sabato 7 luglio 2012

intimo



Per una volta vi permetto di scrutare in posti che neanche io visito troppo spesso.

Nel letto accanto a me dorme la mia più grande paura, un coltello. Un coltello, qualcosa che può ferire, far sanguinare, uccidere. E ne ho paura.

Tutti hanno paura di qualcosa, io ho paura della vicinanza. Se stai troppo vicino vuoi incularmi, lo so, non negarlo. O forse no, mi vuoi bene, peccato che io non conosca la differenza, perchè sono perfettamente addestrato alla guerra, meno all'amore.

Dormi accanto a me, mi abbracci, e io penso a blitzkrieg, assalti alla baionetta e morti ammazzati. Devo essere pazzo. Lo sono sicuramente.

Odio quando mi toccano in punto oscuri. I meanadri nascosti sono roba mia. Odio chi lecca le  mie vecchie ferite, ci sono affezionato, le conosco per nome, non sia mai guariscano. Essere felice. Felice. Mai.

E allora ho paura. Paura della baionetta e del coltello che mi giacciono accanto, anche se ancora non sono sfoderati, paura della morte in potenza che mi dorme accanto.
Non mi piace ammetterlo, sapete, sono uno tosto, uno che a pugni ci sa fare, uno che non è facile sbattere a terra. Ho paura dei segreti. Ho paura delle parole.

E poi una luce arriva e illumina quegli spazi bui, quelle grotte dove ti sei nascosto per tanto anni, facendo finta che bastasse essere uno duro per andare avanti. Fare a pugni con la vita, con tutti quelli che incontravi. Dimostrare a tutti di essere il migliore in quello che fai, perchè essere il migliore è l'unica cosa che importa, l'unica cosa.

Ho vissuto combattendo, sono un professionista della guerra, posso mostrarvi scudi e spade, picche e bombe incendiarie, sono un professionista delle tattiche di guerra. Arrivo da dietro e non avrete scampo.

Ma una sola parola e, per Dio, mi vedrete piangere, anche se forse non è adatto al personaggio, anche se forse non ve lo aspettereste.

A volte mi piacerebbe saper piangere, sapete? Ma sono un duro io, e i duri non piangono.

Sono abituato a scrivere di morte. La morte è qualcosa di vicino, di amico, che non mi spaventa, Ma parlatemi d'amore e vomiterò. Vi vomiterò addosso, perchè non ci credo mica che il piacere sia fine a se stesso, ho bisogno di sofferenza sangue e urla, di tortura, dolore, lacerazioni, pelle morta. Ho bisogno di follia.

Ho paura della follia, ma la coerenza non è mai stata il mio forte.

Odio la follia. Non pretendo che mi capiate. Vi basti sapere che a volte il tempo non fa il suo dovere, e a volte peggiora le cose.


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