Un commento sull'argomento è d'obbligo, visto gli eventi, non m'illudo certo che possa cambiare qualcosa, visto che apparentemente niente è cambiato negli ultimi settant'anni, figuriamoci se quattro righe scritte male, potrebbero mai farlo.
Comunque, ieri sera (la sera di quando ho cominciato a scrivere l'articolo n.d. Kurdt) c'era propaganda Live, una trasmissione che, nel melmoso panorama televisivo italiano, circondata da grandi fratelli, isole dei famosi, ballando con le stalle, è appetibile quanto Shania Twain accanto ad un orso marsicano incazzato.
La trasmissione è andata come doveva andare, prima hanno fatto parlare Marco Damilano, uno borghese già dal cognome, che in dieci minuti di pippotto ha concentrato tutta l'inutilità dell'attuale sinistra italiana. Ha detto che bisogna guardare la faccenda da tutti i lati, prima di esprimere la propria opinione, perché altrimenti si rischia di dire cazzate. "La riduzione ad uno" l'ha chiamata.
E magari sono anche d'accordo. Ma poi la tua opinione devi darla. E no, il nostro simpatico marpione è partito con un preambolo sull'anno della pandemia, Capitol hill, per poi arrivare alla guerra tra israeliani e palestinesi.
Il quattordici maggio 1948 è nato lo stato palestinese, lì comincia questo scontro, e la parte araba di Gerusalemme passa ad Israele, poi ci sono tipo degli assembramenti e poi l'escalation con i razzi di nuovo conio lanciati da Hamas, che bucano il sistema di difesa israeliano, e poi c'è il bombardamento Israeliano su Gaza.
Così. Perché partire dal 1948, saltando poi tutto quello che c'è in mezzo, rivolte, Sabra e chatila, accordi di Oslo, autobombe, attentati, risoluzioni delle nazioni unite, tutto, per arrivare alla situazione attuale, è proprio la riduzione ad uno di cui parlava prima.
Evitando attentamente di citare il fatto, importante, che durante il mese del Ramadan un Nethanyau incapace di creare un governo ha colto l'occasione per aumentare la tensione, spedendo la polizia fin dentro la moschea di Al-Aqsa sacra per i mussulmani, a sparare granate stordenti. Oppure cacciando di casa palestinesi con la ragione che "ehi, un tribunale di Israele (che ricordiamolo, su quella zona non avrebbe nessun diritto di legiferare) ha deciso che vi dovete levare dal cazzo.
Oppure, per Dio, qualunque sia quello in cui credete, ricordare che per la legislazione Israeliana esiste la possibilità di reclamare case che appartenevano in passato ad ebrei ma la stessa cosa non vale per i palestinesi.
Nethanyau sapeva benissimo cosa sarebbe successo, ed era esattamente quello che desiderava succedesse. Hamas, che fa lo stesso giochino dalla parte Palestinese (Siamo noi contro di loro! Spazziamoli via e riprendiamoci la nostra terra!) ha cominciato a sparare razzi.
Niente di tutto questo è entrato nel commento, perché avrebbe richiesto un po' troppa riflessione. E poi sarebbe diventato complicato. Per dire, io non sono religioso, ma cosa faremmo noi cristiani e cattolici se un gruppo di musulmani occupasse militarmente il vaticano, entrasse a San Pietro e cominciasse a lanciare granate stordenti?
O in una pagoda
O in un tempio buddista
O in una sinagoga
Staremmo dichiarando guerra, ecco cosa staremmo facendo.
Ma in tutta questa faccenda, dopo trent'anni che leggo di accordi, proposte, risoluzioni dell'onu e compagnia danzante, una delle cose che più mi fa incazzare è che, a parti invertite, le regole cambiano. Per dire, io penso che "iron dome" il sistema di difesa missilistica Israeliano, sia una splendida cosa. Qualsiasi cosa che evita vittime tra i civili mi sembra un'ottima idea, sono sicuro che gli amici israeliani saranno d'accordo con me.
Ma se per caso dico che mi piacerebbe lo avessero anche i palestinesi, allora scoppia un putiferio. Perché no? Dopotutto è un sistema di difesa, che male ci sarebbe?
"Eh ma..."
Eh ma il cazzo, sarebbe bello è basta. Se hai dubbi su questa cosa, sei una merda, fine del discorso.
"Ma noi lo utilizziamo per intercettare i razzi dei terroristi! Loro per bombardare i civili innocenti!" E se credete a queste fregnacce, ho un Duomo da vendervi, citofonate e mettetevi in fila.
Damilano insiste. Israele è uno stato pluralista! La comunità internazionale da decenni lo ripete, due popoli due stati!
Bene. La soluzione "due popoli due stati" è una stronzata. Impossibile, nessuno ci crede più da almeno trent'anni. Sapete perché si continua a blaterare sull'argomento? Perché permette di non fare assolutamente niente. Gli stati uniti, gli unici che avrebbero la possibilità di fare qualche pressione, non vogliono fare niente. La comunità internazionale è riconosciuta da Israele quando gli fa comodo, non può fare niente.
Poi hanno dato la parola a Michele Serra, che almeno ha ammesso di essere Vile, evitando di prendere posizione, però è così tranchant con le sue amache. Ha trovato persino il tempo di raccontare il suo libro dove narra l'incontro tra un uomo ed un cane. In pratica zanna bianca se l'avesse scritto Enrico Letta.
"Eh, il libro, sembra noioso, ma fidati che è gagliardo" ha detto il Serra.
L'uso del termine gagliardo mi fa arrizzare i peli sul collo.
Ma come direbbe Nethanyau, torniamo a bomba sull'argomento.
La mia opinione è che, in un conflitto come questo, la parte più forte deve mostrare moderazione e cercare una soluzione. E lo deve fare perché è l'unico che può imporre delle condizioni, avendo dalla sua la forza per imporli. Possono anche raccontarmi che no, non si può fare perché ci sono delle ragioni politiche, ma ci sono sempre delle ragioni politiche.C'erano ragioni politiche anche per l'invasione del Vietnam, o per l'haparteid in sudafrica eh.
Ah, un'altra notizia che non tutti conoscono, Nelson Mandela, il santino del volemose bene! Fino al 2008 era nella lista dei terroristi per gli USA. Poi i media lo hanno fagocitato, trasformando tutta la storia del sudafrica in una favoletta per bambini stupidi, ma Nelson Mandela, quello vero, non era per il volemose bene. Sono quasi sicuro che i Damilano all'epoca considerasse Mandela uno da cui dissociarsi.
Si dirà che : "Hamas vuole spazzare via Israele dalla cartina geografica e se lo propone come obiettivo!" A questa affermazione (che, notate bene non è una risposta, non più di quando un bambino urla "ma è lui che ha cominciato/mi ha fatto male")
Israele (per fortuna) dalla cartina geografica non lo toglierà mai nessuno, e nessuno dovrebbe (e se avete dubbi sulla faccenda, beh, spiegatemi un po' come risolvere un torto con un torto) una soluzione al conflitto in corso va comunque trovata.
E deve essere quello più forte a muoversi in maniera decisa verso delle concessioni che sono politicamente svantaggiose.
"ah ma non è vero, Israele prova da sempre a fare la pace con i palestinesi! Solo un amico dei terroristi/antiebreo/antisionista non lo vedrebbe"
Ho vissuto in Nord Africa per un bel pezzo, mi sono fatto lunghe liti quando spuntava l'argomento "israele" e la cosa divertente è che diventava difficile spiegare che ero dalla parte dei palestinesi ma non contro gli israeliani in quanto popolo.
La stessa identica cosa mi è capitata parlando con amici ebrei, che una volta capito che non consideravo "illegittimo" lo stato d'Israele e volevo che i civili avessero una vita felice, si stupivano che considerassi la deriva fascista dello stato d'Israele, disgustosa.
Ma come la deriva fascista! Israele è uno stato inclusivo e democratico!"
Nel 2018 è stata pubblicata una legge fondamentale dello stato d'Israele (che non avendo una costituzione utilizza queste leggi fondamentali) che dice:
Legge fondamentale: Israele come stato-nazione del popolo ebraico
1 - Principi di base
A. La terra di Israele è la patria storica del popolo ebraico , in cui è stato stabilito lo Stato di Israele .
B. Lo Stato di Israele è la patria nazionale del popolo ebraico, in cui adempie al suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all'autodeterminazione.
C. Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello Stato di Israele è unico per il popolo ebraico.
Ci sono altri 10 punti, che aggiungo per completezza nel link.
Ma prendendo il primo punto, vorrei confrontarlo con la dichiarazione d'indipendenza di Israele del 1948, che suona diversa:
Lo Stato d’Israele sarà aperto per l’immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace, come predetto dai profeti d’Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite.
E stiamo parlando di un momento storico, il 1948, durante il quale c'erano ottime ragioni per essere poco ragionevoli da parte degli ebrei.
Vi immaginate la costituzione italiana dove si dica: "Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello stato Italiano è unico per il popolo cattolico"? A me una costituzione simile farebbe ribrezzo. Soprattutto tenendo conto che, in Israele, il 20% circa della popolazione è di religione non ebraica, una legge del genere apre la porta a qualsiasi tipo di discriminazione.
Se nella dichiarazione d'indipendenza si parla di "abitanti" quindi, generalizzando,cittadini dello stato, in questa legge (che ribadisco, è una legge fondamentale, non può essere modificata se non da un'altra legge fondamentale) si dice che Israele è stato solo degli Ebrei, tutti gli altri, possono andarsene. Insomma, se domani un governo decidesse che,dai, possono votare tutti, ma il voto degli ebrei vale doppio, sarebbe perfettamente in linea con questa legge.
Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo ebraico.
Ma anche nei seguenti punti la legge contiene dei punti discutibili. L'arabo passa da "lingua ufficiale" a lingua con status speciale. Ma secondo me chiarisce molto meglio lo spirito della legge, l'affermazione di
In un'intervista con Haaretz, il ministro del turismo Yariv Levin , che ha supervisionato l'approvazione della legge, ha affermato che "Attraverso la legge, possiamo impedire il ricongiungimento familiare non solo per motivi di sicurezza, ma anche motivati a mantenere il carattere del paese come la patria nazionale del popolo ebraico ". Ha anche insistito per rifiutare l'inclusione dell'uguaglianza nella legislazione per evitare di minare la legge del rimpatrio.
In pratica dice, chiaramente, che questa legge è fatta in modo da rendere legale la discriminazione. E non so voi, un sistema legale dove un'etnia/religione gode di uno status superiore e un'altra di uno status inferiore per me è la ricetta perfetta per il disastro. Basta fare un piccolo esperimento,sostituire al termine ebreo quello di un'altra etnia e vedere come suona.
Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo han (etnia più grande del mondo, volgarmente, cinesi).
Diremmo che non è democratico, non è pluralista o inclusivo. Se capiamo questo, capiamo anche perché l'idea che Israele stia rapidamente scivolando verso una deriva antidemocratica e fascista non ha niente di sorprendente. E usare la parola haparteid per uno stato che crea letteralmente leggi per una sola parte della popolazione, cari miei, si chiama dare pane al pane e vino al vino.
E quindi, d'ora in avanti, almeno per me, la situazione tra Israeliani e palestinesi va trattata come un problema di Haparteid, un solo stato, due etnie, sottoposte alle stesse regole. L'alternativa è un solo stato con una grande prigione a cielo aperto.
In foto la soluzione del conflitto Arabo-Israeliano
Il 29 Novembre 2012 la Palestina è
stata accettata come paese osservatore nei ranghi delle nazioni
unite, con 138 voti a favore e nove contrari. Questa votazione non
cambia in maniera radicale la situazione, visto che nessun nuovo
“potere” verrà concesso alla Palestina, ma è sicuramente uno
smacco per Israele, assolutamente contrario, assieme a Usa e Canada (
e altri staterelli del cazzo) all'annessione.
Uno smacco, non tanto per la sconfitta
nella votazione, quanto per la contraddizione storica. Israele
stesso nacque per mezzo di una risoluzione Onu (anche se venne
dichiarato nazione il giorno prima dell'effettiva entrata in vigore
della risoluzione).
Ecco perchè suona assurda l'affermazione
del primo ministro Israeliano Netanyahu :
"Sul terreno non accadra'
nulla, anzi la prospettiva di uno Stato si allontana" e "La
mano di Israele", ha aggiunto, "e' sempre tesa verso la
pace ma uno Stato palestinese non nascera' senza un riconoscimento di
quelli israeliano come Stato del popolo ebraico"
Suona assurda
perchè il riconoscimento di uno stato palestinese non dovrebbe (e
non deve) passare da Israele, così come il riconoscimento d'Israele
non è passato certo dalla Palestina. Ed è una gloriosa sciocchezza
che quello che è successo allontani la possibilità di una pace,
anzi, dovrebbe avvicinarla.
Due stati che trattano una pace
sono molto meglio di un singolo stato che tratta con un entità
imprecisata, chiamata di volta in volta in maniera diversa.
E cosa dire della
sconcertante risposta “diplomatica” Israeliana? Annunciare la
costruzione di altri 3000
costruzioni per I
coloni, in zone che si era promesso (lo aveva promesso Israele
stesso) di non toccare.
La stessa reazione
che ci sia aspetta da un bambino, non certo da uno stato. “Non mi
fate fare il cazzo che mi pare? Abbè, allora vi piscio sul
tappeto!”.
Questo
atteggiamento ha portato al moltiplicarsi delle colonie e in
contemporanea all'aumentare della tensione fra Israeliani e
Palestinesi, tensione che è comunque fuori controllo da più di
cinquant'anni.
La pace che offre
Nethanyau oltretutto non passa attraverso delle trattative aperte ne
attraverso il rispetto delle delibere dell'Onu (che in altri casi la
stessa Israele chiede di rispettare) tant'è che afferma :
“La pace si potrà
ottenere solo con negoziati che non partano da alcun prerequisito”.
Cosa significa questo? Significa semplicemente che Israele
non vuole accettare la risoluzione Onu del 1967 che lo obbligherebbe
ad abbandonare I territori occupati durante la guerra, e a
smantellare le colonie ivi costruite, colonie che sono, in punta di
diritto, illegali.
Tralaltro aver
osteggiato l'entrata della Palestina come stato all'Onu dimostra la
malafede di Nethanyau e del Likud, che a parole evocano la pace a
condizione “che la Palestina riconosca Israele” per poi
commettere un errore palese come negare l'entrata della Palestina
nell'Onu, che è un vero e proprio riconoscimento dello stato
Israeliano, visto e considerato che la stessa Onu ha riconosciuto
anche Israele.
Purtroppo quello
fra Israele e Palestina ormai è diventato un conflitto che, partito
da basi territioriali e storiche, si è evoluto in un vero e proprio
conflitto religioso, con musulmani da una parte ed ebrei dall'altra,
ogni gruppo con la sua fascia di estremisti teste di cazzo che
strillano a gran voce per l'eliminazione dell'avversario.
Insomma, più passa
il tempo, più il conflitto diventa una lotta fra teste d'asciugamano
e teste di Kippa, e nessuna differenza fra I due gruppi,
fondamentalmente due gruppi di teste di cazzo.
P.s. : Non
vorrei che fraintendeste, odio anche I Palestinesi e sopratutto
quelli che li appoggiano, cosa che scoprireste leggendo qualche mio
altro articolo.
P.p.s : Israele ha
promulgato una splendida legge che impedisce agli Israeliani di
sposarsi con palestinesi e vivere in Israele. Quello che si chiama
spirito di pace uh?.
Il conflitto israelo-palestinese è una tragedia senza fine.
Tra gli aspetti positivi però, se ti viene una battuta divertente, la puoi riutilizzare finché campi.
Mi costa scriverne perché so che qualunque cosa dica, difficilmente aggiungerà alla situazione, migliorandola, mentre esiste il rischio palpabile che, in qualche modo, la peggiori.
Possiamo cominciare a parlare di chi ha ragione e chi a torto, in quella terra ingombrata da troppe divinità, credo sia l’approccio sbagliato, è importante conoscere la storia, sapere come siamo arrivati qui,ma, ancora più importante è sapere chi più ne stia soffrendo.
La settimana scorsa Yanis Varoufakis avrebbe dovuto partecipare ad un congresso sulla palestina in Germania, l’evento è stato bloccato, impedito a lui di parlare. Cosa avrebbe detto di così terribile, se avesse potuto farlo? Sappiamo che la Germania ha regole dure a difesa della popolazione ebraica, e ci sono buone ragioni storiche per queste regole. Ma sarebbe stato, quello di Varoufakis un discorso nazista?
Sentiamolo, questo discorso. For if a single Jew is threatened, anywhere, just because she or he is Jewish, I shall wear the Star of David on my lapel and offer my solidarity — whatever the cost, whatever it takes.
So let’s be clear: if Jews were under attack, anywhere in the world, I would be the first to canvass for a Jewish congress in which to register our solidarity.
Similarly, when Palestinians are massacred because they are Palestinians — under a dogma that to be dead and Palestinian, they must have been Hamas — I shall wear my keffiyeh and offer my solidarity whatever the cost, whatever it takes.
Universal human rights are either universal or they mean nothing.
Ovvero:
Se un singolo Ebreo fosse minacciato, ovunque nel mondo, solo per il fatto di essere ebreo,indosserò la stella di Davide sulla mia giacca e offrirei la mia solidarietà a qualsiasi costo. Per essere chiari, sarei il primo a spingere per una conferenza ebraicadove dimostrare la nostra solidarietà.
Allo stesso modo, quando i palestinesi sono massacrati per il fatto di essere palestinesi, con la pretesa che se sono morti e palestinesi, allora devono essere stati membri di Hamas, allora vestirò la mia Kefiah e offrirò la mia solidarietà a qualsiasi costo.
I diritti umani universali o sono universali o non significano niente.
Sono d'accordo con lui.
Quando c’è stato l’attacco di Hamas ad ottobre dell’anno scorso, ho provato orrore, dolore per tutte quelle persone, ne ho condiviso la sofferenza e ho anche avuto da discutere con quelli che: “beh, se la sono cercata, se lo meritano”. Perché no, non se lo meritano. Nessuno merita di essere ucciso. Tutti quelli che augurano ogni male al popolo Ebraico, sono fascisti del cazzo.
Questo è un fascista, un fascista pure stupido, a giudicare da come si veste.
Questo modo di ragionare è esattamente quello che ha permesso a questa situazione di proseguire per decenni. Il modo di ragionare di persone che guardano la situazione dall’esterno, senza fare la fatica di cercare di capirla per davvero. E so che questo non mi porterà simpatie.
Vi racconto una faccenda di cui mi vergogno profondamente oggi.
Tanti anni fa, quando ero un ragazzino in un collegio del centro Italia, ci fu l’attacco dell’11 Settembre alle torri gemelle, all’epoca la pensavo proprio così:
“Ben gli sta agli americani, dopo che hanno bombardato da tutte le parti, che bombardino anche loro”
A ripensarci adesso rabbrividisco alla stupidità di quella “riflessione”. Quelle persone morte non avevano niente a che vedere con quello che era successo in altre nazioni, colpirle non avrebbe prodotto niente di buono.
Questa era anche la posizione di Bin Laden quella che “non c’erano americani innocenti, avevano deciso di votare per quei presidenti, quindi erano colpevoli di quelle azioni”. Una follia, colpire gente innocente perché, in potenza, avrebbe potuto fare qualcosa per modificare la politica americana, senza riconoscere che le uniche persone che avevano (e hanno) un qualche potere in America, sicuramente non sono gli elettori.
Questa è anche la posizione di Israele sui palestinesi e onestamente, lo è da molto tempo. Negli ultimi sei mesi, ho sentito cose che mi hanno fatto desiderare di strapparmi le orecchie, basta leggervi il caso proposto contro Israele dal Sudafrica alla corte di giustizia internazionale (corte di cui né Israele né gli stati uniti fanno parte). Tra le nazioni che non hanno firmato (o hanno ritirato la firma) lo statuto di Roma che riconosceva la corte abbiamo:
China, Iraq, Israel, Libya, Qatar, the U.S., and Yemen. Una bella compagnia quando si parla di diritti umani. Israele si rifiutò di firmare perché venne inserito tra i crimini perseguibili, anche il trasportare parte della propria popolazione in territori occupati.
Mhhhh, chissà come mai.
Ancora più interessante è come, quando la Russia ha invaso l'Ucraina, ho sentito forte e chiara l'indignazione degli americani, Biden definiva giustificatoil mandato di cattura del tribunale penale internazionale. E io sono d'accordo con lui!
Peccato che proprio oggi (29/04/2024 n.d.a.) il parlamento americano stia minacciando conseguenze gravi contro la corte se osa emettere dei mandati di cattura internazionali contro Nethanyahu e compagnia. Deve essere una cosa divertente poter decidere con quali sentenze sei a favore (Putin e Russia) e con cui sei sfavorevole giocando con una giustizia internazionale à la carte, che ci piace quando colpisce i nostri avversari, ma appena appena prova ad aprire la bocca sui nostri crimini, allora bisogna minacciarla di ritorsioni. Gli stati uniti sono proprio la città brillante in cima alla collina a cui tutti, tutti, dovremmo ambire. Del resto, come puoi essere d'accordo con il mandato di un tribunale che tu stesso, non riconosci? Per farlo devi diventare un campione di ginnastica mentale, nel caso di Israele, fresca di ieri mattina è la dichiarazione dell'ambasciatore Israeliano che "Srebrenica non è stato un genocidio"
Arrestate putin, ma se condannate uno dei nostri, vi bomb... Vi minacciamo di ritorsioni.
Per chi di voi non conoscesse la storia, il massacro di Srebrenica, o genocidio di Srebrenica, avvenuto durante la guerra dalle truppe bosniache con a capo Ratko Mladić in una zona protetta dalle nazioni unite, vide l'uccisione di 8000 musulmani. Vi racconto anche qualcosa che difficilmente conoscerete, sapete chi era responsabile di mantenere l'ordine nella zona? I caschi blu olandesi dell'ONU. Che, mentre era in corso un massacro, si stavano allegramente divertendo con donnine fornite dai bosniaci. Addirittura aiutarono i serbi a dividere tra donne bambini e maschi, che successivamente sarebbero stati massacrati.
Dopo una lunga serie di processi, per la vergogna suppongo, adesso gli olandesi non inviano quasi più truppe in nessun processo di pace. Vengano a farci pipponi sull'etica.
La decisione sulla definizione di genocidio non è una decisione che fai tu, caro ambasciatore, che quello di Srebrenica si debba classificare sotto il termine di genoicidio è stato deciso dalla corte internazionale di giustizia nel 2007.
E in ogni caso, se proprio qualcuno dovesse lamentarsi, dovrebbe essere il paese che di quel genocidio è stato accusato, in questo caso, la Serbia. Peccato che, proprio il ministro per gli affari esteri serbo abbia risposto all'ambasciatore israeliano dicendogli:
Ovvero, persino un esponente del paese che ha compiuto quel crimine ti dice "hey, imbecille, non cercare di sminuire quell'evento solo perché stai cercando di emularlo" allora stai proprio raschiando il fondo.
Giusto per rinfrescarci la memoria, ecco solo alcune delle frasi che i massimi esponenti del governo Israeliano hanno avuto il coraggio di cacciar fuori. Partendo innanzitutto da Ben Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano, un tizio così estremo che Calderoli potrebbe solo allacciargli le scarpe.
Il sorriso di uno che ha appena scorreggiato in ascensore
the war with Hamas presented an "opportunity to concentrate on encouraging the migration of the residents of Gaza
La guerra con Hamas presenta l'opportunità di concentrarsi sull'incoraggiare la migrazione dei residenti di Gaza.
Una frase che indica chiaramente come la pensi il tizio sulla popolazione della striscia di Gaza. Ma se non fosse abbastanza chiaro:
"We cannot withdraw from any territory we are in in the Gaza Strip. Not
only do I not rule out Jewish settlement there, I believe it is also an
important thing
Non possiamo ritirarci da alcun territorio della striscia di Gaza. Non solo non precludo degli insediamenti lì, credo anche che sia importante averli.
Questo sta strillando "PULIZIA ETNICA"e ovviamente non è l'unico a fare questo genere di commenti. Tutto il governo Nethanyahu la pensa esattamente come lui.
Ora io sostengo che non sia necessario preoccuparsi tanto di quello che viene detto, ma sembra evidente come la società Israeliana è diventata nei decenni via via più fascista, fino a quando, adesso, "l'unica democrazia del medio oriente" ha completato la sua deriva ed è diventata un etnostato con regole chiaramente diverse per gli ebrei e tutti gli altri. E quindi quello che importa è guardare a quello che viene fatto, non quello che viene detto.
E quello che viene fatto e piuttosto evidente. La popolazione palestinese è stata fatta marciare dal nord della striscia, concentrandola a poco a poco in quella che doveva essere una "zona sicura" a Rafah. Andate a Rafah! Lì sarete al sicuro mentre noi eliminiamo Hamas!
Rafah. Veniteci. È sicuro.
Una delle favole che più mi piace è la storiella dell'esercito Israeliano come quello più etico del mondo.
C'è veramente qualcuno che ci crede? Il Sud-Africa, uno stato che, modestamente, di Aparheid se ne intende, ha portato Israele di fronte al tribunale penale internazionale con l'accusa di genocidio. E lo ha fatto proprio perché entrambe, Israele e il Sud-Africa hanno firmato il trattato di Ginevra sul genocidio del 1948. Ho seguito il processo con attenzione, le accuse del Sud Africa sono ben evidenziate e difficili da ribattere.
La difesa di Israele si è concentrata su 3 punti.
1) COME VI PERMETTETE DI ACCUSARCI DI GENOCIDIO! A NOI! NOI SIAMO GLI UNICI CHE HANNO SUBITO UN GENOCIDIO!
2) Il Sud Africa è peggio di noi! (che anche se fosse vero non avrebbe nessun importanza)
3) È STATO KHAMAS NOI CI STIAMO SOLO DIFENDENDO.
Questa cosa che, se qualcuno fa una cosa mostruosa allora ti da l'autorizzazione di fare peggio di lui non ha senso. Immaginate un attimo, un terrorista vi entra in casa e uccide i vostri genitori (o un fratello, lo zio, o tutti quanti, vedete un po' voi chi odiate di più) e scappa con il coltello insanguinato dentro una scuola piena di alunni ed insegnanti.
Voi quel terrorista vorreste scuoiarlo vivo e appendere i suoi resti al sole per farne un tappeto da battere ogni giorno. Vi si avvicina un comandante dell'esercito e vi dice: "Siamo riusciti a trovare una soluzione per farla pagare a quel bastardo, bombardiamo la scuola e lo facciamo fuori. Non riuscirai a farci un tappeto, ma vendetta è fatta" "Ma così moriranno anche un sacco di persone innocenti" direte voi, sempre che vi sia rimasta addosso un minimo di umanità. La vostra decisione non sarebbe si bombardiamo la scuola e facciamo fuori il criminale. La prospettiva dell'esercito israeliano invece è che non importa quante siano le vittime, è più importante far fuori un singolo elemento di Hamas che salvare cento civili. Questo è falso! L'esercito israeliano fa la più grande attenzione a proteggere i civili palestinesi!
(Peccato però che gente come il ministro delle finanze Bezalel Smotrich non esista il popolo palestinese. Mica puoi trattare con gente che manco esiste)
“It is not true this rhetoric about civilians not being aware, not
involved. It’s absolutely not true. They could have risen up. They could
have fought against that evil regime which took over Gaza in a coup
d’etat.”
"Questa retorica sui civili ignari, non implicati, è assolutamente falsa. Si sarebbero potuti ribellare, avrebbero potuto combattere contro il regime malvagio con un colpo di stato"
Una retorica strana considerando che nella striscia circa il 50% da esseri umani sotto la maggiore età. Non ha nessuna importanza quanti civili, quanti bambini, muoiono. Perché tanto i civili, a Gaza, non esistono. E con questo la metamorfosi è completa. L'essere umano di suo è cablato e programmato per provare compassione per quelli che considera indifesi, siano essi bambini o adulti, ci vuole una gran fatica per costringerlo a fregarsene della sofferenza degli altri.
I nazisti avevano fatto campagne durate decenni dove descrivevano gli ebrei come "topi" "ladri" e in generale non-umani. E comunque le cose più diaboliche continuavano a venire nascoste, perché per il tedesco medio sarebbero state comunque oscene. Nello stesso modo la propaganda Israeliana (hasbara) descrive i palestinesi come non entità, malvagi e, anche i bambini, potenzialmente terroristi. Quindi responsabili. Questo si riflette poi sulla società civile Israeliana, che produce perle come questi video virali, fatti per prendere in giro le sofferenze dei palestinesi.
Se non sei manco umano, la tua sofferenza mi produce gioia. Sono sicuro che, se avessero avuto i social media nel 1940, questo sarebbe stato il tenore dei video prodotti dai nazisti.
E l'esercito più etico del mondo coagula questo ethos in sistemi come "where is daddy" e "lavander" in pratica un'intelligenza artificiale decida autonomamente quali sono i bersagli da colpire, accettando un numero di vittime "collaterali" di 15/20 a 1. Ovvero per ogni presunto militare di Hamas colpito si possono accettare anche 20 vittime civili. Sotto quest'ottica diventa più semplice comprendere il bombardamento del campo profughi di Jabilia dove sono morti un centinaio di civili, apparentemente perché un alto papavero di Hamas vi si nascondeva dentro. O il campo profughi di Al-Maghazi.
O qualunque altro cazzo di posto nella striscia di Gaza, perché attualmente in quel posto qualsiasi cosa che si muove viene bombardata, perché, ricordatevelo, non esistono né i civili palestinesi né il popolo palestinese. E visto che non esistono, l'esercito più morale del mondo può creare delle kill zonesdentro le quali uccidere chiunque si muova.
E quelle persone magicamente diventano "militanti di Hamas" Facile così. Se ti ho ucciso, allora sei colpevole. Non ci credi? Cazzi tuoi, se non fossi stato colpevole non ti avrei ucciso, perché io sono l'esercito più morale del mondo TM, diffidare dalle imitazioni.
E siamo arrivati insieme alla fine di questo lungo articolo, siamo arrivati a parlare di tragedia. Perché alla fin dei conti, questa è una tragedia. Una tragedia per i palestinesi, una tragedia per gli Israeliani, anche se le conseguenze potrebbero non essere ancora evidenti alla maggioranza. Una tragedia per l'umanità intera, in fondo, una tragedia perché non sembra esserci una soluzione.
E questa è la materia di cui sono composte le tragedie, le vedi dipanarsi da lontano, sai dove cadranno, puoi prevedere esattamente quando la miccia prenderà fuoco, incendiando tutto il palco, i protagonisti, persino il pubblico. E non puoi fare niente.
Perché non sei abbastanza intelligente, abbastanza forte, abbastanza astuto da trovare una soluzione. Quanto mi piacerebbe, raccontarvi come si fa a trovare una pace giusta, che tenga conto delle terribili sofferenze a cui entrambi i popoli sono stati sottomessi, in tempi diversi, dai corsi e ricorsi storici.
Ecco perché è una tragedia.
N.B. Se volete leggere qualcosa che proponga, in qualche modo, delle soluzioni, un libro interessante è "palestina e Israele: Che fare?" di Noam Chomsky e Ilan Pappé.
Facciamo festa ragazze, ma non ubriacatevi, che poi c'è da sparare in culo all'Isis.
La cosa bella del medio Oriente è che non cambia mai nulla, puoi utilizzare una battuta letta trent'anni fa su Cuore e rimane sempre attualissima.
Partirò dal presupposto che tutti sappiate chi sono i Curdi, almeno, questo è quello che spero. In pratica, i Curdi sono in qualche modo simili agli israeliani prima della nascita di Israele, un popolo senza stato. E questa situazione è direttamente figlia della spartizione del medio oriente dopo il crollo dell'impero ottomano. In ogni caso, dei curdi non è mai fregato un cazzo a nessuno, così quando si è deciso, nel 1920 come dividere la torta, nessuno si è preoccupato granché di loro, o di qualsiasi altro popolo, se proprio dobbiamo essere precisi.
Beh, delle promesse erano state fatte: "tranquilli cari Kurdi, o Curdi, come cazzo vi chiamate? Vedete che un posticino lo troviamo pure a voi, non temete, aspettate fiduciosi, lì nell'angolino più lontano. Mi raccomando, non fate troppo macello, che stiamo lavorando, noi. Ah, le stanze le stiamo distribuendo agli altri, ma abbiamo una meravigliosa Suite tutta per voi, vi diamo le chiavi appena riusciamo a vendere un bellissimo anfiteatro al centro di Roma".
Così immagino più o meno che siano stati discussi gli accordi di Sèvres, che ci restituiva una mappa come questa.
Vedete quella scritta? -Possibile territorio Curdo- ah ah ah! Ci avete creduto eh? Col cazzo.
Ora, non ho in particolare simpatia i nazionalismi, di qualsiasi colore siano, ma se proprio si doveva decidere una divisione a cazzo, tanto valeva darglielo, un territorio a questi poveracci. Invece niente, si è deciso di lasciarli appesi ad una speranza che nel diciannovesimo secolo non si è mai realizzata, guardate come è distribuita la popolazione curda, per capire quanto siano sfigati questi qui.
Sono una minoranza sfigata in ogni luogo, sono stati vittime di massacri in ogni zona del medio-oriente, con delle menzioni d'onore però.
Per la Turchia, dobbiamo citare il meraviglioso massacro del Dersim. Non tanto per il numero dei morti (che variano ovviamente a seconda di chi ne parla, da qualche decina di migliaia, ad un centinaio di migliaia di curdi ammazzati, contro 110 morti turchi.) quanto nel modo in qui sono stati ammazzati.
Il numero dei morti della fonte ufficiale turca dice 13.160 morti civili. Come fanno a sapere esattamente quanti morti ci sono stati? Capita spesso durante le guerre che vengano fuori numeri così:
17.342
18.465
90.546
Che cazzo vogliono dire? Niente, non vogliono dire niente. A meno che tu non aggiunga anche una faccia a quelle persone. Se trasformi quei morti ammazzati in numeri (13.160) elimini la componente umana dell'equazione, dopotutto 13.160 non è molto diverso da 13.161, ma se il fortunato che sta al 13.161 è tuo fratello, tua sorella, tua madre, o qualunque persona che conosci, beh, la faccenda cambia parecchio. Che mica ti svegli la mattina dicendo:
"Ehi, 13.161, facciamo colazione assieme?"
"Oh, 13.161, andiamo a berci una birra al baretto di 13.156?"
" 13.161, ti amo, vuoi sposarmi?"
Capite che così non funziona. Ma provate a togliere il numero e mettere al posto del numero il nome di una persona a voi cara. Potete cambiarla a seconda della frase, così se la persona con cui vi siete sposati si chiama Paola, mettete quel nome, poi rileggetela pensando che quella persona è stata sbrindellata da 50 kg di esplosivo.
"Paola, ti amo, vuoi sposarmi?". Cazzo se suona diverso.
E ovviamente questo discorso non vale solo per i curdi, i nazisti avevano capito benissimo il fenomeno, ecco perché avevano deciso di chiamare i prigionieri dei campi di concentramento con dei numeri.
Mica ti puoi affezionare ad un numero.
A meno che non si chiami 3.14 , in quel caso sei al limite.
"Ehi Phi Greco, forza, è arrivata l'ora di farti una bella doccia, andiamo, vieni con me". Detta così potrebbe quasi evocare dei sentimenti, magari la guardia s'intenerisce. Ma guardate che meraviglia invece:
"Ehi 314, forza, è arrivata l'ora di farti una bella doccia, andiamo,
vieni con me. E ricordati l'asciugamano, altrimenti prendi freddo".
Sempre
per quel discorso che 314 è vicino a 315 e tra due numeri non è che ci
sia tutta sta differenza.
Sapete perché i generali e i politici sono
così pronti a dichiarare guerra? A parte il fatto che raramente pagano
le conseguenze delle loro azioni, intendo (qualcuno potrebbe
ricordarsi di un tizio che si era mascherato da soldato per salvarsi la
pelle, un tizio che aveva strillato da un loggione cose tipo: "se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidentemi!" volontà che poi è stata rispettata, anche se forse il tizio, che chiameremo mascellone, aveva cambiato idea). I
generali e i politici, possono dichiarare guerra dal comodo della loro
casa e guardare l'evoluzione della guerra su una mappa, si perdono il
sangue, la gente che si caga addosso, il puzzo dei cadaveri. Si perdono
il fatto che i morti nemici hanno lo stesso aspetto dei morti amici.
Sono distaccati dalla realtà, nello stesso modo in cui lo è uno che
preme un pulsante per lanciare un missile contro una città.
In
quell'esperimento, Milgram voleva dimostrare che gli esseri umani
eseguono gli ordini impartitegli da qualcuno percepito come -in carica- anche quando questo significava infliggere scariche elettriche ben oltre il limite di sopportazione ad altri esseri umani.
Eppure credo che l'esperimento, più che indicare la tendenza umana al rispondere agli ordini (indiscutibileper chiunque abbia lavorato in azienda anche solo per un paio di settimane ) dimostri invece quanto sia facile fare qualcosa di moralmente disgustoso quando non vediamo, direttamente, il risultato delle nostre azioni. Perché certo, i soggetti sperimentali di Milgram potevano sentire le urla di dolore, ma non potevano vedere le persone a cui stavano infliggendo quel dolore. Si era allontanato l'altro, in questo caso facendolo diventare una voce che esce da un altoparlante.
Allontanare l'agente dall'attore, diciamo.
Questa cosa l'abbiamo imparata proprio bene, noi umani, la ripetiamo in ogni lingua, sapete come chiamano gli immigrati gli americani?
"Illegal Aliens" che se veramente esistono gli spiriti, quello di Toro Seduto sta scavando una galleria abbastanza profonda che la boring Companydi Musk gli fa una ricca sega.
Noi italiani li chiamiamo clandestini, quando non decidiamo per termini ben peggiori, che i miei alunni dimostrano di conoscere molto bene, visto che se li sentono ripetere così spesso. Qualche tempo fa ho sentito una maestra apostrofare una classe, composta per 4/5 da bambini stranieri: "Perché non ve ne tornate a casa vostra? Qui non c'è posto per voi, tornatevene a casa!"
Le ho detto che se mai avessi sentito ancora quel fiume di stronzate uscire dalla sua bocca, l'avrei presa a schiaffi personalmente, con grande piacere. E temo che il punto di vista della collega sia decisamente diffuso.
"Affondiamo i barconi" "Sono troppi, tornassero al loro paese" Eccetera, eccetera, eccetera.
Poi però partecipiamo all'aggressione alla Libia. Come uno che ficca il cazzo in una distruggi-documenti e poi si lamenta di essere diventato sterile.
In Israele li chiamano -infiltrati- capito? Infiltrati. Che poi è la dimostrazione pratica che non importa quanto hai sofferto in passato, riesci ad essere perfettamente stronzo, basta aspettare un paio d'anni et voilà, ci si dimentica di essere stati oppressi. E noi italiani siamo un ottimo esempio a riguardo. Ci chiamavano Wop fino a poco fa! Alla fine degli anni sessanta, Nixon si esprimeva così, sugli italiani.
Nixon: “The Italians. We musn’t forget the Italians. Must do
something for them. They’re not, we ah . . . they’re not like us.
Difference is, the . . . They smell different, look different, act
different. After all, you can’t blame them. Oh no . . . can’t do that.
They’ve never had the things we’ve had.”
Ehrlichman: “That’s right.”
Nixon: “Of course, the trouble is . . . the trouble is you can’t find one that’s honest.”
Ma torniamo ad Israele. A quanto pare hanno 38.000 rifugiati africani che sono arrivati presumibilmente attraversando il confine egiziano (dove Israele ha costruito un muro, per fermarli, immagino Trump abbia copiato l'idea) e i Netanyahu vorrebbe rispedirli in africa (tornate a casa vostra!) in Uganda. Tutti in Uganda, a prescindere da quale fosse la nazione originale di provenienza.
Tranquilli, vi mandiamo in Uganda, vedrete che ci starete bene. Ah, non conoscete nessuno, in Uganda? Cazzi vostri. L'Uganda, avete presente? Il paese al 174 posto per pil pro capite, con ben 500$ a testa da spartirsi. Chissà cosa ci faranno con quei 40 Euro a testa al mese. Immagino le ville.
Tipica villetta a schiera ugandese, qualche piccolo lavoro di manutenzione da fare, ma splendida posizione. Chiamare Ubuntu, solo ore pasti.
E non è che gli altri abbiano fatto di meglio.
In spagna la Guardia Civil ha sparato letteralmente ai migranti che stavano cercando di arrivare a nuoto.
La superiorità morale dell'occidente democratico.
In linea di principio, però, dobbiamo dire che mica ce la prendiamo con
gli stranieri in quanto stranieri, eh. Ce la prendiamo con gli stranieri
in quanto poveri, i poveri, come diceva giustamente Nixon, puzzano.
Tanto è vero che l'atteggiamento che teniamo si modifica profondamente
quando arriva un principe Saudita, arabo pure lui.
Guarda che sorrisone il nostro Gentiloni. Starà già pregustando la carrellata di soldi che i sauditi spenderanno per comprare armi da sganciare sullo Yemen?
E così arriviamo ai Curdi. Che la Turchia disprezza profondamente, gli americani usano per combattere l'Isis, ma solo fino a quando serve, e Israele (giustamente) difende.
Noi Europei, nel frattempo, facciamo un accordo con la Turchia per bloccare gli immigrati al confine, in modo da evitare quelle fastidiose regole che così poco ci piacciono. Cazzo, se c'è un Dio dovrebbe fulminarci tutti, me compreso. Perché un crimine del genere ce lo ritroveremo a perseguitarci tra non molto, quando cercheremo di far valere quelle stesse regole, che quando difendono noi ci piacciono molto.
Insomma, i Curdi piacciono anche a noi, ma solo quando se ne stanno a debita distanza, oppure quando devono combattere da qualche parte, con quelle bellissime donne che, sul serio, chiunque abbia sparato ad una di loro, brucerà all'inferno.
Ecco, una così bella, appena si mette il rimmel sei obbligato per legge a buttarti ai suoi piedi e chiederle di sposarti. E ti converrà essere un buon marito, se non vuoi, aehm... Pagarne le conseguenze.
E ci piacciono a debita distanza, perché biologicamente siamo fatti per stare male quando qualcuno vicino a noi, soffre. Se li teniamo a distanza, non li vediamo, se non li vediamo, allora è tutto a posto.
E questa cosa, per oggi, è la cosa migliore che posso dire della razza umana.
Kurdt
Nota a piè di pagina, ringrazio tutti i meravigliosi umani che sovvenzionano il mio vizio del caffè e li informo che ho finito di scrivere il libro che avevo promesso. Se volete unirvi a loro e passarmi un caffè sottobanco, non dovete fare altro che iscrivervi a Patreon, in alto a sinistra cliccate su "Patreon". Troverete il resto delle cose che scrivo e ovviamente, la mia eterna gratitudine.
Stiamo come nel 1933 ma con una macchina di pagliacci ficcati dentro una cinquecento e con i palestinesi al posto degli ebrei, nel posacenere.
Non nutro nessun ottimismo per gli anni prossimi venturi, e non è Donald Trump, il problema, non più di quanto non lo fosse il pittore fallito senza alcuna capacità di comando, nel 1930.
Il problema è che la capacità di riflessione e comprensione della realtà secondo parametri condivisi, sta sparendo, soppiantata da una corsa a chi riesce ad accumulare più soldi su questa zattera lanciata a folle velocità nello spazio intergalattico, zattera a cui stiamo facendo più buchi possibile, pregando non affondi.
Guardo i miei alunni, splendidi bambini, adorabili, di religioni diverse, nazioni diverse, e penso che no, loro non si scannerebbero mai per un pezzo di terra da qualche parte. Poi ci penso e ricordo che sono capaci di litigare perché uno li ha guardati troppo a lungo, distruggendo la mia idea di un governo guidato da Bambini. Sarebbe l'apocalisse nucleare.
Scrivo poco perché cerco di osservare il più possibile, e dire solamente quello che veramente penso non sia ancora stato detto, e la verità è che sono un povero stronzo, amen.
Ma la situazione politica degli ultimi dieci anni mi sembra veramente incredibile, ovunque mi giri ci sono conati fascisti, in Francia Macron, da bravo liberale, decide di consegnare il paese alle destre, malgrado le elezioni avessero detto esattamente l’opposto. L’America manco a dirlo, è un circo di nani e ballerine con, sotto il tendone, un colossale arsenale nucleare pronto a saltare in aria ad ogni momento. E se pensavate che gentaglia come John Bolton fosse guerrafondaia, preparatevi alla nuova infornata di cretini che spingeranno per una guerra con Iran (manco a dirlo) ma soprattutto, la CINA.
Non so se vi rendete conto dell’impatto che potrebbe avere una guerra con l’Iran, uno stato che ha quattro volte la popolazione dell’Iraq, missili balistici a lungo raggio e la possibilità di chiudere completamente lo stretto di Hormuz.
Ammesso e non concesso che l’Iran non abbia armi nucleari, credete lo andrebbe a raccontare a voi, se le avesse? Probabilmente le terrebbe come arma di estrema istanza nel caso peggiore di tutti, se dovesse fronteggiare una possibile disintegrazione.
Se una guerra contro l’Iran è drammatica e avrebbe conseguenze mai viste negli ultimi 80 anni, una guerra contro la Cina può essere descritta solo in un modo, distruzione totale, per tutti, assicurata.
La Cina è una nazione organizzata, industrializzata, con tutte le risorse che le servono per mantenere una guerra prolungata contro chiunque, con una popolazione che appoggia il proprio governo. Gli Stati Uniti hanno sicuramente un esercito impressionante, ma Trump sembra intenzionato a permettere alla Russia di Annettere l’Ucraina, probabilmente sperando di farne uno strumento in una guerra d’attrito contro la Cina.
Questa cosa non succederà mai, Putin non è uno stupido, sa perfettamente che non c’è da fidarsi degli Stati Uniti, la Russia ne ha sicuramente esperienza diretta nella transizione post URSS, non si lascerà certo convincere con due caramelle e una perlina.
Stessa strategia che credo voglia venire utilizzata con Israele, Trump chiederà a Nethanyahu una tregua, giusto il tempo di permettergli di fare un giro di applausi e poi via, tutti insieme ad annettere la West Bank, sognando di trasformare Gaza in un Grande lido balneare.
Bisognerà solo fare attenzione ai cadaveri che la risacca porterà a riva, ogni tanto, ma magari un po’ di sangue si mescola bene con il cemento.
E no, se vi venisse il dubbio, non condono in nessun modo le azioni di nessun terrorista, solo includo anche l’IDF nel computo dei terroristi, come includevo l’esercito americano durante la guerra dell’Iraq. Essere uno stato nazione non esonera dal rispettare i diritti umani.
“Ma Israele rispetta i diritti umani dei palestinesi, e se non li rispetta, è tutta colpa di Hamas, che ci obbliga a bombardare le tendopoli e annettere la west Bank”.
Se ci credete davvero, guardatevi allo specchio, siete stupidi. Magari non ve l'hanno ancora detto, ma siete stupidi.
A giudicare dal colore, anche questo pianeta è ormai infetto dal comunismo. Ecco perché non è rimasto più niente, i Marziani comunisti, è cosa nota, si mangiavano i bambini. Fino a quando si sono estinti.
Idee politiche. Tutti le abbiamo, tutti ne parliamo in giro, tutti siamo convinti che siano perfette, le nostre. Già frequentando il liceo si comincia, iniziano le divisioni, si comincia con comunisti e fascisti. Spesso e volentieri le idee politiche non si riflettono sul comportamento, e vedrete il comunista più sfegatato che non darebbe un pezzo del suo panino nemmeno se vedesse sua madre crepare di fame, e il fascista che aiuta il compagno marocchino a fare i compiti. O il fascista che vende la madre per un panino. O il comunista che vende il marocchino per comprare una madre al panino. Avete capito.
Questo perché, in quella fase, le idee politiche sono più che altro dei rimasugli dell'infanzia, si appoggiano le idee dei genitori, o magari l'esatto opposto, tanto per sfancularli, ma in linea di massima non si riesce a difendere quelle idee in nessun modo che vada oltre il senso di appartenenza al branco.
« Voi comunisti siete merda secca» «Fascisti balordi»
«Anarchia unica via»
E via discorrendo con stronzate di vari colori sparate dalle casse durante le manifestazioni, o peggio, durante il concertone del primo maggio. Eh, perché quello è veramente l'apoteosi della merda, l'unica cosa che si salva sono le bandiere sarde.
Buona parte della popolazione rimane ferma a questa fase di sviluppo, hanno un'idea, non la sviluppano, non la minacciano con delle prove, la tengono solo lì ad occupare spazio, come un soprammobile cerebrale.
E così che cominciano le guerre mondiali, sapete? Uno ha un idea, tipo che magari ci sono questi ebrei, no? E lui è convinto che questi ebrei sono cattivissimi e vogliono strappare tutti i denti di bocca dai poveri bambini ariani no? E poi ci sono altri che magari, manco a loro piacciono gli ebrei, ma non pensano che vogliano far fuori l'intera popolazione dei denti d'oro.
E poi chiaramente si invade la Polonia
Se ci pensate, nei campi di concentramento piazzavano Ebrei, zingari e ricchioni. Sarebbe bastato fare un esperimento per scoprire che gli ebrei non rubavano i denti agli zingari, al massimo diventavano ricchioni, visto che le donne le buttavano subito nelle camere a gas.
E insomma, quello che voglio dire è che le idee politiche e sociali sono importanti, si diffondono come virus e ce ne sono di diversi tipi, facciamo una panoramica di quelle essenziali, partendo dai più scemi in assoluto.
I FASCISTI: La bonifica delle paludi. Quella è stata l'unica cosa degna di nota del regno d'Italia dal 1800 al 1945, niente di meglio poteva capitare al popolo italiano. Potete discutere per due ore con un fascista, ricordandogli i milioni di morti causati dal regime, gli omicidi politici, la repubblica di Salò, la carestia, non otterrete niente, era tutta colpa di Hitler, in fondo Mussolini era un bravo cristo, se non avesse frequentato le persone sbagliate.
Adesso invece è tutta colpa dei negri e dei froci, e infatti i fascisti moderni amano Putin, che negri e froci li tiene lontani, preparatevi perché se mai entrassimo in guerra, sarebbe, ovviamente, tutta colpa di Putin.
I COMUNISTI: Fermo restando che un idea politica che non ha funzionato da nessuna parte, NON FUNZIONA, i compagni comunisti sono refrattari a ricordarsi le purghe staliniane (ehhh, ma Lenin ci aveva messo in guardia da Stalin!) i massacri di Pol Pot (tutta colpa degli americani) e le stragi durante la rivoluzione di Mao (I cinesi sono gente strana, e poi sono tanti, lascia che si autoriducano). Come nel caso dei fascisti, sono repellenti ai fatti, Cuba è povera per colpa degli americani e sono, come i fascisti, contrari allo stato d'Israele, perché i palestinesi sono poveri. Solo che, la soluzione che vedono non sono due stati, ma la distruzione di Israele. Leggono il Manifesto e Micromega, quando va bene, quando va male leggono InformareXresistere.
I LIBERALI: I liberali sono un branco di teste di cazzo, alla pari dei gruppi qui sopra. I liberali proponevano di ridurre le tasse, tagliare le spese statali e lasciar fare alla concorrenza del libero mercato. Inutile puntualizzare che, negli stati uniti la competizione del «Libero mercato» nella sanità ha triplicato i costi delle medicine e di qualsiasi intervento, facendo apparire il nostro sistema sanitario, un miracolo di efficienza.
Ma ripeto, anche qui, quando ci si definisce in qualche modo con un «ista» o un «ale» alla fine, si è costretti a prendere una serie di posizioni che magari non reggono alla prova dei fatti e crollano miseramente quando esposti al mondo reale.
GLI ANARCHICI: Gli anarchici sono i più scemi tra tutti i gruppi, l'idea che un gruppo sociale riesca ad autoregolamentarsi grazie alla sua superiore capacità è ridicolo quanto pericoloso (vedi anche «la mano invisibile dei mercati). Nessun gruppo sociale composto da più di cinque persone riesce a regolamentarsi in maniera efficace, lasciamo stare uno stato composto da milioni di individui, Bakunin era un coglione. Un coglione bravo a scrivere, ma sempre un coglione.
GLI ANARCOCAPITALISTI: Sono una branca estremista dei liberali, con cui condividono l'idea che il mercato, da solo, sia capace di risolvere ogni problema. Ogni tanto citano la mano invisibile, il concetto per cui tutto il capitale andrà a finire dove serve di più, migliorando la vita di tutti. Chiaramente è una cazzata, il mercato non è capace di fare previsioni a lungo termine, volete un esempio? Il global Warming. Ora potete anche dirmi che è un fenomeno naturale e l'uomo non c'entra una fava ( avrete contro la stragrande maggioranza dei climatologi, e persino degli scenziati in genere, ma pensatela come preferite). Il mercato, lasciato a se stesso continuerà a bruciare carbone (più economico) fino a quando non avremo superato ogni soglia di sicurezza, fino a quando non arrostiremo con un bel +2 (o addirittura, +4) sulla temperatura media.
E ora, arrivati a questo punto,mi chiederete: «E tu, che chiacchieri tanto, come cazzo ti definisci?»
Io ho deciso di smettere di definirmi con etichette precise, e di ragionare solo sui singoli problemi, fregandomene di «chi» dovrebbe sostenere la mia posizione in quel determinato momento.
Pensate quanto sarebbe bello se potessimo votare, invece che sul partito, sulle idee. Sulla scheda elettorale cinquanta idee da votare con posizioni da zero a dieci, tutti potrebbero dare il loro feedback su posizioni reali, non su frasi che si ripetono da cinquant'anni e canzoncine su contesse morte da cento.
Sarebbe bello, no?
Sarebbe una merda, immaginate la parte dove si chiede: "Quanto sei a favore delle tasse?" sarebbero tutti contrari, e andremmo a finire in Somalia, dritti sparati.
L'unica soluzione, amici miei, è emigrare su Marte.
Un anno fa, proprio in questi giorni di fine Agosto, ero in vacanza con la mia ex ragazza a Barcellona, passeggiando per las Ramblas. Quella città rimarrà sempre nei miei ricordi e, tralasciando la puzza di piscio che ammantava i vicoli, ci ho lasciato un pezzo di me, un pezzo importante.
La Spagna è stata casa mia per molti anni. Ancora adesso, se devo pensare ad un posto da chiamare casa, quello è uno dei primi che mi viene in mente. Ho donato il sangue, in Spagna, mi sono innamorato, in Spagna, ho perso un amico e ne ho trovato di nuovi, ho perso i documenti e sono rimasto intrappolato su un'isola per sei mesi, in Spagna. Ho fatto il bagno nell'oceano e mi sono ubriacato fino a svenire ad un lato della strada e ho conosciuto gente fenomenale e stronzi micidiali, in Spagna.
E la lingua? Lo spagnolo, per un sardo come me è la lingua più vicina all'anima, calda, sincera e morbida. Ve lo sto raccontando perché sappiate quanto mi sento vicino agli spagnoli in questo momento, perché anche io, come si dice, tengo el corazòn partido come fossero morte persone a Milano, dove vivo, o a Perugia, un altro posto che sento di poter chiamare "casa".
E disprezzo profondamente chiunque decida di uccidere innocenti per difendere la propria idea di "giustizia" o "guerra santa", siano essi spinti da motivi politici, religiosi o altre stronzate.
Proprio perché mi sento colpito personalmente, mi disgusta sentire di gente che come un avvoltoio, coglie l'occasione per accusare il proprio nemico preferito, accusando tutto il gruppo che odiano per quello che è successo.
"i musulmani sono i colpevoli, dobbiamo smetterla di essere buonisti e guardare in faccia la realtà"
"non tutti i musulmani sono terroristi, ma tutti i terroristi sono musulmani"
E altre variazioni su questa falsariga. Guardiamo la realtà in faccia, allora. Tutti i terroristi sono musulmani. Tutti i terroristi islamici, sono musulmani, verissimo, così come era vero che tutti i Brigatisti erano di sinistra e tutti i militanti dei Nar erano di destra.
Seguendo la stessa logica possiamo dire che tutti quelli di sinistra e di destra sono terroristi. Ma posso continuare con le analogie. Quasi tutti i mafiosi sono siciliani, anche se il brand ha un buon valore all'estero. E la Sacra corona unita? Qualche giorno fa sono morti due poveri cristi, che avevano l'unica colpa di essere testimoni di un omicidio, erano Pugliesi sia le vittime che i carnefici, eppure non sento nessuno dire che sono colpevoli tutti i pugliesi. E non lo sento perché siamo abbastanza intelligenti da capire che
"non tutti i pugliesi sono criminali"
Tutti abbiamo qualche amico pugliese e non ci verrebbe mai in mente di categorizzarlo come assassino.
Il nostro cervello è uno strumento eccezionale per capire il mondo, dopotutto riesce a filtrare gli stimoli apparentemente inutili permettendoci di funzionare sul pianeta, per farlo però utilizza degli stratagemmi, uno di questi è la generalizzazione. Per esempio, se quando eravamo piccoli siamo stati morsi da un cane, potremmo avere paura di tutti i cani.
Un cane mi ha morso, tutti i cani sono terroristi.
E il cervello lo fa per una buona ragione, per evitare di essere circondato da un'enormità di stimoli da assemblare e capire ogni volta, per evitare di valutare tutto ogni volta, cosa che lo paralizzerebbe. Possiamo dire che il cervello è pigro, eccezionale, ma pigro. Come un centometrista capace di fare i cento metri in 10 secondi, ma che dorme tutto il giorno. Un gatto, tipo.
A proposito di gatti, sono delle brutte persone, quasi quanto i cavalli. Forse non lo sapete, ma quando il vostro gatto vi si struscia sulle gambe, non lo fa perché vi vuole bene, lo fa perché sta marcando il territorio. Voi siete proprietà del vostro gatto. Del resto avete mai visto il vostro gatto pulire la vostra lettiera? Giusto per capirci sulle gerarchie.
Comunque, andiamo avanti. Questa caratteristica del cervello, se da una parte ci ha reso possibile vivere sul pianeta terra, un posto fitto di minacce, ci rende molto più difficile interpretare fenomeni complessi come il riscaldamento globale, la disoccupazione o il terrorismo. Pensateci, quante persone dicono, contrariamente all'opinione degli esperti, che il global warming è colpa del sole (che in fondo ci riscalda, no?) o che accusano i giovani di essere pigri, che se volessero un lavoro lo troverebbero (vent'anni fa, era vero, oggi no) o ancora, che il terrorismo è colpa di una religione.
Il fenomeno è figlio di una serie di fattori, religione, disoccupazione, povertà e infelicità di una fetta della popolazione, altrimenti non si spiegherebbe come mai, le stesse nazioni che adesso sembrano tornate al medioevo, prima non lo fossero. Nazioni che erano islamiche anche prima.
Non ci credete? Vi faccio vedere un paio di foto.
Iran Anni 70 quando ancora c'era lo Shia. Adesso verrebbero prese a pietrate sulle tette.
Kabul, anni settanta. Oggi verrebbero fatte esplodere al mercato rionale. Il progresso
Iraq, sempre negli stessi anni. Tutte col burka.
Sorprendente constatare che nello stesso periodo storico, gli anni settanta, queste popolazioni mostrassero un'apertura al mondo e ai costumi completamente diversa rispetto a quella che c'è ora. Ma erano ugualmente musulmani, non lo sono diventati dopo gli anni settanta. Cosa diavolo è cambiato? Beh, ci sono passate di mezzo un paio di guerre:
L'Iraq aveva invaso l'Iran, che era passato dallo ShiaReza Pahlavi, più laico, a Koemini (mandante, tra le altre cose, dell'attentato al papa del 1981) ne scaturì una guerra terribile che fece circa un milione di morti. Il passaggio dallo Shia a Koemini era stato caldeggiato dagli Usa. Attenzione, lo Shia non era certo una persona simpatica, si era reso responsabile di misure carcerarie di massa, durante il periodo della rivoluzione, ma in linea di massima aveva fatto bene, economicamente e socialmente, al paese.
Aggiungiamo che Manco Saddam era certo una brava persona, usò armi chimiche contro gli Iraniani e contro i Kurdi, nell'88, gli stessi Kurdi che adesso stanno coraggiosamente combattendo contro l'Isis.
Questi gli schieramenti in campo. Le due squadre hanno pescato parecchi bomber durante la campagna acquisti estiva.
Anche qui gli Usa hanno fiancheggiato Koemini, padre della rivoluzione religiosa. Anche qui pochi anni dopo hanno deciso di combattere i risultati di quella "rivoluzione".
Bush Senior dichiara guerra all'Iraq, colpevole di aver invaso il Kuwait per non restituire i debiti di guerra contratti durante la guerra Iran-Iraq.
Di tutte le guerre degli ultimi anni è stata l'unica fatta con idee chiare su quello che si voleva ottenere, la liberazione del Kuwait e una lavata di Capo a Saddam, ha funzionato egregiamente.
In piena guerra fredda Usa e Urrs si fronteggiano appoggiando fazioni diverse.
Notate le nazioni che appoggiavano i Mujahedin islamici (chiamati all'epoca freedoom fighters anche dagli americani che ora li chiamano diversamente).
In pratica gli Usa finanziavano le stesse persone a cui hanno dichiarato guerra anni dopo, accusandole di voler riportare il paese al medioevo (cosa vera, ma volevano farlo anche vent'anni prima, cosa è cambiato a parte il contrasto con l'Urss?). Un'atteggiamento ripetuto con una certa costanza, diciamo.
Era il governo appoggiato dai russi (con un invasione militare, non va dimenticato) giusto ed equo? Sicuramente no,dopotutto stavano invadendo un paese straniero. Quello che è arrivato dopo è stato meglio? Non credo sia argomento di discussione.
C'erano importanti obbiettivi economico strategici in ballo nella regione, il risultato è stato un casino epocale abbandonato al suo destino.
Ma continuiamo, sempre nello stesso paese. Visto che gli Usa non ne avevano avuto abbastanza, hanno deciso di attaccarlo di nuovo subito dopo il disastro delle torri gemelle.
In pratica una guerra contro le stesse persone che si erano fiancheggiate negli anni 80. Una volta estinta la minaccia dell'Urss, sgretolato agli inizi degli anni 90' e dopo gli attentati dell'11 settembre, gli americani scoprirono che un paese fondato su un'ideologia religiosa non produce niente di buono, surprise surprise. Mandarono ai talebani una lista di richieste.
consegnare tutti i leader di al-Qāʿida in Afghanistan agli Stati Uniti;
liberare tutti i prigionieri di nazioni straniere, inclusi i cittadini statunitensi
proteggere i giornalisti stranieri, i diplomatici e i volontari presenti in Afghanistan;
chiudere i campi d'addestramento terroristici in Afghanistan e consegnare ciascun terrorista alle autorità competenti;
garantire libero accesso agli Stati Uniti ai campi d'addestramento per poter verificare la loro chiusura.
Gli allevacammelli rifiutarono perché consideravano impossibile eleggere un leader non religioso, Allah li avrebbe puniti togliendogli le vergini baffute, ma avrebbero consegnato Osama Bin Laden se fossero state presentate delle prove della sua responsabilità negli attentati dell'11 Settembre.
Gli Usa attaccarono ugualmente, il 7 ottobre. E potremmo dire che hanno fatto bene, in fondo, c'era un tizio responsabile degli attentati che stava nel paese, cosa diavolo avrebbero dovuto fare? Il problema nasce quando spuntano, pochi anni dopo, prove della responsabilità di un altro paese negli attentati, l'Arabia Saudita. Tra parentesi, se quindici attentatori su 18 sono sauditi e tu attacchi l'Afghanistan, hai evidenti problemi di comprendonio. Come se tua madre, dopo che vieni pestato a scuola da una gang di bulletti rubamerendine della IIIC desse fuoco alla casa del vicino che ha un cane che le ha pisciato sulle aiuole.
Per aggiungere carne al fuoco (di sbarramento) anni dopo (2016), quando oramai la connessione tra Arabia Saudita e attentati si era rafforzata, l'Arabia Saudita minacciò di vendere 750 miliardi di dollari in Assets Usa e fare crollare il valore del dollaro, se fosse passato il JSTA act (una legge che permette di denunciare e condannare stati esteri nelle corti Usa). La legge passò ugualmente, anche contro il parere di quel pacifista di Barack Obama (ah! I nobel per la pace non sono più quelli di una volta). Siamo arrivati ai giorni nostri.
Si potrebbe aggiungere la seconda invasione dell'Iraq, che conoscete tutti. Gli Usa intervengono sostenendo di avere prove che Saddam abbia una scorta di armi di distruzione di massa, sicuramente anche nucleari, quindi bisognaattaccaresubitoimmediatamente! c'è un video a riguardo per ricordarci dell'evento.
Il nostro simpatico alcolista, Bush Jr raccontava che l'Iraq era in possesso di armi di distruzione di massa. Ma era vero? No, non era vero, dopotutto qualsiasi idiota sa che ar cavaliere nero nun je devi romp'er cazzo. Gli Usa stessi, attraverso l'Iraq Survey Group, un gruppo di ricerca creato da CIA e pentagono, appositamente inviato lì per trovarle non le ha trovato, il report completo, chiamato Duelfer Report, lo trovate sul sito della Cia, qui.
Le conclusioni sono state che l'Iraq non aveva armi di distruzioni di massa, gli unici ritrovamenti furono dei residuati bellici della guerra Iran-Iraq, oramai inefficaci e inutilizzabili. Del resto, se ci pensate, avesse avuto l'Iraq armi di distruzione di massa, NUCLEARI addirittura come sosteneva Bush Jr, non l'avrebbero attaccato, altrimenti la Corea del Nord sarebbe stata attaccata molto tempo fa. Bush però volevo ricordarlo così, nel pieno delle sue capacità mentali. Ad un funerale di cinque poliziotti uccisi. Completamente ubriaco. Quel tizio poteva lanciare un attacco nucleare, per intenderci.
Ma non temete, ora la situazione è migliorata. Se con "migliorata" intendete il presidente degli states che prende per il culo un giornalista con disabilità.
Potete subito notare una cosa interessante, nello schieramento opposto al governo di Bashar Al- Assad Ci sono sia i Mujaheddin che i militanti del YPG turco e il PKK (ve lo ricordate Öcalan?) , che è un po' come avere a combattere dalla stessa parte Lenin e Osama Bin Laden. Arabia Saudita e Usa, Turchia (ma per fermare i Curdi) e Qatar (attualmente coinvolti in una simpatica guerra tiepida con i Sauditi e i loro amici).
Una coalizione che ha interessi completamente diversi, nella quale tutti
cercano di prendere quello che si può arraffare, gli unici per cui
nutro una certa simpatia sono i Curdi, che tra tutti questi cialtroni
sono i più simpatici e hanno anche le guerrigliere migliori. Ah, combattono per avere diritto ad un loro paese indipendente, cosa che certamente non li fa apparire simpaticissimi ai potenziali vicini di casa.
asia ramazan Antar, guerrigliera Kurda, è morta sul campo l'anno scorso, era musulmana anche lei. Ma noto una certa differenza con le "donne dell'Isis". Quando uno degli ingroppacammelli le ha chiesto di mettersi il burka, questa gli ha sparato in culo e tanti saluti.
Il popolo Kurdo, per chi non lo sapesse, è sparso tra Iraq, Turchia, Siria e Iran. Stiamo parlando di un numero di persone che oscilla tra i 35 e i 45 milioni, tre o quattro volte la popolazione della Grecia, mica bruscolini. Eppure non hanno una nazione. Se proprio ancora non vi stanno ancora simpatici, sono stati massacrati durante il misconosciuto genocidio di Anfal, dove morirono circa 100.000 Curdi per mano irachena, durante la guerra Iran-Iraq. Ma se proprio dobbiamo essere sinceri, anche i curdi non sono proprio degli angioletti, durante il genocidio Armeno, perpretrato dall'impero Ottomano, combatterono dalla parte degli ottomani. Morirono un milione e mezzo di persone (e ancora oggi, la Turchia, si rifiuta di riconoscere l'evento, Erdogan, parlando del genocidio del Darfur, ha detto che "un musulmano non può commettere un genocidio". Come dire:
"gli italiani sono brava gente, non possono massacrare nessuno, sono brava gente!" parlando della guerra coloniale in Libia dove, tra le altre cose, vennero deportate almeno 100.000 persone e uccise chissà quante. O in Etiopia, dove sono state ammazzate 250.000 persone e ancora si ricordano del massacro di Debra Libanos, dove massacrammo quasi duemila persone per punirle del ferimento del maresciallo Graziani, che guidò il massacro. E proprio per non farci mancare niente, a questo tizio abbiamo dedicato una statua, a Roma. Perché era una brava persona, in fondo.
Aò,
ma lascialo giocà, sò regazzi, l'energia à devono de scarriga en
quarghe modo. Ammazza aho quanti negri che ce stanno dentro sta fossa.
Mica o ritrovamo più er palone!
Paradossalmente, gli italiani, quando si parla di crimini di guerra (commessi in Libia o in Grecia, o ancora in Ex-Jugoslavia o Etiopia) sono contrari a discuterli e cercano ogni mezzuccio per poter dire che:
"no, in fondo l'uso di armi chimiche non era un crimine di guerra!"(lo era) per capire quanto il sentimento di "noi contro gli altri" influenzi il giudizio, basta guardare la pagina della discussione su wikipedia dedicata ai crimini di guerra italiani.
E visto che stiamo parlando ancora di Libia, chiudiamo questa prima parte dell'articolo, con l'ultima meravigliosa guerra che può essere collegata al terrorismo islamico
Vai Gheddafi, ce la puoi fare, basta crederci intensamente.
Il conflitto,viene giustificato con la repressione delle rivolte
da parte di Gheddafi, rivolte che vennero sovvenzionate dal Qatar, che
pago mercenari per fare in modo si ribellassero al governo libico. Nel
frattempo, le nazioni unite firmano due risoluzioni, la 1970 e la 1973 che impongono una no-fly zone sulla Libia e l'immediato stop a tutte le attività militari, per la "protezione dei civili". Alle risoluzioni, Gheddafi risponde che le avrebbe messe immediatamente in atto (ma continua ad attaccare i ribelli a Misurata) ma il giorno dopo la "coalizione dei volenterosi" attacca il paese comunque, affermando che il cessate il fuoco non era stato rispettato e quindi, bisogna "difendere i civili" (ricordatevi di questa cosa, perché tornerà tra poco). Comincia una guerra aperta, ma di fronte alla superiore potenza di
fuoco di Usa, Francia, Uk e compagnia danzante (senza considerare i vari
mercenari pagati da Qatar e altri paesi arabi) può fare poco e viene
ucciso il 20 ottobre, a Sirte.
Nel prossimo video una rappresentazione grafica che rende meglio l'idea delle forze in campo.
A questo punto, le nazioni unite
decidono che la guerra è finita e il popolo oramai è salvo dal malvagio
Gheddafi, andate in pace e moltiplicatevi, amen amen, alleluja.
Vi aspetterete strade ricoperte di fiori, un nuovo
governo che prende il potere e migliora la qualità della vita della
popolazione, che insomma, era oppressa, giusto? Sbagliato. Intendiamoci, Gheddafi era un dittatore sanguinario, ha compiuto azioni che avrebbero meritato la decapitazione, non sprecheremo lacrime, per lui, ma il popolo, senza questo dittatore, sta meglio? Scopriamolo.
L'indice di sviluppo umano, o HDI human developement index è
un indice sviluppato dalle nazioni unite (le stesse che hanno dato l'ok
all'attacco) che dovrebbe descrivere sinteticamente quanto una nazione
sia o meno sviluppata, tiene conto di molti fattori, come, per esempio,
la disoccupazione, la poverta, il pil, l'istruzione e molti altri. Ci si
aspetterebbe che, dopo questa primavera, la Libia abbia migliorato la
propria posizione in quest'indice, magari non subito nel 2011, dopotutto
c'è stata una guerra ma almeno nel 2015? La situazione, in realtà è
questa
Questo grafico arriva al 2014, nel 2015 e 2016 la situazione è peggiorata ulteriormente.
Nel 2015 e 2016 la situazione è ulteriormente peggiorata, facendo crollare la Libia dalla posizione che teneva nel 2010 (circa cinquantesima, alla pari per dire, della Romania, un paese europeo) alla 102 sotto Tonga e poco sopra il Botswana.
Human Right Watch: Un organizzazione per la difesa dei diritti umani, ha tirato fuori un report ben poco rassicurante, dove dice che:
- Mezzo milione di libici è stato costretto a scappare a causa degli scontri armati.
- Una buona parte della popolazione non ha accesso ad elettricità, carburante o cibo.
- Le milizie e le forze armate affiliate con i due governi (ribelli e governo di transizione) sono responsabili di torture, omicidi, attacchi indiscriminati, rapiscono civili, giornalisti e bambini, per motivi politici e vantaggi economici. Il sistema giudiziario rimane disfunzionale e la International Criminal Court, pur avendo giurisdizione sulla libia datagli dal consiglio di sicurezza delle nazioni unite, non ha aperto nessuna nuova inchiesta sui crimini in corso.
-L'Isis controlla una parte della nazione, nella quale ha stabilito la legge islamica
- Giornalisti e attivisti per i diritti umani vengono attaccati e uccisi
- Migliaia di persone sono detenute dalle milizie senza nessun processo e senza che siano state fatte delle accuse, i miliziani maltrattano e torturano i prigionieri impunemente.
Proprio una cazzo di festa, per la popolazione.
Tanto per ribadire quanto la situazione sia disastrosa, questa è una mappa che mostra il controllo del territorio diviso per "fazioni", aggiornata a dicembre 2016.
Sotto il controllo del governo di Tobruk e delle brigate Zintan sotto il controllo del nuovo congresso generale nazionale e le Libya Shield Force controllato dallo Stato Islamico d'iraq e del levante Controllato dalle guardie dei pozzi petroliferi (PFG)
controllato dai Tuareg Controllato da altre forze
(per una mappa più dettagliata vedi Mappa della situazione attuale in Libia)
A guardarla sembra una partita a Risiko dove i giocatori hanno tutti solo tre
carrarmatini, a parte l'Isis che è sfigato e ne ha solo uno, ma ha un dado truccato che fa uscire solo 6 e 5. Guardate la zona sulla sinistra, lì c'è è l'Isis. L'Isis, in Libia è una "new entry" interessante,
perché fino a quando c'era il cattivone, Gheddafi non si erano mai
permessi di tirare fuori il naso. Del resto lui l'aveva detto, o "me o al Quaeda"avvertendo
che se avessero fatto fuori lui, il risultato sarebbe stato
l'instabilità assoluta della regione e un fiume di migranti in arrivo
sulle coste europee. Oh, dittatore sanguinario, però aveva ragione.
Di questo Usa, Uk e Francia (spalleggiate da una colpevole e ininfluente Italietta) se ne sono fregate, ma sicuramente i puntini blu sulla mappa, che indicano il controllo dei pozzi petroliferi, non hanno niente a che vedere con questa storia.
Prima della guerra, l'unica compagnia che poteva trivellare in siria era l'Eni, grazie agli ottimi rapporti con l'Italia di Gheddafi, adesso ci siamo dati la zappa sui piedi.
La cosa più divertente è che nelle risoluzioni Onu si dice
esplicitamente che non si autorizza un'invasione via terra, che a
vederla così sembra anche una cosa buona, meglio non invadere un paese
straniero. Ma se destabilizzi quel paese, bombardando il governo al
potere, finanzi le varie guerriglie e difendi i pozzi di petrolio in
mano alle compagnie del tuo paese con contractors privati, ho
l'impressione che la tua sia più una patetica scusa per evitare di
doverti accollare il costo immane di mettere in sicurezza un paese. Gli
Usa, dopo essersi scottati con l'Iraq, ancora non pacificato dopo
decenni di occupazione militare, questo lo sapevano e hanno chiesto a Francia e
Uk di preoccuparsi del follow up (le italianissime "conseguenze").Francia e Uk con Cameron e Sarkozy hanno risposto così.
"Pronto, casa Obama?
Si?Chi è?
STOCAZZO! PRRRRRRRRRRRRRRR"
In conclusione, la guerra in Libia è stata un azione militare criminale, non perché abbia fatto fuori Gheddafi, che meritava di essere crocifisso con le puntine da disegno, ma perché ha portato delle conseguenze che erano prevedibili e negative per la popolazione e per la stabilità della regione.Fosse la prima volta che un intervento militare di questo tipo produce conseguenze drammatiche, potrei anche capire, non lo sapevi, sei un bambino speciale e ci passiamo sopra.
Ma bastava guardare all'esperienza in Somalia, in Kosovo o in Siria per capire che, eliminando un potere centrale in una zona già tesa, si produrrà un vuoto di potere e l'ascesa di piccoli gruppi di potere che si metteranno a massacrarsi tra loro. Potrà questo essere un bene per la popolazione? No, a meno che "rischiare di prendere una pallottola in culo mentre vai a fare la spesa in un mercato semivuoto" non sia una gioia, per voi.
Questa parte s'intitola "Il mare in cui sguazzano i pesci" perché quando si parla di "terrorismo islamico" ci concentriamo sempre sulle conseguenze finali, i tizi che si fanno esplodere, sgozzano, accoltellano. Ma la soluzione a questo problema non è così semplice come vorrebbero farla apparire i militanti di forza nuova con le loro navi identitarie.
E so giàche la prima critica sarà: "Eh, ma i terroristi sono principalmente arabi di seconda generazione, cresciuti in occidente". Ed è vero. Ma sono tutte persone che vengono spinte al terrorismo su due mezzi, internet e moschee con imam criminali.
E il sentimento su cui si fa leva non è, come pensano in molti, l'odio verso gli occidentali, ma la "compassione" per i popoli oppressi in Siria, Libia, Iraq e tutti gli altri. Ogni bombardamento occidentali su questi paesi fornisce nuove munizioni per questi individui, nuove scuse per difendere la "guerra santa contro l'occidente" che attacca nazioni Arabe innocenti.
In pratica ci stiamo sparando nei coglioni da soli.
Questa è solo una prima parte dell'articolo, nella seconda esplorerò le politiche applicabili al contenimento del fenomeno e alla possibile "soluzione" se di soluzione si può parlare.
se l'articolo vi è piaciuta, condividetelo e aggiungetevi alla pagina facebook, così vi leggete altra roba aggratis, non vi chiedo soldi, che sono sempre graditi, ma ho speso dietro a questo articolo giorni di ricerca e scrittura, per voi sono pochi secondi, facitem'o favore, ìamm.