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martedì 28 luglio 2015

La sanità e i malati immaginari

Stai male dici? E chi cazzo se ne frega! io tanto sono ricco. Poveraccio che non sei altro.


E finalmente trovo un po' di tempo da dedicarvi. So di essere stato lontano parecchio, ma università, pugilato e fidanzata possono essere una combinazione terrificante.

Stamattina ho ascoltato una trasmissione dove si parlava di taglia alla sanità, che non so voi, ma ricordo gli stessi discorsi fatti anche l'anno scorso, e l'anno prima, e l'anno prima ancora.

Dieci miliardi di euro in tre anni. 

Considerando che ne sono stati già tagliati 35 dal 2010 ad oggi, mi sembrano ottime intenzioni.

«Ma non saranno certo tagli lineari! Taglieremo solo gli sprechi!». E anche questa è una cosa che ho già sentito almeno dieci volte.

"Non stiamo tirando la cinghia! Abbiamo deciso di cominciare una dieta a base di pane duro e acqua."

Questa cosa che  «vogliamo solo fare efficienza» circola da vent'anni. Solo che quando la diceva Berlusconi era un cattivo fascista, ora che la dice Renzi sembra quasi una cosa interessante, utile.

Adesso, nessuno nega che nella sanità ci siano dei problemi, sopratutto nelle regioni del sud, ma è anche vero che è uno dei pochi ambiti dove, rispetto al resto del mondo siamo nella parte alta della classifica e spendiamo meno, con un servizio MIGLIORE.

Vogliamo fare efficienza? Okay, facciamola, i soldi che vengono risparmiati però, devono venire reinvestiti nella sanità stessa, in questo modo il sistema migliora ulteriormente.

Invece no, tagliamo alla sanità per poter togliere l'Imu.

Togliere l'imu, ve lo ricordo, è veramente l'ultima carta usata da qualsiasi governo in crisi, un po' come quando dici alla tua fidanzata:

«No amore, promesso, non guarderò più il culo di nessuna, mai!» 

Già mi vedo la scena. Un vecchietto, che chiameremo proprio così: «vecchietto rompicoglioni» va a ritirare la pensione tutto contento, quest'anno risparmierà i 700 euro dell'Imu, che è stata cancellata dal governo renzi. Che meraviglia!

A vecchietto rompicoglioni fa male un ginocchio, va dal medico, il medico non gli può prescrivere una tac al ginocchio perché il vecchietto di merda ha più di 65 anni, e si sa, a quell'età le giunture fanno male comunque, quindi se vuole può pagarsela da solo la tac, se proprio crede che sia necessaria.

 Dopotutto è vecchio, si sa che i vecchi sono tutti rotti.

L'anno scorso volevo provare a risolvere un problema alla caviglia che mi porto dietro da un paio d'anni, il medico mi ha prescritto una tac alla caviglia. L'appuntamento era a quattro mesi, manco troppo direte voi.
Poi il giorno prima hanno cominciato a chiamarmi perché si era rotta la macchina, e dovevano spostarmi l'appuntamento. Di qualche giorno direte voi, dopotutto eri il primo della lista, no?

Tre mesi. 

Tre mesi dopo, il giorno prima, mi chiamano per dirmi che la macchina è «oh oh oh!» rotta di nuovo, se volevo prendere un nuovo appuntamento, tra quattro mesi.

Gli ho detto che mi sarei tenuto la caviglia così. Ma capisco benissimo che sono costretti ad agire in questo modo, hanno poche risorse, sono state licenziate decine di migliaia di persone perché bisognava «fare efficienza» e immagino che un trauma cranico sia più importante di una caviglia malandata, ma non parlatemi di «efficienza» che m'incazzo.

Certo, puoi provare ad ottenere gli stessi risultati anche con meno risorse, a volte ci puoi anche riuscire, ma se cancelli dal sistema 35 miliardi di euro, col cazzo che puoi ottenere gli stessi risultati, sfido chiunque a dimostrarlo.

Ma la cosa che mi infastidisce di più è il motivo per cui si sta tagliando la sanità. Per abbassare le tasse sulla casa. La stessa tassa che viene tolta e reintrodotta ogni paio d'anni, sempre con la stessa motivazione elettorale.

Sul serio, abbiamo bisogno di qualcuno di decente là nella stanza dei bottoni. Perché capirei se dovessimo tirare la cinghia per tentare di ripagare il debito, un piano da 50 miliardi all'anno per vent'anni, un regalo alle prossime generazioni, fatto d'accordo tra destra e sinistra, per riuscire a liberarci dell'odioso fardello del debito e poter finalmente camminare sulle nostre gambe, senza paura di downgrade o altre stronzate.

Ma sarebbe, dal punto di vista elettorale, un suicidio, perché non sia mai che si tolga qualcosa per pianificare un futuro, togliamo piuttosto all'unica eccellenza italiana e finanziamo i palazzinari.

Vi faccio l'elenco delle «riforme» Renziane:

Ottanta euro: Esiste qualcosa di più pubblicitario di questo? Renzi vi offre due cene al mese per tutto l'anno. Ringraziatelo, merde. 

Jobs Act: Sgravi alle imprese che assumono in pianta «finta stabile» con corsa di tutti a licenziare e riassumere le stesse persone per ottenere gli sgravi fiscali. Grande successo.  Heil Heil mein Renzi.
Riforma della scuola: L'Europa impone di assumere centomila precari, annuncio della grande riforma che avrebbe "premiato la competenza". Le persone vengono assunte senza nessun concorso.  I premi competenza verranno decisi dal preside, a piacere.

Sanità: Togliamo dalla sanità e diamo ai palazzinari.

Adesso, a rischio di suonare demagogico e banale, mi chiedo, visto che la Tav è già fallita tra Spagna e Francia, perché non ripensiamo un attimo a dove diavolo stiamo mettendo i soldi?

Una linea ferroviaria che alla fine ci costerà più di dieci miliardi, quando esiste già una linea che collega i due estremi ed è assolutamente sottoutilizzata, Non si può cancellare quella, invece? E' come se, avessimo cento ospedali, ognuno con mille letti, okay? Di quei centomila posti ce ne fossero occupati quindicimila, e qualcuno arrivasse dicendo : "Eh no, ci sono troppi pochi posti in ospedale, dobbiamo costruirne un altro centinaio!"

" E dove li prendiamo i soldi?"

"Mah, togliamoli alle pensioni minime, che tanto sti cazzo di pensionati prima o poi devono schiattare uguale"


Ecco.

Kurdt

P.s.: Sono assolutamente favorevole al treno, sono contro solo ad una linea che ha un costo dieci volte superiore al prezzo di mercato pagato per le stesse linee in altre nazioni. 




domenica 17 maggio 2015

2015 odissea nella scuola

E poi al loro compito in classe cazziano l'alunno appena gira la testa.


Ho un ricordo indelebile della prima volta che sono entrato a scuola come insegnante. Il vicepreside mi accoglie nel suo ufficio, chiude le serrande, si siede di fronte a me, mi da uno schiaffo e dice:

"La prima regola del club della scuola è che non si parla del club della scuola."

«E la seconda?» Chiedo ingenuamente.


La seconda è che gli insegnanti sono tutti bravissimi, non importa quello che pensano gli altri. Non importa che non sappiano contare fino a dieci.
Tu dovrai sempre aiutare un collega in difficoltà.

«Anche se sbaglia?»
E anche se fosse? I colleghi che sbagliano diventano meno colleghi? Testa di cazzo!" E paff, un altro sganassone.

Noi lottiamo per un bene maggiore, amico mio. Lottiamo per conquistare il mondo.
Lo guardo stupito per tanta audacia, c'era della visione, in tutto questo.

«E come farete a conquistare il mondo?»

«A colpi di ricorsi dell' Anief» Dice lui, guardando fuori dalla finestra e sorridendo al paesaggio.

«Le serrande sono chiuse, imbecille» Gli dico.

Lui continua imperterrito a guardare.
 Il mondo della scuola è un pantano terrificante, decine di governi lo hanno usato solo per mungere voti. Per ottenerli hanno tentato di far contenti tutti, fregandosene di quello che si lasciavano alle spalle. Risultato? Una scuola che sfornava eccellenza ora è ridotta ad essere a malapena mediocre.

Non ho partecipato allo sciopero di qualche giorno fa, l'unico in tutta la scuola, perché penso che la scuola com'è adesso faccia schifo e debba essere modificata profondamente, anche al rischio di scontentare molti. La scuola deve tornare ad essere un luogo di cultura. Non un lavorificio per incapaci.

Molti di voi si staranno chiedendo come mai gli insegnanti siano in fibrillazione per questa riforma, visto che ci son state altre riforme e nessuno s'è mosso così tanto.

 Bene, tenterò di spiegarvelo in parole semplici.

Il primo problema è legato alla chiusura di una grande lista chiamata Gae (graduatoria ad esaurimento) dove sono stipati in paziente attesa centinaia di migliaia di docenti in attesa di avere il ruolo. Cosa succede? Se chiudono la lista, assumendo la prima parte di quelli in attesa, gli altri potranno entrare solo tramite concorso. E dal mio punto di vista questo è un errore, quelli che sono in graduatoria dopo aver passato un concorso, dovrebbero poter essere assunti.
Per gli altri, concorso.

(Concorso? Ahhhhh! Il male! Come osano!)
Il secondo problema sono le ferie e l'alternanza scuola lavoro. Molti docenti si sono abituati ad avere l'estate completamente libera e non vedono di buon occhio i corsi di aggiornamento. Altri sarebbero d'accordo nel modificare la data delle ferie (assieme a tutto il calendario scolastico). Se ne dovrebbe discutere.

Il terzo (e fondamentale) punto, riguarda la valutazione dell'operato dei docenti. Per il governo sarebbe un compito del dirigente che potrebbe valutare i singoli insegnanti e decidere di eventuali «premi produttività». Sono in disaccordo anche su questo. Il preside dovrebbe fare il preside, la valutazione, sacrosanta, dovrebbe venire da enti certificatori esterni.

Dove sono i vecchi osservatori del ministero? Una volta erano parecchi e potevano comparire in classe in ogni momento.

Si può anche usare l'Invalsi (altra bestia nera dei docenti) come strumento di valutazione dei docenti. Come? Si prende una classe che mantenga lo stesso insegnante per tutti e cinque gli anni, si somministrano i test tre volte all'anno, per cinque anni, quindi si va a vedere la modificazione delle competenze della classe nei 5 anni.

Se la classe è migliorata (rispetto a se stessa) in percentuale sufficiente, allora il docente ha fatto un buon lavoro, in caso contrario, no.Così si evita anche di paragonare scuole «ricche» a scuole «povere», si paragonano gli studenti a se stessi.
E posso assicurarvi già da subito che la maggior parte dei docenti sarà contrario ad una cosa del genere, del resto la data dello sciopero non è stata mica scelta a casa. L'hanno scelta per boicottare l'Invalsi.

Ma non crediate che sarebbe diverso con un metodo diverso di valutazione eh. Gli insegnanti (molti) semplicemente non vogliono essere valutati da nessuno. Tutti bravi. Tutti, nessuno escluso. Tutti meritevoli di plauso e lodi, anzi, più soldi!

Giusto ieri ho assistito ad una scena da brividi. Una collega cercava di convincere una bambina che una linea retta (lato di un quadrato, unità di lunghezza) fosse un metro quadrato. La bambina, grazie a Dio, sapeva di cosa stava parlando e ribatteva che il metro quadrato è un' unità di superficie, quindi non poteva essere quella retta. Alla fine dmeritevoliella lezione sono andato a dire alla bimba che «ehi, avevi ragione, il metro quadrato è quello che dicevi tu»  per evitare di farla crescere completamente rincoglionita.

Un altro spiegava ai bambini che nello spazio : «Non esistono i colori, perché il colore non si propaga nello spazio, ma viene creato solo nell'atmosfera»

Parafrasando Alien: «Nello spazio nessuno può sentirti disegnare»

Secondo un'altra l'imperativo di dire è... DICI-TU.

Ripetete con me: «Dici, TU!»


Tutti bravi eh, ma se venissero valutati sulle competenze (senza parlare della didattica) verrebbero bocciati a grappoli e non staremmo perdendo granché. Anche per colpa loro la figura del docente è stata svilita così tanto negli anni.

Ancora, rimane un punto importante da discutere. Gli insegnanti di sostegno. Fino ad ora il sostegno è stato visto come un insegnante tuttofare.

Prendilo, spostalo, fagli fare una supplenza qua, dagli un autistico, fai una piroetta, ora un ipercinetico, quindi un Adhd e chiudiamo in bellezza, aiuta un dislessico.


Il governo, nella persona di Faraoni, ha detto che gli insegnanti di sostegno dovrebbero avere un percorso diverso rispetto agli insegnanti curricolari e non dovrebbe essere permesso il passaggio tra le due categorie.

PERFETTAMENTE D'ACCORDO. Per com'è ora il sostegno viene visto solo come «trampolino di lancio» per arrivare alla cattedra di classe, gli handicappati in fondo, sono un fine, mica uno scopo. E lo dico dopo aver appena passato la selezione per il Tfa di sostegno (173 ammessi su 1022 iscritti)

Insegnare sostegno è una vocazione, ed è vero che non dovrebbe essere permesso ottenere la cattedra in sostegno e poi fare il salto sul posto comune. Troppo facile così, amico.
Poi è stato proposto di far specializzare ulteriormente l'insegnante di sostegno a seconda del tipo di deficit sul quale andrà ad operare.

Avremmo, in questo modo, un insegnante che lavora con gli autistici
preparato su quel deficit particolare e uno che lavora con gli Adhd che sa come comportarsi. Vi sembra così sbagliato? Personalmente mi sembra perfetto, dopotutto la professionalità significa maggiore specializzazione.

E maggiore specializzazione significa maggiori stipendi. Non era quello che volevate?
Perché è vero che in Australia gli insegnanti prendono 75.000$ l'anno, ma è anche vero che sono di un livello incomparabile rispetto alla maggior parte dei nostri.

 Insomma, possiamo lamentarci, il Ddl sicuramente deve essere migliorato, il preside non deve poter chiamare le persone che preferisce, i concorsi devono essere fatti bene ed i posti devono essere disponibili e non solo immaginari.

Ma non possiamo continuare così. Pena la scomparsa del paese dall'elenco dei paesi sviluppati. E smettiamola di lamentarci, se non ci sta bene PROPONIAMO NOI metodi per cambiare la scuola in meglio. Metodi che risolvano i seguenti problemi.

1)Preparazione dei docenti
2) Costo della scuola
3) Troppi precari

E no, assumere tutti a caso, non è una soluzione.



Kurdt

domenica 2 novembre 2014

Leopolda 2020




La stazione spaziale «Leopolda» chiamata così in onore della stazione di Firenze è finalmente in orbita attorno al pianeta, e quest'anno la classica riunione della classe dirigente italiana, si terrà li, tra le stelle. 

«Stelle tra le stelle»  titola il corriere della sera, unico giornale a poter seguire questa grande occasione di democrazia diretta.

Matteo Renzi, in tuta da astronauta, saluta il pubblico prima della partenza, poi la navetta spaziale «Finmeccanica 006» parte fra gli applausi del pubblico presente allo spazioporto.

Assieme a renzi partono anche tutti i ministri del governo (sei maschi e sei femmine, scelti a caso dalla popolazione con reddito superiore ai 300.000 euro) e una misteriosa cassa di due metri per due. Tutto verrà trasmesso in collegamento diretto.
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Lo schermo da 600 pollici che giganteggia al centro della stazione «leopolda» originale, si accende con un frizzo, facendo scattare un applauso immediato di tutto il pubblico.
«E forza Renzi! Daje! Spaccagli le gambe a questi comunisti de merda!» sono alcuni dei commenti strillati. Seicentonovantanove finanzieri e commendatori sono assiepati gomito a gomito, entusiasti di poter ascoltare i nuovi piani del governo per ridare linfa alla libera impresa italiana.

Il generale Tremazze accanto al commendator Cazzoni, il sindacalista corrotto schiavetti, seduto subito prima dell'avvocato Pecorelli. La crema della crema era tutta li, bramante parole liberiste. Parole nuove. Ma non troppo.

Fuori dalla sala, uno sparuto manipolo di coraggiosi affrontava il freddo, esponendo cartelli con su scritto
«Renzi merda». Cartelli che nessuna tv avrebbe mai ripreso. Il "Like or dislike Renzi Act" ha reso illegali tutte le manifestazioni di protesta contro Renzi, i manifestanti riceveranno una sana dose di manganellate, dodici a testa, per la precisione.

Un immagine appare sullo schermo.  Un Renzi sorridente e con la sua camicia bianca d'ordinanza saluta il pubblico, fluttuando nel vuoto cosmico.

«Buongiorno cari colleghi!Che bellezza vedervi tutti li, nello stesso posto che ci ha portato così in alto! Sembrate quasi esseri umani, visti da qui»

"Ma non ci siamo riuniti qui per darci delle pacche sulle spalle (si arrotola i polsini della giacca), ma per portare una vera aria di rinnovamento e buone notizie per tutti voi. Tutti sappiamo che l'Italia di questi tempi non se la passa benissimo, il nostro debito pubblico ormai ha raggiunto il 245%, e tutti sappiamo che non è una bella cosa, ma del resto, come avremmo potuto farvi rimanere ricchi senza impoverire qualcun'altro? Dopotutto se tutti siamo in debito, nessuno è in debito, no?»

Ululati di approvazione alla Leopolda, la Brumbilla inizia un intenso rapporto sessuale con il general Spacconi nella cocainica euforia generale. Tutti i presenti fanno cerchio attorno a loro, innaffiandoli di champagne e caviale.

«Boni, state boni» Insiste Renzi. «Sappiamo tutti che, se lasciamo andare la barca ulteriormente a fondo, il rischio e che anche le cabine di prima classe finiscano sotto il livello di galleggiamento, non ci son santi che tengano» 

Un «ohhhhhhhhh!» stupito pervade la sala. Nessuno saprebbe cosa fare nel caso di fallimento dello stato. Nessuno ha mai lavorato in vita sua. Il terrore si diffonde come un perfido ragnetto sulle facce dei presenti.

«Ma non temete, ci sono qua io!» Sorride Renzi, allargando le braccia «non dovete temere nulla, perché ho trovato il modo per risolvere tutti i vostri problemi in un sol colpo e senza problemi né per l'economia né per le nostre fabbriche, ho preparato un piano. Si chiamerà il No more Rights Act»

«E che vor'di?» Sibila la contessa Sti Cazzis, abbrancando il suo chiwawa.

"Visti  i contenuti, avevo anche pensato di chiamarlo «Buttajelo ner' culo act» però poi c'ho pensato, e voi capite, non possiamo fare brutta figura con i partner internazionali.La forma è importante.
 Il punto fermo di questo pacchetto di leggi parte dal presupposto che che ci sono ancora troppi diritti in questo paese. libertà di parola, di sciopero, manco fossimo in unione sovietica.
 Questi sono i cambiamenti principali che faremo." :

1) D'ora in poi non si potrà più scioperare. Le uniche manifestazioni consentite saranno quelle di elogio dell'opinione pubblica e del proprio datore di lavoro. 

2) Il contratto di lavoro passa da «pagato uno sputo e due rutti» a «frusta e calci in culo» perché non è giusto che qualcuno abbia diritti e qualcun'altro no. Noi vogliamo l'uguaglianza. Nessun diritto. Per tutti. E le donne incinte verranno licenziate per legge.

C'è anche una svolta tecnologica! che non si dica che siamo contrari al rinnovamento. D'ora in poi tutti i lavoratori italiani saranno dotati di Gps, che, fuso con la loro calotta cranica, ci permetterà di sapere in ogni momento dove si trovano.

"Nel momento in cui qualcuno osasse superare il confine, il gps esploderebbe, rendendo poco appetibile l'idea di emigrare.»

Urla di approvazione.

«Ma la vera innovazione è qualcosa che unisce alla nostra grande tradizione, una sostanziale innovazione. (Renzi si avvicina, fluttuando, alla scatola ancorata dietro di lui. E' coperta da un panno, al suo interno si possono udire rantoli e strepiti.  Con un gesto Renzi toglie il panno, rivelando una decina di esseri umani ammassati l'uno sull'altro.

«Ecco la nostra innovazione!» Strilla con un acuto da cantante lirica. «Prima c'era il mercato del lavoro, dove  c'era questa cosa fastidiosa del dover pagare queste persone per farle lavorare. Adesso tutto questo non c'è più, d'ora in poi ci sarà solo il mercato dei lavoratori."

«Guardateli quanto sono belli! Sprizzano salute da tutti i pori, per ora. I nostri esperti al ministero ci hanno garantito che hanno un periodo di funzionamento di almeno trent'anni»

Una voce si fa spazio dalla stazione Leopolda, è Giannizzoni, cavaliere del lavoro :

«Eh, si fa presto a dire trent'anni, ma i costi di mantenimento? Quanto ci costano poi al giorno? E se si rompono?»

«Di questo non dovete preoccuparvi, abbiamo calcolato che al massimo vi costeranno due piatti di lenticchie al giorno, tre se devono fare un lavoro intellettuale tipo premere ripetutamente un pulsante. Quando si guastano, beh, abbiamo inventato un sistema che unisce l'utile al dilettevole» 

«Cioè

«Li gettiamo in un'arena comune e liberiamo un leone per ogni dieci lavoratori guasti. Se vince il leone, abbiamo risolto il problema, se invece vincono i lavoratori, li premiamo con una ciotola di riso e due settimane di riposo. E poi di nuovo in fabbrica. Meritocratico, isn't it?» 

Mugolio d'approvazione dalla sala.

E il Pil s'impennerà, vedrete voi cari signori, come s'impennerà! Come potete constatare, l'operazione che vi propongo, incarna alla perfezione la natura della nostra meravigliosa Italia, unendo l'antica tradizione Romana alle nuove tecnologie.

"E le radici cristiane?" Chiedono due preti pedofili dal fondo della sala.

"Le radici cristiane?" Abbiamo deciso che era il momento di darci un taglio con tutte quelle cazzate di "ama il tuo prossimo come te stesso" e " gli ultimi saranno i primi". D'ora in poi il messaggio ufficiale della chiesa sarà: 

"I primi saranno i primi, gli ultimi, che si fottano."


"Grazie dell'attenzione cari signori, ci vediamo l'anno prossimo"

Fine delle trasmissioni. 

Kurdt

Nota: Avevo già scritto qualcosa su renzi in passato, e anche sul "job act" in maniera più ragionata, non volevo ripetermi. 

sabato 6 settembre 2014

La riforma della scuola II

E riprendiamo dove avevamo lasciato. La riforma della scuola. Vi ho già detto quello che penso della situazione attuale, rimane ancora da parlare di quella che è invece, la proposta per migliorarla proposta dal governo attuale.

La prima proposta è quella di stabilizzare almeno una parte di quelle persone che stanno in "lista d'attesa", ovvero 100.000 insegnanti su 400.000. Questa proposta mi trova d'accordo, è ora di finirla con insegnanti che fanno avanti e indietro dalle scuole cercando di avere abbastanza punti per ottenere una cattedra annuale. Quindi, okay, diciamo che siamo tutti d'accordo che assumere gli insegnanti che ci servono sia una buona idea, come vuole sceglierli il governo? Dopotutto si tratta di una scelta che lascerà a casa definitivamente 300.000 potenziali insegnanti. Non è ancora stato fatto trapelare niente, ma pare che si procederà a immettere in ruolo persone seguendo la solita trafila della graduatoria, che, per chi non lo sapesse, significa che chi c'è da più tempo sta dentro. Bravo o non bravo. Sono i vantaggi dell'essere nato poco dopo la guerra, baby.

Questo significherebbe, in soldoni:

1) Aumentare ancora di più l'età media degli insegnanti, se prendi quelli che hanno un punteggio "più alto" in graduatoria, sono più vecchi, e automaticamente hai eliminato quelli giovani.  E l'età media s'impenna.

2) Ancora nessuna valutazione della competenza, insegnanti preparati e pessimi tutti nello stesso gruppo.

3) Nessuna differenza di stipendio fra bravi e non bravi. Tutti uguali, pagati uguale, non sia mai.

La seconda parte della riforma riguardava la proposta appunto, di pagare di più quelli più bravi. Peccato che come al solito i superuber tecnici del ministero si siano arenati sullo scoglio del "come cazzo facciamo a distinguere?" arrivando alla geniale conclusione che tutti ci aspettavamo:

"la competenza verrà valutata a seconda di... quante ore lavorerete! Chi lavora di più, merita di più e verrà pagato, ovviamente, di più."

Sapete qual è la differenza fra un buon insegnante e uno pessimo? Quello pessimo finisce le proprie lezioni sempre fresco come una rosa, tranquillo e pacifico. Non si sforza granché, dopotutto...

Tanto il mio stipendio lo prendo lo stesso, alla fine del mese. 

Ed è vero. Il suo stipendio, alla fine del mese, sarà esattamente lo stesso del suo collega che invece si è dannato l'anima per ottenere risultati. Sicuramente nell'ordine supremo delle cose, quello bravo ha portato un miglioramento, mentre quello cattivo, no, ma in tasca, ehi amico, che te ne fai del denaro? Sterco del demonio!

Due sono le campanelle d'allarme che devono farvi sospettare di trovarvi di fronte ad un cattivo insegnante, la prima è l'insistere costantemente sull'importanza dell' esperienza.

I.C.E. (insegnante con esperienza) "Vuoi inserire l'uso degli ebook a scuola? Si vede che non conosci il mondo della scuola! Non funzionerebbe mai, non vedi quanti problemi hanno già con il registro elettronico?"

I.o. (Io) : Amico, farebbe risparmiare alle famiglie un sacco di soldi, alla fine quello che fanno le case editrici è semplicemente ristampare le stesse versioni mille volte, aggiungendoci tre parole e facendo pagare il prezzo pieno. 

ICE: Eh! Ma gli E-ridèr si perdono! Costano un sacco di soldi! E poi non li sanno usare, ti pare che possiamo ricomprarli per tutti, ogni anno? Si vede che non conosci i bambini eh! 

I.o : dunque, se è per questo perdono tranquillamente anche i libri di carta, ma in ogni caso, prima o poi dovranno imparare a non perdere le proprie cose, o no? E no, non costa un sacco di soldi, ormai con 50 euro hai un lettore nuovo, guarda, l'ho comprato ieri. 

I.C.E. " Ma cosa! L'iPOP costa cinquecento euro! Adesso arrivi tu e mi dici che costa cinquanta euro! Perché non ti metti a vendere iPop in giro allora, eh! Il nostro geniaccio! Si vede proprio che ti manca l'esperienza in questo campo eh! Magari adesso dirai che questo registro elettronico serve pure eh!"

I.o. "..." 

E vi assicuro che sono dialoghi realmente avvenuti. Il punto è che si parla di "esperienza" e "anzianità" come se entrambe dovessero significare una qualche miglioria delle capacità solo per la loro presenza. Io non ho niente contro l'esperienza, anzi! Sono convinto che senza esperienza non ci sia possibilità di miglioramento, ma esperienza significa che esista il desiderio di apprendere e imparare nuove strategie per compiere lo stesso lavoro con minor fatica.

Conosco parecchi insegnanti old school che hanno sempre da ridire sui metodi d'insegnamento moderni, ai loro tempi era molto più facile prendere la testa del bambino e sbatterla al muro, altro che fregnacce di pedagogia infantile.

La seconda affermazione che dovrebbe farvi rizzare le antenne sulle capacità di un insegnante è la reticenza alla valutazione. A nessuno piace essere valutato, questa è una cosa nota, eppure in linea di massima gli insegnanti sono tutti d'accordo nel dire che,  i voti sono necessari a scuola, eppure si rifiutano categoricamente di venire valutati.

A quanto pare sarebbe troppo difficile valutare un insegnante,  ci sono troppe variabili, e poi come si fa a capire se sa insegnare o no? Uh? Impossibile! Pagare di più quelli che ottengono valutazioni migliori? Ma quando mai! Non avete esperienza, non capite.

E allora non valutiamo nessuno, in questo modo gli insegnanti sono tutti bravi, e ci sono intere classi lasciate in mano a gente a cui non affiderei neppure un albero di mele.

E vi assicuro che di insegnanti incapaci ne ho avuto una folta schiera. Ho fatto elementari e medie in un paesello del cazzo in Sardegna, ero il migliore della classe. Per fare le superiori mi sono trasferito in Umbria, a Spoleto, è stato un trauma terribile scoprire che non mi era stato insegnato un cazzo. I primi mesi sembravo un ritardato, parlavano di cose che non avevo mai sentito nominare, gli insiemi?  Il massimo che avevamo fatto noi erano le moltiplicazioni con la virgola! Mi ci sono voluti sei mesi per rimettermi a paro con la classe, ma vi assicuro che fu un trauma positivo. Gli insegnanti di mia sorella insegnavano a fare il caffè ai ragazzi, ma proprio come progetto eh, mica cazzi.

Sicuramente vi servirà più questo che l'inglese, ragazzi. Il mio con due cucchiaini di zucchero, grazie. 

La mia insegnante di francese passava il tempo a collezionare punti della spesa, chiedeva persino agli alunni di portarglieli da casa, cosa che ovviamente veniva fatto sperando in una sorta di clemenza. Ore intere di lezione dedicate alla compravendita dei punti della ferrero, crai, upim e compagnia bella. E ovviamente la classe si divertiva a non fare un cazzo, erano felicissimi dell'ora di francese, Dio santo.

Quindi io so per esperienza che c'è necessità di un controllo, sono convinto che anche il ministero se ne rende conto, se ne rende conto almeno da vent'anni, basta guardare i progetti di riforma che sono stati proposti nel corso degli anni. Tutti, siano stati la Gelmini, Berlinguer, Monti, o persino la Moratti, hanno proposto riforme della scuola che contemplavano una valutazione dell'operato del corpo docente. Risultato?

Mobilitiamoci! Sciopero! Rivolta! Ma chi sono loro per valutarci! Noi siamo tutti bravii! 

Nel 2012 c'è stato un interessante esperimento, un concorso abilitante che avrebbe dovuto fare assumere un certo numero d'insegnanti in maniera diretta, non tramite graduatoria, ma tramite prova delle competenze. Ovviamente un sacco d'insegnanti attualmente in lista d'attesa lo hanno provato, risultato?

Alla prima prova (dei semplicissimi test di logica elementare) tre quarti di quelli che provavano non hanno raggiunto il punteggio minimo per passare alla seconda prova.

Più del 70% dei docenti non è capace di risolvere piccole questioni logiche elementari, che razza di educazione volete che diano? Una redattrice di una famosa rivista online rivolta alla scuola (che evito di citare per trovarmi il blog chiuso e uno stuolo di pasionarias sotto casa) si era presentata anche lei per partecipare, risultato? Bocciata clamorosamente. Sulla rivista sono partite immediatamente delle accuse a questo " sistema a quiz"  che era evidentemente fallato, se non permetteva a delle persone con una preparazione trentennale di passare.

A nessuno, chiaramente era sorto il dubbio che fosse la loro preparazione trentennale, ad essere sbagliata.

Al secondo punto la riforma, cerca di allungare l'orario di insegnamento, portandolo a 36 ore. Ora, se con trentasei ore, intendono 36 ore di lezione alla settimana, beh, devono essere impazziti, nessun essere umano riuscirebbe a fare trentasei ore di lezione frontale senza esaurirsi completamente in meno di un anno.

Se invece intendono includere in quelle ore anche il lavoro che viene svolto dagli insegnanti come "extra"   come la preparazione dei compiti in classe, correzione dei compiti, incontri con genitori e altri insegnanti, eccetera eccetera eccetera, allora potete scommettere che qualsiasi insegnante sarà entusiasta. Sarebbe il modo di rispondere finalmente a quelli che si lamentano di quanto "a scuola si lavori poco" e di quanto "siano fannulloni e protetti gli insegnanti".

In conclusione, come al solito, incrociamo le dita.

Prima di concludere mi piacerebbe aggiungere due parole sul fenomeno delle "scuole paritarie e parificate" ovvero tutto quel sottobosco di scuole cattoliche e non che pretendono di avere la stessa validità di una scuola pubblica. Queste scuole ogni anno chiedono contributi allo stato per continuare ad offrire il loro "servizio" nel nome della libertà di scelta, ma alla fin dei conti sono solamente dei posti dove gli insegnanti vengono sfruttati, sottopagati (o non pagati per nulla) e i genitori vengono strizzati come limoni, con la promessa che avranno un' educazione superiore, voglio dire, stanno pagando, dopotutto, no?

La verità è che, no, in linea di massima la qualità delle scuole private è penosa, alle superiori è semplicemente un diplomificio dove non si boccia nessuno, neppure fosse il peggiore idiota della storia, alle elementari, quando si parla di scuola cattolica, l'obbiettivo imperante è appunto, la religione. Lezioni tenute da suore, genitori che desiderano che il bambino venga educato alla religione e ai suoi valori, preghierine del mattino, cristi ovunque, anche sulle stampanti, e chi più ne ha più ne metta.

E insegnanti sottopagati.

Ho fatto un colloquio con una scuola paritaria cattolica a Milano, mi hanno offerto 800 euro al mese per lavorare con due ragazzi con particolari disabilità (un Adhd e un autistico) oltre ad aiutare la docente della classe. Vale ottocento euro questo lavoro? Perché se vale ottocento euro c'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutta la faccenda.


Vale ottocento euro perché scuole come questa sanno che, quando qualcuno rifiuta possono sempre andare a cercare nel profondissimo pozzo dei disoccupati per trovare qualcun altro che accetti, perché "da punteggio"  o perché "in fondo son sempre soldi!".

La verità è che accettare offerte del genere è una roba che rende schiavi, perché visto che "tanto qualcuno accetterà comunque" i presidi e compagnia assumeranno gente gratis perché tanto, sopratutto al sud, fare punteggio sembra diventata un' ottima motivazione per lavorare gratis. Gratis cazzo.

C'è gente che lavora per anni gratis sperando di fare abbastanza punteggio per entrare in una scuola pubblica. Benissimo, se immettono in ruolo tutti quelli che servono nella pubblica ed eliminano il fenomeno delle supplenze, cari mei, ve lo spiego con un' immagine semplice, per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali :



SIETE INCULATI




Perché se lo state facendo per il punteggio, considerate che ci sono persone che insegnano da trentacinque anni e ancora non hanno ricevuto il ruolo, quelle persone saranno sempre di fronte a voi in graduatoria, anche se avete deciso di farvi inculare per cinque anni, e sapete una cosa? Ve lo meritate! Se decidete di farvi sfruttare il minimo che spero è che vi inculino sonoramente, perché ve lo meritate, cari miei, il vostro lavorare gratis svilisce anche me, e mi costringe ad incontrare persone che non si vergognano di proporlo. Si chiama dumping, e riduce la società ad un merdaio schiavista.

E se rimarrete senza lavoro dopo aver regalato anni della vostra vita a qualcuno che se ne fotte se crepate di fame, io godo, perché evidentemente siete troppo stupidi per capire un concetto che vostro nonno con la terza elementare capiva benissimo. Se lavori senza essere pagato, o sei pagato così poco che a malapena ti paghi vitto e alloggio, allora sei uno schiavo. 
Vostro nonno lo sapeva benissimo,cosa significava essere schiavi, infatti ha lottato per cambiare le cose. Mentre voi con le vostre lauree in scienze della banana arrostita state disintegrando il sacrificio di migliaia di persone, che credevano davvero che potesse fare la differenza. 

Pensateci prima di accettare lavori di merda,  per due lire e con condizioni ridicole. Perché le vostre azioni hanno ripercussioni a livello sociale, non solo a livello individuale. Senza considerare che non ci sarà sempre mamma a pararvi il culo e a permettervi di lavorare aggratiss, prima o poi dovrete pagarvelo voi l'affitto, e quando arriverà quel momento, vi renderete conto che con il vostro comportamento vi siete fottuti, perché come voi avete accettato lavori sottopagati, lo hanno oh oh oh! fatto anche altri, che hanno ulteriormente abbassato il livello delle paghe, c'è persino un accumulo di idioti che sentite un po', paga per lavorare! 

Gente che per lavorare si paga tutti i mezzi per arrivare e il pranzo, che in pratica va sotto di 200 euro al mese perché  "fa curriculum". 

Ma quando avrete bisogno di mangiare, sapete dove potete ficcarvelo il vostro curriculum?

Kurdt





















sabato 30 agosto 2014

La riforma della scuola




Qualche giorno fa il primo ministro ha deciso che bisognava tirare fuori una riforma della scuola. L'ennesima riforma della scuola che si propone come obbiettivo quello di migliorare una situazione che effettivamente è vergognosa e indegna di un paese "industrializzato" (per ora).

Ma se poi andiamo a vedere nel dettaglio quali sono i problemi della scuola, cosa troviamo? Andiamo per ordine di gravità, innanzitutto il problema principale è sicuramente la carenza di docenti preparati. La scuola italiana manca di figure che sappiano quello che stanno facendo. Prendiamo gli insegnanti d'inglese come metro di paragone (ma la questione vale per tutti).
Per le scuole elementari l'insegnante d'inglese dovrebbe, in linea teorica, possedere almeno un diploma Cambridge B2 o equivalente, che, per quanto abbastanza sottodimensionato, può comunque essere un punto di partenza (il b2 non è granché, rimane il fatto che potrebbe essere sufficiente a dare delle basi agli studenti). Ma, visto che c'è carenza d'insegnanti preparati, il ministero ha pensato bene di permettere l'insegnamento anche a quelle persone che, pur non avendo nessuna qualifica standard, avessero frequentato un corso di 150/500 ore tenuto da insegnanti qualificati, con un test finale fatto apposta per far passare tutti.

Immaginatevi quante pesone si sono ritrovate a frequentare questi corsi, solo per poter essere qualificati ad insegnare. Schiere di insegnanti che spesso e volentieri hanno frequentato i corsi senza nessun interesse, con, come unico obbiettivo, avere "il pezzo di carta" che gli avrebbe fatti salire in graduatoria.

L'anno scorso mi sono ritrovato a fare l'insegnante per un anno in una scuola disagiata del milanese, l'insegnamento della lingua era affidato a delle persone che, per quanto volenterose (eccellenti insegnanti ), non avrebbero saputo sostenere una conversazione basica, non avrebbero mai potuto insegnare niente di più delle solite quattro cazzate sull'ora, il tempo, i numeri. E

Le solite quattro cazzate che vengono insegnate, ogni volta, all'inizio di ogni ciclo, sia esso elementare, intermedio, o superiore.

"How are you?"

"Fine Thanks"

"What's the time"

"Blablabla o clock'"

"And what are you going to do tomorrow?"

"Tomorrow is friday, eleven o' clock" 


"Uh? Okay, what the hell are you going to do tomorrow at eleven? 

"I do not understand" 

"..." 

La riforma dice che bisogna potenziare lo studio dell'inglese e dell'informatica, bella cosa, sono vent'anni che rompono i coglioni con questa storia, e in linea di massima siamo tutti d'accordo, ma se non hai docenti preparati, come fai?

Il problema insomma, as usual, non è "cosa?" ma "come?". Porterò un altro esempio pratico, per rendere meglio l'idea. Sono state acquistati un sacco di robe chiamate  "Lim" ovvero "Lavagna Interattiva Multimediale" uno strumento eccellente che permette di preparare lezioni interattive, ebbene, sono usate pochissimo, da pochissimi insegnanti innovativi, mentre una parte sostanziale del corpo docente preferisce ancora la cara vecchia (e noiosa, di solito) lezione frontale. Ora, l'anno scorso sono riuscito ad usarla poco anche io, ne avevamo una sola per tutta la scuola, e le chiavi erano affidate ad un insegnante, fatto sta che per trovare quell'insegnante, prendere le chiavi, sperare che fosse libera (e di solito, lo era) facevi prima a preparare una lezione interessante per i fatti tuoi, pagando, ovviamente tutto il materiale di tasca tua.

E puoi fare anche dei corsi d'aggiornamento obbligatori per l'uso della lavagna elettronica, se un tizio di cinquant'anni non vuole imparare ad usarla perché secondo lui è meglio il buon libro di carta, quello non imparerà nulla, nemmeno ad accenderla.

Anche se suppongo che questo sia un problema senza tempo.

"Salve Maestro Shagalith, hai visto la nuova riforma della scuola? D'ora in poi basta tavole di bronzo! D'ora in avanti nelle nostre Zigurat ci saranno solamente grandi papiri, ma ci pensa ai vantaggi? Pesano meno, possiamo lasciarli portare ai nostri ragazzi a casa,  così mentre aiutano il padre a costruire il proprio giardino pensile possano studiare la nascita di Ishtar!" 

"Caro Hammurabi, io credo che tu stia sottovalutando l'utilità delle nostre care vecchie tavole di bronzo! Ora, io non dico di tornare alla pittura rupestre, anche se aveva il suo fascino, però non puoi negare che le tavole di bronzo sono indistruttibili! E poi l'odore dello scalpello appena forgiato e insostituibile" 

"Ma Shagalith, risparmieremmo 20 tonnellate di bronzo per ziguratt, ci pensi? Con tutto quel  bronzo possiamo costruire almeno altre venti ziguratt!"

"Hammurabi, tu parli di politica, non hai l'esperienza che serve nell'insegnamento, se l'avessi capiresti che il bronzo è insostituibile. Potremmo tuttavia utilizzare questo, uhm, papiro? Come sistema economico per pulire il culo dei bambini, dopotutto la sabbia è scomoda." 


Ecco.  Il 62% degli insegnanti italiani ha più di 50 anni, gente che aveva almeno 30 anni quando internet ha cominciato a muovere i primi passi. Gente che spesso, non ha più voglia d'insegnare, e insegue la pensione come una chimera.

Guardate la tabella.
Internet cosa? Io insegno la costituente ai miei alunni! C'ero! 



Niente da dire, ovviamente contro le persone che hanno una certa età, ne contro il fatto che l'esperienza sia importante, in particolare in una materia tanto complessa come l'insegnamento, ma possibile che la maggioranza dei docenti sia così anziana?

Con una percentuale di under 30 ridicola dello 0.27%? Ventisette ogni diecimila! 

Ora che abbiamo visto un secondo quali sono i problemi della scuola italiana (età degli insegnanti, scarsa preparazione, pochi fondi, paghe terribili, precarietà estrema) passiamo a vedere quali sarebbero le soluzioni meravigliose ideate dal governo.

1) Stabilizzazione di una parte dei precari che attendono, come caprette, in graduatoria da vent'anni. 

E qui iniziano i problemi. Come fai a decidere chi stabilizzare? L'intuito direbbe che devi decidere secondo il principio della preparazione e del merito, per dire crei un sistema standardizzato di valutazione, controlli:

a) L'insegnante (e questo è relativamente facile)

b) I risultati dell'insegnante. Valutandone la capacità di miglioramento della classe, ovvero, tutte le classi fanno un test all'inizio dell'anno, standardizzato (simil invalsi/Pisa) e poi lo ripetono a metà anno e alla fine. E si valuta il delta di miglioramento della classe nei confronti di se stessa. Gli insegnanti migliori vengono pagati di più. Quelli peggiori, di meno.

Questo approccio porta due vantaggi evidenti, intanto si elimina il lavorificio storico dell'Italia, quelli che veramente avevano il sacro fuoco dell'insegnamento dentro, possono ottenerne anche un vantaggio economico, quelli che passavano il tempo a leggere il giornare, vengono pagati meno, e chissà che non decidano di levarsi dai coglioni, e gli studenti godranno di una preparazione migliore.

Sappiamo tutti che il vero problema poi sarebbe far capire alla massa di persone in paziente attesa in graduatoria (400.000 persone!) che questa è l'unica soluzione ragionevole. Nessuno di quelli scarsi accetterebbe mai di venir allontanato dal gruppone, non importa che non conosca la sua materia o addirittura non parli correttamente la lingua Italiana, le distinzioni di merito sono inaccettabili per natura.

Non sia mai che un domani ci ritrovassimo con un sistema che funziona, e caccia fuori a calci in culo quelli pessimi, invece che quelli bravi. E invece cosa fa il ministero? Taaa-daaaan! Presenta una bozza di riforma dove, a sorpresa...

(continua nella prossima puntata, non temete!) Nel frattempo guardate questo grafico che illustra le nostre fantastiche competenze nell'ambito scientifico. Ocse-Pisa. 











lunedì 26 maggio 2014

Sapere al popolo!


Vota il male maggiore, vota Ctuhlhu!

Ed ecco che sono finite le europee, ha vinto Renzi, e ammetto che se mi avessero puntato una pistola alla tempia minacciandomi, avrei votato lui. Non mi piace granché, ma l'avrei votato. Sempre meglio lui del mio cervello spruzzato sul muro.
E invece, visto che ieri quando sono uscito di casa per fare una passeggiata non sono stato affiancato da nessun losco figuro con una beretta calibro dodici, non ho votato.

Si, ho lasciato che la maggioranza decidesse anche per me, sono colpevole d'ignavia, vostro onore, sono uno che lascia decidere gli altri.Uno di quelli che non capiscono l'importanza del voto.

Uno.

Uno che vale uno. 


giovedì 3 aprile 2014

Negro Act

Il job act è una roba che farebbe impallidire i faraoni egizi e gli imperatori romani, per com'è stato pensato, e non certo per la grandiosità delle idee.


Famo a capisse, come dicono a Roma, quando questo fantomatico job act entrerà in vigore nel 2015, i lavoratori potranno venire licenziati a piacimento, senza dover motivare minimamente un bel cazzo di niente?

Bello, mi piace molto, e mi piace molto il fatto che si stia discutendo del problema sbagliato. Perché il vero problema non è che in questo modo le tutele si riducono, tanto una generazione intera, la mia, quelle tutele
non le ha mai viste, ma che si getta una luce chiarificatrice sul futuro dell'industria e dell'economia Italiana.
Renzi, o chi per lui, ha mandato un messaggio chiarissimo agli “imprenditori” (aka latifondisti) Italiani. Il messaggio è, più o meno:

Potete continuare così, non importa quanto merdose siano le vostre aziende, quanto poco produttive siano, quanto poco siate capaci di stare sul mercato, qui in Italia, pur di non costringervi a cambiare un cazzo, siamo disposti anche a farli lavorare gratis, questi stronzi” 

Mi pare inutile puntualizzare che “questi stronzi” siamo tu e io. E gli altri. Non voglio certo mettermi a fare il piccolo Carletto Marx, ma effettivamente, posso notare una certa rottura nella società Italiana, dove una volta c'erano ricchi, classe media, proletari e poveri, ora ci sono solo due classi.

Schiavi con il bastone e negrieri. 

 
Cosa cazzo vuoi? Le ferie? Merdoso! Ecco il tuo assegno di disoccupazione!


E potrei capire un'operazione come questa se, nello stesso tempo, venisse data ai lavoratori l'opportunità di migliorare professionalmente, di acquisire nuove competenze. Capirei se fosse solo il modo con cui lo stato vuole mantenere a galla le imprese che hanno bisogno di essere modernizzate. Lo capirei, giuro. Capire la necessità di fare dei sacrifici per delle imprese che, quando finirà il ciclo di modernizzazione promettono di pagare di più (e con più diritti) i lavoratori.
Ma quello che vedo succedere è solamente l'ennesima riforma che si propone di ridurre la disoccupazione Italiana, tutte hanno avuto come unico comune denominatore il dover ridurre la disoccupazione e hanno ottenuto come risultato, ohibò! Aumentarla.

Ora signori miei, date un cacciavite a stella ad un orango e chiedetele di svitare una vite piatta per far cadere una banana dal tetto, la scimmia proverà un paio di volte e poi getterà via l'inutile arnese alla ricerca di qualcosa di più funzionale. Perché la scimmia è più pragmatica di Renzi. 



Orenzi espone al pubblico l'utilità della riforma.


Renzi è deciso a continuare a tentare di svitare un dato ottagonale con un cacciavite a stella. La tal cosa ci dice poco sul povero orango, ma tantissimo sul presidente del consiglio.

Se proprio volessimo essere buoni, dovremmo dire che l'Orenzi sta cercando nel posto sbagliato con le sue manine unte, e che se proprio volesse trovare il problema dell'Italia dovrebbe cercare nella scarsissima tendenza all'innovazione che si trova a qualsiasi livello del sistema, dai dipendenti semplici ai manager. 


E ovviamente lì è molto più difficile mettere le mani, perché prova un po' tu a mettere le mani in una realtà come le poste, dove i grandi managerz sono stati scelti tra i politici che hanno perso il posto, mentre i postini sono figli, cugini, nipoti, di altri postini.

"Sissignore, ci vorranno solo dodici settimane perché il suo pacco arrivi da Modena a Bologna."
E lo stesso vale per tutti.  Siamo circondati da imbecilli in posizioni di potere, che possono richiamare altri imbecilli a dare man forte, come in quella canzoncina, quella che, com'è che faceva?


"Un imbecille, si dondolava

  Sopra il filo di una ragnatela..." 


E dopo il primo imbecille al comando, arriva il secondo, perché un imbecille non sceglierà mai una persona competente, lo farebbe sfigurare troppo, è quasi costretto, poverino. Deve farsi aiutare da un altro imbecille.

"Due imbecilli si dondolavano
  sopra il filo..." Ma anche il secondo, cazzo! è un imbecille, e cosa volete che succeda? I due imbecilli precedenti scaricheranno su di lui tutti i compiti, sperando di aver risolto i loro problemi, ma il terzo imbecille assumerà una terza persona, pagata ovviamente meno, per fare le cose che avrebbero dovuto fare i primi due, e così via, fino a quando, nella parte più bassa della scala gerarchica troviamo il povero stronzo (Tm) che si smazza tutto il lavoro.

Perché è lui il filo che tiene su questi idioti.

Questo è anche il motivo per cui le società prendono quella tipica forma a cazzo di cane, dove l'unico che sa cosa bisognerebbe fare è quello che becca 700 euro in busta paga coCoPro.

E l'azienda dopo qualche tempo che va avanti lavorando così, scopre che non riesce a guadagnare abbastanza.  Oh oh oh! Chissà come mai questa cosa non mi sorprende. Ma è una vita che andiamo avanti a far sopravvivere cascine del 1300 proponendole all'estero come un modello da imitare, ma avevamo un'industria elettronica da fare invidia agli Usa e l'abbiamo disintegrata (De Benedetti, who else?)e abbiamo riempito il paese di azienducole minuscole, gestite alla cazzo di cane (non tutte, grazie a Dio, ma ne rimangono ben poche) dove il proprietario si sente Steve Jobs solo perché suo padre ha tirato su un'azienda, mentre lui la distrugge a furia di festini con troie e coca.

Ovviamente quei soldi devono saltar fuori da qualche parte, no? Secondo Renzi "da qualche parte" siamo noi. Schiavi per tre anni, rinnovabili, sostituibili. Carne da macello.

E questo è anche il motivo per cui non avremo (presumo) più un'industria complessa che faccia guadagnare decentemente i lavoratori, dopotutto perché buttarsi su imprese ad alto rischio (e alto guadagno) quando c'è una possibilità di carriera sicura come latifondista negriero?

Imparate il gospel.