Visualizzazione post con etichetta geni si nasce e io modestamente no. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta geni si nasce e io modestamente no. Mostra tutti i post

giovedì 2 dicembre 2010

Creative Commons Disco Australia

                                                            Introduzione

L’uomo ha una doppia natura, è questa è cosa nota.

Nei suoi geni albergano il cacciatore nomade indomito e sfrenato, la cui rappresentazione psicologica è l’es, e il pastore e il contadino, saggi e stabili, la cui rappresentazione è lo speculare, super-Io.(0)

Non si scappa da queste forze, ci contendono in continuazione, per quanto ognuno di noi sia più o meno incline all’ uno o all’altro.


Qualche giorno fa, chiaccherando su msn con un mio vecchissimo e ottimo amico, ci è venuto in mente che forse era venuto il momento di aprire qualcosa insieme, (come dovrebbero fare tutti gli amici, tralaltro,per conoscersi meglio, e odiarsi di più).

L’idea geniale è stata :

“Apriamo una discoteca creative commons, apriamola e risparmiamo sulla siae, poi, con i soldi risparmiati, ci paghiamo i concerti degli artisti Cc che ci piacciono di più”.

L’idea è EVIDENTEMENTE una figata termonucleare, o almeno a me così sembra, ma visto che di solito le buone idee si scontrano contro delle pessime leggi, decido di chiedere lumi su possibili problemi alla sede Siae della mia provincia.(1)

Nello stesso tempo controllo di non infrangere nessuna clausola della Cc e scrivo a jamendo, (2) riguardo la loro offerta .

LA SIAE:


Invio la mail domenica sera, la risposta arriva lunedi mattina, Dall’header e dall’intestazione posso vedere che la mail è passata di mano almeno 3 volte, risalendo la scala gerarchica della Siae regionale, sino ad arrivare, nella evidente ignoranza legislativa dei bassifondi dell’organizzazione, fino alla sua vetta, incarnata dal presidente della Siae sarda, Paolo Sacco.

Immaginatevi di essere puglesi (e già dovreste stupirvi di questo) scrivere al comune del vostro paese, chiedendo un informazione, e vedervi nella casella il giorno dopo, la risposta da parte di Niki Vendola, tutto gentile a spiegarvi la legislazione italiana riguardo i matrimoni gay(3).

Che poi il presidente della siae sarda,  è più potente di Vendola.

Riducendo all’osso, la sua risposta è stata, “lo potete fare fino a quando non sono implicati nella faccenda degli artisti Siae, facendo attenzione a non infrangere le regole della Creative commons (che è a tutti gli effetti una licenza, per quanto molto permissiva).

Una risposta talmente misurata, gentile e precisa, che mi verrebbe voglia di pubblicarla integralmente (4), peccato non poterlo fare, trattandosi di corrispondenza privata.

Una risposta che mi ha fatto anche capire meglio qual’è l’unico modo per “combattere” il copyright” , nel caso si volesse farlo, ovvero, prendere una strada diversa, ascoltare musica Cc, e non pretendere per legge, che chiunque pubblichi musica usi il Cc.

Ascoltate il Cc! Troverete artisti validissimi, in mezzo a caterve di merdosi incapaci.

Non siate anche voi come i troll di punto informatico, che non vogliono pagare niente, vogliono cambiare tutto “rivoluzione!” gridano, ma sono gli stessi che volevano fare la rivoluzione sessuale, nel 68, con le mogli degli altri.

E questo e quanto, per quello che riguarda la mia anima stanziale.

Avant’ieri un mio amico Ceco mi scrive:

“ Lele, let’s go to australia,!”

“How?”

“I have some friend there, think about it, good food, nice girls, wonderful weather,”

Insomma mi si sta chiedendo di partire senza avere la minima idea di cosa finiremo a fare, e devo ammettere che la faccenda è arrapante, nel senso piú sessuale possibile.

Immagino di arrivare a melbourne senza avere nessun punto di riferimento a parte il mio amico, che diventerá ovviamente il mio migliore amico, e viceversa.

Arrivi a Melbourne e per i primi giorni dormi in ostello, poi trovi una casa che affitti, cercando nello stesso tempo un lavoro, anche il piú stronzo, che ti permetta di campare i primi mesi.

Niente può essere paragonato alla sensazione di libertà assoluta che ti avvolge nel momento in cui cambi totalmente casa e abitudini.

Per un breve periodo è come se dovessi riscoprire te stesso, capire se anche a quelle latitudini, in mezzo a quella gente, valgano le stesse cose valide a casa tua e con la tua gente.

Lo so perchè lo faccio ogni anno.

C’è sempre un posto nuovo se parli cinque lingue e sei uno spaccone.

E questa invece era la mia anima nomade-

Nel frattempo sto anche scrivendo un racconto, che doveva essere un racconto, ma sta prendendo vita propria, e ormai ha sforato le 10 pagine, anche se conto di ridurlo almeno della metá in fase di editing,


Kurdt

  1. Ok, il contadino e il pastore non sono saggi e responsabili per un cazzo, lo ammetto.
  2. Notate che il fatto che nessuno abbia una risposta a delle domande così semplici, significa che nessuno ha avuto una idea simile, ciò significa, signori, che è un idea geniale, o una stronzata colossale.
  3. Non ho ancora ben capito cosa offrano, ma pare che non mi arresterá nessuno se utilizzo la Cc a fini di lucro sotto la loro suprevisione-
  4. “Legislazione italiana sui matrimoni Gay, anno del signore 2010”
                      HAHAAHAHAHAHAHAHAH

        4 Credo che verrei impiccato se facessi una cosa del genere, ma nel frattempo, se voleste leggerla,   forse potrei passarvela, di nascosto, sotto il tavolo, se promettete di stare zitti e pagarmi la tangente.

mercoledì 24 novembre 2010

No sex, drugS & rock'n roll

Seduto in una discoteca, puo' capitare di tutto, anche che un annoiato come me prenda e si metta a scrivere qualcosa.

Devo dire che, a parte il rumore di sottofondo da "night fever" tutto il resto non e' male, la gente è poca, e non rompe granchè i coglioni, ogni tanto un ubriaco inizia a smadonnare sulla pista, o magari non è ubriaco, ma comunque qualcosa ha, a giudicare dalle occhiaie.
Non giudico mai le scelte salutiste degli altri, quando ero io, ad imbottirmi di roba, odiavo che la gente venisse a rompermi il cazzo.

Una volta , dopo un rave dalle parti di pisa, una tizia, completamente in down dopo una nottata di bagordi, mi guarda dicendomi:

"Non dovresti drogarti, guarda che occhiaie che hai!"

- "Non ti preoccupare" Gli dico.

- Lei infastidita dalla risposta, mi guarda male, e continua : "Hai due occhiaie blu che fanno impressione! sicuro di stare bene?" e mi guardava con fare compassionevole, come se lei fosse immune dalle occhiaie blu.

-"Sono solo in down, come te"

Al chè mi getta uno sguardaccio, si alza, e se ne va.

A nessuno piace che gli si ricordi come sta, eppure a tutti piace mostrare agli altri come sono, e se lo faceva una fattona all'ultimo stadio, immaginatevi la gente "normale".
La gente mi fermava per strada per raccontarmi quanto le facessi schifo.

"Perchè" lo fai?" è la domanda abituale che ci si sente rivolgere, quando ci si droga.
Beh, è la domanda sbagliata, gente.

Se l'aveste provata sapreste che la droga è FANTASTICA; ho passato serate a discutere con un albero, o disteso in un letto, convinto di essere morto ed affondato dentro un loculo, o ancora, più semplicemente, a ballare tutta la notte gonfio di mdma.

Ricordo vivamente ognuna di quelle serate, VIVAMENTE. Ecco perchè la gente si droga.

Nella vita ci si annoia per la maggior parte del tempo, le novità sono poche e centellinate, e ti insegnano presto che non puoi contarci troppo.

Noi abbiamo avuto una vita sicura, protetta dalla famiglia, che anche se merdosa era "Sicura". Cibo e tetto erano assicurati, ma magari le prendevi, realmente o psicologicamente, fino a diventare una stupida pianta, rinchiuso su te stesso e spaventato.

La mia generazione non ha avuto una guerra o un epidemia, o un boom economico, la mia stronzissima generazione ha vissuto proprio al culmine di quella che possiamo chiamare civiltà, siamo alla fine della corsa e lo sappiamo, ci guardiamo alle spalle e vediamo i nostri genitori, perfetti baby boomers del cazzo, totalmente inadatti a sopravvivere, e non abbiamo una direzione, perche non abbiamo bisogno di andare da nessuna cazzo di parte.

Almeno la droga, per un paio d'ore, ti trova dove andare, per un pò.

Kurdt.

sabato 28 agosto 2010

Vita da negro

Non tutti possono permettersi di ricordare l'infanzia come un età dell'oro.

Iniziò male sin da subito,infatti,io,beh,sono nato...

negro,Negro,capite!?.

Cosa che mi mette al riparo dalle accuse di razzismo,ma creò un certo imbarazzo in sala parto,quando naqui.

I miei genitori infatti mancano di questa caratteristica.
Non sono negri.
Mio padre guardò mia madre con il suo tipico sguardo da alcolizzato e disse,solennemente.

Babbo: "Ehi,quello non può essere mio figlio,"
Mia madre aveva la coda di paglia,
Mamma: "Non è colpa mia se è negro,ti avevo detto che il vibratore di liquirizia non era una buona idea"

In ogni caso i miei genitori avevano dei pregiudizi nei miei confronti.
Al primo compleanno mi regalarono una parrucca rasta,al quinto un completo da centometrista,fino a quando non misi un freno a questa follia.

Mamma,papà,ho deciso che non diventerò mai un cantante reggae,non mi piacciono i bonghetti.

Ma è sempre stato il tuo sogno,Bob!

Non mi chiamo bob,mamma.

Oh scusa peter!

.........

Nel frattempo iniziarono a nascere i miei fratelli,ad un ritmo sincopato di 1 ogni anno e mezzo,con un computo totale di 4 sorelle ed un fratello.

Ed erano tutti perfettamente bianchi e sorridenti,mentre io ero negro e con la faccia da tossicomane.
Divenni così il capro espiatorio ufficiale della famiglia,qualsiasi ragione era buona per fracassarmi di legnate.

Ehi,non mi piace il tuo sorriso,bob.

Non mi chiamo bob,pap..

SCHIAFF!

ABBI RISPETTO,peter,o come cazzo ti fai chiamare.

In famiglia mio padre era il duro,ha sempre comunicato con me tramite  borbottii gutturali,che durante l'infanzia ho pazientemete tradotto.

C'era il borbottio "si";il "no" e il "ti ammazzo e mangio le tue tenere gambine" che statisticamente era il più frequente.

Mia madre invece era una donna dolce,mi insegnò a leggere a tre anni.
Comprava così tanti libri che la gente credeva si scopasse il commesso viaggiatore.

Poi era vero,per carità,ma che bastardi,i vicini.

Insomma vivevo diviso tra questi due mondi , quello degli sguardi assassini senza parole,duri,taglienti,e quello delle parole,meravigliose,significanti,rotonde.

Ora,lo so che potrebbe suonare come la storiella del povero genio un pò ritardato che durante la sua infanzie deve affrontare prove dure,le nevrosi,l'autismo di passaggio,e poi,alla fine ,ma solo alla fine, l'esplosione del genio che frantuma i nemici che si scoprono essere  solo delle sue controfigure  atte a rendere la sua vittoria più clamorosa.

Il problema è che la mia vita,nella precedente forma sintattica,finisce con :

                                                   "Ritardato"