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martedì 6 agosto 2013

Il business della sofferenza



Quest'articolo parlerà di Vannoni, bambini malati, ricerca e di come tutto questo influisca sulla situazione italiana.
Ho dovuto pensare parecchio prima di iniziare a scrivere, perché per una volta non volevo tirar fuori qualcosa che servisse solo al sollazzo dei convertiti, come me, ma aiutasse anche persone che del metodo scientifico non hanno mai sentito parlare, e mai ne sentiranno, a farsi un' idea della situazione.
Tutti noi abbiamo visto quello che è successo in Italia dopo il famoso video delle Iene. Una vera e propria guerra fra "scienziati" e persone che vogliono "libertà di cura". 

Quello di cui mi sono reso conto è che, in questa guerra quello che manca non sono certo fanti (tutti noi che, in un modo o nell'altro, ne facciamo parte, io compreso) , né carri armati (giornali, chi ha parlato di giornali?), né bombardamenti a tappeto (le iene, mai nome fu più adeguato).

Quello che però manca sono degli ambasciatori, delle persone che hanno voglia e tempo di spiegare la propria posizione a quelli che aspettano sull'altro lato della barricata.

Ora, la maggior parte di voi sa benissimo come la penso riguardo alla ricerca scientifica, e potete stare sicuri che non mi metterò certo a rinnegare me stesso proprio ora, ma almeno vorrei provare a mandare un messaggio a quelle persone che, in questo momento stanno in piazza per sostenere un tizio che sperano possa aiutarle.

 Nota bene: Questa apertura non significa che accolgo a braccia aperte gli imbecilli. Perciò, vegani, gente che difende l'urinoterapia, i santoni, è meglio che non continuino a leggere.