giovedì 3 aprile 2014

Negro Act

Il job act è una roba che farebbe impallidire i faraoni egizi e gli imperatori romani, per com'è stato pensato, e non certo per la grandiosità delle idee.


Famo a capisse, come dicono a Roma, quando questo fantomatico job act entrerà in vigore nel 2015, i lavoratori potranno venire licenziati a piacimento, senza dover motivare minimamente un bel cazzo di niente?

Bello, mi piace molto, e mi piace molto il fatto che si stia discutendo del problema sbagliato. Perché il vero problema non è che in questo modo le tutele si riducono, tanto una generazione intera, la mia, quelle tutele
non le ha mai viste, ma che si getta una luce chiarificatrice sul futuro dell'industria e dell'economia Italiana.
Renzi, o chi per lui, ha mandato un messaggio chiarissimo agli “imprenditori” (aka latifondisti) Italiani. Il messaggio è, più o meno:

Potete continuare così, non importa quanto merdose siano le vostre aziende, quanto poco produttive siano, quanto poco siate capaci di stare sul mercato, qui in Italia, pur di non costringervi a cambiare un cazzo, siamo disposti anche a farli lavorare gratis, questi stronzi” 

Mi pare inutile puntualizzare che “questi stronzi” siamo tu e io. E gli altri. Non voglio certo mettermi a fare il piccolo Carletto Marx, ma effettivamente, posso notare una certa rottura nella società Italiana, dove una volta c'erano ricchi, classe media, proletari e poveri, ora ci sono solo due classi.

Schiavi con il bastone e negrieri. 

 
Cosa cazzo vuoi? Le ferie? Merdoso! Ecco il tuo assegno di disoccupazione!


E potrei capire un'operazione come questa se, nello stesso tempo, venisse data ai lavoratori l'opportunità di migliorare professionalmente, di acquisire nuove competenze. Capirei se fosse solo il modo con cui lo stato vuole mantenere a galla le imprese che hanno bisogno di essere modernizzate. Lo capirei, giuro. Capire la necessità di fare dei sacrifici per delle imprese che, quando finirà il ciclo di modernizzazione promettono di pagare di più (e con più diritti) i lavoratori.
Ma quello che vedo succedere è solamente l'ennesima riforma che si propone di ridurre la disoccupazione Italiana, tutte hanno avuto come unico comune denominatore il dover ridurre la disoccupazione e hanno ottenuto come risultato, ohibò! Aumentarla.

Ora signori miei, date un cacciavite a stella ad un orango e chiedetele di svitare una vite piatta per far cadere una banana dal tetto, la scimmia proverà un paio di volte e poi getterà via l'inutile arnese alla ricerca di qualcosa di più funzionale. Perché la scimmia è più pragmatica di Renzi. 



Orenzi espone al pubblico l'utilità della riforma.


Renzi è deciso a continuare a tentare di svitare un dato ottagonale con un cacciavite a stella. La tal cosa ci dice poco sul povero orango, ma tantissimo sul presidente del consiglio.

Se proprio volessimo essere buoni, dovremmo dire che l'Orenzi sta cercando nel posto sbagliato con le sue manine unte, e che se proprio volesse trovare il problema dell'Italia dovrebbe cercare nella scarsissima tendenza all'innovazione che si trova a qualsiasi livello del sistema, dai dipendenti semplici ai manager. 


E ovviamente lì è molto più difficile mettere le mani, perché prova un po' tu a mettere le mani in una realtà come le poste, dove i grandi managerz sono stati scelti tra i politici che hanno perso il posto, mentre i postini sono figli, cugini, nipoti, di altri postini.

"Sissignore, ci vorranno solo dodici settimane perché il suo pacco arrivi da Modena a Bologna."
E lo stesso vale per tutti.  Siamo circondati da imbecilli in posizioni di potere, che possono richiamare altri imbecilli a dare man forte, come in quella canzoncina, quella che, com'è che faceva?


"Un imbecille, si dondolava

  Sopra il filo di una ragnatela..." 


E dopo il primo imbecille al comando, arriva il secondo, perché un imbecille non sceglierà mai una persona competente, lo farebbe sfigurare troppo, è quasi costretto, poverino. Deve farsi aiutare da un altro imbecille.

"Due imbecilli si dondolavano
  sopra il filo..." Ma anche il secondo, cazzo! è un imbecille, e cosa volete che succeda? I due imbecilli precedenti scaricheranno su di lui tutti i compiti, sperando di aver risolto i loro problemi, ma il terzo imbecille assumerà una terza persona, pagata ovviamente meno, per fare le cose che avrebbero dovuto fare i primi due, e così via, fino a quando, nella parte più bassa della scala gerarchica troviamo il povero stronzo (Tm) che si smazza tutto il lavoro.

Perché è lui il filo che tiene su questi idioti.

Questo è anche il motivo per cui le società prendono quella tipica forma a cazzo di cane, dove l'unico che sa cosa bisognerebbe fare è quello che becca 700 euro in busta paga coCoPro.

E l'azienda dopo qualche tempo che va avanti lavorando così, scopre che non riesce a guadagnare abbastanza.  Oh oh oh! Chissà come mai questa cosa non mi sorprende. Ma è una vita che andiamo avanti a far sopravvivere cascine del 1300 proponendole all'estero come un modello da imitare, ma avevamo un'industria elettronica da fare invidia agli Usa e l'abbiamo disintegrata (De Benedetti, who else?)e abbiamo riempito il paese di azienducole minuscole, gestite alla cazzo di cane (non tutte, grazie a Dio, ma ne rimangono ben poche) dove il proprietario si sente Steve Jobs solo perché suo padre ha tirato su un'azienda, mentre lui la distrugge a furia di festini con troie e coca.

Ovviamente quei soldi devono saltar fuori da qualche parte, no? Secondo Renzi "da qualche parte" siamo noi. Schiavi per tre anni, rinnovabili, sostituibili. Carne da macello.

E questo è anche il motivo per cui non avremo (presumo) più un'industria complessa che faccia guadagnare decentemente i lavoratori, dopotutto perché buttarsi su imprese ad alto rischio (e alto guadagno) quando c'è una possibilità di carriera sicura come latifondista negriero?

Imparate il gospel.


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