lunedì 20 febbraio 2017

Palme e tornelli fanno i figli ribelli

 

 Siedo sulle scalinate del duomo di Milano, sono gelate. Di fronte a me una distesa bianca e gelata, ha nevicato. Per la strada non si muove nessuno, troppo freddo, troppo tardi. In altri tempi me ne sarei fregato, magari mi sarei ubriacato.

«Che dici Poe, ti piacciono le palme che hanno piazzato? In fondo sono interessanti» Dico io

«Fatti controllare le diottrie amico, fanno cagare. Ma secondo te puoi mettere delle palme al duomo di Milano? Mettiamo dei pini silvestri alla Mecca, a questo punto»

«Eh, ma dicono che tanto tempo fa già ci fossero»

«E quindi? Facevano cagare anche allora. Non è che se uno stronzo lo fa tuo nonno allora puzza meno».
«Okay, magari hai ragione, ma chi se ne fotte, in fondo sono delle palme, mica hanno bombardato la città»
«Già» gracchia Poe, sollevandosi in volo "chissenefotte". Un tram si avvicina sferragliando, scendono dei tizi vestiti di nero con dei cartelloni.
«No all'africanizzazione del Duomo!»
«Basta palme e banani!»
«Si alle piante autoctone, no ai palmipedi negroidi!»
strillano tutti. Sui cartelloni hanno disegnato una tartaruga, immagino come riferimento al loro quoziente intellettivo. Uno dei mentecatti si avvicina, mi guarda e dice: 

«Ehi tu» Mi punta il dito contro alla Bill Hicks, sapete tipo: "Hey tu".
«Ciao amico, come va?» Rispondo, sorridendo come mi avessero tagliato la gola di fresco. Lui deve percepire che non sono del tutto sincero e sputa per terra in segno di diniego. Vuole marcare il territorio. Lo scatarro è giallastro, fuma troppo il ragazzo. 

«C'è qualcosa che non va? Sei un camerata patriottico, oppure sei qui a difendere gli africanidi e collaborare con la gheddaffiana invasione dell'italico suolo?» 

«No. Volevo solo starmene un po' per i fatti miei.Magari bermi una birra»

"Birra nazionalpopolare, spero, non quella robaccia teutonica dell'eurospin"

 "Boh, credo che la produca tutta la Heineken ormai, ma sull'etichetta c'é scritto Ichnusa, non so se può bastare. Sei d'accordo?»

«Certo che non siamo d'accordo, i fatti tuoi sono anche fatti nostri, amico dei bananeti» dice lui, grattandosi la testa pelata. «Okay» Dico io. Lui sembra confuso, forse non ha capito la risposta. Saluta militarmente battendo i tacchi e portandosi una mano aperta alla fronte, ma schivola sul ghiaccio e cade battendo la testa sui gradini. Da terra urla «Eja eja eja!» da sotto le palme i suoi colleghi urlano: «Boia chi molla!» Poe si avvicina e caga in testa al tizio, beccandolo in un occhio.

«Il nemico ci attacca» urla lo scemo correndo verso i suoi compari con movenze a metà tra un pinguino e fred Astaire.

«E comunque qualcuno dovrebbe dirglielo che la tartaruga non è proprio nazionalpopolare come animale» Dice Poe, soddisfatto della sua missione avionica andata a buon fine.

«Potevano scegliere una pantegana, quella si che è identitaria» dico io.

Sempre dallo stesso tram di prima, scende un altro gruppo di sciroccati. Questa volta hanno bandiere del Bologna F.c. e brandiscono tornelli divelti.

«Basta con le bibblioteche pubbliche che non si può entrare!»
«La cultura e di tutti!»
«Libri grattis per tutti, anche per chi non sa leggiere!»


E altre cazzate del genere. «Chissà cosa gira in testa a questi»

«La merda, gira. Ed esce fuori da quella fogna che chiamano bocca» annuisco. Il corvo sa quello che dice.
I due gruppi ora si trovano uno di fronte all'altro, il capo dei tornellisti si avvicina agli antipalme (che attenzione, non sono gli antioliodipalme, anche se tra i due insiemi potrebbero esserci delle interconnessioni) e gli urla: 

«Lenin, Stalin, Mao Tze Tung! contro il capitalismo l'anarchia socialista unica via! Internazionale socialista contro l'imborghesimento fascista delle fascie deboli della popolazione collettivamente opprese dal padronato!» e il pelato di rimando sbava: 

«Eja eja eja! I treni arrivavano in orario! Dux Mea lux! Dio Patria e Famiglia, ma non quella dei ricchionidi! »

Mi viene in mente un esperimento dove in un grande accelleratore di particelle si facevano schiantare particelle e antiparticelle. La risultante era l'annientamento di entrambe le particelle, con produzione di energia.Di fronte a me due gruppi, equalmente ma diversamente, stupidi, si scontravano. Sapevo già come sarebbe andata a finire. Un tornello venne infilato nella cavità oculare di un antiafrica, risultando nella sua repentina dipartita da questo mondo. Non prima però di cagarsi addosso macchiando il pavimento con un fiotto di merda.

«Contrazioni involontarie. Tolgono tutta la poesia delle storie. T'immagini se in un film, nella scena più importante, quando l'eroe, nelle braccia della sposa sta tirando le cuoia, quello si cagasse addosso? Cioè ce lo vedi Ettore che si caga addosso?»

«Sarebbe realistico» dico

«Si, ma sarebbe una cagata, in tutti i sensi. E l'eroismo? E il principio del sacrificio immortale? Tutto a puttane.»

Mentre io e Poe disquisiamo di questi problemi essenziali, i due gruppi avevano svolto il loro dovere egregiamente, riducendo la quantità totale di stupidità del pianeta. alcuni erano stati impalati sulle palme con dei tornelli nel petto, altri erano stati impiccati ai lampioni con gli striscioni. Erano, comunque, morti tutti. Fortunatamente. Mi alzo dalle scale con il culo quasi congelato, è arrivata l'ora di prendere il tram per tornare a casa. Su una delle facciate del Duomo un nuovissimo smartphone Samsung invita tutti a restare connessi con la fibra superveloce, che poi ti connetti a trecento gigatoni di internet al secondo e puoi vederti le partite zoomando così tanto da vedere i Quark che compongono il pallone.

«Manco quel cartellone c'era, quando hanno costruito il Duomo» Conclude Poe.
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