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lunedì 2 luglio 2018

Ama il tuo prossimo come te stesso (Ma se è negro affondagli il barcone)


 
Finto bambino Immigrato che simula un vero affogamento in mare.

Ieri sera sono andato al Gay Pride a Milano, figata, mi piace che queste persone si riuniscano per mostrare il dito medio, il culo, le tette, se non vi piace okay, potete anche non venirci.
Però una cosa mi ha lasciato un po' inquieto, sapete? Verso la fine, quando sul palco gli oratori strillavano "non si torna indietro" e cose simili, qualcuno ha detto "sapete quanti siamo? Duecentocinquantamila persone!" 
-urlo della folla in visibilio-.
Ho cercato di ricordare quando fosse stata l'ultima manifestazione a cui ho partecipato a cui avessero partecipato 250.000 persone, non me ne veniva in mente nessuna.
Manifestiamo sempre di più per i "nostri" diritti, sempre più per diritti "sociali" e sempre meno per faccende di soldi.Quelli ce li sfilano ogni giorno, in un modo o nell'altro. Giusto oggi la tariffa di Gas e luce è aumentata dell'8%. Ma tranquilli, l'inflazione è sotto controllo, il vostro smartphone costa sempre meno. Non ne cambiate dodici al giorno anche voi? 
Oh, che poi io sono a favore dei diritti civili, personalmente ci si dovrebbe poter sposare con qualsiasi essere vivente consenziente sulla faccia della terra, io personalmente sono una ragazza lesbica rinchiusa nel corpo di un uomo barbuto, quindi posso capire tutti. Mentre passeggiavo per il Pride, c'erano un sacco di persone che crepavano di fame,buttate a terra, mentre noi si passeggiava con la pancia piena e gli occhi orientati ad un colorato divenire.
Cazzo gliene frega ad uno che sta morendo di fame di potersi sposare, tanto lo sappiamo che i barboni mica l'affittano la chiesetta sulla collina, ci sono delle regole di decoro da rispettare.
Ci sono delle regole che dicono chiaramente che, se sei un pezzente, allora devi nasconderti e sparire. Perché quando sei povero sei un immigrato economico, non fai parte della grande famiglia di quelli che hanno qualcosa. E se non hai niente, beh, non puoi essere niente.
Non voglio tirar fuori minchiate sulla piramide di Maslow, ma la verità è che la prima cosa che ti serve è poter mangiare, un tetto sopra la testa, poi magari pensi a chiavare. 

 

E  puoi manifestare per entrambe le cose, puoi fare il Gay Pride e il giorno dopo preoccuparti per quelli che stanno peggio di te. Potresti. Il problema è che non lo fai. Il più grande successo delle classi dominanti (passatemi questa definizione) è stato dirottare l'attenzione su problemi che, in fondo, non li riguardano. Perché se guadagno venti milioni all'anno, sai cosa cazzo me ne frega di quello che ti scopi? M'importa di quanto vengo tassato.
Così in molti non capiscono che la Flat Tax è un crimine contro i poveri. Insomma, se riduci la tassazione a quelli che guadagnano parecchio, fammi capire dove li peschi i soldi per il tuo reddito di cittadinanza, eh, Giggì?
Ma è tutta colpa dei negri, lo so. Siamo noi il vero problema da queste parti, questi immigrati che vogliono entrare nel vostro paese, di cui siete cittadini per puro caso. Se per caso ve lo foste dimenticati, siete cittadini Italiani perché vostro padre era italiano, o vostra madre. Pensa che grande merito. Dovreste proprio esserne orgogliosi, ve la siete sudata. Mi raccomando, continuate a non farmi la fattura quando compro qualcosa, lamentandovi degli immigrati che fottono il sistema con i loro trentacinque euro.
O continuate a lamentarvi di questi cattivi immigrati che spacciano mentre squagliate un pezzetto di fumo cagato fuori da qualche Akmed a Malaga. Oh, lo so che non vedete la contraddizione, perché guardate solo il vostro minuscolo micragnoso orticello del cazzo, quello non va toccato, sono gli altri, quelli cattivi da punire. Voi cercate solo di sopravvivere, ecco perché non fate fattura.
E mica posso permettermi di mettere tutti in regola, altrimenti mi tocca chiudere
Questi immigrati che arrivano qui e non rispettano le regole, tornassero a casa loro
Con fattura 80, senza fattura 60. No, mica per ridurre il reddito imponibile, voglio solo farti un favore.
Questi clandestini ci costano troppo, poi questi soldi da dove li prendiamo?
Dai passami una cartina, che tiro su na bomba
E poi arrivano qui e cosa vuoi che facciano, eh? Sicuramente spacciano.
Ci facciamo sta vacanzina in Thailandia, cosa ne pensi? Ci son tutte quelle belle fighe, gli offri una cena e te le scopi sicuro.
E mica sanno come comportarsi con le donne, non hanno una cultura quelli lì
Che meraviglia di film, mi commuovo sempre quando vedo bambi, soprattutto quando la madre muore
Sti negri non potrebbero stare a casa loro e morire lì? Affondare i barconi a fucilate, ecco cosa bisognerebbe fare!
 L'apice dello schifo l'ho raggiunto ieri. Una foto con bambini affogati, affogati e tenuti in mano da due adulti che li guardano sconsolati.  Non è la prima volta che gli tocca quest'ingrato compito, se sono libici di bambini morti ne avranno visto centinaia negli ultimi anni, il paese è stato disintegrato negli ultimi dieci anni, anche per colpa nostra.
Peggio di questo ci dev'essere solo recuperare dei bambini morti e poi sentirti accusare di essere un attore al soldo di Soros. Peggio ancora, essere un bambino che crepa in mare e poi viene accusato di essere un bambolotto di plastica.

Pinocchietto bugiardo, tu non sei un bambino vero! Se fossi vero, non affogheresti, chi lascerebbe mai affogare un bambino? Un mostro, solo un mostro. E visto che io un mostro non sono, tu non sei un bambino.
Non commuovetevi, camerati! Quei bambini non sono bambini, sono bambolotti messi lì dai poteri forti! Non commuovetevi, ripeto, non commuovetevi!
 Voglio fare un esercizio. Voglio provare a capirvi.
Provo ad entrare nella vostra testa, non è facile, ma ci provo uguale. Okay, vedete quella foto e vedete che ci sono dei bambini.
Non possono essere dei bambini veri, quelli che muoiono in mare sono risorse boldriniane, quelli che prendono cinquanta euro al giorno per ciondolare di fronte ai supermercati ed importunare le brave persone come me, mica donne e bambini. No, decisamente non sono bambini. Non voglio che siano bambini. Vieni Giulio, giochiamo un pochino con le macchinine, dai, smettila di urlare che la mamma sta leggendo il giornale, papà arriva appena finisce il turno al lavoro, dai, non rompere le scatole.
Non sono bambini, sicuro, troppo rigidi per essere bambini, si vede che sono dei fotomontaggi, magari hanno assoldato Kubrick per riprendere la scena, aveva appena finito con Space X e le missioni apollo e i poteri forti lo hanno messo al lavoro sui migranti, del resto i soldi di Soros son proprio tanti. Kubrick lo hanno ibernato, lo scongelano all'occorrenza.
Vieni Giulio, che la mamma vuole farti due carezze sulla testa. Smettila di correre.
No, decisamente non possono essere bambini, se lo fossero sarebbero come Giulio, inaccettabile. Non sono bambini. Sono bambolotti. Si, ho deciso, bambolotti. Non sono esseri umani. Gli uomini sono dei mostri che vengono qui per stuprare e rubare, le donne sono maligne arpie che vogliono sbarcare e sgravare, sgravare e sbarcare, sulle nostre coste. Si, quelle hanno il colpo in canna, arrivano per fregare il posto all'asilo, ho visto le liste, quelle sono sempre in cima, tutti sti Mohammed, Zeyna, Samir, Abdul! Tutte risorse boldriniane. Tutti bambolotti.
Si, sono bambolotti.
Anche quelli che aspettano il turno per l'asilo, anche loro mica esistono davvero, sono solo dei nomi su un pezzo di carta. Risorse? Risorse un cazzo. Sono dei piccoli ladri pigolanti giunti sull'italico suolo per fregarci, noi mica possiamo andare a casa loro e fare il cazzo che ci pare, eh? E allora?
Ciao tesoro, bentornato, giocaci un po' tu con Giulio, oggi è un po' dispettoso, forse ha la febbre, dici che dovremmo portarlo in ospedale? Ho letto una notizia, una bambina ha avuto quella malattia, meningite si chiama? Eh, non vorrei, sai, poi siamo tornati dalle vacanze, l'Egitto mi è proprio piaciuto sai? A parte quando ti hanno chiesto di smettere di camminare con la birra per strada, ti ricordi? Sono proprio arretrati. E le donne poi, pipistrelli in spiaggia!
E poi mettono il velo. Risorse! Ma lo mettessero a casa loro il velo, che noi non li vogliamo mica. Dovrebbero portare rispetto per i nostri valori occidentali e cristiani. Che Maometto era malvagio, mica come il nostro Gesù. L'avrà mai detta Maometto una cosa bella come - Ama il tuo prossimo come te stesso?- Eh, Maometto non l'ha mai detta una cosa così, sono sicuro. -Lasciate che i bambini vengano a me- che meraviglia di frase, aspé che la condivido nel gruppo della parrocchia. Giù, ti sei lavato le mani? Dai sbrigati che mangiamo.
Facciamo la preghiera, su, dai amore, comincia tu. 


Dio, amante della vita,
che nutri gli uccelli del cielo
e vesti i gigli del campo,
ti benediciamo per tutte le creature
e per il cibo che stiamo per prendere;
e ti preghiamo di non permettere che ad alcuno
manchi il necessario alimento.
Per Cristo nostro Signore. 
Amen.


Kurdt

lunedì 12 febbraio 2018

Il sapore delle fragole






"E insomma, bambini, ci sono posti dove le fragole proprio non crescono, potete fare quello che volete, niente, non vengono fuori."

"Maestro, che sapore hanno le fragole?" 

Mi giro per guardare chi avesse parlato. Samira, undici anni, una bambina più sveglia del demonio. Non mi sorprenderebbe trovarla presidentessa della repubblica, tra cinquant'anni. Ma beh, io sarò morto e sepolto tra cinquant'anni, probabilmente molto prima.

"Beh, hai presente quelle cose rosse, che hanno il colore delle fragole? Hanno anche il sapore delle fragole. Non le hai ma provate, davvero?"

"No maestro, perché, ti sembra strano?"
E sorride.  Mi ha appena detto che non ha mai assaggiato le fragole. E sorride. A me invece mi si schianta il cuore per terra e mi devo girare un secondo, perché non posso rovinare l'immagine di maestro duro, accuratamente coltivata negli anni facendomi vedere frignare per una roba del genere. Quei piccoli criminali mi avrebbero preso per il culo fino alla fine del mondo.

Mi sono rigirato verso la classe, di nuovo presente e composto, come vuole il ruolo.

"Samira, vedrai che un giorno le proverai le fragole"

"Ma come sono, sono buone?"

"No, tranquilla, non ti perdi granché" ho mentito. Non le potevo mica dire che le fragole sono una delle cose più buone dell'universo e che il governo dovrebbe darne dieci chili a famiglia. Una scelta del genere avrebbe effetti eccezionali sull'ordine pubblico, chi volete che pensi alle rivolte, se ha chili di fragole in fresco?

"Maestà, il popolo si ribella, vogliono il pane!" 

"Dategli le fragole" 

Avremmo ancora l'ancien régime se fossero stati appena appena più svegli.

Il giorno dopo mi sono presentato con un cestello di fragole che dovevano bastare per tutti. La verità è che avrei voluto darne uno solo a lei, per dirle: Tieni, strafogatici, mangiane quante te ne pare, fattici un tuffo, nelle fragole. E quando ti avranno rotto i coglioni, okay, allora saprai come sono, ste fragole.

Ma non potevo farlo, perché non è che gli altri siano proprio messi bene, molti non hanno detto niente perché si vergognavano, ma posso scommetterci, le uniche fragole che hanno visto sono quelle della pubblicità della Müller. Conoscono le fragole come io conosco il culo di Eva Longoria, lo ho visto, ma non ne ho esperienza diretta.

Uno di loro, facciamo che si chiama Mustàfa, con l'accento sulla à, è arrivato quest'anno, non parlava una parola d'italiano, adesso ciancia così tanto che è difficile farlo tacere senza dargli qualcosa da mangiare. Qualche giorno fa ha tirato fuori dei biscotti, erano quelli ricoperti di carta argentata con su scritto: "Fondo Europeo Rifugiati" tipo, qualcosa del genere. Potevano anche scriverci: "Cibo per i poveri" che era la stessa cosa.

"Ne vuoi uno maestro?"
Cazzo lo avrei mangiato anche se fosse stato impastato nella merda di cane, quel biscotto. Ne ho preso uno e l'ho addentato, ho fatto la stessa faccia che ti aspetteresti da uno che mangia una fetta di torta sacher preparata dalla regina Elisabetta in persona.

"Ti piacciono?"  Mi ha chiesto, Mustàfa. 

"Mai mangiato una roba più buona in vita mia, dammene un altro, che mica te li vorrai mangiare tutti da solo" . Che poi erano delle gallette semplicissime, quelle che mangiavamo anche noi la mattina, assieme al latte, ma non potevo aspettarmi gli dessero di meglio. Ai poveri è bene ricordargli da che parte della barricata stanno. Comunque l'ho accompagnato di sotto, Mustàfa, gli ho dato due biscotti che tenevano in aula insegnanti per le emergenze, al cioccolato stavolta. E gli ho anche dato una tazza di cioccolata, già che c'ero. Vedrai mai che mi manda in fallimento una roba del genere.

Mustàfa lo mandano a scuola anche quando ha la febbre.

Non ha i soldi per la gita, undicieuro tra biglietto dell'autobus ed entrata a teatro. Allora quei quattro soldi li mettiamo con i colleghi, perché col cazzo che lo lascio a scuola da solo mentre tutti i compagni vanno, per la prima volta, a teatro.  Tanto questa cosa che è povero, mica passa facilmente, glielo ricorderanno spesso, ma non ancora, lasciamogli ancora un po' di tempo.

Ve le racconto queste cose, perché mi hanno parlato delle polemiche su un monologo di Savino a Sanremo. E Savino manco lo conoscevo,  so però che quelli che vogliono mandare via a calci nel culo i poveracci, sono poveri pure loro, di solito.

Solo che sbagliano bersaglio, si sono convinti che il nemico siano quelli più poveri di loro, mentre quelli che sono i loro nemici, cari miei, di solito sono quelli più ricchi, di loro. Così possono pensare a queste persone, che si fanno un viaggio in mare, in inverno, rischiando di creparci, come a persone che non esistono. Lo possono fare perché non ci stanno a contatto. Io non potrei mai, ci ho vissuto da quelle parti, lo so come funziona. E sono stato straniero, per tutta la mia vita. Lo sono ancora adesso, uno straniero, dev'essere una condizione permanente, quella di non avere casa.

E alla mattina io ho l'occasione di abbracciarli, questi "immigrati" e boh, mica la vedo la differenza con tutti gli altri, sono bambini, sono morbidi uguale, ridono, cadono, rompono i coglioni come tutti i bambini. Hanno il senso dell'equilibrio di un alcolizzato. Sono bambini.

E non voglio che si sentano stranieri un'altra volta. Ci penserà qualcun'altro a farlo, ci potete scommettere. Per oggi però, siete a scuola. Per oggi siete a casa. 

Kurdt
Se volete offrirmi un caffé, passate pure, cliccando sul gattone avrete diritto a leggere tutto quello che scrivo, racconti, articoli e presto, molto presto, pure un podcats.
                        











domenica 26 maggio 2013

L'australia del vicino è sempre più verde

Lavoratori volontari per il woofing in Australia. Sono felici di lavorare gratis. 


Come alcuni di voi sanno, vivo da qualche mese in Australia, a Melbourne per l'esattezza, ed ho avuto l'occasione d'incontrare parecchia gente che come me è arrivata nel paese da qualche tempo.

Ho visto le reazioni più diverse, ci sono alcuni che continuano a sentire nostalgia degli amici di una vita, altri si isolano completamente dai connazionali, e altri ancora invece una volta arrivati qui iniziano a denigrare tutto quello che ricorda l'Italia.

Gente che appena scesa dall'aereo inizia a decantare la bellezza degli spazi infiniti, la puntualità dei treni, la simpatia degli austaliani, che non sono mica come: “quegli italiani stronzi che incontri in giro!”.