Visualizzazione post con etichetta Ambasciata italiana madrid. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ambasciata italiana madrid. Mostra tutti i post

mercoledì 17 ottobre 2012

Patente e libretto, poliziotto perfetto




Qualcuno di voi ricorderà che quest'anno ho dovuto sostenere una lotta senza quartiere contro l'ambasciata Italiana in Spagna, con il risultato di rimanere bloccato per sei mesi su un isoletta del cazzo persa nell'oceano.

Ma perchè scriveranno "repVbblica", eh?


Beh, sono riuscito finalmente a tornare in Italia, ringraziando un gruppo di emigrati marocchini che mi hanno trasportato fino alle coste del nordafrica con una barchetta a vela. Poi un mese per attraversare il deserto, un traghetto in Libia, ed hoplà! Eccomi in mezzo a voi, come qualsiasi altro immigrato.

Dopo la brutta esperienza con l'ambasciata contavo di rifare immediatamente la carta d'identità e, armato di fotocopie, pollici opponibili e dieci euro e cinquanta, mi reco al comune di residenza. Questi mi rilasciano la carta d'identità, ora la mia nazionalità ora è “italaIna”. 
Si, sono ItalAINO ora, qualsiasi cosa significhi. 
Non ho avuto il coraggio di reagire, spero solo che la polizia quando mi fermerà sia clemente.

Cari miei, dovete poi sapere che a Dicembre io andrò in Australia insieme ad una bellissima donna, con l'intenzione di sgozzare koala e stuprare canguri. Purtroppo  per andare lì e abusare delle bestie chiedono un passaporto.

                                             QUINDI ...


Mio padre ed io ci svegliamo alle sei di mattina per fare colazione e poi ci prepariamo per raggiungere la nostra provincia, Nuoro, che dista solo 150 km di curve, circa tre ore di rottura di coglioni e paesaggi meravigliosi, con il rischio di morire :

  1. Cadendo in un burrone
  2. Investendo una mucca che spunta dietro una curva
  3. Facendosi impallinare dalla polizia all'altezza di Fonni, polizia che prima spara, e poi chiede chi sei,per poi darti consigli su come raccogliere castagne.

Comunque arriviamo  a Nuoro, un tizio in giacca e cravatta a cui abbiamo chiesto informazioni sale in macchina con noi e ci chiede un passaggio, lasciandoci dalla parte sbagliata della città, ma facendoci ridere un sacco, parcheggiamo in uno spiazzo e raggiungiamo, finalmente, la questura.

All'entrata un poliziotto mi vede malgrado il mio tentativo di mimetizzarmi con la parete .

“Ehi lei, dove crede di andare, questa è la questura”

Io : “Davvero? Non è la Pasticceria Deiana questa?”

Poliziotto entrata : “ No, questa è la questura, e io sono un poliziotto”

io : “Quindi niente cioccolata qui? Vabbè, mi consolerò facendomi un passaporto”

Poliziotto ent : “No questa è la questura, io sono un poliziotto, e lei deve lasciare un documento all'entrata, glielo restituiremo all'uscita”

Io “Ma l'entrata e l'uscita sono le stesse?”

Poliziotto “Io sono la questura, deve lasciare qui un poliziotto all'entrata, questo è un documento”

Abbandoniamo il poliziotto in crisi e saliamo le scale alla ricerca dell'ufficio passaporti, lo troviamo proprio accanto all'ufficio stranieri.

Poliziotto : “Ehi tu, da questa parte”

Io “Ok, ciao, devo rifare il passaporto, ho un aereo da prendere venerdì per Milano, poi vado in Australia, ho lavato il passaporto per errore a Lanzarote”

Al poliziotto son diventate bianche le pupille, la lingua blu e ha detto

“troppe informazioni, ripetere prego”

Io : “Devo rifare il passaporto perchè l'ho lavato, ho un aereo venerdì”

Poliziotto : “ Benissimo, mi porti stamattina tutti I documenti che le preparo la pratica, sarà pronta per la settimana prossima”

Io : "Ma parto venerdì!" 

Poliziotto : " Qualcosa da ridire? Se vuole posso farglielo avere in un mese"

Io "No, non si preoccupi, una settimana andrà benissimo, molto umano"

Scendo le scale e supero il poliziotto della carta d'identità, la recupero ed esco, mi reco in una posta vuota, scoprendo che a Nuoro anche in una posta vuota e immobile, una signora può bloccare cinque casse per mezz'ora.

Questa è una rapina!” Urlo prendendo il controllo della situazione e puntando mio padre contro l'addetta ai pagamenti. La signora terrorizzata si toglie finalmente dalle casse (mio padre dovreste vederlo, fa paura sul serio, sopratutto quando è carico) , pago infine il bollettino ed esco.

Tornando alla questura il poliziotto all'entrata mi intima l'alt

Poliziotto : " deve lasciare il documento d'identità”

Io “E si, ma il documento mi serve, devo mostrarlo al suo collega al piano di sopra”

Poliziotto : “Non cerchi di imbrogliarmi con le sue belle parole, qui funziona così, che le piaccia o no”

Lascio la carta d'identità e salgo verso l'ufficio passaporti, lascio  i bollettini e le foto,  passiamo alle impronte digitali, quindi il poliziotto mi chiede la carta d'identità. 

“Ce l'ha il suo collega al piano di sotto “  dico.

“Vada a recuperarla" mi risponde. Scendo di sotto e spiego tutto all'altro poliziotto che mi restituisce la carta d'identità.

“Ora però non può più passare”

“COME no! Ma devo andare dal suo collega”

“Queste sono le regole, se non le piacciono scriva al suo deputato al congresso”

Esco dall'edificio, con un elastico attacco la carta d'identità ad una pietra e la lancio verso una finestra della questura, spaccandola.

“Spero di aver beccato l'ufficio giusto, penso.”

Un pollice alzato spunta dalla finestra confermandomi la bontà della mia intuizione, dopo pochi minuti la carta d'identità viene rilanciata indietro, uccidendo sul colpo una signora che passava per caso.

Mio padre le estrae la pietra dal cranio e dice con aria felice, soppesandosela in mano : 

"Ehi, sai che è una roccia magmatica?"

Arriviamo alla macchina e torniamo a casa. 

giovedì 16 agosto 2012

L'ambasciator che porta pena


Se siete italiani, quella che mi appresto a raccontare, è una storia che non vi piacerà. Proprio per niente.

Le ambasciate italiane sono sparse in tutte le parti del mondo, un esercito di ambasciatori, professori, autisti, portalettere e consoli, calcano il suolo di Cina, India, sudamerica, per proteggere noi, gli Italiani.

In teoria le ambasciate sono dei prolungamenti dello Stato italiano all'estero, e hanno la funzione di assistere i cittadini che, in una visita più o meno lunga in uno Stato straniero dovessero venirsi a trovare nei guai.
Per fare questo lo stato italiano si avvale di tre cose, per spiegare a cosa servano le paragonerò ad un esercito :

Rete consolare : Ovvero gli uffici veri e propri, diciamo la "prima linea". 

L'ambasciata : L'ambasciata fa da tramite fra il ministero per gli affari esteri e la rete consolare, quindi diciamo che è il campo centrale, dove arrivano le richieste dai consolati sotto le dipendenze della specifica ambasciata. Generalmente ne esistono una o due in ogni paese straniero, a seconda della dimensione del paese.

Il ministero degli affari esteri : Ovvero il quartier generale, dove alla fine approdano tutte le richieste. 


A cosa serve l'ambasciata? L'ambasciata protegge il cittadino italiano all'estero, nel caso perdiate i documenti, vi rapinino, vi sbattano in galera o ancora peggio, vi torturino in chissà quale oscura centrale di polizia di Caracas, è all'ambasciata che dovete rivolgervi. 

Bello no? Non vi fa sentire un po' più protetti sapere che lo Stato italiano vi vuole così bene da proteggervi anche quando andate all'estero? Non vi sentite coccolati e coperti? 

Ma vi sentirete ancora meglio quando saprete che le ambasciate italiane sono dappertutto! Qui il grafico 



Le ambasciate sono 126,  gli uffici consolari 92, gli istituti italiani di cultura (!) 90.



Un vero esercito, se considerate che ogni sede consolare, ogni ambasciata ha moltissimi impiegati (difficile fare una cifra precisa, visto che ogni ambasciata è diversa, ma considerate che lavorare in un ambasciata italiana all'estero rende molto meglio che fare lo stesso, in italia, in ragione anche del 200/300%). Il costo totale di tutto l'ambaradan è di 1,7 Miliardi di euro.

 Ogni ambasciatore guadagna circa 300.000 euro esentasse ed è a capo di al massimo, un migliaio di persone. La Merkel, capo di uno stato di 80.000.000, ne guadagna molti meno, 18.000 al mese, circa 220.000 all'anno.

Non voglio certo discutere la preparazione degli ambasciatori italiani, che sicuramente avranno dovuto oltrepassare chissà quali forche caudine per ottenere quel ruolo, ma, più di un capo di stato? 

Ma lasciamo perdere i dati, e andiamo al succo del post.
 
LE AMBASCIATE FUNZIONANO?

Perchè è indiscutibile che servano, ma, funzionano? Volevo raccontarvi la mia storia personale. 
Come molti di voi sanno, vivo da anni in Spagna, ho girato più o meno tutte le isole canarie, e da tre anni circa vivo a Lanzarote, un amena isoletta dove non piove MAI. Una mattina decido di fare il bucato, metto la roba in lavatrice, vado per stenderla e ORRORE! Tastando la tasca di un jeans scopro di aver lavato anche il passaporto. 
Essendo il passaporto l'unico documento valido in mio possesso (la carta d'identità era scaduta durante la permanenza in Spagna), considero l'opzione di sbattere la testa contro il muro.

Su un isola in mezzo all'oceano e senza documenti, oh yeah.

 Non mi lascio prendere dal panico, trovo il numero di contatto dell'ambasciata Italana a Madrid e scopro, ahimè, che si tratta di un numero a pagamento, in pratica la linea HOT dell'ambasciata.

Prendo coraggio, cambio quindici euro in moneta e telefono, dall'altra parte però nessuna voce sensuale, mi risponde invece  una ragazza che mi chiede quale sia il problema, glielo spiego, lei mi dice che devo presentarmi all'ambasciata, le spiego che non posso muovermi, non fanno biglietti aerei a gente senza documenti, da queste parti, lei mi mette in attesa per tipo ventimila anni, durante i quali finisco il credito. 


Quindici euro e manco una limonata.
Incazzato come un istrice decido che l'opzione "telefono erotico statale" non è praticabile, cerco la mail dei vari consolati e scopro che a Gran Canaria, un isola dell'arcipelago, c'è un consolato italiano, in data 16 Aprile scrivo spiegando la mia situazione, il Console Carlo di Blasio mi risponde lo stesso giorno, chiedendomi il numero di telefono, la mattina dopo mi telefona chiedendomi di spiegargli la situazione. Lo faccio, mi viene chiesto di spedire una copia della carta d'identità, una del Nie (Numero de Identificacion Extranjero) una del contratto di casa e una del passaporto, di modo da poter inviare tutto a Madrid per ottenere una nuova carta d'identità.        

Il giorno 3 Maggio mi viene confermata dal consolato l'avvenuta ricezione dei documenti (inviati per posta certificata e assicurata) mi sento a cavallo, dopotutto dicono che ci vorrà un mese e mezzo, forse due per ottenere una copia della mia carta d'identità.

Nel frattempo devo combattere con una lunga serie di problemi. 

1) La Guardia Civil spagnola mi ferma spesso e chiede i documenti che non ho, faccio affidamento alla mia faccia di bronzo e affermo di averli a casa, mi lasciano sempre miracolosamente in pace, dopo avermi rotto i coglioni per un po'.                          

2) Mi trovo a giugno costretto a cambiare casa, riesco a cavarmela presentando una delle copie del passaporto pre lavaggio e molti sorrisi alla padrona di casa, oltre ad una corposa mazzetta. 

3) Sono costretto a CAMBIARE LAVORO, stesso discorso, ma con la complicazione che il direttore dell'hotel per cui lavoro è un uomo, quindi i sorrisi non sono serviti a niente, ho fatto finta di aver dimenticato l'originale a casa e ho spacciato la carta d'identità scaduta come un documento valido, ottenendo un passaggio di livello, da "faccia di bronzo" ad "astuto paraculo" in un solo giorno.
4) Non posso fare un cazzo di niente, aprire conti, firmare contratti, NIENTE, senza documenti.

Ma penso che comunque è colpa mia, quindi decido di aspettare pazientemente il mio documento e considero ogni patimento una punizione divina per la mia stupidità.
Il Console Di Blasio mi informa che in In data 04.05.2012 con prot. n., 671 la richiesta di rinnovo della carta d'identità è stata trasmessa a Madrid, continuo ad attendere, destreggiandomi allegramente nel mondo dei sans papier, come nemmeno uno spacciatore tunisino sbarcato a Lampredusa.

Il 17 Luglio scrivo nuovamente al Consolato per avere notizie, mi viene risposto che la mia pratica è stata passata a Madrid, di rivolgermi quindi a loro. 

Scrivo a Madrid, ovviamente senza ricevere nessuna risposta oltre a :

" 
La sua e-mail è pervenuta all'Ufficio Informazioni della Cancelleria Consolare dell'Ambasciata d'Italia in Madrid. L'addetto si occuperà di esaminare il messaggio pervenuto e di rinviarlo al funzionario competente per il servizio/i richiesto/i. Si prega di tenere presente che le risorse a disposizione della sezione consolare sono necessariamente limitate pertanto, dato l'elevato numero di quesiti, è possibile che le risposte non vengano fornite immediatamente. Inoltre, per informazioni di carattere generale che possano essere reperite tramite il sito web, questo Ufficio non fornirá sempre una risposta personalizzata."

Nella stessa mail di risposta automatica mi viene ricordato nuovamente il numero del servizio di call center dell'ambasciata, il famoso 807.505.883 dove, anche se non riusciranno a fornirvi nessuna informazione utile, potete sempre farvi fare i tarocchi.

Decido di non chiamare e aspetto, ancora, con la sottile convinzione di trovarmi ormai in un gigantesco scherzo architettato per vedere come se la possa cavare un individuo nella mia situazione, decido di scrivere nuovamente al consolato (l'unico che in tutta questa faccenda ha risposto sempre e tempestivamente) scrivendo, testuali parole :



" Gentile Console, ho provato a contattare il consolato di Madrid via E-Mail, sono passati dieci giorni e non ho ricevuto nessuna risposta, ora, dopo quattro mesi francamente non so cosa fare, mi trovo rimpallato da una parte all'altra, senza possibilità di muovermi, ne di cambiare lavoro, ne, tantomeno di fare alcunchè, mancandomi i documenti. 
Ora questa situazione comincia ad assumere aspetti paradossali, quasi comici, cosa devo fare? Aspetto fino a quando le isole canarie non verranno conquistate dall'Italia? Raggiungo la penisola a nuoto? Chiedo asilo politico alla Spagna? "


Il console di Blasio, (l'unica persona che in tutta questa torbida faccenda ha fatto il suo lavoro), mi risponde dicendomi che il giorno successivo avrebbe chiamato personalmente Madrid per informarsi sulla questione.

Lo stesso console mi telefona il giorno successivo dicendomi incredibilmente che : 

"L'ambasciata di madrid non ha idea di cosa sia successo, ne di cosa si stia parlando, non trovano nessun incartamento ne documenti". Poi gentilmente mi offre di prepararmi un visto speciale che mi consentirebbe di tornare in Italia, dove potrei rifare i documenti personalmente, inviando una foto con venti giorni di anticipo. 
Ora, sarebbe già abbastanza incredibile tutta sta roba, se non fosse che la sfiga ci mette lo zampino, e due giorni fa mia madre mi chiama per avvertirmi che mio zio si è beccato una polmonite fulminante è sta in rianimazione all'ospedale di Nuoro. 

Quindi ora credo di poter rispondere alla domanda che ho fatto all'inizio : "Funziona l'ambasciata italiana?" con un video, che mostra quello che è successo ai miei documenti a Madrid. 




P.s. : Per una volta vi chiedo di condividere questo post, nella speranza che a qualcuno fischino le orecchie. 

P.p.s. : Non voglio neppure immaginare cosa sarebbe successo in casi più gravi, ma ho trovato questo . Si tratta del rapporto di un associazione in difesa dei diritti degli italiani all'estero sul funzionamento delle ambasciate. Agghiacciante. 

Kurdt.