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mercoledì 16 marzo 2011

Istruzioni per vincere sempre al lotto

Al mondo ci sono due grandi categorie di persone,  quelli che vincono, e quelli che perdono.

Poi possiamo discutere su quali principio decidere chi vince o chi perde, diciamo però che nella società attuale vince chi fa soldi e si accasa con il/la più bella/o.
 Cosa che generalmente li fa salire nella gerarchia sociale e dare ordini ad altri, che ancora non sono riusciti a fare soldi.
Poi esistono anche altri tipi di società, o quantomeno, esistevano, in un lontano passato, prima che tutto l'occidente diventasse una sola cosa, ed usi e costumi diventassero simili per tutti.

In quel lontano passato mio nonno faceva il formaggio con le sue mani.
Le quali erano sempre sporche da far ribrezzo, tanto che quel cazzo di formaggio lo mangiava solo lui, e pensate che preparava quindici chili di formaggio al mese!

Ok, lo ammetto, non ho nessun nonno, i miei genitori si sono replicati per mitosi da dei funghi allucinogeni.

In ogni caso, appurato che non esiste un idea vera e propria di "Vincere" esistono sicuramente varie maniere di "vincere", qualunque cosa questo significhi nella vostra stupida cultura.

Ad esempio per i cattolici l'ideale è vivere tutta la vita con una sola donna, circondati da decine di figli, che ovviamente dovranno essere sfamati, quindi toccherà pure lavorare sodo per mantenerli.
Per i mussulmani vale esattamante la stessa cosa, con la differenza che, invece che una, le donne possono essere N tendente ad infinito, l'importante è che l'uomo abbia abbastanza soldi da mantenerle tutte.

Vedete come tutto si riduce a fica e soldi?

Per ottenere la fica ci vogliono i soldi, se invece avete già la fica, significa che

1) Avete già i soldi.

O

2) Siete voi la fica, in tal caso i soldi arriveranno, in un modo o nell'altro.

Ora mettiamo che voi vogliate raggiungere un qualche obbiettivo, qualunque esso sia, potete seguire due strade, una è quella che seguono tutti, e l'altra invece, è la vostra, personalissima, strada.

Ora, chiediamo a cento persone quale delle due preferiscono, su cento, 99 risponderanno che ovviamente preferiscono la strada meno battuta, la loro strada "personale".

Ma allora come mai quando mi guardo attorno siete tutti uguali?
Perchè quando mi guardo attorno vedo che fate tutti le stesse cose nello stesso modo?

La parola "strada individuale" vi piace eh? effettivamente suona bene, richiama già al successo, voglio dire, sicuramente uno che ha seguito "le sue aspirazioni" riuscirà a combinare qualcosa di grandioso!

E allora perchè cazzo siete sempre tutti intruppati come pecore?

Avete paura, ecco cosa.

Avete paura di perdere, qualsiasi cosa significhi.
Ecco perchè fate tutti le stesse cose, mangiate le stesse schifezze, fate gli stessi sport, cercate lo stesso tipo di donna (o uomo, non sono certo maschilista quando c'è da insultare).

Se siete alternativi allora fate tutto quello che fanno quelli che chiamano alternativi, e allora vi tingete i capelli fucsia e prendete per il culo quelli "normali" , senz'accorgervi che siete solo delle pecore di colore diverso.

Il problema è che se il vostro obbiettivo è "Vincere" e volete massimizzare le possibilità di successo, non potete certo affidarvi a qualcosa di imperscrutabile e insicuro come la vostra indole, o il vostro talento, o capire quello che vi piace fare a prescindere da questa parola "Vincere".

Ok potremmo anche dire che quello che vi piace è "Vincere", in tal caso ho una pessima notizia in serbo per voi:

NON VINCERETE MAI. 


Anche per vincere ci vuole dedizione e tempo, e per quanto uno possa dedicarsi ad una causa, se quello che fa non gli piace, può rimediare al massimo un esaurimento nervoso, altro che successo e gloria; schizofrenia e calci nel culo, qualsiasi cosa facciate. 

Una breve lista di gente che non voleva vincere (o almeno non solo):

Albert Einstein,  michail Tal',Pablo Neruda, Charles Buckowski,  Antoine de saint-exupèry, Gesù gristo, allah budda e Manitù.

Come potete vedere la casistica include un numero sufficiente di esempi che mi danno ragione. 

In conclusione possiamo riassumere così la faccenda:

"Per vincere non devi voler vincere"

Che Dio vi abbia in gloria.

lunedì 13 dicembre 2010

Io-tu-noi-voi



Io sono io, da quando sono nato, mi chiamo io.

Mi chiamo anche e sopratutto quando sono solo, quando gli unici limiti sono quelli della mia volontà, che è grande, immensa, violenta.

Tutto è mio, quello che vedo è solo mio, mio mio mio, dio mio, quanto mi piace questa parola :

                                     , MIO,

suona bene, mi fa sentire da Dio, e fa pure rima, vedrai che hanno qualcosa in comune.

(La figura si solleva ansimando, facendo forza su delle gambine monche e tremanti)

"Maledizione! perchè  è così buio qua ?  strilla la creatura, sputacchiando.

-Possibile che non si possa uscire da questo posto?


(La figura senza nome allunga un braccio, toccando la parete della sua nera prigione, la parete è nera, molliccia, organica.)

Parete: E tu chi saresti, adesso?

Figura senza nome: Tu? io vorrai dire! cosa è "tu"?

Parete: Io sono tu.

Figura senza nome: Ah! Capisco.. quindi tu sei il mio limite, tu! dovrei ammazzarti per quello che hai fatto.

Parete: Stupido ragazzino, pensa al plurale, pensa a "Noi".

Figura senza nome: Noi? Vuoi dire tu.. e IO?

Parete:  Si

FsN: No, troppo complicato, già devo pensare troppo per dividere il mondo fra io e Non-io. La soluzione ideale del dilemma è ammazzarti, rapida, efficace.

Parete: Noi include e completa, guarisce la ferita, non avere paura, ragazzino.

FsN: Non so. Cosa devo fare, per essere noi?

Parete ( passandogli un paio di bulbi oculari sanguinolenti) Ecco, guarda con i miei occhi.


Fsn: ...........

Parete: Adesso hai solo bisogno di un nome.
 Ora che siamo in due, devi avere un nome! lo scegliero io per te.
Lumiere, sarà perfetto !

Lumiere:  Lumière.. si, mi piace. Ora siamo amici, vero.. vero...ma come ti chiami tu?

Parete: Wand, mi chiamo wand.

Lumière: Ma tu non puoi muoverti, wand? devi rimanere qui, fermo, a chiudere questo porto? Ma io posso uscire?

Wand: certo che puoi. Anzi, devi, piccolo mio. Esci, e conosci il mondo di fuori. Ma non dimenticare, che sei stato uno, in principio, tenteranno di spezzarti, feririrti, umiliarti, non avere paura. Sappi solo che torneremo insieme, prima o poi.

Lumière: Allora, vado, amico mio, o amica, poco importa, vado..


VADO
                                                    NOI




                                                                           E VOI