray e Marco arrivarono in quel preciso momento, ogniuno a difendere il proprio pugile e nel caso di Marco, anche il proprio migliore amico, mentre nel caso di Murray, solo a difendere un ottimo investimento.
“Cosa cazzo fai idiota!” Gridò Murray a Bernard, indicando il
suo pugile “Hai paura dell'incontro e vuoi colpirlo adesso alla
sprovvista, eh pezzo di merda?” Bernard gli indicò la mano
sanguinante e il dito medio. “Fottiti Murray, ha cominciato lui,
non rifiuto mai un invito simile”
Gene si era rialzato sembrava contento di quello che era successo, e molto più rilassato : “cinque round duri sul ring, bastardo. vedrai come ti combino! ti raccoglieranno a pezzi per lo Hudson”
Gene si era rialzato sembrava contento di quello che era successo, e molto più rilassato : “cinque round duri sul ring, bastardo. vedrai come ti combino! ti raccoglieranno a pezzi per lo Hudson”
Era stata eretta un muro di cinta umano per dividerli, Bob Yale era
risalito sul palco,sul quale ormai stava da solo, la giacca bianca
era sgualcita e sporca per la caduta, aveva perso gli occhiali e
gridava nel suo microfono, inviperito-
: “ Bene ragazzi, la messa è finita, andate in pace fuori dalle
palle! Ah se becco quel Albert Gore, giuro che gli faccio mangiare il
suo taccuino di merda!” gettò a terra il microfono e si rivolse
alla security, un gruppo di ragazzi che dovevano pesare ad occhio e
croce un centinaio di chili a testa, che già erano occupati a tenere
distanti Bernard e Gene. “Portate fuori i due campioni grazie”
Uno degli scimmioni appoggio una mano sulla schiena di Bernard,
invitandolo a seguirlo, solo per toglierla dopo aver incrociato il
suo sguardo tagliente, “toglimi quella mano di dosso, ritardato,
non ho bisogno di essere accompagnato all'uscita da quando ho cinque
anni, levatevi dal cazzo”.
I gorilla quindi si limitarono a circondare lui e Marco come fossero
il presidente degli stati uniti e il suo vice e si diressero verso la
porta, uno confidò in un orecchio a Bernard : “ben fatto signor
Hopkins, dia una lezione a quello sbruffone giovedì”
e gli battè una mano sulla spalla.
Con la coda dell'occhio Marco Vide Mike uscire con tutta calma dalla
porta principale, nessuno si era accorto di niente, a parte forse il
vero inviato dello York Times, ma anche lui era stato troppo occupato
a preparare il suo pezzo per pensare a chi fosse quel collega che non
aveva mai visto prima in sede.
Fuori dall'hotel Marco e Bernard si sedettero sul marciapiede di
fronte, si diedero il cinque e scoppiarono a ridere fino alle lacrime
: “Ben fatto Ragazzo mio! Ben fatto! Abbiamo mezza vittoria in
tasca. Adesso sta tutto nelle mani di dio” Disse Marco. “Sarebbe
a dire nelle mie no?” Rispose bernard, indicandosi sollevando
entrambi i pollici all'altezza degli immensi pettorali e sollevando
un sopracciglio interrogativo.
Marco ricominciò a ridere : “Sei proprio un idiota” sghignazzò-
Marco ricominciò a ridere : “Sei proprio un idiota” sghignazzò-
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