martedì 20 dicembre 2011

Caso&Caso


Avete mai pensato a quante cose accadono per caso nella vostra vita? Voglio dire ci avete mai pensato? Avete mai pensato a quante cose succedono per caso? Quella ragazza incontrata per caso, il tizio colpito da un meteorite, il movimento della nube elettronica attorno al nucleo, la costante di espansione dell'universo. Tutte casuali. O no?

Forse sarebbero cose prevedibili se disponessimo delle informazioni di stato iniziali iniziali.
Non voglio mettermi a discutere  approfonditamente l'argomento della presenza del caso o no nell'universo, se lo conoscete, buon per voi, altrimenti andate a studiare e non rompete i coglioni.

Me ne frego se dio gioca a dadi o a tresette col morto, è molto più interessante pensare alle implicazioni morali connesse con la presenza di un destino o no.

Spesso quando si discute quanto e se il caso influenzi l'universo, si presenta qualcuno che cita il principio di indeterminazione di Heisenberg, bene, quel qualcuno può anche andare a cagare, non è che se non posso prevederne precisamente velocità e posizione di un elettrone (perchè per farlo dovrei inserire una variabile nel sistema, modificandolo) esso si muova senza seguire una logica.

Personalmente però sono ancora indeciso, trovo elementi interessanti a difesa di entrambe le tesi, da parte di quella indeterministica stanno molti fenomeni della fisica subatomica, come il decadimento radioattivo (che comunque possono venire previsti con sistemi probabilistici), mentre il mondo “macro” può essere descritto come deterministico.

Credo che l'uomo non disponga dei mezzi adatti per affrontare un problema del genere, per adesso, ma è abbastanza evidente che la realtà nella quale viviamo è abbastanza deterministica, e senza addentrarci nei meandri della fisica quantistica (Yaxara dove sei?) possiamo modellizzare abbastanza bene il mondo che ci circonda.

Quindi per il mio discorso darò per vera la tesi che “nel nostro mondo valgono le leggi di causa effetto” e credo che sia abbastanza plausibile.

Ma di cosa cazzo volevo parlare non me lo ricordo più-

Ah ok, volevo parlare delle conseguenze morali di un sistema deterministico nella vita quotidiana.
Intanto cominciamo dicendo che in un mondo simile non ha senso parlare di “bene” e “male”, perchè non esiste nessun merito nell'essere quello che si è.

L'intelligenza è una dote, come l'altezza, vi sentite orgogliosi di essere alti? Ok, allora siete semplicemente additati come stupidi.

Ma scommetto che vi sentirete orgogliosi di essere intelligenti (cosa che non siete), orgogliosi perchè pensate che in fondo sia merito vostro, della vostra volontà di ferro o qualcos'altro.

Io dico che invece non avete nessun merito in nulla, non avreste potuto fare nient'altro che quello che avete fatto*(1).
Dopotutto dove dovrebbe stare la libertà di scelta e azione? Cosa sarebbe il vostro “io” capace di astrarsi completamente dalle regole della fisica conosciute per rubare un secondo di libertà assoluta a Dio e decidere da se, senza nessuna influenza esterna?

Se ci pensate bene tutta la faccenda del libero arbitrio è una colossale stronzata fatta per poter giudicare la colpevolezza di un essere umano, per poterlo distinguere da un animale.
Quando il gatto vi caga sul cuscino, magari date un calcio nel culo al gatto, ma se siete intelligenti (non vantatevene, cazzo) non vi verrà mai in mente di farlo processare quel gatto.

Se invece venite colti dal desiderio di mangiare quella merda, beh, avete problemi più seri.

Il libero arbitrio dovrebbe essere qualcosa di completamente scollegato dal resto della realtà, una cosa magica e divina, di cui solo l'uomo sarebbe dotato.

Non vi risuona di religione monoteista una stronzata del genere? E si, abbiamo una corteccia cerebrale:

Ma la corteccia guarda un po' è pure lei soggetta alle leggi della materia ordinaria, tanto è vero che se stimolate elettricamente o meccanicamente alcune aree, otterrete delle modificazioni della personalità e del comportamento.
Ad esempio gli esperimenti di RogerSperry sulla specializzazione degli emisferi nei pazienti che avevano subito una callostomia (ovvero la rimozione della parte di cervello che collega i due emisferi, permettendo loro di comunicare) dimostrano proprio questo.
Ora visto che so che siete dei debosciati senza alcuna voglia di leggere centinaia di interessantissime pagine sull'argomento, ve lo spiego io.

Sperry faceva degli esperimenti su pazienti che avevano subito l'asportazione del corpo calloso per risolvere pesanti casi di epilessia.

Scoprì che i pazienti con gli emisferi separati erano a tutti gli effetti dotati di “due” cervelli, ogniuno collegato ad un orecchio, un occhio, una narice. Il corpo umano è più ridondante di un 747.

Scoprì anche che i due emisferi hanno obblighi e compiti diversi, quello destro ad esempio (che controlla l'occhio sinistro) è incapace di comunicazione verbale (nella maggior parte dei casi), mentre quello sinistro si, portando anche a “conflitti di attribuzione tra i vari emisferi.
Questo porta alla domanda :


Dov'è “IO” ?

Dove cazzo sono io? In mezzo ai due emisferi? Voglio dire, non so come la pensi la chiesa a riguardo, ma a me pare che il mio io sia proprio quella roba morbida piazzata in mezzo alle orecchie.
Ovviamente questa versione è molto più credibile di quella che presuppone l'esistenza di “libero arbitrio”.

- CONSEGUENZE SOCIALI DEL DETERMINISMO -

Alcuni tra voi sentiranno una forte resistenza alle mie affermazioni, principalmente perchè in un mondo senza libero arbitrio non c'è nessun modo per giudicare buono e cattivo, visto che i due pari sono.
L'assassino sarebbe allo stesso livello del santo, nessuna differenza, se non quella che accompagnarsi al santo sarebbe meno pericoloso.
L'accettazione a livello sociale del determinismo condurrebbe obbligatoriamente ad una revisione dei giudizi, l'assassino sarebbe sempre pericoloso, ma non più cattivo, si potrebbe (e dovrebbe) sbatterlo al gabbio, ma non ci sarebbe più la stigma morale.
Non cambierebbero le strategie educative che già conosciamo per modificare il comportamento, quindi la psicologia esisterebbe ancora, e le carceri continuerebbero a fare il loro lavoro, l'unica cosa che verrebbe cancellata sarebbe la morale.

Infatti il determinismo complica la vita ai buoni, niente più merito ad essere santi, niente più bontà, niente più libero arbitrio signori.

Rimarrebbero comunque le regole sociali che già conosciamo, chi tenesse comportamenti antisociali o dannosi per l'ambiente nel quale si trova verrebbe eliminato o rieducato, a seconda del grado di tolleranza dell'ambiente, ed i "buoni" verrebbero comunque preferiti ai "cattivi".

Pensate un po' quanto tempo risparmieremmo, finalmente potremmo pisciare sulle opere di bene, sputare su Madre Teresa e Giovanni Paolo secondo, irridere il buon samaritano. Dopotutto non avevano scelta, non potevano fare altro, date le condizioni iniziali dell'universo.

Certo, forse sarebbe meglio che il popolo non sapesse una cosa del genere, altrimenti la capacità di far desistere un potenziale criminale facendo leva sul senso di colpa e la vergogna svanirebbe.

Ma se il mondo è deterministico non ci si può fare un cazzo, tutte le scelte sono già state fatte tutte in un momento ben preciso, il primo.



La conclusione filosofica di un simile ragionamento è desolante, non abbiamo nessuna scelta, ma ci illudiamo di possedere un qualche grado di libertà perchè il nostro orizzonte di ragionamento e analisi è troppo limitato, la qual cosa ci porta a ripetere gli stessi errori migliaia di volte.

Siamo come pietre che rotolano da una collina, senza nessuna possibilità reale di decidere dove rotolare.

Sette miliardi di pietre che rotolano, materia convinta di avere un potere sull'energia sconfinata dello spazio tempo.

Le stelle stanno  ridendo di noi come noi ridiamo dei batteri. A modo loro.

Come possiamo essere così stupidi?



Kurdt









Bibliografia essenziale LEGGETELA NELLA PROSSIMA VITA : AA.VV., Dal necessario al possibile. Determinismo e libertà nel pensiero anglo-olandese del 17. secolo, Atti del Colloquio internazionale (Milano, 12-14 novembre 1998), a cura di L. Simonutti, Milano, F. Angeli, 2001.
  • AA.VV., Déterminisme et libre arbitre, Entretiens présidées par Ferdinand Gonseth, recueillis et rédigés par H. S. Gagnebin, Neuchatel, Editions du Griffon, 1947.
  • AA.VV., Individuality and Determinism. Chemical and Biological Bases,  «Proceedings of the Liberty Found Conference on Chemical and Biological Bases for Individuality, Held May 1-2, 1982, at Key Biscayne, Florida», Edited and Preface by Sidney W. Fox, New York-London, Plenum Press, 1984.
  • Amsterdamski S. et al., La querelle du déterminisme. Philosophie de la science d'aujourd'hui, Paris, Gallimard, 1990.
  • Arecchi F. Tito (a cura di) et al., Determinismo e complessità, Roma, Armando, 2000.
  • Ayers M. R., The refutation of determinism. An essay in philosophical logic, London, Methuen & Co., 1968.
  • Barone F., Determinismo e indeterminismo nella metodologia scientifica contemporanea, Torino, Edizioni di Filosofia, 1959.
  • Berdjaev N. A., De l' esclavage et de la liberté de l' homme, Paris, Aubier, 1946.
  • Berlin I., Due concetti di libertà, Postfazione di M. Ricciardi, trad. it. di M. Santambrogio, Milano, Feltrinelli, 2000.
  • Bernard C., Introduction à l'étude de la médecine expérimentale (1865), Chronologie et préface par F. Dagognet, Paris, Garnier-Flammarion, 1966.
  • Berofsky B., Determinism, Princeton, University Press, 1971.
  • Bobzien S., Determinism and freedom in Stoic philosophy, Oxford, Clarendon Press, 1998.
  • Bounoure L., Déterminisme et finalité, double loi de la vie, Paris, Flammarion, 1957.
  • Cahn Steven M., Fate, logic and time, New Haven-London, Yale University Press, 1967.
  • Casati G. (a cura di), Il caos. Le leggi del disordine, trad. it. di G. O. Longo, S. Panettoni, Milano, Le Scienze, 1990.
  • Cassirer E., Determinismo e indeterminismo nella fisica moderna, Presentazione di G. Preti, Firenze, La Nuova Italia, 1970.
  • Ciceronis M. Tulli, De fato. Sul destino, con testo a fronte, Milano, Mursia, 1994.
  • Cini M. (a cura di), Caso, necessità, libertà. Seminari a.a. 1997-98, Napoli, Cuen, 1998.
  • Corradi E., Determinismo, causalita e fisica quantistica, Milano, Celuc, 1972.
  • Dahan Dalmedico A.-Chabert J.-L.-Chemla K. (éds.), Chaos et déterminisme, Paris, Ed. du Seuil, 1992.
  • Daston L., Perché la teoria della probabilità aveva bisogno del determinismo, Trad. it. di M. Benzi, Bologna, Il Mulino, 1991.
  • De Caro M., Il libero arbitrio. Una introduzione, Roma-Bari, Laterza, 2004.
  • Dennett Daniel C., L'evoluzione della libertà, Milano, R. Cortina, 2004.
  • Dessì P., Le metamorfosi del determinismo, Milano, F. Angeli, 1997.
  • Diderot D., Pensieri sull’interpretazione della natura, Introduzione traduzione e note cura di P. Quintili, Roma, Armando, 1996.
  • Donini P.,  Ethos. Aristotele e il determinismo, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 1989.
  • Dorato M., Futuro aperto e libertà. Un'introduzione alla filosofia del tempo, Presentazione di R. Bodei, Roma-Bari, Laterza, 1997.
  • Dupre J., The disorder of things. Metaphysical foundations of the disunity of science, Cambridge, MA-London, Harvard University Press, 1995.
  • Earman J., A primer on determinism, Dordrecht, Reidel, 1986.
  • Enriques F., Causalità e determinismo nella filosofia e nella storia della scienza, Roma, Atlantica, 1944.
  • Genest J.-F., Prédétermination et liberté crée à Oxford au 14e siècle. Buckingham contre Bradwardine, avec le teste latin de la Determinatio de contingentia futurorum de Thomas Buckingham, Paris, Vrin, 1992.
  • Giannoli G. I., Il Caso, un tiranno. Elogio della curiosità, Milano, F. Angeli, 1986.
  • Gregorio di Nissa, Contro il fato, a cura di M. Bandini, Bologna, Edizioni Dehoniane, 2003.
  • Gurvitch G., Déterminismes sociaux et liberté humaine. Vers l'étude sociologique des cheminements de la liberté, Paris. P.U.F., 1955; trad. it. Roma, Citta Nuova, 1974.
  • Hacking I., Il caso domato, a cura di Simona Morini, Milano, Il Saggiatore, 1994.
  • Hardin R., Indeterminacy and society, Princeton, N.J., Princeton University Press, 2003.
  • Hillman J., Il codice dell’anima. Carattere, vocazione, destino, trad. it. di A. Bottini, Milano, Adelphi, 1997.
  • Honderich T., Sei davvero libero? Il problema del determinismo, trad. it di M. Martorelli, Milano, Il Saggiatore, 1996.
  • Honderich T., The consequences of determinism, vol. 2, Oxford, Clarendon press, 1990.
  • Hook S. (ed.), Determinism and freedom in the age of modern science, New York, Collier Books, 1961.
  • Israel G., Il determinismo e la teoria delle equazioni differenziali ordinarie, in  «Physis», 1991, 2, V. 28. n.s. fasc. 2 (1991), pp. 305-358.
  • Klein M., Determinism, blameworthiness and deprivation, Oxford, Clarendon Press, 1990.
  • Kojève A., L'idée du déterminisme dans la physique classique et dans la physique moderne, Présentation de D. Auffret, Paris, Le livre de poche, 1990.
  • Lalande A., Vocabulaire technique et critique de la philosophie, Texte revu par les membres et correspondantes de la Société française de Philosophie et publié avec leurs corrections et observations, Avant-propos de René Poirier, Paris, P.U.F., 2002 (19261), articoli «Détermination», «Déterminisme», pp. 220-224.
  • Livre des deux principes (Liber de duobus principiis), Introduction, texte critique, traduction, notes et index de Ch. Thouzellier, Paris, Les Éditions du Cerf, 1973.
  • Mori M., Libertà, necessità, determinismo, Bologna, Il Mulino, 2001.
  • Nelli S., Determinismo e libero arbitrio da Cartesio a Kant, Torino, Loescher, 1982.
  • O' Connor T. et al. (eds.), Agents, causes and events. Essays on indeterminism and free will, Oxford, University Press, 1995.
  • Osler M. J., Divine will and the mechanical philosophy. Gassendi and Descartes on contingency and necessity in the created world, New York, Cambridge University Press, 1994.
  • Petrone I., I limiti del determinismo scientifico, Introduzione di G. Crivella, Urbino, QuattroVenti, 2000.
  • Pomian K. (a cura di), Sul determinismo. La filosofia della scienza oggi, Milano, Il Saggiatore, 1991.
  • Pomponatius Petrus Mantuanus, Libri quinque de fato, de libero arbitrio et de praedestinatione, edidit R. Lemay, Padova, Antenore, 1957.
  • Popper Karl R., Epistemologia, razionalità e libertà, Roma, A. Armando, 1972.
  • ID., Poscritto alla logica della scoperta scientifica, 3 voll., a cura di W. W. Bartley, Milano, Il Saggiatore, 1984-1986.
  • Prigogine I.-Stengers I., La fine delle certezze. Il tempo, il caos e le leggi della natura, Torino, Bollati Boringhieri, 1997.
  • Proclo, La provvidenza e la liberta dell'uomo, a cura di L. Montoneri, Roma-Bari, Laterza, 1986.
  • Proquitte J.H., Les frontières du déterminisme humain, Paris, Dunod, 1968.
  • Rose S., Linee di vita. La biologia oltre il determinismo, Milano, Garzanti, 2001.
  • Rose S.-Lewontin R.-Kamin L., Il gene e la sua mente. Biologia, ideologia e natura umana, ed. it. a cura di G. Bignami e L. Terrenato, Milano, Edizioni scientifiche e tecniche Mondadori, 1983.
  • Sautarel J., Philosophie du déterminisme. Réflexions sociales, Paris, Stock, 1896.
  • Schuster H. G., Deterministic chaos. An introduction, 2. rev. ed., Weinheim, VCH, 1988.
  • Urbinati N., Determinismo e liberta. Aspetti della crisi del positivismo italiano negli anni di fine secolo, Firenze, Leo S. Olshki, 1987.
  • von Wright G. H., Casualità e determinismo, Saggio introduttivo di S. Besoli, trad. it. di P. Allegri, Faenza, 1981.
  • Waismann F.-Schachter J.-Schlick M., Ethics and the will. Essays, edited and with an introduction by B. McGuinness and J. Schulte, translations by H. Kaal, Dordrecht, Kluwer, 1994.
  • Watkins J.W.N., Liberta e decisione, Introduzione di M. Baldini, Roma, Armando, 1981.
  • White Michael J., Agency and integrality. Philosophical themes in the ancient discussions of determinism and responsibility, Dordrecht, Reidel, 1985.