Qualcuno di voi ricorderà che
quest'anno ho dovuto sostenere una lotta senza quartiere contro
l'ambasciata Italiana in Spagna, con il risultato di rimanere bloccato per sei mesi su un isoletta del cazzo persa nell'oceano.
![]() |
Ma perchè scriveranno "repVbblica", eh? |
Beh, sono riuscito finalmente a tornare
in Italia, ringraziando un gruppo di emigrati marocchini che mi hanno
trasportato fino alle coste del nordafrica con una barchetta a vela. Poi un mese per attraversare il deserto, un traghetto
in Libia, ed hoplà! Eccomi in mezzo a voi, come qualsiasi altro immigrato.
Dopo la brutta esperienza con
l'ambasciata contavo di rifare immediatamente la carta d'identità e,
armato di fotocopie, pollici opponibili e dieci euro e cinquanta, mi
reco al comune di residenza. Questi mi rilasciano la carta
d'identità, ora la mia nazionalità ora è “italaIna”.
Si, sono
ItalAINO ora, qualsiasi cosa significhi.
Non ho avuto il coraggio di
reagire, spero solo che la polizia quando mi fermerà sia clemente.
Cari miei, dovete poi sapere che a Dicembre io andrò in Australia insieme ad una bellissima donna, con l'intenzione di
sgozzare koala e stuprare canguri. Purtroppo per andare lì e
abusare delle bestie chiedono un passaporto.
QUINDI ...
Mio padre ed io ci svegliamo alle sei
di mattina per fare colazione e poi ci prepariamo per raggiungere la
nostra provincia, Nuoro, che dista solo 150 km di curve, circa tre
ore di rottura di coglioni e paesaggi meravigliosi, con il rischio di
morire :
- Cadendo in un burrone
- Investendo una mucca che spunta dietro una curva
- Facendosi impallinare dalla polizia all'altezza di Fonni, polizia che prima spara, e poi chiede chi sei,per poi darti consigli su come raccogliere castagne.
Comunque arriviamo a
Nuoro, un tizio in giacca e cravatta a cui abbiamo chiesto
informazioni sale in macchina con noi e ci chiede un passaggio,
lasciandoci dalla parte sbagliata della città, ma facendoci ridere
un sacco, parcheggiamo in uno spiazzo e raggiungiamo, finalmente, la
questura.
All'entrata un poliziotto mi vede malgrado il mio tentativo di mimetizzarmi con la parete .
“Ehi lei, dove crede di
andare, questa è la questura”
Io : “Davvero? Non è la Pasticceria
Deiana questa?”
Poliziotto entrata : “ No, questa è
la questura, e io sono un poliziotto”
io : “Quindi niente cioccolata qui?
Vabbè, mi consolerò facendomi un passaporto”
Poliziotto ent : “No questa è la
questura, io sono un poliziotto, e lei deve lasciare un documento
all'entrata, glielo restituiremo all'uscita”
Io “Ma l'entrata e l'uscita sono le
stesse?”
Poliziotto “Io sono la questura, deve
lasciare qui un poliziotto all'entrata, questo è un documento”
Abbandoniamo il poliziotto in crisi e
saliamo le scale alla ricerca dell'ufficio passaporti, lo troviamo
proprio accanto all'ufficio stranieri.
Poliziotto : “Ehi tu, da
questa parte”
Io “Ok, ciao, devo rifare il
passaporto, ho un aereo da prendere venerdì per Milano, poi vado in
Australia, ho lavato il passaporto per errore a Lanzarote”
Al poliziotto son diventate bianche le
pupille, la lingua blu e ha detto
“troppe informazioni, ripetere prego”
Io : “Devo rifare il passaporto
perchè l'ho lavato, ho un aereo venerdì”
Poliziotto : “ Benissimo, mi porti
stamattina tutti I documenti che le preparo la pratica, sarà pronta
per la settimana prossima”
Io : "Ma parto venerdì!"
Poliziotto : " Qualcosa da ridire? Se vuole posso farglielo avere in un mese"
Io "No, non si preoccupi, una settimana andrà benissimo, molto umano"
Scendo le scale e supero il poliziotto
della carta d'identità, la recupero ed esco, mi reco in una posta
vuota, scoprendo che a Nuoro anche in una posta vuota e immobile, una
signora può bloccare cinque casse per mezz'ora.
“Questa è una rapina!” Urlo
prendendo il controllo della situazione e puntando mio padre contro l'addetta ai pagamenti. La signora terrorizzata si toglie finalmente dalle casse (mio padre dovreste vederlo, fa paura sul serio, sopratutto quando è carico) , pago infine il
bollettino ed esco.
Tornando alla questura il poliziotto
all'entrata mi intima l'alt
Poliziotto : " deve
lasciare il documento d'identità”
Io “E si, ma il documento mi serve,
devo mostrarlo al suo collega al piano di sopra”
Poliziotto : “Non cerchi di
imbrogliarmi con le sue belle parole, qui funziona così, che le
piaccia o no”
Lascio la carta d'identità e salgo
verso l'ufficio passaporti, lascio i bollettini e le foto, passiamo alle impronte digitali, quindi il poliziotto mi chiede la
carta d'identità.
“Ce l'ha il suo collega al piano di sotto “ dico.
“Vada a recuperarla" mi risponde. Scendo di sotto e spiego tutto all'altro poliziotto che mi
restituisce la carta d'identità.
“Ora però non può più passare”
“COME no! Ma devo andare dal suo
collega”
“Queste sono le regole, se non le
piacciono scriva al suo deputato al congresso”
Esco dall'edificio, con un
elastico attacco la carta d'identità ad una pietra e la lancio verso
una finestra della questura, spaccandola.
“Spero di aver beccato l'ufficio
giusto, penso.”
Un pollice alzato spunta dalla finestra
confermandomi la bontà della mia intuizione, dopo pochi minuti la
carta d'identità viene rilanciata indietro, uccidendo sul colpo una signora che passava per caso.
Mio padre le estrae la pietra dal cranio e dice con aria felice, soppesandosela in mano :
"Ehi, sai che è una roccia magmatica?"
Arriviamo alla macchina e torniamo a casa.