martedì 28 luglio 2015

La sanità e i malati immaginari

Stai male dici? E chi cazzo se ne frega! io tanto sono ricco. Poveraccio che non sei altro.


E finalmente trovo un po' di tempo da dedicarvi. So di essere stato lontano parecchio, ma università, pugilato e fidanzata possono essere una combinazione terrificante.

Stamattina ho ascoltato una trasmissione dove si parlava di taglia alla sanità, che non so voi, ma ricordo gli stessi discorsi fatti anche l'anno scorso, e l'anno prima, e l'anno prima ancora.

Dieci miliardi di euro in tre anni. 

Considerando che ne sono stati già tagliati 35 dal 2010 ad oggi, mi sembrano ottime intenzioni.

«Ma non saranno certo tagli lineari! Taglieremo solo gli sprechi!». E anche questa è una cosa che ho già sentito almeno dieci volte.

"Non stiamo tirando la cinghia! Abbiamo deciso di cominciare una dieta a base di pane duro e acqua."

Questa cosa che  «vogliamo solo fare efficienza» circola da vent'anni. Solo che quando la diceva Berlusconi era un cattivo fascista, ora che la dice Renzi sembra quasi una cosa interessante, utile.

Adesso, nessuno nega che nella sanità ci siano dei problemi, sopratutto nelle regioni del sud, ma è anche vero che è uno dei pochi ambiti dove, rispetto al resto del mondo siamo nella parte alta della classifica e spendiamo meno, con un servizio MIGLIORE.

Vogliamo fare efficienza? Okay, facciamola, i soldi che vengono risparmiati però, devono venire reinvestiti nella sanità stessa, in questo modo il sistema migliora ulteriormente.

Invece no, tagliamo alla sanità per poter togliere l'Imu.

Togliere l'imu, ve lo ricordo, è veramente l'ultima carta usata da qualsiasi governo in crisi, un po' come quando dici alla tua fidanzata:

«No amore, promesso, non guarderò più il culo di nessuna, mai!» 

Già mi vedo la scena. Un vecchietto, che chiameremo proprio così: «vecchietto rompicoglioni» va a ritirare la pensione tutto contento, quest'anno risparmierà i 700 euro dell'Imu, che è stata cancellata dal governo renzi. Che meraviglia!

A vecchietto rompicoglioni fa male un ginocchio, va dal medico, il medico non gli può prescrivere una tac al ginocchio perché il vecchietto di merda ha più di 65 anni, e si sa, a quell'età le giunture fanno male comunque, quindi se vuole può pagarsela da solo la tac, se proprio crede che sia necessaria.

 Dopotutto è vecchio, si sa che i vecchi sono tutti rotti.

L'anno scorso volevo provare a risolvere un problema alla caviglia che mi porto dietro da un paio d'anni, il medico mi ha prescritto una tac alla caviglia. L'appuntamento era a quattro mesi, manco troppo direte voi.
Poi il giorno prima hanno cominciato a chiamarmi perché si era rotta la macchina, e dovevano spostarmi l'appuntamento. Di qualche giorno direte voi, dopotutto eri il primo della lista, no?

Tre mesi. 

Tre mesi dopo, il giorno prima, mi chiamano per dirmi che la macchina è «oh oh oh!» rotta di nuovo, se volevo prendere un nuovo appuntamento, tra quattro mesi.

Gli ho detto che mi sarei tenuto la caviglia così. Ma capisco benissimo che sono costretti ad agire in questo modo, hanno poche risorse, sono state licenziate decine di migliaia di persone perché bisognava «fare efficienza» e immagino che un trauma cranico sia più importante di una caviglia malandata, ma non parlatemi di «efficienza» che m'incazzo.

Certo, puoi provare ad ottenere gli stessi risultati anche con meno risorse, a volte ci puoi anche riuscire, ma se cancelli dal sistema 35 miliardi di euro, col cazzo che puoi ottenere gli stessi risultati, sfido chiunque a dimostrarlo.

Ma la cosa che mi infastidisce di più è il motivo per cui si sta tagliando la sanità. Per abbassare le tasse sulla casa. La stessa tassa che viene tolta e reintrodotta ogni paio d'anni, sempre con la stessa motivazione elettorale.

Sul serio, abbiamo bisogno di qualcuno di decente là nella stanza dei bottoni. Perché capirei se dovessimo tirare la cinghia per tentare di ripagare il debito, un piano da 50 miliardi all'anno per vent'anni, un regalo alle prossime generazioni, fatto d'accordo tra destra e sinistra, per riuscire a liberarci dell'odioso fardello del debito e poter finalmente camminare sulle nostre gambe, senza paura di downgrade o altre stronzate.

Ma sarebbe, dal punto di vista elettorale, un suicidio, perché non sia mai che si tolga qualcosa per pianificare un futuro, togliamo piuttosto all'unica eccellenza italiana e finanziamo i palazzinari.

Vi faccio l'elenco delle «riforme» Renziane:

Ottanta euro: Esiste qualcosa di più pubblicitario di questo? Renzi vi offre due cene al mese per tutto l'anno. Ringraziatelo, merde. 

Jobs Act: Sgravi alle imprese che assumono in pianta «finta stabile» con corsa di tutti a licenziare e riassumere le stesse persone per ottenere gli sgravi fiscali. Grande successo.  Heil Heil mein Renzi.
Riforma della scuola: L'Europa impone di assumere centomila precari, annuncio della grande riforma che avrebbe "premiato la competenza". Le persone vengono assunte senza nessun concorso.  I premi competenza verranno decisi dal preside, a piacere.

Sanità: Togliamo dalla sanità e diamo ai palazzinari.

Adesso, a rischio di suonare demagogico e banale, mi chiedo, visto che la Tav è già fallita tra Spagna e Francia, perché non ripensiamo un attimo a dove diavolo stiamo mettendo i soldi?

Una linea ferroviaria che alla fine ci costerà più di dieci miliardi, quando esiste già una linea che collega i due estremi ed è assolutamente sottoutilizzata, Non si può cancellare quella, invece? E' come se, avessimo cento ospedali, ognuno con mille letti, okay? Di quei centomila posti ce ne fossero occupati quindicimila, e qualcuno arrivasse dicendo : "Eh no, ci sono troppi pochi posti in ospedale, dobbiamo costruirne un altro centinaio!"

" E dove li prendiamo i soldi?"

"Mah, togliamoli alle pensioni minime, che tanto sti cazzo di pensionati prima o poi devono schiattare uguale"


Ecco.

Kurdt

P.s.: Sono assolutamente favorevole al treno, sono contro solo ad una linea che ha un costo dieci volte superiore al prezzo di mercato pagato per le stesse linee in altre nazioni. 




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