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martedì 8 novembre 2011

Steppenwolf




Siamo attorno a voi, mangiamo nei vostri ristoranti. Camminiamo accanto a voi  nelle strade trafficate, scopiamo le vostre donne quando credete che siano felici, e invece sono solo annoiate da voi.

Scopiamo anche i vostri uomini, s'è per questo, sciaquette noiose.

Tippettiamo sui vostri tappeti, scorrazziamo sulle vostre noiose praterie, ci rincorriamo per il mondo senza tregua, rotolandoci nel fango e nell'erba, mordendovi quando c'infastidite troppo, ma attenti a non attirare troppo la vostra attenzione.

Vi osserviamo parlare e sorridiamo quando dite qualche stronzata, ma non v'interrompiamo, abbiamo imparato che è una perdita di tempo discutere con voi, e ci riconosciamo a vicenda quando c'incontriamo, per caso, per le strade del mondo.

Siamo lupi della steppa.

Non indossiamo vestiti evidenti, non siamo punk, ne Metal, ne intellettuali, anche se a volte lo siamo stati, in passato.
Siamo architetti, ingegneri, metalmeccanici e postini, idraulici e scrittori, musicisti e elettricisti, non ci smaschererete per il lavoro che facciamo, ne per i film che guardiamo, ne tantomeno per la musica che ascoltiamo. (Anche se a volte potrebbe essere un indizio).

Siamo lupi.

E siamo sempre stati in mezzo a voi.

A volte in forma di principi, a volte di squallide baldracche, ma abbiamo sempre abitato nelle vostre città, anche se sarebbe meglio dire, le nostre.

C'è una sola caratteristica che ci distingue da voi, che come avrete intuito siete le pecore, ed è la curiosità, una dote che ci portiamo dietro dalla nascita, come tutti, come voi.

Ci interessiamo di come funzionano le cose, sappiamo smontare una lavatrice, magari, o passiamo anni a studiare, chi in una scuola e chi no, come funziona il mondo che ci circonda, per comprenderlo e dominarlo, piuttosto che subirne i meccanismi .

Ma non siamo diversi da voi, in potenza.

Voi siete diventati maggioranza e ci avete esiliato, chiamandoci streghe, assassini, rom, comunisti, e a seconda del periodo storico, omosessuali, bisessuali, trasversali.

Avreste fatto meglio a chiamarci in un altro modo, blasfemi.

Blasfemi perchè bestemmiamo ogni giorno contro l'unica, vera grande religione, di cui siete, quasi tutti grandi sacerdoti.

La noia.

Siete noiosi, vi piace un solo sport, quello che piace a tutti, di solito, ascoltate solo un tipo di musica, quella che va per la maggiore, non cambiate mai idea, non cercate mai niente di nuovo, siete morti, ma non lo sapete.

 Siete morti e sepolti.

Noiosi Noiosi Noiosi Noiosi noiosi e pieni di bile.
Noiosi Noiosi Noiosi Noiosi noiosi
E fastidiosi come tafani per un cavallo.
Brutti e vuoti ricettacoli di banalità da mettere al rogo.

 Ripetete con me :

"Sono uno stronzo sono uno stronzo sono uno stronzo sono uno stronzo"

Fatelo per un'altra decina di volte da soli, poi guardatevi allo specchio.

Scommetto che siete annoiati di fare le stesse cose da vent'anni,
scopare la stessa donna, da dieci.
vedere le stesse facce,
Fare ancora lo stesso lavoro che odiate
Comprare apple perchè think different,
Jobs era un lupo, voi siete solo pecore.

E le pecore, si sa, non fanno mai una bella fine.



mercoledì 12 ottobre 2011

Babele


La storia di babele è certamente nota a tutti qua dentro, Babele era una torre del cazzo eretta dagli esseri umani per raggiungere Dio (con la D maiuscola) .

Dio nella sua omnicosiva saggezza decise che gli esseri umani erano un problema, certo, non lo avrebbero mai raggiunto, principalmente per motivi di tempo, ma cazzo, due ceffoni se li meritavano lo stesso.

Oltre ovviamente a vedere un richiamo alla storia dei titani e Zeus, non vedete quale superbo stratega sia stato dio nel punire gli esseri umani DIVIDENDOLI?

Giulio Cesare gli fa una sega a Dio.

Insomma dio prese e di punto in bianco cancelló la lingua comune parlata all'epoca, costringendo tutta la popolazione mondiale dell'epoca (Il 4000 A,c. Poco dopo della creazione del mondo, secondo la bibbia) a fermare i lavori per incomprensioni interne fra i vari membri dell'equipe.

Giá m'immagino la scena :

“Uè monta su quell'impalcatura e passami due o tre chiodi, Noé!”

“What?”

“No non otto, due o tre ti ho detto, ma che sei diventato scemo?”

“I don't understand”

“Ma COME CAZZO PARLI DIOCANE! PASSAMI DUE O TRE CHIODI, MADONNA MAIALA!”


“Ehi! Don't scream at me, I KILL YOU!”

“Ma che chili e chili, straccio di coglione, DUE O TRE TI HO DETTO!”
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Ora ovviamente quello che sta scritto nella Bibbia vale quanto una pisciata sul muro, e chi crede a certe stronzate farebbe bene ad unirsi alla Flat Earth Society, eppure c'è qualcosa di vero in mezzo ad una marea nauseante di stronzate.

In principio, quando ancora la popolazione umana era confinata a pochi milioni di unitá, esisteva una protolingua comune che univa tutti noi sotto lo stesso vessillo.

Ma ci si ammazzava lo stesso perchè esistevano giá i dialetti.

In ogni caso mi sono chiesto:

“Perchè se prima si parlava una protolingua comune, adesso non ci capiamo manco per il cazzo?”

E la mia risposta è stata :

“Perchè questi stronzi non erano stati capaci di codificare la loro lingua decentemente ne, cosa ancora piú importante, descriverne le regole PER ISCRITTO.

Ora sapete certamente che tutte le lingue attualmente conosciute hanno avuto origini e radici precedentemente, Il latino è il padre comune di Francese, italiano, spagnolo, portoghese,rumeno ed ha influenzato pesantemente tantissime altre lingue, come ad esempio, il tedesco e l'inglese.

Ma perchè non si parla piú latino allora, e non ci si capisce tutti ?

Perchè l'ignoranza è molto piú antica di qualunque lingua.

Immaginate una cultura in cui solo l'1 percento sia scolarizzato, in cui nessuno sa scrivere ne conosce veramente le “regole” della lingua che parla, avete una lingua che avrá delle mutazioni molto forti giá in una generazione, perchè il 99% delle persone è una capra.

In una situazione del genere basta anche solo una vallata a creare una variante dialettale di una lingua, dategli un paio di generazioni ed avrete due popoli che non si capiscono, ad una vallata di distanza, non è un caso dopotutto che le nazioni vengano delimitate spesso da barriere naturali, le alpi ne sono solo un esempio, ma sono validi anche fiumi, o mari.

Adesso stiamo assistendo esattamente a questo fenomeno in sudamerica e U.s.a.
In sud america giá si parla uno spagnolo bastardizzato, con una serie di dialetti diversi a seconda della nazione, ma del resto neppure il Castillano è lo stesso di quello di Leon y Castilla, cosi come noi italiani non dialoghiamo piú nel dolce stil novo, se non ve ne foste accorti.

Presto (storicamente parlando) ogniuno di quei dialetti si evolverá in una lingua a se stante, come è stato per il latino a suo tempo, e in sudamerica nessuno capirá piú un cazzo di niente, almeno fino a quando un altro impero creerá un altro dominio incontrastato.

“Wow-”

Ora, c'è qualche imbecille che se la tira elogiando cose come: “La complessitá e la ricchezza delle lingue”, sottointendendo che avere molte lingue sia una cosa buona e giusta, addirittura desiderabile, beh, generalmente questi fessi di lingue ne parlano solo una, e non si rendono conto che le stesse cose che puoi dire in italiano le puoi dire anche in spagnolo, tali e quali.

Che differenza c'è a dire Vaffanculo o Vete a tomar por culo?

A me non fa alcuna differenza, posso usare un termine o l'altro a piacere.

Non fa alcuna differenza dire “It's raining cats and dogs” piuttosto che: “sta piovendo a catinelle”il concetto è lo stesso, che ora gli inglesi lo esprimano parlando così piuttosto che dicendo che piovono bambini arrosto cosa cazzo me ne frega ?
Sicuramente ci sono differenze tra una lingua e l'altra, e il ritmo dell'inglese è superiore a quello dello spagnolo, e la musicalità dell'italiano è migliore di quella del tedesco, che dal canto suo, ha una teutonica solidità strutturale che lo privilegia se devi parlare, ad esempio, di filosofia (non è un caso che praticamente tutti i grandi filosofi dell'ultimo secolo fossero tedeschi).
Ma volete mettere questi pseudo vantaggi con il gigantesco vantaggio di poter comunicare con chiunque? non c'è paragone, riuscire a comunicare in un idioma comune annullerebbe di colpo decenni di stupide lotte, non tutte e non immediatamente, ma sparirebbero buona parte delle problematiche nate dall'incomprensione, e rimarrebbero solo le problematiche serie, soldi, confini e rapimenti di donne, come ai vecchi tempi.
Questa è solo la prima parte, nella prossima vi dirò come si "dissolvono le lingue e come l'ignoranza sia la matrice comune della loro scomparsa, ma intanto scannatevi nei commenti per dirmi cosa ne pensate, branco di debosciati.
Kurdt.

mercoledì 6 luglio 2011

Individualismi II




Prima la musica, miles davis al suo meglio.

Continuiamo nella nostra analisi del fenomeno.

Nella seconda parte volevo concentrarmi un pó di piú su quella che è la visione “globale” del fenomeno, piuttosto che su casi particolari, (sui quali si potrebbero scrivere decine di saggi, e non si scalfirebbe minimamente la strabordante complessitá di ogni singolo personaggio storico).

Mi interessava farvi notare, ad esempio come, la nostra societá, pur essendo profondamente individualistica, pur motivando fin dall'infanzia i suoi membri a “sconfiggere” i propri “compagni” non sia una societá nel complesso individualistica.

Ogni giorno utilizzate, consapevolmente o no, il lavoro di altre decine di persone, qualsiasi cosa facciate, qualsiasi oggetto usiate, qualsiasi mezzo prendiate, qualsiasi cosa vi mettiate addosso, starete sfruttando il lavoro di qualcun altro, un qualcun altro che non conoscete.

Siamo capaci di catalogare la nostra societá come “individualistica” solo a costo di dimenticare completamente la catena produttiva che ci permette di restare in vita. Senza di essa, non mangeremmo, non avremmo case, non potremmo muoverci, e saremmo, alla fin dei conti, tornati all'etá della pietra.

Andare al supermercato, se ci pensate bene, è un supremo atto di fede.

Fede nel fatto che la merce sia stata trasportata fino al supermercato, spesso da posti lontanissimi, fede nel fatto che non si usino sostanze tossiche nella produzione dei cibi, e fede infine, nel fatto che il commerciante accetterá la vostra moneta ( anche se, per legge lo DEVE fare, ma nessuno ci assicura che rispetti la legge).

E compiamo azioni simili ogni giorno, diamo fiducia ad alcuni individui singoli o gruppi sociali che
consideriamo affidabili, tipicamente Lo stato e tutte le sue emanazioni, Le banche, la famiglia, le fabbriche, sono enti destinatari di “fiducia”.

Possiamo quindi definire la nostra societá come “individualistica”?

Evidentemente no, possiamo peró definire la nostra societá come “Oggettivistica” o “spogliante” per il fatto che faccia sparire i numerosi passaggi che qualsiasi oggetto passa prima di arrivare nelle vostre mani.

La mitologia della “Mano invisibile” di smithiana memoria ha imperato nell'ultimo secolo, sopratutto nel mondo anglosassone, convincendo un buon numero di persone che, se ci si fosse comportati da brave monadi solitarie, decidendo solo secondo la nostra convenienza individuale, il mondo sarebbe diventato un mondo migliore, guidato dalle stupefacenti e progressive “Leggi del Mercato”.

Una visione del mondo simile nasce da un pensiero debole, un pensiero che volutamente dimentica vari concetti basilari quali:

  1. Il pianeta non puó essere considerato come un sistema aperto. In un sistema aperto con risorse illimitate possono essere anche valide, ma in un sistema chiuso dove le risorse sono limitate, la tendenza all'ipersfruttamento ( Garrett jardin “The tragedy of the commons” 1977) conduce ad uno svantaggio di tutti.
    Se ad esempio vivo in una palazzina insieme ad altri 10 affittuari, probabilmente, se non consideró gli altri, la mia convenienza è evitare di fare qualsiasi tipo di pulizia, o lavoro migliorativo al giardino comune, perchè significherebbe spendere energie e soldi per offrire un “servizio” gratuito e non pagato. E significa anche che rimarremo tutti senza giardino.( a meno di non metterci d'accordo, che è la soluzione migliore).

  1. L'individuo non si comporta sempre seguendo il proprio individuale interesse, ne esiste tale “interesse”, come potrebbe ?
  2. La convenienza individuale è imprescindibilmente legata a quella sociale, l'uomo è sociale, il proprio benessere è legato a quello del proprio gruppo sociale.
  3. Si è sopravvalutata la capacitá di agire razionalmente dell'individuo. Se chiedete ad un bambino cosa preferisce tra un chupa chupa ora e una scatola di chupa chupa domani, sorprendentemente vi dirá :
    “Dammi il chupa Chupa adesso pezzo di stronzo”.
    Socialmente l'uomo adulto si comporta nella stessa maniera, un retraggio del nostro passato di cacciatori raccoglitori, periodo in cui non esistevano “frigoriferi” ne la sicurezza di essere ancora vivi il giorno successivo.


America e Giappone sono delle eccezioni?



America e Giappone sono le due societá in cui il presunto “Individualismo” ha preso la strada piú radicale per quanto culturalmente opposta.

Ha il mercato ottenuto un miglioramento nella vita degli individui?

Definiamo come miglioramento nello stile di vita come : ”qualcosa che aumenti la felicitá” e consideriamo come metro della felicitá la famosissima piramide di Maslow.



Dobbiamo riconoscere alle societá giapponese e americana una discreta capacitá di produzione materiale, superiore certamente a qualsiasi altra societá, e quindi una capacità di sovvenire ai bisogni basici 
Eppure questa produzione non si traduce in un miglioramento sociale, ne di conseguenza, individuale.



Per essere felici occorre soddisfare i propri bisogni primari, di sicurezza e stima, e di autorealizzazione, riescono queste societá ad aiutare l'individuo, o almeno una maggior parte degli stessi?

No

Basti pensare all'inefficientissimo sistema sanitario americano, che fornisce un servizio, a paritá di costi, decine di volte peggiore rispetto ai nostri tanto vituperati ospedali.
Un sistema sanitario inefficiente, affiancato da un sistema di assicurazioni sanitarie che puntano solo al risparmio sul cliente, dimenticandosi qualsiasi tipo di dovere sociale, beh, un sistema sanitario simile è inutile.

Distrugge sicurezza invece che crearla.

Il possesso di un arma da fuoco per chiunque lo desideri è un altro segno evidente di mancanza di fiducia negli altri, chiunque siano questi “altri”.
Possiamo ben dire che la presenza di armi da fuoco e il presunto “individualismo” americano sono collegati a doppio filo.
La gente americana è stata convinta che la popolazione è solo un accumulo di monadi pronte a fare il proprio interesse economico, qualsiasi esso sia.
Sono riusciti a convincerli così bene di questa stronzata che, ancora adesso, la maggior parte della popolazione è contraria alla creazione di una sanitá pubblica decente.
La riforma sanitaria di Obama (Una riforma all'acqua di rose) è stata bollata come “comunista” giusto per farvi capire l'aria che tira.

Ed ecco che la nazione piú ricca del pianeta è popolata da scimmie che credono veramente che la democrazia sia la cura di tutti i mali e che il mercato sia veramente intoccabile e perfetto (anche se “il mercato” ha ricevuto migliaia di miliardi di dollari per non affondare, prova evidente che il mercato esiste solo se esiste uno stato a mantenerlo in piedi).

Ma sul fatto che gli americani fossero stupide scimmie non avevamo dubbi, che dire invece dei giapponesi?

A parte il fatto che vivono dentro dei loculi, voglio dire.

Niente.

E adesso venite a dirmi che siete degli individualisti.