martedì 14 giugno 2011

La regola del Dj

Lavorare come dj insegna parecchie cose, sopratutto a gente come me, che s'illudeva di avere il palato fino, e che, spesso si lanciava in filippiche interminabili contro le discoteche e contro il loro sacro profeta, il Dj.

Ho sempre pensato che il dj potesse decidere autonomamente che musica mettere su, e cazzo, non capivo mica perchè decidesse di mettere sempre, inequivocabilmente, musica di merda.

Perchè barbra Straisand dei Duck sauce  dovrebbe essere più bella dei queen, o che cazzo ne so, dei motorhead? E perchè non metteva mai roba di Gershwin?
Arrivai alla conclusione che semplicemente, lui quella roba non la conosceva, e quindi non poteva metterla.
Allora iniziai ad avvicinarmi al suo bancone con domande tipo :

"CHEEE LI COONOOOSCCIIII I BLACK SABBATHHHH?"

"CHE HAI DETTO? I TAZENDA? MICA POSSO METTE' I TAZENDA N'A' DISCOTECA!"

"HO DETTO BLACK SABBATH!"

"OK OK , CI SI BECCA SABBATO, NUN TE PREOCCUPA'"

"WOAAAAHHHHHHRRRRGGHHHHHHH"

Ma se ero fortunato le conversazioni potevano andare anche peggio.

"Che la puoi suonare Thunderstruck degli Ac/Dc?"

"CHE ME VOI VEDE MORTO?" (/Il dj urla anche se non c'è musica,tanto oramai è sordo)

"E dai, solo una canzone! che ti costa?"

"GUARDA' CHE ME PIACIONO PURE AMME LI ACDC, PERO' NUN TE LI POZZO METTE! CAPISCEME!"

E qui io me ne andavo, sicuro che quello non avesse mai sentito una chitarra elettrica in vita sua, imprecando contro la madre e i molteplici padri del burino coatto dj.

Poi sono diventato dj io.

Subito dopo essermi rotto la caviglia destra mi dissero che non potevo più ballare, ne fare sport, ne camminare in giro per l'hotel per almeno 3-4 mesi. Riuscirono a farmi accettare il lavoro da dj con un astuto stratagemma:

"Perchè non fai il dj? ti facciamo diventare il dj ufficiale dell'hotel, e poi anche tecnico luci e suono, chiaro"
"Mi pagate di più?"


"No, ma almeno ti paghiamo"

"Accetto, dove devo firmare?"

"Firma qui prego, qui invece vanno le tre goccie di sangue"

Poi successero un sacco di altre cose terribili e partì una musica non proprio confortevole



 il cielo diventava rosso scuro, e  io, mi cagavo nelle mutande.

E così venni iniziato alle miserie ed ai misteri del Disc Jockeying, e posso dire di avere capito un sacco di cose, da questa esperienza.

Intanto ora ne capisco a sacchi di tutta quella musica di merda che piace ai GIOVVAAANNIIII, e qualcuna mi piace pure, pensa un po'.

Sto diventando gradualmente sordo, quindi per fermare il fenomeno mi sono comprato un paio di cuffie speciali, insonorizzanti. Così efficaci che la gente per attirare la mia attenzione deve picchiarmi sulla spalla, con una scopa.

E poi sopratutto ho capito la cosa più importante, ovvero che quelli che vengono a chiederti le canzoni sono degli spaccacazzo.

Si proprio voi, che vi avvicinate per supplicarmi di metter su la vostra musichetta del cazzo presa dritta dritta dall' Icoso di moda, voi non capite che io non posso darvi ascolto, nemmeno se foste gli ultimi abitanti di questo pianeta, nemmeno se foste le ultime portatrici di tette al mondo.

So che è terribile, ma è così.

E la ragione è che il Dj non ha alcun potere, è solo un esecutore della volontà dell'auditorio.

Se vedi che c'è gente da disco 80 metti gli abba, se vedi gente da Black eyed Peas invece metti le sigle dei cartoni animati, perchè capitan Harlock piace a tutti, sempre.

Voi non vedete, ma io scruto i vostri sguardi per cogliere il piacere o la rabbia, per capire che musica piace a tutti, e oramai sono diventato bravo a capirli.
Di solito basta mettere le hit dell'ultimo anno,  che vi addomesticate e ballate immediatamente, anche se con le platee particolarmente dure sono costretto a drogare i cocktail con delle benzodiazepine.

Insomma il Dj è come tutte le altre cose, se lo fai tu, sei uno stronzo, se lo faccio io, sei uno stronzo.

NUN ME DEVI ROMPE ER CAZZO.


Note:

1) In realtà l'intento del post voleva mostrare con sagacia come sia il ruolo, piuttosto che l'indole , a guidare il comportamento , come in un sacco di esperimenti famosi, ad esempio quelli di Skinner e Pavlov.
Un giorno  Skinner, che aveva un criceto chiamato il Distruttore, invitò il suo amico Pavlov a cena,  Pavlov aveva un cane, che si chiamava dimitri ed era un pastore maremmano.

 Quella sera si ubriacarono molto, e Skinner disse la famosa frase:

"Scommetto dieci dollari che il mio criceto spacca il culo al tuo cane"

"Avanti allora, mettilo nella gabbi di dimitri, e vediamo"

"Ok, ora suona la campanella per farli cominciare!"

"Dlin dlin dlin, GROOOAAAARRRRWWAARRRHHHHWAWEWAAAAAARGGG!!! slurp!"

E fù così che Dimitri salivava ogni volta che sentiva una campanella.


Kurdt.
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