sabato 14 maggio 2022

La più grande democrazia del medio oriente (TM)

 


 

L’ultima volta che ho scritto qualcosa su Israele l’ho fatto quando durante un raid su Gaza l’Idf (forze armate israeliane) hanno abbattuto volontariamente un edificio  sede di Associated Press e altre compagnie giornalistiche impedendo che recuperassero tutto il loro materiale. La scusa era che c’erano, forse, da qualche parte, miliziani di Hamas che stavano nell’edificio. E allora bisogna buttarlo giù.


Immaginate una cosa del genere nel vostro condominio.

Ehi, forse c’è un tizio che spaccia al piano di sotto, purtroppo dobbiamo nuclearizzare l’area”

“Ma come? Ma non è vero, non ho mai visto gente che spacciava qui, ma anche se fosse vero, cosa diavolo centriamo noi?”

“Eh caro lei, non sa come vanno queste cose, le infestazioni vanno eliminate subito sa! Come le formiche, se non intervieni subito quelle prendono piede e te le trovi da tutte le parti, devi eliminare il formicaio col piombo fuso, non c’è altro modo”

“Ma stiamo parlando di persone, ehi”

"Ma si, persone, adesso non esageriamo, tu lasciale diffondere e dopo un po' te le trovi dappertutto! Mica si può andare avanti così signora mia! Vuole gli eroinomani che spacciano siringhe usate a suo nipotino?" 


"Certo che no, ma non ho visto nessun eroinomane nel palazzo" 


"Ma nel caso ci fosse, ci pensi! Suo figlio morirebbe di overdose! È questo quello che vuole signora?" 


"No certo, sto solo dicendo che"

 

" Buttiamo giù tutto e non se ne parla più, che vuole che sia una casa in cambio della sicurezza della sua famiglia"

"Possiamo almeno recuperare le foto della nonna dal cassetto dei ricordi signor naz.. generale dell'IDF?"

"No"

 Hanno sparato in faccia ad una giornalista palestinese (e statunitense). I report iniziali dell'esercito davano la colpa ai palestinesi che, bontà loro, non appagati dagli abbondanti proiettili israeliani, si sparano pure da soli.


Palestinian terrorists, firing indiscriminately, are likely to have hit Al-Jazeera journalist Shireen Abu Aqla pic.twitter.com/nXNbVJrnkC— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) May 11, 2022

Terroristi palestinesi, sparando indiscriminatamente, hanno probabilmente colpito la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Aqla.

Il ministro degli esteri israeliano già sa bene cosa è successo. Non ci sono dubbi, terroristi palestinesi.


Peccato che dell'evento ci siano video e testimoni e le scuse accampate dall'esercito abbiano retto pochissimo (inizialmente avevano tirato fuori un video dove si vede qualcuno con il passamontagna sparare in una zona diversa da quella dove è avvenuto l'omicidio) peccato che appunto i posti non combaciano e alla fine persino l'esercito ha dovuto a malincuore ammettere che magari la giornalista era stata colpita dal un "proiettile vagante" sparato da un loro cecchino.

Un proiettile vagante che l'ha colpita precisamente in faccia mentre indossava elmetto e veste antiproiettile. Questi proiettili vaganti  li fanno proprio precisi, di questi tempi. Se non fosse che in Palestina sono morti per  mano dell'esercito Israeliano almeno diciannove giornalisti (ed è la stima più bassa, il ministero dell'informazione palestinese ne dichiara più di cinquanta) uno sarebbe quasi tentato di crederci.


Sapete cosa ha detto Ran Kochav il portavoce dell'esercito israeliano descrivendo gli eventi?


 “filming and working for a media outlet amidst armed Palestinians. They’re armed with cameras, if you’ll permit me to say so.”


"Stavano filmando per conto di una compagnia in mezzo a palestinesi armati. Erano armati di telecamere, se mi è permesso dirlo"

 
E se questo non vi fa drizzare le orecchie, se il fatto che questo sia il portavoce dell'esercito non vi fa sorgere il sospetto che i giornalisti siano colpiti in maniera sistematica e volontaria perché rischiano di rovinare la patina della "più grande democrazia del medio oriente (TM) allora siete irrimediabilmente persi. Perché questo è quello che si raccontano nell'esercito "eh, ai giornalisti puoi sparare, non dobbiamo considerarli civili, sono armati di telecamere".

Sono armati di telecamere, noi ci stiamo solo difendendo.

Se stanno in mezzo ai terroristi allora se la sono cercata.

 

E se pensate che questo sia il punto di vista solo dei militari, questo è il commento più votato su r/israel, da quella che dovrebbe essere la parte più colta della cultura del paese.

"This isn't gonna look good, she's really respected throughout the Arab world. Been covering the conflict for a long time. What's frustrating about these situations is how long the IDF takes to issue a statement and/or evidence. And by the time they do every mass media outlet has already blamed it on Israeli fire"


"Questo non suonerà bene, era molto rispettata nel mondo arabo. Copriva il conflitto da molto tempo. La cosa frustrante di queste situazione è  il tempo che l'esercito si prende per commentare o portare prove. E quando lo fanno oramai i mass media hanno già dato la colpa al fuoco israeliano."


Ci porterà della pubblicità negativa, come faremo con le pubbliche relazioni? Non è un problema l'azione il se, ma il modo in cui appare.


E questi sono quelli colti. Perché se leggete sotto un qualsiasi giornale israeliano (nota, provate a leggere quelli in ebraico, usando Gtranslate, vi VERRANNO I BRIVIDI per le cose che vengono dette) i commenti variano da "è un errore di propaganda" a "dobbiamo ammazzarli tutti, i bambini per primi" e non li riporto perché mi fa troppo schifo persino copiarli ed incollarli.


A questo punto credevo di aver raggiunto il limite dello schifo nei confronti dell'umanità. Ma poi l'unico stato democratico del medioriente (TM) mi ha cortesemente dimostrato che mi sbagliavo. Hanno attaccato il funerale. Che magari oh, quella si risvegliava e chi ha voglia di combattere un'armata di risvegliati? Già ci è successo con Gesù, figuriamoci se vogliamo ripetere l'esperienza.




Hanno attaccato il funerale perché c'erano bandiere palestinesi e sono illegali in tutti i territori occupati. Ah, in teoria non è più illegale (salvo casi in cui rappresenti un rischio per l'ordine pubblico) dopo la firma degli accordi di Oslo, sicuramente un funerale è un rischio per l'ordine pubblico.

Se guardate questo video  e non provate disgusto profondissimo, siete persi, di voi non è rimasto più niente. Se cercate scuse per un'azione del genere e non capite come sia esattamente la stessa cosa della Russia che ammazza giornalisti col polonio o l'Arabia Saudita che fa a pezzi giornalisti nella sua ambasciata, allora siete persi.

Se vi addolorano le vittime del massacro in Ucraina, vittime meritevoli di compassione, ma cercate ragioni per cui sparare in faccia ad una giornalista è giustificabile, non siete meglio dei russi che denazificano l'ucraina. Non siete meglio dei sauditi che lapidano gli omosessuali.

 Siete persone di merda. Fateci i conti prima o poi.

domenica 8 maggio 2022

Libertà di parola?

La galassia serve a farvi comprendere, in scala, la vastità del cazzo che frega a Musk della vostra libertà di parola

Una volta c’era la piazza. 

Si andava lì per giocare a pallone con gli amici, per bere una birra, per incontrare la ragazza che ti piaceva o per parlare con qualcuno se ti sentivi solo.

  Poi la piazza si è lentamente atrofizzata ed è stata sostituita, almeno in parte, da queste piazze virtuali che oramai tutti o quasi utilizzano per "rimanere in contatto" con gli altri umani che condividono questo pianeta. 

 Quando è nato Facebook lo ricordo bene, vivevo in Egitto ed era utile,  mancavano tutte le cose tipo i negozi, le pubblicità, i negozi, c’erano solo le persone. Detto fra noi, non era un male, lo si usava per parlare con gli altri.  Magari il vicino di banco delle medie ti scriveva "ciao come va da quanto tempo!" ma potevi sempre ignorarlo e dirgli quando l'avessi incontrato sei mesi dopo: "scusami, non ho mai visto il tuo messaggio, deve essere stato un errore di facebook".

Prima di facebook c’erano altre cose simili, per esempio Msn, aggiungevi il profilo della persona con cui volevi parlare e quando era online ci parlavi. Fine.  In pochi anni msn chiuse i battenti e spuntarono   altre piattaforme che avevano modalità di utilizzo simili a facebook, twitter con cui potevi sparare nell’etere idee della durata massima di un centinaio di caratteri, instagram per chi voleva mostrare le proprie foto, reddit per chi voleva leggere e discutere e  tiktok per chi vuole, uh, sono troppo vecchio per saperlo, ma immagino, ballare

 Elon Musk. che per chi se lo fosse perso è l’uomo più ricco del pianeta, ha finalizzato l’operazione di acquisto di una di queste piattaforme, Twitter, prelevandola dalle mani di un altro miliardario, Jack Dorsey.   Una società che passa direttamente dalle mani di un riccone a quelle di un altro riccone.

L'unica differenza sostanziale è che Musk ha fatto diventare Twitter una società privata.

 Una piazza nell’immaginario collettivo ha una caratteristica che la distingue chiaramente da qualsiasi altra cosa, è pubblica ed è gratuita.

Questo automaticamente esclude Twitter, Facebook e compagnia danzante dal concetto di piazza, un luogo immaginario o reale dove un singolo individuo può decidere tutte le regole in base a come gli gira la mattina non può essere un luogo dove scambiarsi delle idee liberamente. Nessuno può dirti che non puoi entrare in una piazza, salvo la polizia se infrangi le regole dello stato in cui stai. Ma crediamo davvero che sia una buona idea sostituire le regole di un stato almeno in teoria democratico con quelle di un ricco egemone con manie di onnipotenza?

Cristo santo non è che poi le regole si sostituiscano,  in realtà si sommano.

Le regole delle varie piattaforme si sommano a quelle degli stati in cui operano, cosa facilmente riscontrabile se si guarda alle politiche che mettono in atto quando operano in altri paesi.

L'argomento "il privato è meglio del pubblico" quando si parla di grandi piattaforme di comunicazione non ha senso, perché il privato segue le regole che gli vengono imposte dai governi, aggiungendo poi le proprie che hanno come scopo sostanzialmente il profitto.

E poi certo, arriva Musk e vi racconta che lui è un estremista della libertà di parola e vi bagnate tutti sognando case su marte e tunnel che collegano la casa di vostra nonna al supermercato.

Musk, la stessa persona che faceva firmare queste clausole qui ai suoi impiegati di Tesla per assumerli.

“You agree not to disparage Tesla, the Company’s products, or the Company’s officers, directors, employees, shareholders and agents, affiliates and subsidiaries in any manner likely to be harmful to them or their business, business reputation or personal reputation.”

 

"Accetti di non denigrare Tesla, i prodotti della società o i suoi direttori, dipendenti, gli azionisti o gli agenti in alcun modo che possa essere dannoso verso i loro affari, reputazione lavorativa o personale."

Questa clausola non aveva nessuna scadenza, significa che, una volta firmata se, per dire venivi stuprato da qualcuno in fabbrica, non potevi scriverlo su twitter, sarebbe stato dannoso per gli affari di Tesla. Ma ovviamente non è finita, perché il testo continua.

“The provisions of this Agreement will be held in strictest confidence by you and will not be publicized or disclosed in any manner whatsoever, In particular, and without limitation, you agree not to disclose the terms of this Agreement to any current or former Company employee or contractor.” 

 Ovvero:

"Le disposizioni del presente Accordo saranno tenute nella massima riservatezza da te e non saranno pubblicizzate o divulgate in alcun modo, in particolare, e senza limitazione, l'utente accetta di non divulgare i termini del presente Accordo a qualsiasi attuale o ex dipendente della Società o appaltatore”.
 

Non puoi parlare di quest'accordo con nessuno perché fa schifo. Vi basta questo per capire che la libertà di parola non può venire custodita da qualcuno che ha degli interessi nella vostra libertà di parola? La vostra libertà di parola varrà sempre meno della libertà del proprietario. Proviamo a fare un esperimento mentale. Immaginiamo che domani Jeff Bezos (che tra parentesi è già proprietario del Washington Post) decida di comprarsi reddit. Tralasciando il fatto che tal cosa farebbe rivoltare Aaron Swartz così forte che la sua tomba raggiungerebbe il centro della terra e lo trasformerebbe istantaneamente in plasma, uccidendoci tutti, cosa credete che succederebbe? 

Succederebbe che la parola "sciopero" sostanzialmente diventerebbe proibita, così come già lo è all'interno di Amazon. Bandita dalla chat di amazon assieme ad altre parole come queste, gravissime: 

"Sindacato" 
"Licenziamento" 
"Diversità" 
"Schiavismo"
"Giustizia" 

Giustizia, questi hanno bandito la parola "giustizia" dalla loro chat aziendale. Uno potrebbe rispondere che ehi, è la loro chat aziendale, ci fanno quello che vogliono e già saremmo in disaccordo profondo, perché non è che siccome mi paghi puoi decidere liberamente che tipo di parole devo o posso usare, così come siccome mi paghi non puoi darmi una pacca sul culo. O no? Ma anche se fosse come dite voi, l'intervento di Amazon si estende molto più in là, per esempio la parola "sciopero" è stata bandita anche dal subreddit di Amazon che molti dipendenti utilizzavano per organizzarsi come sindacato. 

E voi credete che Elon Musk con twitter sia meglio? Uno che racconta di poter portare gli uomini su Marte e fondare una colonia lì per salvare l'umanità dall'estinzione? Cristo santo se veramente crede a quello che dice significa che è convinto che un pianeta senza atmosfera respirabile, pochissima acqua, lontano come minimo cinquanta milioni di chilometri dalla terra, bombardato costantemente da radiazioni ionizzanti in quantità sufficiente da far crescere un tumore anche alle pietre sia meglio del futuro della terra che si aspetta.

E allora è un coglione. La terra, anche nelle condizioni possibili sarà sempre più vivibile di Marte. E non aggiungo nemmeno i suoi vaneggiamenti su macchine che si guidano da sole 

l'anno prossimo  

l'anno prossimo  

l'anno prossimo  

prima o poi. 

O l'idea di scavare tunnel sotto terra con velocissime navicelle per evitare il traffico delle città e poi uscirsene fuori con questa stronzata qui. 


Un tunnel con dentro delle macchine. Oh che novità! Oh grande Elon, dicci come si fa! 

Un tunnel che sembra ad una prima occhiata anche molto pericoloso. Ci passa a malapena una macchina. Se hai un infarto lì dentro, buona fortuna con i soccorso. 

O peggio ancora, quando l'anno scorso ha presentato l'idea dei "tesla bots" dei servitori robotici capaci di fare un casino di cose e migliorarvi la vita grattandovi il culo da mane a sera sul divano. Fico. Sarà pronto l'anno prossimo (quindi tra pochi mesi, visto che la presentazione è dell'estate 2021. Poi  si è presentato sul palco con questa roba qui: 


Un tizio con un vestito di spandex. Un tizo con un costume.

Credete pure quello che vi pare, ma posso assicurarvi ora e senza paura di sbagliare che Twitter verrà utilizzato solo per l'interesse privatissimo di pochi individui e la vostra libertà di parola verrà soffocata nella culla non appena comincerà ad essere appena appena fastidiosa per chi manovra il giocattolo. 
Se poi siete ancora convinti che passare i vostri diritti al moderno Charles Ponzi sia una buona idea, ho la solita fontana da vendervi, a Roma. 

Kurdt

mercoledì 23 marzo 2022

Casino Globale


 Rubo il titolo ad uno splendido libro di Izzo per ricordare a tutti che la globalizzazione è morta.

Per semplicità, chiamiamo globalizzazione quel fenomeno che ha portato le merci a potersi spostare liberamente per il globo, mantenendo per le persone gli stessi identici problemi di prima. Se sei povero sono cazzi tuoi, oggi come ieri.


Ricordo il G7 a Genova, la pensavano come me parecchie altre persone, che non capivano cosa ne sarebbe venuto per le persone da tutta questa globalizzazione.

Potrete commerciare con un aborigeno australiano senza dazi!”

“Ma aborigeno, con tutto il bene che ti voglio, ma io e te, che cazzo se dovemo scambià?”



"E accatatill stu boomerang"

Tutto quello che ricordo della televisione dei primi anni 2000 sono un'infinità di omuncoli che raccontava i meravigliosi vantaggi che si prospettavano grazie alla globalizzazione: “Le guerre finiranno! E se proprio le dovremo fare, allora non saranno guerre, saranno guerrette, roba da poco, manco ve ne accorgerete, voi. Statevene in casa, che noi si bombarda, ma in maniera precisa eh, che mica lanciamo le bombe a cazzo di cane sui matrimoni”

Le guerre non sono finite, dell’Iraq non importava niente a nessuno e gli afghani in fondo se lo meritavano, se si bombarda pure un po’ di civili, cazzi loro, in fondo era colpa loro non essersi ribellati prima al regime/dittatore/mullah/ o chiunque che tenesse il suo piede fermamente piazzato sulla loro testa. I civili li bombardiamo allegramente con o senza globalizzazione, anzi! Li bombardiamo pure meglio perché le bombe possiamo venderle e comprarle a chi ci paga meglio.

Ci saranno più soldi per tutti! Ogni persona produrrà quello che riesce a produrre meglio e lo venderà liberamente nel GRANDE MERCATO GLOBALE”

Questa è un evergreen. Peccato che nel frattempo abbiamo assistito all’opposto, fabbriche che chiudevano per “delocalizzare” in Cina, in Polonia, in Vietnam. E se solo si dubitava delle meravigliose sorti progressive che ci venivano sparate addosso da tutti i mezzi d’informazione, si veniva tacciati di essere stupidi, di non capire l’economia, la finanza! Dobbiamo calmare i mercati!

LO SPREAD CAZZO, NESSUNO HA PENSATO ALLO SPREAD? Divertente notare come dello spread praticamente non si parli più, una volta finita la sua utilità per distribuire mazzate contro chi non era l'accordo, è misteriosamente sparito.

Poi arrivò la crisi del 2008, che prese a calci in culo tutti, salvo quelli che i soldi li avevano già.


La Grecia.

Il Covid.


E ora proprio la cosa che ci avevano promesso sarebbe stata dimenticata per sempre. La guerra. La mia generazione deve essere particolarmente sfigata, saremo la prima generazione che vivrà peggio dei propri genitori, niente a paragone con quei poveri cristi che verranno dopo di noi ma non mi piace uguale. E non parliamo del riscaldamento globale, su quello oramai ho accettato che come società non dimostriamo di voler sopravvivere e tanti saluti.

La globalizzazione, intesa come libero scambio e vendita delle merci, è morta. Ed è morta perché la Cina è arrivata al punto in cui non è più obbligata a produrre roba a basso valore aggiunto e lentamente ha raggiunto un livello di competenza tecnologica che le permette (vedi faccenda Huawei) di competere con le aziende occidentali più grandi sullo stesso piano. Magari non in ogni campo, ma in un numero sufficiente da destabilizzare l’equilibrio che aveva retto, pur con qualche scossone, per decenni.

E quella relazione, che potrebbe essere riassunta con “io progetto, che ho il know-how e tu, che hai gli schiavi a due lire, produci” poteva andare avanti solo fino a quando gli schiavi a due lire non avrebbero imparato a fare da soli quello che gli stavi facendo produrre tu.


Ed è stata veramente una follia dei nostri governanti pensare che non ci sarebbero mai riusciti.


Ciao a tutti, mi chiamo XiaoMi e nel tempo libero faccio l'ingegnere elettronico




La “globalizzazione” è defunta, abbiamo spedito le fabbriche in giro per il mondo e scopriamo solo adesso che basta una guerra e tutte quelle belle fabbriche non sono più tue. Cosa sono gli accordi se non c’è nessuno a farli rispettare?


La globalizzazione è morta! Evviva?

Si, evviva, ma non è stata certo una scelta consapevole, così come la riduzione nell’uso di combustibili fossili durante il 2020 non è certo stata una vittoria per gli ambientalisti, semplicemente le condizioni lo imponevano. Ma pensare di sostituire un sistema che in trent’anni ha permeato ogni ganglo dell’economia senza subire scossoni significativi è folle. Ogni azienda è collegata alle altre da migliaia di nodi. Uno degli esempi più lampanti che mi viene in mente è la boeing, che ha puntato su un sistema di produzione diffuso su vari paesi, un sistema che utilizza dodici mila fornitori. Dodici mila fornitori. E basta che un paio di quei fornitori vadano gambe all'aria o qualcuno decida che non vuole più vendere quelle parti ad un'azienda "nemica" e all'improvviso il tuo splendido 787 diventa un gigantesco phon. Con la pandemia è che molti di quei fornitori hanno avuto problemi, che poi si sono riversati a cascata sull’azienda, sono quasi fortunati che sempre a causa della pandemia la gente si sposta di meno. Lo stesso è successo a qualsiasi industria abbastanza grande che considera l’utilizzo di orde di “contractors” esterni per il proprio funzionamento.


Ci hanno raccontato che delocalizzare era bello, delocalizzare era giusto e “dobbiamo essere competitivi con il mercato del lavoro!” tanto che ricordo Renzi dire che invidiava il basso costo del lavoro a Riad, in Arabia Saudita.


Che ci crediate o no, una volta il capo della sinistra era questo qui. Renzi non se lo ricorderà nessuno già ieri.



In Arabia saudita condannano le persone a morte per decapitazione con una sciabola, se va bene. Quando va male li crocifiggono. Quando i lavoratori arrivano in Arabia Saudita, generalmente da paesi poveri del sudest asiatico. Come prima cosa vengono privati del passaporto, in modo da non poter scappare, quindi vengono costretti a vivere in spazi minuscoli e, se solo provano a lamentarsi, picchiati brutalmente o uccisi.

Ma invidiamo pure il sistema saudita per abbassare il costo del lavoro, anzi, che ne dici caro il mio Renzi, se introduciamo anche noi una cosa simile nel nostro paese? Pensa se il datore di lavoro potesse schiaffeggiare il dipendente poco produttivo, quanto aumenteremmo la produzione così? Minimo minimo raggiungeremmo quel faro di civiltà saudita.

L’unico aspetto che considero positivo della faccenda è che centinaia di milioni di cinesi siano usciti dalla povertà più abietta e raggiunto un tenore di vita decente. Peccato che noi quel tenore di vita lo abbiamo perso. E peccato che non ci sia stato dato niente in cambio, nemmeno un pacco di goleador con scritto "hai vinto una notte in fabbrica". Cosa abbiamo ricevuto a parte vaghe promesse di un futuro dove avremmo mangiato sushi a pranzo e fajitas a cena?


Pensioni? Chissà


Sistema sanitario? In rianimazione

Prospettive? L'estinzione.


Non ci è rimasto niente, salvo specchietti per le allodole come i Bitcoin, che se avete deciso di comprare bitocoin per riuscire a sfuggire alla devastazione prossima ventura, telefonatemi che ho una meravigliosa fontana al centro di Roma che vendo. Faccio un prezzo di favore, chiamare ad ore pasti.

Ma giusto nel caso ipotetico che queste persone siano ancora salvabili, avete mai considerato il fatto che i bitcoin e le criptomonete in generale non producono niente di utile? Almeno una volta ci si poteva comprare la droga su Silkroad, adesso non ci puoi comprare un bel niente, l’unico uso che se ne fa è comprarlo sperando che il prezzo salga abbastanza da venderla a qualcuno e lucrarci sopra. E quella persona lo comprerà con l’esatta identica motivazione, quella di fregare il prossimo. Una moneta che ha come scopo principale quello di frodare il prossimo non è il massimo, ma se poi come moneta non serve a nulla (provate a comprare qualcosa, qualsiasi cosa, con Bitcoin, vi rideranno in faccia) a cosa diavolo serve?

Serve a dare una speranza ad una massa di persone che non ne ha più, salvo lavorare fino alla morte per quattro spicci. Perché la generazione di persone nate dopo il 1980 avrà in media, un futuro più gramo di quello dei propri genitori.

Sono stati blanditi con stage gratuiti, pagati in visibilità, illusi di poter creare il proprio business su internet, assunti con contatti cocopro, schiaffeggiati a colpi di ottantaeuri di Renzi e bonus-questo e bonus-quello .

E allora c’è la favoletta del bitcoin, un niente che dovrebbe aumentare di valore per ragioni che possono essere riassunte con “È IL FUTURO, STUPIDI!” e quando non lo farà saranno cazzi da cagare per tutti quanti.

E non lo farà, perché l’albero dei soldi non cresce da nessuna parte, ma anche se ci fosse, potete star ben certi che non lo hanno piantato nel vostro giardino.


domenica 13 marzo 2022

Guerra e Pace

 

La guerra di Crimea, l'originale.

 

 Siamo in guerra. Anche se non ci piace, anche se non vorremmo. Siamo in guerra. Possiamo raccontarci che riguarda altri, che non è mica al confine, ma oramai il limite "regionale" della guerra è stato ampiamente superato, armiamo uno dei due eserciti, sanzioniamo l'altra nazione, passiamo informazioni all'alleato e cerchiamo di nasconderle al nemico. E da come sento la gente parlare, tutte le cose russe adesso sono bandite e comunque non c'erano piaciute mai, quindi, si, siamo in guerra.

A giudicare da come sento parlare la gente, sembra che la guerra riguardi altri, quelli che combattono. Che c'entriamo noi? Mica stiamo bombardando.

Oggi esco dalla tana dove mi ero nascosto, perché mica si può star nascosti per sempre. È scoppiata una guerra, ma dopotutto ne scoppiano in continuazione. Un popolo è stato invaso, della povera gente uccisa. Succede ogni giorno.
Non so, magari la cosa che rende speciale tutto questo è il fatto che la guerra non abbia nessuna motivazione reale. Ah beh, no, credo proprio che manco questa faccenda regga.


La cosa che rende questa guerra speciale, almeno per noi, è che stavolta ne sentiamo la puzza che ci entra in casa. Perché fino a quando si bombarda l’Iraq chi vuoi che se ne accorga? Non siamo mica Iracheni. Manco ne conosciamo, di Iracheni (si scriverà così poi?). Se le sanzioni bloccano l’acquisto di medicinali in qualche paese, macchecenefrega a noi.


Ma stavolta la guerra è sull’uscio di casa, potrebbe succedere a noi! finalmente sta ricordando ad una popolazione che la guerra non l’ha mai vissuta, che la guerra è una merda. Che non è poi questa grande illuminazione, a pensarci bene.

Ma sul serio, la guerra è la dimostrazione che non abbiamo, come specie, grandi possibilità di sopravvivere a questo secolo. Putin, dichiarando guerra all’Ucraina ha deciso di giocare una scommessa particolarmente pericolosa, basata su due assunti:

1) L’Europa non è un entità capace di prendere decisioni compatte, senza una catena di comando efficace.


2) Gli stati uniti sono dall’altra parte dell’atlantico e non oseranno attaccarci perché (putin controlla le note sulla scrivania) altrimenti vetrifichiamo New York.*

3) La risposta ad una nostra aggressione sarà piuttosto mite e non ci escluderanno dal sistema bancario mondiale né bloccheranno l’acquisto del nostro gas, da cui sono completamente dipendenti.

Ok, gli assunti sono 3, ma il terzo mi è venuto in mente solamente dopo. Inutile dire che qualsiasi attacco nucleare avrebbe come risposta una pioggia di missili che renderebbe Mosca un villaggio vacanze per tardigradi, ma abbiamo già detto che la razza umana è stupida no?

Stupida è con una memoria cortissima, tanto corta da dimenticare che negli ultimi vent’anni ci sono state caterve di guerre, tutte con motivazioni apparentemente diverse, ma in fondo, assolutamente identiche.

IO VOLERE RISORSE, IO BASTONA, TU MUORE.

Fine, non ci sarebbe molto da aggiungere, ma visto che tanto sono qui, continuo. Date le premesse, uno potrebbe chiedersi perché la Russia abbia deciso di invadere l’Ucraina. A questa domanda, tenendo sempre conto del concetto “IO VOLERE RISORSE ETC” si può aggiungere che la Russia, dopo la caduta dell’Urss, è passata attraverso una crisi economica terrificante, al sistema sovietico (che comunque funzionava di merda) venne sostituito dietro nostri caldi suggerimenti, un sistema capitalista e prono alle mazzette, che può essere riassunto con:

Se muori, muori, lo stato non esiste e, in ogni caso, non farà un cazzo per te, salvo che tu non sia uno dei pochi eletti”

A quell’epoca risalgono dei video terrificanti di bambini che raccontano la loro esperienza, bambini costretti a prostutuirsi per mangiare e sopravvivere, oltre, ovviamente, a comprare droga che gli permetteva di non buttarsi dal primo ponte che incontravano sulla neva.

Allo stesso periodo risale questo video * quasi altrettanto inquietante dove Gorbačëv viene osannato come salvatore della patria in un Pizza Hut. 

 


 

E se pensate che le due cose siano slegate, pensateci un’altra volta.Se vedessi Draghi fare una pubblicità per una marca di bibite al Polonio, qualche domanda su cosa sta succedendo me la porrei.

Anche perché, proprio a lui venne promesso da James Baker, all’epoca segretario di stato degli Usa che la Nato non si sarebbe espansa ulteriormente ad est. Quella promessa, come molte altre simili fatte in quegli anni, sarebbe rimasta poi disattesa, quando Boris Nikolaevič El'cin, diventato presidente russo dopo lo sfaldamento definitivo dell’URSS, dovette assistere a quella stessa espansione, dimostrando a tutti che, come si dice, in guerra tutto è permesso e le promesse valgono solo se l’avversario possiede un bastone abbastanza grande per fartele rispettare.

Questo giustifica l’invasione dell’Ucraina? Ovviamente no, dichiarare guerra è sempre una stronzata, ma visto che niente succede nel vuoto cosmico, alcuni eventi si possono spiegare, ma non giustificare.

Come mai si potrebbe giustificare un bombardamento? Come diavolo si potrebbe giustificare un massacro? Non si può, e forse l’unica cosa giusta sarebbe tacere e fare il possibile per ridurre la sofferenza di quelle persone.

Una delle cose che mi fa raggelare però, in queste settimane, è la mancanza di memoria storica di molti. Hillary Clinton che discute dei crimini di guerra russi, che, prima che qualcuno provi a bollarmi di “putinismo” sono veri e dimostrabili, ma con quale coraggio, proprio lei, che da ministro della difesa ha caldeggiato l’intervento Nato in Libia, trasformandola da nazione abbastanza stabile in un macello epocale?

Ma soprattutto, come può dimenticarsi lei stessa che gli Stati Uniti si mantengono fuori dalla giurisdizione del tribunale internazionale dell’Aia
e ne contestano gli interventi, quando toccano i loro militari? Arrivando persino ad imporre sanzioni contro la stessa, che evidentemente si stava dimostrando troppo “indipendente”.

O l’ipocrisia della Polonia che fino a pochissimo tempo fa difendeva la regola per cui “gli immigrati devono stare nella prima nazione di entrata, non venire ridistribuiti” solo per cambiare idea quando i poveri cristi arrivano ai suoi confini.
E di nuovo, puntualizzo che sono sempre stato a favore di una politica di apertura verso gli immigrati che fuggono dalle guerre o dalla povertà, ma non è il fatto che mi convenga a farmi prendere questa posizione, ma il fatto che è l’unica scelta umana.

O Salvini con la maglietta di Putin da scambiare con Mattarella.

Ma soprattutto l’ipocrisia di tutti quelli che “no, la guerra non mi riguarda, non parlo di politica” e poi piangono perché all’improvviso il gas costa il doppio.

Speriamo di ricordarcelo.

lunedì 14 giugno 2021

Funivie nutella e dinosauri

 

     "Ma si Clara, non ti preoccupare, al tiggì hanno detto che non dovevamo preoccuparci mica"

 (vignetta brutalmente rubata a ZeroCalcare che se vuole può insultarmi, ma è gratis anche l'articolo e poi, oh, era la più bella vignetta con i dinosauri che ho trovato)

 

E anche stavolta, parliamo di qualcosa che non è più al centro del casino mediatico, sostituito prontamente dalla povera ragazza morta dopo il vaccino con AstraZeneca (o come piace chiamarlo adesso Vaxzevria) dagli europei di calcio (schierereste Belotti in queste condizioni?!) o l'estate che sta diventando davvero calda.

Ma il mio cervello è lento e rumina sulle cose, una caratteristica che lo rende quasi inutile quando le decisioni da prendere sono immediate, ma che produce risposte interessanti quando gli si da tempo di digerire. Le informazioni di base le conoscerete tutti, una funivia, quella dello stresa-Mottarone che aveva riaperto per la stagione estiva, apparentemente c'era qualche problema che si sarebbe dovuto risolvere e, invece che bloccare l'impianto e verificare il problema (cosa che avrebbe ridotto gli incassi) si è deciso di togliere i freni che bloccavano la funivia in caso di eventi inattesi. Un po' come se il pilota dell'aereo Ryanair su cui state salendo decidesse di disattivare il "ground proximty warning" (pull up! GROUND! PULL UP!) 

 


 "Ehi, dici che dovremmo preoccuparci? Io sono sicuro che non siamo vicini al terreno, quindi perché non blocchiamo l'allarme così non ci rompe le palle mentre ci avviciniamo all'aeroporto?"

Vi sembrerà un esempio assurdo, ma è successo un sacco di volte e non è nemmeno l'esempio più incredibile di violazione di una regola fatta per salvaguardare gli esseri umani da loro stessi nel campo aeronautico. Ci sono aerei caduti perché il pilota ha deciso di far giocare i figli con i comandi ( incidente Aeroflot 593 ) o perché i piloti avevano deciso di pregare invece che controllare quanto carburante andasse caricato (Tuninter 1153)

Ma forse la cosa che più si avvicina all'incidente dello Stresa, fatte le dovute proporzioni, è stato il disastro combinato da Boeing con i 737Max che per un difetto di progettazione gravissimo cedevano all'aeroplano il controllo dell'angolo d'attacco, basando questa decisione sui dati di un solo sensore perché tanto, cosa vuoi che succeda? E no, non c'è bisogno di dire niente ai piloti, tanto, come abbiamo detto, cosa vuoi che succeda?

Succede che due aerei, nuovissimi, con centinaia di persone (non nuovissime, ma difficilmente costruibili in serie) si schiantano a terra senza che nessuno possa farci niente. Senza che nessuno, nella cabina di pilotaggio capisse cosa diavolo stesse succedendo.

E questo "Perché tanto cosa vuoi che capiti?" Lo abbiamo sentito un sacco di volte. E poi, ohibò, succede. In questo caso pare che uno degli indagati, il caposervizio della funivia abbia ammesso di aver tolto i freni d'emergenza perché altrimenti sarebbe stato necessario bloccare tutto.
E chiaramente è partita la campagna per additare il mostro e dimenticarsi definitivamente del problema. Ah beh dai, quello deve farsi cent'anni di prigione! Anzi! Se ci fosse la possibilità dovremmo appenderlo all'albero più alto!

L'argomento dell'albero più alto ritorna spesso in queste vicende, ma quello che mi preme sottolineare è che, nella vostra vita lavorativa, probabilmente, avrete visto fare (o persino fatto) cose che potenzialmente, se le cose fossero andate orrendamente male, avrebbero provocato la morte di qualcuno.

Quest'anno due insegnanti sono state processate per aver mandato in bagno un alunno senza accompagnarlo, il bimbo purtroppo ha preso una sedia, l'ha portata sulla rampa delle scale (probabilmente voleva guardare di sotto, dove stavano salendo altre classi) ed è scivolato per tre piani di scale. Una tragedia terrificante. La colpa è delle insegnanti? Della commessa al piano? Del dirigente della scuola?

A volte ho mandato anche io un bambino in bagno senza poterlo seguire, perché avrei lasciato la classe scoperta. E poteva facilmente succedere qualcosa. Ho accompagnato gli alunni in gita, e Dio solo sa quante volte un bambino ha rischiato la vita facendo una cosa che, ad occhio adulto era pura follia.

Per dire, un alunno chiede di andare in bagno. No problem, vai pure. Per scrupolo pochi secondi dopo esco dalla classe per vedere se effettivamente stava andando in bagno e lo trovo in corridoio ad armeggiare con due graffette e la presa di corrente.

Ovviamente questi sono esempi diversi, direte voi, tu mica potevi aspettarti che il bambino decidesse di provare l'ebrezza dell'alta tensione. No, ma per la legge, sono responsabile, in tutto e per tutto, fino a quando il bambino non viene preso in carico dai genitori all'uscita.

Eh, ma dietro il disastro della funivia c'è la malvagità di persone che volevano solo fare più soldi.

E su questo sono d'accordo. Il problema della sicurezza sorge sempre quando gli incentivi sono disaccoppiati con la sicurezza stessa. Voglio dire che chi gestisce un impresa, un'attività o qualsiasi altra cosa, ha come unico "incentivo" il profitto, sopra ogni altra cosa. Se poi per farlo deve togliere i freni della funivia, gettare milioni di tonnellate di rifiuti tossici in giro per tutto il nord Italia, eludere più tasse possibile, chissenemporta.

Tanto cosa vuoi che succeda?

Succede sempre qualcosa, manica di idioti. Succede sempre qualcosa perché ogni azione che facciamo non è limitata al nostro micragnoso circondario, ogni cosa che facciamo ha un impatto più o meno grande su tutto quello che ci circonda e azioni di portata maggiore hanno conseguenze ancora maggiori.

Voglio dire che il dildo radioattivo che hai seppellito l'altro giorno potresti ritrovartelo nel deretano proprio tu. La funivia era stata utilizzata per trasportare anche familiari dei responsabili, solo per caso non erano lì sopra quando è caduta.

Ma se l'unico incentivo tangibile è quanto guadagnerò da una decisione, tutte le conseguenze possibili svaniscono, perché magari è vero che se sverso fanghi tossici in giro per la valle magari, tra trent'anni, qualcuno (mia nipote?!) si beccherà un tumore terribile e morirà tra atroci sofferenze (ah quanto pagherei per evitare tutto questo!) però i soldi in più li becco sicuramente, il resto è mascherato dietro un velo di ignoranza che purtroppo non posso attraversare. Non posso attraversarlo per la stessa ragione per cui non sono capace, in quanto essere umano, di controllarmi quando vedo un barattolone di nutella. DEVO MANGIARNE UN SACCO.


Ciao, sono la tua futura panza, ti scrivo dal futuro. Un futuro in cui peserai 0,1 kg in più grazie a questa abbuffata. A non t'importa niente?

Perché il mio cervello non è tarato per valutare le conseguenze a lungo termine. Nessuno dei nostri cervelli è tarato per farlo, dobbiamo imparare a farlo e utilizzare una parte del nostro cervello, il lobo frontale, evolutosi relativamente tardi nella storia della nostra specie.


"Non mangiare la nutella, io te lo dico, sono la tua cosc... il tuo LOBO FRONTALE! Ingrasserai! Nessuno vorrà più vederti perché puzzerai di lardo irrancidito! I tuoi piedi cadranno a causa della glicemia troppo alta! Non avrai più un'erezione fino a quando non morirai, senza gambe e braccia, come un John Fante qualsiasi!"

Il mio lobo frontale non stai mai zitto, per la cronaca. A fargli da contraltare però c'è una parte del cervello molto più antica, l'archipallium o, come è meglio conosciuto, il cervello rettile.




Se immaginiamo il cervello come una cipolla, le zone più interne sono quelle che si sono evolute prima, e quindi, che lo vogliamo o no, sono anche quelle che hanno una potenza pazzesca. Provate a controllare la fame, il sonno, o la paura di cadere dal sedicesimo piano, se non ci credete.

Ecco perché dire semplicemente "dovrebbero rispettare le regole perché è giusto così" mi trova eticamente d'accordo, ma funziona malissimo. Se esiste un incentivo immediato e tangibile a comportarsi male, potete scommetterci che una fetta importante della popolazione non sarà capace di resistergli.

I nostri avi, quando dovevano scegliere se divorare tutto il miele che avevano trovato subito o conservare un po' per il giorno successivo, non avevano la certezza di poterlo mangiare, perché c'era il simpatico leopardo che già aveva fatto fuori la zia, il babbo e la sorella, che li adocchiava da giorni. Un bambino di quattro anni ragiona esattamente nello stesso modo e lo consideriamo ancora rinstupidito.

Eppure spesso, molto spesso, troppo spesso, quando qualcuno fa qualcosa di "furbo" per guadagnare di più, viene guardato non, come si dovrebbe, con malcelato disgusto, come si guarda un bambino di quattro anni che s'ingozza di Goleador alla frutta per toglierle a tutti gli altri, ma come uno sveglio, che se la sa cavare.

E con il tempo sono sempre più convinto che, se vogliamo che le regole vengano rispettate di più e meglio, non dobbiamo solo punire chi non le rispetta, ma anche premiare chi le rispetta.   

(Nota: Nel bel mezzo di questo ragionamento è intervenuta prepotentemente la mia corteccia urlandomi in faccia : "Ah, ma aspetta, quindi stai proponendo il social credit score cinese come modello da imitare?". E no, non voglio imitare un sistema che spinge verso un rispetto cieco delle regole, sono convinto esista un equilibrio da qualche parte, ma avrò bisogno di tempo per capire dove diavolo sia. Così lascio il pensiero a metà e lascio una parte del lavoro di digestione a te, caro lettore. Si proprio a te.)

  
Ritornando a noi, comunque. Non penso che una società possa prosperare basando le proprie azioni solo sul valore monetario e sul ritorno economico di un'azione. Se non voglio una società sociopatica, almeno. E se non voglio una società sociopatica, avrò bisogno che i suoi membri comprendano la vasta rete di interazioni che legano le sue varie componenti. L'alternativa è un posto dove tutti cercano di fottersi a vicenda, le assicurazioni, i medici, le banche, gli insegnanti. Tutti che cercano di guadagnare il più possibile, unico obiettivo, guadagnare tanto.


Per rendere l'idea facciamo questo esempio. Sarà un esempio strano, ma tanto se state leggendo siete gente strana pure voi. Ecco, immaginate se, 66.000.000 di anni fa, una compagnia turistica di Triceratopi che ha come core-business quello di portare dinosauri nello Yucatan, avesse scoperto che un meteorite gigantesco si dirigeva proprio lì, dove loro avevano contato di far partire la fenomenale stagione turistica del 66.500.000 A.C.
 

Lo immagino l'A.D. della dinosaur travels S.P.A. che parla con i suoi direttori.

"Sentite, non possiamo mica raccontare in giro questa storia. Chi ci crederebbe? Già non ci credo io! E poi sono milioni di anni che non succede niente in quel posto, che volete che succeda? E poi abbiamo già ricevuto le prenotazioni, quindi, acqua in bocca e tanti saluti al secchio.


"Ah quelli? Tranquilli, sono solo i nuovissimi fuochi d'artificio che, noi, della Dinosaur's travel abbiamo preparato per far partire col botto la stagione"

E se credete che una cosa del genere non possa succedere a noi, perché siamo più svegli di un erbivoro tricornuto, ricordatevi che la Exxonn Mobile sapeva benone quali saranno gli effetti e le cause del riscaldamento globale già dagli anni 70' , ma ha saggiamente deciso di tacere la cosa per non perdere soldi.

Ma sì dai, gli esseri umani si adatteranno, come hanno sempre fatto.

Tanto, cosa vuoi che succeda?