martedì 18 dicembre 2018

Cantico dei prigionieri



La vita è un cazzo in culo. Fai e disfai, passi il tuo tempo a programmare, organizzare, poi arriva un Bolsonaro e ti ritrovi a volar giù da un hercules C-130. Questo se sei fortunato. Per un periodo avevo fantasticato di scappare in Brasile, se proprio mi fosse andata male la carriera da buffone, l'evoluzione politica attuale suggerisce cautela.
Non che io sia mai stato tanto bravo con la cautela, ma col tempo, a furia di calci nel culo, impari.
Ma non è di me che volevo parlarvi oggi.
Il periodo che avvicina alle feste è quello durante il quale più gente si ammazza, lo sapevate? Beh, è falso, la gente si ammazza soprattutto in primavera. Ci si spara in testa, si salta dal balcone, oppure   ci s'ingozza di cocktail deliziosi all'acido muriatico o soda caustica, a seconda dei gusti. Non è il mio caso, il mio nemico è l'estate, non l'inverno, ma posso capire chi soffre, in qualsiasi stagione dell'anno.
A febbraio di quest anno, il giorno delle elezioni, sono uscito di casa per andare a votare, riflettendo se fosse meglio un boccale di merda (i cinque stelle) o un tuffo nel letame (il Pd) o magari, come alternativa, amputarmi una mano (potere al popolo). Non avevo ancora deciso, così per schiarirmi le idee sono andato a prendere un caffé al bar dei cinesi, dove mi son messo a chiacchierare con un ragazzo che stava lì, non lo conoscevo, ma lo capivo. Sapete quella storia che il simile attira il simile? Una cosa del genere.
Chiacchieriamo un po' e capisco che è un buon diavolo, stiamo dalla stessa parte della barricata, poveri, come tanti, ma non ancora incattiviti. Essere poveri può portarti ad odiare tutti quelli che incontri, soprattutto se sono di colore diverso, se gli piace un attrezzo sessuale diverso da quello che la storia vuole debba piacere loro, o perché hanno avuto più fortuna di te.
Mirko Chiari, si chiama quel ragazzo. Quella mattina mi ha raccontato di un progetto su cui lavorava al carcere di Bollate. Una roba per aumentare le probabilità di reinserimento degli ex detenuti. Cosa farà mai direte voi, uncinetto? Costruiscono i lego? Riparano auto?
Mirko e la sua cricca insegnano il pugilato ai detenuti.
Cazzo, il pugilato ai detenuti. Quelli sicuramente poi lo usano per menare le guardie, che idea del cazzo, penseranno quelli di voi con il quoziente intellettivo di una zucchina.
Grande idea invece. Certo, potrebbero anche insegnargli la meditazione, ma temo che un corso di quel tipo avrebbe un tasso d'iscrizione inferiore.
Il pugilato è un ballo, due tizi danzano ad un ritmo battuto dai guantoni. 
 Tump-tump-----Tu-tump 
E per ballarlo, si deve essere per forza in due. C'è relazione nel pugilato, non si può restare indifferenti a qualcuno che ti prende a pugni. E se te lo insegnano come si deve, impari che quello che ti sta davanti è  un povero diavolo come te, che, sorpresa, ha più cose in comune con te di qualsiasi startlette della televisione. Quello l'ha presa nel culo dalla vita come l'hai presa tu. Come l'abbiamo presa tutti, in fondo.
E così Mirko Chiari e Bruno Meloni si spendono per insegnare a delle persone finite faccia a terra, come rialzarsi.
E ce ne vuole. Non ci guadagni mica niente ad aiutare qualcuno che nel futuro prossimo starà ancora chiuso in carcere. Noi esseri umani abbiamo questo strano modo di fare, spesso aiutiamo chi non ha nessun bisogno d'aiuto. 
Avete visto quanto la gente è ossequiosa verso uno che gira in Ferrari? Ho beccato un vigile fare una multa ad una ferrari Maranello parcheggiata storta, per metà in mezzo alla strada, esattamente sopra la scritta "disabili". Si guardava attorno, sperando di trovare il proprietario, mica la voleva fare quella multa, come l'avrebbe pagata il poveretto? Alla fine, dopo una decina di minuti si è arreso all'evidenza, ha fatto la multa. Poi sono passato io e gli ho rigato tutta la fiancata. Poveraccio.
Fosse stata una fiat Multipla ne avrebbero lasciate due di multe, una per l'infrazione, l'altra per la bruttezza del mezzo.
Ma ad aiutare i poveri non ci guadagni niente, ma salvi il mondo. Quando quelle persone usciranno di prigione, ed usciranno, le incontrerete per strada. Passeggeranno di fronte a voi tra i mercatini di natale.Dietro di voi, quando tornate a casa la sera. Berrete un caffé assieme. E potete ringraziare gente come Mirko e Bruno per aver provato a tirar fuori il meglio da questi esseri umani.
Certo, sarebbe più comodo continuare a prenderli a calci, quei criminali. Quei mostri. Chiuderli in una cella e buttare la chiave, che muoiano di fame, tanto che c'importa, noi mica facciamo cose cattive.
Sempre pronti ad impiccare il ladro di mele, ma quando devono denunciare il loro capo che evade mezzo milione di euro, shhhhh, che magari ci perdo qualcosa. Senso della giustizia ad orologeria.Giustizia col rolex.
Io personalmente preferisco sempre picchiare in alto, contro quello più grosso. Magari le prendo, ma vuoi mettere la soddisfazione?
E allora, questa pagina la dedico a Mirko, a Bruno, e a tutte le persone che combattono la loro battaglia giornaliera in questa pozza di merda che è il pianeta, senza perdere l'umanità. La dedico anche a chi dirige il Carcere di Bollate, per non aver messo loro i bastoni tra le ruote. 
A quelli che soffrono per amore, ma non affondano
A quelli che piangono di notte prima di addormentarsi.
A quelli che hanno perso la casa
A quelli che non hanno famiglia
che non s'arrendono
Che continuano a sperarci, anche contro tutte le possibilità
Che stringono i denti
Che perdono, spesso, ma quando vincono...
A quelli che non hanno i soldi per pagare l'affitto
A quelli che vorrebbero essere amati
Non mollate, non è ancora finita. Quindi stringete i denti e lottate, c'è bisogno di voi.


Kurdt.