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sabato 16 novembre 2024

1933

 


Stiamo come nel 1933 ma con una macchina di pagliacci ficcati dentro una cinquecento e con i palestinesi al posto degli ebrei, nel posacenere.

Non nutro nessun ottimismo per gli anni prossimi venturi, e non è Donald Trump, il problema, non più di quanto non lo fosse il pittore fallito senza alcuna capacità di comando, nel 1930.

Il problema è che la capacità di riflessione e comprensione della realtà secondo parametri condivisi, sta sparendo, soppiantata da una corsa a chi riesce ad accumulare più soldi su questa zattera lanciata a folle velocità nello spazio intergalattico,  zattera a cui stiamo facendo più buchi possibile, pregando non affondi. 

 Guardo i miei alunni, splendidi bambini, adorabili, di religioni diverse,  nazioni diverse, e penso che no, loro non si scannerebbero mai per un pezzo di terra da qualche parte. Poi ci penso e ricordo che sono capaci di litigare perché uno li ha guardati troppo a lungo, distruggendo la mia idea di un governo guidato da Bambini. Sarebbe l'apocalisse nucleare. 

Scrivo poco perché cerco di osservare il più possibile, e dire solamente quello che veramente penso non sia ancora stato detto, e la verità è che sono un povero stronzo, amen.

Ma la situazione politica degli ultimi dieci anni mi sembra veramente incredibile, ovunque mi giri ci sono conati fascisti, in Francia Macron, da bravo liberale, decide di consegnare il paese alle destre, malgrado le elezioni avessero detto esattamente l’opposto.
L’America manco a dirlo, è un circo di nani e ballerine con, sotto il tendone, un colossale arsenale nucleare pronto a saltare in aria ad ogni momento. E se pensavate che gentaglia come John Bolton fosse guerrafondaia, preparatevi alla nuova infornata di cretini che spingeranno per una guerra con Iran (manco a dirlo) ma soprattutto, la CINA.

Non so se vi rendete conto dell’impatto che potrebbe avere una guerra con l’Iran, uno stato che ha quattro volte la popolazione dell’Iraq, missili balistici a lungo raggio e la possibilità di chiudere completamente lo stretto di Hormuz.

Ammesso e non concesso che l’Iran non abbia armi nucleari, credete lo andrebbe a raccontare a voi, se le avesse? Probabilmente le terrebbe come arma di estrema istanza nel caso peggiore di tutti, se dovesse fronteggiare una possibile disintegrazione.

Se una guerra contro l’Iran è drammatica e avrebbe conseguenze mai viste negli ultimi 80 anni, una guerra contro la Cina può essere descritta solo in un modo, distruzione totale, per tutti, assicurata.

La Cina è una nazione organizzata, industrializzata, con tutte le risorse che le servono per mantenere una guerra prolungata contro chiunque, con una popolazione che appoggia il proprio governo. Gli Stati Uniti hanno sicuramente un esercito impressionante, ma Trump sembra intenzionato a permettere alla Russia di Annettere l’Ucraina, probabilmente sperando di farne uno strumento in una guerra d’attrito contro la Cina.

Questa cosa non succederà mai, Putin non è uno stupido, sa perfettamente che non c’è da fidarsi degli Stati Uniti, la Russia ne ha sicuramente esperienza diretta nella transizione post URSS, non si lascerà certo convincere con due caramelle e una perlina.

Stessa strategia che credo voglia venire utilizzata con Israele, Trump chiederà a Nethanyahu una tregua, giusto il tempo di permettergli di fare un giro di applausi e poi via, tutti insieme ad annettere la West Bank, sognando di trasformare Gaza in un Grande lido balneare.

Bisognerà solo fare attenzione ai cadaveri che la risacca porterà a riva, ogni tanto, ma magari un po’ di sangue si mescola bene con il cemento.

E no, se vi venisse il dubbio, non condono in nessun modo le azioni di nessun terrorista, solo includo anche l’IDF nel computo dei terroristi, come includevo l’esercito americano durante la guerra dell’Iraq. Essere uno stato nazione non esonera dal rispettare i diritti umani.

Ma Israele rispetta i diritti umani dei palestinesi, e se non li rispetta, è tutta colpa di Hamas, che ci obbliga a bombardare le tendopoli e annettere la west Bank”. 

Se ci credete davvero, guardatevi allo specchio, siete stupidi. Magari non ve l'hanno ancora detto, ma siete stupidi. 


martedì 30 aprile 2024

Di Israele Palestina e altre tragedie

 

"Continua il processo di pace, dodici morti"
 

Il conflitto israelo-palestinese è una tragedia senza fine. 

Tra gli aspetti positivi però, se ti viene una battuta divertente, la puoi riutilizzare finché campi. 

Mi costa scriverne perché so che qualunque cosa dica, difficilmente aggiungerà alla situazione, migliorandola, mentre esiste il rischio palpabile che, in qualche modo, la peggiori.

Possiamo cominciare a parlare di chi ha ragione e chi a torto, in quella terra ingombrata da troppe divinità,  credo sia l’approccio sbagliato, è importante conoscere la storia, sapere come siamo arrivati qui,ma, ancora più importante è sapere chi più ne stia soffrendo.

La settimana scorsa Yanis Varoufakis avrebbe dovuto partecipare ad un congresso sulla palestina in Germania, l’evento è stato bloccato, impedito a lui di parlare.  Cosa avrebbe detto di così terribile, se avesse potuto farlo? Sappiamo che la Germania ha regole dure a difesa della popolazione ebraica, e ci sono buone ragioni storiche per queste regole. Ma sarebbe stato, quello di Varoufakis un discorso nazista?

Sentiamolo, questo discorso.

For if a single Jew is threatened, anywhere, just because she or he is Jewish, I shall wear the Star of David on my lapel and offer my solidarity — whatever the cost, whatever it takes.

So let’s be clear: if Jews were under attack, anywhere in the world, I would be the first to canvass for a Jewish congress in which to register our solidarity.

Similarly, when Palestinians are massacred because they are Palestinians — under a dogma that to be dead and Palestinian, they must have been Hamas — I shall wear my keffiyeh and offer my solidarity whatever the cost, whatever it takes.

Universal human rights are either universal or they mean nothing.

Ovvero:

Se un singolo Ebreo fosse minacciato, ovunque nel mondo, solo per il fatto di essere ebreo,indosserò la stella di Davide sulla mia giacca e offrirei la mia solidarietà a qualsiasi costo. Per essere chiari, sarei il primo a spingere per una conferenza ebraica dove dimostrare la nostra solidarietà.

 

Allo stesso modo, quando i palestinesi sono massacrati per il fatto di essere palestinesi, con la pretesa che se sono morti e palestinesi, allora devono essere stati membri di Hamas, allora vestirò la mia Kefiah e offrirò la mia solidarietà a qualsiasi costo.

I diritti umani universali o sono universali o non significano niente.

Sono d'accordo con lui.

Quando c’è stato l’attacco di Hamas ad ottobre dell’anno scorso, ho provato orrore, dolore per tutte quelle persone, ne ho condiviso la sofferenza e ho anche avuto da discutere con quelli che: “beh, se la sono cercata, se lo meritano”. Perché no, non se lo meritano. Nessuno merita di essere ucciso. Tutti quelli che augurano ogni male al popolo Ebraico, sono fascisti del cazzo. 

Questo è un fascista, un fascista pure stupido, a giudicare da come si veste.

Questo modo di ragionare è esattamente quello che ha permesso a questa situazione di proseguire per decenni. Il modo di ragionare di persone che guardano la situazione dall’esterno, senza fare la fatica di cercare di capirla per davvero. E so che questo non mi porterà simpatie. 

Vi racconto una faccenda di cui mi vergogno profondamente oggi.

Tanti anni fa, quando ero un ragazzino in un collegio del centro Italia, ci fu l’attacco dell’11 Settembre alle torri gemelle, all’epoca la pensavo proprio così:

Ben gli sta agli americani, dopo che hanno bombardato da tutte le parti, che bombardino anche loro”

A ripensarci adesso rabbrividisco alla stupidità di quella “riflessione”. Quelle persone morte non avevano niente a che vedere con quello che era successo in altre nazioni, colpirle non avrebbe prodotto niente di buono.

Questa era anche la posizione di Bin Laden quella che “non c’erano americani innocenti, avevano deciso di votare per quei presidenti, quindi erano colpevoli di quelle azioni”. Una follia, colpire gente innocente perché, in potenza, avrebbe potuto fare qualcosa per modificare la politica americana, senza riconoscere che le uniche persone che avevano (e hanno) un qualche potere in America, sicuramente non sono gli elettori.

Questa è anche la posizione di Israele sui palestinesi e onestamente, lo è da molto tempo.  Negli ultimi sei mesi, ho sentito cose che mi hanno fatto desiderare di strapparmi le orecchie,  basta leggervi il caso proposto contro Israele dal Sudafrica alla corte di giustizia internazionale (corte di cui né Israele né gli stati uniti fanno parte). Tra le nazioni che non hanno firmato (o hanno ritirato la firma) lo statuto di Roma che riconosceva la corte abbiamo:

China, Iraq, Israel, Libya, Qatar, the U.S., and Yemen.   Una bella compagnia quando si parla di diritti umani. Israele si rifiutò di firmare perché venne inserito tra i crimini perseguibili, anche il trasportare parte della propria popolazione in territori occupati.

Mhhhh, chissà come mai.

Ancora più interessante è come, quando la Russia ha invaso l'Ucraina, ho sentito forte e chiara l'indignazione degli americani, Biden definiva giustif
icato il mandato di cattura del tribunale penale internazionale. E io sono d'accordo con lui! 

Peccato che proprio oggi (29/04/2024 n.d.a.) il parlamento americano stia minacciando conseguenze gravi contro la corte se osa emettere dei mandati di cattura internazionali contro Nethanyahu e compagnia. Deve essere una cosa divertente poter decidere con quali sentenze sei a favore (Putin e Russia) e con cui sei sfavorevole giocando con una giustizia internazionale à la carte, che ci piace quando colpisce i nostri avversari, ma appena appena prova ad aprire la bocca sui nostri crimini, allora bisogna minacciarla di ritorsioni. Gli stati uniti sono proprio la città brillante in cima alla collina a cui tutti, tutti, dovremmo ambire. 
Del resto, come puoi essere d'accordo con il mandato di un tribunale che tu stesso, non riconosci? Per farlo devi diventare un campione di ginnastica mentale, nel caso di Israele, fresca di ieri mattina è la dichiarazione dell'ambasciatore Israeliano che
"Srebrenica non è stato un genocidio

Arrestate putin, ma se condannate uno dei nostri, vi bomb... Vi minacciamo di ritorsioni.
 

Per chi di voi non conoscesse la storia, il massacro di Srebrenica, o genocidio di Srebrenica, avvenuto durante la guerra dalle truppe bosniache con a capo Ratko Mladić in una zona protetta dalle nazioni unite, vide l'uccisione di 8000 musulmani. Vi racconto anche qualcosa che difficilmente conoscerete, sapete chi era responsabile di mantenere l'ordine nella zona? I caschi blu olandesi dell'ONU. Che, mentre era in corso un massacro, si stavano allegramente divertendo con donnine fornite dai bosniaci. Addirittura aiutarono i serbi a dividere tra donne bambini e maschi, che successivamente sarebbero stati massacrati.

Dopo una lunga serie di processi, per la vergogna suppongo, adesso gli olandesi non inviano quasi più truppe in nessun processo di pace.  Vengano a farci pipponi sull'etica.

La decisione sulla definizione di genocidio non è una decisione che fai tu, caro ambasciatore, che quello di Srebrenica si debba classificare sotto il termine di genoicidio è stato deciso dalla corte internazionale di giustizia nel 2007.

E in ogni caso, se proprio qualcuno dovesse lamentarsi, dovrebbe essere il paese che di quel genocidio è stato accusato, in questo caso, la Serbia. Peccato che, proprio il ministro per gli affari esteri serbo abbia risposto all'ambasciatore israeliano dicendogli:

"Sei una vergogna per la diplomazia e umanamente un disgraziato"

Ovvero, persino un esponente del paese che ha compiuto quel crimine ti dice "hey, imbecille, non cercare di sminuire quell'evento solo perché stai cercando di emularlo" allora stai proprio raschiando il fondo. 

Giusto per rinfrescarci la memoria, ecco solo alcune delle frasi che i massimi esponenti del governo Israeliano hanno avuto il coraggio di cacciar fuori. Partendo innanzitutto da Ben Gvir, ministro della sicurezza nazionale israeliano, un tizio così estremo che Calderoli potrebbe solo allacciargli le scarpe.

Il sorriso di uno che ha appena scorreggiato in ascensore

the war with Hamas presented an "opportunity to concentrate on encouraging the migration of the residents of Gaza

La guerra con Hamas presenta l'opportunità di concentrarsi sull'incoraggiare la migrazione dei residenti di Gaza.

 Una frase che indica chiaramente come la pensi il tizio sulla popolazione della striscia di Gaza. Ma se non fosse abbastanza chiaro:

"We cannot withdraw from any territory we are in in the Gaza Strip. Not only do I not rule out Jewish settlement there, I believe it is also an important thing

Non possiamo ritirarci da alcun territorio della striscia di Gaza. Non solo non precludo degli insediamenti lì, credo anche che sia importante averli.   

Questo sta strillando "PULIZIA ETNICA" e ovviamente non è l'unico a fare questo genere di commenti. Tutto il governo Nethanyahu la pensa esattamente come lui. 

 Ora io sostengo che non sia necessario preoccuparsi tanto di quello che viene detto, ma sembra evidente come la società Israeliana è diventata nei decenni via via più fascista, fino a quando, adesso, "l'unica democrazia del medio oriente" ha completato la sua deriva ed è diventata un etnostato con regole chiaramente diverse per gli ebrei e tutti gli altri. E quindi quello che importa è guardare a quello che viene fatto, non quello che viene detto.

E quello che viene fatto e piuttosto evidente. La popolazione palestinese è stata fatta marciare dal nord della striscia, concentrandola a poco a poco in quella che doveva essere una "zona sicura" a Rafah.  Andate a Rafah! Lì sarete al sicuro mentre noi eliminiamo Hamas! 

 

Rafah. Veniteci. È sicuro.

Una delle favole che più mi piace è la storiella dell'esercito Israeliano come quello più etico del mondo.

C'è veramente qualcuno che ci credeIl Sud-Africa, uno stato che, modestamente, di Aparheid se ne intende, ha portato Israele di fronte al tribunale penale internazionale con l'accusa di genocidio. E lo ha fatto proprio perché entrambe, Israele e il Sud-Africa hanno firmato il trattato di Ginevra sul genocidio del 1948. Ho seguito il processo con attenzione, le accuse del Sud Africa sono ben evidenziate e difficili da ribattere.

La difesa di Israele si è concentrata su 3 punti.


1) COME VI PERMETTETE DI ACCUSARCI DI GENOCIDIO! A NOI! NOI SIAMO GLI UNICI CHE HANNO SUBITO UN GENOCIDIO! 

 2) Il Sud Africa è peggio di noi! (che anche se fosse vero non avrebbe nessun importanza)

 3) È STATO KHAMAS NOI CI STIAMO SOLO DIFENDENDO.


 

Questa cosa che, se qualcuno fa una cosa mostruosa allora ti da l'autorizzazione di fare peggio di lui non ha senso. Immaginate un attimo, un terrorista vi entra in casa e uccide i vostri genitori (o un fratello, lo zio, o tutti quanti, vedete un po' voi chi odiate di più) e scappa con il coltello insanguinato dentro una scuola piena di alunni ed insegnanti.

Voi quel terrorista vorreste scuoiarlo vivo e appendere i suoi resti al sole per farne un tappeto da battere ogni giorno. Vi si avvicina un comandante dell'esercito e vi dice:
"Siamo riusciti a trovare una soluzione per farla pagare a quel bastardo, bombardiamo la scuola e lo facciamo fuori. Non riuscirai a farci un tappeto, ma vendetta è fatta"
"Ma così moriranno anche un sacco di persone innocenti"
direte voi, sempre che vi sia rimasta addosso un minimo di umanità. La vostra decisione non sarebbe si bombardiamo la scuola e facciamo fuori il criminale. La prospettiva dell'esercito israeliano invece è che non importa quante siano le vittime, è più importante far fuori un singolo elemento di Hamas che salvare cento civili.
Questo è falso! L'esercito israeliano fa la più grande attenzione a proteggere i civili palestinesi!

(Peccato però che gente come il ministro delle finanze Bezalel Smotrich non esista il popolo palestinese. Mica puoi trattare con gente che manco esiste)

(e peccato che il presidente israeliano abbia chiarito che non esistono civili innocenti a Gaza)

 “It is not true this rhetoric about civilians not being aware, not involved. It’s absolutely not true. They could have risen up. They could have fought against that evil regime which took over Gaza in a coup d’etat.”

 "Questa retorica sui civili ignari, non implicati, è assolutamente falsa. Si sarebbero potuti ribellare, avrebbero potuto combattere contro il regime malvagio con un colpo di stato"

Una retorica strana considerando che nella striscia circa il 50% da esseri umani sotto la maggiore età.  
Non ha nessuna importanza quanti civili, quanti bambini, muoiono. Perché tanto i civili, a Gaza, non esistono. E con questo la metamorfosi è completa.  L'essere umano di suo è cablato e programmato per provare compassione per quelli che considera indifesi, siano essi bambini o adulti, ci vuole una gran fatica per costringerlo a fregarsene della sofferenza degli altri.

I nazisti avevano fatto campagne durate decenni dove descrivevano gli ebrei come "topi"
"ladri" e in generale non-umani. E comunque le cose più diaboliche continuavano a venire nascoste, perché per il tedesco medio sarebbero state comunque oscene.
Nello stesso modo la propaganda Israeliana (hasbara) descrive i palestinesi come non entità, malvagi e, anche i bambini, potenzialmente terroristi. Quindi responsabili. Questo si riflette poi sulla società civile Israeliana, che produce perle come questi video virali, fatti per prendere in giro le sofferenze dei palestinesi.


Se non sei manco umano, la tua sofferenza mi produce gioia. Sono sicuro che, se avessero avuto i social media nel 1940, questo sarebbe stato il tenore dei video prodotti dai nazisti.

E l'esercito più etico del mondo coagula questo ethos in sistemi come "where is daddy" e "lavander" in pratica un'intelligenza artificiale decida autonomamente quali sono i bersagli da colpire, accettando un numero di vittime "collaterali" di 15/20 a 1. Ovvero per ogni presunto militare di Hamas colpito si possono accettare anche 20 vittime civili. Sotto quest'ottica diventa più semplice comprendere il bombardamento del campo profughi di Jabilia dove sono morti un centinaio di civili, apparentemente perché un alto papavero di Hamas vi si nascondeva dentro. O il campo profughi di Al-Maghazi.

O qualunque altro cazzo di posto nella striscia di Gaza, perché attualmente in quel posto qualsiasi cosa che si muove viene bombardata, perché, ricordatevelo, non esistono né i civili palestinesi né il popolo palestinese. E visto che non esistono, l'esercito più morale del mondo può creare delle kill zones dentro le quali uccidere chiunque si muova. 

E quelle persone magicamente diventano "militanti di Hamas" Facile così. Se ti ho ucciso, allora sei colpevole. Non ci credi? Cazzi tuoi, se non fossi stato colpevole non ti avrei ucciso, perché io sono l'esercito più morale del mondo TM, diffidare dalle imitazioni.

E siamo arrivati insieme alla fine di questo lungo articolo, siamo arrivati a parlare di tragedia. Perché alla fin dei conti, questa è una tragedia. Una tragedia per i palestinesi, una tragedia per gli Israeliani, anche se le conseguenze potrebbero non essere ancora evidenti alla maggioranza. Una tragedia per l'umanità intera, in fondo, una tragedia perché non sembra esserci una soluzione.

E questa è la materia di cui sono composte le tragedie, le vedi dipanarsi da lontano, sai dove cadranno, puoi prevedere esattamente quando la miccia prenderà fuoco, incendiando tutto il palco, i protagonisti, persino il pubblico. E non puoi fare niente. 

Perché non sei abbastanza intelligente, abbastanza forte, abbastanza astuto da trovare una soluzione. Quanto mi piacerebbe, raccontarvi come si fa a trovare una pace giusta, che tenga conto delle terribili sofferenze a cui entrambi i popoli sono stati sottomessi, in tempi diversi, dai corsi e ricorsi storici.

Ecco perché è una tragedia. 

N.B. Se volete leggere qualcosa che proponga, in qualche modo, delle soluzioni, un libro interessante è "palestina e Israele: Che fare?" di Noam Chomsky e Ilan Pappé. 

sabato 14 maggio 2022

La più grande democrazia del medio oriente (TM)

 


 

L’ultima volta che ho scritto qualcosa su Israele l’ho fatto quando durante un raid su Gaza l’Idf (forze armate israeliane) hanno abbattuto volontariamente un edificio  sede di Associated Press e altre compagnie giornalistiche impedendo che recuperassero tutto il loro materiale. La scusa era che c’erano, forse, da qualche parte, miliziani di Hamas che stavano nell’edificio. E allora bisogna buttarlo giù.


Immaginate una cosa del genere nel vostro condominio.

Ehi, forse c’è un tizio che spaccia al piano di sotto, purtroppo dobbiamo nuclearizzare l’area”

“Ma come? Ma non è vero, non ho mai visto gente che spacciava qui, ma anche se fosse vero, cosa diavolo centriamo noi?”

“Eh caro lei, non sa come vanno queste cose, le infestazioni vanno eliminate subito sa! Come le formiche, se non intervieni subito quelle prendono piede e te le trovi da tutte le parti, devi eliminare il formicaio col piombo fuso, non c’è altro modo”

“Ma stiamo parlando di persone, ehi”

"Ma si, persone, adesso non esageriamo, tu lasciale diffondere e dopo un po' te le trovi dappertutto! Mica si può andare avanti così signora mia! Vuole gli eroinomani che spacciano siringhe usate a suo nipotino?" 


"Certo che no, ma non ho visto nessun eroinomane nel palazzo" 


"Ma nel caso ci fosse, ci pensi! Suo figlio morirebbe di overdose! È questo quello che vuole signora?" 


"No certo, sto solo dicendo che"

 

" Buttiamo giù tutto e non se ne parla più, che vuole che sia una casa in cambio della sicurezza della sua famiglia"

"Possiamo almeno recuperare le foto della nonna dal cassetto dei ricordi signor naz.. generale dell'IDF?"

"No"

 Hanno sparato in faccia ad una giornalista palestinese (e statunitense). I report iniziali dell'esercito davano la colpa ai palestinesi che, bontà loro, non appagati dagli abbondanti proiettili israeliani, si sparano pure da soli.


Palestinian terrorists, firing indiscriminately, are likely to have hit Al-Jazeera journalist Shireen Abu Aqla pic.twitter.com/nXNbVJrnkC— Israel Foreign Ministry (@IsraelMFA) May 11, 2022

Terroristi palestinesi, sparando indiscriminatamente, hanno probabilmente colpito la giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Aqla.

Il ministro degli esteri israeliano già sa bene cosa è successo. Non ci sono dubbi, terroristi palestinesi.


Peccato che dell'evento ci siano video e testimoni e le scuse accampate dall'esercito abbiano retto pochissimo (inizialmente avevano tirato fuori un video dove si vede qualcuno con il passamontagna sparare in una zona diversa da quella dove è avvenuto l'omicidio) peccato che appunto i posti non combaciano e alla fine persino l'esercito ha dovuto a malincuore ammettere che magari la giornalista era stata colpita dal un "proiettile vagante" sparato da un loro cecchino.

Un proiettile vagante che l'ha colpita precisamente in faccia mentre indossava elmetto e veste antiproiettile. Questi proiettili vaganti  li fanno proprio precisi, di questi tempi. Se non fosse che in Palestina sono morti per  mano dell'esercito Israeliano almeno diciannove giornalisti (ed è la stima più bassa, il ministero dell'informazione palestinese ne dichiara più di cinquanta) uno sarebbe quasi tentato di crederci.


Sapete cosa ha detto Ran Kochav il portavoce dell'esercito israeliano descrivendo gli eventi?


 “filming and working for a media outlet amidst armed Palestinians. They’re armed with cameras, if you’ll permit me to say so.”


"Stavano filmando per conto di una compagnia in mezzo a palestinesi armati. Erano armati di telecamere, se mi è permesso dirlo"

 
E se questo non vi fa drizzare le orecchie, se il fatto che questo sia il portavoce dell'esercito non vi fa sorgere il sospetto che i giornalisti siano colpiti in maniera sistematica e volontaria perché rischiano di rovinare la patina della "più grande democrazia del medio oriente (TM) allora siete irrimediabilmente persi. Perché questo è quello che si raccontano nell'esercito "eh, ai giornalisti puoi sparare, non dobbiamo considerarli civili, sono armati di telecamere".

Sono armati di telecamere, noi ci stiamo solo difendendo.

Se stanno in mezzo ai terroristi allora se la sono cercata.

 

E se pensate che questo sia il punto di vista solo dei militari, questo è il commento più votato su r/israel, da quella che dovrebbe essere la parte più colta della cultura del paese.

"This isn't gonna look good, she's really respected throughout the Arab world. Been covering the conflict for a long time. What's frustrating about these situations is how long the IDF takes to issue a statement and/or evidence. And by the time they do every mass media outlet has already blamed it on Israeli fire"


"Questo non suonerà bene, era molto rispettata nel mondo arabo. Copriva il conflitto da molto tempo. La cosa frustrante di queste situazione è  il tempo che l'esercito si prende per commentare o portare prove. E quando lo fanno oramai i mass media hanno già dato la colpa al fuoco israeliano."


Ci porterà della pubblicità negativa, come faremo con le pubbliche relazioni? Non è un problema l'azione il se, ma il modo in cui appare.


E questi sono quelli colti. Perché se leggete sotto un qualsiasi giornale israeliano (nota, provate a leggere quelli in ebraico, usando Gtranslate, vi VERRANNO I BRIVIDI per le cose che vengono dette) i commenti variano da "è un errore di propaganda" a "dobbiamo ammazzarli tutti, i bambini per primi" e non li riporto perché mi fa troppo schifo persino copiarli ed incollarli.


A questo punto credevo di aver raggiunto il limite dello schifo nei confronti dell'umanità. Ma poi l'unico stato democratico del medioriente (TM) mi ha cortesemente dimostrato che mi sbagliavo. Hanno attaccato il funerale. Che magari oh, quella si risvegliava e chi ha voglia di combattere un'armata di risvegliati? Già ci è successo con Gesù, figuriamoci se vogliamo ripetere l'esperienza.




Hanno attaccato il funerale perché c'erano bandiere palestinesi e sono illegali in tutti i territori occupati. Ah, in teoria non è più illegale (salvo casi in cui rappresenti un rischio per l'ordine pubblico) dopo la firma degli accordi di Oslo, sicuramente un funerale è un rischio per l'ordine pubblico.

Se guardate questo video  e non provate disgusto profondissimo, siete persi, di voi non è rimasto più niente. Se cercate scuse per un'azione del genere e non capite come sia esattamente la stessa cosa della Russia che ammazza giornalisti col polonio o l'Arabia Saudita che fa a pezzi giornalisti nella sua ambasciata, allora siete persi.

Se vi addolorano le vittime del massacro in Ucraina, vittime meritevoli di compassione, ma cercate ragioni per cui sparare in faccia ad una giornalista è giustificabile, non siete meglio dei russi che denazificano l'ucraina. Non siete meglio dei sauditi che lapidano gli omosessuali.

 Siete persone di merda. Fateci i conti prima o poi.

mercoledì 26 maggio 2021

Di Israeli e palestini

 


Un commento sull'argomento è d'obbligo, visto gli eventi, non m'illudo certo che possa cambiare qualcosa, visto che apparentemente niente è cambiato negli ultimi settant'anni, figuriamoci se quattro righe scritte male, potrebbero mai farlo.

Comunque, ieri sera (la sera di quando ho cominciato a scrivere l'articolo n.d. Kurdt) c'era propaganda Live, una trasmissione che, nel melmoso panorama televisivo italiano, circondata da grandi fratelli, isole dei famosi, ballando con le stalle, è appetibile quanto Shania Twain accanto ad un orso marsicano incazzato.

La trasmissione è andata come doveva andare, prima hanno fatto parlare Marco Damilano, uno borghese già dal cognome, che in dieci minuti di pippotto ha concentrato tutta l'inutilità dell'attuale sinistra italiana. Ha detto che bisogna guardare la faccenda da tutti i lati, prima di esprimere la propria opinione, perché altrimenti si rischia di dire cazzate. "La riduzione ad uno" l'ha chiamata.

E magari sono anche d'accordo. Ma poi la tua opinione devi darla. E no, il nostro simpatico marpione è partito con un preambolo sull'anno della pandemia, Capitol hill, per poi arrivare alla guerra tra israeliani e palestinesi.

Il quattordici maggio 1948 è nato lo stato palestinese, lì comincia questo scontro, e la parte araba di Gerusalemme passa ad Israele, poi ci sono tipo degli assembramenti e poi l'escalation con i razzi di nuovo conio lanciati da Hamas, che bucano il sistema di difesa israeliano, e poi c'è il bombardamento Israeliano su Gaza.

Così. Perché partire dal 1948, saltando poi tutto quello che c'è in mezzo, rivolte, Sabra e chatila, accordi di Oslo, autobombe, attentati, risoluzioni delle nazioni unite, tutto, per arrivare alla situazione attuale, è proprio la riduzione ad uno di cui parlava prima.  


Evitando attentamente di citare il fatto, importante, che durante il mese del Ramadan un Nethanyau incapace di creare un governo ha colto l'occasione per aumentare la tensione, spedendo la polizia fin dentro la moschea di Al-Aqsa sacra per i mussulmani, a sparare granate stordenti. Oppure cacciando di casa palestinesi con la ragione che "ehi, un tribunale di Israele (che ricordiamolo, su quella zona non avrebbe nessun diritto di legiferare) ha deciso che vi dovete levare dal cazzo.

Oppure, per Dio, qualunque sia quello in cui credete, ricordare che per la legislazione Israeliana esiste la possibilità di reclamare case che appartenevano in passato ad ebrei ma la stessa cosa non vale per i palestinesi.

Nethanyau sapeva benissimo cosa sarebbe successo, ed era esattamente quello che desiderava succedesse. Hamas, che fa lo stesso giochino dalla parte Palestinese (Siamo noi contro di loro! Spazziamoli via e riprendiamoci la nostra terra!) ha cominciato a sparare razzi.

Niente di tutto questo è entrato nel commento, perché avrebbe richiesto un po' troppa riflessione. E poi sarebbe diventato complicato. Per dire, io non sono religioso, ma cosa faremmo noi cristiani e cattolici se un gruppo di musulmani occupasse militarmente il vaticano, entrasse a San Pietro e cominciasse a lanciare granate stordenti?

O in una pagoda

O in un tempio buddista

O in una sinagoga

Staremmo dichiarando guerra, ecco cosa staremmo facendo.

Ma in tutta questa faccenda, dopo trent'anni che leggo di accordi, proposte, risoluzioni dell'onu e compagnia danzante, una delle cose che più mi fa incazzare è che, a parti invertite, le regole cambiano. Per dire, io penso che "iron dome" il sistema di difesa missilistica Israeliano, sia una splendida cosa. Qualsiasi cosa che evita vittime tra i civili mi sembra un'ottima idea, sono sicuro che gli amici israeliani saranno d'accordo con me.

Ma se per caso dico che mi piacerebbe lo avessero anche i palestinesi, allora scoppia un putiferio. Perché no? Dopotutto è un sistema di difesa, che male ci sarebbe?

"Eh ma..."

Eh ma il cazzo, sarebbe bello è basta. Se hai dubbi su questa cosa, sei una merda, fine del discorso.

"Ma noi lo utilizziamo per intercettare i razzi dei terroristi! Loro per bombardare i civili innocenti!"  E se credete a queste fregnacce, ho un Duomo da vendervi, citofonate e mettetevi in fila.

Damilano insiste. Israele è uno stato pluralista! La comunità internazionale da decenni lo ripete, due popoli due stati!

Bene. La soluzione "due popoli due stati" è una stronzata. Impossibile, nessuno ci crede più da almeno trent'anni. Sapete perché si continua a blaterare sull'argomento? Perché permette di non fare assolutamente niente. Gli stati uniti, gli unici che avrebbero la possibilità di fare qualche pressione, non vogliono fare niente. La comunità internazionale è riconosciuta da Israele quando gli fa comodo, non può fare niente. 

Poi hanno dato la parola a Michele Serra, che almeno ha ammesso di essere Vile, evitando di prendere posizione, però è così tranchant con le sue amache. Ha trovato persino il tempo di raccontare il suo libro dove narra l'incontro tra un uomo ed un cane. In pratica zanna bianca se l'avesse scritto Enrico Letta.

"Eh, il libro, sembra noioso, ma fidati che è gagliardo" ha detto il Serra.

L'uso del termine gagliardo mi fa arrizzare i peli sul collo.

Ma come direbbe Nethanyau, torniamo a bomba sull'argomento.

La mia opinione è che, in un conflitto come questo, la parte più forte deve mostrare moderazione e cercare una soluzione. E lo deve fare perché è l'unico che può imporre delle condizioni, avendo dalla sua la forza per imporli. Possono anche raccontarmi che no, non si può fare perché ci sono delle ragioni politiche,  ma ci sono sempre delle ragioni politiche.C'erano ragioni politiche anche per l'invasione del Vietnam, o per l'haparteid in sudafrica eh.

Ah, un'altra notizia che non tutti conoscono, Nelson Mandela, il santino del volemose bene! Fino al 2008 era nella lista dei terroristi per gli USA. Poi i media lo hanno fagocitato, trasformando tutta la storia del sudafrica in una favoletta per bambini stupidi, ma Nelson Mandela, quello vero, non era per il volemose bene. Sono quasi sicuro che i Damilano all'epoca considerasse Mandela uno da cui dissociarsi.

Si dirà che : "Hamas vuole spazzare via Israele dalla cartina geografica e se lo propone come obiettivo!" A questa affermazione (che, notate bene non è una risposta, non più di quando un bambino urla "ma è lui che ha cominciato/mi ha fatto male")

Israele (per fortuna) dalla cartina geografica non lo toglierà mai nessuno, e nessuno dovrebbe (e se avete dubbi sulla faccenda, beh, spiegatemi un po' come risolvere un torto con un torto) una soluzione al conflitto in corso va comunque trovata.

E deve essere quello più forte a muoversi in maniera decisa verso delle concessioni che sono politicamente svantaggiose.

"ah ma non è vero, Israele prova da sempre a fare la pace con i palestinesi! Solo un amico dei terroristi/antiebreo/antisionista non lo vedrebbe"

Ho vissuto in Nord Africa per un bel pezzo, mi sono fatto lunghe liti quando spuntava l'argomento "israele" e la cosa divertente è che diventava difficile spiegare che ero dalla parte dei palestinesi ma non contro gli israeliani in quanto popolo.

La stessa identica cosa mi è capitata parlando con amici ebrei, che una volta capito che non consideravo "illegittimo" lo stato d'Israele e volevo che i civili avessero una vita felice, si stupivano che considerassi la deriva fascista dello stato d'Israele, disgustosa.

Ma come la deriva fascista! Israele è uno stato inclusivo e democratico!"

Nel 2018 è stata pubblicata una legge fondamentale dello stato d'Israele (che non avendo una costituzione utilizza queste leggi fondamentali) che dice:

Legge fondamentale: Israele come stato-nazione del popolo ebraico

1 - Principi di base

A. La terra di Israele è la patria storica del popolo ebraico , in cui è stato stabilito lo Stato di Israele .

B. Lo Stato di Israele è la patria nazionale del popolo ebraico, in cui adempie al suo diritto naturale, culturale, religioso e storico all'autodeterminazione.

C. Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello Stato di Israele è unico per il popolo ebraico.

Ci sono altri 10 punti, che aggiungo per completezza nel link.

Ma prendendo il primo punto, vorrei confrontarlo con la dichiarazione d'indipendenza di Israele del 1948, che suona diversa:

Lo Stato d’Israele sarà aperto per l’immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace, come predetto dai profeti d’Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite.

E stiamo parlando di un momento storico, il 1948, durante il quale c'erano ottime ragioni per essere poco ragionevoli da parte degli ebrei.

Vi immaginate la costituzione italiana dove si dica: "Il diritto di esercitare l'autodeterminazione nazionale nello stato Italiano è unico per il popolo cattolico"? A me una costituzione simile farebbe ribrezzo. Soprattutto tenendo conto che, in Israele, il 20% circa della popolazione è di religione non ebraica, una legge del genere apre la porta a qualsiasi tipo di discriminazione.

Se nella dichiarazione d'indipendenza si parla di "abitanti" quindi, generalizzando,cittadini dello stato, in questa legge (che ribadisco, è una legge fondamentale, non può essere modificata se non da un'altra legge fondamentale) si dice che Israele è stato solo degli Ebrei, tutti gli altri, possono andarsene. Insomma, se domani un governo decidesse che,dai, possono votare tutti, ma il voto degli ebrei vale doppio, sarebbe perfettamente in linea con questa legge.

Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo ebraico.

Ma anche nei seguenti punti la legge contiene dei punti discutibili. L'arabo passa da "lingua ufficiale" a lingua con status speciale. Ma secondo me chiarisce molto meglio lo spirito della legge, l'affermazione di

In un'intervista con Haaretz, il ministro del turismo Yariv Levin , che ha supervisionato l'approvazione della legge, ha affermato che "Attraverso la legge, possiamo impedire il ricongiungimento familiare non solo per motivi di sicurezza, ma anche motivati ​​a mantenere il carattere del paese come la patria nazionale del popolo ebraico ". Ha anche insistito per rifiutare l'inclusione dell'uguaglianza nella legislazione per evitare di minare la legge del rimpatrio.

In pratica dice, chiaramente, che questa legge è fatta in modo da rendere legale la discriminazione. E non so voi, un sistema legale dove un'etnia/religione gode di uno status superiore e un'altra di uno status inferiore per me è la ricetta perfetta per il disastro. Basta fare un piccolo esperimento,sostituire al termine ebreo quello di un'altra etnia e vedere come suona.

Il diritto di autodeterminazione è unico per il popolo han (etnia più grande del mondo, volgarmente, cinesi).

Diremmo che non è democratico, non è pluralista o inclusivo. Se capiamo questo, capiamo anche perché l'idea che Israele stia rapidamente scivolando verso una deriva antidemocratica e fascista non ha niente di sorprendente. E usare la parola haparteid per uno stato che crea letteralmente leggi per una sola parte della popolazione, cari miei, si chiama dare pane al pane e vino al vino.

E quindi, d'ora in avanti, almeno per me, la situazione tra Israeliani e palestinesi va trattata come un problema di Haparteid, un solo stato, due etnie, sottoposte alle stesse regole. L'alternativa è un solo stato con una grande prigione a cielo aperto.

Magari a qualcuno va bene così.


domenica 27 gennaio 2019

Il Venezuela, spiegato come cristo comanda

  
Il principale prodotto d'esportazione Venezuelano, non è mica il petrolio. Il Venezuela esporta pilu. Ma ve lo dice Cetto, che il concetto lo conosce meglio di me. 





Juan Guaidò è il presidente della repubblica del venezuela. O almeno così sostengono gli Stati Uniti, il Canada e una parte dell'unione Europea. Peccato che l'amico Guaidò non abbia mai vinto le elezioni. Già, perché le elezioni si sono tenute il 20 Maggio 2018. Si può discutere se siano state elezioni gestite correttamente, ma ci sono state e il nostro amico Juan Guaidò non c'era mica.

Eppure Juan pochi giorni fa ha deciso che sarebbe stata una buona idea dichiararsi presidente della repubblica venezuelana, si era svegliato fiducioso, diciamo. Immaginatevi un allenatore che entra in palestra e trova uno dei suoi allievi seduti sulla panca nella posizione del pensatore di Rodìn. Preoccupato, dato che il suddetto allievo era bravo, ma non certo brillante, chiede:

"Ehi, come ti senti oggi?"

"Oggi  coach mi sento proprio bene, oggi ho deciso che sono il campione del mondo dei pesi massimi"

"Ma sei scemo? Da dove ti è venuta quest'idea? Mica lo hai sfidato il campione del mondo!"

"Chissenefrega coach! Ragioni in maniera troppo limitata e non abbastanza libera, lascia che ti spieghi. Il campione del mondo, hai presente? Si, ha vinto l'incontro per il titolo, ma non so se hai sentito, la federazione ha dichiarato che era gonfio di amfetamine che Furia il cavallo del west era un principiante. Al controllo del peso non parlava, nitriva."
Il coach ci pensa un attimo, incerto sul da farsi, evidentemente il suo pupillo deve aver sbattuto la testa contro il muro.

"Senti Giovanni, anche se avessi ragione, perché mai dovrebbero dartela a te la corona? Non pensi che dovrebbero passarla al secondo classificato, Enrico Falcone. Altrimenti che senso avrebbe? Manco hai combattuto! Tutti gli incontri per il titolo regionale che hai combattuto li hai persi!"
 

"Non capisci coach, non funziona più così, forse funzionava così un tempo, quando eri giovane, adesso no, mica conta se combatti, come combatti, l'unica cosa che conta è chi ti appoggia, chi ti riconosce, capisci? Di falcone non frega un cazzo a nessuno, Falcone non porta i soldi, io si. Mi ha chiamato L'atlas Sports LTD, dicono che vogliono farmi un contratto"

"Ma sei scemo? Quelli ti ricoprono di slogan, finisce che combatti con il marchio della CocaCola tatuato sulla fronte e una bandiera della Exxon ficcata su per il culo"

"Non m'importa Coach, l'importante è combattere per quello in cui credo"

"Ovvero?"
Chiede il coach, basito.

"I soldi coach. Il grano, i sesterzi, gli sghei, come cazzo li vuoi chiamare"

Insomma, avete capito no? Le elezioni Venezuelane del 2018 non saranno state un esempio fulgido di democrazia, su questo siamo d'accordo, ma se vogliamo lamentarci del processo, ed è giusto farlo, non possiamo decidere che qualcuno che manco ha partecipato alla gara possa vincerla. No?

Del resto non mi pare che gli Stati Uniti abbiano grandi problemi con regimi antidemocratici in giro per il mondo.
Dai Donald, raccontami ancora quella storia della democrazia, che devo far ridere i miei 835 figli, dai. In cambio ecco un assegno per gli f-35 che ti avevo promesso. Prima però baciami l'anello, imbecille.  



Del resto l'Arabia saudita non è mica implicata con il terrorismo, è un paese dove la democrazia è rispettata, le idee diverse da quelle dominanti, rispettate, gli omosessuali possono vivere liberi e felici e, non ultimo, le donne godono degli stessi diritti degli uomini.
Ah, avete presente quando l'Arabia Saudita, fida alleata degli Stati Uniti ha protetto quel giornalista, come si chiamava? Jamal Khashoggi?

Jamal Kashoggi nella sua tipica tenuta venezuelana.

Si, proprio lui, quello che scappava dalla temibile dittatura Venezuelana che voleva ammazzarlo. Insomma, il nostro povero giornalista aveva bisogno di un documento matrimoniale che poteva essere rilasciato solo dall'ambasciata Venezuelana, ma capirete voi, viste tutte le minacce di morte ricevute negli ultimi di anni da Maduro e i suoi compari, aveva paura di recarsi in Venezuela. Così ha pensato bene di recarsi nell'ambasciata Venezuelana in Arabia Saudita, paese che protegge i diritti civili come nessun altro. Ed è lì che si è consumato uno degli eventi più tragici dell'anno, l'Arabia Saudita lo ha protetto fino a quando non ha varcato la porta di quella maledetta ambasciata, poi, appena entrato è stato catturato dagli agenti venezuelani.

Quei mostri, con la regia diretta del presidente Maduro lo hanno legato, fatto a pezzi e sciolto nell'acido. Tutto mentre la futura moglie aspettava fuori, al sicuro, protetta dalla democrazia saudita. Pensate un po', i venezuelani hanno persino fatto vestire uno degli agenti segreti con i vestiti di Kashoggi per simulare una sua uscita dall'ambasciata. Lo hanno spogliato, fatto a pezzi e poi sciolto nell'acido.

Questo è Giovanni Brusca. Per chi non lo sapesse è quel sacco di merda che ha strangolato e sciolto nell'acido, Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino. Venezuelano anche lui. Al processo si è difeso sostenendo di essere un venezuelano moderato, il bambino è stato solo strozzato e non fatto a pezzi. "Ho una coscienza anch'io" pare abbia detto ai magistrati.


Cose che Tarantino può solo stare a guardare ammirato. Eppure sono avvenute. Adesso voi volete dirmi che un paese che fa queste cose non deve venir colpito dalle sacrosante sanzioni internazionali? No, eh? Ecco, perché l'Arabia Saudita non è stata colpita da nessuna sanzione dopo aver commesso esattamente le stesse azioni. Tra parentesi il giornalista era residente negli Stati Uniti e scriveva per il Washington Post. Ma in fondo chi se ne fotte dei giornalisti, sono i nemici del popolo, come direbbe la star dei reality democraticamente eletta
Notate che la storia dei giornalisti nemici del popolo sia diffusa proprio tra quelli che Trump disprezza di più, i socialisti.

E di fronte a tanta democrazia, possiamo solo inginocchiarci e baciare le mani.

Quello che mi preme più farvi notare però, non è tanto la dissonanza cognitiva fra eventi simili, che già da sola dovrebbe farvi esplodere la testa come una granata, ma il fatto che il vero motivo di tutto l'ambaradan non è certo "la libertà" come vi stanno raccontando, ma come al solito, i soldi.

Il Venezuela ha nazionalizzato il petrolio, che prima era in mano a compagnie straniere, utilizzando i proventi della compagnia, PDSVA, per acquisire consenso sia tra la popolazione che nella classe militare, peccato che concentrare tutto il flusso di cassa su un solo bene sia risultato disastroso quando i prezzi sono crollati. Questo, assieme alle sanzioni americane ha portato ad un iperinflazione e al disastro economico che osserviamo.

Ma credete che se il petrolio non fosse nazionalizzato e, diciamo, la BP e la Exxon Mobil fossero chiamate in causa, la situazione migliorerebbe? Non cambierebbe assolutamente niente, ma almeno i guadagni finirebbero in tasca ai privati, questo succederebbe. E questa è la ragione per cui ci preoccupiamo tanto del Venezuela, mica la condizione dei suoi cittadini. Se realmente ci fregasse qualcosa dei cittadini venezuelani, sapete cosa bisognerebbe fare? Togliere le sanzioni, immediatamente, visto che vanno a colpire i cittadini, non certo chi è al potere. La stessa cosa che abbiamo visto succedere a Cuba, in pratica.

Per chi non lo sapesse, l'Embargo contro cuba (bloqueo, in spagnolo) è ancora in piedi, nessuno ne capisce il motivo, ma la scusa ufficiale è che "Cuba non rispetta i diritti umani" (ma l'Arabia Saudita, la Somalia, il Turkmenistan, l'Uzbekistan, la Repubblica Centrafricana, tutti colpevoli, secondo gli stessi Usa di non rispettare quei diritti, vengono ufficialmente appoggiati dagli usa. E mica lo dico io, lo dicono gli stessi U.s.a!)
All'ultima votazione alle nazioni unite (organizzazione la cui utilità purtroppo è sempre stata pari a quella di un preservativo bucato) il risultato è stato questo



La rappresentante degli U.S. Alle nazioni unite, Nikki Haley ha affermato che il motivo dell'embargo è "la negazione della libertà a Cuba e il disrispetto del diritti umani basilari".  L'ho detto a mia nipote, ha reagito così:


189 paesi hanno votato contro l'embargo.

2    A favore, Stati Uniti e Israele.


In italiano corrente:

l'embargo rimane perché ci va, perché ci piace, perché abbiamo il diritto di veto e lo usiamo come cazzo ci pare, dopotutto mica abbiamo vinto la seconda guerra mondiale per niente, capito, vassalli che non siete altro? Il vero motivo dell'embargo mica possiamo dirlo eh, il vero motivo, cari miei, sono i soldi. E quelli, non si discutono, l'unica libertà in essere è la nostra, la nostra libertà di fare il cazzo che ci pare e piace. E se non vi va bene, care 189 nazioni, potete anche andarvere affanculo. Che le nazioni unite, se avessero mai avuto una qualche forma di autorità le avremmo bombardate molto tempo fa.

In conclusione, seguite i soldi e arrivate alle motivazioni politiche degli eventi, questa è l'amara verità. Avrei voluto scrivere, proprio a questo riguardo dell' "Atlas Network" ovvero il lungo braccio delle multinazionali che interviene un po' in tutto il mondo per creare consenso attorno a quella che, una volta sarebbe stata chiamata "Scuola di Chicago" poi si è trasformata in "Globalizzazione" e adesso si chiama "annatevela a pija nder culo, li sordi ce l'avemo noi"

Ma dell'Atlas Network ve ne parlerò a breve, visto che merita un articolo tutto suo.

Nel frattempo, quando volete capire una notizia, seguite i soldi.


Kurdt.






sabato 7 aprile 2018

Curdi, al dente, cotti

Facciamo festa ragazze, ma non ubriacatevi, che poi c'è da sparare in culo all'Isis.

La cosa bella del medio Oriente è che non cambia mai nulla, puoi utilizzare una battuta letta trent'anni fa su Cuore e rimane sempre attualissima. 

Partirò dal presupposto che tutti sappiate chi sono i Curdi, almeno, questo è quello che spero. In pratica, i Curdi sono in qualche modo simili agli israeliani prima della nascita di Israele, un popolo senza stato. E questa situazione è direttamente figlia della spartizione del medio oriente dopo il crollo dell'impero ottomano. In ogni caso, dei curdi non è mai fregato un cazzo a nessuno, così quando si è deciso, nel 1920 come dividere la torta, nessuno si è preoccupato granché di loro, o di qualsiasi altro popolo, se proprio dobbiamo essere precisi. 

Beh, delle promesse erano state fatte: "tranquilli cari Kurdi, o Curdi, come cazzo vi chiamate? Vedete che un posticino lo troviamo pure a voi, non temete, aspettate fiduciosi, lì nell'angolino più lontano. Mi raccomando, non fate troppo macello, che stiamo lavorando, noi. Ah, le stanze le stiamo distribuendo agli altri, ma abbiamo una meravigliosa Suite tutta per voi, vi diamo le chiavi appena riusciamo a vendere un bellissimo anfiteatro al centro di Roma". 

Così immagino più o meno che siano stati discussi gli accordi di Sèvres, che ci restituiva una mappa come questa. 



Vedete quella scritta? -Possibile territorio Curdo- ah ah ah! Ci avete creduto eh? Col cazzo.


Ora, non ho in particolare simpatia i nazionalismi, di qualsiasi colore siano, ma se proprio si doveva decidere una divisione a cazzo, tanto valeva darglielo, un territorio a questi poveracci. Invece niente, si è deciso di lasciarli appesi ad una speranza che nel diciannovesimo secolo non si è mai realizzata, guardate come è distribuita la popolazione curda, per capire quanto siano sfigati questi qui. 






Sono una minoranza sfigata in ogni luogo, sono stati vittime di massacri in ogni zona del medio-oriente, con delle menzioni d'onore però.

Per la Turchia, dobbiamo citare il meraviglioso massacro del Dersim. Non tanto per il numero dei morti (che variano ovviamente a seconda di chi ne parla, da qualche decina di migliaia, ad un centinaio di migliaia di curdi ammazzati, contro 110 morti turchi.) quanto nel modo in qui sono stati ammazzati.

Il numero dei morti della fonte ufficiale turca dice 13.160 morti civili. Come fanno a sapere esattamente quanti morti ci sono stati? Capita spesso durante le guerre che vengano fuori numeri così:

17.342
18.465
90.546

Che cazzo vogliono dire? Niente, non vogliono dire niente. A meno che tu non aggiunga anche una faccia a quelle persone. Se trasformi quei morti ammazzati in numeri (13.160) elimini la componente umana dell'equazione, dopotutto 13.160 non è molto diverso da 13.161, ma se il fortunato che sta al 13.161 è tuo fratello, tua sorella, tua madre, o qualunque persona che conosci, beh, la faccenda cambia parecchio. Che mica ti svegli la mattina dicendo:

"Ehi, 13.161, facciamo colazione assieme?"
"Oh, 13.161, andiamo a berci una birra al baretto di 13.156?"
" 13.161, ti amo, vuoi sposarmi?"

Capite che così non funziona. Ma provate a togliere il numero e mettere al posto del numero il nome di una persona a voi cara. Potete cambiarla a seconda della frase, così se la persona con cui vi siete sposati si chiama Paola, mettete quel nome, poi rileggetela pensando che quella persona è stata sbrindellata da 50 kg di esplosivo.

"Paola, ti amo, vuoi sposarmi?". Cazzo se suona diverso.

E ovviamente questo discorso non vale solo per i curdi, i nazisti avevano capito benissimo il fenomeno, ecco perché avevano deciso di chiamare i prigionieri dei campi di concentramento con dei numeri.

Mica ti puoi affezionare ad un numero.

A meno che non si chiami 3.14 , in quel caso sei al limite.

"Ehi Phi Greco, forza, è arrivata l'ora di farti una bella doccia, andiamo, vieni con me". Detta così potrebbe quasi evocare dei sentimenti, magari la guardia s'intenerisce. Ma guardate che meraviglia invece:


 "Ehi 314, forza, è arrivata l'ora di farti una bella doccia, andiamo, vieni con me. E ricordati l'asciugamano, altrimenti prendi freddo". 

Sempre per quel discorso che 314 è vicino a 315 e tra due numeri non è che ci sia tutta sta differenza.

Sapete perché i generali e i politici sono così pronti a dichiarare guerra? A parte il fatto che raramente pagano le conseguenze delle loro azioni, intendo (qualcuno potrebbe ricordarsi di un tizio che si era mascherato da soldato per salvarsi la pelle, un tizio che aveva strillato da un loggione cose tipo: "se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidentemi!" volontà che poi è stata rispettata, anche se forse il tizio, che chiameremo mascellone, aveva cambiato idea). I generali e i politici, possono dichiarare guerra dal comodo della loro casa e guardare l'evoluzione della guerra su una mappa, si perdono il sangue, la gente che si caga addosso, il puzzo dei cadaveri. Si perdono il fatto che i morti nemici hanno lo stesso aspetto dei morti amici. Sono distaccati dalla realtà, nello stesso modo in cui lo è uno che preme un pulsante per lanciare un missile contro una città.

Vi ricordate l'esperimento di Milgram? (E si, è stato - replicato - più volte )

In quell'esperimento, Milgram voleva dimostrare che gli esseri umani eseguono gli ordini impartitegli da qualcuno percepito come -in carica- anche quando questo significava infliggere scariche elettriche ben oltre il limite di sopportazione ad altri esseri umani.




 Eppure credo che l'esperimento, più che indicare la tendenza umana al rispondere agli ordini (indiscutibileper chiunque abbia lavorato in azienda anche solo per un paio di settimane ) dimostri invece quanto sia facile fare qualcosa di moralmente disgustoso quando non vediamo, direttamente, il risultato delle nostre azioni. Perché certo, i soggetti sperimentali di Milgram potevano sentire le urla di dolore, ma non potevano vedere le persone a cui stavano infliggendo quel dolore. Si era allontanato l'altro, in questo caso facendolo diventare una voce che esce da un altoparlante.


Allontanare l'agente dall'attore, diciamo.


Questa cosa l'abbiamo imparata proprio bene, noi umani, la ripetiamo in ogni lingua, sapete come chiamano gli immigrati gli americani?

"Illegal Aliens" che se veramente esistono gli spiriti, quello di Toro Seduto sta scavando una galleria abbastanza profonda che la boring Company di Musk gli fa una ricca sega.

Noi italiani li chiamiamo clandestini, quando non decidiamo per termini ben peggiori, che i miei alunni dimostrano di conoscere molto bene, visto che se li sentono ripetere così spesso. Qualche tempo fa ho sentito una maestra apostrofare una classe, composta per 4/5 da bambini stranieri: "Perché non ve ne tornate a casa vostra? Qui non c'è posto per voi, tornatevene a casa!"

Le ho detto che se mai avessi sentito ancora quel fiume di stronzate uscire dalla sua bocca, l'avrei presa a schiaffi personalmente, con grande piacere. E temo che il punto di vista della collega sia decisamente diffuso.

"Affondiamo i barconi"
"Sono troppi, tornassero al loro paese"


Eccetera, eccetera, eccetera.


Poi però partecipiamo all'aggressione alla Libia. Come uno che ficca il cazzo in una distruggi-documenti e poi si lamenta di essere diventato sterile.

In Israele li chiamano -infiltrati- capito? Infiltrati. Che poi è la dimostrazione pratica che non importa quanto hai sofferto in passato, riesci ad essere perfettamente stronzo, basta aspettare un paio d'anni et voilà, ci si dimentica di essere stati oppressi. E noi italiani siamo un ottimo esempio a riguardo. Ci chiamavano Wop fino a poco fa! Alla fine degli anni sessanta, Nixon si esprimeva così, sugli italiani.

Nixon: “The Italians. We musn’t forget the Italians. Must do something for them. They’re not, we ah . . . they’re not like us. Difference is, the . . . They smell different, look different, act different. After all, you can’t blame them. Oh no . . . can’t do that. They’ve never had the things we’ve had.” 

Ehrlichman: “That’s right.” 

Nixon: “Of course, the trouble is . . . the trouble is you can’t find one that’s honest.”

Ma torniamo ad Israele. A quanto pare hanno 38.000 rifugiati africani che sono arrivati presumibilmente attraversando il confine egiziano (dove Israele ha costruito un muro, per fermarli, immagino Trump abbia copiato l'idea) e i Netanyahu vorrebbe rispedirli in africa (tornate a casa vostra!) in Uganda. Tutti in Uganda, a prescindere da quale fosse la nazione originale di provenienza.

Tranquilli, vi mandiamo in Uganda, vedrete che ci starete bene. Ah, non conoscete nessuno, in Uganda? Cazzi vostri. L'Uganda, avete presente? Il paese al 174 posto per pil pro capite, con ben 500$ a testa da spartirsi. Chissà cosa ci faranno con quei 40 Euro a testa al mese. Immagino le ville.
Tipica villetta a schiera ugandese, qualche piccolo lavoro di manutenzione da fare, ma splendida posizione.  Chiamare Ubuntu, solo ore pasti.





E non è che gli altri abbiano fatto di meglio.
In spagna la Guardia Civil ha sparato letteralmente ai migranti che stavano cercando di arrivare a nuoto.


La superiorità morale dell'occidente democratico. 

 In linea di principio, però, dobbiamo dire che mica ce la prendiamo con gli stranieri in quanto stranieri, eh. Ce la prendiamo con gli stranieri in quanto poveri, i poveri, come diceva giustamente Nixon, puzzano. Tanto è vero che l'atteggiamento che teniamo si modifica profondamente quando arriva un principe Saudita, arabo pure lui.

Guarda che sorrisone il nostro Gentiloni. Starà già pregustando la carrellata di soldi che i sauditi spenderanno per comprare armi da sganciare sullo Yemen?

E così arriviamo ai Curdi. Che la Turchia disprezza profondamente, gli americani usano per combattere l'Isis, ma solo fino a quando serve, e Israele (giustamente) difende.

Noi Europei, nel frattempo, facciamo un accordo con la Turchia per bloccare gli immigrati al confine, in modo da evitare quelle fastidiose regole che così poco ci piacciono. Cazzo, se c'è un Dio dovrebbe fulminarci tutti, me compreso. Perché un crimine del genere ce lo ritroveremo a perseguitarci tra non molto, quando cercheremo di far valere quelle stesse regole, che quando difendono noi ci piacciono molto.

Insomma, i Curdi piacciono anche a noi, ma solo quando se ne stanno a debita distanza, oppure quando devono combattere da qualche parte, con quelle bellissime donne che, sul serio, chiunque abbia sparato ad una di loro, brucerà all'inferno.


Ecco, una così bella, appena si mette il rimmel sei obbligato per legge a buttarti ai suoi piedi e chiederle di sposarti. E ti converrà essere un buon marito, se non vuoi, aehm... Pagarne le conseguenze.

E ci piacciono a debita distanza, perché biologicamente siamo fatti per stare male quando qualcuno vicino a noi, soffre. Se li teniamo a distanza, non li vediamo, se non li vediamo, allora è tutto a posto.

E questa cosa, per oggi, è la cosa migliore che posso dire della razza umana.


Kurdt

Nota a piè di pagina, ringrazio tutti i meravigliosi umani che sovvenzionano il mio vizio del caffè e li informo che ho finito di scrivere il libro che avevo promesso. Se volete unirvi a loro e passarmi un caffè sottobanco, non dovete fare altro che iscrivervi a Patreon, in alto a sinistra cliccate su "Patreon". Troverete il resto delle cose che scrivo e ovviamente, la mia eterna gratitudine.