Avete mai pensato a quante cose
accadono per caso nella vostra vita? Voglio dire ci avete mai
pensato? Avete mai pensato a quante cose succedono per caso? Quella
ragazza incontrata per caso, il tizio colpito da un meteorite, il
movimento della nube elettronica attorno al nucleo, la costante di
espansione dell'universo. Tutte casuali. O no?
Forse sarebbero cose prevedibili se
disponessimo delle informazioni di stato iniziali iniziali.
Non voglio mettermi a discutere approfonditamente l'argomento della presenza del caso o no nell'universo, se lo conoscete, buon per voi, altrimenti andate a studiare e non rompete i coglioni.
Me ne frego se dio gioca a dadi o a tresette col morto, è molto più interessante pensare alle implicazioni morali connesse con la presenza di un destino o no.
Spesso quando si discute quanto e se il caso influenzi l'universo, si presenta qualcuno che cita il principio di indeterminazione di Heisenberg, bene, quel qualcuno può anche andare a cagare, non è che se non posso prevederne precisamente velocità e posizione di un elettrone (perchè per farlo dovrei inserire una variabile nel sistema, modificandolo) esso si muova senza seguire una logica.
Personalmente però sono ancora indeciso, trovo elementi interessanti a difesa di entrambe le tesi, da parte di quella indeterministica stanno molti fenomeni della fisica subatomica, come il decadimento radioattivo (che comunque possono venire previsti con sistemi probabilistici), mentre il mondo “macro” può essere descritto come deterministico.
Credo che l'uomo non disponga dei mezzi adatti per affrontare un problema del genere, per adesso, ma è abbastanza evidente che la realtà nella quale viviamo è abbastanza deterministica, e senza addentrarci nei meandri della fisica quantistica (Yaxara dove sei?) possiamo modellizzare abbastanza bene il mondo che ci circonda.
Quindi per il mio discorso darò per vera la tesi che “nel nostro mondo valgono le leggi di causa effetto” e credo che sia abbastanza plausibile.
Ma di cosa cazzo volevo parlare non me lo ricordo più-
Ah ok, volevo parlare delle conseguenze morali di un sistema deterministico nella vita quotidiana.
Non voglio mettermi a discutere approfonditamente l'argomento della presenza del caso o no nell'universo, se lo conoscete, buon per voi, altrimenti andate a studiare e non rompete i coglioni.
Me ne frego se dio gioca a dadi o a tresette col morto, è molto più interessante pensare alle implicazioni morali connesse con la presenza di un destino o no.
Spesso quando si discute quanto e se il caso influenzi l'universo, si presenta qualcuno che cita il principio di indeterminazione di Heisenberg, bene, quel qualcuno può anche andare a cagare, non è che se non posso prevederne precisamente velocità e posizione di un elettrone (perchè per farlo dovrei inserire una variabile nel sistema, modificandolo) esso si muova senza seguire una logica.
Personalmente però sono ancora indeciso, trovo elementi interessanti a difesa di entrambe le tesi, da parte di quella indeterministica stanno molti fenomeni della fisica subatomica, come il decadimento radioattivo (che comunque possono venire previsti con sistemi probabilistici), mentre il mondo “macro” può essere descritto come deterministico.
Credo che l'uomo non disponga dei mezzi adatti per affrontare un problema del genere, per adesso, ma è abbastanza evidente che la realtà nella quale viviamo è abbastanza deterministica, e senza addentrarci nei meandri della fisica quantistica (Yaxara dove sei?) possiamo modellizzare abbastanza bene il mondo che ci circonda.
Quindi per il mio discorso darò per vera la tesi che “nel nostro mondo valgono le leggi di causa effetto” e credo che sia abbastanza plausibile.
Ma di cosa cazzo volevo parlare non me lo ricordo più-
Ah ok, volevo parlare delle conseguenze morali di un sistema deterministico nella vita quotidiana.
Intanto cominciamo dicendo che in un
mondo simile non ha senso parlare di “bene” e “male”, perchè
non esiste nessun merito nell'essere quello che si è.
L'intelligenza è una dote, come l'altezza, vi sentite orgogliosi di essere alti? Ok, allora siete semplicemente additati come stupidi.
Ma scommetto che vi sentirete orgogliosi di essere intelligenti (cosa che non siete), orgogliosi perchè pensate che in fondo sia merito vostro, della vostra volontà di ferro o qualcos'altro.
L'intelligenza è una dote, come l'altezza, vi sentite orgogliosi di essere alti? Ok, allora siete semplicemente additati come stupidi.
Ma scommetto che vi sentirete orgogliosi di essere intelligenti (cosa che non siete), orgogliosi perchè pensate che in fondo sia merito vostro, della vostra volontà di ferro o qualcos'altro.
Io dico che invece non avete nessun
merito in nulla, non avreste potuto fare nient'altro che quello che
avete fatto*(1).
Dopotutto dove dovrebbe stare la
libertà di scelta e azione? Cosa sarebbe il vostro “io” capace
di astrarsi completamente dalle regole della fisica conosciute per
rubare un secondo di libertà assoluta a Dio e decidere da se, senza
nessuna influenza esterna?
Se ci pensate bene tutta la faccenda
del libero arbitrio è una colossale stronzata fatta per poter
giudicare la colpevolezza di un essere umano, per poterlo distinguere
da un animale.
Quando il gatto vi caga sul cuscino,
magari date un calcio nel culo al gatto, ma se siete intelligenti
(non vantatevene, cazzo) non vi verrà mai in mente di farlo
processare quel gatto.
Se invece venite colti dal desiderio di
mangiare quella merda, beh, avete problemi più seri.
Il libero arbitrio dovrebbe essere
qualcosa di completamente scollegato dal resto della realtà, una
cosa magica e divina, di cui solo l'uomo sarebbe dotato.
Non vi risuona di religione monoteista
una stronzata del genere? E si, abbiamo una corteccia cerebrale:
Ma la corteccia guarda un po' è pure lei soggetta alle leggi della materia ordinaria, tanto è vero che se stimolate elettricamente o meccanicamente alcune aree, otterrete delle modificazioni della personalità e del comportamento.
Ad esempio gli esperimenti di RogerSperry sulla specializzazione degli emisferi nei pazienti che avevano subito una callostomia (ovvero la rimozione della parte di cervello che collega i due emisferi, permettendo loro di comunicare) dimostrano proprio questo.
Ora visto che so che siete dei debosciati senza alcuna voglia di leggere centinaia di interessantissime pagine sull'argomento, ve lo spiego io.
Sperry faceva degli esperimenti su pazienti che avevano subito l'asportazione del corpo calloso per risolvere pesanti casi di epilessia.
Scoprì che i pazienti con gli emisferi separati erano a tutti gli effetti dotati di “due” cervelli, ogniuno collegato ad un orecchio, un occhio, una narice. Il corpo umano è più ridondante di un 747.
Ma la corteccia guarda un po' è pure lei soggetta alle leggi della materia ordinaria, tanto è vero che se stimolate elettricamente o meccanicamente alcune aree, otterrete delle modificazioni della personalità e del comportamento.
Ad esempio gli esperimenti di RogerSperry sulla specializzazione degli emisferi nei pazienti che avevano subito una callostomia (ovvero la rimozione della parte di cervello che collega i due emisferi, permettendo loro di comunicare) dimostrano proprio questo.
Ora visto che so che siete dei debosciati senza alcuna voglia di leggere centinaia di interessantissime pagine sull'argomento, ve lo spiego io.
Sperry faceva degli esperimenti su pazienti che avevano subito l'asportazione del corpo calloso per risolvere pesanti casi di epilessia.
Scoprì che i pazienti con gli emisferi separati erano a tutti gli effetti dotati di “due” cervelli, ogniuno collegato ad un orecchio, un occhio, una narice. Il corpo umano è più ridondante di un 747.
Scoprì anche che i due emisferi hanno
obblighi e compiti diversi, quello destro ad esempio (che controlla
l'occhio sinistro) è incapace di comunicazione verbale (nella
maggior parte dei casi), mentre quello sinistro si, portando anche a
“conflitti di attribuzione tra i vari emisferi.
Questo porta alla domanda :
Dov'è “IO” ?
Dove cazzo sono io? In mezzo ai due
emisferi? Voglio dire, non so come la pensi la chiesa a riguardo, ma
a me pare che il mio io sia proprio quella roba morbida piazzata in
mezzo alle orecchie.
Ovviamente questa versione è molto più
credibile di quella che presuppone l'esistenza di “libero
arbitrio”.
- CONSEGUENZE
SOCIALI DEL DETERMINISMO
-
Alcuni tra voi sentiranno una forte
resistenza alle mie affermazioni, principalmente perchè in un mondo
senza libero arbitrio non c'è nessun modo per giudicare buono e
cattivo, visto che i due pari sono.
L'assassino sarebbe allo stesso livello
del santo, nessuna differenza, se non quella che accompagnarsi al
santo sarebbe meno pericoloso.
L'accettazione a livello sociale del determinismo condurrebbe obbligatoriamente ad una revisione dei giudizi, l'assassino sarebbe sempre pericoloso, ma non più cattivo, si potrebbe (e dovrebbe) sbatterlo al gabbio, ma non ci sarebbe più la stigma morale.
Non cambierebbero le strategie educative che già conosciamo per modificare il comportamento, quindi la psicologia esisterebbe ancora, e le carceri continuerebbero a fare il loro lavoro, l'unica cosa che verrebbe cancellata sarebbe la morale.
L'accettazione a livello sociale del determinismo condurrebbe obbligatoriamente ad una revisione dei giudizi, l'assassino sarebbe sempre pericoloso, ma non più cattivo, si potrebbe (e dovrebbe) sbatterlo al gabbio, ma non ci sarebbe più la stigma morale.
Non cambierebbero le strategie educative che già conosciamo per modificare il comportamento, quindi la psicologia esisterebbe ancora, e le carceri continuerebbero a fare il loro lavoro, l'unica cosa che verrebbe cancellata sarebbe la morale.
Infatti il determinismo complica la
vita ai buoni, niente più merito ad essere santi, niente più bontà, niente più libero arbitrio signori.
Rimarrebbero comunque le regole sociali che già conosciamo, chi tenesse comportamenti antisociali o dannosi per l'ambiente nel quale si trova verrebbe eliminato o rieducato, a seconda del grado di tolleranza dell'ambiente, ed i "buoni" verrebbero comunque preferiti ai "cattivi".
Pensate un po' quanto tempo risparmieremmo, finalmente potremmo pisciare sulle opere di bene, sputare su Madre Teresa e Giovanni Paolo secondo, irridere il buon samaritano. Dopotutto non avevano scelta, non potevano fare altro, date le condizioni iniziali dell'universo.
Certo, forse sarebbe meglio che il popolo non sapesse una cosa del genere, altrimenti la capacità di far desistere un potenziale criminale facendo leva sul senso di colpa e la vergogna svanirebbe.
Ma se il mondo è deterministico non ci si può fare un cazzo, tutte le scelte sono già state fatte tutte in un momento ben preciso, il primo.
Rimarrebbero comunque le regole sociali che già conosciamo, chi tenesse comportamenti antisociali o dannosi per l'ambiente nel quale si trova verrebbe eliminato o rieducato, a seconda del grado di tolleranza dell'ambiente, ed i "buoni" verrebbero comunque preferiti ai "cattivi".
Pensate un po' quanto tempo risparmieremmo, finalmente potremmo pisciare sulle opere di bene, sputare su Madre Teresa e Giovanni Paolo secondo, irridere il buon samaritano. Dopotutto non avevano scelta, non potevano fare altro, date le condizioni iniziali dell'universo.
Certo, forse sarebbe meglio che il popolo non sapesse una cosa del genere, altrimenti la capacità di far desistere un potenziale criminale facendo leva sul senso di colpa e la vergogna svanirebbe.
Ma se il mondo è deterministico non ci si può fare un cazzo, tutte le scelte sono già state fatte tutte in un momento ben preciso, il primo.
La conclusione filosofica di un simile ragionamento è desolante, non abbiamo nessuna scelta, ma ci illudiamo di possedere un qualche grado di libertà perchè il nostro orizzonte di ragionamento e analisi è troppo limitato, la qual cosa ci porta a ripetere gli stessi errori migliaia di volte.
Siamo come pietre che rotolano da una collina, senza nessuna possibilità reale di decidere dove rotolare.
Sette miliardi di pietre che rotolano, materia convinta di avere un potere sull'energia sconfinata dello spazio tempo.
Le stelle stanno ridendo di noi come noi ridiamo dei batteri. A modo loro.
Come possiamo essere così stupidi?
Kurdt
Bibliografia essenziale LEGGETELA NELLA PROSSIMA VITA : AA.VV., Dal
necessario al possibile. Determinismo e libertà nel pensiero
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